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Scacco Doppio: Corso-percorso di scacchi tra logica, creatività e fitness mentale

Questo libro è stato scritto per avvicinare più persone possibili al fantastico gioco degli scacchi, per far progredire chi non si sente soddisfatto del proprio livello e per far riassaporare la bellezza del pensiero scacchistico a tutte quelle persone che credono di non avere tempo sufficiente da dedicargli.
E’ un corso di scacchi, con un percorso anomalo dalla doppia valenza: si prefigge di insegnare al lettore una selezionata serie d’idee fondamentali per comprendere il gioco, ma anche e soprattutto di indirizzarlo a sviluppare un corretto processo di pensiero. Ciò si traduce in una serie di riflessioni sul come prendere decisioni, in diverse situazioni, ricorrendo anche ad analogie tratte dalla vita reale, dall’economia e dal management. Gli scacchi sono un gioco d’idee e di decisioni, sono l’arte che esprime la bellezza della logica. E il nostro cervello ci ringrazia, doppiamente, per il diletto e l’allenamento.
Nella seconda edizione è stata migliorata la formattazione e sono state corrette alcune imprecisioni.
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### Sinossi
Questo libro è stato scritto per avvicinare più persone possibili al fantastico gioco degli scacchi, per far progredire chi non si sente soddisfatto del proprio livello e per far riassaporare la bellezza del pensiero scacchistico a tutte quelle persone che credono di non avere tempo sufficiente da dedicargli.
E’ un corso di scacchi, con un percorso anomalo dalla doppia valenza: si prefigge di insegnare al lettore una selezionata serie d’idee fondamentali per comprendere il gioco, ma anche e soprattutto di indirizzarlo a sviluppare un corretto processo di pensiero. Ciò si traduce in una serie di riflessioni sul come prendere decisioni, in diverse situazioni, ricorrendo anche ad analogie tratte dalla vita reale, dall’economia e dal management. Gli scacchi sono un gioco d’idee e di decisioni, sono l’arte che esprime la bellezza della logica. E il nostro cervello ci ringrazia, doppiamente, per il diletto e l’allenamento.
Nella seconda edizione è stata migliorata la formattazione e sono state corrette alcune imprecisioni.

Sbucciando la cipolla

Si apre nel settembre del 1939 l’autobiografia di Günter Grass, quando l’esercito tedesco invade la Polonia e il conflitto coinvolge sin dai primi giorni la zona di Danzica, la città in cui è nato nel 1927. Come la quasi totalità dei ragazzi tedeschi dell’epoca, il dodicenne è un acceso sostenitore di Hitler; nella sua fervida immaginazione le gesta dei cavalieri medievali descritte nei romanzi d’avventura si fondono con gli audaci successi dei soldati della Wehrmacht proposti dalla propaganda nazionalsocialista. Anche per questo, a quindici anni decide di presentarsi volontario in Marina, come sommergibilista. Ma quando, negli ultimi mesi del 1944, arriva effettivamente la chiamata alle armi, si trova assegnato a un battaglione delle Waffen-SS. Un’esperienza condivisa con molti, non cercata e di breve durata, della quale tuttavia il futuro scrittore, il censore intellettuale e morale della vita pubblica tedesca, non aveva sinora mai parlato pubblicamente. In un campo di prigionia americano ha inizio il lento processo di maturazione politica e personale di un giovane nella cui mente è ben saldo il desiderio di fare l’artista. Sarà tutt’altro che facile e lineare il suo percorso in una Germania uscita annichilita dalla guerra. Un paese che nell’arco di poco più di un decennio riuscirà a ritrovare se stesso e a riconquistare anche voce letteraria. Grazie in particolare proprio a Günter Grass che oggi con *Sbucciando la cipolla*, da grande scrittore, una volta di più rende vivi e manifesti gli eventi della propria esperienza nella Storia.

Sbucato dal nulla

Francia, 1916. La Grande Guerra.

In alto, in volo sopra la carneficina nelle trincee, gli assi britannici e tedeschi si muovono come cavalieri di una giostra per il controllo dei cieli. Lo sforzo e la tensione di vivere ogni giorno con il rischio di morire porta a fare scelte pericolose e a correre grossi rischi.

In lutto per la morte del suo amante, l’asso britannico Bat Bryant uccide accidentalmente l’uomo che ha minacciato di rivelare a tutti la verità. Ma c’è un testimone: il bel pilota americano Cowboy Cooper.

A quanto sembra, però, Cowboy ha un’idea tutta sua di giustizia.
(source: Bol.com)

Sbirri e padreterni

L’abbiamo davvero combattuta la lotta alla mafia? Alcuni lo hanno creduto possibile e si sono spesi fino alla morte. Altri, molti, hanno trafficato, trescato fino a perpetuare il vizio italiano dell’accordo sotto banco. Questo libro racconta la duratura, stabile, alleanza tra un pezzo delle istituzioni e Cosa Nostra. Il permanente canale di comunicazione aperto da settori del nostro apparato di intelligence e di sicurezza e della politica con l’universo delle coppole. È la storia sottotraccia, con nomi e cognomi, della recente lotta alla mafia. Che passa per la stagione delle stragi e la loro intima ragione, tracciando il profilo di chi ha fatturato il risultato di quell’orrore.
Oltre i rigori del carcere duro, del 41 bis, e spesso grazie a quelli, una batteria di nuovi collaboratori di giustizia è stata pronta a raccontare tutto e il contrario di tutto. Diventando le pedine del gioco grande. Su questa scacchiera non il falso, ma il vero apparente, il suo doppio e il suo triplo, giocano una partita torbida che ha per posta carriere, quattrini, tanti, ma soprattutto la sopravvivenza di un sistema di potere. Che si fa beffe dell’opinione pubblica e del suo disorientamento. Che fa di Cosa Nostra e delle altre mafie un mostro fiaccato ma mai morente. In questo libro la testimonianza, inedita, di Franco Di Carlo, ex boss dei Corleonesi, che nella consuetudine al dialogo con le istituzioni ha edificato la propria carriera criminale, occupa una parte centrale. Perché nella sua esperienza, ladri e guardie, quei mondi apparentemente inconciliabili, si sono parlati e accordati. Mettendo reciprocamente sul piatto quanto avevano da offrire: piombo e morte gli uni; impunità totale che impasta il mito dell’invincibilità, gli altri.
(source: Bol.com)

Saxa Rubra

Il senatore Publio Aurelio Stazio ha deciso di mettere la testa a partito rinunciando alle sue numerose eccentricità per mostrarsi ligio alle convenzioni – o almeno per fingersi tale.
Ma i suoi buoni propositi sono subito messi in discussione. Una serie di omicidi sta insanguinando l’Urbe. E le vittime sono tutte donne con cui in passato Publio Aurelio è stato in rapporti intimi.
Non volendo ammettere alcuna responsabilità nella tragica fine delle donne uccise – diversissime per aspetto, carattere, ceto sociale e stile di vita – il patrizio reagisce cercando ostinatamente un legame capace di unire le vittime al di là della sua persona, scavando a fondo nel passato di ciascuna, fino a portare alla luce molti inconfessabili e antichi segreti.
Intanto, però, i suoi avversari approfittano della situazione e della malattia del suo vecchio amico Claudio, ora imperatore di Roma, per estrometterlo dal Senato, accusarlo dei delitti e farlo dichiarare con false prove nemico di Roma, aspettandosi che si tolga di mezzo da solo dandosi dignitosamente la morte. Ma Aurelio è risoluto a vendere cara la pelle…
Publio Aurelio Stazio, l’amatissimo personaggio creato da Danila Comastri Montanari, ritorna per risolvere un nuovo mistero. Un romanzo che, nella affascinante cornice della Roma imperiale, splendidamente ricostruita, unisce uno stile brillante e ironico a una trama gialla avvincente e perfettamente congegnata.
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### Sinossi
Il senatore Publio Aurelio Stazio ha deciso di mettere la testa a partito rinunciando alle sue numerose eccentricità per mostrarsi ligio alle convenzioni – o almeno per fingersi tale.
Ma i suoi buoni propositi sono subito messi in discussione. Una serie di omicidi sta insanguinando l’Urbe. E le vittime sono tutte donne con cui in passato Publio Aurelio è stato in rapporti intimi.
Non volendo ammettere alcuna responsabilità nella tragica fine delle donne uccise – diversissime per aspetto, carattere, ceto sociale e stile di vita – il patrizio reagisce cercando ostinatamente un legame capace di unire le vittime al di là della sua persona, scavando a fondo nel passato di ciascuna, fino a portare alla luce molti inconfessabili e antichi segreti.
Intanto, però, i suoi avversari approfittano della situazione e della malattia del suo vecchio amico Claudio, ora imperatore di Roma, per estrometterlo dal Senato, accusarlo dei delitti e farlo dichiarare con false prove nemico di Roma, aspettandosi che si tolga di mezzo da solo dandosi dignitosamente la morte. Ma Aurelio è risoluto a vendere cara la pelle…
Publio Aurelio Stazio, l’amatissimo personaggio creato da Danila Comastri Montanari, ritorna per risolvere un nuovo mistero. Un romanzo che, nella affascinante cornice della Roma imperiale, splendidamente ricostruita, unisce uno stile brillante e ironico a una trama gialla avvincente e perfettamente congegnata.
### Dalla quarta di copertina
Publio Aurelio Stazio, l’amatissimo personaggio creato da Danila Comastri Montanari, ritorna per risolvere un nuovo mistero. Un romanzo che, nella affascinante cornice della Roma imperiale, splendidamente ricostruita, unisce uno stile brillante e ironico a una trama gialla avvincente e perfettamente congegnata.

Savage calibro 300

Gli uomini dell’87° Distretto sono alle prese con un caso davvero complicato: l’assassinio di un ricattatore è sempre un crimine dalle tinte fosche e misteriose e il delitto di Sid Kramer non costituisce certo un’eccezione.
Pochi gli indizi, scarse le testimonianze, una sola certezza: Kramer è stato ucciso da un colpo di fucile, un “Savage” calibro 300, in pieno volto. Una brutta fine, anche per un essere spregevole e immorale.
Un’indagine avvincente in cui McBain riesce a fondere abilmente spunti psicologici e tecniche investigative, restituendoci con vivezza l’immagine di una società accecata dal benessere e dimentica dei valori umani.

Satelliti della morte

Settembre 1995: Varg Veum è nel suo ufficio a Bergen, quando riceve una telefonata che lo riporta indietro di venticinque anni, al tempo in cui era un operatore sociale giovane e idealista, impegnato nella difesa dell’infanzia. Un bambino separato dalla madre in circostanze tragiche spunta fuori dopo dieci anni, in relazione alla morte misteriosa di uno dei membri della famiglia che lo aveva preso in affido. Passano altri dieci anni, e il ragazzo è di nuovo coinvolto in un episodio drammatico ma oggi, divenuto adulto, sembra deciso a vendicarsi di coloro che hanno distrutto la sua vita, in particolare di un certo assistente sociale di Bergen. In lotta contro il tempo, Varg Veum dovrà risolvere vicende le cui radici affondano in un passato che non potrebbe essere più oscuro. Disincantato realista, sensibile al fascino femminile e all’ebbrezza dell’alcool, Varg Veum è un uomo solitario ugualmente a suo agio tra le montagne intorno a Bergen come nelle periferie spersonalizzate delle nuove città. Il suo impegno in difesa dell’infanzia è finito quando ha spaccato la faccia a un tizio che voleva far prostituire una bambina. Da allora Varg Veum si guadagna la vita come investigatore privato, ma la sua vocazione di eroe è rimasta intatta. Protagonista di sei film, un nuovo Philip Marlowe: scettico e compassionevole, ironico e sempre innamorato, un investigatore privato con la vocazione di eroe pronto a salvare i deboli di turno e a consolare le inevitabili delusioni con l’acquavite.

La sarta di Mary Lincoln

* Novembre. Mancano poche ore al risultato delle elezioni per il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d’America e a Washington la tensione è altissima. Le strade brulicano di uomini che fanno la spola fra taverne e alberghi in cerca di notizie o si assiepano davanti alle porte dell’ufficio del telegrafo. Le sale dei circoli che costellano il quartiere della Casa Bianca sono già piene di passanti accorsi numerosi per approfittare del whisky offerto gratuitamente. Soltanto una donna di colore, Elizabeth Keckley, si affretta a tornare alla sua pensione di mattoni rossi stringendo al petto il suo cesto da cucito. È una sarta specializzata in eleganti abiti femminili alla moda. A Saint Louis, dopo anni di sacrifici e risparmi, è riuscita a comprare la libertà per sé e per il figlio George, studente in una lontana università dell’Ohio. Si è trasferita a Washington, la capitale federale dell’Unione, animata da un solo intento: continuare a garantire al figlio quell’istruzione che a lei è stata preclusa. Nonostante il clima teso a causa delle dispute legate all’abolizione della schiavitù e ai propositi secessionisti del Sud, Lizzie lavora alacremente. Non importa se per orlare le tende di un hotel malandato riceva soltanto due dollari e mezzo o se, per ultimare il vestito della moglie del senatore Davis, rientri così tardi da avere a malapena il tempo per un pasto e un bagno. Bravissima a confezionare i corpetti complicati e aderenti per i quali le dame del tempo impazziscono, Lizzie vede la sua fama accrescersi e farsi largo a poco a poco tra i circoli più in vista della città. Finché un giorno non si trova al cospetto di una donna sulla quarantina dai capelli scuri, con una bella carnagione e limpidi occhi azzurri che denotano acume e intelligenza: Mrs Mary Lincoln, la moglie del presidente appena eletto, la first lady nota per le sue bizze e i suoi improvvisi accessi d’ira. Lizzie le sistema magnificamente un abito rosa di moiré antico che Mary sfoggia con successo al primo grande ricevimento in onore dell’insediamento del marito. Da quel momento diviene non soltanto la sarta personale di Mrs Lincoln, colei che si occupa di vestirla e acconciarla per balli, cene e ricevimenti, ma anche la ex schiava cui l’inquieta, volubile Mary confida le sue angustie e i suoi rancori, il suo disappunto di first lady oggetto di malevolenze, invidie e gelosie. Un sodalizio che da parte della fedele Lizzie non verrà mai meno, neanche quando Mary Lincoln, sola e abbandonata da tutti, dopo aver perso il figlio Willie, a causa di una malattia, e poi il marito, vittima di un attentato, rivolgerà il suo risentimento contro di lei, scambiando un estremo gesto d’amore per un insulto alla sua dignità di ex first lady dell’Unione. Con uno stile avvincente e una trama arricchita da splendide descrizioni che restituiscono tutto il fascino dell’epoca, La sarta di Mary Lincoln, New York Times bestseller, ‘porta alla luce, con stile, grazia e rispetto, gli scatti dimenticati di un’America passata’ (Book Reviews), raccontandoci la storia vera di Elizabeth Keckley: ex schiava, sarta della Casa Bianca e autrice di un libro di memorie che scandalizzò l’intera nazione. ‘L’avvincente storia di Mary Todd Lincoln, first lady, e di Lizzie Keckley, ex schiava diventata confidente e sarta di Mrs Lincoln’. New York Post ‘Jennifer Chiaverini immagina gli eventi più privati della first lady attraverso gli occhi di una confidente’. Harper’s Bazaar ‘Un raffinato romanzo storico’. Publishers Weekly

(source: Bol.com)

Sardinia blues

Tre ragazzi, intellettuali e disoccupati, tutti piantati da una diversa indimenticabile ballerina, si aggirano nella campagna sarda, tra piccoli furti (compiuti più che altro per il gusto del crimine) e serate in discoteche di provincia, decisi a non cedere alla tentazione di una vita e di un lavoro normale: Lichen è un ex-tossico che ha bruciato parte della fortuna di famiglia in eroina; Corda ha un passato di parrucchiere improvvisato a Londra, ma è tornato a casa dopo aver rischiato di morire per mano di una rockstar lesbica cui aveva soffiato la fidanzata; Davide, la voce narrante, è un talassemico che ha vissuto a sua volta a Londra insieme alla fidanzata (naturalmente ballerina) prima di tornare dopo la fine del loro amore. I tre pirati di questa Sardegna popolare passano così la giovinezza, inseguendo amori impossibili e starlettes da discoteca, senza accorgersi che a un certo punto il gioco si fa pericoloso, forse troppo pericoloso.

Sara al tramonto

Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.
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Saper vedere il cinema

Che cos’è il cinema? Come funziona dal punto di vista tecnico ed economico, narrativo e comunicativo? Questo libro mostra come e dove trovare le risposte a queste domande: ora ripercorrendo le fasi di ideazione di una sceneggiatura, ora studiando il funzionamento degli effetti sociali del cinema “elettronico”, ora analizzando le inquadrature di un film di successo. La trattazione, corredata di molti esempi, prende sempre le mosse dall’esperienza dello spettatore, disorientato dall’eccesso di offerta di immagini da parte della televisione, ma anche avvantaggiato dall’uso di strumenti utilissimi come il videoregistratore. Questo libro, integrando la prospettiva storica con l’analisi delle componenti della comunicazione filmica, costituisce un’agile introduzione alla conoscenza dei vari assetti del linguaggio filmico nelle “diverse età del cinema” e dei complessi rapporti tra tecnica e linguaggio.

Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga duemila anni

Prendendo avvio da alcuni incredibili indizi ritrovati a Carcassonne, centro della Francia meridionale, gli autori danno vita a un’inchiesta storica da cui emerge un quadro quanto mai sconvolgente: Gesù non morì sulla croce, sposò Maria Maddalena da cui ebbe alcuni figli e, con la famiglia, si rifugiò in Francia presso una comunità ebraica. I suoi discendenti regnarono con il nome di Merovingi, creando il Sacro Romano Impero, maestoso disegno di un’Europa finalmente unita. Fallito sul piano politico, questo progetto avrebbe invece continuato a vivere grazie a sette religioso-esoteriche come i Templari e a società facenti capo a un’organizzazione ancora più misteriosa, il “Priorato di Sion”. Edizione speciale illustrata.
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Santa degli impossibili

«Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che è un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera. Che non saprei dove altro vivere. Ho fatto tutto qui: università, figli, matrimonio, lavoro. Milano mi somiglia. Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non è così. Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.» Mila è stata una bambina amata e luminosa, una ragazza solitaria: oggi è la moglie di Paolo e la madre di Maddi e dei gemelli, una donna che ha perso il filo del suo destino. Un giorno cede a un impulso segreto, e si ritrova in ospedale. Qui incontra Annamaria, un’insegnante laica che, come le suore, ha fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Tramite lei Mila torna in contatto con una figura straordinaria della sua infanzia, santa Rita, la santa degli impossibili, che ha attraversato i secoli con la forza della sua testimonianza: quella di una donna che – a nome di tutte le donne – riuscì a volare oltre ogni ostacolo grazie alla potenza magica di una passione inestinguibile. Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi dà vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l’amore del mondo che silenziosamente ci può salvare.
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### Sinossi
«Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che è un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera. Che non saprei dove altro vivere. Ho fatto tutto qui: università, figli, matrimonio, lavoro. Milano mi somiglia. Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non è così. Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.» Mila è stata una bambina amata e luminosa, una ragazza solitaria: oggi è la moglie di Paolo e la madre di Maddi e dei gemelli, una donna che ha perso il filo del suo destino. Un giorno cede a un impulso segreto, e si ritrova in ospedale. Qui incontra Annamaria, un’insegnante laica che, come le suore, ha fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Tramite lei Mila torna in contatto con una figura straordinaria della sua infanzia, santa Rita, la santa degli impossibili, che ha attraversato i secoli con la forza della sua testimonianza: quella di una donna che – a nome di tutte le donne – riuscì a volare oltre ogni ostacolo grazie alla potenza magica di una passione inestinguibile. Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi dà vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l’amore del mondo che silenziosamente ci può salvare.
### Dalla quarta di copertina
Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi dà vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l’amore del mondo che silenziosamente ci può salvare.

Sangue, sesso e soldi

De Gasperi ha salvato la libertà dell’Italia e non era affatto un lacchè del governo americano. Togliatti veniva chiamato il Migliore, ma per molti era il Peggiore perché s’inchinava davanti ai baffi di Stalin. L’editore Feltrinelli non è stato eliminato dai servizi segreti, si è ucciso nell’inseguire la chimera di una rivoluzione proletaria. Il Sessantotto si è rivelato un tragico bluff che ha distrutto la nostra università. L’avvocato Agnelli era di certo un gran signore, ma copriva le mazzette pagate ai politici pure dalla Fiat. Andreotti Belzebù le ha sbagliate tutte? Assolutamente no. Sono alcuni dei giudizi che il lettore troverà in Sangue, sesso, soldi. Un titolo che fotografa la natura profonda dell’Italia che abbiamo costruito dal 1946 in poi. Giampaolo Pansa la racconta con la lucidità del testimone e la forza del narratore capace di evocare con secca efficacia personaggi, ambienti, vizi e virtù, tragedie e commedie di sessant’anni di vita italiana. Soltanto lui poteva scrivere una storia controcorrente come questa, dove la cattiveria allegra gli consente di evitare la spocchia delle narrazioni accademiche e la palude di una storiografia al servizio della politica. Sangue, sesso, soldi è un libro anarchico e sorprendente. La scena è occupata anche da sconosciuti, donne e uomini che presentano le loro storie private. E ci aiutano a sbirciare un’Italia ormai al di là dei sessant’anni, una signora matura che ha creato molto e peccato tanto. Le traversie, gli amori, le nefandezze della Repubblica vengono narrati da una prospettiva insolita che ne rivela i lati ambigui e smentisce le ricostruzioni di comodo. Qualcuno sosterrà che Pansa ha scritto un altro testo revisionista.
(source: Bol.com)