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Qualcuno volò sul nido del cuculo

Miss Ratched governa con pugno di ferro e un soave sorriso il suo reparto, in un ospedale psichiatrico dell’Oregon. All’improvviso arriva McMurphy, un irlandese cocciuto, spavaldo, allegro e ribelle. Fra lui e la Grande Infermiera inizia subito un duello all’ultimo sangue. McMurphy risveglia gli altri pazienti ormai svuotati e avviliti dalle “terapie” e riesce a portare una ventata di umanità e calore. Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film di Milos Forman interpretato da Jack Nicholson, Will Sampson e Danny De Vito.

Qualcuno ha ordinato una pizza?

Paul Switzer sapeva che questa sera sarebbe arrivata: prima o poi avrebbe dovuto consegnare una pizza alla Delta Sig, la confraternita che aveva lasciato dopo un rito di iniziazione andato male. Si aspetta di essere tormentato e forse anche minacciato.
E non è nemmeno il peggio. Anche se Cory Bowman, l’ex amico di infanzia di Paul e il suo primo amore, sa cos’è “accidentalmente” successo quella fatidica notte, è ancora membro della Delta Sig.
Rivedere il suo ex risveglia in Paul l’amarezza per il modo in cui si sono lasciati, ma è deciso a lasciarsela alle spalle. Il che sarebbe grandioso se solo Cory lasciasse perdere ma, a quanto pare, si sono risvegliati anche i suoi sentimenti.
Cory riuscirà a riuscire a convincere Paul che è davvero cambiato? E anche se ci riuscisse, c’è ancora la questione della Delta Sig. Cory non vuole lasciare la confraternita e la volontà di perdonare di Paul ha un limite…
Questa storia è stata precedentemente pubblicata nella collezione Campus Cravings.
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### Sinossi
Paul Switzer sapeva che questa sera sarebbe arrivata: prima o poi avrebbe dovuto consegnare una pizza alla Delta Sig, la confraternita che aveva lasciato dopo un rito di iniziazione andato male. Si aspetta di essere tormentato e forse anche minacciato.
E non è nemmeno il peggio. Anche se Cory Bowman, l’ex amico di infanzia di Paul e il suo primo amore, sa cos’è “accidentalmente” successo quella fatidica notte, è ancora membro della Delta Sig.
Rivedere il suo ex risveglia in Paul l’amarezza per il modo in cui si sono lasciati, ma è deciso a lasciarsela alle spalle. Il che sarebbe grandioso se solo Cory lasciasse perdere ma, a quanto pare, si sono risvegliati anche i suoi sentimenti.
Cory riuscirà a riuscire a convincere Paul che è davvero cambiato? E anche se ci riuscisse, c’è ancora la questione della Delta Sig. Cory non vuole lasciare la confraternita e la volontà di perdonare di Paul ha un limite…
Questa storia è stata precedentemente pubblicata nella collezione Campus Cravings.

Qualcuno ce l’ha con me

Cos’è la paranoia? Cos’è quel delirio lucido che si esprime spesso con idee di persecuzione? Qualcuno ce l’ha con me: un alieno, la CIA, la mafia, l’inquilino del secondo piano oppure uno sconosciuto incontrato per caso sull’autobus. I confini tra realtà condivisa e immaginazione sono più labili di quanto si possa credere tanto che può diventare impegnativo scoprire le radici psicologiche, biologiche o evoluzionistiche che alimentano la pianta dell’esperienza delirante. La paranoia, nella sua dettagliata descrizione storica e psichiatrica, viene utilizzata come riferimento estremo e per aiutare a trovare un senso nelle forme più sfumate e inconsuete di pensiero che non raggiungono vette di irrazionalità. Sono quelle che eccitano tanto i leader carismatici politici o religiosi quanto i loro seguaci, o che ipotizzano presunti complotti; sono sostenute da identità rigide che facilitano passioni amorose non corrisposte o gelosie malate fino all’omicidio (soprattutto di donne); così come discriminazioni verso il diverso da noi (per colore della pelle, lingua, nazionalità oppure orientamento sessuale), liti, faide e guerre. Questo libro ci guida nei meandri del pensiero paranoideo servendosi anche delle biografie di personaggi noti – da Davide Lazzaretti al norvegese Anders Breivik, da Stalin a Charles Manson – per illuminare i gradini della piramide che da una base di idee plausibili e condivisibili si restringe fino all’apice del delirio.

Qualcosa là fuori

Una Nadine Gordimer inusuale, che abbandona la scena aperta dello scontro razziale e politico per una realtà più dimessa e interiore, anche se spesso altrettanto violenta. Con l’incisività che le è propria, la grande scrittrice ritaglia le immagini di un mondo oggettivamente crudele stemperandole in un’atmosfera dai toni sfumati, minori, talvolta strazianti. E l’ambiente sudafricano, più che attraverso il filtro dell’impegno politico e civile, è svelato nella sua componente fantastica dallo sguardo personale, indiviudale, carico di dramma e talvolta di paura, dei suoi indimenticabili personaggi. Dieci mirabili e concisi racconti sulla dimensione privata dell’esistenza, l’andamento capriccioso dell’amore, il gioco dei sentimenti e il precario equilibrio dei rapporti umani.

Qualcosa di buono

Perché Alessandra Pluda Cavalli ha destinato gran parte della propria eredità alla giovane Lula, la custode del suo stabile? Se lo chiedono sconvolti e increduli non solo il marito e i figli, ma la stessa destinataria di quella sostanziosa fortuna. Certo, la signora si fermava spesso da lei in portineria, per gustare le piccole squisitezze che le preparava e per scambiare qualche confidenza, ma da lì a giustificare un lascito tanto importante. Una spiegazione però c’è, e affonda le sue radici in un segreto di famiglia gelosamente custodito: quando Lula lo apprende, ne resta colpita, ma non cambia idea. I soldi aiutano a vivere meglio se li usiamo anche per aiutare gli altri. Una convinzione che sembra condivisa dall’affascinante dottor Guido Montini, che un giorno il caso mette sulla strada di Lula.
(source: Bol.com)

Qualcosa da tenere per sé

Le severe architetture di Torino si tingono di colori, le strade brulicano di persone: è l’atmosfera elettrica ed euforica delle Olimpiadi invernali, grazie alle quali anche la prof Camilla Baudino gode di una vacanza fuori programma. Scuole chiuse, marito e figlia in montagna per seguire da vicino le gare, Camilla resta in città e assapora la prospettiva di un intervallo di solitudine, di qualche giorno tutto per sé, libera dai doveri della quotidianità. Ma un’imprevedibile malinconia e l’irrompere del caso sconvolgono i propositi di riposo: la prima la induce a fare una telefonata a lungo desiderata e rinviata, il secondo le fa incontrare Liuba, una ventiduenne dura e al tempo stesso fragile, che lavora in un sexy shop più per protesta che per scelta e vive in una comune con un gruppo di ragazzi che affrontano le difficoltà della vita con una sorta di rassegnata ribellione. è proprio Liuba a chiedere aiuto a Camilla: vorrebbe ritrovare il goffo e lento Quantunque, l’ultimo arrivato nella comune, un ragazzo di cui nessuno sa niente e che è scomparso nel nulla. La ricerca delle due donne s’intreccia presto con l’indagine della polizia sull’assassinio della prostituta Flora, in un contrappunto serrato tra l’inchiesta ufficiale e quella – più discreta e “femminile”, ma non meno efficace – della prof. Che finirà per trovarsi di fronte a una domanda difficile, una di quelle domande universali eppure terribilmente urgenti: la giustizia coincide necessariamente con lo svelamento della verità, di tutta la verità? Con la sua consueta ironia, con il suo stile veloce e pungente, capace di delicatezza anche nel raccontare il male e il dolore, Margherita Oggero ci regala una nuova emozionante avventura della professoressa-detective, e ci suggerisce che, nel nostro mondo saturo di parole, qualche volta è importante tenere qualcosa per sé.

Qual è la miglior forma di governo?

Questo dialogo di taglio classico, sulla questione di filosofia politica più dibattuta da quando esiste la filosofia politica – anzi, con la quale nasce la stessa filosofia politica: se sia, cioè, migliore la monarchia, l’aristocrazia o la democrazia, come forma di governo – fu introdotto in Italia, nel 1886, da Luigi Luzzatti, un grande uomo politico ed economista. La scelta di Luzzatti non era casuale: un ventennio dopo, quando i progetti giolittiani verso un suffragio quasi universale agitavano il dibattito, Luzzatti si fece promotore di un progetto diverso, di ispirazione, si potrebbe dire, più aristocratica. E cadeva a taglio, per la preparazione delle sue idee, questa agile e gradevole disamina in veste di dialogo. Lewis, l’autore – storico e statista anch’egli -, non concludeva, ma metteva in chiaro due elementi che potevano tornare utili: prima di tutto che la democrazia è assai più rara e fragile, e sospetta, nella storia di quanto si pensi; in secondo luogo che forse non esiste una forma di governo utile in astratto ad ogni popolo. E questi due elementi, se allora potevano tornare comodi per chi asseriva un suffragio ristretto a un’aristocrazia del censo e della cultura, in seguito sarebbero entrati nella riflessione della teoria democratica. Il cui rebus è appunto che la democrazia è fragile rara e sospetta, così difficile da applicarsi lì dove non è nata, probabilmente perché non è solo una forma di governo, ma assai di più.

Q come quore

Lei era Miss X. Il suo cadavere era stato rinvenuto in avanzato stato di decomposizione, nei pressi di una miniera in California. Il caso era stato affidato allo sceriffo della contea di Santa Teresa, ma gli investigatori non avevano scoperto granché: la donna era giovane, aveva le mani legate sul petto con un pezzo di filo metallico, molte ferite da arma da taglio e la gola squarciata. Dopo pochi mesi di indagini, il caso era stato chiuso e dichiarato irrisolto. Questo accadeva diciotto anni fa. Adesso, i due agenti che all’epoca trovarono il corpo, prima di andare in pensione, vogliono risolvere quel caso e cercano qualcuno possa aiutarli… Kinsey Millhone, naturalmente, non si tira indietro, ma scopre ben presto che l’inchiesta su Miss X rischia di trasformarsi in una pericolosa caccia al suo assassino…
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Puttana

Anni Trenta. Un villino sulla via Appia, un bordello di lusso veramente esistito, voluto da Mussolini, riservato alle alte sfere del fascismo e del nazismo. Una giovane donna, anche se per motivi personali, rischia di cambiare il corso della storia.
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### Sinossi
Anni Trenta. Un villino sulla via Appia, un bordello di lusso veramente esistito, voluto da Mussolini, riservato alle alte sfere del fascismo e del nazismo. Una giovane donna, anche se per motivi personali, rischia di cambiare il corso della storia.

Putin e la ricostruzione della grande Russia

Dire Russia per molti significa dire Vladimir Putin. Da più di quindici anni al governo di un Paese di enormi dimensioni, che si estende dal Mare Baltico al Pacifico, l’«uomo più potente del mondo», come dal 2013 lo definisce *Forbes*, ha infatti impresso il proprio marchio sulla storia recente dell’ex impero sovietico. Non solo. Con una strategia politico-istituzionale aggressiva e spregiudicata, che in più occasioni è parsa lontana dagli standard delle democrazie occidentali, è diventato uno degli attori principali sullo scenario geopolitico contemporaneo. Ma quali sono le ragioni profonde di questo successo? Quale il segreto di un potere così incontrastato?
Secondo Sergio Romano, che ha concluso la sua lunga e prestigiosa carriera diplomatica come ambasciatore proprio a Mosca, Putin si è impegnato a fondo nella ricostruzione dell’identità russa, rinnovando un bagaglio di simboli, valori e ideali rimasti sepolti per secoli. Consapevole del peso della tradizione, che da Pietro il Grande al tramonto dello zarismo ha forgiato istituzioni e culture politiche della nazione, Putin ha saputo gestire a proprio vantaggio la memoria pubblica della Rivoluzione d’Ottobre, rafforzando al tempo stesso il ruolo della Chiesa ortodossa, cui ha garantito un nuovo spazio sociale. Ha rispolverato, insomma, un’ideologia e una missione.
È da queste premesse, ci fa capire Romano in pagine documentate e illuminanti, che dobbiamo necessariamente partire se vogliamo capire qualcosa di più della Russia odierna e del nostro presente, dalla guerra al terrorismo in Cecenia al conflitto con l’Ucraina per l’annessione della Crimea, dalla dottrina militare anti-Nato all’attuale intervento in Siria, che agita i fantasmi di una guerra fredda collocata troppo in fretta negli archivi della Storia.
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### Sinossi
Dire Russia per molti significa dire Vladimir Putin. Da più di quindici anni al governo di un Paese di enormi dimensioni, che si estende dal Mare Baltico al Pacifico, l’«uomo più potente del mondo», come dal 2013 lo definisce *Forbes*, ha infatti impresso il proprio marchio sulla storia recente dell’ex impero sovietico. Non solo. Con una strategia politico-istituzionale aggressiva e spregiudicata, che in più occasioni è parsa lontana dagli standard delle democrazie occidentali, è diventato uno degli attori principali sullo scenario geopolitico contemporaneo. Ma quali sono le ragioni profonde di questo successo? Quale il segreto di un potere così incontrastato?
Secondo Sergio Romano, che ha concluso la sua lunga e prestigiosa carriera diplomatica come ambasciatore proprio a Mosca, Putin si è impegnato a fondo nella ricostruzione dell’identità russa, rinnovando un bagaglio di simboli, valori e ideali rimasti sepolti per secoli. Consapevole del peso della tradizione, che da Pietro il Grande al tramonto dello zarismo ha forgiato istituzioni e culture politiche della nazione, Putin ha saputo gestire a proprio vantaggio la memoria pubblica della Rivoluzione d’Ottobre, rafforzando al tempo stesso il ruolo della Chiesa ortodossa, cui ha garantito un nuovo spazio sociale. Ha rispolverato, insomma, un’ideologia e una missione.
È da queste premesse, ci fa capire Romano in pagine documentate e illuminanti, che dobbiamo necessariamente partire se vogliamo capire qualcosa di più della Russia odierna e del nostro presente, dalla guerra al terrorismo in Cecenia al conflitto con l’Ucraina per l’annessione della Crimea, dalla dottrina militare anti-Nato all’attuale intervento in Siria, che agita i fantasmi di una guerra fredda collocata troppo in fretta negli archivi della Storia.

Puoi Guarire la Tua Vita

Dimmi come hai vissuto e ti dirò come guarire: la storia della nostra vita può indicarci la strada verso la guarigione e l’evoluzione personale e spirituale.

Il libro cult della new age – Best seller internazionale – Nuova edizione
Tradotto in 39 lingue e distribuito in 35 nazioni.

Un giorno a Louise Hay viene diagnosticato un cancro e i medici
la informano che le restano solo pochi mesi di vita. Di fronte a questa tragica realtà Louise riesamina le tappe principali della sua vita giungendo alla conclusione che la malattia è il risultato di esperienze negative, rabbia repressa e angoscia non esternate.
Da qui nasce la sua profonda convinzione che per sconfiggere
il cancro – e la malattia in generale – sia necessario rivoluzionare il proprio stile di vita e aprirsi all’amore e al perdono, all’insegna di uno spirito ottimistico e avvalendosi
di atteggiamenti positivi e proattivi come mezzi efficaci per combattere
la malattia e l’inquietudine interiore.
La filosofia del pensiero positivo, di cui Louise Hay è diventata la massima ispiratrice mondiale, è stata alla base della sua completa guarigione e l’ha spinta ad aiutare il prossimo condividendo gli insegnamenti tratti da quel periodo di profonda trasformazione ed evoluzione personale.

Parte Prima: Introduzione
Suggerimenti al lettore
Alcuni punti della mia filosofia
Capitolo Uno: Ciò in cui credo

Parte Seconda: Una sessione con Louise
Capitolo Due: Qual è il problema?
Capitolo Tre: Da dove viene?
Capitolo Quattro: È vero?
Capitolo Cinque: Cosa facciamo ora?
Capitolo Sei: Resistenza al cambiamento
Capitolo Sette: Come cambiare
Capitolo Otto: Costruire il nuovo
Capitolo Nove: Lavoro giornaliero

Parte Terza: Mettere in pratica queste idee
Capitolo Dieci: Le relazioni
Capitolo Undici: Il lavoro
Capitolo Dodici: Il successo
Capitolo Tredici: La prosperità
Capitolo Quattordici: Il corpo
Capitolo Quindici: L’Elenco

Parte Quarta: Conclusione
Capitolo Sedici: La mia storia

(source: Bol.com)

Punto di contatto

Somalia, una terra senza legge, ignorata dall’Occidente, lacerata dalla guerra civile e dalla carestia, invasa dai trafficanti di droga. Un paese di cui nessuno vuole occuparsi, se non quando tocca in qualche modo la vita di chi ha soldi e potere. Come ora che i pirati somali hanno sequestrato uno yacht di lusso al largo delle Seychelles, rapendo il giovane figlio di un oligarca russo. Il padre è disposto a tutto pur di riaverlo, ma tutto quello che ha tentato finora si è concluso con un fallimento. Ha bisogno di un uomo che abbia l’esperienza, i mezzi, ma soprattutto il coraggio di portare a termine la missione. Ha bisogno dell’ex SAS Nick Stone, che in quel momento è a Mosca, diviso tra il poligono e il riposo. Incaricato di ritrovarlo, Nick scopre che la storia lo riguarda molto da vicino. Insieme al ragazzo, infatti, è stata sequestrata Tracy, una donna alla quale è legato da una vecchia promessa fatta a un amico, morto in missione sei anni prima. Una donna che lui ha promesso di proteggere a ogni costo. Mentre cerca di ricostruire i fatti e le ragioni che hanno portato al rapimento, scopre che sono persino più intricati di quanto immaginava, e i suoi sospetti sembrano confermati dalla presenza di due uomini che seguono ogni suo passo, fino alla Somalia devastata dai combattimenti, alla scoperta di una verità che lo pone faccia a faccia con il suo recente passato…
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### Sinossi
Somalia, una terra senza legge, ignorata dall’Occidente, lacerata dalla guerra civile e dalla carestia, invasa dai trafficanti di droga. Un paese di cui nessuno vuole occuparsi, se non quando tocca in qualche modo la vita di chi ha soldi e potere. Come ora che i pirati somali hanno sequestrato uno yacht di lusso al largo delle Seychelles, rapendo il giovane figlio di un oligarca russo. Il padre è disposto a tutto pur di riaverlo, ma tutto quello che ha tentato finora si è concluso con un fallimento. Ha bisogno di un uomo che abbia l’esperienza, i mezzi, ma soprattutto il coraggio di portare a termine la missione. Ha bisogno dell’ex SAS Nick Stone, che in quel momento è a Mosca, diviso tra il poligono e il riposo. Incaricato di ritrovarlo, Nick scopre che la storia lo riguarda molto da vicino. Insieme al ragazzo, infatti, è stata sequestrata Tracy, una donna alla quale è legato da una vecchia promessa fatta a un amico, morto in missione sei anni prima. Una donna che lui ha promesso di proteggere a ogni costo. Mentre cerca di ricostruire i fatti e le ragioni che hanno portato al rapimento, scopre che sono persino più intricati di quanto immaginava, e i suoi sospetti sembrano confermati dalla presenza di due uomini che seguono ogni suo passo, fino alla Somalia devastata dai combattimenti, alla scoperta di una verità che lo pone faccia a faccia con il suo recente passato…

Pulvis et umbra

In “Pulvis et umbra” due trame si svolgono in parallelo. Ad Aosta si trova il cadavere di una trans. A Roma, in un campo verso la Pontina, due cani pastore annusano il cadavere di un uomo che porta addosso un foglietto scritto. L’indagine sul primo omicidio si smarrisce urtando contro identità nascoste ed esistenze oscurate. Il secondo lascia un cadavere che puzza di storie passate e di vendette. In entrambi Schiavone è messo in mezzo con la sua persona. E proprio quando il fantasma della moglie Marina comincia a ritirarsi, mentre l’agente Caterina Rispoli rivela un passato che chiede tenerezza e un ragazzino solitario risveglia sentimenti paterni inusitati, quando quindi la ruvida scorza con cui si protegge è sfidata da un po’ di umanità intorno, le indagini lo sospingono a lottare contro le sue ombre. Tenta di afferrarle e gli sembra che si trasformino in polvere. La polvere che lascia ogni tradimento.

Il pugno di Dio

E’ vero che nel grande dispiego di tecnologia militare messo in atto dall’Occidente dopo l’invasione del Kuwait qualcosa &egrave sfuggito agli occhi elettronici degli alleati? E’ vero che c’&egrave un’arma in mano a Saddam che potrebbe rovesciare le sorti del conflitto? Gli iracheni la chiamano Qubth-ut-Allah: “il Pugno di Dio”. Mike Martin, ufficiale del Sas inglese dalla fisionomia vagamente araba, sembra l’unico in grado di seguire questa pista. Infiltandosi a Baghdad, deve entrare in contatto con “Gerico”, l’uomo che pu&ograve fornire altre informazioni vitali trasformandosi in talpa nella cerchia di Saddam. Il risultato delle scoperte di Martin indurr&agrave gli alleati a rinviare l’invasione di quattro giorni, il tempo massimo concesso all’ufficiale per paracadutarsi fra le montagne irachene e portare a termine la missione pi&ugrave disperata della sua vita: scovare e distruggere “il Pugno di Dio”.

Psiche e techne

Noi continuiamo a pensare la tecnica come uno strumento a nostra disposizione, mentre la tecnica è diventata l’ambiente che ci circonda e ci costituisce secondo quelle regole di razionalità che, misurandosi sui soli criteri della funzionalità e dell’efficienza, non esitano a subordinare le esigenze dell’uomo alle esigenze dell’apparato tecnico. Inconsapevoli, ci muoviamo ancora con i tratti tipici dell’uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi iscritti in un orizzonte di senso, con un bagaglio di idee e un corredo di sentimenti in cui si riconosceva. Ma la tecnica non tende a uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela verità: la tecnica funziona. E poiché il suo funzionamento diventa planetario, questo libro si propone di rivedere i concetti di individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso, scopo, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si nutriva l’età umanistica e che ora, nell’età della tecnica, dovranno essere riconsiderati, dismessi o rifondati alle radici..
(source: Bol.com)