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Irregolare

In un prossimo futuro estremamente verosimile, tecnologico e inquinato oltre limite, il rinnovamento naturale è praticamente assente e la ricerca diretta altrove. La vita media ha superato il secolo grazie agli impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti e il collasso demografico è stato scongiurato con l’introduzione di una razionale direttiva internazionale, che dispensa un Permesso di Procreazione solo in caso di un nuovo decesso. Una nascita in cambio di una morte. Tutte le identità personali sono registrate e codificate digitalmente, creando una traccia informatica unica e indelebile. Nessuno sfugge al Sistema e ai suoi occhi elettronici. Nell’ordine disumanizzato di una società gestita dalle macchine, un efferato delitto scuote le fondamenta: un uomo viene trovato morto nel suo appartamento, il suo occhio artificiale strappato dall’orbita oculare. Shaun Morrison, detective dalla personalità complessa e poco incline alla disciplina imposta dal corpo di polizia, indaga sul caso, che sembra subito condurre a un traffico di innesti cibernetici per poi complicarsi. L’elemento di disturbo è qualcuno che il Sistema disconosce: un irregolare.
“Non ho mai avuto una dimora fissa, un riparo dove sentirmi al sicuro, un posto da chiamare casa. Non ho mai avuto amici perché dovevo spostarmi di continuo. Non ho mai avuto una persona accanto perchè non avrei mai potuto amarla senza metterla in pericolo. Non posso avere un lavoro, né una famiglia, né una vita normale. La mia esistenza è una società unipersonale fondata sulla schiacciante solitudine e sulla diffidenza verso il prossimo, sulla paura di commettere un passo falso e sulle notti logorate dagli incubi. Io sono un irregolare e la mia vita è fatta di sogni che mai si realizzeranno.”
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### Sinossi
In un prossimo futuro estremamente verosimile, tecnologico e inquinato oltre limite, il rinnovamento naturale è praticamente assente e la ricerca diretta altrove. La vita media ha superato il secolo grazie agli impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti e il collasso demografico è stato scongiurato con l’introduzione di una razionale direttiva internazionale, che dispensa un Permesso di Procreazione solo in caso di un nuovo decesso. Una nascita in cambio di una morte. Tutte le identità personali sono registrate e codificate digitalmente, creando una traccia informatica unica e indelebile. Nessuno sfugge al Sistema e ai suoi occhi elettronici. Nell’ordine disumanizzato di una società gestita dalle macchine, un efferato delitto scuote le fondamenta: un uomo viene trovato morto nel suo appartamento, il suo occhio artificiale strappato dall’orbita oculare. Shaun Morrison, detective dalla personalità complessa e poco incline alla disciplina imposta dal corpo di polizia, indaga sul caso, che sembra subito condurre a un traffico di innesti cibernetici per poi complicarsi. L’elemento di disturbo è qualcuno che il Sistema disconosce: un irregolare.
“Non ho mai avuto una dimora fissa, un riparo dove sentirmi al sicuro, un posto da chiamare casa. Non ho mai avuto amici perché dovevo spostarmi di continuo. Non ho mai avuto una persona accanto perchè non avrei mai potuto amarla senza metterla in pericolo. Non posso avere un lavoro, né una famiglia, né una vita normale. La mia esistenza è una società unipersonale fondata sulla schiacciante solitudine e sulla diffidenza verso il prossimo, sulla paura di commettere un passo falso e sulle notti logorate dagli incubi. Io sono un irregolare e la mia vita è fatta di sogni che mai si realizzeranno.”

Iron Flowers

Audace, potente, magnifico. Un fantasy imperdibile, romantico come The Selection e brutale come Il racconto dell’ancella. Non tutte le prigioni hanno le sbarre. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell’erede al trono. Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l’indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull’isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere. È cosi che entrambe si trovano prigioniere, l’una di una gabbia dorata e l’altra di una trappola infernale. Per le due sorelle la fuga è impossibile: un solo errore potrebbe significare la morte. E allora, quando non c’è soluzione, l’unica soluzione è cambiare le regole. Un romanzo ribelle, all’insegna del girl power. Una storia che spinge a dire basta e a reagire. Perché nessuno ha il diritto di decidere per te.

(source: Bol.com)

Ipotesi di una sconfitta

Ipotesi di una sconfitta by Giorgio Falco
Da bambino Giorgio Falco amava la divisa da autista degli autobus, che il padre indossava ogni giorno per andare al lavoro, tanto che a Carnevale voleva vestirsi come lui, anziché da Zorro, chissà se per emularlo o demolirlo.Questo romanzo autobiografico non può che cominciare cosí, con la storia del padre: solo raccontando l’epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale, come salvezza, Falco ne può testimoniare il graduale disfacimento, attraverso le proprie innumerevoli esperienze professionali, cominciate durante il liceo per pagarsi una vacanza mai fatta. Operaio stagionale in una fabbrica di spillette che raffigurano cantanti pop, il papa e Gesú, per 5 lire al pezzo. Venditore della scopa di saggina nera jugoslava, mentre in Jugoslavia imperversava la guerra. Aspirante imprenditore di un’agenzia che organizza «eventi deprimenti per le élite». Redattore di finte lettere di risposta ai reclami dei clienti. Una lunga catena di lavori iniziati e persi, che lo conduce alla scelta radicale di mantenersi con le scommesse sportive. È la fine, o solo l’inizio. Perché questa è anche la storia – intima, chirurgica, persino comica – di un lento apprendistato per diventare scrittore. E di come possa vivere un uomo incapace di adattarsi.
«Mi sentivo convalescente, ma non ero deluso dal lavoro. Soffrivo, dall’età di diciassette anni, di una nevrosi politica ed economica, piú che individuale».

L’ipocrisia dell’Occidente: Il Califfo, il terrore e la storia

L’ipocrisia dell’Occidente: Il Califfo, il terrore e la storia by Franco Cardini
ÈilCaliffo dell’Islam o solo un feroce terrorista? Chi è e che cosa si nasconde dietro Abu Bakr al-Baghdadi, il capo dell’IS, definito dal “Time” «l’uomo più pericoloso al mondo»? «Ma davvero abbiamo la memoria tanto corta? Davvero abbiamo dimenticato che fin dagli anni Settanta sono stati gli statunitensi che in Afghanistan, in funzione antisovietica, si sono serviti dei guerrieri-missionari fondamentalisti provenienti dall’Arabia Saudita e dallo Yemen? Davvero ignoriamo che la malapianta del fondamentalismo l’abbiamo innaffiata e coltivata per anni noi occidentali? Sul serio non sappiamo nulla del fatto che ancor oggi il jihadismo – quello di al-Qaeda e quello, rivale e concorrente, dell’Islamic State (IS)del Califfo al-Baghdadi – è sostenuto, e neppure in modo troppo nascosto, da alcuni emirati della penisola arabica che pur sono tra i nostri più sicuri alleati nonché – e soprattutto – partner finanziari e commerciali?» Franco Cardini, con gli strumenti di uno storico di razza, racconta le varie fasi dell’attacco musulmano all’Occidente con una personale chiave interpretativa. Dietro lo scontro di civiltà, usato strumentalmente da minoranze sparute, si nascondono interessi precisi. Al servizio di questo mito cooperano più o meno consapevolmente una diplomazia internazionale traballante e voltagabbana e un universo mediatico allarmista e ricercatore di consensi legittimanti.

Io, Te E Il Mare

*Ti sei mai sentito solo al mondo? Ti sei mai sentito senza un senso, diviso a metà, come se ti mancasse qualcosa? Ecco, quando ti ho visto per la prima volta è stato come ritrovare la parte di me che avevo perso, forse, quando ho messo piede in questo mondo.*
Eccola, l’essenza del primo, vero amore, che travolge i protagonisti di questa storia: la sensazione meravigliosa che, tutto a un tratto, il caos che hanno dentro trovi finalmente un punto intorno al quale sciogliersi, permettendogli di accarezzare quella felicità di cui fino a un momento prima avevano solo fantasticato. Perché quando si è ragazzi e ci si ama, si può davvero tutto, persino regalarsi il mare.
Che poi, a pensarci bene, ogni cosa bella comincia sempre da lì, dal mare, metafora perfetta di quell’esplosione di emozioni che senti dentro quando ti innamori. Il mare, che quando ci entri lo fai velocemente, senza pensare alle conseguenze: ti tuffi e basta. Il mare che, da solo, è in grado di curarti il cuore e che, persino quando ti tramortisce con le sue onde, è talmente bello che proprio non riesci a concepire che potrebbe anche farti del male. Eppure potrebbe, potrebbe eccome.
E infatti, la lei e il lui di questo romanzo particolarissimo, in cui i sentimenti si muovono liberamente attraverso le poesie e la prosa, ben presto saranno costretti ad affrontare le loro personali tempeste: un misto di insicurezze, fragilità, paura di non essere “abbastanza” con il rischio, inevitabile, di andare alla deriva, l’uno lontano dall’altra. Pure loro mare, un mare mai calmo, che distrugge tutto ma che vale sempre la pena guardare, respirare, vivere, anche se fa male, fin che ce n’è.
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### Sinossi
*Ti sei mai sentito solo al mondo? Ti sei mai sentito senza un senso, diviso a metà, come se ti mancasse qualcosa? Ecco, quando ti ho visto per la prima volta è stato come ritrovare la parte di me che avevo perso, forse, quando ho messo piede in questo mondo.*
Eccola, l’essenza del primo, vero amore, che travolge i protagonisti di questa storia: la sensazione meravigliosa che, tutto a un tratto, il caos che hanno dentro trovi finalmente un punto intorno al quale sciogliersi, permettendogli di accarezzare quella felicità di cui fino a un momento prima avevano solo fantasticato. Perché quando si è ragazzi e ci si ama, si può davvero tutto, persino regalarsi il mare.
Che poi, a pensarci bene, ogni cosa bella comincia sempre da lì, dal mare, metafora perfetta di quell’esplosione di emozioni che senti dentro quando ti innamori. Il mare, che quando ci entri lo fai velocemente, senza pensare alle conseguenze: ti tuffi e basta. Il mare che, da solo, è in grado di curarti il cuore e che, persino quando ti tramortisce con le sue onde, è talmente bello che proprio non riesci a concepire che potrebbe anche farti del male. Eppure potrebbe, potrebbe eccome.
E infatti, la lei e il lui di questo romanzo particolarissimo, in cui i sentimenti si muovono liberamente attraverso le poesie e la prosa, ben presto saranno costretti ad affrontare le loro personali tempeste: un misto di insicurezze, fragilità, paura di non essere “abbastanza” con il rischio, inevitabile, di andare alla deriva, l’uno lontano dall’altra. Pure loro mare, un mare mai calmo, che distrugge tutto ma che vale sempre la pena guardare, respirare, vivere, anche se fa male, fin che ce n’è.

Io, Agamennone

Io, Agamennone by Giulio Guidorizzi
Uomo di potere, abituato a decidere le sorti della sua gente, orgoglioso, superbo, duro, Agamennone è solo nel buio della notte mentre, oltre la prua, scruta l’orizzonte. E ricorda i dieci anni di una guerra sanguinosa che ha visto cadere sul campo di battaglia uomini valorosi e forti, sprezzanti del nemico e del destino. Con uno sguardo meno affascinante di quello di Ulisse e Achille ma piú complesso e obiettivo, il re di Micene ci porta dritti al centro del mondo omerico: i suoi eroi, i suoi valori, il suo senso della gloria e della vendetta, dell’amore e della morte. Spinto dal gusto e dal piacere del racconto, e guidato dal rigore filologico, Guidorizzi, attraverso una forma saggistica di tipo narrativo, ricostruisce la storia di una società tribale, in cui ogni uomo agisce dietro l’impulso di una sfida continua con le grandi forze dell’esistere e ci restituisce, dall’interno, il fascino di una cultura che parla a noi di noi.
«Ma chi sono gli eroi? Molte delle loro vite sono finite nella pianura di Troia; i loro corpi sbranati da cani e avvoltoi. Da allora non hanno piú abbandonato la memoria della nostra civiltà. Erano comandati da un uomo che regnava su una città difesa da mura gigantesche, Micene, un nido d’aquila in cui avvennero crudeli vicende. Nessun altro portò a Troia tante navi come lui, tanti soldati e carri da guerra. Cento navi piene dei guerrieri piú forti, scelti dalle sue molte città; che Agamennone guidava combattendo, avvolto nella sua armatura di bronzo rilucente nel sole. I cantori ricordano ciò che è accaduto, il bello e il brutto insieme. E ricordano il re Agamennone».

Io sono, io sono, io sono

Romanziera dalla sensibilità raffinata, capace di grande realismo nel restituire le emozioni dei suoi personaggi, Maggie O’Farrell ha deciso questa volta di raccontare se stessa e la sua famiglia, rivelando segreti che per tutta la vita aveva cercato di nascondere. Lo ha fatto per i suoi figli, perché ci sono pericoli in agguato, nella vita di ciascuno, di cui è difficile parlare; momenti che per un soffio non sono sfociati in tragedia. Ci sono incontri ravvicinati con la malattia o con il destino che possono cambiarci per sempre, ma da cui si può anche uscire più forti. È stato così per Maggie, che a otto anni ha superato una grave infezione virale che l’ha tenuta a letto per molti mesi, costringendola poi a una lunga riabilitazione. Ma un’esperienza tanto drammatica non ha fatto di lei, negli anni a seguire, una ragazza rinunciataria o troppo prudente; al contrario ha sentito il bisogno di viaggiare, di mettersi alla prova, a volte di sfidare la sorte. La incontriamo nelle pagine intensissime di questo libro in diverse fasi della sua vita: un’adolescente che solo per noia e spirito di ribellione commette una terribile imprudenza; una giovane donna che su un sentiero isolato incontra uno sconosciuto di cui percepisce le intenzioni omicide; una partoriente in mani poco esperte; una madre che lotta disperatamente per salvare i propri figli da minacce impreviste, o da patologie incomprensibili. Con totale sincerità e senza sentimentalismo, questo libro spinge a interrogarsi sulle cose che veramente contano, a riflettere sulla vulnerabilità e sulla magia di ogni esistenza, a vivere con la consapevolezza che ogni istante è prezioso.
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Io sono un’assassina

Affrontare apertamente il comportamento criminale femminile ha sempre rappresentato una sfida in una società che spesso tende a relegare la donna nel ruolo tradizionale di custode del focolare domestico.
Una sfida che Cinzia Tani raccoglie in Io sono un’assassina, sostituendo i tanto celebrati miti dell’amore e della cura, della mitezza e della dedizione con moti dell’animo più odiosi, ma forse più veri: rabbia, invidia, vendetta, avidità, passione, perversione erotica… E ci narra ventuno storie di giovani assassine, dipanate in due secoli e in otto nazioni diverse: dal delitto di Road Hill del 1860, in cui Costance Kent uccise il fratellastro di appena quattro anni, alla parricida Violette Nozière, cantata dal movimento surrealista francese come icona del ribellismo, alla ventenne Irma Grese, «la Belva di Belsen», sadica torturatrice in un campo di concentramento nazista, alla nostrana Pupetta Maresca, assassina per vendicare l’amato sposo, alla diciannovenne Florence Rey, una «terrorista per caso», autrice, insieme al fidanzato, di una sanguinosa mattanza per le strade di Parigi nel 1994, fino al delitto passionale di Anna Maria Sacco, che ha ucciso a Dublino il marito violento e fedifrago.
Cinzia Tani ripercorre le tappe delle indagini, dalla scoperta della vittima all’identificazione della responsabile, descrivendo i drammatici istanti del delitto e i suoi retroscena, sulla base dei rapporti ufficiali di polizia, dei verbali di interrogatorio, dei fascicoli del processo, delle perizie psichiatriche.
Ventuno casi emblematici che l’autrice tratteggia soffermandosi sulle vicende personali delle criminali, sulle dinamiche psicologiche che motivarono l’efferatezza dei loro gesti e sul contesto sociale in cui si mossero, svelando come il confine tra una vita apparentemente normale e la follia omicida sia più sottile di quanto immaginiamo.
A farci guardare per un attimo dentro l’abisso sono le parole di don Guido Galfiona, insegnante della giovane Doretta Graneris, che sterminò tutta la sua famiglia per entrare in possesso dell’eredità: «No, Dorett non è pazza. È normale, come ognuno di noi.
Questa è la lezione tremenda del suo delitto: tutti possiamo diventare come lei. Lei non è un demonio, è umana. I figli che abbiamo accanto, domani, potrebbero assomigliarle.
Sapete una cosa? Se mi avessero detto che una mia allieva era diventata un’assassina, ne avrei nominate venti prima di arrivare a Doretta».

Io sono l’impostore

Io sono l’impostore: Storia dell’uomo che ci ha fregati tutti by Alessandro Proto, Andrea Sceresini
Regola numero uno: per avere successo non occorre fare i fatti, basta inventarli e poi convincere gli altri che siano veri. È stata questa la folgorazione che ha portato alla ribalta l’impostore più visionario della storia italiana. Nato nei quartieri di Milano dove imperversavano Renato Vallanzasca e le Brigate rosse, a diciassette anni fugge dalle combriccole criminali di via Padova e dai primi bucomani del Parco Lambro per vendere enciclopedie porta a porta nella provincia bergamasca. Venti anni più tardi il suo nome spicca per la prima volta sul Corriere, accanto a quelli di due insospettabili clienti: George Clooney e David Beckham. È l’inizio di una scalata inarrestabile. Il suo nome è Alessandro Proto e, anche se non ce ne siamo accorti, ci ha fregati tutti.Da Milano a Lugano, da Parigi a Londra e a New York, l’impostore ha fatto affari con Donald Trump e i padroni della Terra, ha scalato aziende dal fatturato milionario, risollevato le sorti della stampa nazionale, terrorizzato i politici con le sue ambizioni presidenziali e ha ispirato il protagonista di Cinquanta sfumature di grigio. Ha sedotto, con grazia e superbia, alcune delle donne più belle del pianeta, mentre un elegante manipolo di adepti incravattati ne seguiva pedissequamente le gesta. Ma il suo più grande successo rimarrà un altro: non aver fatto assolutamente niente di tutto questo. Alessandro Proto non è mai stato il finanziere, l’imprenditore, il politico, il dongiovanni che ha sempre dichiarato di essere. Ha fatto tremare l’Italia nascosto dai vetri del suo uffi cio milanese, dal quale notte e giorno rilasciava interviste e comunicati stampa su imprese leggendarie ma totalmente inventate. Dal Corriere al Sole 24 Ore, dal Daily News al Mundo, i giornali hanno fatto a gara nel raccontarle, senza mai verificare le fonti. E tutti ci abbiamo creduto.Io sono l’impostore è la storia vera di Alessandro Proto, l’uomo che ha incarnato l’epica della menzogna, l’apologia del sogno e l’archetipo della postverità, e che ora ha deciso di svelare in questo libro tutti i suoi inganni. Una storia tanto riprovevole quanto straordinaria che ci espone a due reazioni pericolose e inconciliabili: la condanna inflessibile della falsità, oppure l’illuminazione impudente che ognuno di noi possa diventare, seguendo queste regole, l’uomo o la donna che ha sempre sognato.

Io so chi sei

Paola Barbato, autrice di Non ti faccio niente, si conferma la regina italiana del thriller

Sono passati solo due anni, e di tutto ciò che è stata non è rimasto nulla.
Lena era brillante, determinata, brava a detta di tutti, curata, buona. Poi nella sua vita era entrato Saverio, e tutto era stato stravolto. Quel ragazzo più giovane, che viveva per essere contro qualsiasi regola, pregiudizio, conformità, l’aveva trasformata. E non erano solo i vestiti, i capelli, le parole. Era lei, le sue sicurezze, il suo amor proprio. Tutto calpestato in nome di un amore che agli occhi di tutti gli altri era solo nella sua testa. Il giorno in cui lui era finito in Arno, dato per disperso prima e per morto poi, qualcosa in Lena si era spento definitivamente.
Sono passati due anni, e di Saverio le resta il cane Argo, che ancora la vive come un’usurpatrice, e un senso di vuoto dolente e indistruttibile. La sera in cui trova nella cassetta della posta un cellulare, Lena pensa che si tratti di uno scherzo, oppure di uno sbaglio. Ma bastano pochi minuti per rendersi conto che quell’oggetto può cambiare la sua vita. Perché i messaggi che arrivano, e a cui lei non può rispondere, parlano di cose che solo Saverio può sapere. E quindi è vivo. È tornato. Così, senza che Lena se ne accorga, quell’oggetto diventa l’unica linfa vitale a cui abbeverarsi, e non importa che i messaggi siano sempre più impositivi e le ordinino di commettere atti di cui mai si sarebbe pensata capace. Perché se lei farà la brava, lui rientrerà nella sua vita. O questo è ciò che pensa. Almeno fino a quando le persone che le stanno intorno cominciano a morire. E il gioco si fa sempre più crudele. E la prossima vittima prescelta potrebbe essere lei.
Paola Barbato, in una corsa contro il tempo, ci porta nell’abisso della mente umana, dove paure, passioni e ossessioni si legano inestricabilmente e, a volte, ci stritolano.

(source: Bol.com)

Io so – L’enigma di Mariani

L’ispettore Iachino è in coma, conseguenza di un agguato.
Il commissario Mariani passa ore a parlargli dei casi in corso, perché i medici hanno assicurato che può servire. E indaga dicendosi che, se lui scoprirà mandanti ed esecutori dell’agguato, Iachino uscirà dal coma…
Ma c’è la solita routine da sbrigare: un antiquario, Livio Oliveri, è stato ucciso nella sua bottega. Nessun indizio, nessuna traccia.
È molto più coinvolgente per Mariani indagare sulla morte, forse un suicidio, di Roberto Nicora, il volontario che ha passato molte ore al capezzale di Iachino.
L’indagine su una morte diventa, per Mariani e sua moglie Francesca, indagine su una vita, sul passato. Forse le storie di Oliveri e di Nicora un tempo si sono intrecciate con quelle di altri.
E, per Mariani, sempre quel pensiero fisso: forse, se scoprirà la verità sull’agguato, Iachino uscirà dal coma…

(source: Bol.com)

Io so

“Ai lettori dico di non fidarsi delle ricostruzioni distorte delle indagini sulla trattativa. Sarà un processo foriero di tensioni: guardate ai fatti, non alle versioni delle parti in causa. E lo stesso chiedo ai giornalisti. Una parte del paese non vuole la verità sulle stragi, e mi stupirei del contrario: non la voleva vent’anni fa, non la vuole adesso.” “C’è una verità indicibile nelle stanze del potere, un potere non conoscibile dai cittadini che si nasconde, che si sottrae a ogni forma di controllo. La ragion di Stato rischia di diventare un ombrello difensivo sotto il quale proteggere la parte oscura del potere, il suo volto osceno, e la storia occulta dei patti inconfessabili, compreso quello tra Stato e mafia.” Le stragi e le bombe del ’92-93, la nascita della Seconda Repubblica, la corruzione come sistema, l’attacco alla Costituzione e alla magistratura, la debolezza della sinistra, le indagini sulla trattativa, il conflitto con il Quirinale. Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo, racconta vent’anni di berlusconismo e la difficoltà di ricostruire la verità sui rapporti tra mafia e Stato.

Io Sarò con Te

Miranda ha ventidue anni, lavora in una tavola calda e frequenta un corso da fotografa professionista per dare una svolta alla sua vita. Non è stato facile mettersi contro i genitori, mantenersi e, intanto, cercare di cambiare le cose, ma ce l’ha fatta e, tutto sembra andare bene. Fino a una mattina quando il destino decide di rimescolare le carte. Jeremy Bright, leader del gruppo rock dei Gold Lions, affascinante, sexy e famosissimo, irrompe nella sua normalità trasformandola in un tornado, una baraonda che la investirà in pieno. Jeremy è fantastico, inaccessibile, ma ha un grave problema che lo tiene in scacco. Sta per perdere tutto, la dipartita è vicina, crudele e inevitabile e lui è deciso a non lottare, ma nell’istante in cui i suoi occhi incontrano quelli della fragile e semplice ragazza della tavola calda, capisce che forse, per lui, esiste una possibilità, una ragione per provare a farcela, un pretesto dagli occhi gentili che ha un nome preciso: Miranda Stewart.
Attenzione: per la presenza di scene di sesso esplicito, si consiglia la lettura ad un pubblico adulto.
Attenzione: cover modificata
Fanny D. Ross è nata a Milano.
Vive a Pavia con il marito e i due figli. Dopo varie esperienze con diverse case editrici, si è cimentata nel self publishing. Si dedica alla scrittura a tempo pieno perché ama far nascere personaggi e crescere storie sempre nuove.
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### Sinossi
Miranda ha ventidue anni, lavora in una tavola calda e frequenta un corso da fotografa professionista per dare una svolta alla sua vita. Non è stato facile mettersi contro i genitori, mantenersi e, intanto, cercare di cambiare le cose, ma ce l’ha fatta e, tutto sembra andare bene. Fino a una mattina quando il destino decide di rimescolare le carte. Jeremy Bright, leader del gruppo rock dei Gold Lions, affascinante, sexy e famosissimo, irrompe nella sua normalità trasformandola in un tornado, una baraonda che la investirà in pieno. Jeremy è fantastico, inaccessibile, ma ha un grave problema che lo tiene in scacco. Sta per perdere tutto, la dipartita è vicina, crudele e inevitabile e lui è deciso a non lottare, ma nell’istante in cui i suoi occhi incontrano quelli della fragile e semplice ragazza della tavola calda, capisce che forse, per lui, esiste una possibilità, una ragione per provare a farcela, un pretesto dagli occhi gentili che ha un nome preciso: Miranda Stewart.
Attenzione: per la presenza di scene di sesso esplicito, si consiglia la lettura ad un pubblico adulto.
Attenzione: cover modificata
Fanny D. Ross è nata a Milano.
Vive a Pavia con il marito e i due figli. Dopo varie esperienze con diverse case editrici, si è cimentata nel self publishing. Si dedica alla scrittura a tempo pieno perché ama far nascere personaggi e crescere storie sempre nuove.

Io qui, tu là

E se un giorno ti rendessi conto di essere prigioniero di un amore malato? Che faresti? Mollare? Insistere? Esiste una soluzione? Eugenio è uno scrittore la cui prima aspirazione è sempre stata quella di essere felice. A trentacinque anni, però, si ritrova stretto in una relazione frustrante, non ha veri amici, è sempre più solo, senza speranze né prospettive. Da troppo tempo ormai vive una storia soffocante con Addolorata: i due si disprezzano, stanno male insieme, ma non riescono a prendere l’unica decisione che sarebbe opportuno prendere, quella di lasciarsi. A salvare Eugenio dallo sconforto e dall’apatia che ormai caratterizzano le sue giornate è l’incontro telematico con un’intraprendente lettrice, nonché sua ammiratrice, che grazie a uno scambio di email dapprima sporadico, poi sempre più intenso, riuscirà a strappare il protagonista alla sua cronica insoddisfazione, dandogli motivo di rinnovare la sua voglia di vivere nella ricerca della felicità. Il vero amore alla fine soppianterà quello malato, portando la storia a un lieto fine che poteva non essere così scontato. I complicati meccanismi che regolano l’attrazione tra uomini e donne, portando spesso a fraintendimenti e inganni, sono al centro di questo libro che è un po’ trattato filosofico, un po’ diario di vita vissuta. Un romanzo vivace che, con estrema leggerezza e ironia, affronta il tema dell’amore e dei rapporti di coppia per una disamina elegante delle dinamiche, spesso perverse, spesso viziate, che stanno al fondo dei legami sentimentali in quest’epoca, ancora incomprensibile e così piena di insidie.

(source: Bol.com)

Io non amo

Questa storia trova dei punti notevoli di contatto con la vita di ogni ventenne, è la storia psicologica di ognuno di noi che nel proprio percorso si trova ad un giro di boa. Un incontro profondo con i lati più nascosti della personalità umana; una finestra sulla riscoperta del bisogno fondamentale di amare e di essere amati per trovare il coraggio di affrontare i nostro demoni e di accogliere le nostre paure per diventare finalmente uomini. Io non amo è un opportunità per fermarsi un attimo e riconsiderare che amare se stessi può essere l’inizio di una lunga e avvincente storia d’amore.