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Coriolano della Floresta

Dalle scalinate romane di Trinità dei Monti alle stradine di Napoli, dai boschi siciliani ai sotterranei e ai palazzi di Palermo continua la saga dei Beati Paoli.

A cinquant’anni dalle vicende del romanzo che rese famoso Luigi Natoli, la setta degli incappucciati continua ad agire nel buio dei sotterranei e dei vicoli di Palermo.

Sarà l’amore tragico e contrastato tra il giovane Cesare Brancaleone, valoroso ma di oscure origini, e la bella e nobile Giovanna Oxorio a far tornare sulla scena gli adepti della setta in difesa dei due giovani, vittime inconsapevoli di un sanguinoso intreccio di passioni e vendette familiari.

Al loro fianco si ergono quali paladini della giustizia i due indimenticabili protagonisti dei ”Beati Paoli”: Blasco di Castiglione e Coriolano della Floresta, vecchi compagni di avventure ancora una volta insieme nella eterna lotta tra il bene e il male.

Sullo sfondo di una Palermo settecentesca bellissima e decadente, si conclude con questo romanzo la saga dei Beati Paoli.

NOTE
Luigi Natoli, di famiglia messinese, nacque a Palermo nel 1857. Fu narratore, letterato e giornalista fecondo e brillante. La sua produzione letteraria è vasta e spazia dalla narrativa, alla storia, alla poesia.

(source: Bol.com)

Corella. L’ombra del Borgia

Con una scrittura avvolgente e raffinata, Federica Soprani ci guida attraverso la vita di Michele Corella, protagonista di un’avventura tanto grandiosa quanto effimera: l’ascesa e la caduta di Cesare Borgia. Micheletto, vissuto all’ombra del Valentino fino a diventare il custode dei suoi sogni, ci restituisce le vicende dei Borgia tra guerre, intrighi, tradimenti e delitti in un susseguirsi di grandezza e miseria che trascende la storia. Alla fine, non più protetto dal nome dei Borgia, non più tenuto a preservare la loro ambizione, Corella farà i conti con la propria vita e le proprie scelte.

Il Coraggio Di Rischiare

E’ una missione pericolosa, oltre che segretissima, quella che Allie Hayden ha organizzato. Ma lei è convinta che il legame affettivo con la sua bisnonna, cui è “dedicato” il viaggio, le darà la forza di superare qualsiasi difficoltà. Il pericolo è dietro l’angolo…

Una coppia perfetta

Tra i tantissimi ammiratori di Joe R. Lansdale esiste uno ‘zoccolo duro’ che, pur amando tutta la produzione del grande texano, ha sempre avuto un debole per la serie di romanzi che hanno per protagonisti Hap (bianco, liberal e donnaiolo) e Leonard (nero, conservatore e gay). Da Una stagione selvaggia a Sotto un cielo cremisi, i due detective dai metodi a volte spicci ma dall’etica (a loro modo) immacolata sono passati per ogni sorta di avventura, uscendone spesso malconci, sempre ilari e innamorati della loro vita e del loro mondo. La stessa cosa che accade in queste tre novelle: Le iene, Veil in visita e Una mira perfetta. Altrettanti gioielli, nei quali Hap e Leonard devono vedersela con una banda di rapinatori senza scrupoli, con la Dixie Mafia, con gli spacciatori di crack. E con la legge, sempre meno propensa a tollerare che i casi loro assegnati finiscano regolarmente in una ridda di liti, scazzottate, sparatorie.

(source: Bol.com)

Copio, dunque sono

Scritto con la collaborazione di Federico Capitoni, Federica Forte e Gabriele Niola. La rivoluzione digitale ha rivoltato come un guanto il mercato discografico; nessun altro ambito è stato modificato cosi profondamente da Internet ed elettronica. Vinili, mangiadischi, impianti hi-fi, nastri magnetici, walkman, oggetti feticcio amati da intere generazioni sono stati progressivamente messi all’angolo dall’avvento del digitale. “Copio, dunque sono” traccia un’antropologia del consumo musicale dai primi fonografi ai giorni nostri, raccontando di come la musica sia stata sottratta alla strada per essere inscatolata nelle nostre case, e poi alla strada sia tornata, fluendo su agili supporti portatili. C’è la nascita dei CD, della digitalizzazione che ha spodestato il concetto di “copia originale”, di Internet, dei file mp3; c’è la rivoluzione elettronica che ha cambiato per sempre il nostro modo di acquistare, di consumare, di percepire, di conservare, ma anche di fare musica. E una richiesta di sopravvivenza, nelle piccole riserve indiane dei negozi di dischi, in nome del caro vecchio analogico.
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### Sinossi
Scritto con la collaborazione di Federico Capitoni, Federica Forte e Gabriele Niola. La rivoluzione digitale ha rivoltato come un guanto il mercato discografico; nessun altro ambito è stato modificato cosi profondamente da Internet ed elettronica. Vinili, mangiadischi, impianti hi-fi, nastri magnetici, walkman, oggetti feticcio amati da intere generazioni sono stati progressivamente messi all’angolo dall’avvento del digitale. “Copio, dunque sono” traccia un’antropologia del consumo musicale dai primi fonografi ai giorni nostri, raccontando di come la musica sia stata sottratta alla strada per essere inscatolata nelle nostre case, e poi alla strada sia tornata, fluendo su agili supporti portatili. C’è la nascita dei CD, della digitalizzazione che ha spodestato il concetto di “copia originale”, di Internet, dei file mp3; c’è la rivoluzione elettronica che ha cambiato per sempre il nostro modo di acquistare, di consumare, di percepire, di conservare, ma anche di fare musica. E una richiesta di sopravvivenza, nelle piccole riserve indiane dei negozi di dischi, in nome del caro vecchio analogico.

Conversazioni Sulla Cultura Russa

Dal 1986 al 1991, Lotman progettò una serie televisiva intitolata “Conversazioni sulla cultura russa” dedicata alla storia della cultura sovietica, che venne trasmessa dal canale russo “Kultura” alla fine degli anni novanta. Sei cicli per un totale di ventidue lezioni, che affrontano un periodo cruciale della vita russa, e cioè quello che va dall’inizio del XVIII secolo fino agli ultimi anni dell’età di Puskin e dei decabristi, e che con il tono della conversazione intrecciano questioni culturali, racconti autobiografici e citazioni letterarie.

Conversazioni

Come nasce la poesia? Di quale misterioso lavoro è l’esito? E qual è il suo compito? Chiunque si sia posto, almeno una volta, domande del genere potrà finalmente trovare in queste interviste – che coprono l’intero arco della vita di Brodskij in esilio, dall’inizio degli anni Settanta fino a poche settimane prima della morte improvvisa, avvenuta a New York nel 1996 – risposte di un’audace limpidezza. Scoprirà così che la poesia è «uno straordinario acceleratore mentale», «lo scopo antropologico, o genetico» della nostra specie, e che non vi è strumento migliore per «mostrare alla gente la visione reale della scala delle cose». Scoprirà, poi, che quelli che ha sempre ritenuto imperscrutabili artifici tecnici – gli schemi metrici ad esempio – sono in realtà «formule magiche», «magneti spirituali», capaci di incidere profondamente sulla poesia, al punto che un contenuto moderno espresso secondo una forma fissa (un sonetto, per intenderci) può sconvolgere quanto «una macchina che sfreccia contromano in autostrada». Per di più Brodskij sa illuminare anche il lavoro dei poeti che amava – Auden, Frost, Kavafis, Mandel’štam, Achmatova, Cvetaeva, Miłosz, Herbert, per limitarci ai contemporanei – con una lucidità mai disgiunta da una vibrante partecipazione: «Non mi capita spesso di leggere qualcosa che mi dia una gioia così intensa come quella che mi dà Auden. È vera gioia, e con gioia non intendo un semplice piacere, perché la gioia è qualcosa di molto oscuro». Sicché queste conversazioni varranno anche come una guida alla migliore poesia: quell’«impresa estetica» capace di raffrenare la «nostra bestialità».

Controfigura per un rapimento

Ames Coryell, vicepresidente di un’affermata agenzia pubblicitaria, è appena tornato dalle vacanze estive, con la famiglia, nel Maine. Messa a letto la figlioletta, però, si rende conto che sua moglie Leona si è letteralmente dissolta nel nulla. Sconvolto, inizia a cercarla nella notte e scopre che anche il suo vicino di casa è scomparso. E quando quest’ultimo viene trovato agonizzante, la testa fracassata, per la polizia l’indiziato numero uno è proprio Ames. Qualsiasi cosa stia accadendo, Ames deve trovare la soluzione del mistero, e in fretta…

Contro(la)natura. Perché la natura non è buona né giusta né bella

La natura è una grande macchina che produce vita e morte. Dall’infinitamente piccolo (i batteri) all’infinitamente grande (le galassie), si nasce e si muore ed è solo una questione di tempo. Se usiamo con disinvoltura l’aggettivo “naturale”, in realtà su questa macchina abbiamo ancora molto da imparare e da capire. A cominciare dal fatto che la natura non è buona né giusta né bella. Questi sono giudizi e proiezioni umani. La natura di noi non si cura. E quando la si usa per giustificare comportamenti, opinioni, valori si producono errori e talvolta tragedie. Combinando attualità e filosofia, il libro affronta con stile caustico e dissacrante tutti i temi più controversi – dal nostro rapporto con le tecnologie ai paradossi del cibo a Km zero e delle terapie naturali, fino alla nascita dell'”ambientalista collettivo” e alle applicazioni scellerate del principio di precauzione – in un capovolgimento di prospettiva che ci induce a riflettere su quello che intendiamo per natura.
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Contro l’antimafia

Matteo Messina Denaro, l’invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un’agguerrita lettera di resa. Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l’antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all’antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai «progetti per la legalità» alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c’è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti. Non è più questione di «professionisti dell’antimafia»: oggi comanda un’oligarchia dell’antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l’immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio. Contro l’antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l’atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell’onestà intellettuale, dell’impegno e della fatica.
(source: Bol.com)

Contro il male

Burke, dato per morto da amici e nemici di New York, è nascosto a Seattle. Ha bisogno di soldi e accetta di mettersi sulle tracce di una ragazzina svanita nel nulla. Il padre, un architetto di grido ex hippy, è disposto a far di tutto per riaverla. Nella sua ricerca incontra un gruppo di “terroristi contro il dolore”, pronti a mettere ospedali a ferro e fuoco e a rapinare ambulanze purché a malati cronici o terminali venga garantito il diritto di non soffrire. Fino al ricorso all’eutanasia. Burke, diventato loro alleato, trova più di una verità. Non ultima quella sulla ragazza scomparsa.
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Contro il cinema

Carmelo Bene (1937-2002) non è stato soltanto la figura più straordinaria del teatro italiano. Nel suo eclettismo, e nella sua infaticabile ricerca di nuove forme d’espressione, ha anche attraversato come una meteora il nostro cinema. Cinque lungometraggi, tra il 1968 e il 1973, inclassificabili e geniali, una ”parentesi” rinnegata che ha lasciato un segno sotterraneo fino a noi. In quegli anni, e subito dopo, Bene ha portato il cinema ai suoi limiti, liberandolo dalla tirannia del racconto e della comunicazione. Qui vengono raccolte le interviste più significative che Bene ha concesso commentando il proprio cinema e quello degli altri: un’esplosione di invenzioni teoriche, paradossi, definizioni fulminanti, in una lotta accanita e autodistruttiva con l’interlocutore e con gli spettatori.
(source: Bol.com)

Contratto d’amore

Doveva immaginare che era una trappola. Non le era bastata l’esperienza con l’ex fidanzato che, a un mese dal matrimonio, l’aveva sostituita con un’altra? Adesso Stefanie frequenta solo il “vecchio” amico Quinn, da cui accetta anche un invito a cena. In realtà, lui vuole chiederle una cosa importante. “Mi hanno proposto una promozione se io…”
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### Sinossi
Doveva immaginare che era una trappola. Non le era bastata l’esperienza con l’ex fidanzato che, a un mese dal matrimonio, l’aveva sostituita con un’altra? Adesso Stefanie frequenta solo il “vecchio” amico Quinn, da cui accetta anche un invito a cena. In realtà, lui vuole chiederle una cosa importante. “Mi hanno proposto una promozione se io…”

Conto alla rovescia. Quanto ancora potremo resistere?

Se la popolazione mondiale continua a crescere al ritmo di un milione di persone ogni quattro giorni, per quanto ancora potrà esserci vita sulla Terra? Un reportage imprescindibile sul nostro futuro da uno dei giornalisti americani più acuti e provocatori.
Il nostro pianeta saprebbe benissimo rigenerarsi, e sarebbe un luogo di straordinaria varietà e bellezza, se solo l’uomo non lo sfruttasse tanto: questo ci raccontava Alan Weisman ne *Il mondo senza di noi*. Ma con una popolazione in crescita esponenziale e un inquinamento che altera l’intero ecosistema, le prospettive della Terra sono allarmanti: il sogno di un futuro lungo e prospero rischia di trasformarsi nell’incubo di un domani incerto, funestato da carestie e tragedie climatiche. Per comprendere come sarà il mondo insieme a noi, Weisman ha viaggiato in venti Paesi, interrogando esperti di vari settori su quel che ci aspetta. Dalla Palestina divisa alla Cina dei figli unici, passando per alcuni Stati islamici a volte attivissimi sul fronte ecologico e demografico, *Conto alla rovescia* cerca una risposta ad alcune domande cruciali: quanti esseri umani può sostenere il nostro pianeta? È possibile coniugare temi apparentemente in attrito come pianificazione familiare, qualità della vita e (de)crescita economica?

Continuare

Sybille, a cui la giovinezza prometteva un avvenire brillante, ha visto la sua vita disfarsi sotto i suoi occhi. Come è arrivata fino a lì? Come ha potuto lasciarsi sfilare la vita davanti? Se pensa di aver sbagliato tutto fino a oggi, è invece decisa a impedire a suo figlio Samuel di sprofondare senza tentare nulla. Ha il folle progetto di partire qualche mese con lui a cavallo nelle montagne del Kirghizistan per salvare questo figlio che sente ogni giorno più lontano, e per forse ritrovare il filo della propria storia. “La cavalcata di una donna e un adolescente in difficoltà nello splendore selvaggio della montagne kirghise. Mozzafiato.” “Télérama” “Un grande romanzo sull’amore materno.” “L’Express” “Continuare, il nuovo titolo di Laurent Mauvignier, è un libro che bisogna assolutamente leggere, raccomandare e regalare.” “Le Figaro”

(source: Bol.com)

La contessa nuda

RACCONTO LUNGO (36 pagine) – SPIONAGGIO – Un’altra avventura di sesso, sangue e spari per Rock, l’agente segreto che veste i panni di un attore porno per l’agenzia sotto copertura Hot Dreams
Mosca. Finalmente si avvicina il confronto finale tra l’agenzia ”Hot Dreams” e la misteriosa Dragon Lady. La chiave dello scontro è una banca internazionale che ricicla denaro sporco. Ma se Rock, schierato in prima fila, può contare sull’aiuto di Alessya la rossa e Malinka la bruna, la sua avversaria ha teso una ragnatele di inganni e morte servendosi anche di una micidiale rete di assassini per cui la Guerra Fredda non è mai finita.
Stefano Di Marino si interessa da vent’anni di narrativa popolare in tutti i suoi aspetti: dai romanzi, al cinema, ai fumetti. Autore di romanzi e serie di successo, ha scritto saggi sul cinema d’azione, thriller, erotico italiano e internazionale. Appassionato di viaggi, sport da combattimento e fotografia, possiede una vastissima biblioteca e una sempre aggiornata videoteca dedicate a tutti i generi d’intrattenimento. A volte si convince di essere come i suoi protagonisti…
(source: Bol.com)