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L’Italia degli anni di piombo – 1965-1978

Tra il 1965 e il 1978 un vento di tensione percorre il mondo: le Guardie rosse di Mao, il colpo di Stato dei colonnelli in Grecia, la Guerra dei sei giorni e quella del Vietnam, l’assassinio di Martin Luther King, il Watergate, il ”maggio francese”. In Italia le manifestazioni alla Cattolica di Milano innescano una spirale di violenze che va dalle contestazioni studentesche al cosiddetto ”autunno caldo” dei grandi rinnovi contrattuali. La marea delle rivendicazioni sociali sale sempre più impetuosa, mentre un governo troppo debole la osserva inerme. Ad annunciare la lunga notte della Repubblica arriva, il 12 dicembre 1969, la bomba di piazza Fontana. Gli opposti terrorismi e la ”strategia della tensione” fanno dell’odio il fil rouge di questo periodo. L’attentato di piazza della Loggia e l’Italicus, il Piano Solo e lo scandalo nel Sid, Ordine nuovo e le Brigate rosse: la nazione – devastata anche da disastri come il terremoto del Belice – vive un crescendo di orrore che culmina con il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro. Montanelli – gambizzato dalle Br nel ’77 – e Cervi tracciano la storia del momento più buio nel nostro dopoguerra. E cercano, al di là dei semplici giudizi, di fare luce sui molti interrogativi che ancora cercano risposta.

(source: Bol.com)

L’Italia degli anni di fango – 1978-1993

Quando, nel luglio 1978, Pertini diventa presidente della Repubblica, il Paese vive ancora all’ombra del caso Moro. All’insicurezza dei cittadini corrisponde un momento difficile per la politica: la Dc tocca il minimo storico, il Pci cambia rotta trasformandosi in Pds, i Radicali conquistano consensi con il referendum sull’aborto. Dalla rottura dei vecchi equilibri partitici trae vantaggio Bettino Craxi, il cui appoggio in parlamento diventa indispensabile. È lui il volto nuovo del potere, protagonista indiscusso di questa stagione e simbolo dei giochi di Palazzo che accrescono la rabbia degli italiani. Intanto il sangue non smette di scorrere e al terrorismo si aggiunge, dopo il maxiprocesso, la violenza mafiosa: Ustica, la stazione di Bologna, l’omicidio del generale Dalla Chiesa, Capaci e via D’Amelio. Anche il panorama mondiale è convulso; si susseguono avvenimenti epocali come l’invasione sovietica dell’Afghanistan, l’attentato a Giovanni Paolo II, la morte di Tito, i conflitti in ex Jugoslavia, la Guerra del Golfo, la caduta del Muro di Berlino e la trasformazione dell’Urss di Breznev e Gorbaciov nel Csi di Eltsin. L’Italia, in questo passaggio storico, sembra sprofondare tra il fango degli scandali: prima la P2, poi la stagione di Tangentopoli. Ma i semi del cambiamento iniziano a farsi largo, e dalle macerie si affaccia un nuovo ordine. In un saggio magistrale, Montanelli e Cervi ci raccontano il crollo di un mondo che va ben oltre la caduta della Prima Repubblica.

(source: Bol.com)

Itadakimasu. Umilmente ricevo in dono

“Tokyo nell’immaginario occidentale è un ossimoro. Ipercontemporaneità e ipertradizione, computer e animismo, grattacieli antisismici e tempietti shinto.
In mezzo a questi specchi, il cibo. Che in Giappone ha a che fare con lo spirito, con la bellezza e con un gusto misterioso, l’umami.
Per capire tutto questo c’è bisogno di qualcuno che ti prenda per mano: ci sono una ragazza gentile ed evanescente; un anziano dal sorriso da rana e il signor Otsuka, che naturalmente è un gatto. E va matto per i mochi.”

Itaca e oltre

Itaca e oltre by Claudio Magris
In questa raccolta di saggi brevi, Claudio Magris insegue e analizza le due grandi, antitetiche direzioni del viaggio – essenziale, culturale e politico – contemporaneo: il ritorno e la fuga, la conquista e la dispersione dell’identità, la continuità e la metamorfosi dell’individuo. Attraverso l’indagine di grandi autori – da Svevo a Musil, da Ibsen a Flaubert, da Mann a Walser, da Singer a Borges – Magris rivive la disgregazione di un’idea armoniosa del mondo con i beni e i mali che essa comporta, le nuove strade che essa apre e le insidie di cui le cosparge. Il dialogo con i temi del pensiero contemporaneo si affianca al confronto con la condizione storica, l’interpretazione letteraria si alterna alla testimonianza autobiografica e all’intervento politico, l’osservatorio del moralista distaccato si salda all’impegno personale nelle grandi tensioni ideali del presente, l’ambiguità e la reticenza della letteratura s’intrecciano alla chiarezza etica. Il taglio obliquo del saggio sceglie la via indiretta per dissimulare, ma anche soprattutto per dire – con tutta l’incertezza e la discrezione imposte dall’ora storica – l’irriducibile esigenza di una verità provvisoria.

Itaca

L’Itaca di questo libro è una piccola città greca che, tra il nono e l’ottavo secolo a.C., si appresta ad assumere i caratteri di una ‘polis’. Eva Cantarella illustra le caratteristiche di questa città, la sua organizzazione, i meccanismi sociali che ne garantiscono la sopravvivenza, la nascita delle istituzioni politiche, le credenze religiose dei suoi abitanti, la loro etica sessuale. In breve, la loro vita e la loro mentalità. La descrizione è affidata a una narrazione scandita dalle avventure di Ulisse durante il ritorno in patria, dal suo incontro con pericolose seduttrici e mostri cannibali abitatori di terre “senza assemblee e senza leggi”, dalla celebrata ma discutibile fedeltà di Penelope e dall’arroganza dei suoi cento otto pretendenti. Sul filo del racconto dell'”Odissea” e dei personaggi che la popolano, il libro analizza i modi che hanno permesso alla comunità dei Greci di superare il sistema della vendetta e progredire da una cultura della vergogna a una società del diritto..

It

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricomincia a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l’incubo ricomincia…

Istruzioni per cinquantenni in cerca d’amore

Istruzioni per cinquantenni in cerca d’amore by Pascal Morin
La vita può prenderti in contropiede anche a cinquant’anni.
Basta uno strano ingarbugliarsi di destini.
E addio a ogni punto fermo.
Una commedia irriverente sulla solitudine contemporanea.
Su Parigi e i parigini.
Sulla possibilità di sorprendersi, per una volta ancora, in un istante di purissima felicità.
Catherine Tournant pensa di essere una specie di dinosauro in via di estinzione.
Avendo lavorato per tutta la vita con i ragazzi, si è fatta un punto d’onore nel padroneggiare la tecnologia. Ma le cose che le piacciono e dànno un senso alla sua esistenza sembrano scomparire piú in fretta delle specie minacciate dalla catastrofe ambientale: l’odore fragrante dei libri, il tempio silenzioso dei musei, il culto del pensiero come arma contro la barbarie e l’incultura.
E proprio quando crede di essere ormai al riparo dai sentimenti e dall’amore, il destino le piazza lí un incontro davvero inaspettato. Uno di quelli che costringono a scoprirsi diversi. A rivelarsi piú indulgenti verso gli altri, ma soprattutto verso sé stessi.

L’istitutrice e il conte

Inghilterra, 1810 – Sebastian, Conte di Bridgemere, ha fama di persona schiva e poco malleabile, soprattutto quando a chiedergli favori sono gli avidi familiari oppure le maliziose debuttanti del ton, interessate solo al suo titolo. Per questo l’arrivo di Miss Forrest ad Alvanley Hall è come una boccata d’aria primaverile nel gelido inverno che gli ha ghiacciato il cuore. Lei non vuole il suo denaro e non è intimorita dal suo caratteraccio, non è neppure alla ricerca di un marito, anche se si è subito innamorata di lui. E così, complice un rametto di vischio, Sebastian capisce che è ora di concedere un’opportunità all’amore.

L’istinto della caccia (The Continental Op Short Stories)

Dieci racconti di Dashiell Hammett, uno degli innovatori della letteratura noir americana. Nel filone hard-boiled, diventano maggiormente centrali le psicologie dei personaggi, con i suoi duri e ruvidi detective, e la descrizione realistica della società, amara e spietata. Il tutto è descritto da Hammett in uno stile sobrio, essenziale, corrispondente all’intento di rappresentazione obiettiva, e con una punta di quel cinismo che non consente di indulgere in idealismi, sentimentalismi e ipocrisie.

L’istinto del lupo – La legge di lupo solitario

L’istinto del lupo – La legge di lupo solitario by Massimo Lugli
«Le case dei ricchi e le baracche, le violenze criminali, quelle politiche, l’aspetto sconosciuto di una metropoli.»Corrado AugiasLa storia di Lupo comincia in una Roma ricca e borghese, tra splendide ville, domestici in livrea, abiti firmati. Poi un giorno, annoiato da un’esistenza vuota fatta di lusso e ipocrisia, il giovane Lapo decide di fuggire e abbandonare la famiglia: vuole scoprire la vita della strada, la vita vera. Così il piccolo e viziato Lapo diventa Lupo, barbone, senzatetto, ladro. Sotto l’ala protettrice di Tamoa ha inizio il suo viaggio nel ventre della capitale, alla scoperta di un’umanità diversa, nascosta, sommersa nel fango e nel buio: una Roma notturna e violenta, fatta di gente che vive nell’ombra, che tra furti, prostituzione e aggressioni lotta ogni giorno per la sopravvivenza. Nei due romanzi (L’istinto del Lupo – finalista al premio Strega 2009 – e La legge di Lupo solitario), la penna tagliente e appassionata di Massimo Lugli ricostruisce la storia a tinte forti di una vera e propria discesa nell’inferno metropolitano, tra personaggi memorabili per nobiltà o viltà d’animo, fame, freddo, inganni, perversioni di ogni genere, ma anche inaspettati spunti poetici.«Una prosa accesa e coinvolgente […] un romanzo dal ritmo mozzafiato, ogni capitolo un colpo di scena. Un libro che prende e che non si dimentica.»Ottavio Rossani, Corriere della Sera«Una storia bellissima per il giornalista di Repubblica.»Loredana Lipperini, Il Venerdì di Repubblica«Una favola feroce.»Mirella Serri, La StampaMassimo Lugliè nato a Roma nel 1955, dopo aver lavorato per anni a «Paese sera» è attualmente inviato speciale de «la Repubblica». Dal 1975 si occupa di cronaca nera e alterna la passione per il giornalismo e la scrittura con quella delle arti marziali, che pratica fin da bambino. Ha pubblicato Roma maledetta (1998) e, con la Newton Compton, La legge di Lupo solitario (2007). Ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica con L’istinto del Lupo, finalista al Premio Strega 2009.

Gli istanti si spezzano a metà

Carla è una bambina di otto anni che vive in un piccolo paese vicino a Torino con i suoi genitori e la sorella più piccola con cui non va d’accordo. In un caldo pomeriggio invernale un evento scuoterà la sua infanzia e improvvisamente si troverà a custodire un orribile segreto che cambierà il corso della sua vita. Gli anni passano e all’università Carla incontra il giovane giornalista Paolo, che le racconta di strane vicende che sono accadute in una piazza storicamente maledetta a Torino, e che s’incroceranno incredibilmente con il suo passato. Indagando sul mistero racchiuso in quella piazza emergeranno inquietanti parallelismi con la propria vita, misteriose leggende, storie dimenticate, terribili segreti, pericolose bugie, lati oscuri e nascosti di Torino. In questa ricerca Carla avrà anche la possibilità di liberarsi dal suo senso di colpa e di sotterrare quel suo orribile segreto, fin quando…
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### Sinossi
Carla è una bambina di otto anni che vive in un piccolo paese vicino a Torino con i suoi genitori e la sorella più piccola con cui non va d’accordo. In un caldo pomeriggio invernale un evento scuoterà la sua infanzia e improvvisamente si troverà a custodire un orribile segreto che cambierà il corso della sua vita. Gli anni passano e all’università Carla incontra il giovane giornalista Paolo, che le racconta di strane vicende che sono accadute in una piazza storicamente maledetta a Torino, e che s’incroceranno incredibilmente con il suo passato. Indagando sul mistero racchiuso in quella piazza emergeranno inquietanti parallelismi con la propria vita, misteriose leggende, storie dimenticate, terribili segreti, pericolose bugie, lati oscuri e nascosti di Torino. In questa ricerca Carla avrà anche la possibilità di liberarsi dal suo senso di colpa e di sotterrare quel suo orribile segreto, fin quando…

L’ispettore Kajetan e gli impostori

Monaco, anni ’20. L’ex ispettore di polizia Paul Kajetan agisce adesso come investigatore privato e sta cercando di recuperare, per conto della sua locandiera, i soldi che il nipote ha perso in azzardate speculazioni finanziarie. Per portare a termine il suo compito finirà per disturbare gli affari di persone potenti e politicamente ambiziose. Per ostacolare le sue indagini vecchi amici tenteranno di attribuirgli l’omicidio del suo successore alla polizia di Monaco. Kajetan dovrà discolparsi e stare in guardia perché anche la sua vita sarà in pericolo. Abile compresenza di colore locale, retroscena storico e investigazione serrata: anche questa volta Robert Hültner appassiona con un complicato puzzle poliziesco agli albori del Nazionalsocialismo.

(source: Bol.com)

Isole cosmiche

Viviamo in un’era in cui la fantasia di ieri è la realtà scientifica di oggi, e la narrativa d’immaginazione si rivela spesso più adernte alla realtà di quanto non si sospetti. Questo vale in particolar modo per “Isole Cosmiche”, un nuovo romanzo dell’indimenticabile autore delle “Sabbie di Marte”. Le Isole Cosmiche non sono che le future stazioni spaziali – o satelliti artificiali – che l’uomo si accinge a lanciare nello spazio, lungo orbite diverse, in quell’immenso vuoto di 384.000 km. che divide la Terra dalla Luna. Questi satelliti artificiali serviranno, tra l’altro, di base agli astronauti che si accingeranno a esplorare la Luna e i pianeti più vicini. Molti sono gli scienziati e i tecnici che si sono provati a studiare come si potranno costruire i satelliti artificiali, ma nessuno forse vi è riuscito così compiutamente e , insieme, così fantasiosamente, come Arthur C. Clarke. Con “Isole Cosmiche” la fantascienza si arricchisce di un nuovo, affascinante gioiello.
Copertina di Curt Caesar

L’isola dimenticata

L’isola dimenticata by Folco Quilici
Inverno 1943: Vanni, giovane tenente ferito sul fronte africano, torna per la convalescenza in una piccola isola al largo del Tirreno, dove si trova la villa di famiglia. La vita è dura in questo luogo tagliato fuori da tutto e da tutti: la guerra ha interrotto ogni comunicazione con la costa, la sopravvivenza è legata principalmente alla pesca. Nonostante le difficoltà, la piccola comunità cerca di resistere. Ma la tranquillità dura poco: un giorno da una motovedetta sbarcano i tedeschi, che occupano l’isola, sequestrano Villa Amarillys e affondano tutte le imbarcazioni, per evitare che qualcuno possa allontanarsi e dare notizia delle operazioni segrete che intendono condurre. L’isola si trova così privata dell’unica fonte di sostentamento, il mare, e gli abitanti ben presto sono alla fame.
Inaspettatamente, proprio sull’isola Vanni ritrova Cristina, la ragazza altoatesina che aveva conosciuto prima della guerra e di cui si era innamorato quando entrambi erano atleti in gara per i campionati giovanili universitari. Cristina, carattere fiero e forte, affronta con coraggio le avversità. Insieme a Vanni si dà da fare per sopravvivere e aiutare la comunità, curando i malati grazie alle preziose erbe che lei raccoglie. Ogni possibilità di sopravvivenza è legata alle sorti del conflitto, e ogni aereo che passa accende paura e speranza. La disperazione si fa largo: nessun segno di vita giunge dalla costa, nessuna avvisaglia dell’arrivo degli Alleati. Finché, a Punta dell’Onda, insenatura non lontana dal paese, una massa immobile affiora dall’acqua, una sfera da cui fuoriescono delle punte. Certamente una mina, strappata dalle correnti al suo ormeggio in alto mare. L’ordigno forse è fuori uso, l’esplosivo racchiuso al suo interno potrebbe essere usato per pescare, ma i dubbi sono tanti e i rischi ancor di più… Un solo uomo, Vanni, potrebbe prendere l’iniziativa e tentare di salvare la sua gente.

Isola di neve

*Un’isola che sa proteggere. Ma anche ferire.*
*Un amore indimenticabile sepolto dal tempo.*
1. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile.
L’unico suo rifugio è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: *Tempesta*.
2. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.
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*Un’isola che sa proteggere. Ma anche ferire.*
*Un amore indimenticabile sepolto dal tempo.*
1. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile.
L’unico suo rifugio è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: *Tempesta*.
2. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.

L’Isola Di Cemento

L’isola di cemento by J. G. Ballard
Quasi un adattamento postmoderno di Robinson Crusoe, con echi anche della Tempesta shakespeariana, L’isola di cemento narra del naufragio del protagonista Robert Maitland su un’isola di fabbricazione umana. Maitland è un uomo ricco, vive una vita borghese con tanto di moglie, figlio e amante. Ma un giorno, d’improvviso, dopo un tremendo incidente mentre è alla guida della sua splendida Jaguar, si ritrova imprigionato sullo spartitraffico dell’autostrada. Incapace di sfuggirne, deve trovare il modo di sopravvivere lì, ai confini dell’universo umano in un ambiente alieno e al di là della civiltà, e tutto quel che ha per farlo è quanto gli è rimasto dell’auto distrutta. Ma, via via che la situazione precipita, Maitland si adegua alla sua nuova condizione, scopre in sé una diversa consapevolezza e si convince che la sua nuova esistenza potrebbe non essere peggiore della precedente. Va avanti perciò nella scoperta dell’isola, con i suoi segreti e relitti del passato, con i suoi abitanti. Nell’Isola di cemento si ritrova il tema ricorrente nella poetica ballardiana dell’alienazione prodotta dalla tecnologia e dalla contemporaneità, che può spingere a preferire la sopravvivenza in condizioni estreme pur di ritrovare una libertà perduta nella società disumanizzata.‟Schermandosi dal sole, Maitland vide che si era arrestato in una piccola isola spartitraffico triangolare, lunga meno di duecento metri, che si stendeva in una zona incolta fra tre autostrade convergenti.”