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I briganti del Riff

Le tribù gitane della Spagna e dell’Africa hanno sempre avuto un capo supremo, la cui carica era simboleggiata dal possesso di un “totem”. La giovane Zamora vuole ritrovare questo totem, nascosto sulle cime del Gurugù, in Marocco. Accanto a lei ci sono due amici, Carminillo e Pedro, che, attratti dall’avventura e dalla bellezza di Zamora, hanno promesso di aiutarla, e Janko, anch’esso segretamente innamorato della giovane ma accanto a lei per spiarla e per impedirle di raggiungere i suoi scopi, essendo egli agli ordini di un capo zingaro che aspira anch’egli al dominio delle altre tribù. Il mondo gitano è qui tratteggiato in tutta la sua vivezza.

Il Brick Maledetto

Si credeva che Emilio Salgari, nei suoi racconti, mettesse dei cenni autobiografici descrivendo nei dettagli gli innumerevoli viaggi che lo avevano reso protagonista. Questo, soprattutto, per la dovizia di particolari con cui descriveva i posti e le abitudini dei luoghi di cui scriveva. Non tutti sanno, però, che l’autore, nonostante avesse studiato alla scuola di navigazione di Venezia, non si era mai allontanato dal Mar Adriatico.
Emilio Salgari viene oggi considerato come uno scrittore onnivoro. Questo perché, grazia alla sua fantasia potente ed allucinatoria, riusciva a creare dei racconti in grado di coniugare luoghi immaginari con le vicende di cronaca e gli spunti dell’epoca in cui viveva. La fine dell’Ottocento fu costellata da diversi problemi quali l’imperialismo e la schiavitù. Quest’ultima, la cui fine era ancora lontana, prevedeva, in particolare, la tratta dei neri dalle coste dell’Africa e degli uomini gialli verso le Americhe. Ad aggiungersi la voglia di attraversare i continenti che, però, realizzate con barche non proprio eccellenti, portavano spesso a ammutinamenti, cannibalismo e difficile possibilità di salvezza in caso di incidenti. Senza dimenticare le isole flagellate nei mari lontani atte a diventare semplici fari isolati oppure dei penitenziari oppure le spedizioni ai poli, la corsa all’oro e alle terre dei diamanti con i sogni e le conflittualità connesse.
Non c’è libro di Emilio Salgari che non possa essere ricollegato a questi eventi storici e che, comunque, risentono tutti dell’esotismo che iniziò a diffondersi in quell’epoca. Per cui si possono richiamare i nomi di molti autori pure importanti di quel periodo come Gustave Flaubert e Gabriele D’Annunzio. La lotta della cultura popolare contro i potenti è ben evidente nella letteratura slagariana non priva di realismo inventivo. Le sue storie si contaminano di guerre che possono sembrare quelle che segnarono effettivamente alcuni continenti. Ad esempio, quella russo-giapponese o l’ispano-americana che avrebbero determinato l’equilibrio del mondo.
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### Sinossi
Si credeva che Emilio Salgari, nei suoi racconti, mettesse dei cenni autobiografici descrivendo nei dettagli gli innumerevoli viaggi che lo avevano reso protagonista. Questo, soprattutto, per la dovizia di particolari con cui descriveva i posti e le abitudini dei luoghi di cui scriveva. Non tutti sanno, però, che l’autore, nonostante avesse studiato alla scuola di navigazione di Venezia, non si era mai allontanato dal Mar Adriatico.
Emilio Salgari viene oggi considerato come uno scrittore onnivoro. Questo perché, grazia alla sua fantasia potente ed allucinatoria, riusciva a creare dei racconti in grado di coniugare luoghi immaginari con le vicende di cronaca e gli spunti dell’epoca in cui viveva. La fine dell’Ottocento fu costellata da diversi problemi quali l’imperialismo e la schiavitù. Quest’ultima, la cui fine era ancora lontana, prevedeva, in particolare, la tratta dei neri dalle coste dell’Africa e degli uomini gialli verso le Americhe. Ad aggiungersi la voglia di attraversare i continenti che, però, realizzate con barche non proprio eccellenti, portavano spesso a ammutinamenti, cannibalismo e difficile possibilità di salvezza in caso di incidenti. Senza dimenticare le isole flagellate nei mari lontani atte a diventare semplici fari isolati oppure dei penitenziari oppure le spedizioni ai poli, la corsa all’oro e alle terre dei diamanti con i sogni e le conflittualità connesse.
Non c’è libro di Emilio Salgari che non possa essere ricollegato a questi eventi storici e che, comunque, risentono tutti dell’esotismo che iniziò a diffondersi in quell’epoca. Per cui si possono richiamare i nomi di molti autori pure importanti di quel periodo come Gustave Flaubert e Gabriele D’Annunzio. La lotta della cultura popolare contro i potenti è ben evidente nella letteratura slagariana non priva di realismo inventivo. Le sue storie si contaminano di guerre che possono sembrare quelle che segnarono effettivamente alcuni continenti. Ad esempio, quella russo-giapponese o l’ispano-americana che avrebbero determinato l’equilibrio del mondo.

Brhadaranyka Upanisad

“La suprema felicità umana è di esser ricco e di aver successo tra gli uomini, di imperare sugli altri e largamente disporre di tutti gli umani godimenti. Orbene, cento gioie umane equivalgono a una sola gioia dei Mani che hanno raggiunto la loro sede, e cento gioie dei Mani giunti alla loro sede equivalgono a una sola gioia del mondo dei Gandharva. Cento gioie dei Gandharva equivalgono a una sola gioia degli dèi per merito, in quanto ottengono la divinità in virtù delle buone opere, e cento gioie degli dèi per merito equivalgono a una sola gioia degli dèi per nascita, (la quale è premio) del brahmano sincero e privo di desideri. Cento gioie degli dèi per nascita equivalgono a una sola gioia del mondo di Prajàpati, (la quale è premio) del brahmano sincero e privo di desideri, e cento gioie del mondo di Prajàpati equivalgono a una sola gioia del mondo del brahman, (la quale è parimenti premio) del brahmano sincero e privo di desideri. E questa è la suprema beatitudine, o gran re; questo è il mondo del brahman”.
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Breviario di soto zen

Lo Shobogenzo zuimonki è una raccolta di discorsi del grande maestro e filosofo giapponese Dogen Zenji (1200-1253), fondatore della scuola zen soto, attiva ancora oggi in Giappone insieme alla scuola rinzai. Questi discorsi furono trascritti da Ejo, uno dei suoi primi discepoli, e dai discepoli di quest’ultimo e pubblicati solo nel diciassettesimo secolo. Come una sorta di introduzione ‘semplificata’ (zuimonki) allo Shobogenzo, l’opera monumentale di Dogen la cui traduzione integrale è tuttora inedita in italiano, essi hanno un interesse altissimo per lo studio del pensiero di un filosofo riconosciuto come una delle menti più eccelse della spiritualità orientale e mondiale. Se la fama di Dogen dipende soprattutto dal suo intelletto eccezionale, queste pagine rivelano invece la sua forza di carattere, la volontà di combattere la corruzione del buddhismo giapponese, ridotto a strumento per l’acquisizione di prestigio e poteri politici, ripristinandone il vero carattere di via per l’illuminazione. Tra gli aneddoti, le istruzioni per la meditazione, le esortazioni ai discepoli, i commenti su famosi episodi e dialoghi zen, emergono i temi fondamentali del pensiero di Dogen: la ‘mente della Via’, l’abbandono del sé, la povertà, la meditazione seduta come spina dorsale del buddhismo, la determinazione di mettere realmente in pratica con tutto il proprio essere gli insegnamenti.
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Breve storia di chiunque sia mai vissuto. Il racconto dei nostri geni

Questo libro parla di te, proprio di te in prima persona. Di te e di tutti i cento e più miliardi di esseri umani che sono nati dall’inizio dei tempi. Il DNA – il nostro codice genetico, quella lunghissima stringa di A, T, G e C variamente alternate che portiamo nel nucleo di ogni nostra cellula – viene qui letto da Adam Rutherford come un libro di storia. Oggi si può fare. A saperlo leggere, infatti, il DNA racconta molte cose: nascite, morti, malattie, guerre, carestie, migrazioni e tanto, tanto sesso. Per anni abbiamo letto il DNA solo come un manuale di istruzioni, il codice sorgente della vita. Lo abbiamo studiato, lo abbiamo modificato, abbiamo sperimentato con le sue sequenze e continuiamo a farlo. Ma dal 2001, da quando cioè è stato per la prima volta pubblicato il risultato del Progetto Genoma Umano, ci siamo trovati tra le mani uno strumento fenomenale, che ci ha permesso di fare una cosa inaspettata e nuova: studiare la nostra storia. Poco tempo dopo, grazie agli avanzamenti tecnici della genetica degli ultimi anni, siamo persino stati in grado di studiare il DNA antico, quello rimasto intrappolato in quantità infinitesime nei resti di esseri umani morti da secoli o millenni, e in qualche caso persino decine di migliaia di anni. E abbiamo potuto confrontarlo col nostro e vedere da quello che era rimasto impresso nelle sequenze genetiche tutto ciò che è accaduto all’umanità nel frattempo. Dimenticate l’algoritmo della vita, il DNA che “determina” la nostra natura o l’evoluzione lineare e inesorabile dalla scimmia verso l’uomo (per non dire della supposta divisione della nostra specie in “razze”). Dimenticate tutto, perché ora sappiamo che il DNA è una cosa molto più complessa, affascinante e molto, ma molto più fluida e mutevole di quanto si sospettasse. Adam Rutherford ci racconta in maniera brillante una bella storia – la nostra storia – correggendo errori ancora troppo diffusi, e per la strada ci narra di Riccardo III d’Inghilterra e delle sue ossa, dell’origine dei capelli rossi, della “love story” coi neandertaliani e delle immense migrazioni compiute dai nostri avi, miglio dopo miglio, dall’Africa a ovunque nel mondo, fino a casa nostra.
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BREVE STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA

Il panorama č presentato in una sintesi essenziale ed il pių possibile limitata ai dati oggettivi dell’informazione e ad una prima presentazione critica dei problemi. Questo testo, nato dalla diretta e personale esperienza ‘ e scontatezza ‘ didattica dell’autore, puō offrire il minimo di conoscenza generale.

Breve storia d’Italia ad uso dei perplessi (e non)

“Quando incomincia l’Italia? Sembra una domanda strana. C’è sempre stata! Viene da pensare. E invece no. Ci saranno “sempre state” la catena degli Appennini e quella delle Alpi (anche se sono invecchiate strada facendo); il Po, all’incirca, ha sempre seguito il suo corso dal Monviso al mare Adriatico (ma ci ha messo secoli per fabbricarsi il suo delta); la penisola ha sempre avuto quella sua forma di grande stivale, anche quando chi ci abitava non lo sapeva; e i mari che la bagnano da tre parti, la bagnavano anche ai tempi di Ulisse nell’Odissea e di Enea nell’Eneide. Ma che cos’è che rende riconoscibile e distinguibile l’Italia? E che cosa fa di un paese un paese? Non bastano gli elementi materiali: le rocce e i fiumi di cui si parlava sopra, ci vuole qualcuno che li riconosca, qualcuno per il quale quella piramide di pietra significhi qualche cosa di molto particolare, un monte con un certo nome, dove si è arrampicato fin da piccolo e dove va sempre a far legna o a funghi. E così via, per tutti gli elementi di carattere naturale che costituiscono l’ambiente in cui l’uomo vive. Vivendoci, gli uomini hanno aggiunto qualche cosa ai luoghi: sentimenti, ricordi, case, campi, tombe. Storia, insomma, e storie. In capo a qualche generazione, quello è diventato il loro paese, una specie di prolungamento della loro stessa persona”; Mario Isnenghi stila una breve storia d’Italia, a partire dallo Stato unitario, tenendo ben presenti i più giovani e soprattutto e quelli che…
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La breve seconda vita di Bree Tanner

I fan della saga di Twilight rimarranno affascinati dall’avvincente storia di Bree Tanner, un personaggio incontrato per la prima volta in eclipse, e dal lato più oscuro del mondo dei vampiri neonati che lei abita. Bree Tanner ricorda appena come fosse la sua vita prima di acquisire dei riflessi sovrumani e un’inesauribile forza fisica. Prima che una sete insaziabile di sangue si impossessasse di lei… prima che qualcuno decidesse di trasformarla in un vampiro. Tutto quello che Bree sa è che vivere tra i suoi simili comporta poche certezze e ancor meno regole: guardati alle spalle, non attirare l’attenzione e, soprattutto, torna a casa prima dell’alba o morirai. Quel che non sa è che il suo tempo da immortale sta velocemente per scadere. Ma Bree trova un inaspettato amico in Diego, un vampiro neonato che desidera quanto lei scoprire l’identità della loro creatrice: un essere misterioso che tutti chiamano “lei”. Quando realizzano che i neonati sono semplici pedine su una scacchiera più vasta di quanto non possano immaginare, i due giovani si trovano a dover decidere con chi schierarsi e di chi fidarsi. Ma se tutto ciò che sanno si basa sulla menzogna, sarà realmente possibile giungere alla verità? In questo irresistibile mix di mystery, suspense e amore, Stephenie Meyer ricostruisce il viaggio dell’esercito che si prepara ad attaccare Bella Swan e i Cullen, fino all’indimenticabile scontro finale che sconvolgerà per sempre le regole degli umani e degli immortali.
(source: Bol.com)

Breaking dawn

Per Bella Swan essere innamorata di un vampiro è allo stesso tempo un sogno a occhi aperti e il peggiore degli incubi, un intreccio di sensazioni che si alternano e le lacerano l’anima. La passione per Edward Cullen la spinge verso un destino soprannaturale, mentre il profondo legame con Jacob Black la riporta invece indietro, nel mondo terreno. Bella ha alle spalle un anno difficile, pieno di perdite, di conflitti, di tentazioni contraddittorie. Ora è al bivio decisivo: entrare nello sconosciuto mondo degli immortali, o continuare a condurre un’esistenza umana. Dalla sua scelta, dipenderà l’esito del conflitto tra il clan dei vampiri e quello dei licantropi. Eppure, ora che Bella ha preso la sua decisione, sta per scatenarsi una sorprendente catena di eventi che cambieranno per sempre la vita di tutti coloro che la circondano. Ma quando il tempo a sua disposizione sembrerà essere esaurito, e la strada da prendere già stabilita, Bella – dolce e timida in Twilight, sensuale e inquieta in “NewMoon” ed “Eclipse”- andrà incontro a un futuro dal quale non potrà più tornare indietro. Il capitolo conclusivo della saga di “Twilight”, svela segreti e misteri di questa epopea romantica che ha avvinto tanti appassionati in tutto il mondo.
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Bravi ragazzi. La requisitoria Boccassini, l’autodifesa di Previti & C. Tutte le carte dei processi Berlusconi-toghe sporche

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Dei processi Sme-Ariosto, Mondadori, Imi-Sir, che vedono imputati Brelusconi e Previti, gli avvocati Acampora e Pacifico, i giudici Squillante, Metta, Verde e Misiani, si sa poco o nulla. Gomez e Travaglio ricostruiscono giorno per giorno la storia dei tre processi e delle infinite manovre per farli saltare, e pubblicano i documenti più importanti per capire i fatti già accertati, le ragioni dell’accusa e le tesi delle difese. A cominciare dalla requisitoria orale (finora inedita) di Ilda Boccassini, nella trascrizione ufficiale del Tribunale di Milano. E poi i verbali di Stefania Ariosto, le carte svizzere, gli interrogatori di Previti, Pacifico e Squillante, la sentenza di prescrizione del Cavaliere.
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Il Bramino dell’Assam

“Il Bramino dell’Assam” è il nono romanzo del ciclo indo-malese scritto da Emilio Salgari.
La piccola e rocciosa isola, sede delle prime avventure di Sandokan e tigrotti viene abbandonata per la trasferta in India. Tuttavia Sandokan e Yanez non hanno mai spostato il cuore dall’isoletta che domina i commerci del mare della Sonda… ha inizio così la riconquista del territorio amato, dove a tendere la trappola ai sultani sarà proprio Yanez, nelle vesti di un governatore inglese. Instaurandosi alla corte del sultano del Varauni, al quale gli inglesi hanno affidato il controllo di Mompracem, Yanez si imbatte nella bella Lady Lucy Wan Harter, la coraggiosa olandesina che li aiuterà nell’impresa. Gli scontri tra tigrotti e sultani si svolgono inizialmente sull’isola, fino a raggiungere la sconfitta finale in mare, dove Sandokan e i suoi seguaci riportano alla luce la bandiera rossa con la testa di tigre… Mompracem è di nuovo in mano alle tigri!
Le vicende narrate in questo romanzo fanno parte del “Ciclo dei pirati della Malesia” composto anche da “I misteri della jungla nera”, “I pirati della Malesia”, “Le Tigri di Mompracem”, “Le due Tigri” ed altri romanzi scritti da Salgari.
Emilio Salgari è stato uno degli scrittori italiani di romanzi d’avventura fra i più popolari. Autore straordinariamente prolifico, è ricordato soprattutto per il ciclo dei pirati della Malesia. Scrisse anche diverse storie fantastiche ed è considerato uno dei precursori della fantascienza in Italia. Molte sue opere hanno avuto trasposizioni cinematografiche e televisive.
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### Sinossi
“Il Bramino dell’Assam” è il nono romanzo del ciclo indo-malese scritto da Emilio Salgari.
La piccola e rocciosa isola, sede delle prime avventure di Sandokan e tigrotti viene abbandonata per la trasferta in India. Tuttavia Sandokan e Yanez non hanno mai spostato il cuore dall’isoletta che domina i commerci del mare della Sonda… ha inizio così la riconquista del territorio amato, dove a tendere la trappola ai sultani sarà proprio Yanez, nelle vesti di un governatore inglese. Instaurandosi alla corte del sultano del Varauni, al quale gli inglesi hanno affidato il controllo di Mompracem, Yanez si imbatte nella bella Lady Lucy Wan Harter, la coraggiosa olandesina che li aiuterà nell’impresa. Gli scontri tra tigrotti e sultani si svolgono inizialmente sull’isola, fino a raggiungere la sconfitta finale in mare, dove Sandokan e i suoi seguaci riportano alla luce la bandiera rossa con la testa di tigre… Mompracem è di nuovo in mano alle tigri!
Le vicende narrate in questo romanzo fanno parte del “Ciclo dei pirati della Malesia” composto anche da “I misteri della jungla nera”, “I pirati della Malesia”, “Le Tigri di Mompracem”, “Le due Tigri” ed altri romanzi scritti da Salgari.
Emilio Salgari è stato uno degli scrittori italiani di romanzi d’avventura fra i più popolari. Autore straordinariamente prolifico, è ricordato soprattutto per il ciclo dei pirati della Malesia. Scrisse anche diverse storie fantastiche ed è considerato uno dei precursori della fantascienza in Italia. Molte sue opere hanno avuto trasposizioni cinematografiche e televisive.
### L’autore
Emilio Salgari (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911) è stato uno scrittore italiano di romanzi d’avventura molto popolari.

Il braccialetto e altri racconti

Fatti atroci e incredibili si verificano in questi racconti. Così in “Il braccialetto” il monile del titolo si trasforma in un artiglio lacerante, mentre i gatti che mitigano la solitudine di un uomo possono incarnare, temporaneamente, una feroce divinità. In ogni caso il fantastico, l’insolito, che da sempre ci insidia, governando, in qualche modo, i nostri destini, irrompe nel quotidiano, mostrandoci la precarietà di quell’ordine convenzionale in cui viviamo e che è, in realtà, «un equilibrato compromesso» con l’ignoto.
Imparentato non solo letterariamente con la mitica generazione dell’80, Mujica Laínez porta nella sua prosa tutto il lustro di una “great tradition”. Soprattutto nei romanzi continua, sviluppandola, l’anima «fantastica» del Barocco, espressasi in creazioni, per quanto eccezionali, marginali. A volte sembra uno scrittore culterano che per un errore della storia abbia conosciuto Poe e Lovecraft. Ma il suo stile terso ed elegante disdegna la mera allucinazione.