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Saggio sul cercatore di funghi

Un amico d’infanzia, compagno di giochi dei tempi trascorsi in un villaggio della Carinzia al confine con la Slovenia, è l’eroe tragico dell’ultimo Versuch di Peter Handke: un «saggio» inteso come esperimento, ricerca, tentativo. L’amico cercatore di funghi diviene, nella vita adulta, avvocato di grido, impegnato nei tribunali internazionali a difendere i criminali di guerra. La frequentazione del sottobosco però – avviata da bambino per guadagnare qualche soldo al mercato vendendo i finferli trovati battendo i sentieri più discosti dalle rotte dei turisti – si trasforma per lui in una via di fuga dalla civiltà. Solo quando, dopo vari amori esotici e di breve durata, incontra la donna della sua vita, colei che, citando Parsifal, «gli mostra vie segrete», scopre per la prima volta, nel bosco fuori città, un porcino. Questo tesoro riaccende la sua antica passione, che pian piano si trasforma in una vera mania. Il «matto dei funghi» trascura perciò la professione, la famiglia, la moglie adorata, il figlio in arrivo, per dedicarsi a una ricerca che è parallela all’opera dello scrittore, e non si appaga mai della scoperta.
(source: Bol.com)

Il saggio è senza idee o l’altro della filosofia

Da anni François Jullien scandaglia i presupposti della cultura dell’Occidente, passando attraverso la cultura della Cina, un «altrove» formatosi in modo del tutto indipendente da noi. Grazie ad un luogo altro in cui il pensiero si è sviluppato secondo forme di coerenza e intelligibilità differenti dai nostri, possiamo gettare uno sguardo spaesato sui partiti presi che tanta parte hanno nella costruzione delle nostre basi culturali. In questo libro, forse quello centrale di Jullien, il confronto fra la Cina e l’Occidente verte sui rapporti fra saggezza e filosofia. È convinzione comune che spetti ai Greci l’avvento del *logos*: ed è a partire da quella biforcazione che la saggezza, salvo rare eccezioni, è stata relegata ad un ruolo minoritario. Ricostruendo la logica senza *logos* dei saggi orientali riscopriamo un fondo del pensiero e dell’esperienza che l’Occidente ha abbandonato. Di questo fondo privo di rilievo, le formule della saggezza, in apparenza banali e insipide, continuano a parlare: senza pretendere di spiegare, sono osservazioni che invitano a prendere coscienza di quell’evidenza ordinaria che ci rimane nascosta proprio perché l’abbiamo quotidianamente sotto gli occhi. Il pensiero cinese passa accanto alle forme che la ragione occidentale ha promosso; ignora i dualismi, le definizioni e le prescrizioni che hanno scandito la storia della filosofia, non fa della verità una fissazione. La saggezza esorta a diffidare delle idee, a non sostenere idee proprie da opporre a quelle altrui. Il saggio non vuole chiudersi in una posizione esclusiva, ma si mantiene aperto a tutte le possibilità, evitando che un punto di vista parziale renda impraticabile la via (il Tao) lungo la quale il mondo continua a procedere.

Le saggezze antiche. Controstoria della filosofia: 1

Da troppo tempo l’accademia ha deciso di destinare all’oblio interi continenti della storia della filosofia; da troppo tempo, continua ad incensare i protagonisti più seriosi e austeri della grande battaglia delle idee. Perché? Perché la storia della filosofia è stata scritta dai vincitori: i vincitori di una lotta che vede contrapposti idealisti e materialisti. Questo primo volume è dedicato all’antichità: gli eroi di questo libro sono dunque Democrito e Diogene, Aristippe ed Epicuro, Lucrezio e Filodemo, e non Paltone e Arostotele.
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La saggezza del bosco

Il bosco è in grado di tirare fuori il meglio delle persone.

Romantico e poetico angolo dove ritirarsi per godere della sua ombra e simbolo di natura incontaminata: ecco cos’è il bosco nel nostro immaginario. Eppure questi luoghi splendidi stanno diventando, per colpa dell’inquinamento e dello sfruttamento da parte dell’uomo, sempre più rari. Peter Wohlleben ci dimostra che un diverso e più sano rapporto con la natura che ci circonda è possibile e necessario, descrivendo in che modo possiamo proteggere il fragile ecosistema di una foresta per scoprire che anche le piante comunicano, provano sentimenti, si aiutano fra loro. Partendo da quello che la sua lunga esperienza di forestale gli ha insegnato, e cogliendo la possibilità di accompagnarlo lungo i sentieri incontaminati della riserva di Hümmel, in Germania, che gestisce personalmente, possiamo immergerci in una lettura affascinante e ricca di avventure, un vero e proprio viaggio alla scoperta della natura più selvaggia e autentica, per imparare a prenderci cura degli alberi e, quindi, di noi stessi.

(source: Bol.com)

La saggezza degli alberi

«*Curioso, informato, sorprendente.*»
**L’Espresso – Sabina Minardi**
**«Melo o nocciolo, platano o pino silvestre, betulla o faggio che sia, ogni albero ha molte storie da raccontare… **
**Benvenuti a un corso di lingua davvero particolare.»**
Sono gli esseri viventi più forti e resistenti del nostro pianeta, quelli più longevi, eppure della vita degli alberi sappiamo molto poco. A tratti però intuiamo che dietro quella loro corteccia ruvida si possono celare segreti a prima vista inaccessibili. Peter Wohlleben ci svela nel suo libro i misteri più affascinanti di questi giganti: scopriamo che sono dotati di forme di comunicazione e sensibilità sorprendenti; che sono solitamente esseri prudenti, ai quali ogni forma di fretta è estranea; che gli esemplari di una stessa specie tendono ad allearsi, a difendersi l’uno l’altro o a sostenere i malati (ma questo non accade nel caso degli alberi piantati dall’uomo); scopriamo che le betulle sono delle egoiste guerriere solitarie, ma anche che questo carattere impulsivo ha il suo prezzo, limitando la loro speranza di vita a 120 anni, che per gli alberi è molto bassa; oppure che il faggio tende a crescere a tal punto da aprirsi un varco tra le chiome di altre specie per poi oscurarle con il suo fogliame finché i concorrenti oppressi non muoiono.* La saggezza degli alberi* è il racconto originalissimo e sorprendente di un mondo che credevamo di conoscere ma che invece è ancora tutto da decifrare, un libro ricco di sorprese su essere viventi che ci somigliano molto più di quanto non crediamo.
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### Sinossi
«*Curioso, informato, sorprendente.*»
**L’Espresso – Sabina Minardi**
**«Melo o nocciolo, platano o pino silvestre, betulla o faggio che sia, ogni albero ha molte storie da raccontare… **
**Benvenuti a un corso di lingua davvero particolare.»**
Sono gli esseri viventi più forti e resistenti del nostro pianeta, quelli più longevi, eppure della vita degli alberi sappiamo molto poco. A tratti però intuiamo che dietro quella loro corteccia ruvida si possono celare segreti a prima vista inaccessibili. Peter Wohlleben ci svela nel suo libro i misteri più affascinanti di questi giganti: scopriamo che sono dotati di forme di comunicazione e sensibilità sorprendenti; che sono solitamente esseri prudenti, ai quali ogni forma di fretta è estranea; che gli esemplari di una stessa specie tendono ad allearsi, a difendersi l’uno l’altro o a sostenere i malati (ma questo non accade nel caso degli alberi piantati dall’uomo); scopriamo che le betulle sono delle egoiste guerriere solitarie, ma anche che questo carattere impulsivo ha il suo prezzo, limitando la loro speranza di vita a 120 anni, che per gli alberi è molto bassa; oppure che il faggio tende a crescere a tal punto da aprirsi un varco tra le chiome di altre specie per poi oscurarle con il suo fogliame finché i concorrenti oppressi non muoiono.* La saggezza degli alberi* è il racconto originalissimo e sorprendente di un mondo che credevamo di conoscere ma che invece è ancora tutto da decifrare, un libro ricco di sorprese su essere viventi che ci somigliano molto più di quanto non crediamo.

La saga di Gilead

Questo è un romanzo di fantasy epica incentrato sulla vita e le gesta di un elfo, Gilead Lothain. Perseguitato dal destino, Gilead, maestro nella danza delle ombre e ultimo rappresentante della sua stirpe, viaggia e combatte in un mondo incantato per vendicarsi dai seguaci del Male.
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La saga di Elric di Melniboné

Elric è un re giovane e malinconico, erede di una nazione che, dopo millenni di dominio sul mondo intero, da cinquecento anni ha perso ogni potere. Immerso nelle sue infinite meditazioni, Elric è riluttante a svolgere il ruolo di sovrano, ma sa di essere l’unico possibile successore a quel che resta del suo impero in decadenza, la cui sopravvivenza dipende da lui. Elric è un imperatore debole, malato e sofferente angosciato e perfino sleale intrappolato nel proprio destino, cui non può opporsi anche a causa della sua spada stregata, Tempestosa, che non gli consente di decidere mai della sua vita.
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La saga dei Lensmen

Il conflitto fra le superciviltà di Eddore e Arisia per il dominio dell’universo, che risale ai giorni in cui la Prima e la Seconda Galassia si fusero, preparando per milioni di pianeti l’evoluzione della vita su larga scala, è ormai giunto al culmine. E il terreno scelto per questo confronto è un pianeta in un remoto angolo dell’universo… la Terra. Tutti i più grandi eventi della storia dell’umanità, dalla caduta di Roma alle guerre che hanno insanguinato il mondo, non sono quindi imputabili alla ‘natura umana’, ma ciascuno rappresenta una delle tante mosse compiute in una titanica battaglia. Ma finalmente un uomo ha scoperto la verità, affrontando il suo destino per cercare la risposta definitiva. Infatti nessun essere umano era mai atterrato sul misterioso pianeta Arisia: una barriera sconosciuta aveva sempre respinto chiunque osasse avvicinarsi, ma Virgil Samms, eroe e fondatore della Pattuglia Galattica, è finalmente riuscito a superare quel leggendario ostacolo ed a riportare con sè la Lente, lo strano e misterioso cristallo che dona poteri che nessuno ha mai conosciuto prima d’ora… Celebrata da sempre come modello insuperato di space opera, questa grandiosa saga di E. E. ‘Doc’ Smith ripercorre l’intera storia della civiltà, proiettandola su sconfinati orizzonti di spazio e di tempo.

Sacrificio a Moloch

Se Rebecka Martinsson pensava che accettare il posto di procuratore a Kiruna significasse ritirarsi a vita tranquilla, si sbagliava. Lasciato lo studio di Stoccolma per tornare a nord, ora lavora in una terra ai confini del mondo, dove la natura vibrante e incontaminata diventa teatro dell’esplosione di passioni e istinti violenti. Quando in una casa ai margini della foresta viene ritrovato il corpo senza vita di Sol-Britt Uusitalo, Rebecka decide di indagare e scopre che una serie di morti apparentemente accidentali ha colpito negli anni la famiglia della vittima, una catena di sciagure che sembra avere inizio in un passato lontano. Era il 1914, e a Kiruna, la “città più giovane del mondo” che si preparava a vendere preziose materie prime ai paesi coinvolti nella Guerra imminente, arrivava carica di speranze la nonna di Sol-Britt, giovane e incantevole maestra di scuola affascinata dal progresso, la cui bellezza ed entusiasmo conquistano il direttore della ricchissima miniera di ferro, l’uomo più influente di tutta la Lapponia. Dimostrando una grande padronanza di intreccio, suspense e conoscenza dell’animo umano, Asa Larsson conduce la quinta indagine di Rebecka in un paesaggio rimasto immutato da allora, con i suoi personaggi ostinati, ribelli e vendicativi, e dove la forza della natura si può toccare con mano.
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Sacrificio

Carolina, una ragazza nel tunnel della droga, e Giorgio, suo padre, editor di una piccola casa editrice romana. Un centro di recupero dal quale la figlia è uscita senza una vera guarigione. La vita che ricomincia come prima, attirata a ogni passo nei vicoli della dipendenza, verso un destino cui niente e nessuno sembra potersi opporre. Solo, impotente, smarrito, Giorgio tenta ogni strada per salvare sua figlia, e in ogni strada, dissestata, sconnessa da una crescente follia, la sua solitudine si fa più profonda, il suo smarrimento più vasto, la sua impotenza più fatale. Cerca rifugio nella fede, e una via di salvezza comincia ad affacciarsi, un’idea di fede oscura, un patto col diavolo…
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Sacre reliquie

In questo libro, la prima storia generale della nascita e dello sviluppo del culto delle reliquie, Charles Freeman accompagna il lettore in un sorprendente viaggio dai primi secoli del cristianesimo all’età moderna, mostrando come la loro enorme diffusione rispondesse a esigenze specifiche della gente comune in un’epoca divisa tra luce e tenebre, in cui l’Europa soggiaceva costantemente alla minaccia di sommosse, di pestilenze e del fuoco infernale e come proprio a partire da tale culto venne organizzandosi una parte importante della cristianizzazione di Roma, del mondo antico e poi dell’intera società medievale.
Lungi dall’essere semplicemente venerate, le reliquie venivano anche vendute, collezionate, perdute, trafugate, duplicate e distrutte: garantivano ottimi affari e costituivano un formidabile strumento di propaganda cui si ricorreva perfino per esibire potenza militare.
Passando in rassegna l’enorme varietà di reliquie e di culti che hanno cementato la nascita e l’affermazione del cristianesimo dalle origini alla Controriforma, Freeman individua nel culto di questi oggetti una chiave decisiva che ci consente di approfondire la nostra conoscenza del mondo medievale, aiutandoci anche a spiegare il fascino che ancora oggi essi esercitano su di noi.
(source: Bol.com)

La sacra pipa

La storia della sacra pipa venne tramandata da Testa d’Alce, a tre uomini: di questi solo Alce Nero era ancora vivo, più che ottantenne, all’epoca in cui la storia venne trascritta. “Per volere di Wakan-Tanka, il Grande Spirito”, narra Alce Nero, “un animale si trasformò in una persona con due gambe per portare la sacra pipa alla sua gente”. La Donna-Bisonte Bianca, consegnandola ai progenitori, insegnò a usarla ritualmente. “Tutti i popoli e tutte le cose dell’Universo”, disse, “si uniscono a voi che fumate la pipa, tutti mandano le loro voci a Wakan-Tanka, il Grande Spirito. Quando pregherete con questa pipa pregherete per e con ogni cosa”. Alce Nero rivela in questo libro i sette riti della sacra pipa che legano i Sioux al Grande Spirito.

Un sacchetto di biglie

A distanza di anni, Joffo ha saputo ricreare il mondo sconvolto dalla guerra e dalle persecuzioni razziali, coi suoi occhi di bambino: un bambino ebreo di dieci anni, costretto a fuggire con suo fratello di città in città, di rifugio in rifugio. Il suo viaggio attraverso la Francia è una grande avventura, allegra qualche volta, più spesso paurosa e agghiacciata dalla solitudine e dall’assurda crudeltà degli uomini.
Un tempo pieno d’odio, raccontato senz’odio: e questo stupore infantile, che sa giudicare senza condannare, riallaccia il libro al grande *Diario* di Anna Frank. Joffo è sopravvissuto, ma un’ombra fonda è rimasta: le sacche da viaggio che hanno accompagnato il piccolo ebreo errante, «sono in solaio e ci resteranno per sempre. Forse…»

Il saccheggiatore di relitti

*Il saccheggiatore di relitti (The Wrecker)* è stato scritto da Stevenson con l’aiuto del figlio Lloyd Osbourne. La storia è ambientata alle Isole Midway e si sviluppa intorno al relitto abbandonato della Flying Scud; racconta di tre falliti destinati a precipitare tra le spire della criminalità.

Sabotaggio d’amore

Per la storia la seconda guerra mondiale è finita, con i suoi vincitori e i suoi vinti, ma per una banda di ragazzini, figli dei diplomatici stranieri a Pechino all’inizio degli anni Settanta, il conflitto è stato concluso in modo affrettato. Con una conferenza al vertice decidono che bisogna rifare tutto, possibilmente allargando le alleanze ai bambini di tutte le nazionalità possibili. Inizia così uno scontro surreale che impegna e allieta i loro giochi fra inseguimenti, scontri e inenarrabili torture. Su questo sfondo si muove la protagonista di “Sabotaggio d’amore”, una bimba di sette anni precocissima, presa fra una sorprendente consapevolezza, le corse in bicicletta e la scoperta del primo perturbante amore. Con una scrittura pungente e corrosiva, la colta e ironica Amélie Nothomb opera il suo ‘sabotaggio’ ai danni dei buoni sentimenti e posa il suo sguardo tagliente sui temi eterni dell’amore, dell’amicizia, dell’odio e della guerra.

Le sabbie del desiderio

Nel momento in cui intraprende i lavori per il recupero della città perduta, situata nel deserto e appartenuta un tempo ai suoi avi, Salim Al Mansur non ci pensa due volte a richiedere la collaborazione professionale di Celia Davidson, antico amore che ancora tormenta i suoi sogni. L’intento di Salim è quello di avvalersi della competenza di Celia e al contempo di cercare di porre fine una volta per tutte alla loro storia. Quando l’ha lasciata, lo ha fatto perché non la riteneva una moglie appropriata e perché voleva dare un erede alla sua famiglia. E se la bella americana, che ha tuttora il potere di fargli ribollire il sangue nelle vene, gli avesse già dato a sua insaputa il tanto agognato erede?Quando la voce del deserto chiama, la passione accende i sensi e si compie un destino scritto nelle stelle.