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L’ autobiografia di Bertrand Russell ( Vol. I – II – III )

Questo è l’ultimo volume di quella che è stata universalmente riconosciuta come la più significativa tra le biografie del nostro tempo, soprattutto perché, attraverso le vicende personali di Bertrand Russell e dei suoi rapporti con i protagonisti dei vari periodi storici, ci dispiega quasi un secolo di mutamenti sociali e intellettuali. I primi due volumi concernevano il mondo che finiva con la seconda guerra mondiale e le battaglie ideologiche e politiche vinte o parzialmente vinte. Il terzo, tuttavia, può venire considerato più importante degli altri, specie per la nuova generazione di lettori, poiché è impostato soprattutto sulla lotta, ancora non terminata, che ha occupato completamente Lord Russell negli ultimi ventanni e che ha trascinato le masse dei giovani al fianco del più vecchio e più illustre tra i filosofi: la lotta per la pace mondiale e per il disarmo nucleare. Sempre attraverso la corrispondenza scambiata con personaggi di primo piano, quali Kruscev, Kennedy, Castro, Nehru, Papandreu, eccetera, la terza parte di questa autobiografia, comparsa poco prima della morte del grande filosofo, giunge alle sue logiche conclusioni già in nuce sin dal principio. L’uomo che ha perseguito la verità filosofica con una chiarezza di pensiero e di linguaggio mai sorpassata nel suo tempo, che nella sua vita privata e pubblica ha combattuto l’ipocrisia e l’imbroglio, che ha iniziato e incoraggiato nuovi movimenti in sfere tanto diverse e che ha sfidato più di una volta la reazione dei così detti benpensanti per difendere le idee in cui credeva, è qui ancora presente, sempre alacre a un’età quando la maggior parte degli altri si è già rassegnata a tacere o a mettersi in disparte. Le sue marce per la pace, le sue famose «sedute» sui marciapiedi, i raduni a Trafalgar Square che lo portarono davanti a un tribunale sono soltanto la parte più evidente della vigorosa attività del filosofo che forse ha avuto la maggiore influenza sul mondo d’oggi.

Autobiografia

Un corpo a corpo, durato quasi quarant’anni: questo è stato il rapporto tra Twain e la sua autobiografia. Risale infatti al 1870 la prima decisione di mettere nero su bianco la sua vita. Proposito naufragato nel giro di qualche infruttuoso tentativo. Da allora fino al 1905, quel tarlo portò Twain ad accumulare una quarantina di “false partenze” e una montagna di scartafacci, frammenti, appunti, scalette e capitoli, via via cestinati. Verità e franchezza – questi gli scogli contro cui s’infrangeva ogni tentativo, poiché “con una penna in mano, il libero fluire dei ricordi si ritrova imbrigliato, misurato, e si fa ipocrita”. Finché all’alba del gennaio 1906, ecco la svolta: Twain cominciò a dettare a una stenografa quella che finirà per approvare come la sua definitiva autobiografia. Tre anni più tardi, dopo 250 dettature e oltre mezzo milione di parole, l’opera poteva dirsi compiuta, ma a una condizione: la pubblicazione sarebbe avvenuta solo cent’anni dopo la sua morte. “Scrivere un libro destinato alla pubblicazione un secolo dopo consente una libertà senza pari. Solo così puoi parlare apertamente di chiunque, senza timore di ferire i suoi sentimenti, né quelli dei figli o dei nipoti”.
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Aulenti dintorni

“La poesia di Cordaro”, scrive nella sua Prefazione la grande poetessa brasiliana Marcia Theophilo, “si snoda agile nel seno del ricordo che, incontrandosi con il reale quotidiano, crea quell’atmosfera per cui l’arte diventa il terreno sul quale l’uomo si muove come sotto la luce di un riflettore: la luce della poesia. I suoi versi non dimenticano mai quella misura inferiore per cui l’ansia del cuore da al canto il segno della solitudine delle acque dell’oceano… E su questo piano offrono stimolanti aperture, imprevisti squarci d’anima, mentre l’uomo cerca una concordanza con i ritmi e i tempi dell’odierno mondo.”
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Audaci Fantasie

La seduzione è spesso un gioco di specchi in cui chi vuol sedurre assume il ruolo del cacciatore e chi desidera essere sedotto interpreta la parte della preda. Ma si tratta, appunto, di un effetto visivo, di un inganno degli occhi, perché in qualsiasi momento è possibile invertire le parti, perdendosi in un coinvolgente labirinto di attrazioni e tentazioni.Carly, ballerina di lap dance, Del, scrittrice di gialli e Jillian, metà accompagnatrice e metà investigatrice privata conoscono tutti i trucchi dell’arte di sedurre, per esperienza diretta o mediata dalla scrittura. Ogni volta sanno bene quale ruolo rivestono, se quello della cacciatrice o quello della preda. Almeno finché non incontrano ciascuna un uomo bellissimo, capace di incrinare le loro certezze, di superare addirittura ogni loro fantasia. Per scoprire, forse, che nel campo delle passioni c’è sempre qualcosa da imparare…

Attraverso la notte

Venti racconti intensi e diretti con cui il giovanissimo autore ci accompagna in un male di vivere moderno, fatto di rabbia, di voglie, di vuoto, di inganni, di politica fatta per le strade o di nascosto, di sesso e di illusioni.

Attraverso la Clessidra

Si può giocare contro il Tempo? Si può tentare di ostacolarne la trama, o addirittura di sostituirsi ad esso e impersonarlo? Quale sorte toccherà all’uomo che diventerà il Tempo, e a quali ordini di realtà avrà accesso? Un romanzo che non è soltanto un gioco intellettuale, un’avventura fantasy o una storia epica, ma è tutto questo insieme, e pone il lettore di fronte a una serie straordinaria di avventure.

Attraverso l’Atlantico in pallone

Mister Kelly, un ricco yankee, ingegnere di fama, raccoglie una sfida incredibile, quella di raggiungere l’Africa, partendo dall’America, quindi attraversare l’Oceano Atlantico, a bordo di un pallone aerostatico, il “Washington”, da lui stesso progettato. A bordo ci sono il suo aiutante e tuttofare negro Simone e l’irlandese Harry O’Donnell, ricercato dalla polizia e scampato all’arresto proprio per essersi imbarcato sull’aerostato. Il vento, le tempeste, i pericoli dell’aria, saranno sufficienti a impedire la realizzazione del viaggio?

L’attore

Gli piace il cinema, questo è certo. Ma soprattutto gli piacciono i più famosi delitti hollywoodiani: la scena della doccia di “Psycho”, a esempio. Però, quando lui la “replica”, sotto la doccia non c’è Janet Leigh e le immagini non sono in bianco e nero. C’è una giovane donna ignara. Il sangue è rosso. E il coltello uccide realmente. Quanto al pubblico, poi, basta inserire la “nuova” scena in una normale cassetta a noleggio e aspettare che qualcuno decida di trascorrere la serata guardando un bel film… Al dipartimento di polizia di Philadelphia l’hanno soprannominato l’Attore e che sia uno psicopatico non c’è dubbio. Tuttavia c’è del metodo nella sua follia sanguinaria, un metodo che i detective Jessica Balzano e Kevin Byrne sono determinati a scoprire. Cosa non facile, perché la città intera sembra proteggere quell’assassino, come se fosse decisa a tenere ben nascosti i suoi segreti più turpi. Invece l’Attore sa tutto… Non c’è scelta: per seguirne le tracce, i due detective dovranno immergersi in un universo malato, che venera il corpo umano soltanto per corromperlo e sfruttarlo, dovranno sporcarsi le mani. E non soltanto di sangue…

Atto d’amore

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Per le strade di Houston si aggira un moderno Jack lo Squartatore, e Marvin Hanson e Joe Clark sono i poliziotti incaricati dell’indagine. Hanson in particolare, un detective nero, è disgustato dagli omicidi, dalla loro ripugnante violenza, e si dedica alla caccia con un sentimento di vendetta personale. Ma l’inchiesta è un tuffo nel dolore e nell’ambiguità, un itinerario in cui è facile perdere la ragione e trasformarsi a propria volta in ciò che più si odia.
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Atti innaturali, pratiche innominabili

minimum fax riporta in libreria un’altra strepitosa raccolta di short stories di Donald Barthelme. Questi racconti sono veri e propri classici della narrativa postmoderna: «Il pallone», per esempio, è ricordato da David Foster Wallace come «il primo racconto che mi ha fatto venire voglia di diventare uno scrittore». Lo stile di Barthelme è quello sperimentale e pirotecnico che i lettori di Ritorna, dottor Caligari già conoscono e amano; nei suoi racconti è facile trovare una metropoli contemporanea invasa dai pellerossa, un pallone aerostatico che si espande fino a coprire il cielo di Manhattan, un Esame Nazionale per gli Scrittori con tanto di diploma finale, e Bob Kennedy in mantellina nera, maschera e spada: Barthelme riesce come nessun altro a mescolare i materiali pop della cultura americana, di ridisegnare l’universo in maniera esilarante, inquietante o commovente. Con una prefazione scritta da Aimee Bender in esclusiva per questa edizione.

Attenzione, dischi volanti!

In una delle zone più deserte dell’Arizona, in un giorno d’ottobre del 1961, atterra un disco volante. Da uno degli oblò esce uno strano essere. Ha forme vagamente umanoidi, perché ha una testa, due gambe e due braccia, ma somiglia più a un vegetale che a un uomo. Il Servizio Segreto americano non riesce a capirne nulla; ma dalla Russia, dove un agente americano vive sotto falso nome, giungono informazioni: non soltanto i dischi volanti sono atterrati in Russia, ma i loro occupanti, i Marziani, vi hanno creato una base. Una scienziata russa, Vera, ha già fatto un viaggio con loro sino a Marte, per stringere fra la Russia e Marte un patto di alleanza che li renderà padroni assoluti della Terra. L’invasione è stata stabilita per il giorno di Natale del 1961. Riusciranno Marziani e Russi ad attuare il loro piano? Questo è l’interrogativo che il romanzo risolve. E lo risolve in modo vivo, interessante con un fatto nuovo ad ogni pagina e un’immagine del mondo marziano assolutamente originale.
Copertina di: Curt Caesar

Attenti Alle Rose

Sergio viene abbandonato dopo tanti anni di matrimonio dalla moglie Gianna, stanca dell’aura di indifferenza calata sul loro rapporto. Sergio è distrutto. Si lascia tentare da amori mercenari ma non si consola, perché, apparentemente, non ci può essere consolazione. Eppure, a poco a poco, qualcosa di profondo, che era come assopito, si ridesta. Sergio comincia a entrare in sintonia col mondo circostante, ed ecco allora fiorire delle “rose”, un giardino di nuove consapevolezze dove le donne appaiono a Sergio in tutta la loro forza, fragilità, il loro coraggio. E neppure il tarlo della gelosia nei confronti di sua moglie, che pure sembra dettargli atti estremi, riuscirà a uccidere quella struggente fioritura. Perché Sergio ha imparato sulla sua pelle che le donne sono dei fiori, delicati ma pungenti come e più delle rose. Pino Roveredo, in questo suo nuovo romanzo, si ricollega alle fonti della sua ispirazione: quell’anima popolare del mondo da cui discende uno stile e una lingua incantati, che vengono da lontano, da una originaria poeticità da cantastorie, che si riverbera nel suo scrivere con tonalità ora liriche, ora epiche, ora ironiche o quasi beffarde.

(source: Bol.com)

Attacco al cielo

Ventitrè anni dopo lo sbarco su Sopramondo dei laceri fuggiaschi guidati da Toller Maraquine (come narrato in Sfida al cielo, Urania 1053), il ricordo del disperato esodo dal pianeta gemello infestato dal contagio degli insidiosi ptertha inizia finalmente ad affievolirsi. Il nuovo pianeta è stato colonizzato e la vita scorre pacifica, ma un giorno compaiono in cielo strane astronavi. Giungono da Mondo, dove i superstiti sono ora immuni al veleno degli ptertha e obbediscono a un nuovo signore i cui occhi ambiziosi si sono posati su Sopramondo. E’ l’inizio di una guerra sanguinosa, combattuta fra astronavi di legno e sotto la minaccia dell’antico contagio di cui sono portatori gli aggressori di Mondo… un conflitto destinato ad attirare l’attenzione di una razza aliena dai poteri incredibili.
Copertina di Karel Thole

L’atomo infinito

Si chiude, con questo romanzo, la trilogia di Campbell i cui due primi volumi sono usciti rispettivamente nei numeri 366 e 370 di Urania. L’eroe è ancora Aarn Munro, il gioviano dalla mente sovrumana; ma agli orizzonti cosmici, avveniristici, delle sue peripezie, contrasta qui un mito antichissimo: quello dei Centauri. Sono realmente esistite queste favolose creature metà uomo e metà cavallo? E’ possibile che si trattasse in realtà di “invasori” venuti dallo spazio? E in tal caso è possibile che ritornino un giorno sulla Terra?
Copertina: Karel Thole