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Le morti concentriche

Cinque splendidi racconti compongono questo volumetto.
“La casa di Mapuhi” ci porta negli incantati mari del sud, dove tempeste improvvise possono cancellare in un batter d’occhio interi villaggi.
“La legge della vita”, ambientato tra gli indiani d’America, ricorda il film capolavoro di Imamura.
“La ballata di Narayama”, in cui la tradizione vuole che la morte di un vecchio consenta ad un giovane di sopravvivere. Così è per l’anziano capovillaggio Koskoosh, abbandonato dalla tribù che deve spostare l’accampamento con l’arrivo dell’inverno.
“Faccia perduta” è una inquietante parabola sulla sopravvivenza tra i ladri di pelli dell’Alaska e della Kamchatka.
“L’ombra e il baleno” è un curioso apologo sul tentativo di raggiungere l’invisibilità. Due amici ci provano: uno attraverso la rifrazione dei colori, l’altro attraverso l’assorbimento, l’eterna lotta tra il bianco e il nero.
“Le morti concentriche” narra lo spietato meccanismo di una società segreta di anarchici.
Anche in questi racconti, come in tutta l’opera di London, si incontrano e si affratellano due ideologie opposte: la dottrina darwiniana della sopravvivenza del più forte nella lotta per la vita, e l’infinito amore per l’umanità.

Una morte perfetta

Una morte perfetta by Angela Marsons
Numero 1 in Italia e Inghilterra
Un grande thriller
Dall’autrice del bestseller Urla nel silenzio
Il laboratorio di Westerley non è un posto per i deboli di cuore. Si tratta di una struttura che studia i cadaveri in decomposizione. Ma quando la detective Kim Stone e la sua squadra scoprono proprio lì il corpo ancora caldo di una giovane donna, diventa chiaro che un assassino ha trovato il posto perfetto per coprire i suoi delitti. Quanti dei corpi arrivati al laboratorio sono sue vittime? Mentre i sospetti di Kim si fanno inquietanti, una seconda ragazza viene aggredita e rinvenuta in fin di vita con la bocca riempita di terra. Non c’è più alcun dubbio: c’è un serial killer che va fermato il prima possibile, o altre persone saranno uccise. Ma chi sarà la prossima vittima? Appena Tracy Frost, giornalista della zona, scompare improvvisamente, le ricerche si fanno frenetiche. Kim sa bene che la vita della donna è in grave pericolo e intende setacciarne il passato per trovare la chiave che la condurrà all’assassino. Riuscirà a decifrare i segreti di una mente contorta e spietata, pronta a uccidere ancora? 
Un’autrice da oltre 3 milioni di copie
Pubblicata in 26 lingue
Numero 1 in Italia e Inghilterra
I morti non parlano… a meno che qualcuno non li stia a sentire
«Angela Marsons è proprio brava. L’avevo candidata al trono di Regina del giallo lasciato vacante da Patricia Cornwell e riconfermo la nomination.»
Antonio D’Orrico su La Lettura
«Kim Stone è una detective che dovete assolutamente conoscere.»
d.repubblica.it
«Angela Marsons è paragonabile al campione americano del thriller James Patterson.»
Il Corriere della Sera
«Trama e scrittura afferrano il lettore come vuole la tradizione britannica.»
Il Fatto Quotidiano
**Angela Marsons**
Ha esordito nel thriller con Urla nel silenzio, bestseller internazionale ai primi posti delle classifiche anche in Italia. La serie di libri che vede protagonista la detective Kim Stone prosegue con Il gioco del male, La ragazza scomparsa e il nuovo romanzo Una morte perfetta. Angela vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller. I suoi libri hanno già venduto più di 3 milioni di copie.

Una morte in diretta

Una morte in diretta by Peter James
***«James conduce il lettore in un’orrifica intersezione tra la perversione più torbida e la tecnologia. La costruzione della suspense è impeccabile e travolge il lettore fino alla fine.»***
**Publishers Weekly**

Tom Bryce ha agito come qualsiasi persona perbene avrebbe fatto. Ma poche ore dopo aver raccolto il cd che qualcuno aveva dimenticato sul sedile del treno accanto a lui e aver tentato di restituirlo al suo proprietario, ha capito di essere l’unico testimone di un omicidio spietato.
Nulla da quel momento sarà più come prima. Per lui e per i suoi cari. La sua splendida famiglia finisce infatti insieme a Tom sotto la minaccia dei colpevoli: sua moglie Kellie e i bambini faranno la stessa fine della vittima nel video se Tom andrà alla polizia a denunciare il fatto. Ma grazie al sostegno di Kellie, Tom trova il coraggio di parlare all’ispettore Roy Grace, un uomo a sua volta non privo di demoni contro cui lottare.
Da quel momento per i coniugi Bryce le ore sono contate: la loro fine orribile viene preannunciata sul web, generando una macabra aspettativa. Di lì a poco sarà possibile accedere alla rete e vederli in trappola, assistere alla loro morte in diretta… Anche per l’indagine di Roy Grace, dunque, il tempo sta per scadere.
Un nuovo, appassionante caso dell’ispettore Roy Grace dalla penna di uno dei maestri della crime fiction internazionale.

La morte ha mille mani. Un’indagine del commissario Cataldo

È il Re Mida della chirurgia plastica; tutto ciò che le sue mani toccano in sala operatoria (ricche borghesi sfiorite, starlet in cerca di fortuna, attori isterici e imprenditori decrepiti) si trasforma nell'oro di una apparente giovinezza ritrovata. E ricco, potente, ammirato, rispettato. Non da tutti, però. Perché a Modena esiste almeno una persona che nutre un terribile risentimento nei suoi confronti; un odio senza confini che sfocia nell'omicidio. La notizia della morte del chirurgo scuote la sonnacchiosa cittadina emiliana fin dalle fondamenta; incaricato delle indagini è il commissario Giovanni Cataldo, poliziotto espertissimo ma sempre più in crisi con se stesso e la propria famiglia. Ciononostante Cataldo si aggrappa al senso del dovere e inizia a indagare. Le piste possibili sono innumerevoli; le testimonianze appaiono ambigue e contraddittorie, mentre il modus operandi dell'assassino è stato di una tale raffinatezza da non lasciare quasi traccia.

La morte è soltanto il principio

Londra, 1926 d.C.
Quando Evelyn Carnahan rivede dopo alcuni anni la sua vecchia amica d’infanzia Anne Howard, si rende subito conto di quanto sia cambiata. La ragazza perennemente annoiata e insofferente, che ricordava, si è trasformata in una giovane donna sicura di sé, per niente addolorata dalla recente morte del marito Robert MacElister, avvenuta in circostanze misteriose durante una campagna di scavi in Egitto.
Inoltre, al suo ritorno a Londra dopo questo viaggio, la giovane vedova ha portato con sé, oltre che una grande quantità di reperti da esporre al British Museum, uno strano egiziano di nome Assad, indossante il tatuaggio dei Med-Jai, gli antichi guardiani di Hamunaptra, la Città dei Morti scoperta non molto tempo prima proprio da Evelyn, suo fratello John e Rick O’Connell.
Non tutto quello che Anne ha rinvenuto ad Hamunaptra, però, è stato esposto durante la mostra. Due sono gli artefatti, che la donna ha deciso di tenere per sé: una mummia malridotta e un libro nero, che necessita di una chiave per essere aperto.
Ma ciò che Anne e Assad non sanno è che nel loro viaggio di ritorno sono stati seguiti anche da un’oscura presenza in cerca di una vendetta vecchia di tremila anni.
Nel tentativo di risolvere questo nuovo mistero, i fratelli Carnahan e l’americano Rick O’Connell dovranno ben presto scontrarsi con forze sovrannaturali di gran lunga al di sopra della loro portata e saranno costretti, loro malgrado, a combattere ancora una volta per salvare il mondo.
Nel farlo, però, troveranno in un vecchio nemico un inatteso e potente alleato.
Questo romanzo, originariamente scritto pochi mesi dopo l’uscita del film “La Mummia” (del 1999), ne rappresenta un sequel alternativo rispetto a quello uscito due anni dopo. Si tratta di un’opera dedicata ai fan della saga, che contiene sia personaggi e ambientazioni completamente originali che ispirati al film e che quindi viene qui proposta a puro scopo di intrattenimento.
Se avete amato “La Mummia”, non potete perdere questa storia e così immaginare un nuovo destino per il Grande Sacerdote di Osiride, Imhotep, e tutti i suoi altri protagonisti.
Il libro è scaricabile gratuitamente da [Smashwords](http://www.smashwords.com/books/view/138178).

Morte e elezione del papa: norme, riti e conflitti

Il Medioevo trasmette all’Età moderna le norme, i riti e i simboli che scandivano gli eventi spesso drammatici della morte del papa e dell’elezione del successore. Questo volume propone una lettura degli interregni papali dal XV al XIX secolo, evidenziando, oltre ai molti elementi di continuità con la fase storica precedente, gli apporti specifici dell’Età moderna. La compresenza fino al 1870 nella figura fisica del papa del principe territoriale dello Stato Ecclesiastico e del Vicario di Cristo e anche le trasformazioni della residenzialità del papa (dal Vaticano al Quirinale) spiegano molte delle innovazioni rituali che qui individuiamo. Il lettore scoprirà anche quanto forte fosse in Età moderna la dimensione politica della elezione papale e come i rapporti di forza internazionali condizionassero le fazioni cardinalizie. Anche se ciascun conclave aveva una sua storia, nel volume si rintracciano dinamiche ricorrenti e una tensione permanente tra l’aspirazione all’autonomia ecclesiastica e l’irruzione dei conflitti esterni nello spazio chiuso dei conclavi.

Una morte dolcissima

Una morte dolcissima by Simone de Beauvoir
Con l’avanzare del male, il mondo esterno perde sempre piú consistenza, fino a scomparire. Rimane solo la camera d’ospedale in cui tre donne, la madre e le figlie, continuano a combattere da una trincea impossibile. In questo microcosmo che attende l’imminente catastrofe, vivono anche altri personaggi: i medici, preoccupati di sperimentare sulla paziente la loro scienza; le infermiere, impassibili nella sicurezza dei loro gesti professionali; e le ombre della vita già trascorsa, delle occasioni perdute, di una borghese vicenda matrimoniale vissuta dalla madre come una grande avventura…
Da questa cronaca commossa nasce una forza di attaccamento alla vita che non è pura invenzione letteraria; nasce il piacere di ritrovare antichi gesti consolatori, una umana attenzione per gli altri, che fanno del romanzo anche una dolce speranza di vita.

Morte di Danton

La morte di Danton by Georg Büchner
Sotto l’apparenza del dramma storico *Morte di Danton* nasconde i nervi scoperti della condizione umana, cosí come sarà rivelata e rappresentata un secolo dopo, nel Novecento, con quella stessa incandescenza, la stessa disillusione, lo stesso urlo soffocato. Per Büchner, come per Leopardi, la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte vive e presenti. Quello che commuove, in *Morte di Danton*, è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza di cui ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal Nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana.
**Mario Martone**

La morte della pubblicità

"All'inizio, era il verbo. Poi, il verbo si nascose e la persuasione divenne occulta…". Questo provocatorio saggio, scritto da un pubblicitario "pentito", è diventato un vero e proprio cult negli anni Novanta. Tutte le profezie in esso contenute si sono avverate. Contiene un lungo elenco di quesiti cui il mondo della comunicazione deve ancora rispondere. Ma è anche il manifesto di una nuova ecologia mentale per sopravvivere a quello che l'autore definisce Media Evo, fornendo tutti gli strumenti per comprendere dall'interno i segreti della comunicazione pubblicitaria e diventarne possibilmente immuni. Dalle vecchie tecniche di persuasione ai nuovi scenari che si stanno aprendo, con la denuncia di un gravissimo pericolo: se tutta la comunicazione tende al modello pubblicitario, dovranno esserne ridefiniti al più presto i metodi altrimenti, per dirla con McLuhan, la sua intrinseca stupidità si diffonderà a velocità elettronica. Per questo e per molti altri motivi la vecchia pubblicità, se non è ancora morta, deve morire. Questa nuova edizione è arricchita da sezioni dedicate all'analisi della comunicazione, al digitale e alle sfide che verranno. Se, dopo il Media Evo, ci sarà un nuovo Rinascimento.

Morte dell’inquisitore

“Morte dell’inquisitore” (1964) occupa un luogo del tutto a parte nell’opera di Leonardo Sciascia. La ragione ne fu data dall’autore stesso: «è un libro non finito, che non finirò mai, che sono sempre tentato di riscrivere e che non riscrivo aspettando di scoprire ancora qualcosa». Un libro, dunque, fondato su un mistero non del tutto svelato, forse non del tutto svelabile. E inoltre il libro dove Sciascia ha disegnato la figura di un suo antenato ideale, l’eretico Diego La Matina («personaggio che non doveva più lasciarmi»). Il tema dell’Inquisizione, infine, rimane (e rimarrà sempre) quanto mai delicato, perché – come scrisse Sciascia stesso con memorabile efficacia – «appena si dà di tocco all’Inquisizione, molti galantuomini si sentono chiamare per nome, cognome e numero di tessera del partito cui sono iscritti». Parole che ci fanno intendere, come meglio non si potrebbe, l’attualità immediata che questo libro ha per noi e confermano un’altra annotazione di Sciascia: «Mi sono interessato all’Inquisizione poiché questa è lungi dal non esistere più nel mondo».
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### Sinossi
“Morte dell’inquisitore” (1964) occupa un luogo del tutto a parte nell’opera di Leonardo Sciascia. La ragione ne fu data dall’autore stesso: «è un libro non finito, che non finirò mai, che sono sempre tentato di riscrivere e che non riscrivo aspettando di scoprire ancora qualcosa». Un libro, dunque, fondato su un mistero non del tutto svelato, forse non del tutto svelabile. E inoltre il libro dove Sciascia ha disegnato la figura di un suo antenato ideale, l’eretico Diego La Matina («personaggio che non doveva più lasciarmi»). Il tema dell’Inquisizione, infine, rimane (e rimarrà sempre) quanto mai delicato, perché – come scrisse Sciascia stesso con memorabile efficacia – «appena si dà di tocco all’Inquisizione, molti galantuomini si sentono chiamare per nome, cognome e numero di tessera del partito cui sono iscritti». Parole che ci fanno intendere, come meglio non si potrebbe, l’attualità immediata che questo libro ha per noi e confermano un’altra annotazione di Sciascia: «Mi sono interessato all’Inquisizione poiché questa è lungi dal non esistere più nel mondo».

Morte del piccolo giudice

In una piazza deserta alla periferia di Saint- Nazaire due bambini scoprono un cadavere. Si tratta del giudice Ménaudoux, morto d’infarto in seguito a una brutale aggressione. Se non si trattasse di un uomo in vista, il delitto verrebbe archiviato come la tragica conseguenza di un atto criminoso compiuto da un piccolo delinquente. Ma il morto è proprio colui che i mass-media avevano soprannominato “il piccolo giudice”. La personalità della vittima e le circostanze della sua morte rendono il caso scottante. Ménaudoux è stato assassinato intenzionalmente? E se sì, per quale motivo? Mary Lester viene spedita al locale commissariato per occuparsi della vicenda. Aggirandosi per i sobborghi della città scopre indizi che nessuno aveva considerato e poco alla volta, vincendo anche la ritrosia dei colleghi a volerla spalleggiare, incastra le tessere di un puzzle torbido nel quale alla fine la verità è, forse, banale e sicuramente molto amara.

La morte al cancello

La morte al cancello: I casi di Petri e Miceli by Gianni Simoni
In una fredda notte bresciana la ricca e bella moglie di un medico molto in vista viene barbaramente uccisa davanti al cancello della sua villa. Qualche giorno più tardi i corpi senza vita di due senzatetto vengono ritrovati nella periferia della città. Due casi apparentemente lontanissimi, due casi che scottano sulla scrivania del commissario Miceli, perché rischiano di attirare troppo l’attenzione pubblica. Ma non sarà solo: al suo fianco ci sarà l’ex giudice Petri, che, sempre assetato di giustizia, nonostante l’età, e insofferente alla sua altrimenti noiosa vita da pensionato, non esita a buttarsi in una nuova indagine. Se il primo caso sembra non trovare risposta – chi poteva avercela con due barboni che non avevano mai dato fastidio a nessuno? – il secondo parrebbe averne troppe, perché molti potevano avere interesse a togliere di mezzo la bella signora: il marito, dall’alibi zoppicante, l’amante troppo giovane, il marito dell’amica assetato di soldi… Un noir raffinato, in cui la soluzione prende forma lentamente, seguendo percorsi pieni di ombre, come le vie di quella città, Brescia, che fa da inconfondibile sfondo alle indagini di Petri e Miceli, amici e alleati in nome della giustizia.

Morte accidentale di un anarchio

Now part of the canon of Italian plays, Morte accidentale di un anarchico, in its original form as a subversive piece of political theatre. Based on the events of December 1969 when Guiseppe Pinelli, the anarchist, ‘fell’ to his death from a fourth floor window of the police headquarters in Milan, where he was being held for questioning in connection with the bomb in Pialla Fontana. This edition sets the play in its historical and political context and introduces readers to Fo’s political thought and theatrical practice. The text has been edited for sixth form and university students but will be useful to anyone who wants to read a salient text of the period with the help of notes and vocabulary.

(source: Bol.com)

La morte a Venezia

La morte a Venezia by Thomas Mann
In La morte a Venezia (1913) è narrata la storia di una passione senile dello scrittore Aschenbach, sullo sfondo di una Venezia equivoca e torbida in cui s’annuncia il colera: su quello sfondo morboso ed enigmatico la passione si chiarisce e si esalta, fino al crollo totale del tipico eroe manniano, travagliato dalla lotta incessante fra l’aspirazione eroica della perfezione e dell’autodisciplina e il decadentistico amore dell’irregolare e del dissoluto. Tristano è del 1903: torna, come nei Buddenbrook, la musica wagneriana a motivo conduttore di un processo di dissoluzione fisica e spirituale. Tonio Kroger, pure del 1903, è opera propriamente autobiografica. Il motivo dell’acuta nostalgia di un’adolescenza irrimediabilmente lontana, di una vita semplice e felice, vi è espresso in pagine bellissime alle quali si alternano altre mirabili pagine di critica dell’arte.

Morte a domicilio

Narrato in prima persona e sotto forma di dialogo, “Morte a domicilio” si configura come l’inesausto monologo del protagonista, il commissario Antonio Mariani, che inavvertitamente scivola dal preciso e fedele resoconto sulle indagini di polizia intorno ad alcuni omicidi seriali al lacunoso e reticente racconto delle proprie difficoltà matrimoniali. La vita privata del protagonista diventa tanto importante da sfociare nella duplicazione della figura del detective. In una Genova appena accennata, anche se riconoscibile, si snoda l’indagine poliziesca e l’altra, legata alla prima da nodi sempre più stretti, su un problematico rapporto di coppia.

Il morso

Palermo, 1847. Lucia Salvo ha sedici anni, gli occhi come ‘due mandorle dure’ e una reputazione difficile da ignorare: nella sua città, Siracusa, viene considerata una ‘babba’, ossia una pazza. La nomea le è stata attribuita a causa del ‘fatto’, ovvero il ricorrere di improvvise e violente crisi convulsive, con conseguente perdita della coscienza. Il ‘fatto’ aleggia sulla vita di Lucia come un’imminenza sempre prossima a manifestarsi, un’ombra che la precede e di cui nessun medico ha saputo formulare una diagnosi, a parte un tale John Hughlings Jackson che al ‘fatto’ ha dato un nome balordo: epilessia. Un nome che le illustri eminenze mediche siciliane hanno liquidato con una mezza alzata di spalle. Per volontà della madre, speranzosa di risanare le sorti della famiglia, Lucia viene mandata a Palermo a servizio presso la casa dei conti Ramacca. Un compito che la ‘babba’ accetta a malincuore, sapendo che il Conte figlio si è fatto esigente in tema di servitù femminile. Da quando, infatti, in lui prorompe la vita di un uomo, l’intera famiglia si è dovuta scomodare a trovargli serve adatte alla fatica, ma anche, e soprattutto, agli esercizi d’amore. Stufo delle arrendevoli ragazze che si avvicendano nel suo letto, il Conte figlio è alla ricerca di una donna che per una volta gli sfugga, dandogli l’impressione che la caccia sia vera e che il trofeo abbia capitolato solo per desiderio. O, meglio, per amore. Quando il nano Minnalò, suo fedele consigliere, gli conduce Lucia, il Conte figlio le si accosta perciò con consumata e indifferente esperienza, certo che la bella siracusana non gli opporrà alcuna resistenza. La ragazza, però, gli sferra un morso da furetto. Un morso veloce, stizzito, che lo fa sanguinare e ridere stupefatto. Un gesto di inaspettata ribellione che segnerà per sempre la vita di Lucia, rendendola, suo malgrado, un’inconsapevole eroina durante la rivoluzione siciliana del 1848, il primo moto di quell’ondata di insurrezioni popolari che sconvolse l’Europa in quel fatidico anno. Con un linguaggio incisivo ed efficace e una prosa impeccabile, Simona Lo Iacono tratteggia una storia di struggente bellezza su un personaggio storico realmente esistito: Lucia Salvo, detta ‘la babba’. Un personaggio femminile unico, fragile e determinato, animato da una vibrante e tesa vitalità. ‘Una scrittrice di incantesimi e malie’. Avvenire ‘Simona Lo Iacono tiene insieme tutto con una scrittura che usa con parsimonia i dialettismi e a cui abbina una ricerca di letterarietà’. La Lettura

(source: Bol.com)