51105–51120 di 72034 risultati

La contessa di Ascot

John Morìay si imbatte accidentalmente in un mistero che sembra insolubile. È vero che Morìay è abituato agli enigmi, ma di solito si tratta di complicati affari finanziari. Questa volta il mistero riguarda la contessa Pioli, ben nota sui campi di Ascot. Come mai la bella contessa non possiede niente di suo, mentre l’ex cameriera di sua madre, la signora Carawood, interpreta la parte della ricca signora? Come in tutti i migliori romanzi di Edgar Wallace, ex carcerati, bricconi gentiluomini, mistero, amore e denaro sono tutti elementi che si intrecciano in un complicato inviluppo per creare un romanzo di altissima tensione.
**
### Sinossi
John Morìay si imbatte accidentalmente in un mistero che sembra insolubile. È vero che Morìay è abituato agli enigmi, ma di solito si tratta di complicati affari finanziari. Questa volta il mistero riguarda la contessa Pioli, ben nota sui campi di Ascot. Come mai la bella contessa non possiede niente di suo, mentre l’ex cameriera di sua madre, la signora Carawood, interpreta la parte della ricca signora? Come in tutti i migliori romanzi di Edgar Wallace, ex carcerati, bricconi gentiluomini, mistero, amore e denaro sono tutti elementi che si intrecciano in un complicato inviluppo per creare un romanzo di altissima tensione.

La contessa delle Tenebre

Parigi, 1795. Marie Thérèse Charlotte di Borbone da tre anni vive rinchiusa fra le mura della Torre del Tempio, imprigionata dai rivoluzionari francesi. Ha visto morire, uno dopo l’altro, tutti i suoi familiari e ha subito la più tremenda delle umiliazioni: lo stupro; teme di non avere alcuna via d’uscita quando le viene proposta la liberazione, in cambio di dodici prigionieri di guerra.
La stessa sera, mentre si sta svagando con partite a carte e prostitute, Leonardus Cornelius Van der Valck riceve la visita di un nobile austriaco che gli fa un’offerta che non può rifiutare: l’imperatore in persona gli chiede di prendere sotto la propria custodia la cugina, unica superstite della famiglia reale francese. Ma c’è un problema: l’affascinante e scaltro libertino dovrà sposare la ragazza, rimasta incinta durante la prigionia.
Riusciranno due persone tanto diverse a fidarsi l’una dell’altra? E Charlotte saprà superare il trauma della violenza subita, per aprire il suo cuore all’amore vero?
Scottanti passioni, rapimenti, scambi di persona e intrighi politici si susseguono per dare vita a un romanzo in cui amore e coraggio accompagnano il lettore, pagina dopo pagina.
(source: Bol.com)

Il conte di Beaconswood

Julia Maynard non avrebbe mai creduto di diventare un giorno il miglior partito in società.
I corteggiatori della sua eredità si sono moltiplicati come mosche sul miele e ora lei non deve fare altro che scegliere chi sposare: il caro Augustus, il gentile Malcolm o il fedele Lesley?
A tentarla però è il superbo e sensuale Frederick, il cui sguardo, fascino e abilità in materia d’amore non smettono di tormentarla.
Ma potrà lei davvero diventare la moglie dell’arrogante conte di Beaconswood?

Il console

“Un libro che andrebbe fatto leggere nelle scuole” La Lettura “Un libro da consigliare a chi non vuol capire che i cambiamenti ci saranno sempre” QN Sono i tempi turbolenti e controversi di Nerone, Roma ha già subito l’incendio di cui è stato accusato lo stesso imperatore, che a sua volta ha fatto ricadere la colpa sui cristiani. In quegli anni, un uomo ormai anziano, console per tre anni consecutivi sotto Tiberio e poi governatore in Samaria, scrive una lunga lettera alla sorella, l’amata Drusilla che vive nella lontana Britannia, per raccontarle di un incontro avvenuto trent’anni prima con una schiava arrivata dalla Giudea, terra di paesaggi infiniti oltre i quali la mente spazia in un oceano di sogni e dove può nascere un uomo chiamato Gesù. La schiava gli viene offerta durante la sua permanenza a Capri, dove Tiberio si è ritirato, e la notte che trascorre con quella donna diversa da tutte le altre, una notte straordinaria capace di sovvertire i suoi pensieri, rimane chiusa nel sarcofago della sua memoria, fino al momento in cui disseppellirla diventa una necessità. ‘Dopo essermi perso in mille discorsi, sorella mia, resta un’unica verità: sento che il mio destino è legato a quella schiava, al suo ricordo. Altro non so dire.’ Ma non è tanto la schiava a rendere il console così profondamente inquieto: è quello che lei, con la sua storia di donna che ha incontrato il Cristo e ne è rimasta sconvolta e affascinata, gli ha fatto capire con una chiarezza estrema. Il mondo in cui ha creduto e ancora crede è arrivato alla fine e sta per aprirsi una nuova era. E proprio questa inquietudine getta luce su quello che è stato un cruciale periodo di transi­zione, come lo è drammaticamente anche il nostro.

(source: Bol.com)

Il consiglio dei quattro (eNewton Zeroquarantanove)

Ancora una volta i tre Giusti, Poiccart, Manfred e Gonsalez, si trovano ad affrontare un caso che darà loro del filo da torcere e che si rivela subito carico di pericoli, tanto che già nelle prime pagine rischiano l’arresto. Chi è il misterioso personaggio che interviene a trarli d’impaccio, e che, in questa avventura, diventerà il «quarto Giusto»? La fortuna sembra volgere le spalle ai Giusti, e a un certo punto Manfred si avvia verso il patibolo. Riusciranno i suoi compagni a escogitare un sistema per salvarlo?
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
**
### Sinossi
Ancora una volta i tre Giusti, Poiccart, Manfred e Gonsalez, si trovano ad affrontare un caso che darà loro del filo da torcere e che si rivela subito carico di pericoli, tanto che già nelle prime pagine rischiano l’arresto. Chi è il misterioso personaggio che interviene a trarli d’impaccio, e che, in questa avventura, diventerà il «quarto Giusto»? La fortuna sembra volgere le spalle ai Giusti, e a un certo punto Manfred si avvia verso il patibolo. Riusciranno i suoi compagni a escogitare un sistema per salvarlo?
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Considera l’aragosta

Ritorna lo scrittore più originale degli Stati Uniti, la penna più folle e coraggiosa degli ultimi anni. Non solo autore di grandi opere narrative, ma anche – come nel caso di questo libro – osservatore finissimo, dotato di uno sguardo totale capace di attraversare un continente immenso per dimensioni e complessità e restituirne ogni dettaglio, ogni voce, ogni piega di dolore e di significato. Raccontare l’11 settembre, o l’ascesa della tennista Tracy Austin; analizzare l’ironia di Kafka o riflettere sul tragico destino delle aragoste; recarsi agli Oscar del cinema porno o unirsi alla carovana mediatica di un avversario di Bush nelle primarie repubblicane oppure seguire un talk-show reazionario: in questi scritti che vanno dal reportage all’indagine colta, dal pezzo di costume al diario intimo, Wallace ascolta la voce profonda dell’America rivelandosi un geniale pittore dell’ipermoderno e della cultura pop.

Il conservatore

Mehring è un afrikaner di mezza età che ha acquistato una fattoria nei pressi di Johannesburg per trascorrervi il tempo libero dagli affari. Qui si verificano episodi di violenza, omicidi e aggressioni, disastri quali incendi o inondazioni, qui si tocca con mano la miseria dei poveri, ma per lui la sola cosa che conti è continuare indisturbato la vita del gentiluomo di campagna…Un ricco uomo d’affari bianco e una fattoria nel Sudafrica dell’apartheid. Il ritratto di un conservatore e di una società che vuole conservarsi.
(source: Bol.com)

La conquista

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DEL NUOVO ROMANZO Disarm Series Sexy, romantico, unico Un successo internazionale Una trilogia bollente, piccante… rovente! Elsie Sherman ha ventisei anni e da sempre è innamorata del migliore amico di suo fratello, Henry. Erano vicini di casa e sono praticamente cresciuti insieme, ma Henry l’ha sempre trattata come una sorellina minore, proteggendola e prendendosi cura di lei… Elsie ne ha sofferto molto, ma ormai è passato tanto tempo: la loro vita è cambiata – lui è diventato un capitano dell’Aeronautica e lei una web designer – ed Elsie si è rassegnata al fatto che non potrà mai avere con Henry nient’altro che una grande, bellissima amicizia. Finché una sera, pochi giorni prima della partenza di lui per una missione in Afghanistan, Elsie scopre che anche Henry è sempre stato attratto da lei. E a quel punto la passione, per tanto tempo repressa, esplode fragorosamente e divampa fino a oltrepassare ogni limite… Impossibile resistere al fuoco della passione ‘Bollente, eccitante.’ MsRomantic Reads ‘Fidatevi, non potrete farne più a meno.’ Three Chicks and Their Books ‘Un romanzo sexy, travolgente.’ The Book Whisperer June GrayÈ autrice di diverse serie di romanzi erotici. La Newton Compton ha già pubblicato La conquista e L’abbandono, primi volumi della trilogia The Disarm. Ama spezzare il cuore delle sue lettrici e poi incollarne i pezzi.

(source: Bol.com)

La conquista dell’America. Il problema dell’altro

Nel secolo che segue il primo viaggio di Cristoforo Colombo, le regioni dei Caraibi e del Messico sono lo scenario di avvenimenti fra i più sconvolgenti della storia degli uomini.
Tzvetan Todorov ripercorre quelle vicende, leggendole – attraverso le più famose cronache e relazioni di Cortés, Las Casas, Durán, Sahagún – non tanto quanto incontro-scontro fra due civiltà, quanto come scoperta e impatto con l’«altro».

La congiura dei Pazzi. Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici

Nel 1478 Firenze, capitale dell’umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico, ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, durante la messa avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo pur ferito riesce a salvarsi, suo fratello Giuliano muore sotto i colpi dei congiurati.
La vendetta scatta fulminea e inesorabile. I cospiratori vengono impiccati ed esposti alle finestre del Palazzo della Signoria. Ha inizio la totale rovina dei Pazzi. Quanti di loro non vengono giustiziati devono cambiare nome e restare in esilio per restare in esilio per sempre, gli emblemi di famiglia vengono distrutti, i beni confiscati.
Lauro Martines, autorevole studioso del Rinascimento, racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.

Confessioni di un marxista irregolare nel mezzo di una ripugnante crisi economica europea (AD Vol. 26)

Nel 2008, il capitalismo ha subito la sua seconda grande contrazione a livello mondiale, causando una reazione a catena che ha sprofondato l’Europa in una spirale recessiva che sta tuttora minacciando gli europei con un vortice di depressione permanente, cinismo, disintegrazione e misantropia. L’attuale crisi europea non è solamente una minaccia per i lavoratori, per gli spossessati, per i banchieri, per gruppi particolari, classi sociali o persino nazioni. No, l’attuale atteggiamento dell’Europa pone una seria minaccia alla civiltà così come noi oggi la conosciamo. Se la mia prognosi è corretta, e la crisi europea non è solamente un’altra caduta ciclica che verrà presto superata nel momento in cui i tassi di profitto aumenteranno in seguito all’inevitabile caduta dei salari, la questione all’ordine del giorno per i pensatori radicali è questa: dovremmo accogliere questo stallo totale del capitalismo europeo come un’opportunità per rimpiazzarlo con un sistema migliore? O dovremmo esserne talmente preoccupati da intraprendere una campagna per stabilizzare il capitalismo europeo? La crisi europea è, per come la vedo, gravida non di potenziali alternative progressiste, ma di forze radicalmente regressive che avrebbero la capacità di causare un bagno di sangue umanitario estinguendo la speranza di qualsiasi azione progressista per generazioni a venire.
**
### Sinossi
Nel 2008, il capitalismo ha subito la sua seconda grande contrazione a livello mondiale, causando una reazione a catena che ha sprofondato l’Europa in una spirale recessiva che sta tuttora minacciando gli europei con un vortice di depressione permanente, cinismo, disintegrazione e misantropia. L’attuale crisi europea non è solamente una minaccia per i lavoratori, per gli spossessati, per i banchieri, per gruppi particolari, classi sociali o persino nazioni. No, l’attuale atteggiamento dell’Europa pone una seria minaccia alla civiltà così come noi oggi la conosciamo. Se la mia prognosi è corretta, e la crisi europea non è solamente un’altra caduta ciclica che verrà presto superata nel momento in cui i tassi di profitto aumenteranno in seguito all’inevitabile caduta dei salari, la questione all’ordine del giorno per i pensatori radicali è questa: dovremmo accogliere questo stallo totale del capitalismo europeo come un’opportunità per rimpiazzarlo con un sistema migliore? O dovremmo esserne talmente preoccupati da intraprendere una campagna per stabilizzare il capitalismo europeo? La crisi europea è, per come la vedo, gravida non di potenziali alternative progressiste, ma di forze radicalmente regressive che avrebbero la capacità di causare un bagno di sangue umanitario estinguendo la speranza di qualsiasi azione progressista per generazioni a venire.

Confessioni di un ciclista mascherato

L’autore di questo libro è un corridore di alto livello, che ha preso parte con successo a tutti i grandi Giri – Francia, Italia, Spagna -, alle Olimpiadi e a tutte le classiche più importanti. Ha raccontato la sua storia ad Antoine Vayer, ex allenatore professionista, ora giornalista di spicco, già collaboratore di *Le Monde* e* Libération*, considerato uno dei più grandi conoscitori di questo mondo. Il motivo per cui il ciclista deve restare anonimo è facile: è ancora in attività e non vuole restare disoccupato. Perché quel che racconta non fa piacere a nessuno.
Un girone infernale, così viene descritto il sistema del ciclismo professionistico. Il carrozzone festante delle gare, i tifosi lungo le strade e tutta l’epica che accompagna le tappe sono solo uno scenario, dietro cui si svolgono i veri giochi. Molto di quello che va in scena è concordato, sia all’interno delle squadre che tra corridori di squadre avversarie. I ruoli, dal leader al gregario alla nuova promessa, e a volte i risultati, sono spesso assegnati preliminarmente e ben poco è lasciato al caso. I ciclisti, vittime e complici di questo sistema, sanno che la carriera ad alti livelli dura poco, un anno vale due per loro, e che non ci vuol molto a venire estromessi dal gioco e perdere valore. Per questo la concorrenza è spietata e ogni atleta è disposto a qualunque sacrificio per restare al top. Vita famigliare, divertimento, vacanze, amicizie, la vita del ciclista è una rinuncia continua. Compresa la salute, perché il doping è dato per scontato da tutti, ciclisti, manager, sponsor. Sono gli stessi che, quando qualcuno viene beccato, gridano allo scandalo.
Non lascia nulla all’immaginazione, l’autore. Con aneddoti personali e una scrittura diretta che chiama le cose con il loro nome, prende forma un mondo oscuro fatto di scommesse, compravendite – si impara anche a leggere certi gesti che si vedono tra i ciclisti nelle grandi gare – enormi e non sempre puliti giri di soldi, egoismi, ipocrisie, invidie. E molta paura.
**
### Sinossi
L’autore di questo libro è un corridore di alto livello, che ha preso parte con successo a tutti i grandi Giri – Francia, Italia, Spagna -, alle Olimpiadi e a tutte le classiche più importanti. Ha raccontato la sua storia ad Antoine Vayer, ex allenatore professionista, ora giornalista di spicco, già collaboratore di *Le Monde* e* Libération*, considerato uno dei più grandi conoscitori di questo mondo. Il motivo per cui il ciclista deve restare anonimo è facile: è ancora in attività e non vuole restare disoccupato. Perché quel che racconta non fa piacere a nessuno.
Un girone infernale, così viene descritto il sistema del ciclismo professionistico. Il carrozzone festante delle gare, i tifosi lungo le strade e tutta l’epica che accompagna le tappe sono solo uno scenario, dietro cui si svolgono i veri giochi. Molto di quello che va in scena è concordato, sia all’interno delle squadre che tra corridori di squadre avversarie. I ruoli, dal leader al gregario alla nuova promessa, e a volte i risultati, sono spesso assegnati preliminarmente e ben poco è lasciato al caso. I ciclisti, vittime e complici di questo sistema, sanno che la carriera ad alti livelli dura poco, un anno vale due per loro, e che non ci vuol molto a venire estromessi dal gioco e perdere valore. Per questo la concorrenza è spietata e ogni atleta è disposto a qualunque sacrificio per restare al top. Vita famigliare, divertimento, vacanze, amicizie, la vita del ciclista è una rinuncia continua. Compresa la salute, perché il doping è dato per scontato da tutti, ciclisti, manager, sponsor. Sono gli stessi che, quando qualcuno viene beccato, gridano allo scandalo.
Non lascia nulla all’immaginazione, l’autore. Con aneddoti personali e una scrittura diretta che chiama le cose con il loro nome, prende forma un mondo oscuro fatto di scommesse, compravendite – si impara anche a leggere certi gesti che si vedono tra i ciclisti nelle grandi gare – enormi e non sempre puliti giri di soldi, egoismi, ipocrisie, invidie. E molta paura.

Confessioni di un artista di merda

Con una galleria di personaggi magnificamente dipinti, Dick ci porta nella California della fine degli anni Cinquanta, dove si muovono quattro grandi protagonisti: Fay Hume, una donna bella, aggressiva e materialista; il marito Charles, un self-made man che possiede una casa di lusso e una proprietà di dieci acri, totalmente incapace di rapportarsi con la moglie; Nathan Anteil, un giovane e smarrito intellettuale; infine il fratello di Fay, Jack Isidore, l’artista del titolo, il personaggio più affascinante del romanzo. Jack è un collezionista di vecchie riviste di fantascienza, crede negli ufo, in Atlantide, nella Terra Cava, nelle percezioni extrasensoriali e nell’imminente fine del mondo. Isidore è davvero, come in seguito lo descrisse Dick, “uno degli stupidi amati da Dio’, “eroe’ di un toccante romanzo in bianco e nero che anticipa una sensibilità che oggi ritroviamo in film come L’uomo che non c’era dei fratelli Coen, in cui un’epoca, il delicato tramonto degli anni Cinquanta, viene riscoperta attraverso lo smarrimento sbigottito dell’individuo di fronte alla Storia e alla vita.

(source: Bol.com)

Le confessioni di Max Tivoli

Max Tivoli nasce nel 1871 a settant’anni, quindi sa che morirà nel 1941 – e ha sempre sotto gli occhi la fatidica scadenza, incisa su una catenella d’oro. Siamo di fronte a un personaggio quanto meno insolito, e indimenticabile – una volta tanto questi attributi vanno presi alla lettera –, come è indimenticabile la sua voce, che rapisce fin dalle prime parole di queste ”Confessioni”. Chi è, o meglio che cos’è Max Tivoli? Difficile dirlo, perché in realtà ‘non c’è nome per quello che è’, per chi, come lui, viene al mondo ‘dalla fine della vita’. Ma che razza di maledizione è diventare giovani, sempre più giovani, col passare del tempo? Scoprire, ad esempio, il sesso con il fisico di un cinquantatreenne e l’esperienza di un castissimo diciassettenne? Se si invecchia dentro e ringiovanisce fuori, la presunta simmetria della vita, l’ordine stesso delle cose risultano invertiti. E Max è destinato a quella cosa stupida, e stupenda, che è dissipare la vita per amore. Per ben tre volte e in tre modulazioni – paterna, romantica (intorno al 1906, per una breve stagione, l’età reale e quella apparente coincidono) e filiale – avrà modo di amare, sempre invano, la donna della sua vita, che non lo riconosce mai come persona né, poiché rincorre un altro sogno, riconosce in lui la persona da amare. Come ogni grande mostro della letteratura – da Dracula a Dorian Gray –, Max Tivoli rispecchia quel ‘mostro segreto’ che è in noi. E le sue ”Confessioni”, ha scritto John Updike, ‘hanno il fulgore della poesia e il richiamo incantatorio del dolore’.
(source: Bol.com)

Condominium

Condominio, spiega il dizionario, è “la coesistenza di più proprietari in una stessa casa d’abitazione: ognuno è proprietario singolo del suo appartamento e proprietario comune di scale, ingresso, tetto, tubature, fognature, eccetera”. Ciò che il dizionario non spiega è come sia possibile questa coesistenza, ma ognuno sa che le cose non vanno lisce neanche quando il condominio sia limitato a una ventina di appartamenti. Nel gigantesco Condominium londinese in cui si svolte il romanzo di Ballard gli appartamenti sono un migliaio. Che cosa ne risulterà? Chi ha letto Vento dal nulla o Deserto d’acqua o Terra bruciata sa che J. G. Ballard è uno specialista di orrende catastrofi naturali. Qui il tipo di catastrofe sarà naturalmente diverso. Ma non meno orribile.
Copertina di Karel Thole