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A scuola dallo stregone

Nel 1968 una casa editrice universitaria della California pubblicava la singolare tesi di dottorato di uno studente di antropologia. Era il frutto di cinque anni di apprendistato dell’autore presso uno sciamano Yaqui, don Juan Matus, che in una serie di dialoghi rivelava una concezione del mondo (l’antica sapienza degli sciamani messicani) radicalmente alternativa rispetto a quella razionalista della civilà occidentale. “A mia insaputa” scrive l’autore, Carlos Castaneda, “il mio compito passò misteriosamente dalla semplice raccolta di dati antropologici all’interiorizzazione dei nuovi processi cognitivi del mondo sciamanico.” Nella cognizione sciamanica, ciò che conta davvero è l’incontro dell’uomo con l’infinito; la facoltà da acquisire è il vedere, “l’atto di percepire direttamente l’energia che fluisce nell’universo”; un metodo per raggiungere questa facoltà è l’uso rituale di piante sacre agli indiani del Messico come il peyote (o il mescalito, come preferisce chiamarlo don Juan). Non è difficile immaginare lo straordinario potere di suggestione esercitato da quella tesi di dottorato sulle generazioni che diedero vita alla rivolta degli anni Sessanta e alla New Age. Rizzoli inaugura oggi la pubblicazione dell’opera completa di Castaneda proprio con quel suo capolavoro. Questa nuova edizione è arricchita da un testo introduttivo inedito in Italia, scritto da Castaneda nel 1998, a poche settimane dalla morte: una profonda meditazione sull’influsso che l’incontro con don Juan, e la stesura di questo libro, hanno avuto sulla vita dell’autore e, di conseguenza, sulla vita dei milioni di lettori che, in tutto il mondo, hanno riconosciuto in lui il proprio maestro spirituale. (Editore).

Nel 1968 una casa editrice universitaria della California pubblicava la singolare tesi di dottorato di uno studente di antropologia. Era il frutto di cinque anni di apprendistato dell’autore presso uno sciamano Yaqui, don Juan Matus, che in una serie di dialoghi rivelava una concezione del mondo (l’antica sapienza degli sciamani messicani) radicalmente alternativa rispetto a quella razionalista della civilà occidentale. “A mia insaputa” scrive l’autore, Carlos Castaneda, “il mio compito passò misteriosamente dalla semplice raccolta di dati antropologici all’interiorizzazione dei nuovi processi cognitivi del mondo sciamanico.” Nella cognizione sciamanica, ciò che conta davvero è l’incontro dell’uomo con l’infinito; la facoltà da acquisire è il vedere, “l’atto di percepire direttamente l’energia che fluisce nell’universo”; un metodo per raggiungere questa facoltà è l’uso rituale di piante sacre agli indiani del Messico come il peyote (o il mescalito, come preferisce chiamarlo don Juan). Non è difficile immaginare lo straordinario potere di suggestione esercitato da quella tesi di dottorato sulle generazioni che diedero vita alla rivolta degli anni Sessanta e alla New Age. Rizzoli inaugura oggi la pubblicazione dell’opera completa di Castaneda proprio con quel suo capolavoro. Questa nuova edizione è arricchita da un testo introduttivo inedito in Italia, scritto da Castaneda nel 1998, a poche settimane dalla morte: una profonda meditazione sull’influsso che l’incontro con don Juan, e la stesura di questo libro, hanno avuto sulla vita dell’autore e, di conseguenza, sulla vita dei milioni di lettori che, in tutto il mondo, hanno riconosciuto in lui il proprio maestro spirituale. (Editore).

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A sangue freddo

Pubblicato nel 1966, “A sangue freddo” suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L’autore venne accusato, tra l’altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare “oggettivamente” un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia da parte di due psicopatici. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, ottenuta grazie all’assidua frequentazione dei due colpevoli, giustiziati dopo un processo durato sei anni, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica.
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Pubblicato nel 1966, “A sangue freddo” suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L’autore venne accusato, tra l’altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare “oggettivamente” un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia da parte di due psicopatici. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, ottenuta grazie all’assidua frequentazione dei due colpevoli, giustiziati dopo un processo durato sei anni, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica.
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A riveder le stelle. Come seppellire i partiti e tirar fuori l’Italia dal pantano

“Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra.” Sono in milioni, in Italia, a pensarla così su chi oggi governa la nazione. E in milioni ad avere priorità politiche ben diverse da quelle che dominano i dibattiti nello stagno di Montecitorio. Avere un Parlamento pulito, senza condannati in primo e secondo grado, nipoti, ballerine, mogli, avvocati e lacchè. Smettere di vedersi propinare leggi ad personam, o quando va bene ad castam. Non ritrovarsi con 30.000 euro di debito a testa grazie al genio dei ministri dell’Economia Creativa. Sapere oggi se il tuo impiego precario ci sarà, non dico tra un anno, ma almeno domani. E poi le quisquilie: crescere un figlio a Milano senza avvelenarlo; comprare una bistecca a Viterbo senza farla venire da Buenos Aires; riscaldare casa senza dover fare un altro mutuo per pagare la bolletta. E lavorare per vivere, non il contrario. Banalità. I problemi di tutti. Non però dei nostri dipendenti, eletti dai partiti e non da noi, che in teoria paghiamo perché facciano i nostri interessi. In teoria. In questo libro si distilla una fulminante, amara, satirica, appassionata disamina di tante vergogne che gli italiani continuano a inghiottire (tante, perché tutte è impossibile).
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“Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra.” Sono in milioni, in Italia, a pensarla così su chi oggi governa la nazione. E in milioni ad avere priorità politiche ben diverse da quelle che dominano i dibattiti nello stagno di Montecitorio. Avere un Parlamento pulito, senza condannati in primo e secondo grado, nipoti, ballerine, mogli, avvocati e lacchè. Smettere di vedersi propinare leggi ad personam, o quando va bene ad castam. Non ritrovarsi con 30.000 euro di debito a testa grazie al genio dei ministri dell’Economia Creativa. Sapere oggi se il tuo impiego precario ci sarà, non dico tra un anno, ma almeno domani. E poi le quisquilie: crescere un figlio a Milano senza avvelenarlo; comprare una bistecca a Viterbo senza farla venire da Buenos Aires; riscaldare casa senza dover fare un altro mutuo per pagare la bolletta. E lavorare per vivere, non il contrario. Banalità. I problemi di tutti. Non però dei nostri dipendenti, eletti dai partiti e non da noi, che in teoria paghiamo perché facciano i nostri interessi. In teoria. In questo libro si distilla una fulminante, amara, satirica, appassionata disamina di tante vergogne che gli italiani continuano a inghiottire (tante, perché tutte è impossibile).
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A rischio zero

Matthew Mercer e Harris Sandler sono grandi amici. Sono anche colleghi: lavorano entrambi tra Camera e Senato come assistenti di autorevoli uomini politici. Dopo dieci anni nei palazzi del potere, hanno ormai perso l’idealismo degli inizi e la routine delle commissioni parlamentari li annoia a morte. Finché uno di loro non scopre un gioco clandestino, A rischio zero: si tratta di usare le votazioni del parlamento e delle commissioni come base per le scommesse. All’inizio è davvero uno spasso – qualche scommessa tra colleghi, in palio un po’ di dollari. Poi arriva l’occasione da non perdere: una scommessa su una decisione che Matthew può influenzare con facilità e che riguarda una miniera d’oro del South Dakota, abbandonata da decenni.

Matthew Mercer e Harris Sandler sono grandi amici. Sono anche colleghi: lavorano entrambi tra Camera e Senato come assistenti di autorevoli uomini politici. Dopo dieci anni nei palazzi del potere, hanno ormai perso l’idealismo degli inizi e la routine delle commissioni parlamentari li annoia a morte. Finché uno di loro non scopre un gioco clandestino, A rischio zero: si tratta di usare le votazioni del parlamento e delle commissioni come base per le scommesse. All’inizio è davvero uno spasso – qualche scommessa tra colleghi, in palio un po’ di dollari. Poi arriva l’occasione da non perdere: una scommessa su una decisione che Matthew può influenzare con facilità e che riguarda una miniera d’oro del South Dakota, abbandonata da decenni.

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A rischio

Il detective Winston Garano, collaboratore dell’affascinante procuratore del Massachusetts, Monique Lamont, viene chiamato d’urgenza per indagare su un omicidio irrisolto avvenuto vent’anni prima nel Tennessee, avvalendosi di un nuovo progetto investigativo, “A Rischio”, che utilizza le tecniche più recenti di trattamento del dna. Ma nella mente del detective Garano qualcosa non quadra: perché è stato scelto proprio lui? Perché indagare su un omicidio avvenuto in un altro Stato e per di più così lontano nel tempo? E soprattutto, c’è un collegamento fra l’incarico che ha appena ricevuto e la brutale aggressione di cui è appena rimasta vittima il procuratore distrettuale? Quello che all’apparenza sembra solo un vecchio caso da risolvere sfruttando le moderne tecnologie scientifiche si rivela a mano a mano un mostro dalle molte teste, una complessa trama di poteri, dai risvolti inimmaginabili, in cui il detective Garano, e non solo lui, rischia di rimanere tragicamente coinvolto.

Il detective Winston Garano, collaboratore dell’affascinante procuratore del Massachusetts, Monique Lamont, viene chiamato d’urgenza per indagare su un omicidio irrisolto avvenuto vent’anni prima nel Tennessee, avvalendosi di un nuovo progetto investigativo, “A Rischio”, che utilizza le tecniche più recenti di trattamento del dna. Ma nella mente del detective Garano qualcosa non quadra: perché è stato scelto proprio lui? Perché indagare su un omicidio avvenuto in un altro Stato e per di più così lontano nel tempo? E soprattutto, c’è un collegamento fra l’incarico che ha appena ricevuto e la brutale aggressione di cui è appena rimasta vittima il procuratore distrettuale? Quello che all’apparenza sembra solo un vecchio caso da risolvere sfruttando le moderne tecnologie scientifiche si rivela a mano a mano un mostro dalle molte teste, una complessa trama di poteri, dai risvolti inimmaginabili, in cui il detective Garano, e non solo lui, rischia di rimanere tragicamente coinvolto.

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A quella vecchietta del metro

Quattro racconti scritti con stile surreale e coinvolgente, quattro momenti letterari che sanno come non passare inosservati, tratti dall’omonimo libro, edito da “Edizioni Il Foglio”, e arricchiti da pagine inedite nella edizione cartacea.

Quattro racconti scritti con stile surreale e coinvolgente, quattro momenti letterari che sanno come non passare inosservati, tratti dall’omonimo libro, edito da “Edizioni Il Foglio”, e arricchiti da pagine inedite nella edizione cartacea.

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A quale tribù appartieni?

A quale tribù appartieni? “Si avverte un’alacrità e una solerzia compositiva d’antico artigiano: Moravia prende le parole più usuali, ne saggia la resistenza, le lascia ricadere sulla pagina così che esse trattengano qualcosa, e non solo qualcosa, del suo averle sfiorate. Di un pianista si direbbe: è questione di tocco.” Enzo Siciliano “Questo libro – scriveva Moravia – è stato scritto nel modo seguente: viaggiando in Africa per svago e desderio di estraneamento, senza fare inchieste nè ricerche nè nulla di tutto ciò che, quando si ha intenzione di scrivere su un viaggio, si fa ‘apposta’. In Africa ho voluto portare soltanto me stesso, così com’ero, con la cultura e I’informazione di cui già disponeva e niente di più. Se ho letto dei libri sull’ Africa l’ho fatto per curiosità, non per crearmi una competenza d’altronde impossibile. Insomma si tratta di un libro di impressioni; cioè della storia di una felice e invaghita disponibilità. Così il fine che il libro, modestamente, si propone non è di informare, né di istruire né tanto meno di giudicare ma di ispirare al lettore lo stesso interesse e la stessa simpatia che mi hanno spinto a viaggiare per il continente nero.”

A quale tribù appartieni? “Si avverte un’alacrità e una solerzia compositiva d’antico artigiano: Moravia prende le parole più usuali, ne saggia la resistenza, le lascia ricadere sulla pagina così che esse trattengano qualcosa, e non solo qualcosa, del suo averle sfiorate. Di un pianista si direbbe: è questione di tocco.” Enzo Siciliano “Questo libro – scriveva Moravia – è stato scritto nel modo seguente: viaggiando in Africa per svago e desderio di estraneamento, senza fare inchieste nè ricerche nè nulla di tutto ciò che, quando si ha intenzione di scrivere su un viaggio, si fa ‘apposta’. In Africa ho voluto portare soltanto me stesso, così com’ero, con la cultura e I’informazione di cui già disponeva e niente di più. Se ho letto dei libri sull’ Africa l’ho fatto per curiosità, non per crearmi una competenza d’altronde impossibile. Insomma si tratta di un libro di impressioni; cioè della storia di una felice e invaghita disponibilità. Così il fine che il libro, modestamente, si propone non è di informare, né di istruire né tanto meno di giudicare ma di ispirare al lettore lo stesso interesse e la stessa simpatia che mi hanno spinto a viaggiare per il continente nero.”

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A qualcuno piace dolce

WOW! Imperdibile
Divertente, romantico e sexy
E se il sesso più trasgressivo fosse quello dolce?
Amy ha trent’anni, è single e lavora nella redazione della celebre rivista newyorkese di gossip «Manhattan Rumors». Colette, la stravagante direttrice del giornale, è sempre alla ricerca di nuove idee che attirino lettori. E così Amy si ritrova con un incarico davvero fuori dal comune: dovrà fare un’inchiesta sul mondo dei sex toys e cercare di strappare piccanti interviste in esclusiva alle celebrità. Il problema è che Amy è totalmente a digiuno in materia di giocattoli erotici… Decisa a portare a termine la sua missione giornalistica, Amy inizia la sua eccitante avventura entrando in questo colorato e bizzarro mondo, fino a scoprire che… Be’, andate a leggerlo!
L’amore non è mai stato così dolce!
Un successo del passaparola
«Una storia che si divora!»
Tiziana
«Divertente, erotico quel tanto che basta a stuzzicare i sensi, intrigante e ben congegnato! Lo consiglio a tutti, uomini e donne, che vogliono leggere di sesso senza arrivare ad eccessi.»
Donatella
«Bello, bello, bello!!! L’ho già consigliato a tutte le mie amiche!!!»
Eva
«Una lettura ironica e romantica che ti coinvolge fino alla fine!»
Claudia
Laura Schiavini
È nata, vive e lavora a Trieste. Collabora con una rivista di narrativa femminile scrivendo racconti e romanzi. A qualcuno piace dolce è stato pubblicato per la prima volta in ebook nel 2013 diventando in soli due mesi un bestseller tra i più scaricati.

WOW! Imperdibile
Divertente, romantico e sexy
E se il sesso più trasgressivo fosse quello dolce?
Amy ha trent’anni, è single e lavora nella redazione della celebre rivista newyorkese di gossip «Manhattan Rumors». Colette, la stravagante direttrice del giornale, è sempre alla ricerca di nuove idee che attirino lettori. E così Amy si ritrova con un incarico davvero fuori dal comune: dovrà fare un’inchiesta sul mondo dei sex toys e cercare di strappare piccanti interviste in esclusiva alle celebrità. Il problema è che Amy è totalmente a digiuno in materia di giocattoli erotici… Decisa a portare a termine la sua missione giornalistica, Amy inizia la sua eccitante avventura entrando in questo colorato e bizzarro mondo, fino a scoprire che… Be’, andate a leggerlo!
L’amore non è mai stato così dolce!
Un successo del passaparola
«Una storia che si divora!»
Tiziana
«Divertente, erotico quel tanto che basta a stuzzicare i sensi, intrigante e ben congegnato! Lo consiglio a tutti, uomini e donne, che vogliono leggere di sesso senza arrivare ad eccessi.»
Donatella
«Bello, bello, bello!!! L’ho già consigliato a tutte le mie amiche!!!»
Eva
«Una lettura ironica e romantica che ti coinvolge fino alla fine!»
Claudia
Laura Schiavini
È nata, vive e lavora a Trieste. Collabora con una rivista di narrativa femminile scrivendo racconti e romanzi. A qualcuno piace dolce è stato pubblicato per la prima volta in ebook nel 2013 diventando in soli due mesi un bestseller tra i più scaricati.

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A qualcuno piace Cracco: La cucina regionale come piace a me

Parlare di cucina regionale italiana è come entrare in un labirinto: prendi una strada pensando di avere chiara la tua meta e invece in un attimo di ritrovi trasportato lontanissimo, non solo nello spazio, ma anche nel tempo, nella cultura, nelle tradizioni.” Una guida eccezionale vi accompagnerà in questo viaggio speciale nella storia e nella tradizione della migliore cucina italiana: con Carlo Cracco attraverserete il Belpaese da Nord a Sud. Incontrerete saggi trifolai piemontesi e famosissimi pasticceri siciliani, ascolterete i racconti di lontane vacanze pugliesi e dell’uccisione di un polpo sugli scogli campani, assaggerete un’incredibile melanzana rossa nel Parco Nazionale del Pollino e fantastiche sarde in saor in un bacaro veneziano, infine imparerete a cucinare anche gli alimenti a prima vista più “difficili”: cuore, coda e frattaglie ma anche ortiche, corbezzoli e topinambur. E soprattutto, vi cimenterete nella preparazioni più genuine della cucina regionale, rivisitate dal tocco creativo di Carlo che, in questo manuale, coniuga così tradizione e modernità, sapori antichi e sperimentazione culinaria. Il punto di partenza sono le ricette classiche, l’approdo sono i piatti arricchiti dal tocco di classe di uno chef pluripremiato. 60 ricette, 32 approfondimenti e un ricco corredo fotografico per conoscere al meglio la cucina tricolore, imparare i trucchi per rinnovarla e provare la soddisfazione di servire in tavola piatti della tradizione che hanno acquisito nuovo fascino grazie alla firma di una guida d’eccezione.

Parlare di cucina regionale italiana è come entrare in un labirinto: prendi una strada pensando di avere chiara la tua meta e invece in un attimo di ritrovi trasportato lontanissimo, non solo nello spazio, ma anche nel tempo, nella cultura, nelle tradizioni.” Una guida eccezionale vi accompagnerà in questo viaggio speciale nella storia e nella tradizione della migliore cucina italiana: con Carlo Cracco attraverserete il Belpaese da Nord a Sud. Incontrerete saggi trifolai piemontesi e famosissimi pasticceri siciliani, ascolterete i racconti di lontane vacanze pugliesi e dell’uccisione di un polpo sugli scogli campani, assaggerete un’incredibile melanzana rossa nel Parco Nazionale del Pollino e fantastiche sarde in saor in un bacaro veneziano, infine imparerete a cucinare anche gli alimenti a prima vista più “difficili”: cuore, coda e frattaglie ma anche ortiche, corbezzoli e topinambur. E soprattutto, vi cimenterete nella preparazioni più genuine della cucina regionale, rivisitate dal tocco creativo di Carlo che, in questo manuale, coniuga così tradizione e modernità, sapori antichi e sperimentazione culinaria. Il punto di partenza sono le ricette classiche, l’approdo sono i piatti arricchiti dal tocco di classe di uno chef pluripremiato. 60 ricette, 32 approfondimenti e un ricco corredo fotografico per conoscere al meglio la cucina tricolore, imparare i trucchi per rinnovarla e provare la soddisfazione di servire in tavola piatti della tradizione che hanno acquisito nuovo fascino grazie alla firma di una guida d’eccezione.

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A prova di killer

Questa volta succede tutto per colpa di una donna. Un’agente dei Servizi Segreti, assegnata alla protezione di personalità politiche avvicina Reacher e, in virtù del suo passato militare, gli chiede di commettere un crimine: violare le difese che proteggono il vicepresidente. Dovrebbe essere un test, una prova per vedere quanto è sicuro il sistema che circonda il politico. La paga è buona. La ragazza gli piace e poi… perché no? Tanto dovrebbe essere tutto per finta. Si tratta di eludere dei veri professionisti ma nessuno si farà male, nessuno sparerà… e Jack accetta.

Questa volta succede tutto per colpa di una donna. Un’agente dei Servizi Segreti, assegnata alla protezione di personalità politiche avvicina Reacher e, in virtù del suo passato militare, gli chiede di commettere un crimine: violare le difese che proteggono il vicepresidente. Dovrebbe essere un test, una prova per vedere quanto è sicuro il sistema che circonda il politico. La paga è buona. La ragazza gli piace e poi… perché no? Tanto dovrebbe essere tutto per finta. Si tratta di eludere dei veri professionisti ma nessuno si farà male, nessuno sparerà… e Jack accetta.

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A proposito di Ute

Modica, il collega-avversario del commissario Lupo, è in coma. Ha un proiettile in testa. Non si sa se se la caverà. Torino. È la vigilia di Natale, nevica. La questura è in subbuglio. Non sembra un delitto di malavita, piuttosto una vendetta familiare. Ma il problema è proprio questo: nessuno sa niente di Modica, né del presente, né del passato. È talmente antipatico, e dunque privo di amici e sostenitori, che s’ignora persino dove abiti. Brutta matassa: Lupo trova il primo filo in Viola Camicia, ex maitresse di un vecchio bordello trasformato negli anni nel fantasioso e stravagante Ostello Gioioso, ristorante con foresteria, gestito dalle antiche “ragazze”. Nel lontano 20 febbraio 1963, quinto anniversario della Legge Merlin, un misterioso cliente svizzero si presenta a Viola con una proposta strabiliante: “Porterò Ute a partorire qui: è una quattordicenne con la sindrome di Tourette. Lei si occuperà del bambino. In cambio, quando il ragazzo raggiungerà la maggiore età, riceverà in dote una fortuna”. Ed è proprio Viola a fornire la prima traccia a Lupo: Modica, da sempre alla ricerca della vera madre, ha trovato all’improvviso una pista che, se proprio non conduce direttamente a Ute, almeno indica come punto di partenza le languide colline del Tanaro sul bordo di Langhe, Roero e Monferrato. Lupo si mette perciò sulle sue tracce e, passo dopo passo, ricostruisce una trama umana che affonda nella guerra e nella Resistenza in un vigoroso affresco contadino denso di amore e di rancore.

Modica, il collega-avversario del commissario Lupo, è in coma. Ha un proiettile in testa. Non si sa se se la caverà. Torino. È la vigilia di Natale, nevica. La questura è in subbuglio. Non sembra un delitto di malavita, piuttosto una vendetta familiare. Ma il problema è proprio questo: nessuno sa niente di Modica, né del presente, né del passato. È talmente antipatico, e dunque privo di amici e sostenitori, che s’ignora persino dove abiti. Brutta matassa: Lupo trova il primo filo in Viola Camicia, ex maitresse di un vecchio bordello trasformato negli anni nel fantasioso e stravagante Ostello Gioioso, ristorante con foresteria, gestito dalle antiche “ragazze”. Nel lontano 20 febbraio 1963, quinto anniversario della Legge Merlin, un misterioso cliente svizzero si presenta a Viola con una proposta strabiliante: “Porterò Ute a partorire qui: è una quattordicenne con la sindrome di Tourette. Lei si occuperà del bambino. In cambio, quando il ragazzo raggiungerà la maggiore età, riceverà in dote una fortuna”. Ed è proprio Viola a fornire la prima traccia a Lupo: Modica, da sempre alla ricerca della vera madre, ha trovato all’improvviso una pista che, se proprio non conduce direttamente a Ute, almeno indica come punto di partenza le languide colline del Tanaro sul bordo di Langhe, Roero e Monferrato. Lupo si mette perciò sulle sue tracce e, passo dopo passo, ricostruisce una trama umana che affonda nella guerra e nella Resistenza in un vigoroso affresco contadino denso di amore e di rancore.

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A proposito di lei

“Questo cielo è piuttosto sinistro. Come se sapesse dove stiamo andando. Da film dell’orrore” Yumiko e Shoichi sono due cugini, figli di sorelle gemelle. Pur essendo stati molto legati da bambini, per anni non si sono più frequentati. Si ritrovano quando Shoichi, eseguendo le ultime volontà della madre, va a trovare Yumiko, rimasta orfana di entrambi i genitori, per prendersi cura di lei. La donna soffre di gravi amnesie che le impediscono di ricordare il passato. La sua vita trascorre in solitudine, sospesa in una specie di limbo separato dalla realtà. Shoichi, con affetto e pazienza, riesce gradualmente a risvegliare i suoi ricordi, compresi quelli legati ad alcuni drammatici eventi. Yumiko rivive infatti un terribile trauma subìto da bambina, fino a quel momento rimosso: un efferato omicidio compiuto dalla madre. Ecco allora che la nebbia si dirada e il passato le appare per la prima volta chiaro. Ma la discesa agli inferi della memoria non è ancora finita: un’altra rivelazione, ancora più sconvolgente, attende Yumiko. Con A proposito di lei Banana Yoshimoto rivela una nuova maturità, in cui l’esperienza del dolore e la dolcezza della compassione si fondono in modo mirabile.

“Questo cielo è piuttosto sinistro. Come se sapesse dove stiamo andando. Da film dell’orrore” Yumiko e Shoichi sono due cugini, figli di sorelle gemelle. Pur essendo stati molto legati da bambini, per anni non si sono più frequentati. Si ritrovano quando Shoichi, eseguendo le ultime volontà della madre, va a trovare Yumiko, rimasta orfana di entrambi i genitori, per prendersi cura di lei. La donna soffre di gravi amnesie che le impediscono di ricordare il passato. La sua vita trascorre in solitudine, sospesa in una specie di limbo separato dalla realtà. Shoichi, con affetto e pazienza, riesce gradualmente a risvegliare i suoi ricordi, compresi quelli legati ad alcuni drammatici eventi. Yumiko rivive infatti un terribile trauma subìto da bambina, fino a quel momento rimosso: un efferato omicidio compiuto dalla madre. Ecco allora che la nebbia si dirada e il passato le appare per la prima volta chiaro. Ma la discesa agli inferi della memoria non è ancora finita: un’altra rivelazione, ancora più sconvolgente, attende Yumiko. Con A proposito di lei Banana Yoshimoto rivela una nuova maturità, in cui l’esperienza del dolore e la dolcezza della compassione si fondono in modo mirabile.

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A pochi passi dal Sole

Siamo negli anni Sessanta: il 2060, e non c’è molto da stare allegri. La legna da bruciare costa sette dollari al pezzo, i magazzini Macy’s di New York si sono trasformati in un immenso deposito di carbone. Severi provvedimenti energetici sono stati adottati dappertutto, mettendo fuori legge persino gli ascensori. Ma in questo clima di recessione fin troppo spinta si fa avanti la figura di un insolito avventuriero, un uomo che forse tutti aspettavano. Abbastanza ricco da costruire un’astronave da solo, abbastanza audace da pilotarla, ha deciso che è venuto il momento di liberare il suo mondo. Ma come in tutti i romanzi di Walter Tevis, indimenticabile autore di *L’uomo che cadde sulla Terra* , i problemi sono molto meno semplici di quanto si possa credere. E un’avventura cominciata quasi in sordina rivela ben presto un disegno imprevedibile: la storia dell’uomo che vuole salvare un pianeta si intreccia con quella del pianeta che salverà l’uomo. Perchè questa è la storia del pianeta vivente…
**INDICE**

**WALTER TEVIS – L’autore**
|
**QUALCOSA SULLE SCALE**
Something on the Stairs There Be (1991) |
GARY WRIGHT

Siamo negli anni Sessanta: il 2060, e non c’è molto da stare allegri. La legna da bruciare costa sette dollari al pezzo, i magazzini Macy’s di New York si sono trasformati in un immenso deposito di carbone. Severi provvedimenti energetici sono stati adottati dappertutto, mettendo fuori legge persino gli ascensori. Ma in questo clima di recessione fin troppo spinta si fa avanti la figura di un insolito avventuriero, un uomo che forse tutti aspettavano. Abbastanza ricco da costruire un’astronave da solo, abbastanza audace da pilotarla, ha deciso che è venuto il momento di liberare il suo mondo. Ma come in tutti i romanzi di Walter Tevis, indimenticabile autore di *L’uomo che cadde sulla Terra* , i problemi sono molto meno semplici di quanto si possa credere. E un’avventura cominciata quasi in sordina rivela ben presto un disegno imprevedibile: la storia dell’uomo che vuole salvare un pianeta si intreccia con quella del pianeta che salverà l’uomo. Perchè questa è la storia del pianeta vivente…
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**WALTER TEVIS – L’autore**
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**QUALCOSA SULLE SCALE**
Something on the Stairs There Be (1991) |
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A piedi nudi, a cuore aperto

***** Premio Selezione Bancarellino 2016 *****
*L’amore può essere difficile. Una battaglia. Una sfida. Il nostro è come scalare una montagna a piedi nudi. Ma il mio cuore ha deciso. E io non ho intenzione di arrendermi.*
Da quando Rachele ha incrociato lo sguardo di Taisir non riesce più a fare a meno di pensare a lui. Sarà colpa dei suoi occhi scuri e profondi, del suo sorriso ammaliante o del suo modo di muoversi, così disinvolto e sicuro ogni volta che sale sullo skateboard e se ne va in giro come se fosse solo al mondo… Sta di fatto che la ragazza ha completamente perso la testa. Ha deciso che vuole sapere tutto di lui: dove vive, cosa gli piace, come passa le giornate dopo la scuola. C’è solo un piccolo problema di cui Rachele non ha tenuto conto e che per Taisir sembra insormontabile: lui è arabo-palestinese, lei è italiana. Lui ha conosciuto l’odio, il dolore e la diffidenza, lei solo l’amore e la speranza. Ma Rachele non ha alcuna intenzione di arrendersi. Perché, in fondo al cuore, sa che Taisir le somiglia più di quanto possa immaginare. Ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di conquistarlo… anche dimostrare che, quando c’è l’amore, le differenze sociali e culturali non hanno importanza.
Dalla penna di una grande autrice una storia potente e indimenticabile in cui l’amore è l’unica arma che riesce a vincere il pregiudizio.
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### Sinossi
***** Premio Selezione Bancarellino 2016 *****
*L’amore può essere difficile. Una battaglia. Una sfida. Il nostro è come scalare una montagna a piedi nudi. Ma il mio cuore ha deciso. E io non ho intenzione di arrendermi.*
Da quando Rachele ha incrociato lo sguardo di Taisir non riesce più a fare a meno di pensare a lui. Sarà colpa dei suoi occhi scuri e profondi, del suo sorriso ammaliante o del suo modo di muoversi, così disinvolto e sicuro ogni volta che sale sullo skateboard e se ne va in giro come se fosse solo al mondo… Sta di fatto che la ragazza ha completamente perso la testa. Ha deciso che vuole sapere tutto di lui: dove vive, cosa gli piace, come passa le giornate dopo la scuola. C’è solo un piccolo problema di cui Rachele non ha tenuto conto e che per Taisir sembra insormontabile: lui è arabo-palestinese, lei è italiana. Lui ha conosciuto l’odio, il dolore e la diffidenza, lei solo l’amore e la speranza. Ma Rachele non ha alcuna intenzione di arrendersi. Perché, in fondo al cuore, sa che Taisir le somiglia più di quanto possa immaginare. Ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di conquistarlo… anche dimostrare che, quando c’è l’amore, le differenze sociali e culturali non hanno importanza.
Dalla penna di una grande autrice una storia potente e indimenticabile in cui l’amore è l’unica arma che riesce a vincere il pregiudizio.
### Dalla seconda/terza di copertina
Paola Zannoner è una delle maggiori autrici italiane per ragazzi: per De Agostini ha pubblicato Voglio fare la scrittrice, Rocco+Colomba e Lasciatemi in pace!

***** Premio Selezione Bancarellino 2016 *****
*L’amore può essere difficile. Una battaglia. Una sfida. Il nostro è come scalare una montagna a piedi nudi. Ma il mio cuore ha deciso. E io non ho intenzione di arrendermi.*
Da quando Rachele ha incrociato lo sguardo di Taisir non riesce più a fare a meno di pensare a lui. Sarà colpa dei suoi occhi scuri e profondi, del suo sorriso ammaliante o del suo modo di muoversi, così disinvolto e sicuro ogni volta che sale sullo skateboard e se ne va in giro come se fosse solo al mondo… Sta di fatto che la ragazza ha completamente perso la testa. Ha deciso che vuole sapere tutto di lui: dove vive, cosa gli piace, come passa le giornate dopo la scuola. C’è solo un piccolo problema di cui Rachele non ha tenuto conto e che per Taisir sembra insormontabile: lui è arabo-palestinese, lei è italiana. Lui ha conosciuto l’odio, il dolore e la diffidenza, lei solo l’amore e la speranza. Ma Rachele non ha alcuna intenzione di arrendersi. Perché, in fondo al cuore, sa che Taisir le somiglia più di quanto possa immaginare. Ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di conquistarlo… anche dimostrare che, quando c’è l’amore, le differenze sociali e culturali non hanno importanza.
Dalla penna di una grande autrice una storia potente e indimenticabile in cui l’amore è l’unica arma che riesce a vincere il pregiudizio.
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### Sinossi
***** Premio Selezione Bancarellino 2016 *****
*L’amore può essere difficile. Una battaglia. Una sfida. Il nostro è come scalare una montagna a piedi nudi. Ma il mio cuore ha deciso. E io non ho intenzione di arrendermi.*
Da quando Rachele ha incrociato lo sguardo di Taisir non riesce più a fare a meno di pensare a lui. Sarà colpa dei suoi occhi scuri e profondi, del suo sorriso ammaliante o del suo modo di muoversi, così disinvolto e sicuro ogni volta che sale sullo skateboard e se ne va in giro come se fosse solo al mondo… Sta di fatto che la ragazza ha completamente perso la testa. Ha deciso che vuole sapere tutto di lui: dove vive, cosa gli piace, come passa le giornate dopo la scuola. C’è solo un piccolo problema di cui Rachele non ha tenuto conto e che per Taisir sembra insormontabile: lui è arabo-palestinese, lei è italiana. Lui ha conosciuto l’odio, il dolore e la diffidenza, lei solo l’amore e la speranza. Ma Rachele non ha alcuna intenzione di arrendersi. Perché, in fondo al cuore, sa che Taisir le somiglia più di quanto possa immaginare. Ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di conquistarlo… anche dimostrare che, quando c’è l’amore, le differenze sociali e culturali non hanno importanza.
Dalla penna di una grande autrice una storia potente e indimenticabile in cui l’amore è l’unica arma che riesce a vincere il pregiudizio.
### Dalla seconda/terza di copertina
Paola Zannoner è una delle maggiori autrici italiane per ragazzi: per De Agostini ha pubblicato Voglio fare la scrittrice, Rocco+Colomba e Lasciatemi in pace!

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A piedi nudi verso te

Martina vive a Firenze, una delle città più belle del mondo e ha 32 anni. Cammina spesso a piedi nudi, lo fa per sentirsi libera e spensierata. Ha una vita piena e nessun sogno particolare nel cassetto. Finché un giorno il destino le presenta Thomas Bailey, l’uomo dei sogni di molte o forse di tutte le donne. I due si innamorano perdutamente l’uno dell’altra e né il passato oscuro e sconvolgente del ragazzo, né le insicurezze di Martina riescono a dividerli. Finché a dividerli diventa la distanza. Si perché Thomas vive a New York e dopo la morte del padre è lui che deve andare avanti con il piccolo impero di famiglia… Questo romanzo è adatto a un pubblico giovane, una storia studiata per far vivere l’amore con spensieratezza e leggerezza.

Martina vive a Firenze, una delle città più belle del mondo e ha 32 anni. Cammina spesso a piedi nudi, lo fa per sentirsi libera e spensierata. Ha una vita piena e nessun sogno particolare nel cassetto. Finché un giorno il destino le presenta Thomas Bailey, l’uomo dei sogni di molte o forse di tutte le donne. I due si innamorano perdutamente l’uno dell’altra e né il passato oscuro e sconvolgente del ragazzo, né le insicurezze di Martina riescono a dividerli. Finché a dividerli diventa la distanza. Si perché Thomas vive a New York e dopo la morte del padre è lui che deve andare avanti con il piccolo impero di famiglia… Questo romanzo è adatto a un pubblico giovane, una storia studiata per far vivere l’amore con spensieratezza e leggerezza.

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A piedi nudi sulla terra

Un baba, un sadhu, è un uomo che ha rinunciato: la sua città è la giungla, il suo tetto è una grotta, il suo letto la terra, la sua acqua quella del fiume, il suo cibo le offerte spontanee. Il sadhu non vuole possedere niente, tiene acceso il fuoco, si dedica all’esecuzione dei riti che scandiscono la giornata in accordo con i ritmi della natura, parla poco ma sa ascoltare. A volte si illumina in un sorriso: e comunica con il divino. Ma come si arriva fino a qui? Baba Cesare – l’asceta italiano protagonista di questo libro -, dopo essersi ribellato a un’esistenza ordinaria e a ogni ruolo sociale prescritto, si è avvicinato al mondo dei sadhu indiani. Il suo percorso è molto diverso da quello che potremmo immaginare noi occidentali, abituati ai “processi di beatificazione” con i quali si cercano tracce di ascesi nelle vite di chi sfiora la santità. Dal mondo senza frontiere e senza passaporti degli anni Settanta, attraversato dai magic bus che portavano in India passando per la Turchia, l’Iran, l’Afghanistan, il Pakistan, il suo cammino di uomo avventuroso e assetato di vita ci conduce fino a oggi, alle nazioni chiuse e blindate dei nostri tempi. Prima di costruire tra le antiche rovine di Hampi il suo ashram, oggi meta di pellegrinaggi e centro di devozione, Baba Cesare ha vissuto all’insegna dell’eccesso: giovane intriso di controcultura hippie, pittore alternativo a Torino, moderno bohémien nel paradiso psichedelico di Goa, uomo niente affatto insensibile alle lusinghe femminili. Ha oscillato vertiginosamente tra profano e sacro, con il coraggio e la fame di conoscenza di chi si butta a capofitto nelle esperienze, consapevole che il senso dell’esistenza scaturisce al di là delle scelte e della volontà, “perché il male e il bene, cosa ne sai? Allora te lo prendi tutto. Tutto. Prenditelo tutto, che poi dal male viene il bene”. Non è un caso se Folco Terzani, che per anni ha viaggiato per il mondo frequentando figure dalla spiritualità carismatica – da Madre Teresa ai moltissimi asceti delle terre himalayane -, ha riconosciuto in Baba Cesare un autentico cercatore, intimamente libero: un uomo abitato da una sete di assoluto, capace di spogliarsi di tutto per seguire una chiamata, in comunicazione silenziosa con l’universo ma insieme capace di raccontare la propria umanissima esperienza in maniera sorprendente, appassionante, ironica. L’incontro tra Folco Terzani e Baba Cesare dà vita a un libro unico – romanzo di avventure, viaggio spirituale, inchiesta su un mondo svelato nel suo fascino controverso, dialogo sul senso ultimo della vita -, le cui pagine possono essere lette come un imprevedibile mémoire, un postmoderno romanzo di formazione e insieme come un testo sapienziale dal passo umile ma rivoluzionario, in grado di cambiare il nostro modo di camminare per le strade del mondo.

Un baba, un sadhu, è un uomo che ha rinunciato: la sua città è la giungla, il suo tetto è una grotta, il suo letto la terra, la sua acqua quella del fiume, il suo cibo le offerte spontanee. Il sadhu non vuole possedere niente, tiene acceso il fuoco, si dedica all’esecuzione dei riti che scandiscono la giornata in accordo con i ritmi della natura, parla poco ma sa ascoltare. A volte si illumina in un sorriso: e comunica con il divino. Ma come si arriva fino a qui? Baba Cesare – l’asceta italiano protagonista di questo libro -, dopo essersi ribellato a un’esistenza ordinaria e a ogni ruolo sociale prescritto, si è avvicinato al mondo dei sadhu indiani. Il suo percorso è molto diverso da quello che potremmo immaginare noi occidentali, abituati ai “processi di beatificazione” con i quali si cercano tracce di ascesi nelle vite di chi sfiora la santità. Dal mondo senza frontiere e senza passaporti degli anni Settanta, attraversato dai magic bus che portavano in India passando per la Turchia, l’Iran, l’Afghanistan, il Pakistan, il suo cammino di uomo avventuroso e assetato di vita ci conduce fino a oggi, alle nazioni chiuse e blindate dei nostri tempi. Prima di costruire tra le antiche rovine di Hampi il suo ashram, oggi meta di pellegrinaggi e centro di devozione, Baba Cesare ha vissuto all’insegna dell’eccesso: giovane intriso di controcultura hippie, pittore alternativo a Torino, moderno bohémien nel paradiso psichedelico di Goa, uomo niente affatto insensibile alle lusinghe femminili. Ha oscillato vertiginosamente tra profano e sacro, con il coraggio e la fame di conoscenza di chi si butta a capofitto nelle esperienze, consapevole che il senso dell’esistenza scaturisce al di là delle scelte e della volontà, “perché il male e il bene, cosa ne sai? Allora te lo prendi tutto. Tutto. Prenditelo tutto, che poi dal male viene il bene”. Non è un caso se Folco Terzani, che per anni ha viaggiato per il mondo frequentando figure dalla spiritualità carismatica – da Madre Teresa ai moltissimi asceti delle terre himalayane -, ha riconosciuto in Baba Cesare un autentico cercatore, intimamente libero: un uomo abitato da una sete di assoluto, capace di spogliarsi di tutto per seguire una chiamata, in comunicazione silenziosa con l’universo ma insieme capace di raccontare la propria umanissima esperienza in maniera sorprendente, appassionante, ironica. L’incontro tra Folco Terzani e Baba Cesare dà vita a un libro unico – romanzo di avventure, viaggio spirituale, inchiesta su un mondo svelato nel suo fascino controverso, dialogo sul senso ultimo della vita -, le cui pagine possono essere lette come un imprevedibile mémoire, un postmoderno romanzo di formazione e insieme come un testo sapienziale dal passo umile ma rivoluzionario, in grado di cambiare il nostro modo di camminare per le strade del mondo.

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