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Il secondo amore

Perfetto amalgama di poesia e affabulazione, di ricordi lontani e paesi remoti, le prose del “Secondo amore” ci trasportano in un mondo magico, popolato di giovani violinisti capaci di far danzare le stelle in cielo, agili ballerini col monocolo, clown lillipuziani e macrocefali, zingari accampati fra il bosco e la palude in una distesa di tende bianche. Ma riaffiora, costante, la Storia, evocata da un Natale di guerra sul bassopiano della Podolia, a due passi dal fronte; dalla presenza dell’imperatore («Lui giace sepolto nella Cripta dei Cappuccini, sotto le rovine della sua corona, fra le quali io – vivo – vado aggirandomi»); dal cordoglio per la miseria austriaca al crollo dell’impero e per il tramonto della patria; dalla nostalgia degli esuli e degli emigrati – una nostalgia che può spezzare il cuore. E a ritmare l’intero libro è l’amore, che nel racconto eponimo si fa pura, toccante bellezza: nel bosco incantato, teatro di incontri pudichi, una risata si alza in volo «come un raro, sconosciuto uccello bianco», mentre i giardini esalano il profumo del glicine «con la fresca veemenza di un dolce vento». Un profumo inebriante oggi come allora.
(source: Bol.com)

La seconda vittima

Una chiamata anonima all’Unità Casi Irrisolti, dove Bosch lavora, spinge il detective a riaprire un famoso caso di omicidio rimasto insoluto per oltre vent’anni, il cosiddetto caso del Brown Derby. Nel 1992, un ragazzo senza fissa dimora era stato ferocemente accoltellato in un famoso ristorante abbandonato della vecchia Hollywood, il Brown Derby appunto. Già sette anni prima Bosch aveva provato a riprendere l’indagine, ma la mancanza di prove sul cadavere e sulla scena del crimine gli aveva impedito di procedere. Ora l’inaspettato informatore anonimo e la prova del DNA trovata sull’arma del delitto mettono Bosch sulle tracce di un assassino già condannato per un altro omicidio. Ma per incastrare il colpevole serve qualcosa di più di una prova scientifica facilmente contestabile da un bravo avvocato in un’aula di tribunale e il detective deve mettere in campo tutte le sue capacità, ma soprattutto il suo intuito infallibile, per ottenere una testimonianza fondamentale e soddisfare anche questa volta la sua sete di giustizia. Da uno dei maggiori maestri del thriller americano, un avvincente racconto inedito solo in digitale e, in esclusiva, le prime pagine del nuovo thriller di Michael Connelly, *Il lato oscuro dell’addio*, in uscita a gennaio 2018.
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### Sinossi
Una chiamata anonima all’Unità Casi Irrisolti, dove Bosch lavora, spinge il detective a riaprire un famoso caso di omicidio rimasto insoluto per oltre vent’anni, il cosiddetto caso del Brown Derby. Nel 1992, un ragazzo senza fissa dimora era stato ferocemente accoltellato in un famoso ristorante abbandonato della vecchia Hollywood, il Brown Derby appunto. Già sette anni prima Bosch aveva provato a riprendere l’indagine, ma la mancanza di prove sul cadavere e sulla scena del crimine gli aveva impedito di procedere. Ora l’inaspettato informatore anonimo e la prova del DNA trovata sull’arma del delitto mettono Bosch sulle tracce di un assassino già condannato per un altro omicidio. Ma per incastrare il colpevole serve qualcosa di più di una prova scientifica facilmente contestabile da un bravo avvocato in un’aula di tribunale e il detective deve mettere in campo tutte le sue capacità, ma soprattutto il suo intuito infallibile, per ottenere una testimonianza fondamentale e soddisfare anche questa volta la sua sete di giustizia. Da uno dei maggiori maestri del thriller americano, un avvincente racconto inedito solo in digitale e, in esclusiva, le prime pagine del nuovo thriller di Michael Connelly, *Il lato oscuro dell’addio*, in uscita a gennaio 2018.

La Seconda Vita Di Majorana

**Un giallo affascinante, ora, a centodieci anni dalla nascita, finalmente risolto.
Con un importante inserto fotografico e documentario. **
“Chi ha visto Majorana?” A rispondere ci hanno provato in tanti, Mussolini pretese subito la verità senza ottenere soddisfazione, Sciascia vi dedicò uno dei suoi libri più importanti (*La scomparsa di Majorana*), Gianni Amelio lo raccontò nel film *I ragazzi di via Panisperna*, Paolo Borsellino aprì un’inchiesta sul caso. Film e indagini giornalistiche si sono susseguiti nel tempo ma la verità su Ettore Majorana (Catania 1906-?), geniale fisico italiano, non è mai venuta fuori: tante ipotesi, le più svariate, dal suicidio alla fuga in altri paesi, al ritiro in un convento.
Questo libro ci offre una nuova verità. Gli autori si sono mossi sulle tracce del ricercatore, hanno viaggiato in Sud America, incontrato i figli e i nipoti degli ultimi testimoni che hanno visto Majorana ancora in vita dopo la fuga, e hanno finalmente ricostruito i misteri di una scomparsa legata a molti e inquietanti motivi. Un vero scoop internazionale dopo che nel 2015 la magistratura, sulla base di una nuova testimonianza, aveva accertato la permanenza del grande scienziato italiano in Venezuela. Non restava che andare laggiù e indagare, ed è quello che gli autori hanno fatto.
Un racconto agile, ricco di colpi di scena, un reportage unico, tra attualità, storia e verità giudiziarie, con un ricco inserto fotografico e documentario in parte inedito. A centodieci anni dalla nascita.
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### Sinossi
**Un giallo affascinante, ora, a centodieci anni dalla nascita, finalmente risolto.
Con un importante inserto fotografico e documentario. **
“Chi ha visto Majorana?” A rispondere ci hanno provato in tanti, Mussolini pretese subito la verità senza ottenere soddisfazione, Sciascia vi dedicò uno dei suoi libri più importanti (*La scomparsa di Majorana*), Gianni Amelio lo raccontò nel film *I ragazzi di via Panisperna*, Paolo Borsellino aprì un’inchiesta sul caso. Film e indagini giornalistiche si sono susseguiti nel tempo ma la verità su Ettore Majorana (Catania 1906-?), geniale fisico italiano, non è mai venuta fuori: tante ipotesi, le più svariate, dal suicidio alla fuga in altri paesi, al ritiro in un convento.
Questo libro ci offre una nuova verità. Gli autori si sono mossi sulle tracce del ricercatore, hanno viaggiato in Sud America, incontrato i figli e i nipoti degli ultimi testimoni che hanno visto Majorana ancora in vita dopo la fuga, e hanno finalmente ricostruito i misteri di una scomparsa legata a molti e inquietanti motivi. Un vero scoop internazionale dopo che nel 2015 la magistratura, sulla base di una nuova testimonianza, aveva accertato la permanenza del grande scienziato italiano in Venezuela. Non restava che andare laggiù e indagare, ed è quello che gli autori hanno fatto.
Un racconto agile, ricco di colpi di scena, un reportage unico, tra attualità, storia e verità giudiziarie, con un ricco inserto fotografico e documentario in parte inedito. A centodieci anni dalla nascita.

La seconda trilogia Adamsberg

Dopo “La trilogia Adamsberg”, che raccoglieva le prime indagini del commissario antirazionale, flemmatico e un po’ filosofo creato da Fred Vargas, questo volume raccoglie i tre romanzi successivi. In “Sotto i venti di Nettuno” Adamsberg, oltre a dover risolvere una catena di omicidi tutti uguali, deve fare i conti con un passato che sembra tornato per rovinargli la vita. Il fantasma di una monaca del Settecento, al centro di “Nei boschi eterni”, catapulta, invece, il nostro “spalatore di nuvole” in una Francia esoterica, di scure e vivissime credenze, tra cadaveri profanati per estrarne misteriose pozioni magiche che assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Infine, in “Un luogo incerto”, il ritrovamento di diciassette piedi spinge Adamsberg a percorrere un’Europa dove, dopo quasi trecento anni, la stirpe di Dracula non ha smesso di infestare il mondo.
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Seconda Fondazione

“Per narrare la storia del futuro, la cosa piu saggia è lasciarsi guidare dalla storia del passato”: cosi ha affermato Isaac Asimov a proposito del ciclo della Fondazione in generale e di questo romanzo in particolare. Dove si assiste a una serie incredibile di colpi di scena architettati con la tecnica, collaudata del giallo all’inglese, in cui ogni indizio sembra portare alla soluzione ultima e invece rivela solo una parte, e non sempre la più importante, della verità. Un romanzo a incastro, in cui una minoranza elitaria è chiamata a sciogliere un annoso enigma: se esista veramente una Seconda Fondazione che sovrintende ai destini delta Prima, e dove essa si celi.
Copertina di Marco Patrito

Seconda chance: Un’indagine delle donne del Club Omicidi (La Gaja scienza)

Un delitto è sempre orribile. Ma se a morire è una ragazzina undicenne, di colore, colpita apparentemente per puro caso, allora una cappa nera di odio rischia di avvolgere l’intera comunità e di suscitare un’irrefrenabile sete di vendetta. E infatti gli occhi di tutta San Francisco sono puntati sul tenente Lindsay Boxer, capo della Squadra Omicidi: è sua la responsabilità di trovare l’assassino, il pazzo che ha sparato dozzine di pallottole contro la La Salle Heights Church, uccidendo però soltanto la piccola Tasha Catchings. Ma Lindsay, senza indizi concreti né piste valide, brancola nel buio e, contro ogni logica, si aggrappa a un’intuizione: forse il movente di quell’omicidio non è l’odio razziale, bensì un impulso oscuro, più sfuggente e quindi molto più pericoloso. E sa pure che c’è un’unica strada per dare corpo a quella sua idea, cioè chiedere aiuto al Women’s Murder Club, formato da lei e dalle «tre menti più acute e brillanti della città»: il medico legale Claire Washburn, il sostituto procuratore distrettuale Jill Bernhardt e la giornalista Cindy Thomas. Unite da un patto di amicizia e di collaborazione, le quattro donne scandagliano ogni pista e ogni sospetto, ignare del fatto che le loro indagini rischiano di portare alla luce un segreto destinato a sconvolgere anche la loro vita privata, cambiandola per sempre. Perché qualcuno, nell’ombra, le sta osservando, in attesa di una seconda chance, e non si fermerà davanti a nulla pur di cogliere quell’opportunità…
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### Sinossi
Un delitto è sempre orribile. Ma se a morire è una ragazzina undicenne, di colore, colpita apparentemente per puro caso, allora una cappa nera di odio rischia di avvolgere l’intera comunità e di suscitare un’irrefrenabile sete di vendetta. E infatti gli occhi di tutta San Francisco sono puntati sul tenente Lindsay Boxer, capo della Squadra Omicidi: è sua la responsabilità di trovare l’assassino, il pazzo che ha sparato dozzine di pallottole contro la La Salle Heights Church, uccidendo però soltanto la piccola Tasha Catchings. Ma Lindsay, senza indizi concreti né piste valide, brancola nel buio e, contro ogni logica, si aggrappa a un’intuizione: forse il movente di quell’omicidio non è l’odio razziale, bensì un impulso oscuro, più sfuggente e quindi molto più pericoloso. E sa pure che c’è un’unica strada per dare corpo a quella sua idea, cioè chiedere aiuto al Women’s Murder Club, formato da lei e dalle «tre menti più acute e brillanti della città»: il medico legale Claire Washburn, il sostituto procuratore distrettuale Jill Bernhardt e la giornalista Cindy Thomas. Unite da un patto di amicizia e di collaborazione, le quattro donne scandagliano ogni pista e ogni sospetto, ignare del fatto che le loro indagini rischiano di portare alla luce un segreto destinato a sconvolgere anche la loro vita privata, cambiandola per sempre. Perché qualcuno, nell’ombra, le sta osservando, in attesa di una seconda chance, e non si fermerà davanti a nulla pur di cogliere quell’opportunità…

Il secolo infelice

A un critico che metteva in dubbio la coerenza tra i suoi saggi e le sue opere narrative, Imre Kertész, nell’introduzione a questo libro, risponde che tutte le sue opere parlano del medesimo soggetto: “l’inavvicinabile”. Lo scrittore ungherese, nella propria esistenza, ha vissuto per ben due volte “l’inavvicinabile”: incarnato nei campi di sterminio di Auschwitz e Buchenwald, dove è stato recluso, e nella situazione storica in cui ha iniziato a raccontare la sua esperienza nei lager, ovvero sotto il tallone del regime comunista sovietico. “L’Olocausto e le condizioni di vita in cui scrivevo dell’Olocausto si erano fusi in modo indissolubile.” L’Olocausto diventa allora un verbo coniugato al presente: è lo stato dal quale l’autore continua instancabilmente a inviarci messaggi e a costruire ponti per testimoniare la verità di quel “secolo infelice” che ha preceduto l’inizio di questo millennio e vi è poi confluito. Ecco perché, ci avverte lo stesso Kertész, gli scritti raccolti qui non possono essere considerati propriamente “saggi” ma, in modo più pregnante e corretto, devono essere definiti “approssimazioni”: resoconti lucidi, crudeli, talvolta ironici ma sempre impietosi, della realtà e della natura umana di cui chi narra ha conosciuto gli straordinari abissi. PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA

La Secchia Rapita

This historic book may have numerous typos and missing text. Purchasers can usually download a free scanned copy of the original book (without typos) from the publisher. Not indexed. Not illustrated. 1825 edition. Excerpt: … xv Now on his euterprize the Cavalier. Starts, with the flower of warriors, full of zeal, And valiant martial spirits now appear All stern, yet beautiful, and armed in steel; A hundred damsels dressed in warlike gear, Strengthen the squadron for the public weal; With javelins in their hands, and helmets gleaming, And robes succinct and pure around them streaming xvi. Their gallant leader was Renoppia, young And beautiful, a huntress used to arms, From the same parents as Gherardo sprung, Equal in valour, amidst wars alarms, And courtesy; and it was said and sung Through Italy, she was unmatched in charms; Manly in action, yet her cheek’s soft hue Ravished all hearts, and terrified them too. xvii. Brown were her eyes and tresses, and the rose And lily tinged her face, her bosom white As ivory, ruby were her lips, and rows Of pearl her teeth, in mind an angel bright; (“) But Maccabrun dall’ Anguille sneering chose A comment on that sonnet sweet to write, Wliich runs ” This old, mid bearded, spitefid crone,” And said–she was as deaf as post or stone. xviii. Now at the Square arriving she exclaimed: ” Signors, though feeble we may yet have art ” And strength to keep the gates, or hold unblamed ” The Passes, acting thus a gallant part; ” My fair compeers by valour all inflamed, ” Are ready to risk death by sword or dart; ” Nor is it unbecoming well-born maid, ” Her country to defend, when cruel foes invade. xix. ” When Barbarossa wrapt in flames Milan, W) ” That day, my grandsire won this ancient mail, ” My brother locked it up, prudential man, ” But all his cautious means were doomed to fail; ” We’ve got the treasure, and what courage can ” Perform, our foes shall witness to their bale. ” If they approach, their wounds and death shall prove…
(source: Bol.com)

Se Tutta L’Africa

Se tutta l’Africa by Ryszard Kapuscinski
In questi dieci reportage narrativi apparsi tra il 1962 e il 1966 sul settimanale “Polityka”, con l’occhio attento e la profondità di giudizio che gli sono propri Kapus´cin´ski descrive il periodo di rottura nella storia del continente: la nascita di nuovi stati, i capi che li hanno guidati, la crisi dei primi sistemi politici e le storie della gente comune. Ma la cosa più straordinaria è che a distanza di quarant’anni questo libro continua a essere fondamentale per chiarire i problemi dell’Africa e, per varie ragioni, resta una delle più importanti testimonianze mondiali della decolonizzazione africana.

Se Tu Lo Vuoi

Se tu lo vuoi by Valeria Fioretta
*Mi chiamo Margherita, ho 34 anni, e sono innamorata di uno che invece di dire «sì, wow» risponde «perché no».*
Margherita ha un ottimo lavoro, una folta schiera di amiche e un fidanzato con tutte le carte in regola per diventare Quello Giusto. Almeno fino al giorno in cui Quello Apparentemente Giusto la lascia senza una spiegazione, dopo sei mesi di amore folle (almeno da parte di lei), dopo averla costretta a sorbire centrifughe e tisane di ogni tipo, a rinunciare al cioccolato e ad annullare la parte più divertente di se stessa per cercare di conquistarlo ogni giorno. Sola e disperata, Margherita decide di trascorrere agosto a Torino per la prima volta da sempre.
Ed è assolutamente per caso che si imbatte nella pubblicità di una onlus che aiuta i genitori costretti a lavorare d’estate a trovare compagnia gratuita per i propri figli. Così conosce Elisabetta, nove anni, intelligente, timidissima e un po’ troppo abituata alla solitudine, che con le sue battute sagaci e l’innocenza che hanno solo i bambini le mostra il suo dolore sotto una luce totalmente nuova.
In un’estate torinese che non avrebbe mai pensato di vivere e di potersi godere, tra picnic sul lungo Po, lezioni di frisbee, gelati al limone e libri che possono curare le ferite, Margherita ed Elisabetta costruiranno un legame molto più speciale di quanto potessero sospettare e, forse, riusciranno anche a scovare Quello Giusto Davvero per Margherita.

Se tu fossi qui

Una giovane donna scompare e il marito Matteo, sconvolto, comincia a interrogarsi sulla loro vita in comune. Mano a mano viene trascinato in un vortice di indizi e di incredibili rivelazioni, di false piste e di agnizioni inattese. Un telefonino che continua a suonare, messaggi che lampeggiano nella notte. Un amante segreto? Un amico troppo caro? Una seconda vita misteriosa? Una malattia nascosta? Un passato che ritorna? O solo un uomo e una donna che hanno smesso di comunicare, che non hanno saputo mettere a nudo il loro cuore.
Questo non è un romanzo. È una storia che scommette sull’impossibile e trasforma la narrazione dell’indicibile in lettura avvicente. È un libro sulla paura e sull’incapacità di amare. Un racconto estremo sulla mancanza di coraggio che affligge spesso la nostra vita quotidiana. Sulla difficoltà di vivere appieno la propria vita.
Succede tutto nel tempo veloce e atroce della scomparsa di Luisa, in quello spazio breve e vuoto dove il tempo viene sospeso. Matteo scopre di non sapere nulla della giovane moglie e vorrebbe a tutti i costi tornare indietro. Vorrebbe amarla, abbracciarla, conoscerla, condividere giorni felici con le due figlie piccole. Vorrebbe poter ricominciare, riannodare quell’esile filo. Ma non è più possibile. Si può soltanto pensare di ripartire, stavolta senza troppi preparativi e con un bagaglio nuovo di verità irrinunciabili.
Scabra, essenziale, affilata dalla lama di uno sguardo impietoso, la narrazione corre veloce verso il suo finale liberatorio, lasciando chi legge col fiato trattenuto di chi ha appena compiuto un doppio salto mortale.

Se ricordi il mio nome

Un numero di telefono, un ricordo che scalda il cuore, e il desiderio di tornare…

È possibile che un trentenne ricco sfondato, sdraiato su una dorata spiaggia caraibica, invece che rallegrarsi della propria sorte muoia di nostalgia per una famiglia agli antipodi, che non è neppure la sua famiglia, e per una bambina che non sa dire altro che ‘fangulo? Sì, se si chiama ‘Smilzo’ e se ha trascorso – adesso lo ha capito – i mesi più belli della sua vita cercando di aiutare una buffa bambina e la sua ricchissima madre, che in una Roma caotica e implacabile erano diventate vittime di un mostruoso piano criminoso. Ma ora che tutto è finito, ora che lui, lo Smilzo, ex finanziere di successo, ex bancarottiere suo malgrado ed ex barbone trasteverino si trova a scontare i suoi peccati fiscali in un paradiso naturale, gli riesce solo di pensare a quella bambina, alla sua mamma e a tutta una serie di personaggi bislacchi e straordinari che aveva conosciuto: frati, barboni, commissari di polizia, professori un po’ svampiti convinti di possedere cani parlanti. E quando, tra una fantasticheria e l’altra, sente suonare il suo cellulare e vede comparire un certo numero sul display, il suo cuore fa un balzo. Quel suono vuol dire due cose: la bambina non l’ha dimenticato e la bambina ha bisogno di lui. E Smilzo sta già correndo verso di lei…

(source: Bol.com)

Se questo e un uomo

Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, Se questo è un uomo è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un’analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell’umiliazione, dell’offesa, della degradazione dell’uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò Se questo è un uomo nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei ‘Saggi’ e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo.
(source: Bol.com)

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché “se niente importa, non c’è niente da salvare”. Il cibo per lei non è solo cibo, è “terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore”. Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata quasi tre anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.
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Se morisse mio marito

Una propposta molta insolita quella che Poirot riceve dalla celebre diva Jane Wilkinson: cercare di convincere il marito di lei a concedere il divorzio. Poirot, incuriosito, accetta ma scopre che al cosa é ancor più strana di quanto si aspettava: il marito, il vizioso Edgware, infatti aveva già ampliamente acconsentito a divorziare. Quando poi, qualche giorno dopo, il nobiluomo viene assassinato, e l’ispettore Japp arresta la moglie, sospettata del delitto, Poirot può intervenire a ragion veduta. Che movente poteva avere infatti la meravigliosa Jane Wilkinson? La faccenda però sembra più complessa di come appare a prima vista. Com’é possibile che testimoni attendibili abbiano visto alla stessa ora la stessa persona in due punti lontanissimi della città? E come risulta coinvolta nel caso l’attrice carlotta Adams divenuta famosa proprio come imitatrice della Wilkinson? Le cellule grigie di Poirot si mettono in moto, ma questa volta il celebre investigatore riuscirà a venire a capo della faccenda con un ritardo che potrà risultare fatale a qualcuno. Romanzo ispirato alle gesta di una nota attrice del tempo, Se morisse mio marito, del 1933, é stato uno dei primi classici successi della Christie.
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Se Mai Un Giorno

Se mai un giorno by Marco Vichi
Un uomo alle prese con i dentisti, un altro con i mutui bancari, entrambi esasperati e alla fine beffati. Un inquietante vicino di casa con cui sarebbe stato meglio non avere rapporti. Una imprevedibile trappola per ubriachi nel corso di un festival letterario. L’intensa lettera alla figlia di un padre che ha speso la vita nei Servizi Segreti. Una bambina vittima di un padre orco. Due ragazzi che si avventurano di notte tra gli scaffali di una biblioteca attratti dall’incanto dei libri. Il lato buio di una vita normale. E poi un inedito, drammatico, affascinante Oriente, così lontano e allo stesso tempo così vicino… E ancora tanti uomini e donne, di questo e dell’altro mondo, tutti abitanti di un pianeta popolato di personaggi drammatici, comici, misteriosi,violenti o dolorosamente inermi, tutti a loro modo ribelli. **Storie e destini che chiedono di essere ascoltati.**