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Cécile è morta

Povera Cécile! Eppure era ancora giovane! Maigret aveva avuto per le mani i suoi documenti: ventott’anni appena. Ma era difficile immaginare una donna che avesse un’aria più da zitella di lei, che fosse meno aggraziata, malgrado tutta la buona volontà che ci metteva per rendersi attraente. Quei vestiti neri che sicuramente si confezionava da sé usando pessimi modelli… Quel ridicolo cappello verde sotto il quale era impossibile scorgere alcuna grazia femminile… Un volto pallidissimo e, come se tutto ciò non bastasse, un leggero strabismo… Arrivava alle otto del mattino, già rassegnata alla lunga attesa. «Il commissario Maigret, per favore…». «Non so se verrà stamattina… Potrebbe parlare con l’ispettore Berger che…». «No, grazie… Aspetterò…». E aspettava tutta la giornata, senza muoversi, senza mostrare il benché minimo segno di impazienza, alzandosi di scatto, come in preda all’emozione, appena il commissario spuntava su dalle scale. (Le inchieste di Maigret 28 di 75)
(source: Bol.com)

Cazzimma

In una Napoli assolutamente autentica, brulicante e famelica, con il suo caos perenne e una folla eterogenea ad animare i suoi vicoli stretti, il giovane Sisto insieme all’amico Tommaso, detto Profumo, commette l’errore di dare vita a un piccolo traffico di droga destinato a una ristretta cerchia di facoltosi clienti. I due ragazzi credono di potersi arricchire indisturbati, trascorrendo la loro vita tra pomeriggi nella sala giochi e serate anfetaminiche, ma non hanno fatto i conti con Cavallaro, il potente boss che tutto vede e tutto comanda. Sarà solo grazie allo zio di Sisto, Antonio, suo padre putativo ed eminente personalità criminale all’interno del quartiere, che il ragazzo avrà salva la vita, a patto però di macchiarsi di un peccato bruciante, capace di segnarlo profondamente. Come riuscirà a liberarsi dal giogo che lo tiene legato a doppio filo alle sue colpe? Esiste un modo per rimediare e rinascere? L’incontro casuale con una ragazza getterà una luce diversa sulla vita di Sisto e lo spingerà verso una nuova direzione, più consapevole, più adulta, capace di farlo crescere e maturare. Con un linguaggio che non concede spazio a digressioni o a riflessioni sociologiche e un ritmo serrato e coinvolgente, Cazzimma racconta il punto di vista di una gioventù senza scopi, abulica, che si consegna agli eventi soffocando ogni sussulto di ribellione, nella convinzione che le cose capitino e che non ci sia nulla da fare, quasi a riflettere implicitamente quel fatalismo tutto partenopeo con cui certi comportamenti sono accettati e considerati immutabili.
(source: Bol.com)

La caverna degli antichi

T. Lobsang Rampa non ha bisogno di presentazione per il lettore occidentale; dopo la pubblicazione de Il terzo occhio, il suo nome è ormai familiare a chiunque si interessi all’oriente ed è inscindibile in particolare dal mondo segreto e misterioso del Tibet. Questo libro in cui sono descritte le esperienze straordinarie e quotidiane di un giovane monaco in un monastero tibetano, offre al lettore un quadro della vita sugli altipiani del Tibet come è vista attraverso gli occhi di un giovane, ingenuo e spontaneo come tutti i giovani, ma dotato di qualità eccezionali. Da questa storia avventurosa e appassionante, ambientata in un mondo segreto e irraggiungibile, il lettore apprenderà quanto la saggezza degli Antichi può essere d’insegnamento su questioni come il significato della vita, il timore della morte, il rapporto tra mente e cervello, l’ipnosi, la telepatia, la chiaroveggenza e la reincarnazione. Gli insegnamenti di questo libro nascono dalla saggezza degli Antichi, ed è la saggezza che si trova scritta sulle piramidi egiziane, nei templi delle Ande e nel massimo deposito di saggezza occulta del mondo, gli altipiani del Tibet.
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Cave Canem

Cave canem, ”Attenti al cane”. Nelle ville patrizie dell’antica Roma era uso scriverlo all’ingresso dell’abitazione, e non sfugge all’abitudine anche la ricca dimora di Gneo Plauzio, mercante di origini plebee che, dopo aver fatto fortuna con il commercio del pesce, si è trasferito sulle rive del lago Averno. Ma in questo caso, forse, c’è davvero qualcosa a cui stare attenti. Lo scopre il senatore Publio Aurelio Stazio che, di ritorno a Roma dopo avere trascorso un periodo di vacanza a Baia, si ferma ospite di Plauzio. Appena arrivato, viene a sapere che proprio la notte precedente il figlio primogenito del padrone di casa, Attico, è morto, dopo essere scivolato nella vasca delle murene. Si mormora che sulla famiglia gravi un’oscura maledizione e che tre figli dovranno perire per opera di pesci, uccelli e insetti. E quando anche il fratello di Attico muore, trafitto da un becco appuntito, anche i più scettici iniziano a credere che quelle morti siano volute dal Fato. Certo non Aurelio Stazio, che conosce anche fin troppo bene la scaltrezza e la ferocia degli uomini.
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Il cavallo e il ragazzo

TERRA 1940 – NARNIA 1014 «Come vorrei che potessi parlare, amico mio.» Shasta non poteva immaginare che rivolgendosi così a un cavallo, ne avrebbe avuto risposta. Ma Bri ha il dono della parola perché viene da Narnia, terra felice da cui è stato rapito e a cui vuole tornare. La stessa terra che Shasta desidera esplorare da sempre. Comincia così un viaggio fitto di insidie, avventure e nuovi amici, che sarà per loro una prova di cuore, coraggio e saggezza.

Il cavallante della ‘Providence’

‘”Che diavolo ci faceva quella donna in un posto simile?”‘. ‘In una stalla, con gli orecchini di perle, il braccialetto firmato, le scarpe di camoscio bianco!’. ‘Doveva essere arrivata ancora viva, visto che il delitto era stato commesso dopo le dieci di sera’. ‘Ma in che modo? E perché? E nessuno aveva sentito nulla! Lei non aveva gridato, e i cavallanti non si erano neppure svegliati…’. ‘Se non fosse stato per quella frusta che non si trovava, probabilmente sarebbero passati anche quindici giorni o un mese prima che qualcuno scoprisse il cadavere, per caso, nel rivoltare la paglia!’. ‘E altri cavallanti sarebbero venuti a russare accanto a quel corpo di donna!’. (Le inchieste di Maigret 16 di 75)
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I Cavalieri di Mezzo Inverno

Timothy Scarlet è in ritardo e si affanna per raggiungere in tempo l’università. Look Deren guarda in uno specchio e sussurra parole antiche. Il successo di Look è la dannazione di Tim.
Ad aspettarlo fuori dalla stazione ci sono strade buie e deserte ed un cielo che non appartiene al suo mondo, segnato da una frattura che sembra essere l’unica fonte di luce.
Per via del vincolo che lega evocatore ed evocato, Tim è asservito al giovanissimo Look, almeno fino all’assolvimento del compito per cui è stato chiamato. Fino ad allora, ogni ordine del ragazzino è legge.
E non c’è via d’uscita da Faran, se non per mezzo delle sue regole. Come Tim e tutti gli altri nella sua stessa condizione hanno presto modo di scoprire, c’è molto da apprendere su Faran, i suoi abitanti e la sua magia.
Perché anche chi conquista la libertà non fa più ritorno nel mondo comune? Qual è il compito che Look ha in serbo per lui?

Il cavaliere nero

Nonostante il conflitto di culture che può esserci tra un aristocratico conte spagnolo e quella che è la nuova infermiera-accompagnatrice di sua madre, ciò che Rodrigo vuole è una sposa per portare avanti la nobile discendenza dei Diaz. E la sposa che vuole è Laura.

Il cavaliere nero

Caitlyn è sola al mondo.
Per sopravvivere, nasconde la sua bellezza sotto i panni ruvidi di un monello da strada, sognando di incontrare l’eroe dei suoi sogni: il misterioso cavaliere nero, idolo di tutti gli oppressi.
Non immagina che il destino la condurrà presto alla sua casa…

Il cavaliere nero

Inghilterra, 1863 – Sebbene non bellissima, Lady Hester Pimblett possiede una viva intelligenza che le consente di scorgere l’uomo disperatamente solo che si cela dietro la maschera cinica di Adrian Fitzwalter, Duca di Barroughby, e di provare per lui un’attrazione che non tarda a diventare amore. Sentimenti che l’affascinante Adrian condivide, che però non osa rivelare ritenendosi indegno di una giovane donna tanto irreprensibile. Decide quindi di rinunciare a lei, ma se un atto di coraggio da parte della timida Hester permettesse loro di trovare la felicità cui anelano entrambi?
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Il cavaliere d’inverno

Leningrado, estate 1941. Tatiana e Dasha sono sorelle e condividono tutto, perfino il letto, nella casa affollata dove vivono con i genitori. Una mattina il loro risveglio è particolarmente agitato: Dasha ha un nuovo innamorato e non vede l’ora di raccontare tutto a Tatiana. Ma un annuncio alla radio manda di colpo in pezzi la loro serenità: il generale Molotov sta comunicando che la Germania ha invaso la Russia. È la guerra. Uscita per fare scorte di cibo, Tatiana incontra Alexander, giovane ufficiale dell’Armata Rossa, e tra loro si scatena un’attrazione irresistibile. Ancora non sanno che quell’amore è proibito per entrambi e potrebbe distruggere per sempre ciò che hanno di più caro. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa micidiale, riducendola allo stremo, la dolce Tatiana e il valoroso Alexander troveranno nel legame segreto che li unisce la forza per affrontare avversità e sacrifici. Con la speranza di un futuro migliore.

Il Cavaliere Che Aveva Un Peso Sul Cuore

Il cavaliere che aveva un peso sul cuore by Marcia Grad Powers
La vita tante volte ci sorprende, e non sempre le novità hanno i colori dell’arcobaleno. Spesso portano con sé nubi tempestose che preferiremmo di gran lunga far sparire dall’orizzonte. Duke lo sa bene. Lui che è un cavaliere amato e rispettato, e come cacciatore di draghi non ha eguali. La sua vita è perfetta e fatta solo di granitiche certezze. Ma un giorno accade qualcosa di inspiegabile e inaspettato, qualcosa che neanche con tutta la sua forza può impedire: Allie, sua moglie, lo lascia senza che lui riesca a capirne la ragione, mentre suo figlio Johnny delude ogni speranza che aveva riposto in lui. “Perché tutto questo capita proprio a me?” si chiede Duke sconsolato, incapace di accettare questi cambiamenti e frustrato dall’impossibilità di far tornare le cose come prima. Ma combattere contro ciò che è ineluttabile non fa che renderci depressi, stressati, furiosi. Il cuore si appesantisce fino a diventare una zavorra che trascina a fondo ogni energia, e il futuro si dipinge di tinte sempre più fosche. Come imparerà Duke intraprendendo il suo viaggio sulla Via della Serenità, si può essere felici anche se le cose non vanno esattamente come programmato, basta saperle guardare da un altro punto di vista, perché spesso persino le avversità nascondono doni inaspettati. E accettare ciò che non si può cambiare, per concentrarsi su quello che invece dipende dalla nostra volontà è il primo passo per ritrovare la serenità. Una favola rivelatrice, capace di regalare a ognuno di noi il segreto della vera felicità.

Causa di morte: sconosciuta

Due omicidi, due scene del crimine, due vittime che non sembrano aver nulla in comune. L’enigma sembra irrisolvibile per la detective Jane Rizzoli e il medico legale Maura Isles. Perché entrambi i cadaveri presentano mutilazioni agghiaccianti, ma non letali. E la causa di morte pare impossibile da determinare. Dentro di sé, Jane Rizzoli ha una sola certezza: quello non è che l’inizio. Eppure, la verità è là fuori, da qualche parte, qualcuno la sa. Ma chi? La risposta, che in realtà nasconde altre domande ancor più inquietanti, giunge dalla voce più sconvolgente di tutte: quella di Amalthea Lank. Pluriomicida spietata, incarcerata e ora messa di fronte all’ultimo dei traguardi, poiché afflitta da un male inguaribile, Amalthea non rinuncia a un’ultima manipolazione psicologica, crudele e perversa. E a esserne vittima è proprio sua figlia, Maura Isles. Amalthea lascia cadere un indizio ermetico sulle strane morti che Jane e Maura stanno cercando disperatamente di spiegare. Qualunque cosa Amalthea sappia, però, non è che una tessera del puzzle: l’indagine sembra portare a un oscuro personaggio, sopravvissuto a una tragica storia di abusi… ma cosa lega quelle morti ai martiri della storia cristiana? Rizzoli e Isles stanno per mettere l’assassino alle corde, quando il passato le travolge, minacciando di falciare altre vite innocenti, oltre alle loro stesse esistenze…
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Causa di morte

È l’alba di Capodanno quando Kay Scarpetta viene chiamata ad immergersi nelle acque di un vecchio arsenale navale lungo l’Elizabeth River in Virginia: a dieci metri di profondità è stato appena rinvenuto il cadavere di un sommozzatore, un giornalista famoso per le sue inchieste. Cosa cercava in quelle acque? E perché Kay Scarpetta è stata avvisata da una telefonata anonima prima ancora che la polizia fosse informata dell’accaduto? Quando il suo assistente all’obitorio viene brutalmente assassinato con un proiettile in dotazione solo alll’FBI, e sulla macchina della vittima viene trovato del materiale radioattivo, Kay Scarpetta si trova coinvolta in una scia di violenza e di morte che origina da una setta misteriosa e potente.
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Cauldron, fornace di stelle

I racconti ambientati al centro della galassia hanno un fascino innegabile ma pongono un problema quasi metafisico (almeno dal punto di vista della scienza attuale): come raggiungerlo. Per questo McDevitt immagina la necessità di costruire un rivoluzionario motore interstellare e lo descrive nel primo episodio del libro. Ma poi, esaurite le questioni nautiche, entra in scena la spaziale Priscilla “Hutch” Hutchins e la missione decolla a velocità transfinite. Per approdare su una serie di mondi allucinanti che sono solo altrettante tappe prima del Centro… e della minaccia che vi si annida.
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**JACK MCDEVITT – Torna l’autore di *Seeker* e del *Sonno degli dei* con una storia al centro delle immensità – l’Autore** |
GIUSEPPE LIPPI
**DEJA’ VU CON SORPRESA – Un articolo che sembrerebbe scontato ma con un asso nella manica. A giugno… – Editoriale** |
GIUSEPPE LIPPI
**NELLA ZONA DEL CREPUSCOLO – Dampyr e Dylan Dog, i fumetti del fantastico alle prese con sempre nuove avventure – Fumetti**
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STEFANO PRIARONE

Il cattivo tedesco e il bravo italiano

‘Il cattivo tedesco e il bravo italiano’ è uno stereotipo da rivedere che ha consentito di evitare molti conti con la nostra cattiva coscienza. Corrado Augias, ”la Repubblica”

L’umanità dei nostri connazionali – benché fascisti – e la bruta violenza degli scherani di Hitler: assoluzione da un lato, demonizzazione dall’altro. Un mito autogratificante che è servito a rimuovere i crimini dell’imperialismo fascista, la guerra di aggressione contro le ‘potenze democratiche’, la persecuzione antisemita, le violenze commesse ai danni di ‘nazioni inermi’ sottomesse all’Asse. Nello Ajello, ”la Repubblica”

La mancata Norimberga italiana avrebbe alimentato e consolidato l’oblio collettivo. La Resistenza e la sua narrazione divennero invece il luogo del riscatto e del riconoscimento della diversità tra italiani e tedeschi. Focardi sintetizza un’intensa stagione di riflessioni su un tema ineludibile. Bruno Maida, ”L’Indice”

Con grande finezza interpretativa Focardi restituisce spessore ai fatti confrontandosi con le diverse narrazioni – la storiografia, la letteratura, il cinema – raccolte intorno alla vicenda dell’Italia durante la seconda guerra mondiale. Giovanni De Luna, ”Tuttolibri”

Filippo Focardi ricostruisce le spinte che hanno creato l’immagine dell’italiano ‘buono’, vittima della ferocia dei tedeschi: un impasto dal quale derivò quell’attitudine autoindulgente di cui gli italiani non si sono mai liberati. Giuseppe Berta, ”l’Espresso”

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