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La verità

Un misterioso individuo è prigioniero da dodici anni in una struttura sotterranea governativa, studiato e osservato in ogni dettaglio, isolato da tutto e da tutti. L’uomo è stato trovato su una strada ghiacciata del Montana, nel marzo del 2002, privo di sensi in una macchina incidentata contenente cinque chili di Uranio 235. Visti i documenti falsi e le impronte digitali sconosciute, non si ha nessuna certezza di chi sia o per chi lavori. In dodici anni nessuno è mai riuscito a svelare i suoi segreti, neanche sotto tortura. Finché improvvisamente il prigioniero chiede ai carcerieri carta e penna e riempie numerose pagine di una sequenza di date e posizioni astronomiche, basate sul calendario islamico. A quel punto la CIA cambia metodo e affida il prigioniero alle cure di un nuovo agente, che pian piano ricostruisce una storia incredibile. **

Verità scambiate

Divisa tra due amori, con il cuore spezzato a metà: ecco come si sente Hanna. Dopo l’incidente che le ha fatto perdere la memoria, sprazzi di ricordi tornano ad affacciarsi alla sua mente confusa. La sua vita, però, è più incasinata che mai: da un lato c’è Max, il ragazzo dei suoi sogni, disposto a tutto pur di riconquistarla; dall’altro c’è Nate, il musicista sexy con una storia turbolenta alle spalle, l’uomo che non vuole legami e non le ha mai fatto promesse, ma che si dichiara follemente innamorato di lei. Hanna deve decidere se perdonare Max e accettare la sua proposta di matrimonio o continuare la relazione con Nate. Ma dubbi insidiosi la tormentano: chi è il padre del bimbo che porta in grembo? Chi si nasconde dietro l’anonimo investitore che l’ha aiutata a realizzare il suo sogno di aprire una pasticceria? E infine: cos’è successo il giorno dell’incidente e cosa – o chi – l’ha provocato? Se vuole afferrare il proprio scampolo di felicità, Hanna deve trovare il coraggio di scavare nel passato, affrontare le proprie paure. Nella seconda puntata della serie Un cuore non basta nulla è come sembra, e, tra rovesciamenti improvvisi e rivelazioni scioccanti, Hanna, Max e Nate si ritrovano prigionieri di un groviglio di emozioni ineluttabile come il destino che li ha fatti incontrare. **
### Sinossi
Divisa tra due amori, con il cuore spezzato a metà: ecco come si sente Hanna. Dopo l’incidente che le ha fatto perdere la memoria, sprazzi di ricordi tornano ad affacciarsi alla sua mente confusa. La sua vita, però, è più incasinata che mai: da un lato c’è Max, il ragazzo dei suoi sogni, disposto a tutto pur di riconquistarla; dall’altro c’è Nate, il musicista sexy con una storia turbolenta alle spalle, l’uomo che non vuole legami e non le ha mai fatto promesse, ma che si dichiara follemente innamorato di lei. Hanna deve decidere se perdonare Max e accettare la sua proposta di matrimonio o continuare la relazione con Nate. Ma dubbi insidiosi la tormentano: chi è il padre del bimbo che porta in grembo? Chi si nasconde dietro l’anonimo investitore che l’ha aiutata a realizzare il suo sogno di aprire una pasticceria? E infine: cos’è successo il giorno dell’incidente e cosa – o chi – l’ha provocato? Se vuole afferrare il proprio scampolo di felicità, Hanna deve trovare il coraggio di scavare nel passato, affrontare le proprie paure. Nella seconda puntata della serie Un cuore non basta nulla è come sembra, e, tra rovesciamenti improvvisi e rivelazioni scioccanti, Hanna, Max e Nate si ritrovano prigionieri di un groviglio di emozioni ineluttabile come il destino che li ha fatti incontrare.

Verità nascoste

La vita non potrebbe andare meglio per David Albo, professore associato di inglese in una piccola università del Midwest. Vive in un’incantevole villa con una moglie bella e intelligente e una figliastra diciassettenne che lo adora. Quando ritorna all’università, dopo un anno sabbatico lungo e rilassante, ha in vista l’assegnazione di una cattedra e, inoltre, è riuscito a rimanere lontano dall’alcol per due anni interi. Ma, all’improvviso, le cose iniziano a deteriorarsi. L’accusa di aver molestato sessualmente alcune sue studentesse è solo l’inizio, presto David si ritrova risucchiato in un vortice di cospirazioni, tradimenti, gelosia, e omicidi. Tutto quello che ama sta per essergli strappato via, se non riuscirà a scoprire chi e perché sta cercando di distruggerlo. **

La verita è una bugia

Raccolta di quattro racconti che hanno come tema centrale la verità e la dimostrazione di quanto, spesso, si riveli essere la bugia piu grande. **

La verità è che non gli piaci abbastanza

Un manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono. In questa guida, due sceneggiatori della serie televisiva Sex and the City insegnano come riconoscere le giustificazioni vere da quelle false: un botta e risposta fra donne in crisi e l’esperto, consigli, rivelazioni (“Gli uomini sanno come funziona un telefono”), divieti (“Non stare altri dieci minuti con lui se noti uno dei seguenti comportamenti…”), aneddoti personali, esercizi pratici, per non perdere altro tempo e smettere di farsi illusioni.

La verità delle bugie

In questo dramma dai contorni gialli, il protagonista si troverà a dover fare scelte difficili. Che risposte darà alle domande che il destino metterà sulla sua strada? E soprattutto: è sempre un bene che la verità prevalga in ogni situazione?

La vera storia del pirata Long John Silver

Ci sono libri che danno pura gioia. È quel che capita con il romanzo di Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell’infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce. Chi racconta in prima persona è Long John Silver, il terribile pirata con una gamba sola dell'”Isola del Tesoro”, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quel “e poi”? che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro. **
### Sinossi
Ci sono libri che danno pura gioia. È quel che capita con il romanzo di Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell’infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce. Chi racconta in prima persona è Long John Silver, il terribile pirata con una gamba sola dell'”Isola del Tesoro”, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quel “e poi”? che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro.

Un vento freddo da Orione

Il lancio e la messa in orbita di un satellite strategico dotato di un’enorme capacità distruttiva presentano diversi inconvenienti. Uno di questi è la possibilità che l’ordigno finisca per annientare non il nemico ma qualche pacifica nazione che non c’entra. Un altro è che l’ordigno stesso ricada, a breve o lunga scadenza, sulla testa della stessa superpotenza che l’ha lanciato. Ma se poi il satellite, oltre che strategico è biologico, c’è la possibilità che senza distinguere tra amici e nemici, pacifisti e bellicisti, ammazzi dal primo all’ultimo tutti gli abitanti della Terra.
Copertina di Karel Thole

Il vento è cambiato

“Eccoci di nuovo qui! Siamo alla dodicesima antologia dei miei racconti pubblicata finora, e questa volta non ho molto da premettere. Giusto una cosa o due. Dopo “L’orlo della fondazione” è venuta a cadere l’accusa secondo cui io scriverei ormai ‘troppi libri di divulgazione e troppo pochi di fantascienza’; ma ci tengo ugualmente a far notare che dei diciassette racconti, quasi tutti lunghi, raccolti nel presente volume, soltanto un paio sono anteriori al 1976…”
(dalla “Premessa” di Asimov)
Indice:
Persuasione (Belief, 1953)
Thespis Fair (Exchange?, 1979)
Per gli uccelli (For the Birds, 1980)
Trovati (Found!, 1978)
Buon gusto (Good taste, 1976)
Al principio (How It Happened, 1978)
Le idee sono dure a morire (Ideas Die Hard, 1957)
Punto di accensione (Ignition Point!, 1981)
Pets (It is Coming, 1978)
L’ultima risposta (The Last Answer, 1980)
L’ultima navetta (The Last Shuttle, 1981)
Una questione di memoria (Lest We Remember, 1982)
Niente per niente (Nothing for Nothing, 1979)
Microdemone A (One Night of Song, 1982)
Microdemone B (The Smile that Loses, 1982)
Sabotatore terrestre (To Tell at a Glance, 1976)
Il vento è cambiato (The Winds of Change, 1982)
Copertina di Giuseppe Festino

Van Gogh tra antico e moderno

eDossier è una nuova collana di Art e Dossier. Un artista da leggere, un movimento da conoscere come un racconto, una raccolta di saggi agile, portatile e accessibile. Un dossier dedicato a Van Gogh tra antico e moderno. Nel sommario: ”Van Gogh il cannoisseur”, ”Un museo immaginario”, ”Van Gogh nostro contemporaneo”. **
### Sinossi
eDossier è una nuova collana di Art e Dossier. Un artista da leggere, un movimento da conoscere come un racconto, una raccolta di saggi agile, portatile e accessibile. Un dossier dedicato a Van Gogh tra antico e moderno. Nel sommario: ”Van Gogh il cannoisseur”, ”Un museo immaginario”, ”Van Gogh nostro contemporaneo”.

I vagabondi

La narratrice che ci accoglie all’inizio di questo romanzo confida che fin da piccola, quando osservava lo scorrere dell’Oder, desiderava una cosa sola: essere una barca su quel fiume, essere eterno movimento. È questo spirito-guida che ci conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dell’ordinario, come la sorella di Chopin, che porta il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, per seppellirlo a casa; come l’anatomista olandese scopritore del tendine di Achille che usa il proprio corpo come terreno di ricerca; come Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d’Austria come mascotte, e infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; e un popolo di nomadi slavi, i bieguni, i vagabondi del titolo, che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui. Come tanti affluenti, queste esistenze si raccolgono in una corrente, una prosa che procede secondo un andamento talvolta guizzante, come le rapide, talvolta più lento, come se attraversasse le vaste pianure dell’est, per raccontarci chi siamo stati, chi siamo e forse chi saremo: individui capaci di raccogliere il richiamo al nomadismo che fa parte di noi, ci rende vivi e ci trasforma, perché “il cambiamento è sempre più nobile della stabilità”. **
### Sinossi
La narratrice che ci accoglie all’inizio di questo romanzo confida che fin da piccola, quando osservava lo scorrere dell’Oder, desiderava una cosa sola: essere una barca su quel fiume, essere eterno movimento. È questo spirito-guida che ci conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dell’ordinario, come la sorella di Chopin, che porta il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, per seppellirlo a casa; come l’anatomista olandese scopritore del tendine di Achille che usa il proprio corpo come terreno di ricerca; come Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d’Austria come mascotte, e infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; e un popolo di nomadi slavi, i bieguni, i vagabondi del titolo, che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui. Come tanti affluenti, queste esistenze si raccolgono in una corrente, una prosa che procede secondo un andamento talvolta guizzante, come le rapide, talvolta più lento, come se attraversasse le vaste pianure dell’est, per raccontarci chi siamo stati, chi siamo e forse chi saremo: individui capaci di raccogliere il richiamo al nomadismo che fa parte di noi, ci rende vivi e ci trasforma, perché “il cambiamento è sempre più nobile della stabilità”.

Vacanze in giallo

Il racconto giallo è un genere delicato e difficile. L’estensione breve della storia richiede che da una situazione normalissima sprizzi d’improvviso la sorpresa, come un’esplosione.
Qui la situazione di normalità, in cui si mettono alla prova gli svariati investigatori, è l’estate: precisamente le vacanze d’estate. Sperano in una sosta, «senza indagini, senza pericoli, senza misteri». Ma il vento caldo li porta lontano, fuori sede e spesso fuori di testa.
Carlo Monterossi, l’eroe di Alessandro Robecchi, si trova in una posizione insolita per un investigatore benché divo della televisione, quella del truffato; e così prepara il «contropacco». I vecchietti del BarLume, usciti dal talento comico di Marco Malvaldi, sono in montagna, con la Settimana delle Poste, e si infilano in una storia di eversione: assurdamente, ma l’assurdo è la loro dimensione. Saverio Lamanna, il protagonista dei gialli di Gaetano Savatteri così vicini alla cronaca siciliana, intuisce una verità inconfessabile (nel senso più proprio del termine) durante un convegno antimafia. Rocco Schiavone, il triste tenebroso di Antonio Manzini, scopre un piccolo ributtante intrigo sul volo per le vacanze e rischia di provocare, con l’aria che tira, un grosso guaio. Petra Delicado, la paladina di verità e di giustizia venuta dal genio di Alicia Giménez-Bartlett, stavolta senza il vice Fermín (lo sente al telefono) in un club vacanze, inciampa in un boss, spinta dai bambini del compagno. E ad Amedeo Consonni, il pensionato della Casa di Ringhiera di Francesco Recami, spetta il caso più piccante dell’estate, giusto mentre è con il nipotino ai bagni di Milano Marittima.
Ma non è solo l’estate che lega assieme i racconti di questo volume. Ognuno di essi dosa umorismo, rapidità e tensione con una plastica aderenza alla realtà del nostro tempo, comprendendola con un brivido allusivo.

L’uomo ideale

Quattro amiche, durante la solita serata del venerdì al ristorante, compilano per gioco una lista ironica e alquanto osé dei requisiti pressoché irraggiungibili del loro uomo ideale: bello, fedele, divertente, ricco e, naturalmente, ben “dotato”. La mattina dopo quella lista scherzosa e imbarazzante viene pubblicata nella newsletter aziendale. E da qui rimbalza su Internet. E poi in TV. In meno di ventiquattr’ore, tutta l’America conosce i più segreti desideri delle quattro. Niente di male, se quei requisiti non pungessero sul vivo qualcuno che li interpreta come una provocazione diretta e personale. Qualcuno che comincia a compilare una propria lista, una lista di morte, in cima alla quale ci sono i nomi delle quattro amiche…

L’Undecimo Comandamento

Leviamoci il cappello, signori lettori, perchè siamo in casa del sottoprefetto di Castelnuovo. I Castelnuovi sono molti, sulla faccia della terra, e voi forse aspetterete che io vi dica in quale dei tanti vi abbia condotti. Ma io, con vostra licenza, non lo farò, per ragioni di alta convenienza ed anche di sicurezza personale. Il sottoprefetto del mio Castelnuovo sarebbe capace di aversela a male e di farmi arrestare come ozioso e vagabondo, la prima volta che mi saltasse il ticchio di visitare il suo circondario. Ora, siccome io ci ho proprio un gran desiderio di tornare laggiù e di non esser molestato nelle mie corse sconclusionate, voi consentirete, spero, che in questo particolare io mi tenga prudentemente a mezz’aria. Per le necessità della storia, vi basti di sapere che si dice Castelnuovo in opposizione di Castelvecchio. Castelvecchio, ancora due anni fa, quando io ci sono stato, era una rovina sulla vetta del monte Acuto; il qual monte è uno dei soliti contrafforti dell’Appennino, che ricorrono così spesso nella orografia dei romanzieri. Castelnuovo è una cittadina fabbricata più in basso, tra il poggio dei Gemmi e la riva destra del Bedonia, un torrente in cui gli eruditi hanno trovato due radici celtiche, e le lavandaie di Castelnuovo cercano ancora due once d’acqua per otto mesi dell’anno. Castelnuovo, come vi dice il nome, doveva averci il suo castello anche lui. Ma il forte arnese era sparito sotto un intonaco più moderno; le feritoie erano diventate finestre, e la gran mole bucherellata, imbiancata, rimessa a nuovo, accoglieva nel suo grembo quasi tutti gli uffici e le rispettive abitazioni dei rappresentanti del governo. C’era, ad esempio, la sottoprefettura, c’era la pretura, il ricevitore del registro, il conservatore delle ipoteche, e non ci mancavano i reali carabinieri, comandati dalla perla dei marescialli. Il verificatore dei pesi e misure abitava più lungi, e così pure il ricevitore delle dogane, con altri ufficiali, i cui nomi non vogliono venirmi alla penna. Lo spazio tiranno vietava l’accentramento della gran famiglia governativa di Castelnuovo. Si diceva anzi che ben presto dovesse andar fuori del palazzo demaniale il ricevitore del registro; un po’ perchè ci stava a disagio lui, che aveva mezza dozzina di marmocchi, debitamente registrati, un po’ perchè teneva a disagio il sottoprefetto, quantunque la famiglia di quest’ultimo constasse di due sole persone; marito e moglie, sottoprefetto e sottoprefettessa

L’Ultima Conquista Dello Sceicco

**SORELLE PER SCELTA** 1/2
*Due sorelle divise da una scomoda verità, ma unite da un destino che prevede un solo, identico finale: l’amore.* Il sultano Kadir Al Sulaimar è noto per essere un impenitente playboy, ma presto dovrà mettere la testa a posto. Il suo rango lo richiama al dovere, e Kadir risponde mettendosi alla ricerca della propria regina. Tuttavia, quando Lexi Howard, un’esuberante pilota della RAF, gli salva la vita, le priorità di Kadir cambiano improvvisamente. Il primo obbligo dovrebbe essere quello verso il suo paese, ma stare lontano dalla sensuale Lexi diventa sempre più difficile. Soprattutto adesso che lavora per lui.L’indifferenza di Lexi alla sua autorità rappresenta una novità per Kadir. Riuscirà il re del deserto a resistere a quell’ultima, proibita conquista?