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Stazione omicidi. Vittima numero 2

**Un grande thriller**
A capo di un giro di spaccio di una nuova e potente droga, Flavio Gambari è ormai diventato un boss della mala romana. I suoi complici formano una gang inclassificabile ma temibile: Vasile, il romeno che viene dalla schiavitù dei campi rom; Jean Luc, ex gangster marsigliese vissuto in strada per sfuggire a una vecchia faida interna alla banda delle Tre B; Marzia, la bella e spregiudicata compagna di Flavio; Felipe, che da maggiordomo e factotum è diventato il contatto con gli spacciatori d’oltreoceano. L’ascesa criminale del gruppo, però, scatena rivalità negli ambienti malavitosi della capitale. È una vera e propria guerra quella che la gang si trova a fronteggiare: sequestri, ricatti, omicidi efferati. Ed è a questo punto che l’ispettore Bruno Pelizzi comincia la sua solitaria indagine sulla nuova banda di trafficanti. E allora per Flavio i nemici da affrontare non saranno più solo dei criminali…
**Il maestro del thriller italiano
Finalista al Premio Strega
Una banda criminale tiene in scacco la città
Un ispettore deciso a fermare chi semina morte nella Capitale
La guerra per il dominio di Roma è appena iniziata
Hanno scritto dei suoi libri:**
«Una prosa accesa e coinvolgente […] dal ritmo mozzafiato, ogni capitolo un colpo di scena. Un libro che prende e che non si dimentica.»
**Corriere della Sera**
«Lugli è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma.»
**Corrado Augias**
«Lugli ha fiato narrativo, ha tenuta, appassiona.»
**Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ore**
**Massimo Lugli**
Giornalista di «la Repubblica», si è occupato di cronaca nera come inviato speciale per 40 anni. Ha scritto *Roma Maledetta* e per la Newton Compton *La legge di Lupo solitario*,* L’Istinto del Lupo*, finalista al Premio Strega, *Il Carezzevole*, *L’adepto*, *Il guardiano*, *Gioco perverso*,* Ossessione proibita*, *La strada dei delitti*, *Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale*, *Stazione omicidi. Vittima numero 1* e Vittima numero 2, nella collana LIVE, *La lama del rasoio*. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie *Estate in giallo*, *Giallo Natale*, *Delitti di Ferragosto*, *Delitti di Capodanno* e *Delitti in vacanza*. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.
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### Sinossi
**Un grande thriller**
A capo di un giro di spaccio di una nuova e potente droga, Flavio Gambari è ormai diventato un boss della mala romana. I suoi complici formano una gang inclassificabile ma temibile: Vasile, il romeno che viene dalla schiavitù dei campi rom; Jean Luc, ex gangster marsigliese vissuto in strada per sfuggire a una vecchia faida interna alla banda delle Tre B; Marzia, la bella e spregiudicata compagna di Flavio; Felipe, che da maggiordomo e factotum è diventato il contatto con gli spacciatori d’oltreoceano. L’ascesa criminale del gruppo, però, scatena rivalità negli ambienti malavitosi della capitale. È una vera e propria guerra quella che la gang si trova a fronteggiare: sequestri, ricatti, omicidi efferati. Ed è a questo punto che l’ispettore Bruno Pelizzi comincia la sua solitaria indagine sulla nuova banda di trafficanti. E allora per Flavio i nemici da affrontare non saranno più solo dei criminali…
**Il maestro del thriller italiano
Finalista al Premio Strega
Una banda criminale tiene in scacco la città
Un ispettore deciso a fermare chi semina morte nella Capitale
La guerra per il dominio di Roma è appena iniziata
Hanno scritto dei suoi libri:**
«Una prosa accesa e coinvolgente […] dal ritmo mozzafiato, ogni capitolo un colpo di scena. Un libro che prende e che non si dimentica.»
**Corriere della Sera**
«Lugli è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma.»
**Corrado Augias**
«Lugli ha fiato narrativo, ha tenuta, appassiona.»
**Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ore**
**Massimo Lugli**
Giornalista di «la Repubblica», si è occupato di cronaca nera come inviato speciale per 40 anni. Ha scritto *Roma Maledetta* e per la Newton Compton *La legge di Lupo solitario*,* L’Istinto del Lupo*, finalista al Premio Strega, *Il Carezzevole*, *L’adepto*, *Il guardiano*, *Gioco perverso*,* Ossessione proibita*, *La strada dei delitti*, *Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale*, *Stazione omicidi. Vittima numero 1* e Vittima numero 2, nella collana LIVE, *La lama del rasoio*. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie *Estate in giallo*, *Giallo Natale*, *Delitti di Ferragosto*, *Delitti di Capodanno* e *Delitti in vacanza*. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.

Status quo

Status quo: Perché in Italia è così difficile cambiare le cose (e come cominciare a farlo) by Roberto Perotti
Tutti i cittadini italiani sanno che è difficilissimo cambiare le cose in Italia, soprattutto quando si parla di spesa pubblica, impieghi statali, poltrone. Le giustificazioni di questo stato di cose sono infinite, le ragioni storiche spesso indagate, ma la realtà resta nascosta: come si prendano le decisioni nelle stanze del potere non è dato sapere. Roberto Perotti ha frequentato per oltre un anno quelle stanze. E quel che ha scoperto, nel merito e nel metodo, getta una luce del tutto nuova sulle ragioni per cui in Italia è così difficile cambiare le cose. Certo, le riforme non si fanno, o si fanno male, anche per il solito problema degli interessi di parte e dei veti incrociati. Ma secondo Perotti il motivo principale è spesso diverso: pigrizia intellettuale, mancanza di informazione sui problemi, formalismo giuridico senza molta preoccupazione per i risultati, disorganizzazione, disinteresse dei vertici per i dettagli, e la colpevole illusione che a piccole misure possano corrispondere grandi effetti salvifici. E poi la regola aurea della politica: mai toccare i privilegi esistenti. Dai costi della politica al Jobs Act, dalla Buona scuola ai programmi per la lotta alla povertà, dalla riforma delle partecipate locali a quella della Rai, Perotti passa in rassegna i tentativi (falliti, riusciti, o mai fatti) di cambiare le cose in Italia e, da economista qual è, analizza le cifre, si affida a studi quantitativi, sottrae le questioni al tiro incrociato delle polemiche politiche, mettendo sotto gli occhi dei lettori la realtà nuda e cruda. Perché, come Perotti dimostra dati alla mano, cambiare le cose si potrebbe. Ma bisogna studiare, confrontarsi con le esperienze internazionali, non farsi intrappolare dagli azzeccagarbugli, né cedere al cinismo e all’indifferenza. Soprattutto, bisogna chinare la testa e lavorare, lavorare, lavorare.

Le statue d’acqua

In un sotterraneo di Amsterdam vive un solitario, Beeklam, circondato da statue. Conversa con loro, evoca ricordi, perde ‘il controllo delle ore e della vita’, esce di rado, per lo più di notte. È uno di ‘coloro che sono nati persi e debuttano dalla loro fine’. Ha lasciato presto il padre, per andare ‘a comperare statue’. In lui, infanzia e vecchiaia si confondono. Una precoce percezione dell’effimero sembra avergli impedito, da sempre, di credere che le cose possano avere una ragione. La sua sola attività è una perenne, silenziosa cerimonia dedicata agli assenti. L’austero domestico che abita con lui, le statue stesse, l’acqua frusciante che lo chiama, dietro le pareti: sono le comparse di un teatro d’ombre dove il vuoto si veste sontuosamente di ogni apparenza. Verso Victor, suo domestico, e Lampe, che era stato domestico del padre, Beeklam sente un’oscura affinità. Ciò che li unisce è almeno la ‘vocazione del ricordo’ e il perverso piacere della rinuncia. Su ciascuno di loro grava una sorta di eccentricità metafisica, ciascuno conserva qualcosa dell’innocenza – e del furore – che è delle persone totalmente sole. E un giorno Beeklam abbandonerà le statue e i sotterranei, emergendone ‘come nelle fiabe, carico di anni’. Lo ritroveremo in un padiglione vicino a una scogliera che attira i naufragi. Lì, quasi in una böckliniana ‘isola dei morti’, abita Katrin, a cui il tempo ha appena cominciato a rosicchiare le guance infantili. In lei riconosciamo il Doppio femminile di Beeklam. Nella casa di Katrin, e nella sua mente, visitata ancora da incubi di refettori e convitti, si respira un’aria simile a quella in cui erano immerse le statue. I sotterranei di Beeklam si sono ora rovesciati, sotto un cielo sterminato, in un luogo ibrido che appartiene insieme a un mondo parallelo, al sogno e al regno dei morti. Questo libro è innanzitutto il suo stile. Proprio perché sul fondo vi si avverte una sottile diffidenza verso la parola, le parole vivono qui una vita selvatica e asociale, come gli esseri di cui raccontano. Qui, secondo l’indicazione di Gottfried Benn, ‘ogni frase deve riposare, tremare, tacere, richiudersi’. Un desolato laconismo fa affiorare e dileguare in poche righe ritratti, luoghi, voci, schegge acuminate di storie. E la continua dissociazione, l’ossessività dei fantasmi, l’ironia avvolgente e la disperata euforia del tutto sono tracce di quell’immaginazione vagabonda che ha avuto la sua nascita simbolica con il ”Lenz” di Büchner.
(source: Bol.com)

Lo stato di grazia e altri racconti

Un ragazzo solitario e un bambino bisognoso d’affetto. Un’amicizia universitaria all’insegna della malinconia e dell’arroganza. Un amore ingenuo e mozzafiato. Tre racconti autobiografici che danno vita ad un viaggio di formazione unico e insieme universale, tra paure, sogni e desideri, alla ricerca del proprio posto nel mondo. Brodkey, maestro di short stories, a meno di trent’anni era considerato la più grande promessa della narrativa americana e, più tardi, venne definito da Harold Bloom “il Proust d’America”.

Stars noi stelle cadenti

Dopo il successo di After, una nuova, grande storia d’amore. KARINA e KAEL. Due anime in cerca di un’orbita. Un incontro destinato a incendiare il cielo. Karina ha vent’anni, ma ha già imparato sulla propria pelle quanto la vita possa essere complicata e le relazioni fragili. Per questo, dopo il divorzio dei genitori e anni di traslochi da una città all’altra per via del lavoro del padre, ora è in cerca con tutte le sue forze di certezze e stabilità. Per ricominciare ha scelto un lavoro tranquillo e un piccolo appartamento, bisognoso di qualche riparazione, come il suo cuore, che da tempo si è decisa a non ascoltare. Un giorno, però, incontra Kael, che l’attira a sé con i suoi modi gentili e rassicuranti. Kael è riservato, paziente e un ottimo ascoltatore. Quando è con lui, i dubbi e le insicurezze di Karina si dissipano e il rumore della sua vita caotica sembra magicamente affievolirsi. Ma Kael non è quello che sembra. C’è qualcosa sotto quella facciata calma e rasserenante, uno spirito ribelle, che non sa stare dentro schemi troppo rigidi. Per Karina, però, è ormai troppo tardi e, nonostante la sua ostinata resistenza, si trova coinvolta in un nuovo vortice, in un nuovo mondo ancora più oscuro del suo, e pieno di passione. Dopo il successo mondiale di After (oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo), arriva in libreria la nuova serie evento di Anna Todd. Un nuovo amore tormentato e infinito, a ricordarci come, malgrado le nostre fragilità e le bugie che a volte ci raccontiamo per sembrare più forti, i sentimenti riescano sempre a brillare. Anche nel cielo più buio.

Starplex

La missione dell’astronave Starplex è indagare sui wormholes, misteriose anomalie del cosmo che permettono di viaggiare sia nello spazio che nel tempo. Ma durante l’esplorazione il comandante Keith Lansing e la sua nave si trovano di fronte a una stella tanto vecchia da risultare più antica dell’universo stesso! Non è l’unica scoperta “impossibile”: una razza sconosciuta viene identificata in quell’assurda regione della galassia, e la Starplex è attaccata da nemici sconosciuti. Lansing sa che c’è un solo mezzo per uscire dalla situazione critica: entrare nel wormhole e varcare la soglia di parecchi miliardi di anni per scoprire il segreto della stella verde.

Star bene davvero. Il primo programma completo per il benessere del corpo e della mente

Cosa vuol dire, oggi, star bene? Può essere davvero sufficiente mettersi a dieta, iniziare a correre, iscriversi a un corso in palestra? E perché quasi tutti i nostri buoni propositi in termini di salute e benessere sembrano sempre destinati a naufragare? La verità è che la complessità della vita contemporanea e gli elevati livelli di stress che l’accompagnano azionano in noi comportamenti che contrastano profondamente con quello che sappiamo esser giusto e necessario. Presi a rincorrere l’illusione di gratificazioni intense quanto effimere, finiamo per considerare il nostro benessere come uno dei tanti accessori da mettere nel nostro guardaroba, per poi dimenticarcene. E invece star bene, e star bene al mondo, è al tempo stesso la ragione e lo scopo del nostro vivere. Il Dottor Ongaro scrive un libro che non si ferma ai sintomi, ma indaga in modo articolato le cause profonde di uno squilibrio che, ben prima di essere fisico, è mentale ed emotivo, offrendo ai suoi lettori una guida per vivere una vita sana, ricca, appagante. Non solo alimentazione, non solo integratori e bellezza, non solo esercizio e rilassamento, ma un compendio per fondere tutto ciò in un programma pratico ed efficace che diventi il cardine della nostra esistenza.
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Le stanze segrete

“Nessuno ha mai detto che la vita è giusta” commenta il commissario Cataldo, guardando una bellissima ragazza uccisa e abbandonata in un prato in periferia. L’indagine, difficile per la misteriosa identità della vittima e l’apparente assenza di moventi, si complica ancora al ritrovamento del secondo cadavere: un ex atleta professionista, ben noto in città, proprietario di una palestra e insegnante di educazione fisica in un liceo cittadino. Ricercando legami tra le due morti, ascoltando voci, coltivando la difficile arte della pazienza, Cataldo inizia un lungo e faticoso viaggio attraverso le perversità umane. Ma più il commissario si avvicina alla verità, più tremendo si rinnova l’orrore. Perché nell’ombra della sua insospettabilità, l’assassino ha deciso di colpire ancora… Divisa tra mondi diversi e talvolta contrastanti, tra aule scolastiche e centri fitness, studenti, professori, culturisti e modelle, l’inchiesta approfondisce la dimensione umana del suo protagonista. Un privato complesso e sensibile s’intreccia con un’indagine pubblica dai risvolti violenti e drammatici, che è insieme ricerca di un colpevole e radiografia di una città e dei suoi ambienti esemplari.
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Una Stanza Tutta Per Gli Altri

C’è una finzione letteraria nella costruzione di questo libro: l’autrice inventa di aver trovato il diario della domestica più emotivamente aggrovigliata nei fili psicologici di casa Woolf, confronta gli episodi da lei narrati con i diari, questi autentici, di Virginia e li sistema con gli appunti stesi durante una ricerca storico biografica, raccolti allo scopo di un racconto sul gruppo di Bloomsbury e la sua enigmatica protagonista. Così, Una stanza tutta per gli altri (già nel titolo, rovescio del celebre saggio emancipazionista della Woolf, Una stanza tutta per sé), romanzo su un romanzo da scrivere, è sopratutto il romanzo di Nelly, la domestica che dal 1916 al 1934 servì in casa Woolf. Certo, negli occhi di Nelly scorre il gruppo di Bloomsbury: il marito Leonard, i sodali del gruppo, Lytton Strachey, la sorella Vanessa, grande pittrice, Katherine Mansfield la tenera amica, Vita Sackville-West, l’amante, i conoscenti e i connessi per affari librari e editoriali della Hogarth Press, o per politica del partito laburista appena nato; e si riflette di Virginia, l’eterea presenza, quasi volatile, l’ipersensibilità, il suo desiderio di essere amata. Ma tutto questo è una cornice, uno sfondo, e forse, viene voglia di dire, la placenta che nutre un mondo segreto di donna che anela a nascere, ma diventa presto solo il decorso di una ossessione impossibile a sciogliersi: il modello di Virginia che si riversa su Nelly a cui è disperatamente vietato riviverlo, condividerlo, perché significa emanciparsene. Ciò che può vivere è solo un legame doppio. Quello di Nelly per Virginia: dapprima ammirata senza limiti, poi progressivamente odiata e amata in un sentimento mimetico. E il legame di Virginia per Nelly, in cui intravede, non la persona ma la personalità da romanzo: «Se questo diario non l’avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle mie mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly», confessa al suo diario la scrittrice, figurandosi di scrutare nella psicologia della domestica come in una Signora Dalloway sfortunata. Una stanza tutta per gli altri è un romanzo sottile, anticonvenzionale, in cui si può leggere di un’inevitabile ossessione, descritta senza ammantare di suggestioni un’esistenza solitaria e asservita. Ma è anche «una versione di Nelly», ovvero il disfarsi del gruppo novecentesco di più sofisticato libertarismo in una specie di sentimento del contrario che ne sovverte l’immagine, rendendolo ironicamente ancora di più rappresentativo del secolo.

La stanza profonda

Sai, ogni volta che scendevo nella stanza era davvero come trasfigurarmi. Non era tanto il mettermi nei panni di una strega o di un assassino, no. Né l’evasione. Era il fatto che qua sotto il codice custodito nei manuali e nelle schede diventava mondo. Proprio come la realtà al cospetto di chi la osserva.

Il resto, la tattica, la strategia, pure l’interpretazione, erano il contorno. Qui si creava. Si può essere certi che le cose immaginarie abbiano meno peso di quelle reali?

Una piccola città di provincia, un garage. Un gruppo di ragazzi che ogni martedì si incontra per giocare di ruolo. Per vent’anni, mentre fuori la vita va avanti, il mondo cambia, la provincia perde di senso e scopo. Desiderio di fuga o forma di resistenza? Quel continuo tessere mondi prende i contorni dell’opposizione a una forza centripeta che, come il ‘Nulla’ della Storia infinita, divora il fuori, vaporizza la città, il paese, le relazioni, le vite.

Un romanzo ibrido, tra il memoir e l’affresco sociale, per raccontare la storia di un passatempo nato esso stesso in un garage e arrivato a gettare le basi non solo di un immaginario divenuto egemone ma anche di una parte consistente della realtà che viviamo ogni giorno semplicemente usando Internet.

(source: Bol.com)

Una Stanza Piena Di Gente

Una stanza piena di gente by Daniel Keyes
«*Un viaggio unico e incomparabile nella mente umana. *»
**Cosmopolitan**
«*Daniel Keyes meriterebbe un premio per la sua attenta analisi psicologia e per l’estrema umanità con la quale si è avvicinato a un problema tanto complesso.*»
**Best Sellers**
«*Un libro sconvolgente.*»
**The Los Angeles Times**
Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l’accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell’identità. Nella sua mente «vivono» ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l’arabo; il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karate; la sensibilissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Allen, Tommy, David, Adalana e Christopher. Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca «il Maestro», la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro, che con la passione e lo slancio di un resoconto in presa diretta ricostruisce l’incredibile vicenda di Billy Milligan e ci permette di entrare in quella «stanza piena di gente» che è la sua psiche. Una visita che ci lascia sconvolti e turbati, ma che ci induce a riflettere sull’abisso nascosto in ogni uomo. Perché, come scrive lo stesso Billy all’autore: «Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro».****

La stanza delle meraviglie

Thelma ha quarant’anni, una vita piena e un lavoro che la soddisfa, ma che la sottrae alle incombenze materne; la sua è una famiglia tandem, sono in due, e Louis, dodici anni, è un figlio desiderato ma non condiviso, un figlio cresciuto d’un tratto, un ragazzino che ha preso la prima cotta e vuole raccontarlo alla madre. Che ora, però, è al telefono e non ascolta, non vede. Accade in una frazione di secondo, su una strada di Parigi: il ragazzo è vittima di un incidente e Thelma si ritrova di colpo senza più difese. Poi, nelle settimane incerte in cui il bambino è sedato, trova un quaderno sul quale Louis ha elencato le cose che sognava di fare, le sue meraviglie, e spinta in modo uguale dalla disperazione e dalla speranza decide di realizzarle al posto suo e poi raccontargliele, seduta accanto al letto della stanza di ospedale. Ha solo un mese di tempo e certo non è facile vivere i desideri di un adolescente alla sua età. Ma alla fine, questa stramba impresa alla quale Thelma si è aggrappata come un naufrago diventerà per lei una possibilità impensata per sperimentare nuove connessioni e ridefinire i limiti dell’amore. Suo figlio non aspettava altro. La stanza delle meraviglie è il racconto incantato e lieve di una madre che sentiamo vicina, vitale anche nelle prove più dure. Un romanzo che ha conquistato gli editori di venti paesi nel mondo e che diventerà un film.

(source: Bol.com)

La stanza della morte

“Cerca nell’oscurità”.
Con questa frase enigmatica si conclude l’ultimo incontro tra Stefania Morelli, il
“killer delle fiabe”, e suo fratello, l’ispettore di polizia Luca Morelli,
nell’ospedale psichiatrico presso il quale la ragazza è ricoverata.
Una frase che obbligherà l’uomo a scavare a fondo nel passato della loro famiglia, riportando alla luce vecchie e torbide vicende delle quali aveva sempre ignorato l’esistenza e che, poco alla volta, gli faranno comprendere le motivazioni dei gesti compiuti dalla sorella.
Affiancato dalla compagna e collega di lavoro Morena, dal fidato Bernardi, e con l’aiuto di uno stravagante studioso di misteri, Morelli sarà costretto a scendere nel passato più oscuro dei suoi antenati, scoprendo antiche verità che lo costringeranno a guardare il presente sotto una luce nuova.
Anche se ciò che andrà a scoprire lo obbligherà ad aprire la mente a realtà che non credeva possibile esistessero…

Roberto Re è nato nel 1976 a Lanzo Torinese. Con la GDS ha già pubblicato il romanzo fantasy “La Valle dei Dimenticati” e il racconto “L’ultimo tramonto”, inserito nell’antologia “Dreamscapes – I racconti perduti”.
“La stanza della morte” è il secondo volume della trilogia con protagonista l’ispettore Morelli, seguito de “Il killer delle fiabe”.

“Roberto Re è riuscito a creare nell’italianissima Torino una serie thriller in stile americano. L’atmosfera che si respira è degna delle storie di Jo Nesbo, o ancor più di Cody McFadyen.
I protagonisti non sono eroi e non sono perfetti, e qui sta la loro grandezza.” (Oubliette Magazine)

(source: Bol.com)

Stanotte guardiamo le stelle

Stanotte guardiamo le stelle by Alì Ehsani, Francesco Casolo
Afghanistan, anni novanta. Alì è un ragazzino che trascorre le giornate tirando calci a un pallone con il suo amico Ahmed, in una Kabul devastata dalla lotta tra fazioni, ma non ancora in mano ai talebani. La città non è sempre stata così cupa, gli racconta suo padre, ma ad Alì, che non ha mai visto altro, la guerra fa comunque meno paura delle sgridate della maestra o dei rimproveri della madre. Il giorno in cui, di ritorno da scuola, trova un mucchio di macerie al posto della casa di famiglia, quella fragile bolla di felicità si spezza per sempre. Convinto di aver solo sbagliato strada, si siede su un muretto e aspettaMohammed, il suo fratello maggiore, a cui spetta il compito di spiegargli che la casa è stata colpita da un missile e che i genitori sono morti. Non c’è più niente per loro in Afghanistan, nessun futuro e nessun affetto, ma “noi siamo come uccelli e voliamo lontano” gli dice Mohammed, che lo convince a scappare. In quello stesso istante, l’istante in cui inizia il loro grande viaggio, distesi in mezzo ai bagagli sul portapacchi di un furgone lanciato verso il Pakistan, il diciassettenne Mohammed diventa per Alì un padre, il miglior amico e, infine, un eroe disposto a tutto pur di mantenere la promessa fattagli alla partenza: Alì tornerà a essere libero e a guardare le stelle, come faceva da bambino quando il padre gli spiegava le costellazioni sul tetto di casa nelle sere d’estate. Dal Pakistan all’Iran, e poi dall’Iran alla Turchia, alla Grecia e infine al nostro paese, quella di Alì e Mohammed è un’epopea tragica, ma anche una meravigliosa storia di coraggio, determinazione e ottimismo. Perché Alì, rimasto solo, riuscirà a raggiungere Roma, deciso a realizzare i sogni di tutti quelli che ha incontrato lungo la strada e che, a differenza sua, non ce l’hanno fatta.