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Camilla che odiava la politica

Camilla ha dodici anni e la sua vita è spaccata in due come una mela: la prima metà è stata dolce e piena di succo; la seconda è amara, col verme dentro. Perché il suo papà non c’è più. Il suo papà, Roby, amava le montagne e le cose giuste. Era un politico. Ed è morto. Non è riuscito a sopportare le accuse ingiuste che gli si sono rovesciate addosso. Per questo Camilla odia la politica.
Poi nella sua vita entra Aristotele, un barbone col suo seguito di cani, gatti e sacchetti di plastica. Prima sospettosa, poi affascinata, Camilla comincia a frequentarlo e ad ascoltarlo. E scopre che non è la politica a essere sbagliata: sono quelli che la fanno, spesso, a sbagliare. Ma scopre anche che Aristotele non è quello che sembra…
Dopo *Per questo mi chiamo Giovanni*, Luigi Garlando ci offre un’altra storia forte, seria, che dice cose importanti con parole semplici.

La camicia di Hanta

Un diario di viaggio, un viaggio in Madagascar, lungo le false piste turistiche, a snidare le bellezze più autentiche, allontanandosi dai miraggi di plastica con cui le guide tentano, in questo caso invano, di nasconderne le immagini più vere. Che a volte, sì, sono anche le più scolorate. Nella scrittura unica di Aldo Busi questo procedere è uno scivolare di parola in parola tra i colori più profondi delle isole, tra dialoghi con conchiglie disposte all’ascolto, incontri con gechi simpatici e bimbette in vendita, dialoghi rivelatori con compagni di turismo che hanno perso ogni contatto con la propria umanità: loro che ricordano solamente l’artificio di un ricordo, sviluppandolo da un rullino di una macchina fotografica. E poi lei, Hanta, la ragazza più bella di Lakana Vezo, “la divinamente bella Hanta, la struggentemente compassionevole Hanta, la dignità fattasi bellezza e donna e persona”, il miraggio e il calore di un ricamo su una camicia. Un mirabile insieme di “appunti presi su settantadue fogli di scartafaccio”, per chi riesce a guardare, viaggiare e leggere con gli occhi spalancati.
(source: Bol.com)

Cambiare idea

La giovane autrice-bestseller dei romanzi Denti bianchi, L’uomo autografo e Della bellezza, acclamata dalla critica come una delle voci più importanti della narrativa anglofona contemporanea, tradotta e amata in tutto il mondo, pubblica per la prima volta un’opera di saggistica, e sceglie di farlo in Italia con minimum fax. Cambiare idea raccoglie articoli, recensioni, saggi (alcuni dei quali apparsi in Italia sulle pagine di Internazionale) che spaziano dalla letteratura al cinema alla politica, fino alla confessione personale. Zadie Smith analizza l’opera di classici della letteratura come Vladimir Nabokov, Franz Kafka, E.M. Forster e il recentemente scomparso David Foster Wallace; racconta la propria esperienza personale nelle bidonville della Liberia al fianco dei responsabili di una ong, ma anche negli hotel di Los Angeles durante la settimana degli Oscar; rievoca la grandezza di attrici come Katharine Hepburn e Anna Magnani e riflette sulla potenza retorica di Barack Obama; scrive pagine rivelatrici sul processo creativo della scrittura, e sulle dinamiche familiari che hanno contribuito a formare i suoi gusti e la sua personalità. A ciascuno di questi argomenti applica una lucidità di sguardo e un’originalità di pensiero affascinanti, e uno stile brillante, già ben noto ai suoi lettori, che mescola rigore e ironia. Il risultato è una ricognizione godibilissima quanto autorevole di mille aspetti del nostro panorama culturale; ma anche una sorta di diario personale in cui scopriamo, quasi senza filtro, le passioni, i gusti, le idiosincrasie di una scrittrice di straordinario talento.
(source: Bol.com)

Calore Umano: Terreno Pericoloso 3

Taylor MacAllister e Will Brandt, agenti speciali del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica, da sempre sono colleghi e ora, da tre mesi, amanti. La loro relazione è però minacciata quando a Will viene offerto un fantastico incarico di due anni a Parigi.
Will pensa che accettare il lavoro significhi solo posticipare quello che entrambi vogliono. Taylor teme che questa separazione vorrà dire la fine della loro unione, nuova e ancora fragile.
Per di più si trovano nella foresta del New Mexico, responsabili dell’incolumità e della sopravvivenza di una sospetta terrorista. E tutti quelli che irrompono nella vicenda sembrano decisi a volere morta la prigioniera, e loro con lei.
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### Sinossi
Taylor MacAllister e Will Brandt, agenti speciali del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica, da sempre sono colleghi e ora, da tre mesi, amanti. La loro relazione è però minacciata quando a Will viene offerto un fantastico incarico di due anni a Parigi.
Will pensa che accettare il lavoro significhi solo posticipare quello che entrambi vogliono. Taylor teme che questa separazione vorrà dire la fine della loro unione, nuova e ancora fragile.
Per di più si trovano nella foresta del New Mexico, responsabili dell’incolumità e della sopravvivenza di una sospetta terrorista. E tutti quelli che irrompono nella vicenda sembrano decisi a volere morta la prigioniera, e loro con lei.

Calore Umano

Taylor MacAllister e Will Brandt, agenti speciali del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica, da sempre sono colleghi e ora, da tre mesi, amanti. La loro relazione è però minacciata quando a Will viene offerto un fantastico incarico di due anni a Parigi.

Will pensa che accettare il lavoro significhi solo posticipare quello che entrambi vogliono. Taylor teme che questa separazione vorrà dire la fine della loro unione, nuova e ancora fragile.

Per di più si trovano nella foresta del New Mexico, responsabili dell’incolumità e della sopravvivenza di una sospetta terrorista. E tutti quelli che irrompono nella vicenda sembrano decisi a volere morta la prigioniera, e loro con lei.
(source: Bol.com)

Calico Joe

Due uomini diversi per età, carattere, personalità. Ma accomunati dalla stessa professione: il baseball. Uno è Warren Tracey, donnaiolo, alcolista e pessimo padre che, ormai sul viale del tramonto, gioca le sue ultime partite nei Mets di New York, appesantito dagli anni e dalla frustrazione per una carriera che avrebbe voluto diversa. L’altro è l’astro nascente Joe Castle, ventun anni, originario di Calicò Rock, nel profondo Arkansas, che sta mietendo successi nelle file dei Cubs di Chicago. La popolarità di Joe è alle stelle: il clamore dei suoi record e delle sue prodezze echeggia dalle tivù e dalle radio di tutto il paese, rendendolo in breve tempo l’idolo dei fan del baseball, primo fra tutti Paul Tracey, il figlio undicenne di Warren. È il 1973 quando suo padre si ritrova finalmente faccia a faccia con Joe sul diamante dello Shea Stadium di New York in una partita che passerà tristemente alla storia. Sotto gli occhi attoniti del figlio, Warren lancia una palla veloce che cambierà per sempre i destini dei due giocatori. Dopo trent’anni, Paul non ha dimenticato quell’incontro, che ha irrimediabilmente segnato la vita del formidabile atleta entrato nella Hall of Fame del baseball come Calico Joe. Ma Warren è gravemente ammalato e Paul, pur non avendo da tempo alcun rapporto con lui, vuole che i suoi ultimi giorni siano un’occasione per riscattarsi da un’esistenza mediocre e lo convince a compiere un gesto semplice ma memorabile.
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Caleidoscopio

In “Caleidoscopio” Cronin ci offre lo spaccato di un giorno in una clinica, caleidoscopio di destini diversi che il caso ha temporaneamente e casualmente avvicinato. Su questa quinta vibrano come motivi dominanti due storie: la prima, la vicenda dell’infermiera caposala Fany, rigida nell’adempimento del suo dovere, chiusa nella corazza inamidata della sua uniforme, ma innamorata di un giovane medico che presta la sua opera nel sanatorio. La seconda ha per protagonisti un anziano primario e il suo giovane assistente che si trovano l’uno accanto all’altro nel corso di una delicatissima operazione in cui la gioventù e l’ambizione del giovane prevarranno. Romanzo tra i più famosi di Cronin, “Caleidoscopio” ha ispirato più di una riduzione teatrale e televisiva per la capacità di raccontare le persone scandagliandone i moti più intimi dell’anima: l’amore, il dolore, l’ambizione, la tensione verso il raggiungimento dei propri scopi.
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Il Caldèras

Questa è la storia dello zingaro Sindel, il calderaio. E’ una storia che inizia all’alba della prima guerra mondiale in un villaggio slavo dove il bambino Sindel resta orfano dei genitori a causa di un avvelenamento da segale cornuta mescolata al grano. Casualmente il ragazzo ne scampa insieme al “nonno” Vissalòm, battirame girovago con il suo wurdon, il carrozzone. La peregrinante e per noi rivelatoria “educazione” di Sindel, in fuga col vecchio attraverso e oltre il Veneto (la guerra è da sempre estranea agli zingari), comprende anche l’ultimo conflitto e la dolorosa maturità del protagonista. Sgorlon sembra manipolare una materia stregata in cui l’incantamento, per virtù dei magistero espressivo, avvolge anche il lettore. Il romanziere friulano, in questa prova che riconferma la sua splendida autonomia narrativa, ci guida tra le quinte liturgiche di un popolo (i rom, i signori) del quale ignoriamo quasi tutto perché non tramanda una storia scritta: saltinibanchi e menestrelli, nati con la musica nel sangue, gli zingari ebbero forse una patria perduta in qualche parte dell’India. Ciò che preme a Sgorlon non è dare risposte a interrogativi antropologici, bensì costruire un epos la cui centralità rinserra la vicenda umana di Sindel, il quale caparbiamente impara a leggere e a scrivere perché utopicamente sogna di liberarsi dalla condanna al nomadismo. Sindel giovinetto sospetta che anche l’amore di una “stanziale” può aiutare la sua metamorfosi e Sgorlon ce lo ritrae in un delicato idillio con Tereza. Il “caldèras” vuole avere una casa, un amore, una famiglia, una sua storia nella quale radicarsi, ed è per questo che sì farà anche temerario partigiano. Ma in controluce la vicenda degli zingari e di Sindel diventa la metafora della condizione di tutti gli uomini, che non hanno un’origine né una meta, sulla terra vagabonda nello spazio. In Sgorlon l’inclinazione rapsodica verso vicende arcaiche e verso il Mito, è una costante; in questo nuovo romanzo non la smentisce: vi riaffiora il fascino di una pagina ancora una volta in mirabile equilibrio tra realtà e magia.
Domenico Porzio

Una calda estate in Texas

Nonostante l’infanzia passata in una famiglia difficile, Ella Varner è riuscita a crearsi una vita serena, accanto all’affettuoso Dane e con un lavoro che ama: tiene una seguitissima rubrica di consigli su un giornale. Quando qualcuno ha un problema, scrive a Ella, e lei ha sicuramente una risposta. Ma quando è Ella ad avere un problema? Per esempio, quando la disastrata sorella Tara spunta fuori dal nulla per affidarle Luke, il figlioletto appena nato, e poi scompare? Con il suo spirito pratico, Ella si presenta da colui che tutti indicano come il padre di Luke, il miliardario Jack Travis. Un playboy impenitente, un uomo che guida sempre troppo veloce, vive troppo pericolosamente, e ama troppe donne. L’incontro tra i due sarà a dir poco esplosivo…
‘Un romanzo emotivamente intenso e piacevolissimo. Ritroverete tutta la passione, la suspense, il divertimento che vi aspettate da questa autrice.’ Romance Review Today

(source: Bol.com)

Caino

Una donna scomparsa da dieci anni. Un artista ossessionato da un unico, definitivo capolavoro. Un serial killer nel braccio della morte. Un numero ricorrente: 29. Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il nypd: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo. Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera. Una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. La coincidenza è da escludersi: nella biblioteca si inaugurerà a breve un evento artistico di portata mondiale, gemellato con la Biennale di Venezia. A Fisher servono occhi che osservino al posto suo, e Veronika è nella lista dei vip. Nel frattempo i corpi diventano due, tre. Stesso modus operandi, il messaggio è preciso benché indecifrabile. In realtà un collegamento esiste: una donna scomparsa da più di dieci anni. Ma porta a un vicolo cieco, a un altro serial killer, noto come il Sarto, che sta per essere giustiziato con iniezione letale. Cosa unisce Caino – così Fisher chiama gli assassini ancora senza identità – al Sarto? L’unico elemento ricorrente è il 29, una data che si trasforma in minaccia a New York, in un carcere di massima sicurezza in Virginia e a Venezia. Il giorno della vendetta. Il giorno dell’esecuzione. Il giorno della strage.
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Una donna scomparsa da dieci anni. Un artista ossessionato da un unico, definitivo capolavoro. Un serial killer nel braccio della morte. Un numero ricorrente: 29. Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il nypd: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo. Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera. Una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. La coincidenza è da escludersi: nella biblioteca si inaugurerà a breve un evento artistico di portata mondiale, gemellato con la Biennale di Venezia. A Fisher servono occhi che osservino al posto suo, e Veronika è nella lista dei vip. Nel frattempo i corpi diventano due, tre. Stesso modus operandi, il messaggio è preciso benché indecifrabile. In realtà un collegamento esiste: una donna scomparsa da più di dieci anni. Ma porta a un vicolo cieco, a un altro serial killer, noto come il Sarto, che sta per essere giustiziato con iniezione letale. Cosa unisce Caino – così Fisher chiama gli assassini ancora senza identità – al Sarto? L’unico elemento ricorrente è il 29, una data che si trasforma in minaccia a New York, in un carcere di massima sicurezza in Virginia e a Venezia. Il giorno della vendetta. Il giorno dell’esecuzione. Il giorno della strage.

Cagliostro

Romanzo storico, memoire, racconto di viaggi e di avventure, l’opera di Natoli è il racconto di un uomo che visse la propria vita intorno al mito che egli stesso aveva creato di sé. Giuseppe Balsamo, in arte Alessandro Cagliostro, fu indubbiamente il più famoso siciliano del Settecento. Nato a Palermo nel 1743 da una famiglia nobile caduta in povertà, spirito libero e insofferente di ogni regola, fu un impostore, un ciarlatano, un alchimista, ma soprattutto un avventuriero.
A raccontare la sua storia, in un romanzo brillante e avvincente è Luigi Natoli che, tra memoria storica e invenzione letteraria ne ricostruisce le avventure dalle prime scapestraggini, alla scalata al potere come capo massone, fino al processo per eresia.
”Chi io sia,” – dice di sé il protagonista – ”non lo so neppure io. Ma certo che io sono colui che guarisce gli ammalati, illumina i dubbiosi, soccorre i poveri. Intorno a me sono state scritte sciocchezze e menzogne, perchè nessuno conosce la verità, ma un giorno, quando io sarò morto, si saprà quello che io ho compiuto.”
NOTE
Nato a Palermo nel 1857, Luigi Natoli a diciasette anni iniziò a collaborare con il Giornale di Sicilia. La precoce vocazione letteraria fu consacrata dalla pubblicazione del romanzo I Beati Paoli, oggi riconosciuto come il suo capolavoro. Ma la sua produzione è vasta e spazia dalla narrativa, alla storia, alla poesia.
Gli altri libri di Luigi Natoli:
(source: Bol.com)

Il caffè sospeso

La saggezza spesso si nasconde nelle cose comuni, quotidiane. E gustose, come un caffè. Quella sul caffè sospeso è una delle chicche di pensiero raccolte in questo libro, fatto di aneddoti, riflessioni, parabole e altri pezzetti di vita di tutti i giorni che si trasformano, grazie al magico tocco di Luciano De Crescenzo, in solletico per il cervello. D’altra parte De Crescenzo è un maestro indiscutibile nell’arte di mescolare alto e basso, nel mostrarci la filosofia anche nei posti in cui non avevamo mai pensato che fosse. E mentre ci stordiscono conversazioni immaginarie e immaginifiche fra Empedocle, Aristotele, Galileo, Newton ed Einstein, capita di interrogarsi sui calendari – da quello di Gregorio XIII a quello di Sabrina Ferilli -, sul Grande Fratello secondo la prospettiva di zia Carmela, sull’omosessualità da Socrate a Storace. Il caffè sospeso è un libro ricco e gustoso, un concentrato di spunti per ridere e pensare. Tutto condito sempre dall’ironia, come una giusta quantità di zucchero da mettere nel caffè per renderlo ancora più godibile.
(source: Bol.com)

Caffé nero

Hercule Poirot riceve una telefonata da uno scienziato famoso, Claud Amory. L’uomo è molto preoccupato perché la formula del materiale esplosivo che tiene in casa è appena stata rubata da qualcuno che è ospite nella sua casa.
Lo scienziato, per cercare di risolvere l’incresciosa situazione chiude a chiave le porte e spegne le luci, di modo che il ladro possa porre rimedio e restituire la formula in modo anonimo. Ma proprio poco prima dell’arrivo di Poirot e del capitano Hastings, Amory muore in circostanze da accertare…