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Il retaggio

Basta aprire questo libro per sentire subito che, anche in pieno Novecento, il romanzo familiare, con tutti i suoi apparati cigolanti di intrecci e vicissitudini, poteva raggiungere la felicità della perfezione – e di una specie così improbabile da suscitare nel lettore una preziosa e irragionevole euforia (un po’ come accadde, negli stessi anni Cinquanta, ai primi lettori del “Gattopardo”). A Sybille Bedford, di fatto, come agli archeologi più fortunati, è accaduto di partire alla ricerca di un mondo – e di ritrovarlo, oltre una certa porta, miracolosamente intatto. La porta che varchiamo nel “Retaggio” si apre su una scena ormai sorprendentemente esotica: la Germania di fine Ottocento, con la sua opulenza terriera e finanziaria, le aspre tensioni sociali, il presagio di una catastrofe lontana ma già palpabile – e in particolare su tre famiglie, unite da divergenti tradizioni aristocratiche e separate da irreali visioni del futuro. La prima è costituita da solidi rentiers ebrei di Berlino, nel cuore del Nord prussiano e protestante; le altre due appartengono «a realtà discordi del Sud cattolico: l’una sonnolenta, rurale, volta al passato; l’altra ossessionata da sogni ecumenici di dimensioni europee». A unirle provvederanno due matrimoni e uno scandalo. Ma, come gli archeologi sanno bene, i mondi sottratti all’ingiuria del tempo, per non sgretolarsi, vanno sigillati. In queste pagine accade invece che su tutto – sulla galleria di personaggi di incantevole eccentricità, sullo sconvolgente segreto che ne suggella la sorte, sui dialoghi incalzanti e magnificamente orchestrati – passi il vento ilare e turbinoso dello stile di Sybille Bedford, che accompagna e accelera la dissoluzione del mondo appena rivelato, fissandolo al tempo stesso, per sempre, nella memoria del lettore.
“Il retaggio” è uscito per la prima volta nel 1956.
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### Sinossi
Basta aprire questo libro per sentire subito che, anche in pieno Novecento, il romanzo familiare, con tutti i suoi apparati cigolanti di intrecci e vicissitudini, poteva raggiungere la felicità della perfezione – e di una specie così improbabile da suscitare nel lettore una preziosa e irragionevole euforia (un po’ come accadde, negli stessi anni Cinquanta, ai primi lettori del “Gattopardo”). A Sybille Bedford, di fatto, come agli archeologi più fortunati, è accaduto di partire alla ricerca di un mondo – e di ritrovarlo, oltre una certa porta, miracolosamente intatto. La porta che varchiamo nel “Retaggio” si apre su una scena ormai sorprendentemente esotica: la Germania di fine Ottocento, con la sua opulenza terriera e finanziaria, le aspre tensioni sociali, il presagio di una catastrofe lontana ma già palpabile – e in particolare su tre famiglie, unite da divergenti tradizioni aristocratiche e separate da irreali visioni del futuro. La prima è costituita da solidi rentiers ebrei di Berlino, nel cuore del Nord prussiano e protestante; le altre due appartengono «a realtà discordi del Sud cattolico: l’una sonnolenta, rurale, volta al passato; l’altra ossessionata da sogni ecumenici di dimensioni europee». A unirle provvederanno due matrimoni e uno scandalo. Ma, come gli archeologi sanno bene, i mondi sottratti all’ingiuria del tempo, per non sgretolarsi, vanno sigillati. In queste pagine accade invece che su tutto – sulla galleria di personaggi di incantevole eccentricità, sullo sconvolgente segreto che ne suggella la sorte, sui dialoghi incalzanti e magnificamente orchestrati – passi il vento ilare e turbinoso dello stile di Sybille Bedford, che accompagna e accelera la dissoluzione del mondo appena rivelato, fissandolo al tempo stesso, per sempre, nella memoria del lettore.
“Il retaggio” è uscito per la prima volta nel 1956.

Il resto della settimana

Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all’Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d’accordo intorno a un’unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c’è Deborah – rigorosamente con l’acca, ostentata come un titolo nobiliare – che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l’anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell’Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.
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### Sinossi
Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all’Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d’accordo intorno a un’unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c’è Deborah – rigorosamente con l’acca, ostentata come un titolo nobiliare – che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l’anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell’Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.

Resta con me

Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Arinett. È giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Ed è diverso dalle precedenti guide spirituali che i fedeli hanno conosciuto perché ha carisma, e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l’attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per chi si rivela ottuso, arido, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con me si dilata oltre ogni confine e ci conduce nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita. Scendere, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri emozionali, e in quello sguardo sul mondo nel quale dilaga ancora, inaspettata e dunque più preziosa, l’eco di un’imperscrutabile salvezza.

Responsabilità e speranza

Noi non siamo mondi isolati, ma mondi aperti all’ascolto in una circolarità di esperienze che ci rendono consapevoli di quanta sia la nostra responsabilità nel determinare i modi di essere e di comportarsi degli altri. Sentiamo tale responsabilità nello scorrere delle giornate in cui siamo continuamente chiamati ad ascoltare gli altri, a rispondere alle loro angosce e alle loro speranze. Conoscere se stessi e gli altri è il modo piú intenso di essere responsabili. Nessuno si conosce del resto fino a quando è soltanto se stesso, e non, al medesimo tempo, anche un altro. Quale rapporto lega la responsabilità alla speranza? Quest’ultima è apertura al futuro, ci obbliga a pensare non solo alle conseguenze presenti e passate delle nostre azioni e delle nostre parole, ma anche a quelle future. Non lasciamo morire in noi la speranza se vogliamo aiutare chi la sta perdendo. Lo dice Walter Benjamin: ‘Solo per chi non ha piú speranza ci è data la speranza’.
(source: Bol.com)

Il respiro delle montagne

Una sola volta, nella storia del Continente, gli eserciti di tutte le razze si erano uniti e avevano combattuto fianco a fianco per liberarsi della presenza delle malefica forza di Kaal. Da allora sono passati centinaia di anni, e il ricordo dell’Alleanza è ormai lontano. Ma qualcosa sta succedendo nelle remote Terre di Nemer: le Montagne Gemelle, i picchi in cui il potere di Kaal era stato rinchiuso, hanno ricominciato a respirare e, a ogni respiro, il loro cuore di ghiaccio e fuoco si spinge attraverso fiumi e laghi, sempre più lontano, distruggendo ogni forma di vita sul suo cammino. Nelle lontane regioni dell’Est vengono avvistate tracce dei Morik, i servitori di Kaal nati dal Respiro delle Montagne, il cui numero cresce immensamente. Kaal non è stato sconfitto per sempre, e presto attaccherà tutte le razze che popolano il Continente, e per loro sarà la fine. Il vecchio Mago Toran conosce il pericolo che incombe; lui sa anche che nessun’arma può sconfiggere Kaal, né può farlo alcun tipo di magia, perché Kaal può essere distrutto soltanto dal suo stesso potere.

Il respiro della laguna

Damiano Zaguri, capo della squadra Anticrimine di Venezia, viene svegliato in piena notte: in fondamenta San Trovaso un uomo è stato ucciso, un neonato – suo figlio – rapito dalla culla. All’apparenza non vi è alcun movente: la famiglia è abbiente ma non ricca, impensabile un riscatto, né si può immaginare un regolamento di conti. Il padre del bambino è stato ammazzato per sbaglio: se non avesse sorpreso il rapitore, ne sarebbe uscito incolume.
Indagando fra gli informatori della malavita nella Baia del Re, Zaguri segue le tracce del criminale e dei suoi mandanti: è una corsa contro il tempo, e una personalissima sfida con un suo lontano antenato, Signore di Notte nella Venezia del Seicento, che si lasciò sfuggire i colpevoli della sparizione del piccolo erede di una contessa. A mettere Zaguri sulla giusta strada sarà un talismano, non unico elemento magico in una Venezia nebbiosa e palpitante, la cui laguna, secondo un’antica leggenda, sembra in grado di esprimere funesti presagi ingrossando le sue acque.
(source: Bol.com)

Il respiro del deserto

Mongolia, 1227. Qutula, scrivano di Gengis Khan, solo per caso riesce a scampare alla morte E ora deve fuggire. Solo cambiando vita potrà nascondersi, pur rimanendo sotto gli occhi di tutti. Perché la bellissima Arqai – questo diventa il suo nome – è a conoscenza di un segreto: sa dove si trova la tomba dell’imperatore. E il suo favoloso tesoro.
Aprile 1919, sul piroscafo Zeppelin. L’incontro ha il sapore della storia, ma i due ancora non lo sanno. Double Skinner ha solcato ogni mare sospinto dai venti oceanici, prima di combattere la Grande Guerra al solo scopo di saldare il conto con i demoni che gli hanno divorato l’esistenza. Rimpatriando a bordo del piroscafo Zeppelin, incontra Harry Truman, futuro presidente degli Stati Uniti d’America. Tra i due nasce un’amicizia profonda, tanto che Skinner affida proprio a Truman non solo l’appassionante storia della sua vita, ma anche la custodia di un potente segreto, causa di morte e corruzione. Un segreto che risale a molti secoli prima, in Mongolia.
Italia, 2008. Oswald Breil se ne innamora subito, non appena lo vede in disarmo nel porto della Spezia. Lo yacht Williamsburg un tempo era definito ”Casa Bianca galleggiante”, perché dimora prediletta del trentatreesimo presidente americano: Harry Truman. Breil l’acquista, procurandosi così l’ostilità di un avversario spietato, pronto a tutto pur di impossessarsi del segreto che, forse, è nascosto fra le paratie della nave. Un segreto dalle origini lontane, perse nel soffio impetuoso del vento che spira sul deserto.
Basato su un’accurata ricostruzione storica, Il respiro del desertoè un romanzo dai toni epici, che pagina dopo pagina seduce il lettore e, con l’incalzante susseguirsi dei colpi di scena, lo fa trepidare per ogni avventura vissuta dai suoi indimenticabili protagonisti.
(source: Bol.com)

Respiro corto

«”Marsiglia, – pensò. – Non ci sono mai stato”. Gli venne in mente un vecchio film americano sul traffico di droga che aveva visto in un cineclub di Leeds. Frugò nella memoria a caccia di immagini. Gangster e zuppa di pesce».
Massimo Carlotto, Respiro corto
Sullo sfondo di una Marsiglia mai così affascinante, difesa da inguaribili romantici come il commissario Bourdet e il boss Armand Grisoni, una generazione di criminali del tutto nuovi scende in campo. Hanno studiato. Sono giovani, spregiudicati, e corrono terribilmente veloci. Potranno mai fallire?
Dopo averci raccontato come nessun altro i misfatti del Nordest italiano, e averci appassionato con le indagini dell’Alligatore, Massimo Carlotto ha deciso di allargare lo sguardo, e andare al cuore del crimine dei nostri tempi, globale e senza frontiere. Con i pregi che l’hanno fatto amare da tanti lettori: lo stile essenziale, la perfetta padronanza dell’intreccio, i personaggi che nella loro amoralità e crudeltà riescono ad affascinare, perché li sentiamo veri, umani nella loro disumanità. O nelle loro ossessioni, come la straordinaria coppia della poliziotta B.B. e del boss Grisoni, unici a contrastare l’avvento della Dromos Gang.
Come una danza leggera e sapiente, ma implacabile, uno tra i più amati scrittori italiani ci conduce nella orgogliosa arroganza del nuovo crimine. E racconta da par suo una grande storia, che spazia dai boschi radioattivi di Cernobyl ai caveau delle banche svizzere. Con una irresistibile gang di privilegiati.
Zosim, Sunil, Giuseppe, Inez. La Dromos Gang. Si sono conosciuti studiando Economia a Leeds. Brillanti, impeccabilmente vestiti, del tutto amorali ma tra loro fraterni, quattro giovanissimi con pesanti famiglie alle spalle piombano su Marsiglia da ogni parte del globo, per prendersela tutta. Sono convinti che il mondo è di chi corre veloce come il denaro, di chi corre più veloce di tutti, e il resto non merita di vivere. È subito guerra con i vecchi arnesi: un tenace boss corso di lunga carriera, e una poliziotta in disgrazia che ha un’idea tutta sua della giustizia. Mentre un narcotrafficante allo sbaraglio, che porta il nome fatale di un grande calciatore, proverà a giocare la sua esilarante, tragica partita.
E Marsiglia, il luogo oggi dello scontro criminale per eccellenza, dove i conflitti si risolvono a colpi di kalashnikov, diventa l’epicentro di un sisma vastissimo, dalle conseguenze del tutto imprevedibili.

Resident Evil. Zero hour

L’ultimo attesissimo romanzo della saga di Resident Evil. Inviati ad investigare su una serie di macabri omicidi a Raccoon City, la squadra S.T.A.R. Bravo entra in azione! Lungo la via per la missione l’elicottero si schianta al suolo. Tutti riescono fortunatamente a sopravvivere ma quello che scoprono è raccapricciante. Poco lontano scrutano un trasporto militare fuori strada pieno di cadaveri, ma questo è solo l’inizio del loro incubo! La squadra Bravo presto scoprirà il male che si sta espandendo intorno ad essi, e il nuovo membro Rebecca Chambers sta cominciando a chiedersi quale scherzo del destino l’ha spinta a partecipare alla missione!

La resa dei sensi

Tre sorelle, un unico impero. Chi tra loro si dimostrerà più abile negli affari erediterà tutto. L’impero finanziario, la casa e soprattutto l’affetto del padre. Una sfida destinata a dividere o a unire per sempre.
Le tre sorelle Titan hanno tutte trovato l’amore, ma la loro felicità non potrà dirsi completa finché non sarà risolta al questione con il fratellastro Garth Duncan, che trama per rovinare l’intera famiglia. Spetta a questo punto all’amica Dana Birch, affascinante e indomabile poliziotta, provvedere alla loro sicurezza, così decide di tenere d’occhio Garth da vicino. Insieme verranno a conoscenza di una verità dolorosa, ma non sarà l’unica cosa che scopriranno. Il loro forte antagonismo nasconde infatti una profonda attrazione. Che Dana abbia finalmente trovato pane per i propri denti?
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### Sinossi
Tre sorelle, un unico impero. Chi tra loro si dimostrerà più abile negli affari erediterà tutto. L’impero finanziario, la casa e soprattutto l’affetto del padre. Una sfida destinata a dividere o a unire per sempre.
Le tre sorelle Titan hanno tutte trovato l’amore, ma la loro felicità non potrà dirsi completa finché non sarà risolta al questione con il fratellastro Garth Duncan, che trama per rovinare l’intera famiglia. Spetta a questo punto all’amica Dana Birch, affascinante e indomabile poliziotta, provvedere alla loro sicurezza, così decide di tenere d’occhio Garth da vicino. Insieme verranno a conoscenza di una verità dolorosa, ma non sarà l’unica cosa che scopriranno. Il loro forte antagonismo nasconde infatti una profonda attrazione. Che Dana abbia finalmente trovato pane per i propri denti?

Requiem per laurie

Un professore di lettere, una cittadina di provincia, la tranquilla vita di tutti i giorni. Poi, all’improvviso, in classe entra un’allieva particolarmente intelligente. Ragazzina scontrosa, torturata, dalla vita misteriosa. Non è capace di farsi molti amici, tanto è vero che ben presto le sue compagne di scuola sono costrette a intonare un «requiem» per lei. E il povero professore di lettere scopre un mondo che gli fa paura, il mondo dei sobborghi e dei locali malfamati. Ma vi si immerge fino al collo, nel tentativo di scoprire il perché della morte della sua allieva. Da professore a «detective» il passo è lungo, soprattutto quando la Polizia non vuole saperne di essere aiutata da un «saccentone» buono solo a declinare verbi. Ma l’insegnante non si arrende e, dopo essersi scontrato con vari «duri» e dopo aver preso botte a non finire, riuscirà a risolvere il mistero di Laurie, la ragazzina morta troppo presto.

La reputazione

Come si crea o si distrugge la reputazione? Le ragioni di un anonimato prolungato o di una celebrità folgorante, del peggioramento o del miglioramento della nostra immagine, per lo più ci sfuggono. Eppure la reputazione attraversa da un capo all’altro le nostre vite. Da un lato ci preoccupiamo talmente tanto della nostra immagine che ci capita di commettere gesti inconsulti nella vana speranza di tenere sotto controllo l’opinione che gli altri hanno di noi. Dall’altro facciamo talmente tanto affidamento sulla reputazione degli altri che possiamo arrivare a scegliere, basandoci solamente su di essa, un medico, il candidato politico da votare, un giornale, o anche a far nostra un’idea. Il fatto è che la reputazione tocca la nostra esistenza nel suo aspetto più intimo. Questa nozione essenziale è stata stranamente trascurata dalle scienze sociali. Attraverso un percorso multidisciplinare, Gloria Origgi ci mostra che la reputazione non è mai stata così cruciale come nelle società contemporanee: intimamente legata ai temi dell’informazione e della comunicazione, la sua presenza pervasiva e ubiqua – sui motori di ricerca, nei social network, in seno alla comunità scientifica e ai modi con cui essa produce e valida il sapere – ha il valore di un segnale in grado di orientare potentemente i giudizi, le scelte e le azioni di tutti noi. Ecco perché diventa fondamentale conoscere i meccanismi attraverso cui si forma, si diffonde e ci condiziona anche quando crediamo di esserne immuni.

(source: Bol.com)

La Repubblica di Barbapapà

Dopo aver lavorato quattordici anni a ”Repubblica” e diciassette all”’Espresso”, Giampaolo Pansa svela in questo libro protagonisti, retroscena e faziosità che hanno portato il quotidiano diretto da Eugenio Scalfari a diventare un impero editoriale con pochi uguali nel nostro Paese. Grazie ai molti ricordi personali e a un diario tenuto per decenni, l’autore riporta sulla scenale stagioni che hanno reso forte ”Repubblica”: l’epoca violenta del Settantasette, l’assassinio di Moro, il caso P2, le battaglie con il Psi di Craxi e il Pci di Berlinguer, l’intesa con De Mita, la guerra contro Berlusconi per il possesso della Mondadori. E nel far emergere vizi e virtù dei personaggi che nel corso degli anni hanno affiancato o contrastato ”Barbapapà”, Pansa non solo ripercorre le vicende di ”Repubblica” con il ritmo e i colpi di scena di un thriller politico, ma costruisce anche un ampio percorso di vita italiana che appartiene a tutti noi.
(source: Bol.com)

La Repubblica delle stragi impunite

I documenti inediti dei fatti di sangue che hanno sconvolto il nostro paese La storia recente dell’Italia è attraversata da una lunga linea rossa, che va dalla bomba di piazza Fontana alle morti di Falcone e Borsellino. Terribili eccidi di persone innocenti, sacrificate a trame segrete e oscure ragioni di Stato. Stragi ancora impunite, che hanno avvelenato il clima politico e sociale del nostro Paese e aumentato la sfiducia del popolo italiano verso le istituzioni. Ferdinando Imposimato – giudice da sempre in prima linea, che durante la sua carriera ha indagato su alcune delle pagine più drammatiche della parabola repubblicana – ricostruisce, con documenti inediti e una originale visione d’insieme, i fatti di sangue orditi da terroristi di destra e di sinistra, servizi segreti deviati, bande armate. Un’analisi lucida ed efficace, che non può non sollevare degli angoscianti interrogativi: quale ruolo ha avuto la politica nella stagione delle stragi di Stato? Perché alcuni uomini delle istituzioni hanno favorito quelle menti criminali? Quale collegamento esisteva tra la strategia della tensione e Gladio, tra gli americani e gli attentati che hanno drammaticamente caratterizzato gli anni di piombo e quelli a seguire? Una rivoluzionaria indagine sulle pagine più oscure della storia italiana Siete pronti per la verità? Ferdinando Imposimato nato nel 1936, avvocato penalista, magistrato, è Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. È stato giudice istruttore in alcuni dei più importanti casi di cronaca degli ultimi anni, tra cui il rapimento di Aldo Moro, l’omicidio di Vittorio Bachelet, l’attentato a Giovanni Paolo II. Grand’ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana, ha ricevuto diverse onorificenze in patria e all’estero per il suo impegno civile. È stato anche senatore, prima nelle liste del PDS e poi del PD. È autore di numerosi saggi, tra cui ricordiamo Vaticano. Un affare di Stato e, con Sandro Provvisionato, Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro e Attentato al Papa. Per saperne di più, visitate il suo blog: ferdinandoimposimato.blogspot.com.

Relazioni pericolose in cucina – Il menù di Cornelia Lee Johnson

6 portate, 6 ricette prelibate collegate a 6 racconti erotici. La relazione tra Paolo e Laura è nata in ascensore. Complice la momentanea, quanto provvidenziale, mancanza di corrente. La paura del buio e il fatto di essere rinchiusi in un luogo buio e piccolo ha fatto sì che i due ragazzi si scambiassero il primo bacio.
La passione divampa, inattesa e travolgente, ma il repentino ripristino della rete elettrica li riporta con i piedi per terra. La loro performance viene momentaneamente interrotta.
La loro complicità riparte davanti a un piatto di crostini ai formaggi, dove per la prima volta i due si lasciano andare a giochi amorosi e non solo ai loro appetiti culinari.
I loro cibi preferiti diventano quindi un pretesto per passare serate eccitanti, per inventare nuovi modi di godere di ogni piacere: da quello della gola a quello del corpo.
La loro storia si snoderà tra ottime ricette e pomeriggi piccanti, passati a cucinare insieme e ad assaggiarsi a vicenda.
I cibi afrodisiaci funzionano meglio solo se ci si mette un po’ di fantasia.
Laura rimirò la sua immagine allo specchio. Il vestitino aderente che indossava le stava divinamente. Alzò un sopracciglio e fece un mezzo giro su se stessa, compiaciuta da quel che vedeva. L’idea di rivedere Paolo la elettrizzava, soprattutto dopo quello che era accaduto in ascensore.
Un brivido le corse lungo la schiena. Stasera non ci sarà nessuno a interromperci, e tu sarai tutto mio! Bisbigliò infilandosi le scarpe.
(Tratto da: “La prima volta)