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Il diavolo nel cassetto

Quando la pace dei boschi è percorsa da un fremito improvviso di rabbia silvestre, e di notte le volpi sembrano mettere sotto assedio il villaggio, forse bisognerebbe credere a una premonizione. In quel villaggio svizzero che vive da sempre in armonia, tutti e mille gli abitanti si sentono scrittori. Ma l’uomo che sta arrivando è il diavolo in persona. Le sue sembianze, neanche a dirlo, sono quelle di un editore.

‘Tutte le volte che si prende una penna in mano ci si accinge a officiare un rito per il quale andrebbero accese sempre due candele: una bianca e una nera’.

La letteratura è un affare molto serio per questo borgo svizzero stretto in una vallata quasi soffocata dalle montagne: si narra che Goethe di ritorno dall’Italia vi trascorse una notte per via di un guasto alla carrozza su cui stava viaggiando. Addirittura tre locande, a lui intitolate, si contendono il vanto di averlo ospitato. Inoltre, dal prete anzianissimo che redige le sue memorie alla ragazzina un po’ sciocca autrice di filastrocche, passando per il borgomastro, tutti gli abitanti del paese si sentono scrittori e ambiscono a essere pubblicati. Spediscono romanzi per posta e per posta ricevono i rifiuti dagli editori. C’è poco da scommettere, quindi, sul talento di queste mille anime. Finché il diavolo fa il suo solenne ingresso in scena: ‘tutto nella sua persona pecca di eccesso, il suo riso è sgangherato, il gesto è teatrale, e la voce, la voce poi, dove sembra essere custodito il segreto del suo fascino, è rotonda, impostata, senza asperità, senza picchi, ma cela un sottofondo di sospiri e lamenti’. Si professa grande editore e dice di voler aprire proprio lí una filiale della sua prestigiosa casa editrice. Chi non è disposto a un patto col diavolo pur di veder pubblicato il proprio romanzo? L’unico che sembra in grado di capire la pericolosità della situazione è padre Cornelius, mandato dalla diocesi in aiuto del vecchio parroco. Ma forse nasconde anche lui qualche ombra. Paolo Maurensig ci consegna un apologo letterario raffinatissimo e coinvolgente sul narcisismo e la vanagloria, ma anche sulla nostra sete inestinguibile di storie.

(source: Bol.com)

Il diavolo in blu

Los Angeles, 1948. Easy Rawlins, texano, reduce di guerra, è appena stato licenziato dalla fabbrica aeronautica dove aveva trovato lavoro al rientro dal fronte, e ha un bisogno disperato di soldi per pagare l’ipoteca sulla sua casa. Soltanto per questo accetta la proposta di DeWitt Albright, un sedicente avvocato dall’aria quanto meno sospetta, che gli chiede di battere i locali di Watts e raccogliere notizie su Daphne Monet, una bellissima ragazza dalla pelle bianca come l’avorio, ma che adora la musica e la carne nera. L’indagine sembra facile, e Easy si muove in un ambiente del quale conosce molto bene luoghi e regole. Ben presto, però, la pista che dovrebbe portare a Daphne si riempie di cadaveri, Easy si trova con la polizia e la malavita addosso, e solo l’intervento di Mouse Alexander, un vecchio amico di Houston a suo agio con pistole e coltelli, potrà forse aiutarlo a salvarsi la pelle. Pubblicato per la prima volta nel 1991, e salutato come uno dei capisaldi del new noir, “Il diavolo in blu” è stato trasposto per il cinema nel 1995 da Cari Franklin, con Denzel Washington nel ruolo di Easy Rawlins.
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Il diavolo custode (Quasi amici)

Rampollo di nobile famiglia, ricco, colto, affascinante e amante delle cose belle e raffinate, Philippe è paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente di parapendio. Non è la prima tremenda prova a cui la vita lo ha sottoposto: ha perso da poco la sua splendida e amatissima moglie, affetta da una rara forma tumorale. Philippe combatte coraggiosamente e ostinatamente con il proprio corpo, con il ricordo straziante di lei e con l’idea di essere un uomo inutile, finito, e per farlo usa tutti gli strumenti possibili, dall’impegno sociale all’attaccamento ai piaceri della vita. In questa sua battaglia ha un’arma speciale: il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera, che entra un giorno nella sua vita «ingessata» con l’energia di un tornado e diventa immediatamente il suo «diavolo custode». Il loro rapporto di dipendenza reciproca e lo scontro ravvicinatissimo e spesso spericolato tra le loro culture si trasforma presto in un legame solido e nello stesso tempo turbolento, punteggiato da episodi irresistibilmente comici e autenticamente commoventi. Regalando a entrambi, e a chi legge questo libro, una dimensione nuova della gioia, della speranza e dell’amicizia. Questa storia vera è diventata un film, Quasi amici, campione di incassi e fenomeno internazionale di cui la stampa francese ha scritto: «Fa ridere fino alle lacrime e piangere di gioia».
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### Sinossi
Rampollo di nobile famiglia, ricco, colto, affascinante e amante delle cose belle e raffinate, Philippe è paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente di parapendio. Non è la prima tremenda prova a cui la vita lo ha sottoposto: ha perso da poco la sua splendida e amatissima moglie, affetta da una rara forma tumorale. Philippe combatte coraggiosamente e ostinatamente con il proprio corpo, con il ricordo straziante di lei e con l’idea di essere un uomo inutile, finito, e per farlo usa tutti gli strumenti possibili, dall’impegno sociale all’attaccamento ai piaceri della vita. In questa sua battaglia ha un’arma speciale: il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera, che entra un giorno nella sua vita «ingessata» con l’energia di un tornado e diventa immediatamente il suo «diavolo custode». Il loro rapporto di dipendenza reciproca e lo scontro ravvicinatissimo e spesso spericolato tra le loro culture si trasforma presto in un legame solido e nello stesso tempo turbolento, punteggiato da episodi irresistibilmente comici e autenticamente commoventi. Regalando a entrambi, e a chi legge questo libro, una dimensione nuova della gioia, della speranza e dell’amicizia. Questa storia vera è diventata un film, Quasi amici, campione di incassi e fenomeno internazionale di cui la stampa francese ha scritto: «Fa ridere fino alle lacrime e piangere di gioia».

Il diario di uno psicopatico

Con “Il diario di uno psicopatico” siamo giunti alla terza avventura del Commissario Caterina Ruggeri, l’ormai nota poliziotta marchigiana, amata dal pubblico dei suoi lettori affezionati. Al suo fianco un nuovo collega, il Commissario Sergio Adinolfi di Senigallia, esperto “criminal profiler”, insieme al quale dovrà rincorrere uno psicopatico serial killer.
A un certo punto Caterina quasi cederà al fascino del collega, ma il decorso della vicenda non potrà lasciare spazio a tresche amorose. Una sfida al buio per il Commissario Caterina Ruggeri, che si troverà coinvolta nella più introspettiva delle sue avventure. Scoprirà infatti che l’assassino è più vicino a lei di quanto nessuno osi immaginare, forse è un membro della sua stessa famiglia. Dovrà scavare nel suo passato e nel suo inconscio per arrivare alla soluzione, ma quando questa sembra essere a portata di mano, ecco nuovi colpi di scena a cambiare le carte in tavola. Sembra che lo psicopatico si diverta a creare a bella posta situazioni imbarazzanti per la nostra poliziotta, che incalzata da questore, magistrato e giornalisti, deve giungere in fretta a una conclusione plausibile. Ci riuscirà? Lasciamolo scoprire al lettore, che ritroverà con piacere personaggi già conosciuti nelle passate avventure della Commissario e nuovi intriganti personaggi che si delineano in questo nuovo episodio. Ma soprattutto la lettura aprirà delle finestre a riflettere su alcuni temi scottanti, in particolare sui drammi che più o meno velatamente si possono consumare anche all’interno di famiglie normali. E non parliamo solo di violenze o di abusi sessuali, ma di tutti quei conflitti e quelle tensioni che si verificano in famiglia, di cui spesso e volentieri sono testimoni bambini e adolescenti e che segnano la loro vita per sempre, anche se agli adulti queste dinamiche sfuggono completamente. Un monito, insomma, ai genitori, a cercare di far vivere ai propri figli un’infanzia il più possibile serena, che li proietterà verso un’età adulta calibrata e responsabile.
Come al solito, i riferimenti alla storia e alle tradizioni locali non mancano, a dare in certi tratti un taglio leggero e piacevole alla lettura, creando uno stacco dalla descrizione di macabri delitti.
In questa nuova indagine troviamo una Caterina sempre impulsiva sì, ma forse un po’ più riflessiva, più matura. In fin dei conti, l’età che avanza e le responsabilità familiari creano in ognuno di noi cambiamenti del comportamento e del carattere, e di sicuro anche lei non è immune da ciò. Ciò che conta è l’intelligenza e l’intuito che, grazie anche all’aiuto dei suoi collaboratori e del suo solito cane, Furia, la portano costantemente a risolvere le sue indagini con successo.
(source: Bol.com)

Diario Di Una Sottomessa: La Storia Vera Di Un Risveglio Sessuale

Sophie Morgan è una trentenne indipendente e di successo. È una giornalista, intelligente, brillante e sarcastica. Potrebbe essere la ragazza della porta accanto. Ma Sophie è anche una sottomessa: in camera da letto le piace lasciare la sua libertà e il suo potere nelle mani di un uomo che la domini per il puro piacere di entrambi. Dopo lo scalpore di Cinquanta sfumature di Grigio, questo memoir racconta dalla viva voce della sua protagonista cosa significhi essere una sottomessa. Dalla prima sculacciata alla consapevolezza che anche le punizioni più severe le provocano piacere, la protagonista ci guida in maniera diretta e senza veli lungo la via che sta seguendo. Ma è solo dopo il suo incontro con James che inizia a spingere sempre un po’ più lontano i propri limiti. Man mano che la loro relazione si fa più coinvolgente, più audace, Sophie inizia a chiedersi dove tutto questo la porterà, se sarà possibile coniugare le sua sessualità con la vita di tutti i giorni e soprattutto se davvero l’uomo perfetto può essere animato anche da una crudeltà perfetta. Avvincente, controverso, ma sempre brillante e profondamente onesto, questo libro permette di osservare da vicino un lato all’apparenza paradossale della natura umana e nessuno, uomo o donna che sia, riuscirà a smettere di leggerlo.

Diario di una schiappa. Vita da cani

Finalmente le nuove avventure di Greg!
Sono arrivate le vacanze estive! Lunghe giornate di sole, vagonate di tempo libero, la scuola un incubo lontano… Ma dov’è Greg? In casa, naturalmente. A mettere in pratica il suo concetto di estate ideale: tende tirate, videogame, zero compiti e zero problemi. Peccato che la mamma abbia altri progetti… Passando da un orrore all’altro – dal club di lettura alle docce della piscina comunale, fino alle vacanze con il migliore amico Rowley – riuscirà Greg a sopravvivere a un’estate da cani?

Diario Di Un Seduttore

Scritto dopo la rottura del fidanzamento con Regine Olsen (Volontà indotta in lei da un doloso pessimo comportamento di Kierkegaard), sebbene non vi siano allusioni dirette, il libro coglie nel vissuto ed esprime il pensiero estetico del filosofo danese. Qui il seduttore non è dunque un adulatore senza scrupoli in cerca di avventure; qui il seduttore è un esteta contemplativo e riflessivo che intreccia con sapienza poesia e realtà. In bilico tra spirito e sensi, l’autore del diario conduce sempre nuovi esperimenti psicologici, coltiva nella vittima un’irresistibile attrazione mentale e anela al suo possesso spirituale.
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Diario di un killer sentimentale

«Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.»La Stampa«Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell’evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati.»Le MondeUn professionista è sempre un professionista, ma la giornata era iniziata male: a Madrid faceva un caldo infernale e la sua amichetta francese l’aveva piantato come un cretino per un tizio incontrato a Veracruz. La compagnia di una buona bottiglia di whisky e di una mulatta che si portava dietro tutta l’aria dei Caraibi non gli aveva risollevato l’umore, quella ragazzina viziata dai fianchi sodi e dalla bocca rossa lo aveva proprio messo a tappeto. In fondo, dietro i modi da duro lui era un killer sentimentale. Non che fosse superstizioso, ma in una giornata del genere la cosa migliore sarebbe stata non accettare incarichi, nonostante la ricompensa a sei zeri esentasse. Il tipo che doveva eliminare, uno con l’aria dell’idealista, ma anche di chi non soffre la solitudine tra le lenzuola, non gli piaceva affatto, puzzava troppo di filantropia. I retroscena dell’incarico, però, stranamente lo incuriosivano. Chi voleva la morte di quel messicano? Quali peccati aveva commesso? Come mai due gringo, agenti della DEA, sorvegliavano la sua camera? Perché un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga? Era sempre rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo dove non esistevano licenziamenti ma certificati di morte.

Diario di un dominatore

Patrick La Sage è il signore incontrastato di un regno molto particolare. La sua reggia è un castello del XII secolo nel cuore di Parigi, dove Patrick educa donne e fanciulle ai sottili piaceri della sottomissione. In questo libro, a metà tra il diario e la confessione intima, Patrick ci racconta senza veli cosa succede nel suo palazzo, le pratiche preferite, tutto quello che trent’anni di totale dedizione all’erotismo gli hanno insegnato, compresi i delicati risvolti psicologici delle pratiche di sottomissione, arrivando a capovolgere molti luoghi comuni.

Il diario di Suzanne

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Katie Wilkinson ha trovato l’uomo ideale ma un giorno, senza spiegazione, lui sparisce dalla sua vita e le lascia un diario da leggere. È il diario di una giovane mamma scritto per il suo bambino, in cui Suzanne racconta la storia d’amore tra lei e il padre del bimbo e l’immensa gioia che la maternità le ha procurato. Nel leggere questo commovente resoconto Katie si rende conto che il padre del bambino e l’uomo che l’ha lasciata sono la stessa persona e che il suo amato Matt ha quindi una moglie e un figlio. Ma il resto del diario la mette di fronte a qualcosa d’altro, qualcosa che la spaventa e la fa sperare allo stesso tempo.

Diario di scuola

L’autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo “alunni” si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli “sfaticati”, dei “fannulloni”, degli “scavezzacollo”, dei “marioli”, dei “cattivi soggetti”, insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d’angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell’istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel “mal di scuola” che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d’imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l’autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.

Diario Di Guerra: Critica Della Guerra Umanitaria

“E’ circa mezzogiorno. Siedo distratto alla mia scrivania, in una banca. Sto cercando il modo migliore di accendermi un sigaro cubano…». Inizia così uno strano diario della guerra in Kosovo, scritto da un ancor più enigmatico scrittore.
Sbancor è un membro influente della comunità finanziaria italiana. Ma è anche un anarchico. Ha partecipato ai movimenti degli anni Settanta. Poi disgustato da una politica che obbligava a stare o con lo Stato o con le Br si è ritirato. È scomparso. Non ha lasciato tracce. Solo pochi amici fidati conoscono la sua identità. Ma quelli non parlano. Ha un difetto: non sopporta quello che non capisce. E la guerra umanitaria non lo convince. Dal suo punto di vista la guerra umanitaria si inserisce in una guerra infinita, combattuta fra potentati economici, lobbies affaristiche, spacciatori di droga e armi. Sbancor non ha peli sulla lingua. E soprattutto non ha nessun alleato. Non crede in D’Alema, detesta Milosevic e compatisce Clinton. Un libro da leggere per comprendere.

Il Diario Di Eva E Altri Racconti

Il diario di Eva e altri racconti by Mark Twain
Tre racconti di Mark Twain (1835-1910), l’autore de “Le avventure di Tom Sawyer” e di “Huckleberry Finn”: “Il diario di Eva”, la vita della prima coppia nel giardino dell’Eden raccontata secondo la prospettiva di lei; “Una cura per la malinconia”, una spassosa parodia-recensione di uno strampalato romanzo d’amore e d’avventura d’inizio secolo; “Mrs McWilliams e il fulmine”, una storia comica che si diverte a prendere in giro i più triti luoghi comuni sulle paure irrazionali delle persone.

Il diario di Bridget Jones

Mangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi “pretendenti”. È il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humor e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.
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