51601–51616 di 72802 risultati

Diario del Pollino

Una settimana d’agosto trascorsa nel Parco del Pollino, il racconto in forma di diario di paesaggi, percorsi e persone letti da uno sguardo curioso e profondo. Lingue da abitare, arte, acqua di fiume che scompare e fa navigare, paesi innominabili e tesori nelle grotte, inconvenienti alati, riti antichi, e immancabili sapori. Gianni Biondillo racconta “la sua Lucania”, in modo inconfondibile.
**
### Sinossi
Una settimana d’agosto trascorsa nel Parco del Pollino, il racconto in forma di diario di paesaggi, percorsi e persone letti da uno sguardo curioso e profondo. Lingue da abitare, arte, acqua di fiume che scompare e fa navigare, paesi innominabili e tesori nelle grotte, inconvenienti alati, riti antichi, e immancabili sapori. Gianni Biondillo racconta “la sua Lucania”, in modo inconfondibile.

Diario dei miei 17 e 18 anni

Due anni della vita di Andrea, adolescente che non ha ancora compiuto 18 anni e che abita con la famiglia nella provincia italiana piu remota. Ventiquattro mesi in cui Andrea prende coscienza del suo essere gay, si innamora e perde la verginita’ con un uomo: ‘Omes’. Un uomo di 34 anni, conosciuto all’uscita della scuola, che lo violenta e lo maltratta, scaricando su di lui, tutte le sue piu’ cupe insicurezze. A scuola i compagni lo deridono, prendono in giro Andrea, il ragazzo ‘solitario’ che diventa oggetto di cattiverie. Oppresso dalla sua vita quotidiana, sente la necessita’ di dichiarare la sua omosessualita’ alla famiglia ma e’ l’inizio di un altro incubo. Lo assillano, lo perquisiscono, le violenze psicologiche sono all’ordine del giorno ‘…meglio drogato che Frocio!’ gli dicono, e se la cavano spedendolo dallo psicologo. Pagina dopo pagina racconta al proprio amico Diario, il suo calvario e comincia a immaginare di fuggire via, per sconfiggere la solitudine che lo attanaglia e inseguire un sogno.
**

Diario d’inverno

‘Piaceri fisici e dolori fisici. I piaceri del sesso innanzitutto, ma anche quelli del mangiare e del bere, di stare nudo in un bagno caldo, di grattarti un prurito, di starnutire e di scoreggiare, di stare a letto un’ora in piú, di voltare la faccia verso il sole in un mite pomeriggio di tarda primavera o d’inizio estate e sentire il tepore posarsi sulla pelle’.
Quando sei perso, guardati intorno. Dubita di tutto e cancellalo. Hai una sola certezza: tu sei lí. Lo sei perché c’è il tuo corpo e tu sei il tuo corpo. Il tuo corpo è lo spazio che hai attraversato, ma anche il tempo che ti ha reso ciò che sei. Il tempo te lo porti scritto addosso: le cicatrici sono parole (questa racconta di quando bambino scivolasti cosí vicino a un chiodo da poterne rimanere cieco, quest’altra ti ricorda di quando quasi uccidesti tua moglie e tua figlia) e le parole sono cicatrici (quelle che ti disse tua madre dopo che la sentisti parlare al telefono con un uomo che non era tuo padre). Ma non c’è solo il dolore. C’è il piacere, tutto il piacere che hai vissuto, che ti ha travolto in questi sessantaquattro anni: da quello che provi guardando il collo di tua moglie al mattino, a quello che ti insegnò una prostituta nel Quartiere Latino quando tu, ventenne solitario e senza un soldo a Parigi, l’ascoltasti sbalordito recitare a memoria una poesia di Baudelaire. E infine il corpo da cui il tuo corpo ha iniziato a esistere, quello di tua madre. La sua storia e il tuo rapporto con lei sono il cuore pulsante di questo libro (una sorta di doppio, di gemello segreto del tuo L’invenzione della solitudine, dov’era il padre il fulcro dell’ossessione). Hai capito dal silenzio con cui hai accolto la notizia della sua morte e dalla crisi di panico che ne è seguita – fu come sentire il tuo stesso corpo fuggire da te – che qualcosa era cambiato, che dovevi fermarti a ricapitolare. Che eri entrato nell’inverno della vita.

***

‘Alla fine della lettura siamo travolti dalla passione dell’autore, dalla sua umanità, dal suo amore per le parole, dal suo attaccamento alla vita, dalla sua capacità di trovare la grazia nell’inaspettato’.

‘The Washington Post’

***

‘In Diario d’inverno c’è il ritratto di una giovane madre, quella di Paul Auster, che potrebbe essere stato scritto da Alice Munro’.

‘The New York Times’

(source: Bol.com)

I DIAMANTI DELL’ARCIDUCA: 2

Appena trasferita al commissariato di Quimper, Mary Lester si vede obbligata a , sbrigare noiosi compiti arnministrativi da un commissario scansafatiche e per di più scettico nei confronti delle donne poliziotto. L’incontro con l’Arciduca, un barone istrionico e gran bevitore, coinvolge Mary in una nuova avventura. Grazie ai racconti del clochard e alle sue enigmatiche allusioni, a un giovane sconvolto dalla luna piena e a un aristocratico folle di gelosia, Mary, intrigata da una storia che a tratti assume le sfumature del noir, avvia la sua inchiesta. E quel caso che era stato archiviato dalla polizia come banale furto di gioielli con sequestro di ostaggi, si trasforma in un’indagine piena di sorprese sconcertanti e con un finale turbolento.
**

Diamante Nero

Lilith, semplice studentessa di diciassette anni, vive in uno dei più illustri collegi sotto le cure del direttore Rovoscuro nonché padre adottivo. La vita della ragazza rispecchia alla perfezione quella di qualsiasi altra adolescente, almeno fino all’arrivo di Lucio, un nuovo, affascinante compagno di classe che cattura immediatamente la sua attenzione, sia per il bell’aspetto fuori dal comune, sia per le strane sensazioni che le provoca: un misto tra attrazione e paura. La notte del suo diciottesimo compleanno Lilith scopre una terribile verità.
(source: Bol.com)

Diamante Nero

So che non cambierò mai.
Sono nato nell’oscurità, ed è proprio lì che resterò.
Rome è dolce, gentile e ordinaria.
Ma io cambierò tutto.
Le mostrerò chi sono per davvero.
E le infilerò quel diamante nero al dito.

(source: Bol.com)

Un diamante in cucina

I diamanti sono i migliori amici delle donne… sempre.
April Matthews ha un sogno nel cassetto della sua cucina: diventare una chef stellata. Quando il destino le offre l’opportunità di aprire lo Sky with diamonds, un ristorante di lusso nel centro di Londra, tutto sembra realizzarsi come nelle fiabe. Ma il mondo della ristorazione non è solo inventiva e creatività, è fatto di critici tirannici, fornitori astuti e clienti insoddisfatti. Come sopravvivere a tutto questo? Non le resta che affidarsi allo chef più dispotico e geniale del panorama gastronomico mondiale, Michael Maze, che, dopo un anno di traversie, è a sua volta in cerca del riscatto e della gloria perduta. Tra fuochi e fiamme, stelle e diamanti, un pizzico di travestimenti, inganni e colpi di scena qb., quale sarà la ricetta giusta per non lasciarsi sfuggire l’amore?
Mood: Romantico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

DIALOGO SOPRA I DUE MASSIMI SISTEMI TOLEMAICO E COPERNICANO

Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è un’opera di trattatistica scientifica composta da Galileo Galilei negli anni tra il 1624 e il 1630, per poi ricevere l’imprimatur nel 1632, anno della sua prima pubblicazione. Scritta sotto la forma di dialogo, è stata un’opera di enorme successo all’epoca, tanto che la Chiesa mutò radicalmente la sua posizione verso questo dialogo, inserendo l’opera nell’Indice dei libri proibiti nel 1633. Il Dialogo si presenta, nonostante la lettera nicodemica iniziale, come una confutazione del sistema tolemaico-aristotelico a favore di un sistema copernicano, benché le teorie moderne rivelino l’inesattezza della dimostrazione galileiana sulle maree. Si pone però come un importante scritto filosofico all’interno di quella che sarà l’imminente rivoluzione scientifica, conciliando linguaggio e semplicità divulgative. Il nuovo metodo scientifico (o appunto metodo galileiano) si muoverà da questa sua pubblicazione, in particolar modo verrà esplicata la teoria della conoscenza di Galileo. Oltre che un trattato scientifico astronomico infatti si presenta come una grande opera filosofica.
**
### Sinossi
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è un’opera di trattatistica scientifica composta da Galileo Galilei negli anni tra il 1624 e il 1630, per poi ricevere l’imprimatur nel 1632, anno della sua prima pubblicazione. Scritta sotto la forma di dialogo, è stata un’opera di enorme successo all’epoca, tanto che la Chiesa mutò radicalmente la sua posizione verso questo dialogo, inserendo l’opera nell’Indice dei libri proibiti nel 1633. Il Dialogo si presenta, nonostante la lettera nicodemica iniziale, come una confutazione del sistema tolemaico-aristotelico a favore di un sistema copernicano, benché le teorie moderne rivelino l’inesattezza della dimostrazione galileiana sulle maree. Si pone però come un importante scritto filosofico all’interno di quella che sarà l’imminente rivoluzione scientifica, conciliando linguaggio e semplicità divulgative. Il nuovo metodo scientifico (o appunto metodo galileiano) si muoverà da questa sua pubblicazione, in particolar modo verrà esplicata la teoria della conoscenza di Galileo. Oltre che un trattato scientifico astronomico infatti si presenta come una grande opera filosofica.

Dialogo

Questa nuova edizione vuole consentire a un più vasto pubblico di rivivere l’incontro memorabile tra due protagonisti della cultura del nostro tempo.

Dialoghi con Leucò

Ventisei dialoghi brevi ma carichi di tensione, suadenti eppur sconfinanti nel tragico in cui gli dèi e gli eroi della Grecia classica (da Edipo e Tiresia a Calipso e Odisseo, da Eros e Tànatos a Achille e Patroclo) sono invitati a discutere il rapporto tra uomo e natura, il carattere ineluttabile del destino, la necessità del dolore e l’irrevocabile condanna della morte.

Dialettica dell’illuminismo

Scritta in stretta collaborazione dai due pensatori tedeschi durante la guerra, l’opera risponde al bisogno di tradurre sul piano speculativo una duplice esperienza: quella dell’Europa devastata dal fascismo, che gli autori si erano lasciata alle spalle, e quella della società americana che li aveva accolti. Entrambe le esperienze provano – ed è la tesi del libro – che l’illuminismo ha la tendenza a rovesciarsi nel suo contrario, non solo nell’aperta barbarie del fascismo, ma anche nell’asservimento totalitario delle masse attraverso la blandizie dell’industria culturale. Secondo gli autori, la libertà nella società è inseparabile dal pensiero illuministico. Il concetto stesso di questo pensiero, tuttavia, implica già il germe di quella regressione che oggi si verifica ovunque. Per questo essi affermano che se l’illuminismo non accoglie in sé la coscienza di questo momento regressivo, firma la propria condanna, e che è un dovere di tutti riflettere sull’aspetto distruttivo del progresso. Gli autori vollero qui dare un contributo, poi risultato essenziale, a questa che è una ‘comprensione teoretica dell’oggi’. Già edita una prima volta nel ’47, l’opera è tra l’altro uscita nei ‘Paperbacks’ nel 1980.
(source: Bol.com)

DIABOLIK (5): Il genio del delitto

Una serie di delitti apparentemente senza movente scuote la quiete della città di Montvert, un cadavere addirittura sparisce dall’obitorio, ma le sue impronte digitali riappaiono misteriosamente. “il morto che uccide, commenta Gustavo Garian, amico di Ginko, incuriosendo l’ispettore, che subito decide di andare sul luogo del delitto. Qui incontra Esmeralda, sorella di una delle vittime, che sembra ispirare al rude Ginko un tenero sentimento. Ma non c’è tempo per l’amore. Di fronte all’ispettore si para l’eterno avversario: Diabolik!

DIABOLIK (44): Musica di sangue

Trucchi, strani e complicati marchingegni: la fantasia e l’astuzia di Diabolik per portare a termine un colpo sono eccezionali. Sembra che per il re del terrore davvero non ci siano limiti. Ma a volte il suo acerrimo nemico, l’ispettore Ginko, riesce a averla vinta e arrestare il grande criminale. Ecco allora, in questa avventura, Diabolik rinchiuso nella cella della morte in cima a un torrione irragiungibile. Eva Kant è stravolta dall’angoscia e vorrebbe morire con lui, ma all’improvviso ricorda le parole del suo compagno: “la mia complice non può perdere la testa”.

DIABOLIK (40): La morte di Ginko

Un fatto gravissimo scuote tutta Clerville: l’ispettore Ginko nella sua eterna, accanita lotta contro Diabolik ha un terribile incidente. La sua auto cade da un ponte e Ginko muore. Al suo posto viene nominato l’ispettore Renard, che subito lancia frasi di sfida contro Diabolik. Il grande criminale si sente punto sul vivo e organizza un colpo colossale al treno che trasporta il denaro della zecca. Oltre ad Eva, ha bisogno di un complice e lo recluta nell’ambiente della malavita. Complice fidato? Forse no. Molti pericoli incombono sul re del terrore, anche i più inaspettati…

DIABOLIK (4): Atroce vendetta

Elisabeth Gay è la donna che ha tradito Diabolik denunciandolo alla polizia e facendolo finire a un passo dalla ghigliottina. E diabolik, si sa, non perdona. Ginko conosce bene il suo avversario, e, per proteggere la ragazza, la tiene praticamente sotto chiave. Elisabeth si è fidanzata con il dottor Floriani, uno psichiatra. I due progettano di sposarsi, ma Diabolik ha studiato una vendetta elaborata e sottile, che porterà Elisabeth alla pazzia.

DIABOLIK (38): S.O.S. Diabolik

S.O.S. Diabolik: questa è la scritta che appare una notte su una montagna bianca di neve, sopra il passo del gigante. L’ispettore Ginko, dalla strada a valle, legge la disperata richiesta d’aiuto e si precipita alla caccia dell’eterno nemico. Ma cosa ha portato Diabolik al passo del gigante? E di quali incredibili marchingegni si serve, questa volta, il grande criminale per mettere a segno il suo colpo e sfuggire alla giustizia? È uno dei più belli tra i primi Diabolik: ricco di suspence, di colpi di scena, e soprattutto di invenzioni astute, geniali, anzi… Diabolike…