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Siate ribelli, praticate gentilezza

Siate ribelli, praticate gentilezza by Saverio Tommasi
*«Crescete pure ma rimanete piccole, figlie mie. Fate dispetto a chi vi vorrebbe senza sogni pericolosi.»*
«Un pilota perde un secondo a giro a ogni figlio che gli nasce» diceva Enzo Ferrari. È una frase bellissima. Significa capire che c’è qualcosa di più importante fuori da sé, e che quando ti nasce un figlio il successo non si misura più con i traguardi con cui l’hai misurato fino a quel momento. I figli sono l’occasione che ti regala la vita di guardarti allo specchio. Tutto quello che sei, quello in cui credi, quello per cui lotti non sono più solo il tuo modo di stare al mondo, ma si caricano di una nuova responsabilità. Da quando sono arrivate Caterina e Margherita (quattro anni e due scarsi), per Saverio raccontare storie con immagini e parole non è più solo un modo per fare il proprio lavoro. È gettare sul mondo uno sguardo che sarà, almeno inizialmente, anche il loro, è fare scelte di cui a loro più che a chiunque altro dovrà rendere conto.
In una lettera alle sue figlie, tra pappe dai colori indecenti e cambi di pannolini in alta quota, terribili gaffe e momenti di grande tenerezza, Saverio affronta i temi che più gli stanno a cuore: la tolleranza, i diritti dei più deboli, la lotta per l’uguaglianza, la denuncia di qualunque forma di razzismo e fascismo, i pericoli della rete. Con grande spontaneità, toni appassionati e talvolta irriverenti, **Saverio Tommasi** ci regala il gesto d’amore più grande che un uomo possa fare per i propri figli: raccontarsi davvero, a costo di abbassare qualunque difesa.

Siate gentili con le mucche

Siate gentili con le mucche: La storia di Temple Grandin by Beatrice Masini
Una serie dedicata al racconto della vita di donne che hanno dato un grande contributo alla scienza. Ritratti complessi e appassionanti, uno stimolo e un modello in cui riconoscersi. Una bambina chiusa in se stessa, una ragazzina ostinata, una studiosa riconosciuta in tutto il mondo per le sue ricerche dalla parte degli animali allevati per nutrirci. La storia di Temple Grandin, americana, autistica, che è riuscita a fare della sua vita quello che voleva proprio per quello che è.

Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati

Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati by Andreas Moster
Villaggio di montagna che vive di estrazione di calcare. Arriva uno straniero. In silenzio, lo straniero volta le pietre che stanno in cima al muro della piazza. In silenzio, lo straniero innesca la rivolta. È stato incaricato dal proprietario della cava di verificarne la produttività. Ma la cava è esaurita, il villaggio è condannato. L’orologio della stazione ticchetta. Un incidente, poi scompare una ragazza. La ritrovano nel bosco, cadavere stuprato. Sguardi sospettosi, sguardi minacciosi, lo straniero diventa il capro che deve espiare tutte le colpe di tutte le generazioni: quella dei padri padroni violenti; quella delle nonne e delle madri che l’hanno sempre accettato; quella delle figlie che madri ancora non sono ma inesorabilmente lo diventeranno. A meno che il treno non scenda finalmente verso valle, verso le città del mondo, verso un altro destino. Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati è la fiaba nera di una storia eterna, la storia della ferinità umana che si dà un ordine e poi è ferinità lo stesso, mascherata da società civile, col suo teatrino delle apparenze da salvare e le regole che fanno bene solo a chi comanda. È la storia dell’asfissiante brutalità fisica e psicologica del villaggio in cui tutti viviamo, resa da una polifonia di voci di ragazze, uomini e animali che si intrecciano e creano un rarefatto e doloroso canto universale. È la storia di uno spaziotempo indivisibile, infrangibile, monolitico, contro cui l’essere può solo schiantarsi – o da cui, al più, fuggire per esplorare l’alterità, assecondare la voglia di conoscenza, la speranza che non cessa. Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati è il romanzo d’esordio di Andreas Moster, tra Kafka e Hofmannsthal. Moster riesce a raccontare l’indicibile con il familiare, il metafisico con il domestico, l’estraneo con il consueto. Riesce a rendere chiaro e cristallino il postremo esorcismo praticato dalla letteratura contro il male.

Siamo tutti in ordine

Harrison dice di essere stato, un tempo, il Piccolo Eroe di Dunnsmouth, il Detective dei Mostri, ma ora che ha più di trent’anni passa la maggior parte del suo tempo a ingurgitare pillole senza mai dormire. Stan, a quanto pare, anni prima ha goduto di una certa notorietà dopo essere stato quasi divorato da un gruppo di cannibali. Barbara invece è ossessionata dai messaggi che l’Intagliatore le ha inciso sulle ossa e che non ha mai potuto leggere. Greta è una piromane patologica che dice di aver causato la morte di moltissime persone. E Martin? Martin nasconde lo sguardo dietro occhiali da sole che non toglie mai… Nessuno ha mai creduto fino in fondo a quello che raccontano, nessuno fatta eccezione per Jan Sayer, la psicoterapeuta che ha creato un gruppo di supporto per studiarne le terribili psicosi e monitorarne gli strani comportamenti. Insieme affrontano i nemici che popolano le loro menti e le fobie che invece li aspettano al varco nel mondo reale, in un viaggio nel lato più oscuro e pericoloso della psiche umana, verso mondi periferici, paralleli, spaventosi, dove è facile perdersi.Una storia potente, originale, polifonica. Il ritratto fosco e allo stesso tempo chiarificatore dell’abisso quotidiano che si spalanca oltre il ciglio della mente.

(source: Bol.com)

Siamo tutti greci

Siamo tutti d’accordo (almeno a parole) sul fatto che la Grecia antica sia la “madre” della civiltà occidentale; “le nostre radici sono greche” si dice comunemente. Ma che cosa significano, esattamente, queste metafore? In che senso, e in che modo, la Grecia di Pericle e di Alessandro Magno ci è “madre”?
Chi tenta di rispondere a questa domanda perlopiù si rifugia in luoghi comuni: le nostre Olimpiadi sono ispirate alle Olimpiadi greche, la nostra democrazia è modellata sulla democrazia ateniese, il nostro vocabolario (quello della medicina, per esempio) è zeppo di parole greche. Ma ci si può accontentare di queste osservazioni? Certamente no. Lo stile di vita dei Greci era diverso dal nostro, e radicalmente diverso era il loro modo di “costruire” il mondo. E tuttavia non possiamo capire nulla di noi, se non ci confrontiamo con i Greci. Gli ingredienti di cui è fatta la nostra identità sono quelli che la Grecia ha prodotto ed elaborato.
Questo libro è articolato in sette capitoli, in ognuno si sviluppa un tema dell’antica Grecia direttamente collegato ai nostri giorni (maschilismo e femminismo, la scoperta del corpo, novità dall’archeologia, gli dèi falsi e bugiardi, politica e antipolitica, amministrare la casa, governare la città, siamo tutti greci); si comprende così che il nostro modo di percepire e affrontare i problemi ricalca i processi mentali, i percorsi immaginari e le categorie di giudizio messe a punto dalla mente greca.
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### Sinossi
Siamo tutti d’accordo (almeno a parole) sul fatto che la Grecia antica sia la “madre” della civiltà occidentale; “le nostre radici sono greche” si dice comunemente. Ma che cosa significano, esattamente, queste metafore? In che senso, e in che modo, la Grecia di Pericle e di Alessandro Magno ci è “madre”?
Chi tenta di rispondere a questa domanda perlopiù si rifugia in luoghi comuni: le nostre Olimpiadi sono ispirate alle Olimpiadi greche, la nostra democrazia è modellata sulla democrazia ateniese, il nostro vocabolario (quello della medicina, per esempio) è zeppo di parole greche. Ma ci si può accontentare di queste osservazioni? Certamente no. Lo stile di vita dei Greci era diverso dal nostro, e radicalmente diverso era il loro modo di “costruire” il mondo. E tuttavia non possiamo capire nulla di noi, se non ci confrontiamo con i Greci. Gli ingredienti di cui è fatta la nostra identità sono quelli che la Grecia ha prodotto ed elaborato.
Questo libro è articolato in sette capitoli, in ognuno si sviluppa un tema dell’antica Grecia direttamente collegato ai nostri giorni (maschilismo e femminismo, la scoperta del corpo, novità dall’archeologia, gli dèi falsi e bugiardi, politica e antipolitica, amministrare la casa, governare la città, siamo tutti greci); si comprende così che il nostro modo di percepire e affrontare i problemi ricalca i processi mentali, i percorsi immaginari e le categorie di giudizio messe a punto dalla mente greca.

Siamo seri! anzi no

Siamo seri! anzi no by Guido Sperandio
È uno zibaldone, un hellzapopping. In quest’ebook c’è di tutto tranne che un filo logico. Qualsiasi somiglianza con un normale libro è del tutto puramente casuale.
Siete ancora in tempo a evitarne la lettura.
L’autore declina ogni responsabilità.

Siamo in guerra

Cos’è veramente quella che molti si ostinano a chiamare l’antipolitica? Casaleggio e Grillo raccontano la loro esperienza e la rivoluzione che sta coinvolgendo sulla Rete milioni di persone. Il mondo sta cambiando. I movimenti spontanei stanno emergendo ovunque sostituendosi ai partiti, dall’Islanda alla Svezia, dal Partito dei pirati tedesco agli Indignados spagnoli, fino al MoVimento 5 Stelle italiano: nato in Rete, senza un euro di finanziamento pubblico, con tutti i media contro, è considerato il possibile terzo polo alle prossime elezioni politiche, già ora conta 130 consiglieri comunali e regionali con percentuali di voto tra il 4 e il 6 per cento su base nazionale. La Rete è un’opportunità unica per creare un’intelligenza collettiva che possa affrontare i problemi della società permettendo a ciascuno di partecipare alle scelte che lo riguardano. Non sarà una passeggiata avvertono gli autori. Il vecchio mondo prima di mollare privilegi e potere venderà cara la pelle. La guerra durerà molto a lungo.
(source: Bol.com)

Siamo davvero liberi?

La libertà delle nostre scelte e delle nostre azioni ci sembra spesso il più naturale e incontrovertibile dei dati. Recenti osservazioni neurobiologiche, tuttavia, suggeriscono che noi acquisiamo consapevolezza delle nostre intenzioni di agire solo dopo che il comando cerebrale del movimento è già partito. Parrebbe dunque che, in linea di principio, le nostre scelte possano essere previste da un osservatore esterno prima che noi le compiamo: ma questo non indica forse che l’idea di libertà e quella di responsabilità morale che ne dipende sono soltanto illusioni? In realtà non è detto che sia così.
La discussione sul libero arbitrio, uno dei misteri più antichi e affascinanti del pensiero umano, è infatti ancora aperta, e oggi vede l’appassionata partecipazione non solo dei filosofi ma anche di neurobiologi, psicologi e scienziati cognitivi. In questo volume i massimi esperti italiani e internazionali analizzano il contributo che a questo dibattito offrono le sorprendenti e controverse acquisizioni della neuroscienza contemporanea.

Si scioglie

***Si scioglie* è un libro fortissimo, insieme oscuro e commovente, che per la sua intensità e per la grazia spietata della sua protagonista ricorda *Amabili resti* di Alice Sebold.**
**Il romanzo ha vinto nel 2016 i premi Hebban Debuutprijs e De Bronzen Uil per il miglior debutto in lingua nederlandese.**
Nella minuscola cittadina di Bovenmeer, nelle Fiandre, è successo molti anni fa qualcosa di brutto. È nell’anniversario di una terribile perdita che Eva, ormai giovane insegnante a Bruxelles, carica nel portabagagli dell’auto un grande blocco di ghiaccio e decide di ritornare nel luogo della sua difficile infanzia per risolvere le cose, una volta per tutte.
In questo romanzo passato e presente si intrecciano in una trama ricca e pienadi suspense, che vede al centro le vicissitudini di Eva con la sua complicata famiglia – due genitori alcolisti, una sorellina molto sofferente – e con i suoi amici del cuore, Laurens, il figlio del macellaio, e Pim, il figlio del contadino.
È proprio con questi ultimi, “i tre moschettieri”, che Eva cerca un’evasione dalle difficoltà della vita familiare, attraversando gli ultimi anni dell’infanzia per entrare nell’adolescenza con bravate, corse in bici, esplorazioni del mondo e, progressivamente, della sessualità. Ma Pim e Laurens forse non possono salvare Eva dalla solitudine, e l’amicizia comincia infatti a incrinarsi quando a scuola arriva la bellissima e spietata Elisa.
Cosa spinge Eva a tornare a Bovenmeer? Qual è il tragico segreto di questa cittadina, in apparenza normale, e del cuore di Eva?
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### Sinossi
***Si scioglie* è un libro fortissimo, insieme oscuro e commovente, che per la sua intensità e per la grazia spietata della sua protagonista ricorda *Amabili resti* di Alice Sebold.**
**Il romanzo ha vinto nel 2016 i premi Hebban Debuutprijs e De Bronzen Uil per il miglior debutto in lingua nederlandese.**
Nella minuscola cittadina di Bovenmeer, nelle Fiandre, è successo molti anni fa qualcosa di brutto. È nell’anniversario di una terribile perdita che Eva, ormai giovane insegnante a Bruxelles, carica nel portabagagli dell’auto un grande blocco di ghiaccio e decide di ritornare nel luogo della sua difficile infanzia per risolvere le cose, una volta per tutte.
In questo romanzo passato e presente si intrecciano in una trama ricca e pienadi suspense, che vede al centro le vicissitudini di Eva con la sua complicata famiglia – due genitori alcolisti, una sorellina molto sofferente – e con i suoi amici del cuore, Laurens, il figlio del macellaio, e Pim, il figlio del contadino.
È proprio con questi ultimi, “i tre moschettieri”, che Eva cerca un’evasione dalle difficoltà della vita familiare, attraversando gli ultimi anni dell’infanzia per entrare nell’adolescenza con bravate, corse in bici, esplorazioni del mondo e, progressivamente, della sessualità. Ma Pim e Laurens forse non possono salvare Eva dalla solitudine, e l’amicizia comincia infatti a incrinarsi quando a scuola arriva la bellissima e spietata Elisa.
Cosa spinge Eva a tornare a Bovenmeer? Qual è il tragico segreto di questa cittadina, in apparenza normale, e del cuore di Eva?

Showbiz

La vita non è facile se sei un’attrice quarantenne alle prese con la concorrenza delle nuove leve. Valeria Falcón è una figura stimata nell’ambiente teatrale di Madrid, ma non ha mai davvero sfondato. Ora però sta per avere la sua grande occasione: reciterà nell’adattamento di «Eva contro Eva», la celebre pellicola degli anni cinquanta con Bette Davis e Anne Baxter. Interpreterà Margo Channing, un’attrice matura che dall’oggi al domani si vede scavalcare nella carriera dalla giovane segretaria Eva Harrington. Nei panni di Eva ci sarà Natalia de Miguel, una studentessa di recitazione che si è trasferita a casa di Valeria e che sembra non fare distinzione tra una pièce teatrale e un reality show. C’è forse il rischio che il film diventi realtà? Cosa vale di più, l’integrità morale o l’ammirazione del pubblico? Con un audace gioco linguistico, Marta Sanz ci trascina in una girandola di personaggi divisi tra cinismo e rimpianto, e in una riflessione attualissima sull’arte e la finzione, sugli ideali e la necessità di scendere a compromessi.

Shintoismo

L’insieme di riti, culti e concezioni del sacro di varia provenienza, che si sviluppò nel Giappone arcaico e che venne compreso nella definizione convenzionale di shintō (letteralmente “la via dei kami”, ossia delle divinità shintoiste), è stato considerato a lungo come la religione autoctona giapponese, immutabile e caratterizzata da una supposta “unicità”. Da molti anni lo shintō è sottoposto a una revisione interpretativa volta a metterne in luce la natura di fenomeno religioso eterogeneo e complesso. Questa breve introduzione vuole essere un invito a non limitarsi alle interpretazioni precostituite dello shintō, bensì a prendere in esame una visione problematica di questa tradizione, che ha interessato tutti gli aspetti della sfera emotiva dei giapponesi e che è ben viva nella quotidianità del Giappone contemporaneo.

(source: Bol.com)

Sherlock Holmes. Uno studio in rosso – Il segno dei Quattro

Traduzioni di Nicoletta Rosati BizzottoEdizioni integraliUno studio in rosso è il romanzo in cui esordisce l’indimenticabile figura di Sherlock Holmes. Attraverso il racconto del dottor Watson, che diverrà suo inseparabile socio e amico, impariamo a conoscere i singolari metodi di indagine di questo infallibile detective. Ne Il segno dei Quattro il mistero e l’intreccio narrativo si dipanano tra la grigia e nebbiosa Londra e il caldo arcipelago delle Andamane. Mentre il romanzo d’esordio passò quasi inosservato, il secondo fu accolto da un successo di pubblico tale da costringere Conan Doyle a scrivere per quarant’anni sempre nuove avventure con protagonista il suo Sherlock Holmes. La scienza della deduzione e il rigore di una razionalità inflessibile hanno fatto della creatura di Doyle il paradigma dell’investigatore letterario, un mito che sembra destinato a non tramontare mai.’Dalle unghie di una persona, dalla manica della sua giacca, dai suoi stivali, dal ginocchio dei pantaloni, dalle callosità sul pollice e l’indice, dalla sua espressione, dai polsini della camicia – da ciascuna di queste cose traspare chiaramente l’attività che quella persona svolge. E che, da tutte insieme, un investigatore competente non possa risalire a un quadro d’insieme, è pressocché inconcepibile.’ Arthur Conan Doylenacque a Edimburgo nel 1859. Benché il suo nome rimanga indissolubilmente legato a quello di Sherlock Holmes, lo scrittore ebbe anche altri interessi, tra cui la storia, il giornalismo e soprattutto lo spiritismo. Nel 1903 venne insignito del titolo di baronetto. Morì nel 1930. Di Conan Doyle la Newton Compton ha pubblicato anche Le avventure di Sherlock Holmes, Il ritorno di Sherlock Holmes, Il mastino dei Baskerville, Sherlock Holmes. Uno studio in rosso – Il segno dei Quattro e il volume unico Tutto Sherlock Holmes.

(source: Bol.com)

Sherlock Holmes è morto. La prima amara inchiesta perugina dell’intuitivo Di Tuccio

Corrado Di Tuccio è a Perugia dove, ancora una volta, si trova inconsapevolmente invischiato in una contorta storia dai risvolti cruenti. Nelle intricate strade dell’antica città etrusca, che si arrotolano intorno alle robuste mura medievali snodandosi poi fino ai quartieri più moderni, per Corrado sarà tortuoso svelare l’enigma celato nella sonora violenza dei delitti in cui si imbatte. Serafico e riflessivo, il Di Tuccio ci sorprende cantandoci una storia dall’inaspettato, malinconico e stonato epilogo. Dopo ”Un profilo da favola. La prima inchiesta notturna dell’inconsapevole Di Tuccio” torna l’addetto alle pulizie più intuitivo di sempre.
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Sherlock Holmes e l’esorcista

ROMANZO BREVE (68 pagine) – GIALLO – Un enigmatico simbolo tracciato su una parete, forse opera di una misteriosa setta satanica…

La chiamata del Santo Padre vede Sherlock Holmes, come sempre accompagnato dal Dottor Watson, alle prese con un misterioso delitto, vittima un cardinale esorcista; sullo sfondo, le suggestioni della città eterna, gli intrighi politici della Santa Casta, e l’ambiguo disinteresse della polizia del regno. Su tutto, un enigmatico simbolo tracciato su di una parete, forse opera di una misteriosa setta satanica… ma con una stupefacente rivelazione, il detective più famoso di tutti i tempi darà un’ennesima prova delle sue insuperabili capacità analitiche.

Giuliano Spinelli è un diversamente giovane nato nel 1959, vive e lavora tra Seregno e Abbadia Lariana, ridente cittadina del lecchese adagiata sulle sponde del lago, e contornata dalle vette della Grigna. Studi liceali, seguiti da una specializzazione di tecnico colorista, attività che ha svolto per trentacinque anni con profitto. Sublimando le competenze acquisite, è recentemente approdato a un’attività artistica di pittura su vetro, esponendo le sue opere in varie mostre ed esposizioni private. Impegnato presso una cooperativa ONLUS, dove svolge attività di marketing e sensibilizzazione su riciclo e riuso, ha seguito in passato progetti di sviluppo in Brasile e Guinea Bissau. È da sempre operatore volontario nel settore, in un’azione concreta di critica a un modello consumistico, indirizzata verso un’ottica di minor impatto sociale. Divide il tempo tra le sue passioni di sempre, e cioè Sherlock Holmes, la fantascienza e la musica anni 60/70, eseguita – a suo dire – alla chitarra con passione e competenza.

(source: Bol.com)

Sherlock Holmes E Il Caso Dell’omicidio in Flagrante

Sherlock Holmes e il caso dell’omicidio in flagrante by Enrico Solito
GIALLO – Un misterioso delitto avviene sotto gli occhi di Sherlock Holmes. Una sfida impossibile, cui è impossibile sottrarsi…
Chi ha ucciso un vecchio commilitone di Watson? Non un ladro, come Holmes dimostra. Ma tutti gli abitanti della casa hanno un alibi… Un omicidio impossibile, avvenuto a due metri dal più grande investigatore inglese, quasi sotto i suoi stessi occhi…
Enrico Solito è considerato uno dei massimi esperti italiani di Sherlock Holmes. Past president de “Uno studio in Holmes”, l’associazione degli appassionati  italiani, è iscritto ad analoghe associazioni negli USA, Australia, Francia, Inghilterra e Giappone. Primo non anglofono a conseguire il  brevetto di CHS(d) della Franco Midland Hardware Company inglese (Certfied in Holmesian Studies, distinguished) è stato il primo Italiano a essere nominato membro dei Baker Street Irregulars di New York, la più antica ed esclusiva associazione sherlockiana (non ci si può  iscrivere nè chiedere l’iscrizione, solo attendere di essere chiamati). Collabora con la “Sherlock Magazine” italiana da circa dieci anni. Ha scritto decine di articoli di critica pubblicati in Australia,  Francia, Inghilterra, Giappone e Stati uniti, e curato per anni la  rivista de “Uno studio in Holmes”, oltre che ad essere editor (con G.  Salvatori) di due volumi editi dai BSI negli USA. I suoi apocrifi  sono stati editi in Giappone  e tradotti in varie lingue. Ha inoltre scritto (con S. Guerra) una Enciclopedia di Sherlock Holmes e un volume (con Guerra, Vianello ed altri) sui viaggi di Conan Doyle in Italia, nonché vari romanzi e racconti gialli non holmesiani.

Shakespeare: il teatro dell’invidia

René Girard ha sviluppato ormai da molti anni una teoria della società e della violenza che ha mostrato una grande forza ermeneutica, applicandosi via via, e sempre con risultati illuminanti, a materiali antropologici, alla tragedia greca e infine ai testi evangelici. Ed era quasi inevitabile che Girard mettesse il suo pensiero alla prova su Shakespeare, poiché nulla come Shakespeare dà l’impressione di una realtà totale e proteiforme, che sfugge beffardamente a ogni tentativo di definizione. E così è senz’altro – ma è vero anche, come questo libro documenta in modo stringente, che Shakespeare è il più ricco laboratorio dove osservare le categorie elaborate da Girard nel loro peculiare movimento: quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il *desiderio mimetico*), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata, il *capro espiatorio*. Attraversando l’intera opera di Shakespeare, da una commedia giovanile poco frequentata dalla critica quale *I due gentiluomini di Verona* a opere capitali come *Sogno di una notte di mezza estate*, *Giulio Cesare* e *Troilo e Cressida*, fino agli esiti tardi e supremi del *Racconto d’inverno* e della *Tempesta*, Girard ha ritrovato in tutti i suoi ingannevoli meandri la drammaturgia del conflitto mimetico, che ha al suo centro il peccato più inconfessabile: l’invidia. Il risultato è doppiamente felice: da un lato la teoria di Girard si riveste del sontuoso tessuto della parola shakespeariana, dall’altro il testo di Shakespeare, crivellato da secoli di glosse critiche, conferma la sua inesauribilità, rivelando scorci, strutture e prospettive sconvolgenti che la critica anteriore non aveva saputo percepire.