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Il filo della spada

Corre l’anno 885 e la Terra degli Angli è un regno in pace, ma diviso. I danesi hanno esteso i propri domini nei territori a nord, i sassoni hanno rafforzato il loro potere a sud. Un corso d’acqua separa i due mondi: il Temes, l’odierno Tamigi. Ma quando un’ondata vichinga assedia l’antica città di Londra, insediandosi all’interno delle sue mura, il già delicato equilibrio sembra vacillare. I nuovi arrivati spadroneggiano nelle campagne, razziano i tranquilli villaggi del Wessex, riducono in schiavitù donne e bambini. E i numerosi fortilizi, spuntati come funghi, non bastano a fermarli. Lord Uhtred, signore di Bebban-burg, impavido guerriero sassone cresciuto tra i danesi, ha combattuto duramente per il suo re. Ma la vita agiata e il rispetto acquisiti non lo soddisfano, e l’inettitudine dell’erede al trono mette a dura prova il suo animo avventuroso che vorrebbe tornare a brandire la spada, a battere i gelidi mari del nord, a conquistare quelle terre che gli spettano di diritto. Quando il pio Alfredo chiede il suo aiuto per frenare l’orda nemica, Uhtred non sa che fare. Deve scegliere fra il giuramento che lo lega al re e il pericoloso mulinello di alleanze che mutano e di poteri che passano di mano. Ma ha tra le mani le sorti di un regno, un’isola sferzata dal vento dove la pace duratura è ancora un miraggio: deve prestare fede alla sua promessa o seguire la via tracciata dalla spada? Saprà rendersi onore e tornare a combattere, in nome della futura Inghilterra?

Il filo dell’orizzonte

Una città di mare che somiglia a Genova, un oscuro fatto di sangue, un cadavere anonimo, un uomo che istruisce una sua privata inchiesta per svelarne l’identità. Ma il procedimento di Spino, il detective della vicenda, non segue una logica di causa/effetto. Invece delle apparenze visibili egli cerca i significati che queste apparenze contengono e la sua ricerca corre sul filo ambiguo che separa lo spettacolo dallo spettatore. Così la sua inchiesta “impazzisce” e da indagine su una morte slitta sul piano delle segrete ragioni che guidano un’esistenza, trasformandosi in una sorta di caduta libera, vertiginosa e obbligata al tempo stesso: una ricerca senza respiro tesa verso un obiettivo che, come l’orizzonte, sembra spostarsi con chi lo segue.
Un indimenticabile romanzo-enigma che sotto l’apparenza del ‘giallo’ nasconde un’interrogazione sul senso delle cose.
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### Sinossi
Una città di mare che somiglia a Genova, un oscuro fatto di sangue, un cadavere anonimo, un uomo che istruisce una sua privata inchiesta per svelarne l’identità. Ma il procedimento di Spino, il detective della vicenda, non segue una logica di causa/effetto. Invece delle apparenze visibili egli cerca i significati che queste apparenze contengono e la sua ricerca corre sul filo ambiguo che separa lo spettacolo dallo spettatore. Così la sua inchiesta “impazzisce” e da indagine su una morte slitta sul piano delle segrete ragioni che guidano un’esistenza, trasformandosi in una sorta di caduta libera, vertiginosa e obbligata al tempo stesso: una ricerca senza respiro tesa verso un obiettivo che, come l’orizzonte, sembra spostarsi con chi lo segue.
Un indimenticabile romanzo-enigma che sotto l’apparenza del ‘giallo’ nasconde un’interrogazione sul senso delle cose.

Un figlio senza amore

Sono passati dodici anni, ma Charlotte non ha dimenticato. Solo per disperazione e per dare un nome al figlio che aspettava, aveva sposato il ricco e anziano Matthew Derby. Ora, rimasta vedova e senza un soldo di eredità, accetta un posto di bambinaia su un’isola sperduta del Mar dei Caraibi, per poter tenere con sé il piccolo Robert. Ma al molo di San Cristobal trova ad attenderla un uomo. Non ci sono dubbi sulla sua identità: è Logan Kennedy, il padre di Robert, colui che un tempo l’ha abbandonata dopo aver approfittato di lei… Per quale strano scherzo del destino quest’ombra del passato si ripresenta sulla sua strada?
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### Sinossi
Sono passati dodici anni, ma Charlotte non ha dimenticato. Solo per disperazione e per dare un nome al figlio che aspettava, aveva sposato il ricco e anziano Matthew Derby. Ora, rimasta vedova e senza un soldo di eredità, accetta un posto di bambinaia su un’isola sperduta del Mar dei Caraibi, per poter tenere con sé il piccolo Robert. Ma al molo di San Cristobal trova ad attenderla un uomo. Non ci sono dubbi sulla sua identità: è Logan Kennedy, il padre di Robert, colui che un tempo l’ha abbandonata dopo aver approfittato di lei… Per quale strano scherzo del destino quest’ombra del passato si ripresenta sulla sua strada?

Il figlio maschio

“Che può fare un uomo per garantirsi l’eternità, se non passare il testimone al figlio maschio?” si domanda il vecchio don Turiddu Ciuni, mentre sente che la vita gli scappa via. Non si dà pace che la moglie si sia ostinata a far studiare tutti e dodici i loro figli, femmine comprese, e che nessuno di loro voglia occuparsi del feudo di Testasecca, nell’entroterra siciliano. La delusione più grande gliel’ha data ovviamente il primogenito, Filippo, che alla terra ha preferito la letteratura, aprendo una libreria e pure una casa editrice. “Grandissime minchiate”, secondo l’anziano padre. Non la pensa così Concettina, che adora quel suo fratello sognatore e – siamo nel 1934 – vede in lui la possibilità di un futuro migliore per l’intera famiglia. Ma il destino si divertirà a sovvertire ogni aspettativa e, negli ottant’anni di storia raccontati in questo romanzo, chiamerà proprio lei, le sue figlie e le nipoti, a dimostrare quella straordinaria capacità di resistere che è propria di ogni donna.
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Figlio di Dio

Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è uno dei tanti ‘poveri bianchi’ che popolano le catapecchie e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori dal tempo dove la Storia è scandita dai linciaggi e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità e l’incesto sono la regola, dove la miseria e l’abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un’aula di tribunale o di una stanza d’ospedale.
Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard, il contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, si trasforma in un animale da preda: da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo.
Le scorribande sempre piú sanguinose di questo serial killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee, e a commentarle è un coro di personaggi che, come sempre, attinge a quel museo degli orrori che è l’immaginazione di uno scrittore peraltro capace di insospettate, improvvise delicatezze.

(source: Bol.com)

Il figlio dell’oscurità. I difensori di Shannara

“Quando il menestrello Reyn Frosch usava il Canto nel modo sbagliato, reagendo per collera o per paura, la magia lo rapiva e lo gettava in un nulla profondo e tenebroso, un luogo in cui ogni cosa spariva e il tempo si fermava. Accadeva all’improvviso e senza avvertimento. Era come se venisse strappato dal suo stesso corpo.” Che eccezionale potere sprigiona da questo Canto, capace di incantare o distruggere i propri nemici? Un dono da nascondere, da proteggere gelosamente? Se quell’energia cadesse nelle mani sbagliate gli stessi equilibri delle Quattro Terre sarebbero messi a rischio. Paxon Leah, protettore dell’Ordine dei Druidi, è ben consapevole del rischio; sa che agli estremi confini, nei lontani villaggi delle Terre del Sud, la minaccia del Canto Magico si è già manifestata, sa di dover intervenire facendo appello al suo sangue, al coraggio della dinastia guerriera che un tempo regnava sulle Terre Alte. Ancora stremato dallo sconvolgente duello con lo stregone Arcannen, senza più il sostegno del Druido Supremo, è compito di Paxton combattere la subdola magia. E farà di tutto per riuscire nell’impresa, prima che Arcannen catturi il menestrello, carpisca il segreto del Canto Magico e appaghi la sete di vendetta che lo divora. “Il Figlio dell’Oscurità” è il secondo libro dei “Difensori di Shannara”.

Il Figlio dell’Oscurità

“Quando il menestrello Reyn Frosch usava il Canto nel modo sbagliato, reagendo per collera o per paura, la magia lo rapiva e lo gettava in un nulla profondo e tenebroso, un luogo in cui ogni cosa spariva e il tempo si fermava. Accadeva all’improvviso e senza avvertimento. Era come se venisse strappato dal suo stesso corpo.” Che eccezionale potere sprigiona da questo Canto, capace di incantare o distruggere i propri nemici? Un dono da nascondere, da proteggere gelosamente? Se quell’energia cadesse nelle mani sbagliate gli stessi equilibri delle Quattro Terre sarebbero messi a rischio. Paxon Leah, protettore dell’Ordine dei Druidi, è ben consapevole del rischio; sa che agli estremi confini, nei lontani villaggi delle Terre del Sud, la minaccia del Canto Magico si è già manifestata, sa di dover intervenire facendo appello al suo sangue, al coraggio della dinastia guerriera che un tempo regnava sulle Terre Alte. Ancora stremato dallo sconvolgente duello con lo stregone Arcannen, senza più il sostegno del Druido Supremo, è compito di Paxton combattere la subdola magia. E farà di tutto per riuscire nell’impresa, prima che Arcannen catturi il menestrello, carpisca il segreto del Canto Magico e appaghi la sete di vendetta che lo divora.
*Il Figlio dell’Oscurità* è il secondo appassionante libro dei “Difensori di Shannara”, l’ultima trilogia imperdibile della più grande epopea fantasy mai raccontata.
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### Sinossi
“Quando il menestrello Reyn Frosch usava il Canto nel modo sbagliato, reagendo per collera o per paura, la magia lo rapiva e lo gettava in un nulla profondo e tenebroso, un luogo in cui ogni cosa spariva e il tempo si fermava. Accadeva all’improvviso e senza avvertimento. Era come se venisse strappato dal suo stesso corpo.” Che eccezionale potere sprigiona da questo Canto, capace di incantare o distruggere i propri nemici? Un dono da nascondere, da proteggere gelosamente? Se quell’energia cadesse nelle mani sbagliate gli stessi equilibri delle Quattro Terre sarebbero messi a rischio. Paxon Leah, protettore dell’Ordine dei Druidi, è ben consapevole del rischio; sa che agli estremi confini, nei lontani villaggi delle Terre del Sud, la minaccia del Canto Magico si è già manifestata, sa di dover intervenire facendo appello al suo sangue, al coraggio della dinastia guerriera che un tempo regnava sulle Terre Alte. Ancora stremato dallo sconvolgente duello con lo stregone Arcannen, senza più il sostegno del Druido Supremo, è compito di Paxton combattere la subdola magia. E farà di tutto per riuscire nell’impresa, prima che Arcannen catturi il menestrello, carpisca il segreto del Canto Magico e appaghi la sete di vendetta che lo divora.
*Il Figlio dell’Oscurità* è il secondo appassionante libro dei “Difensori di Shannara”, l’ultima trilogia imperdibile della più grande epopea fantasy mai raccontata.
### Dalla seconda/terza di copertina
“Quando il menestrello Reyn Frosch usava il Canto nel modo sbagliato, reagendo per collera o per paura, la magia lo rapiva e lo gettava in un nulla profondo e tenebroso, un luogo in cui ogni cosa spariva e il tempo si fermava. Accadeva all’improvviso e senza avvertimento. Era come se venisse strappato dal suo stesso corpo.” Che eccezionale potere sprigiona da questo Canto, capace di incantare o distruggere i propri nemici? Un dono da nascondere, da proteggere gelosamente? Se quell’energia cadesse nelle mani sbagliate gli stessi equilibri delle Quattro Terre sarebbero messi a rischio. Paxon Leah, protettore dell’Ordine dei Druidi, è ben consapevole del rischio; sa che agli estremi confini, nei lontani villaggi delle Terre del Sud, la minaccia del Canto Magico si è già manifestata, sa di dover intervenire facendo appello al suo sangue, al coraggio della dinastia guerriera che un tempo regnava sulle Terre Alte. Ancora stremato dallo sconvolgente duello con lo stregone Arcannen, senza più il sostegno del Druido Supremo, è compito di Paxton combattere la subdola magia. E farà di tutto per riuscire nell’impresa, prima che Arcannen catturi il menestrello, carpisca il segreto del Canto Magico e appaghi la sete di vendetta che lo divora.

Il figlio del deserto

LA CONFRATERNITA DI BLACK CASTLE – Una volta divenuti ricchi e potenti dovranno scegliere tra amore e vendetta. Fin dal loro primo, fatale incontro la Principessa Jenan Aal Ghamdi rimane turbata dalla sensualità travolgente del potente Sceicco Numair Al Aswad e non esita a chiedergli aiuto per evitare un matrimonio impostole dalla famiglia. Sa che dovrà pagare un prezzo, ma non immagina quale! Durante i venticinque anni di prigionia al servizio dell’Organizzazione, Numair si è prefisso due scopi: distruggere chi lo ha rapito da bambino e riprendersi il suo regno nel deserto. L’incontro con Jenan si rivela vitale per i suoi piani. Ciò che le propone, però, è troppo persino per una donna innamorata.

Il figlio (Scatti)

In questa opera l’autore dialoga con il figlio Lion, morto a ventun anni per una meningite fulminante, trascinandoci nel racconto di un dolore inconcepibile narrato con infinito pudore, eleganza e, non ultimo, un sottile senso dello humour. Ci accompagna la voce benevola di Lion che, mentre assiste al dolore dei genitori, fa riaffiorare i ricordi della vita passata, cercando di incoraggiarli nell’affrontare la vita che li attende. Ex anarchico, ex sessantottino, rigorosamente ateo, Michel Rostain lascia aperti tutti gli interrogativi che appartengono alla morte, riuscendo mirabilmente a mantenere l’equilibrio tra descrivere il più grande dolore che sia dato di provare agli uomini, la perdita di un figlio, e la consapevolezza di consegnare la propria esperienza ai lettori tramite un romanzo privo di retorica o compiacimento ma pieno d’amore per la vita.
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### Sinossi
In questa opera l’autore dialoga con il figlio Lion, morto a ventun anni per una meningite fulminante, trascinandoci nel racconto di un dolore inconcepibile narrato con infinito pudore, eleganza e, non ultimo, un sottile senso dello humour. Ci accompagna la voce benevola di Lion che, mentre assiste al dolore dei genitori, fa riaffiorare i ricordi della vita passata, cercando di incoraggiarli nell’affrontare la vita che li attende. Ex anarchico, ex sessantottino, rigorosamente ateo, Michel Rostain lascia aperti tutti gli interrogativi che appartengono alla morte, riuscendo mirabilmente a mantenere l’equilibrio tra descrivere il più grande dolore che sia dato di provare agli uomini, la perdita di un figlio, e la consapevolezza di consegnare la propria esperienza ai lettori tramite un romanzo privo di retorica o compiacimento ma pieno d’amore per la vita.

La figlia

Una famiglia unita e felice, un padre affettuoso che ha cresciuto con amore la sua bambina, la sua prediletta, una ragazza seria e di talento con un futuro brillante davanti a sé. Ignara che quell’uomo, il padre adorato, è considerato il ‘Boia dei Balcani’. Epico, emozionante, di intollerabile verità, tra i maggiori romanzi spagnoli del 2012.

(source: Bol.com)

La figlia più bella: Un caso per il commissario Melis

Giugno 1986. Mentre tutta l’Italia segue i mondiali di calcio, una ragazza viene trovata affogata in una roggia nelle campagne di Abbiategrasso: non è un incidente, ma l’assassino non ha abusato sessualmente della vittima.
L’indagine, partita male, viene affidata a Melis. Che sa bene come, in questi casi, i primi sospetti si devono concentrare sulla cerchia dei famigliari. I quali, però, nella loro cascina isolata fra i campi, non soltanto forniscono solidi alibi l’uno con l’altro, ma sembrano sinceramente provati dal dolore.
L’attenzione del commissario si sposta perciò sulla ricca cittadina, dove tutti, o quasi, conducono una vita apparentemente esemplare ma dove in realtà ciascuno ha i propri più o meno inconfessabili segreti, in uno spaccato di vita di provincia della quale Tuzzi raffigura vizi privati e pubbliche virtù. Non mancano poi le lettere anonime, a schizzar fango e sospetti ora su questo ora su quello, arrivando persino a gettare ombre sul passato della povera ragazza morta alla quale, forse, qualcuno aveva promesso una carriera da attrice cinematografica.
Coadiuvato da personale di polizia a lui sconosciuto, Melis non sottovaluta nessuna traccia, eppure qualcosa gli dice che le origini del delitto vanno cercate altrove. Ma dove? Lentamente, si delinea una possibile pista. Una brutta, sporca pista. Sulla quale Melis lancia i suoi abituali collaboratori, gli agenti della sua Squadra: e D’Aiuto, Ferrini e Giovannini si dimostrano all’altezza delle aspettative, anche se la soluzione del caso si presenterà improvvisa e amara – una crudele smentita a ogni raziocinio investigativo.
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### Sinossi
Giugno 1986. Mentre tutta l’Italia segue i mondiali di calcio, una ragazza viene trovata affogata in una roggia nelle campagne di Abbiategrasso: non è un incidente, ma l’assassino non ha abusato sessualmente della vittima.
L’indagine, partita male, viene affidata a Melis. Che sa bene come, in questi casi, i primi sospetti si devono concentrare sulla cerchia dei famigliari. I quali, però, nella loro cascina isolata fra i campi, non soltanto forniscono solidi alibi l’uno con l’altro, ma sembrano sinceramente provati dal dolore.
L’attenzione del commissario si sposta perciò sulla ricca cittadina, dove tutti, o quasi, conducono una vita apparentemente esemplare ma dove in realtà ciascuno ha i propri più o meno inconfessabili segreti, in uno spaccato di vita di provincia della quale Tuzzi raffigura vizi privati e pubbliche virtù. Non mancano poi le lettere anonime, a schizzar fango e sospetti ora su questo ora su quello, arrivando persino a gettare ombre sul passato della povera ragazza morta alla quale, forse, qualcuno aveva promesso una carriera da attrice cinematografica.
Coadiuvato da personale di polizia a lui sconosciuto, Melis non sottovaluta nessuna traccia, eppure qualcosa gli dice che le origini del delitto vanno cercate altrove. Ma dove? Lentamente, si delinea una possibile pista. Una brutta, sporca pista. Sulla quale Melis lancia i suoi abituali collaboratori, gli agenti della sua Squadra: e D’Aiuto, Ferrini e Giovannini si dimostrano all’altezza delle aspettative, anche se la soluzione del caso si presenterà improvvisa e amara – una crudele smentita a ogni raziocinio investigativo.

La Figlia Più Bella

Giugno 1986. Mentre tutta l’Italia segue i mondiali di calcio, una ragazza viene trovata affogata in una roggia nelle campagne di Abbiategrasso: non è un incidente, ma l’assassino non ha abusato sessualmente della vittima.
L’indagine, partita male, viene affidata a Melis. Che sa bene come, in questi casi, i primi sospetti si devono concentrare sulla cerchia dei famigliari. I quali, però, nella loro cascina isolata fra i campi, non soltanto forniscono solidi alibi l’uno con l’altro, ma sembrano sinceramente provati dal dolore.
L’attenzione del commissario si sposta perciò sulla ricca cittadina, dove tutti, o quasi, conducono una vita apparentemente esemplare ma dove in realtà ciascuno ha i propri più o meno inconfessabili segreti, in uno spaccato di vita di provincia della quale Tuzzi raffigura vizi privati e pubbliche virtù. Non mancano poi le lettere anonime, a schizzar fango e sospetti ora su questo ora su quello, arrivando persino a gettare ombre sul passato della povera ragazza morta alla quale, forse, qualcuno aveva promesso una carriera da attrice cinematografica.
Coadiuvato da personale di polizia a lui sconosciuto, Melis non sottovaluta nessuna traccia, eppure qualcosa gli dice che le origini del delitto vanno cercate altrove. Ma dove? Lentamente, si delinea una possibile pista. Una brutta, sporca pista. Sulla quale Melis lancia i suoi abituali collaboratori, gli agenti della sua Squadra: e D’Aiuto, Ferrini e Giovannini si dimostrano all’altezza delle aspettative, anche se la soluzione del caso si presenterà improvvisa e amara – una crudele smentita a ogni raziocinio investigativo.

La Figlia Perfetta: Megan Hope

VERSIONE RIVEDUTA E CORRETTA La vicenda narrata nel romanzo ruota attorno alla nascita di Megan, avvenuta tramite un esperimento scientifico. Un esperimento ardito, eccezionale, blasfemo… avveniristico. Megan, sin dalla tenera età, darà prova di avere delle capacità straordinarie. Capacità che sconvolgeranno gli stessi scienziati che l’hanno creata. Capacità che però vorranno essere sfruttate da Aurel e la sua setta. Aurel, l’illuminato, intende ristabilire un «nuovo ordine mondiale» a spese però della libertà e della vita di tutti gli esseri umani della Terra. L’azione ardita e sconsiderata di un giovane, sconvolgerà i piani di tutti. Megan scoprirà che la sua esistenza è stata «costruita» a dovere per tenerla prigioniera. Tra Megan e Alex, da subito, si svilupperà inevitabilmente una bella intesa. Nonostante ciò, nella vita di Megan, nulla sarà facile, nulla sarà concesso tanto facilmente. Lei è la Figlia Perfetta, lotterà e soffrirà per trovare il suo posto nel mondo. Il romanzo La Figlia Perfetta è storia, è mito, è mistica… ma è anche amore, avventura, gioia e dramma. Fantascienza ardita, avventura e amore… tutto questo è la Figlia Perfetta … un romanzo pensato per tenere il lettore incollato alle sue pagine… un romanzo fluido e scorrevole, che coinvolge sin dalla prima riga. Buona lettura a tutti voi. Emozioni Scritte.
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La figlia dello stregone

Come sogno, come magia, così si enunciano le leggende meravigliose di Shannara. Nella ricostruzione prodigiosa della vasta città di Arishaig, nel carisma malvagio di Arcannen Rai, nella vertiginosa altezza della Torre della Fenice, nell’amore struggente che lega Paxon e Leofur Rai, nel sublime Canto Magico che tutti gli elementi controlla, nella micidiale potenza delle armi a raggi ustori, nell’indifferente crudeltà di uno Sleath, e ancora nella misteriosa sparizione di Crysallin e nelle ombre paurose che accerchiano la Fortezza dei Druidi, così si enunciano il sorgere, il durare di una delle più belle saghe fantasy mai concepite.Con l’avventura estrema della luminosa Leofur, con la sua lotta all’ultimo sangue con il suo potente Padre, Terry Brooks ci consegna il terzo e ultimo libro dei “Difensori”, lasciando all’immaginazione dei suoi lettori l’evoluzione di un’epopea che riserverà, a breve, un’altra sorpresa, già annunciata dal suo editore Del Rey di New York.E chi ha detto che Terry Brooks è l’erede legittimo di J.R.R. Tolkien aveva ragione, ha detto una cosa giusta.