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Essenza di Donna

Ogni verso che ho scritto nel corso del tempo e che accuratamente ho raccolto in questo lavoro è nato dai molteplici aspetti della mia personalità. Non mi sono mai considerata una persona piatta, volta a scrivere in una sola e unica direzione; ogni pensiero che ho concepito in questa raccolta ha dato voce a ogni sfumatura della mia anima. Le parole sono divenute fragranze che ho volutamente liberato nel mondo delle emozioni facendole aleggiare, emanando il mio personale profumo, l’essenza assolutamente originale di una donna dalle note contrastanti. Ho avvolto, a volte dolcemente, a volte prepotentemente chi sedotto si perdeva nella mia poesia. A colpire sono state sicuramente le note di testa, le prime che vengono percepite in quanto forti e taglienti; le mie provengono da un’essenza dolce, romantica, creativa, fatta di ingegno e intelletto. Col passare del tempo esse svaniscono per lasciare il posto alle note di cuore che sono sicuramente la parte centrale del mio essere morbido, avvolgente, e l’essenza che si sprigiona è elegante, sensuale, misteriosa e trasgressiva. Sono le note di fondo però, quelle che restano nel tempo arroganti, aggressive, a predominio su tutte le altre quando pian piano si disperdono lentamente come un dolce incanto; l’essenza è primitiva, fatta di istinto, marchio inconfondibile di un’anima sempre in fiamme; è passione, amore che contrasta con l’essenza oscura di un’anima nera. L’erotismo che canto non è mai impregnato dello stesso odore, alterno le mie note a seconda del mio umore e le doso per creare la più pura delle fragranze. Io non sono solo eccitazione, essa non mi basta, io sono palpito, emozione pura, colpo al cuore, pensiero folle e rivoluzionario che martella nella testa, sono l’essenza di una donna che non teme, che ha fatto del suo profumo, delicato come una rosa, ma pungente come le sue spine, il mezzo per affermare la sua libertà di esistere.
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### Sinossi
Ogni verso che ho scritto nel corso del tempo e che accuratamente ho raccolto in questo lavoro è nato dai molteplici aspetti della mia personalità. Non mi sono mai considerata una persona piatta, volta a scrivere in una sola e unica direzione; ogni pensiero che ho concepito in questa raccolta ha dato voce a ogni sfumatura della mia anima. Le parole sono divenute fragranze che ho volutamente liberato nel mondo delle emozioni facendole aleggiare, emanando il mio personale profumo, l’essenza assolutamente originale di una donna dalle note contrastanti. Ho avvolto, a volte dolcemente, a volte prepotentemente chi sedotto si perdeva nella mia poesia. A colpire sono state sicuramente le note di testa, le prime che vengono percepite in quanto forti e taglienti; le mie provengono da un’essenza dolce, romantica, creativa, fatta di ingegno e intelletto. Col passare del tempo esse svaniscono per lasciare il posto alle note di cuore che sono sicuramente la parte centrale del mio essere morbido, avvolgente, e l’essenza che si sprigiona è elegante, sensuale, misteriosa e trasgressiva. Sono le note di fondo però, quelle che restano nel tempo arroganti, aggressive, a predominio su tutte le altre quando pian piano si disperdono lentamente come un dolce incanto; l’essenza è primitiva, fatta di istinto, marchio inconfondibile di un’anima sempre in fiamme; è passione, amore che contrasta con l’essenza oscura di un’anima nera. L’erotismo che canto non è mai impregnato dello stesso odore, alterno le mie note a seconda del mio umore e le doso per creare la più pura delle fragranze. Io non sono solo eccitazione, essa non mi basta, io sono palpito, emozione pura, colpo al cuore, pensiero folle e rivoluzionario che martella nella testa, sono l’essenza di una donna che non teme, che ha fatto del suo profumo, delicato come una rosa, ma pungente come le sue spine, il mezzo per affermare la sua libertà di esistere.

Esprimi Un Desiderio

RACCONTO DI NATALESinossi: Quanto è pura e semplice la magia del Natale? Lucia lo sa bene, perché nonostante abbia passato un’infanzia difficile, non si è mai arresa. Non ha mai perso il suo buon cuore. E poi un giorno, una vigila di Natale che doveva essere come tante altre passate, incontra Claudio, e tutto cambia. Proprio grazie al loro incontro desideri nascosti si avvereranno. Molti ricordi dei loro primi incontri riaffioreranno. Perché l’amore quando arriva colma ogni cuore. Anche il più fragile…Copertina: Le muse GraficaDalla stessa autrice:SALVA IL MIO CUORE, collana You feel Rizzoli;DOLCI PASSIONI, collana You feel Rizzoli;A TEMPO DI MUSICA;BILLY + HOLLY + NOI = AMORE;PERFETTI COSÌ;UN TESORO DI SENZATETTO;CON UN PIZZICO DI FANTASIA…E anche un po’ di magia;LA VITA IN POESIA (raccolta di poesie).L’INASPETTATA ESTATE DI UN CONTE , NON SOLO SUFFRAGETTE, IL NOSTRO MAGICO NATALE, COME RIN TIN TIN, racconti che fanno parte delle antologie “Profumi di storia e d’estate”, “Profumi di storia e d’amore”, “Un Natale speziato”, “Quattro zampe”. Antologie a scopo benefico, i cui ricavati vengono devoluti all’ospedale Gaslini, ai bambini sotto cure mediche, all’unicef e ai cani meno fortunati.Potete seguire l’autrice sulla sua pagina facebook Daniela Perelli Autrice per caso, sul suo sito web Scrivere con amore o contattarla tramite email [email protected]

L’esperimento

Chi si ferma è perduto, cosí si dice.
Ma forse chi si ferma è perché ha visto un’altra strada.

Per il padre di Gioia il talento non è un dono innato, ma una conquista. È questo il principio con cui ha condotto l’esperimento: ha istruito sua figlia secondo regole ferree, studi ed esercizi, rendendola imbattibile nel gioco degli scacchi. A un passo dal titolo di Grande Maestro, però, Gioia cade preda delle visioni: interferenze che la costringono a spiare un altro mondo. Un mondo in cui vivono un re triste vestito da rapper e la sua intrepida regina, che si muove con lo scooter su e giú per la città, tra uomini in grisaglia freschi di licenziamento, una curiosa declamatrice che recita poesie in mezzo al traffico e voraci consumatori di sesso. E cosí, mentre si avvicina il torneo decisivo e un giornalista – con la scusa di intervistarla – inizia a corteggiare Gioia facendola sentire per la prima volta viva, piano piano nelle esistenze di tutti l’immaginazione rischia di prendere il sopravvento sulla realtà. Mauro Covacich ha scritto un romanzo impetuoso e appassionante, che esplorando il funzionamento del corpo e della mente dimostra quanto essi siano indissolubilmente legati. Proprio come accade in questa storia, in cui non è possibile capire dove finisce la vita e dove comincia la letteratura.

(source: Bol.com)

Esperimento

A ovest delle Azzorre, una spedizione oceanografica vuole perforare quello che viene battezzato “il monte Olimpo sottomarino”, ma i guai si susseguono come se sulla ricerca gravasse una maledizione. Nel tentativo di appurare quale sia la vera natura della montagna sommersa, il responsabile dell’iniziativa, Perry Bergman, la dottoressa Suzanne Newell e alcuni membri dell’equipaggio partono per un’esplorazione a bordo di un sommergibile… che presto viene risucchiato negli abissi da una forza ignota e spaventosa…

Un’esperienza personale

Un’esperienza personale by Kenzaburo Oe
**PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 1994**
**Altri premi:
Premio Akutagawa 1958
Premio letterario Shinchosha 1964
Premio Tanizaki 1967
Premio Noma 1973
Premio Yomiuri 1982
Premio Jiro Osaragi (Asahi Shimbun) 1983
Legion d’onore 2002**
Tori-bird è chiamato così perché sembra sempre in fuga da tutto, da tutti e da ogni responsabilità, fino a quando il destino lo pone di fronte a un caso drammatico: un figlio nato con una grave malformazione cerebrale. Tori-bird, inizialmente incapace di reagire, si augura che il bambino muoia al più presto, ma via via comprende che questo altro non sarebbe che l’ennesimo modo per sfuggire alla realtà e si convince che di fatto ciò che lo trattiene sull’orlo del baratro è proprio il pensiero della lotta solitaria del suo bambino sfortunato. Dal contenuto autobiografico, il romanzo è anche una metafora del Giappone del dopoguerra e un’analisi della condizione umana nel secolo di Hiroshima.

Un esperienza personale

Tori-bird è chiamato così perché sembra sempre in fuga da tutto, da tutti e da ogni responsabilità, fino a quando il destino lo pone di fronte a un caso drammatico: un figlio nato con una grave malformazione cerebrale. Tori-bird, inizialmente incapace di reagire, si augura che il bambino muoia al più presto, ma via via comprende che questo altro non sarebbe che l’ennesimo modo per sfuggire alla realtà e si convince che di fatto ciò che lo trattiene sull’orlo del baratro è proprio il pensiero della lotta solitaria del suo bambino sfortunato. Dal contenuto autobiografico, il romanzo è anche una metafora del Giappone del dopoguerra e un’analisi della condizione umana nel secolo di Hiroshima.

L’esilio di Drizzt. Trilogia degli elfi scuri. Forgotten Realms

Astuzia e coraggio hanno già aiutato Drizzt ad abbandonare il mondo delle tenebre; ora che non è più una creatura delle viscere della terra, Drizzt non ha rimpianti per aver rinnegato le proprie origini nè ha nostalgia dell’eterna notte del Buio Profondo. Desidererebbe stringere amicizia con gli abitanti della superficie, far capire loro che ha scelto di vivere alla luce del sole, ma, ahimè, come non fu facile impresa sottrarsi all’ira funesta dei suoi simili, così ora è arduo farsi accettare da quella gente che gli elfi scuri teme, peggio, aborrisce, e che alla vista di uno di loro prova un moto di repulsione, fugge per paura di rimanere vittima di qualche orrendo incantesimo. È ancora guerra per l’elfo scuro?

L’esercito di cenere

Corre l’anno 1828. Per sfuggire a una vendetta, il tenente Quesada si fa mandare a Forte Indipendenza, sperduto avamposto nel Sud dell’Argentina. Laggiù è di stanza il Settimo Reggimento di Cavalleria, agli ordini del colonnello Andrade, aristocratico eroe di guerre passate. Ma le speranze di gloria sono presto frustrate: a Forte Indipendenza la vita è immobile, inerte. Da tempo infatti si aspetta l’attacco di un nemico che solo il colonnello Andrade, ostinatamente chiuso nelle proprie stanze, sembra conoscere. Ma un giorno il colonnello annuncia che il nemico – lo sente – è finalmente vicino. Così fa montare il reggimento a cavallo e lo conduce nel deserto…
“L’esercito di cenere” è un western metafisico, è un “Moby Dick” dove nessuno ha mai visto la balena, è un “Deserto dei tartari” dove l’attesa si interrompe, è il racconto sanguinario delle gesta di uomini resi crudeli dalla troppa follia e folli dalla crudeltà del mondo a cui appartengono.

Esequie

Tra società segrete, incombenti ombre del passato e macabri rituali, Esequie rende omaggio al genere noir senza rinunciare a vividi lampi di ironia.

Leonard Koznowski, sceriffo della Contea di Kausheenah, ha pochi compiti precisi: sedare le risse, multare chi guida in stato di ebbrezza, non multare chi va a caccia fuori stagione e tenere d’occhio Gus, che quando cade la prima neve invece di spargere il sale sulle strade rinsalda l’amicizia di lunga data con il whiskey.
A sconvolgere questa pacifica routine è un duplice omicidio: Klaus Unterhumm, impresario delle pompe funebri, e il suo assistente Kirby Mudge vengono trovati morti dal medico legale. Colpo d’arma da fuoco a distanza ravvicinata. Ma l’arma non si trova e gli indizi sono scarsi e confusi. Nel tentativo di indagare Koznowski si renderà conto che i suoi concittadini non sono quello che sembrano: sono molto peggio.

”Un narratore nato, con un acuto spirito d’osservazione e senso dell’umorismo.”
Thomas Pynchon

(source: Bol.com)

Eseguendo La Sentenza

Eseguendo la sentenza by Giovanni Bianconi
Trent’anni dopo, Giovanni Bianconi ha interpellato i familiari di Moro e i suoi stretti collaboratori; i suoi carcerieri, gli uomini e le donne delle Brigate rosse; gli uomini dello Stato, anche in ruoli di vertice, della Democrazia cristiana e della polizia. Sulla base di testimonianze e valutazioni inedite, e di un enorme lavoro di ricostruzione e di indagine, ha poi ripercorso, momento per momento, gli accadimenti e il clima dei 55 giorni che hanno cambiato per sempre la storia e il cammino dell’Italia repubblicana. La realtà è emersa cosí nel racconto, drammatica e nuda. Anche perché alcuni documenti sono presentati per la prima volta al pubblico. E vecchie carte dimenticate si rivelano illuminanti. Dichiarazioni sepolte, intercettazioni, rapporti e verbali di polizia prendono nuova luce. Come in un puzzle gigantesco dove, inesorabile, si rivela un disegno. Un racconto che lascia con il fiato sospeso, fino alla fine che credevamo di conoscere. Il racconto di come, a partire da un preciso momento, la sentenza contro Aldo Moro abbia preso la sua forma irrevocabile. Fino a essere eseguita. Nel contesto della vita di tutti, nella primavera 1978.
Dalla raccolta e dall’analisi di atti giudiziari e parlamentari, giornali, libri, riviste, interviste e testimonianze inedite di alcuni protagonisti, ecco un racconto che sovrappone e interseca fatti, ruoli, prese di posizione pubbliche e private, dialoghi, sensazioni delle diverse parti in causa nel dramma che s’è consumato nella primavera del 1978. Montati e rielaborati secondo una struttura narrativa che disegna un «dietro le quinte del sequestro Moro» per aiutare a leggere meglio ciò che è accaduto in Italia e all’Italia trent’anni fa, tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978. «Dietro le quinte» è un punto di vista differente dalla cosiddetta «dietrologia». Che non significa negare «a priori» l’esistenza di verità ancora sconosciute, oppure versioni dei fatti poco o per nulla chiare, né considerare esaustive le ricostruzioni di singoli protagonisti. È piuttosto il tentativo di fornire un contributo a comprendere gli avvenimenti, anche solo a partire da quelli noti (ponendo attenzione ai dettagli, spesso tutt’altro che insignificanti per interpretare comportamenti, decisioni e sviluppi degli eventi). Che non sono pochi, e possono spiegare molto.

Gli errori nelle dimostrazioni matematiche

Una dimostrazione non è necessariamente corretta soltanto perché le conseguenze sono giuste o ragionevoli; al contrario, errori nel ragionamento logico-matematico possono portare a risultati paradossali. Gli autori hanno raccolto in questo volume una serie di dimostrazioni in cui evidenziano, attraverso un percorso elementare ma esauriente, tale genere di errori. Alcuni capitoli presentano i tipici errori in cui si può incorrere con una non oculata applicazione delle regole dell’algebra e della geometria e con l’errata generalizzazione di proprietà particolari. Altri capitoli sviluppano il tema degli errori provenienti da una non chiara e precisa definizione delle regole e dall’uso di concetti solo apparentemente evidenti. Altri ancora affrontano la critica questione della ripetizione infinita di proprietà o regole elementari e dei paradossi che ne possono derivare. Gli errori dovuti all’incompletezza delle definizioni e delle regole permettono, poi, di introdurre le difficili tematiche attinenti alla logica della dimostrazione. Alcuni esempi, infine, affrontano le conseguenze dell’applicazione di inadeguati modelli matematici al mondo fisico.

(source: Bol.com)

L’errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano

Risale a Cartesio quella separazione drastica fra emozione e intelletto che per secoli è stata un criterio ispiratore della ricerca, nonché un principio speculativo da non violare. Ma la realtà si sta rivelando diversa. In particolare, le affascinanti indagini sul cervello attualmente in corso muovono in tutt’altra direzione. Damasio è stato forse il primo a porre sotto attento esame le infauste conseguenze della separazione di Cartesio, e oggi è possibile circoscrivere quell’errore sulla base non soltanto di argomentazioni speculative, ma anche dell’analisi di casi clinici – che Damasio presenta con vivacità narrativa comparabile a quella di Sacks – e della valutazione di fatti neurologici sperimentali. Tutte le linee sembrano convergere verso uno stesso risultato: l’essenzialità del valore cognitivo del sentimento. Forzando l’espressione linguistica corrente, Damasio usa «sentimento» per denotare qualcosa di concettualmente nuovo, e introduce una distinzione importante e finora non rilevata fra il sentire di base e il sentire delle emozioni: distinzione che qui è fondata su osservazioni di architettura anatomico-funzionale del sistema nervoso centrale e non su motivazioni di solo funzionalismo psicologico (come per esempio in Johnson-Laird). Si compie così un grande passo in avanti verso il chiarimento neurobiologico della funzionalità emotiva e dei suoi strettissimi intrecci con l’agire razionale. Proprio qui si addensano le principali novità, che fanno di questo libro una delle letture più appassionanti in un campo – quello del rapporto tra cervello e coscienza – dove ancora moltissimo è da scoprire.

L’Eros

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Ricordi di esperienze vissute, passioni e morbosità, sensazioni e indimenticabili personaggi popolano le pagine del libro di Bevilacqua, nel quale trova posto, allo stato puro, l’idea di eros che anima da sempre le sue opere.
L’insolita narrazione compone un inaspettato intreccio, quasi un romanzo, avvincente e ricco di armonia.

Gli eroi perduti. Le mura di Cartavel

C’è un canto che risuona da millenni nei paesi affacciati sulla Croce Azzurra. È *Il lamento degli Eroi Perduti*, i paladini che hanno sconfitto le creature venute dal mare dando origine all’Era degli Uomini. Ora le stesse terre salvate dagli eroi sono sotto il dominio di una terribile potenza: Sarmora, che ha creato uno sterminato impero grazie all’itri, una sostanza capace di rendere invincibili in battaglia. Solo Cartavel separa Sarmora dalla conquista del grande mare di mezzo, eppure la città resiste, protetta dalle sue mura inespugnabili. Inutili sono gli assalti della flotta sarmoriana, che da due anni la cinge d’assedio e che ora ripone le ultime speranze nell’Isola di Ferro, la più spaventosa nave da guerra mai costruita. Quando il varo è alle porte, però, voci di un imminente sabotaggio minacciano la riuscita dell’impresa. Sarà la coraggiosa e ingenua Rovaine a doverlo sventare, in una missione in cui il suo destino si intreccerà a quello di altri inconsapevoli eroi…
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### Sinossi
C’è un canto che risuona da millenni nei paesi affacciati sulla Croce Azzurra. È *Il lamento degli Eroi Perduti*, i paladini che hanno sconfitto le creature venute dal mare dando origine all’Era degli Uomini. Ora le stesse terre salvate dagli eroi sono sotto il dominio di una terribile potenza: Sarmora, che ha creato uno sterminato impero grazie all’itri, una sostanza capace di rendere invincibili in battaglia. Solo Cartavel separa Sarmora dalla conquista del grande mare di mezzo, eppure la città resiste, protetta dalle sue mura inespugnabili. Inutili sono gli assalti della flotta sarmoriana, che da due anni la cinge d’assedio e che ora ripone le ultime speranze nell’Isola di Ferro, la più spaventosa nave da guerra mai costruita. Quando il varo è alle porte, però, voci di un imminente sabotaggio minacciano la riuscita dell’impresa. Sarà la coraggiosa e ingenua Rovaine a doverlo sventare, in una missione in cui il suo destino si intreccerà a quello di altri inconsapevoli eroi…
### Dalla seconda/terza di copertina
Simone Laudiero, napoletano. Scrittore e sceneggiatore, è fondatore e membro della Buoncostume, un gruppo di autori televisivi che ha fi rmato serie cult come il Candidato e Camera Cafè. L’Ombra della Chimera, prima avventura della serie l’Accademia dei Supereroi, è il suo primo libro per ragazzi.

Ernesto

Questa nota era parte della risposta a un’inchiesta Sull’erotismo in letteratura promossa dalla rivista *Nuovi Argomenti* nel 1961. Qualche anno prima Umberto Saba aveva letto ad alta voce ad Elsa Morante il suo romanzo *Ernesto* che andava allora componendo. Essa ebbe poi modo di rileggerne il manoscritto, grazie all’amicizia di Linuccia, figlia del poeta. Ho letto, di recente, un romanzo incompiuto, inedito, e ancora (ma per poco, io spero) sconosciuto a tutti. Nella nostra perpetua immaturità, che cerca a tentoni i suoi passaggi verso la chiarezza, certe letture equivalgono, per noi, a esperienze reali e provvidenziali: sgombrando d’intorno a noi, col loro intervento illuminante, i mostri infantili della superstizione comune. In questa funzione liberatoria consiste, io credo, la massima ragione dell’arte. L’autore del manoscritto è Umberto Saba, poeta che, per la grazia del suo sacrificio, si può avvicinare a un santo. E a questo lavoro lui si dedicò nei giorni della sua vecchiaia, già prossima alla morte: quando ormai il suo sacrificio si rendeva a lui in tragedia, e agli altri in purezza assoluta. Così, già si definisce il valore di queste pagine; ma è facile presagire i commenti miserevoli dai quali esse verranno accolte: ricevendo, ovviamente, da opposizioni di specie così bassa, una riconferma della loro qualità. Vi si narrano le prime esperienze erotiche (amorose) di un ragazzo: le quali s’iniziano, per avventura, con una di quelle relazioni che – sebbene reali, e umane, e comunque di natura – la superstizione considera, nella loro specie, tabù. Il ragazzo di Saba, per sua grazia, è immune da certi tabù, responsabili di trasformare le realtà naturali in mostri assurdi e delittuosi. E mentre che per altri, contaminati dai tabù, una simile esperienza potrebbe trasformarsi in una determinazione irreale (che potrà farli schiavi perpetui d’una irrealtà) per il ragazzo di Saba essa rimane quello che è: un semplice incontro umano, che in se stesso è innocente (giacché lui non ne è stato corrotto) e non è malefico. Portato dalla sua innocente sensualità, e dalla sua spontanea curiosità della vita, questo ragazzo ideale, come è passato attraverso la sua prima, occasionale esperienza, così poi naturalmente conoscerà l’amore delle donne, avrà una moglie amata, ecc. ecc. Ora, per narrare tale vicenda, il caro e felice Saba non ricorre affatto alle reticenze, a cui pure io (accidenti a me) ho dovuto costringermi per riassumerla qui sopra. Lui, nella sua narrazione, non tralascia nessun particolare, per quanto difficile e segreto, purché gli sembri necessario; non castiga nessuna parola. Però, le stesse cose che altri, nel dirle, potrebbe rendere oscene, o ridicole, o sordide, si rivelano invece, dette da lui nella loro chiarezza reale, naturali e senza offesa. Lasciando limpida, alla fine della lettura, la emozione degli affetti, restituita alla purezza consapevole della coscienza matura. Le spiegazioni di questo fenomeno si possono ridurre a una sola: che Saba ha un fondamentale rispetto per la vita e la persona umana: senza il quale nell’arte, come pure nella storia, non c’è realismo, né libertà; ma servitù, e rettorica. (Elsa Morante) Nota di Sergio Miniussi.

Ernest e Celestine

Il mondo di sopra è abitato dagli orsi e il mondo di sotto dai topi. È risaputo: i due mondi sono incompatibili e i loro popoli sono acerrimi, secolari nemici. Eppure nessuno potrà impedire a un orso e a una topina di diventare compagni inseparabili. Prima, però, dovranno affrontare mille peripezie e pericoli, sfuggire a una miriade di topi furiosi attraversando i cunicoli delle fogne, evadere da un furgone blindato della polizia, scappare su un camioncino di dolci rubato, per rifugiarsi nella loro calda e accogliente casa nel bosco, nascosta sotto una coltre di neve. Qui potranno finalmente dedicarsi alle rispettive passioni, la musica e il disegno, anche se il pericolo non tarderà a ripresentarsi, con l’arrivo della primavera. Ernest e Celestine litigano e fanno pace, scherzano e si prendono cura l’uno dell’altra: dopo essersi incontrati, l’idea di separarsi è per loro la cosa più detestabile del mondo e per evitarlo sono disposti a tutto. Dalla stima dell’autore per l’artista Gabrielle Vincent, dall’amore per i personaggi dei suoi albi illustrati, nasce un romanzo per bambini che conquisterà i lettori di tutte le età. Età di lettura: da 7 anni.
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