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Jane Eyre

Tratto da “Jane Eyre o le memorie d’un’istitutrice”, di Charlotte Brontë. Fratelli Treves Editori, Milano, 1904. Uscito nel 1847 è il capolavoro della scrittrice inglese Charlotte Brontë.Scritto in forma autobiografica, racconta l’evoluzione emotiva, morale e sentimentale di Jane Eyre. Grazie al suo porsi in dissonanza con i cliché dell’epoca, fu accolto con successo già al suo apparire. Molti i punti di forza del romanzo: descrizioni vivaci, realistiche e non pedanti, profonda psicologia dei personaggi, intensa analisi dei sentimenti e soprattutto la protagonista, Jane Eyre, dotata di integrità, indipendenza, forza interiore e passionalità.Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Jacques il fatalista e il suo padrone

“Jacques amava parlare, e soprattutto parlare di sé; una mania tipica degli appartenenti alla sua condizione; mania che li trae fuori dalla loro abiezione, li pone sulla tribuna, trasformandoli di colpo in personaggi interessanti…”.
Jacques, servitore imperturbabile e disincantato, viaggia insieme al suo padrone, un gentiluomo colto e generosamente pasticcione. I due cominciano così a discorrere, facendo mille riflessioni e raccontandosi storie d’amore. I racconti di Jacques sono continuamente interrotti da contrattempi, interventi del padrone e digressioni dello stesso Jacques sulla libertà, il destino, la provvidenza, tutte tendenti a dimostrare che quanto accade all’uomo sulla terra “è scritto lassù”.
Ma davvero tutto è già scritto sulla grande pergamena del cielo? Jaques sembra crederci, eppure vive liberamente e il racconto dei suoi amori diventa la contraddizione stessa del suo fatalismo.
Denis Diderot (1713-1784) fu uno dei maggiori rappresentanti dell’Illuminismo. Tra le sue opere, si ricordano i romanzi La religiosa (1760) Il nipote di Rameau (1772) e Jacques il fatalista e il suo padrone (1773), così come i saggi filosofici L’interpretazione della natura (1773) e Il Sogno di D’Alambert (1769).
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### Sinossi
“Jacques amava parlare, e soprattutto parlare di sé; una mania tipica degli appartenenti alla sua condizione; mania che li trae fuori dalla loro abiezione, li pone sulla tribuna, trasformandoli di colpo in personaggi interessanti…”.
Jacques, servitore imperturbabile e disincantato, viaggia insieme al suo padrone, un gentiluomo colto e generosamente pasticcione. I due cominciano così a discorrere, facendo mille riflessioni e raccontandosi storie d’amore. I racconti di Jacques sono continuamente interrotti da contrattempi, interventi del padrone e digressioni dello stesso Jacques sulla libertà, il destino, la provvidenza, tutte tendenti a dimostrare che quanto accade all’uomo sulla terra “è scritto lassù”.
Ma davvero tutto è già scritto sulla grande pergamena del cielo? Jaques sembra crederci, eppure vive liberamente e il racconto dei suoi amori diventa la contraddizione stessa del suo fatalismo.
Denis Diderot (1713-1784) fu uno dei maggiori rappresentanti dell’Illuminismo. Tra le sue opere, si ricordano i romanzi La religiosa (1760) Il nipote di Rameau (1772) e Jacques il fatalista e il suo padrone (1773), così come i saggi filosofici L’interpretazione della natura (1773) e Il Sogno di D’Alambert (1769).

Jack lo squartatore

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Chi era Jack lo Squartatore? Da quando l’infame Squartatore terrorizzava le prostitute della Londra vittoriana, l’identità dell’assassino è rimasta un mistero. In questo romanzo del brivido, Robert Bloch propone una soluzione completamente nuova, sorprendente e ingegnosa come la conclusione del suo classico *Psycho* (1959). “Il rapporto di Bloch con Jack lo Squartatore data da lungo tempo. *The Night of the Ripper* non è che l’omaggio più recente a un personaggio che mostra di averlo ossessionato da sempre e che, con molta probabilità, l’ha influenzato nel corso di tutta la sua produzione letteraria”. (dalla *Prefazione di Carlo Bordone*).

Jack & Jill

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Washington, una notte di dicembre un senatore muore, assassinato nel suo lussuoso appartamento. Unico indizio: una macabra poesia firmata “J. & J.”, in cui si minaccia una serie di altri delitti di persone in vista. Nella stessa notte, in un quartiere popolare della città, una bambina viene trovata senza vita. Esiste un collegamento tra i due delitti? Il detective Alex Cross ha intenzione di scoprirlo, ma appena tenta di ricomporre le tessere del puzzle i killer colpiscono ancora. E ancora. Nessuno a Washington può ritenersi al sicuro: né bambini né potenti, nemmeno il Presidente degli Stati Uniti. Un incubo agghiacciante.
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Ivan il terribile

È la cattiveria di Ivan a essere così seducente? Oppure la sua tenerezza improvvisa, capace di annullare le barriere con cui gli altri ragazzi lo tengono a distanza? Di lui i coetanei sanno poco: solo che ha quindici anni ed è appena tornato in paese dopo sei mesi di carcere minorile. Ma tutti, maschi e femmine, osservando i suoi occhi di un verde magnetico, avvertono con timore l’attrazione che può innescare a suo piacimento. Soltanto in due a Roccafluvione hanno il coraggio di avvicinarlo, a poco a poco, al maneggio o a scuola: sono rivali, Sara e Federico, ed entrambi pensano di averlo conquistato, prima di scoprire la sua natura selvaggia. Sara è insicura, rabbiosa e sgraziata nonostante la passione per i cavalli; nasconde desideri feroci e una capacità di abnegazione fuori dal comune. Federico, appena arrivato dal Nord, ha un fascino irrequieto e parla come un adulto. Alle spalle hanno storie familiari dolorose e sogni tenaci, come quello comune di partire in viaggio con Ivan, anche a costo di allearsi a sua insaputa. Un van per cavalli, una notte umida, un sogno in lontananza, un’eccitazione e una violenza che non credevano di desiderare. Ivan scioglierà le loro asperità, facendoli sentire vivi e in pericolo. Alcìde Pierantozzi ha scritto di un’adolescenza che spaventa perché è vera: scaltra ma capace di assoluto; spietata. Ivan il terribile ci educa a una crudeltà nuova, e ci accompagna in un viaggio struggente attraverso una provincia dimenticata, fino al cuore del disastro delle nostre famiglie.
(source: Bol.com)

Ithaqua, il mostro

“Nel 1966 la Fondazione Wilmarth arruolò un telepate di eccezionale potenza, un uomo capace di sintonizzare la sua mente sui mostruosi segnali inviati dagli DCC, gli Dèi del ciclo di Cthulhu, e almeno in parte interpretare ciò che aveva ‘captato’…” Così comincia questo appassionante romanzo di fantascienza “nera” scritto dall’inglese Lumley come deliberato aggiornamento delle notissime storie di Lovecraft. Ma né la Fondazione Wilmarth, né la squadra di sensitivi da essa addestrata potrà fermare i maligni piani di Ithaqua, l’Entità che Cammina nel Vento e che rapisce un gruppo di telepati terrestri per portarli su un pianeta ai confini dell’universo, Borea. Qui si svolge una lotta senza quartiere fra Ithaqua e la misteriosa Armandra, e non basterà tutta la scienza del mondo per contrastare le spaventevoli forze scatenate da questa guerra su scala cosmica, in cui l’uomo è semplicemente una pedina.
Copertina: Oscar CHICONI

L’Italiano For Dummies

L’italiano corretto alla portata di tutti! Perché il plurale di chirurgo è chirurghi, ma di teologo teologi? E perché si dice capolavori ma capistazione? Provincie si scrive con la i o senza? La pronuncia corretta è sàlubre o salùbre? Meglio dire sopra il tavolo o sopra al tavolo? Nessun senso di colpa, questi dubbi attanagliano tutti, anche chi ha esperienza. Ecco finalmente un manuale completo da tenere a portata di mano quando si scrive, con un taglio pratico, ironico e aggiornato alla lingua del Terzo Millennio che lo rende molto diverso dai libri di scuola. Oltre alle regole spiegate in modo chiaro, L’italiano For Dummies contiene tutti i consigli del buon scrivere professionale (dal CV alle cartelle stampa), per il Web (siti, blog, newsletter) e per gli aspiranti scrittori di romanzi e racconti, con alcune dritte su come pubblicarli.
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### Sinossi
L’italiano corretto alla portata di tutti! Perché il plurale di chirurgo è chirurghi, ma di teologo teologi? E perché si dice capolavori ma capistazione? Provincie si scrive con la i o senza? La pronuncia corretta è sàlubre o salùbre? Meglio dire sopra il tavolo o sopra al tavolo? Nessun senso di colpa, questi dubbi attanagliano tutti, anche chi ha esperienza. Ecco finalmente un manuale completo da tenere a portata di mano quando si scrive, con un taglio pratico, ironico e aggiornato alla lingua del Terzo Millennio che lo rende molto diverso dai libri di scuola. Oltre alle regole spiegate in modo chiaro, L’italiano For Dummies contiene tutti i consigli del buon scrivere professionale (dal CV alle cartelle stampa), per il Web (siti, blog, newsletter) e per gli aspiranti scrittori di romanzi e racconti, con alcune dritte su come pubblicarli.
### Dalla seconda/terza di copertina
Antonio Zoppetti, autore di libri di saggistica, manualistica e narrativa, in Rete ha orchestrato infiniti giochi di “social writing” e ha esplorato, professionalmente, ogni meandro della scrittura e della lingua.

Gli italiani sono bianchi?: Come l’America ha costruito la razza

«Guinea» li chiamavano e sul documento di identità compariva la dicitura «colore: bianco/carnagione: scura». Quando alla fine dell’Ottocento sbarcarono in America in fuga dalla miseria del Sud Italia, molti nostri connazionali dovettero affrontare un problema a cui non erano preparati: il colore della pelle. Erano davvero bianchi? Già in patria c’era chi ne dubitava. Illustri antropologi avevano sancito con i crismi della scienza la subalternità degli italiani meridionali «di sangue africano inferiore» rispetto a quelli del Nord «di stirpe ariana superiore». Negli Stati Uniti, fondati sulla colonizzazione, sull’espropriazione della terra e sulla schiavitù, dove la società era ordinata secondo rigide gerarchie razziali, la questione diventò centrale. Bianchi di colore ma non di razza, nella nuova patria gli immigrati italiani dovettero dunque reinventare la propria identità: da qui l’impegno all’interno di organizzazioni sindacali e politiche, spesso anarchiche o socialiste, nella lotta per un progressivo riconoscimento da parte della maggioranza bianca. Con la comunità dei neri instaurarono invece un legame ambivalente che a volte fu di solidarietà, più spesso di aspro conflitto, soprattutto nella seconda metà del Novecento. Essere bianchi ma discriminati fece sì che l’integrazione degli italiani non fosse un percorso lineare: nella creazione della loro identità razziale gli italiani di volta in volta affermarono, contestarono, sovvertirono la loro «bianchezza». In queste pagine di storia, sociologia, poesia, cinema e musica affiora un denso spaccato dei conflitti politico-sociali che hanno segnato la società statunitense. Riprende vita una parte della nostra storia che non dovremmo mai dimenticare.

Italiani si diventa

Cosa vuol dire aver fatto il bambino nell’Italia del boom economico e il ragazzo negli anni Settanta? Ce lo spiega con implacabile ironia Beppe Severgnini, in un libro che ormai è un classico e da vent’anni ci racconta chi siamo. In questa edizione – totalmente rivista e arricchita con fotografie di oggetti recuperati in ”lunghe giornate di speleologia domestica” – i racconti e i ricordi personali di Beppe si trasformano nella biografia di una generazione cresciuta tra biglie in spiaggia e picnic in montagna, minibasket e ping-pong, corsi d’inglese e viaggi col plaid, Vespe e traghetti. Chi è adulto, con questo libro ripercorrerà le tappe della propria formazione; i figli sorrideranno leggendo le gesta dei genitori; i meno giovani sfoglieranno l’album di famiglia. E tutti insieme capiremo come la storia di un bambino italiano possa diventare anche storia d’Italia. Una storia che prova una cosa: ”Credo che italiani siamo diventati tutti. E italiani, in Italia, si diventa ancora”.
(source: Bol.com)

Gli italiani in Africa Orientale – 2. La conquista dell’Impero

Utilizzando tra l’altro numerose testimonanze dirette in gran parte inedite, l’autore narra in questo secondo volume le vicende del colonialismo italiano in Eritrea, Somalia ed Etiopia, dall’avvento del fascismo all’entrata di Badoglio in Addis Abeba il 5 maggio 1936.

L’Italia dei Comuni e delle Signorie

La nascita e lo sviluppo dei governi locali nel MedioevoLa Civiltà Comunal-Signorile rappresenta uno dei momenti più significativi dell’età di mezzo in Italia. Allorché, tra l’Xl e il XII secolo, i rappresentanti dei centri urbani si stringono in un patto giurato e costituiscono un organismo volto a esercitare funzioni politiche e amministrative, a tutelare la giustizia, a imporre dazi e tasse, a battere moneta, a mantenere strade, ponti, porti e canali, a indire fiere e mercati, a organizzare un esercito, nascono i Comuni, in prevalenza nell’Italia centro-settentrionale. Quando poi il potere viene assunto da un Signore che, in vario modo, assoggetta i sudditi rappresentandone la volontà, nascono allora le Signorie.Ludovico Gattoprofessore emerito di Storia medievale presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’, è autore, fra l’altro, di L’atelier del medievista e Viaggio intorno al concetto di Medioevo. Tra i numerosi titoli pubblicati con la Newton Compton ricordiamo: Sicilia medievale, Storia e storie del Medioevo, Storia di Roma nel Medioevo, Il Medioevo giorno per giorno e Le grandi donne del Medioevo.
(source: Bol.com)

Itaca per sempre

Ulisse è tornato a Itaca. Sotto le spoglie del mendicante, si rivela a Eumeo e a Telemaco, organizza la vendetta, la esegue. Ma a questo punto Malerba comincia a scavare, a introdurre il germe di un’inquietudine, a portare alle conseguenze più dirompenti un’intuizione: come è possibile che Penelope non riconosca mai, neppure nel bagliore di un sospetto, lo sposo? E infatti, la Penelope di Malerba ha riconosciuto subito l’eroe, ma tace. E nel silenzio, nell’inquietudine di una psicologia femminile ricostruita con magistrale sensibilità, si macera, a sua volta chiedendosi: perché? Perché Ulisse si svela a tutti e non a me? Il risentimento di Penelope, che in Omero è appena abbozzato e si concentra tutto nel celebre interrogatorio sul mistero del letto coniugale, nell’Itaca di Malerba innesca il dramma intimo che attira nel suo vortice anche Ulisse, il quale giungerà a dubitare non tanto della fedeltà della donna, ma di se stesso, della propria celebrata astuzia, della propria incrollabile personalità.

Istoria Del Concilio Tridentino (Biblioteca Italiana Zanichelli)

Pubblicata a Londra nel 1619 con lo pseudonimo di Pietro Soave Polano, la Istoria del Concilio tridentino del frate servita veneziano Paolo Sarpi, vissuto tra il 1552 e il 1623, è un’opera in otto libri, che ricostruisce con scrupolo documentario le vicende del Concilio di Trento (1545-63), considerate nell’intreccio di discussioni dottrinarie, interessi di parte e maneggi politici. Nel quadro storico del Concilio confluiscono i grandi avvenimenti della politica internazionale, le vicende dei singoli stati e le grandi figure del tempo (papi, sovrani, politici, cardinali ecc.). La posizione di Sarpi, che già nel 1607 era stato colpito da scomunica per la sua attività pubblicistica antipapale, è fortemente critica nei confronti dell’operato della Chiesa e vicina di conseguenza alle posizioni dei riformati. L’Istoria è un modello di prosa diretta, essenziale, antibarocca.

Istituzioni del mondo musulmano

L’Islam non è solo una religione, è soprattutto il referente storico e sociale di realtà etniche, culturali, politiche, statuali, esistenti da quasi millecinquecento anni ed estese su un territorio che va dal Marocco all’lndonesia, coinvolgendo oggi oltre un miliardo di individui. Spesso diversissime tra loro, tutte queste realtà sono accomunate non solo da riferimenti alla fede in un Dio Unico (Allah), ma anche da un insieme di «istituzioni musulmane». Ciò awiene sia ad un livello direttamente collegato alla fede (come ad esempio nella preghiera rituale o nel pellegrinaggio alla Mecca), sia in forme piú «secolari» come il rapporto uomini/donne, l’amministrazione della giustizia, la gestione del potere, I’organiuazione urbana, ecc.
Ma la «dimora dell’lslam» (dar al-Islam, ossia il mondo musulmano) è stata caratterizzata anche da altri elementi, come il ruolo determinante delle tribú, con conseguenti interazioni tra sedentari e nomadi; la presenza di forme di schiavitú domestica che portarono degli schiavi ad essere addirittura capi di Stato (i Mamelucchi); l’attiva e positiva presenza di comunità non islamiche (cristiane, ebraiche, hindú) e cosí via. Ovviamente rapporti, forme, ruoli, istituzioni hanno subito nel corso dei secoli profonde evoluzioni, fino ai giorni nostri quando sono spesso stravolti al punto da diventare quasi irriconoscibili.
Questo testo discute appunto da un’ottica nuova le istituzioni che nel corso dei secoli hanno regolato, influenzato, condizionato, fatto progredire o frenato il mondo musulmano.
(source: Bol.com)

Istanbul: I ricordi e la città (Super ET)

«Istanbul come malinconia condivisa, Istanbul come doppio, Istanbul come immagini in bianco e nero di edifici sbriciolati e di minareti fantasma, Istanbul come labirinto di strade osservate da alte finestre e balconi, Istanbul come invenzione degli stranieri, Istanbul come luogo di primi amori e ultimi riti: alla fine tutti questi tentativi di una definizione diventano Istanbul come autoritratto, Istanbul come Pamuk».
**Alberto Manguel, «The Washington Post»**
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### Sinossi
«Istanbul come malinconia condivisa, Istanbul come doppio, Istanbul come immagini in bianco e nero di edifici sbriciolati e di minareti fantasma, Istanbul come labirinto di strade osservate da alte finestre e balconi, Istanbul come invenzione degli stranieri, Istanbul come luogo di primi amori e ultimi riti: alla fine tutti questi tentativi di una definizione diventano Istanbul come autoritratto, Istanbul come Pamuk».
**Alberto Manguel, «The Washington Post»**