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Millenovecento80

Una storia livida e feroce ispirata ai delitti commessi fra gli anni Settanta e Ottanta dallo “squartatore dello Yorkshire”. Nell’inverno del 1980 il serial killer uccise la sua tredicesima vittima. Nel romanzo, il vicecapo della polizia Hunter si batte con ogni mezzo per porre fine a questa catena di omicidi infernali, ma viene trascinato in un gorgo di crudeltà, corruzione e squallore. Dopo l’incendio della sua casa, le minacce alla moglie e il voltafaccia dei colleghi, la sua ricerca diventa una questione personale di vita o di morte. Un thriller rabbioso e disturbante imperniato sulla battaglia tra due uomini disperati, entrambi determinati a distruggere l’altro.
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Millennium people

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Quando all’aeroporto di Heatrow scoppia una bomba, lo psicologo David Markham pensa che sia un ulteriore atto casuale di violenza fino a quando scopre che tra le vittime c’è anche la sua ex moglie Laura. Seguendo le piste della polizia, David decide di infiltrarsi in alcune organizzazioni di protesta per investigare sulla morte di Laura e finisce per entrare in un gruppo che, diretto dal carismatico dottor Robert Gould, sembra avere lo scopo di sollevare la docile middle class e di liberarla dai limiti che la condannano, in nome della responsabilità civica, a farsi schiavizzare da assicurazioni, scuole private, rate, pensioni. Obiettivo di Gould è far crollare la società dei consumi per realizzare un’esistenza ricca di più profondi significati.
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Millennium (Urania)

Nel cielo della California stanno per scontrarsi un DC-10 e un 747 e il destino di centinaia di persone sembra ormai segnato. Ma in un futuro lontanissimo, una speciale squadra temporale è già pronta a intervenire per recuperare i passeggeri e i membri dell’equipaggio. Le conseguenze dell’operazione potrebbero lacerare il tessuto della causalità e Louise Baltimore pensa che si debba tornare ancora una volta nel passato. Qui dovrà affrontare l’uomo chiamato Bill Smith, capo di una squadra d’investigazione che sta per scoprire una verità “impossibile” attraverso i pochi indizi disponibili sull’incidente. Il romanzo di John Varley è un affascinante esercizio sull’arte di “salvare il tempo” da cui è stato tratto l’omonimo film di Michael Anderson, con Chris Kristofferson e Cheryl Ladd.
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### Sinossi
Nel cielo della California stanno per scontrarsi un DC-10 e un 747 e il destino di centinaia di persone sembra ormai segnato. Ma in un futuro lontanissimo, una speciale squadra temporale è già pronta a intervenire per recuperare i passeggeri e i membri dell’equipaggio. Le conseguenze dell’operazione potrebbero lacerare il tessuto della causalità e Louise Baltimore pensa che si debba tornare ancora una volta nel passato. Qui dovrà affrontare l’uomo chiamato Bill Smith, capo di una squadra d’investigazione che sta per scoprire una verità “impossibile” attraverso i pochi indizi disponibili sull’incidente. Il romanzo di John Varley è un affascinante esercizio sull’arte di “salvare il tempo” da cui è stato tratto l’omonimo film di Michael Anderson, con Chris Kristofferson e Cheryl Ladd.

Millennio

Millennio non è solo l’ultima incredibile avventura dell’amato Pepe Carvalho ma anche, secondo il medesimo Montalbán, “un ansioso pellegrinaggio laico per un mondo sempre più ipocritamente religioso, nel quale vengono chiamati ogni giorno gli dei per giustificare guerre sante ed egemonie economico-militari”.
Mentre in uno dei palazzi del potere di Barcellona Pepe Carvalho viene accusato di omicidio, quest’ultimo e l’inseparabile Biscuter si sono già imbarcati, sotto i falsi nomi di Bouvard e Pécuchet, su una nave diretta a Genova. Con loro viaggia una misteriosa madame Lissieux che appena arrivati sul suolo italiano, e poco prima che i due soci si ritrovino su un’automobile con i freni manomessi, sparisce. Usciti indenni da questa prova, i nostri eroi proseguono la loro avventura verso la Grecia, ormai decisi a fare il giro del mondo. Ma qualcuno non crede che siano innocenti turisti, e il viaggio si trasforma sempre più in una fuga: attraversano l’Egitto, Israele, il Libano, la Turchia, l’Azerbaijan, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, l’Afghanistan, l’India, inseguiti da bizzarre sette religiose, dalla mafia del narcotraffico e perfino dai servizi segreti israeliani, per arrivare infine in una Kabul da poco sconvolta dalla guerra e trovarsi coinvolti nelle lotte tra etnie nemiche.
Direttamente ispiratosi a tre archetipi della tradizione romanzesca europea – ossia Il giro del mondo in ottanta giorni di Verne, il Don Chisciotte di Cervantes e Bouvard e Pécuchet di Flaubert – Montalbán supera se stesso per suspense e umorismo, eleganza e semplicità della prosa, per l’esotismo e la profonda riflessione socioculturale. Pepe Carvalho sulla via di Kabul è la prima parte di Millennio, l’ultima opera di Montalbán, il suo presagio, il suo testamento, il primo di due volumi in cui si svela finalmente la vera natura erratica di Pepe Carvalho, in fuga per il mondo, sul nascere del xxi secolo.
“Il suo vero testamento.”
“El País”

Millemondinverno 1986: 4 romanzi brevi e 14 racconti

Nel 1986, come forse già saprete, la fantascienza ha felicemente compiuto i sessant’anni di età. Sessant’anni di attività instancabile a partire dal magico numero uno di Amazing Stories nel lontano aprile 1926, durante i quali le riviste americane hanno ospitato tanti piccoli gioielli narrativi spesso inediti nel nostro Paese. In questa nuova esplorazione dei forzieri segreti della fantascienza, le sorprese non sono poche: ingegneri genetici che viaggiano per la galassia in cerca di problemi da risolvere, alieni che sanno far crescere alberi le cui foglie sono banconote da venti dollari, robot decisi a tutto pur di vendicare la cruenta scomparsa dell’uomo; oggetti d’arte moderna capaci di combinare strani effetti, congegni che riescono a destabilizzare il vocabolario di politici e militari, pianeti dove veramente non conviene desiderare la donna d’altri o dove magari si può assistere a una scena di caccia come forse l’avrebbe scritta Hemingway. E questo non è tutto. I forzieri, infatti, sono ancora stracolmi.
Indice:
Lester DEL REY – Per vendicare l’uomo (Vengeance Is Mine, 1973)
Spider ROBINSON – Due teste sono meglio di una (Two Heads Are Better Than One, 1975)
Jack VANCE – Mascherata su Dicantropus (The Masquerade On Dicantropus, 1952)
Richard COWPER – Spiaggia Paradiso (Paradise Beach, 1976)
Mariangela CERRINO – Mai verrà la notte
Philip Kindred DICK – Modello due (Second Variety, 1953)
Rudyard KIPLING – Con la posta notturna (With the Nightmail, 1905)
Michael BISHOP – Odissea di Catadonia (Cathadonian Odyssey, 1974)
Walter TEVIS – L’altro capo del filo (The Other End of the Line, 1961)
Kingsley AMIS – Hemingway nello spazio (Hemingway in Space, 1960)
Clifford Donald SIMAK – L’albero dei soldi (The Money Tree, 1958)
Christopher ANVIL – Cos’è un nome (A Rose by Other Name, 1960)
Anna Maria COSSIGA – Non desiderare la donna d’altri
Robert Franklin YOUNG – Pista spaziale (Spacetrack, 1974)
Charles Lewis GRANT – Il resto è silenzio (The Rest Is Silence, 1974)
Poul ANDERSON – Le cascate di Gibilterra (Gilbratar Falls, 1975)
Timothy ZAHN – Vittoria vuota (Hollow Victory, 1981)
George R. R. MARTIN – Manna dal cielo (Manna from Heaven, 1985)
Copertina di Karel Thole
INDICE
PER VENDICARE L’UOMO (To Avenge Man) – LESTER DEL REY
DUE TESTE SONO MEGLIO DI UNA (Two Heads Are Better Than One) – SPIDER ROBINSON
MASCHERATA SU DICANTROPUS (The Masquerade On Dicantropus) – JACK VANCE
SPIAGGIA PARADISO (Paradise Beach) – RICHARD COWPER
MAI VERRA’ LA NOTTE – MARIANGELA CERRINO
MODELLO DUE (Second Variety) – PHILIP K. DICK
CON LA POSTA NOTTURNA(With the Nightmail) – RUDYARD KIPLING
ODISSEA DI CATADONIA (Cathadonian Odissey) – MICHAEL BISHOP
L’ALTRO CAPO DEL FILO (The Other End of the Line) – WALTER S. TEVIS
HEMINGWAY NELLO SPAZIO (Hemingway in Space) – KINGSLEY AMIS
L’ALBERO DEI SOLDI (The Money Tree) – CLIFFORD D. SIMAK
COS’E’ UN NOME (A Rose by Other Name) – CHRISTOPHER ANVIL
NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI – ANNA MARIA COSSIGA
PISTA SPAZIALE (Spacetrack) – ROBERT F. YOUNG
IL RESTO E’ SILENZIO (The Rest is Silence) – CHARLES L. GRANT
LE CASCATE DI GIBILTERRA (Gilbratar Falls) – POUL ANDERSON
VITTORIA VUOTA (Hollow Victory) – TIMOTHY ZAHN
MANNA DAL CIELO (Manna from Heaven) – GEORGE R.R. MARTIN

Millemondiestate 1986: 3 romanzi brevi e 15 racconti

Sapevate che George Washington aveva come amichetta un’aliena? O che alla Miskatonic University le matricole non hanno sempre vita facile? Che a una convention di scrittori di fantascienza il calcolo delle probabilità può impazzire? Che ammazzare un nemico in guerra può significare ritrovarselo accanto come alleato i trincea? O che sul lato oscuro della luna si può sopravvivere dopo un’invasione aliena? O che fare il proprio tirocinio su una navetta di soccorso piena di extraterrestri, per il figlio di un ammiraglio xenofobo, può rivelarsi un’ardua impresa? Che un turbine di vento capriccioso – e animoso – può mettere in crisi l’amministrazione comunale di una grande città americana? Se non sapevate questo e tanto altro, dovete leggere cosa hanno scritto in proposito alcuni fra i più grandi nomi della fantascienza moderna in questa antologia che raccoglie le loro opere inedite.
Indice:
James TIPTREE jr. (ps. di Alice Bradley SHELDON) – La felicità è un’astronave calda (Happiness Is a Warm Spaceship, 1969)
Robert SILVERBERG – L’elezione (The Election, 1983)
Edmond HAMILTON – Sacrificio supremo (Sacrifice Hit, 1954)
Mark TWAIN – Una curiosa gita di piacere (A Curious Pleasure Excursion, 1874)
Daniel KEYES – Geniale follia (Crazy Maro, 1960)
Renato PESTRINIERO – Un passo alla volta
Murray LEINSTER – Lo strano caso di John Kingman (The Strange Case of John Kingman, 1948)
John VARLEY – Picnic su Lunachiara (Picnic on Nearside, 1974)
Charles Leonard HARNESS – George Washington ha dormito qui (George Washington Slept Here, 1985)
James BLISH – Niente Gioki su Marte (No Jokes on Mars, 1965)
Philip José FARMER – La matricola (The Freshman, 1979)
Fritz LEIBER – Il koami dell’uomo bianco (Endfray of the Ofay, 1969)
Sir Arthur Conan DOYLE – Orrore in quota (The Horror of the Heights, 1913)
Cordwainer SMITH – Nancy (Nancy, 1959)
Silvano BARBESTI – Pelle e ossa
Damon KNIGHT – Una storia possibile (A Likely Story, 1956)
Robert Anson HEINLEIN – La nostra bella città (Our Fair City, 1949)
Philip Kindred DICK – Il mondo di Jon (Jon’s World, 1954)
Copertina di Karel Thole

Mille piani. Capitalismo e schizofrenia

Nel 1980, quando, in Francia, Gilles Deluze e Felix Guattari diedero alle stampe la prima edizione di Mille piani, la nuova dimensione del pensiero filosofico aperta dalle riflessioni dei due pensatori fu subito evidente, anche se fu necessario ancora del tempo prima che la densità e la centralità dei temi affrontati da quest’opera venissero recepite in tutta la loro importanza. Deleuze e Guattari, con uno sforzo analitico capace di andare dritto al cuore del contemporaneo, isolarono concetti indispensabili per comprendere la realtà del mondo dopo la fine del Ventesimo secolo. Parole-chiave come “rizoma”, capace di descrivere l’orqanizzazione reticolare e la relazione comunitaria attraverso la quale viene prodotta la conoscenza; interpretazioni illuminanti dell’attuale deriva tecnologica e la conseguente possibilità di parlare di un “corpo post-organico”; l’identificazione di un apparato repressivo visto come “macchina da guerra” inglobata nel cuore delle società avanzate; la descrizione di un pensiero nomade, aperto, che procede per intersezioni… tutto questo, insieme a molti altri concetti con cui lo scenario culturale è andato familiarizzandosi fanno di “Mille piani” un punto di riferimento assoluto: l’opera filosofica che meglio identifica il nostro tempo.
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Le mille città

Torna la grande fantasy, con il terzo appuntamento del ciclo dell’Era dei Disordini, sempre a firma di Harry Turtledove. Mentre il sole splendeva alto sulle dorate cupole della città di Videssos, Abivard, generale di Makuran e figlio di Godarz, si domandava come poteva eseguire l’ordine di Sharbaraz, il Re dei Re, e distruggere l’invincibile Impero di Videssos? Ma contro tutte le aspettative l’Impero di Videssos invase Makuran. Abivard fu posto sulla difensiva, fu costretto a tornare verso casa, per scacciare gli invasori dalla favolosa terra delle Mille Città. Abivard aveva bisogno non solo delle sue più grandi abilità di condottiero, ma anche dei suoi maghi più potenti, perché nessuno immaginava che la strategia militare videssiana sarebbe stata affiancata dagli incantesimi più sofisticati. Ma inaspettatamente alcuni guerrieri Makurani tradirono Abivard, e fu la sua rovina. Per nulla scoraggiati i guerrieri makurani fedeli al loro generale giurarono di non arrendersi mai, di sovvertire ancora una volta le sorti della guerra, e sconfiggere così gli odiati Videssiani.

Le mille balle blu

È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. è questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. “Chiagne e fotte”, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni. Indro Montanelli, 2001. Un partito di Berlusconi non c’è e non ci sarà mai (13-9-1993) Io odio andare in tv (26-1-2006) I give you the salutation of my president of Republic (5-7-2004) Io sono il Gesù Cristo della politica (13-2-2006) Dimezzerò i reati in una legislatura (4-12-2000) Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta (29-3-1994) Ho dato mandato irrevocabile di vendere le mie tv (18-3-1995) Sono un grande estimatore della magistratura (10-10-1995) Nesta al Milan? Impossibile (23-8-2002) Gilardino al Milan? Sarebbe amorale (24-6-2005) Mai fatto affari con la politica (5-1-2006) Il primo a non volere la guerra in Irak è Bush (13-3-2003) Io non ho mai insultato nessuno (10-9-2005) Lei ha una bella faccia da stronza (a una signora che lo contestava, 24-7-2003).
(source: Bol.com)

Mille baci, e ancora cento

Pervaso di passione e tenerezze, forgiato da liti violente e ardenti riconciliazioni, l’amore senza tempo tra Lesbia e Catullo è sopravvissuto intatto nei versi immortali del poeta. È sua la voce che reclama tanti baci quante sono le stelle e la sabbia del deserto, che intreccia l’odio all’amore, che carezza e ferisce, che prega e accusa, sua è la voce che fino a oggi abbiamo ascoltato. Perduta, proprio come quella di tantissime donne per secoli e secoli, è invece la voce di Lesbia, nobile romana bellissima, straordinariamente anticonformista e conturbante, che qui finalmente riemerge in tutta la sua forza. Attraverso il racconto di lei riviviamo la loro intensa storia, una passione che è scoperta di assoluta libertà, superamento dei propri limiti, godimento dei piaceri del corpo e insieme profonda affinità di spirito, ma anche tormento della gelosia, infinito susseguirsi di bronci e sospetti. Sullo sfondo del clima tempestoso che nel I secolo a.C. segna il passaggio di Roma dalla Repubblica all’Impero, Laura Sciolla tratteggia con tocco sicuro – ispirandosi ai carmi di Catullo e, per le scene più erotiche, agli affreschi dell’epoca e all'”Arte di amare” di Ovidio – il legame altrettanto turbolento fra il geniale poeta e la nobildonna di stirpe antica ma d’animo modernissimo, combattuta fra il desiderio di indipendenza e il bisogno d’amare e di essere amata.
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UN MILIONE DI PORTE

Arrivato a Caledonia come attaché culturale, Giraut Leones fatica non poco ad adattarsi al frenetico ritmo di vita dei caledoniani, gente dura che pensa solo al lavoro. Rappresentante di Nou Occitan, una civiltà raffinata in cui gli uomini vivono di armi e di poesia, Giraut all’inizio è solo un innamorato deluso che cerca di dimenticare i suoi guai. Ma all’alba di una conquista scientifica rivoluzionaria, il volo spaziale istantaneo, sul pianeta si scatenano interessi contrastanti e intrighi pericolosi in cui Giraut sarà coinvolto suo malgrado. E molte cose cambieranno per lui e per il suo nuovo mondo…
Copertina: Maurizio Manzieri

Un milione di domani

Nel 22esimo secolo, la scienza ha vinto il problema dell’invecchiamento. Basta un’iniezione, e si diventa quasi immortali. Ma un simile miracolo ha un prezzo piuttosto alto per la popolazione maschile: fa diventare impotenti. E prima di entrare nella categoria dei disattivati, dei freddi, gli uomini ci pensano settanta volte sette, in genere preferiscono aspettare fino all’ultimissimo momento. Finché a Will Carewe, impiegato presso il grande complesso chimico che produce la droga dell’immortalità, si offre un’occasione unica: quella di fare da cavia per un nuovo, rivoluzionario prodotto che non ha nessun effetto collaterale, nessuna conseguenza sul piano sessuale. Chi direbbe di no? Solo che la vita di una cavia si rivela presto molto pericolosa, le conseguenze dell’esperimento possono essere ben più inaspettate e misteriose e tutto può finire con un raffreddamento, definitivo, sottoterra
Copertina di Karel Thole

Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre

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L’autore riconosciuto del termine “mignottocrazia” finalmente ci svela cosa realmente intenda con questa definizione ormai entrata nel lessico politico-giornalistico dell’Italia di oggi, e quali prove abbia a disposizione per confermare la sua “ardita” tesi. Sulle prove documentali, in verità, Guzzanti ha dovuto faticare poco. La realtà della cronaca è sotto gli occhi di tutti. È probabile che, nel periodo in cui questo volume sarà sugli scaffali delle librerie, altre “testimonianze” usciranno a completamento del quadro. Per esempio, ci suggerisce l’autore, su quel nuovo palcoscenico delle “festazze” berlusconiane che pare sia il castello romano di Tor Crescenza, ennesimo luogo di delizie del Leader accanto alla leggendaria Villa Certosa, Arcore, o Palazzo Grazioli.
Ma Guzzanti ci vuole offrire uno sguardo più ampio, una visione d’insieme.
Questo, in realtà, è un saggio che interpreta gli ultimi vent’anni di storia del nostro Paese attraverso il ruolo, la fisionomia e l’immagine delle donne. Una categoria, quella del femminile, sempre essenziale per capire le evoluzioni di una società. Ma per l’Italia di questi decenni piuttosto sciagurati, assolutamente fondamentale, decisiva.
«In Italia e soltanto in Italia i cingolati berlusconiani, seguiti da truppe col lanciafiamme, avrebbero disttrutto tutto ciò che era stato costruito: la libertà e la dignità delle donne sarebbero state massacrate, ridotte al rango di mignotte vere o in lista d’attesa, gestite da agenzie specializzate in mignotteria televisiva o politica, da accompagnamento o da letto, da spot o da Consiglio regionale, da carriera governativa o da cena di gruppo».
È il semplice e drammatico assunto di questo libro.
Un concetto chiarito e precisato da una riflessione di Francesco Cossiga: «Anche ai nostri tempi di democristiani e socialisti, ma anche di comunisti, c’erano quelli che avevano le amanti e che elargivano compensi che andavano dal filo di perle alla pelliccia, fino all’appartamento o alla barca: ma a nessuno sarebbe passato per la mente di mettere un’amante sui banchi di Montecitorio portandola come un trofeo e magari facendola ministra».
Un’avvertenza: questo è un libro feroce. Che non risparmia niente a nessuno. Ma niente affatto cinico. Comincia con una scena d’amore. Ma è l’amore di un padre per una figlia, una figlia appena nata che il padre tiene delicatamente fra le braccia e alla quale promette un mondo nuovo e diverso. Poi la storia è andata in un altro modo, in un’altra direzione.
«Si esce dal Paese dei Balocchi con certificati di benemerenza, con piccoli regali, con una promozione, con una disfatta. Ma il potere della corruzione sulle giovani ragazze si dilata, diventa un modo di fare accettato e anzi esaltato. È il mio stile di vita, dice Berlusconi. Ed è diventato purtroppo anche lo stile di vita degli italiani e delle italiane assuefatti e adoranti. La mignottocrazia è un sistema basato sulla corruzione morale».