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Liaison Secrète

Liaison Secrete by Miss Black
## Neptune Morgan ha una cicatrice sulla gola che le ricorda di non fidarsi degli uomini, specie di quelli che ami. Sono passati dieci anni da quando il suo ex-marito ha cercato di ucciderla e nel frattempo ha fondato un’associazione per proteggere le donne come lei. Ora è stata chiamata a far parte come membro esterno di una commissione parlamentare che deve discutere una nuova legge sulla violenza di genere. Neptune non è una politica, non sa come muoversi, ma trova un aiuto inaspettato nel cancelliere in persona. Ray si porta dietro un lutto che lo opprime, ha lo sguardo triste come una mattina di febbraio, un figlio adolescente che è tutta la sua famiglia… e capisce che Neptune ha bisogno di una guida. È così che si rende conto che forse non tutto è morto, dentro di lui…
SI LEGGE INDIPENDENTEMENTE DAGLI ALTRI LIBRI DELLA SERIE
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

“Si sedettero su un muretto per rimettersi le scarpe. Il cancelliere si diede una spolverata ai piedi lunghi e magri, Neptune ci mise un’infinità solo per liberare dalla sabbia metà del primo piede.
«Dia qua».
Il cancelliere  usò il suo fazzoletto per asciugarle e ripulirle il piede destro, mentre lei si dedicava al sinistro. La sua posizione, con entrambe le appendici in aria, doveva anche essere piuttosto buffa. Ma le sue mani sulla caviglia la facevano rabbrividire.
Lui le tirò su l’orlo dei pantaloni, asciugandola fino al ginocchio. Il suo palmo scivolò giù per la sua gamba, fino al dorso del piede. Poi le sue labbra, leggere sul perone, sulla caviglia.
Neptune avvampò per la sorpresa. Il desiderio la stordì come un colpo improvviso. La sua fica era già in fiamme, ma ora si bagnò così tanto che i suoi umori si mescolarono con l’acqua salata sulle mutande.
Lui non disse niente.

Lezioni di volo

Nella vita di Mary Browning, vedova e ormai anziana, le uniche occasioni per vedere gente sono gli incontri settimanali del gruppo di scrittura di cui è presidente, anche se lei, in verità, non ha mai scritto nulla. Un giorno si affaccia alla porta della sala in cui si raccoglie quella strana combriccola di vecchietti un po’ annoiati una quindicenne dall’aria esitante: si chiama Elyse, vuole fare la scrittrice, e a Mary ricorda moltissimo Sarah, la sorella che ha dovuto abbandonare alla fine della guerra. Il suo sguardo e un articolo di giornale con la foto di quattro aviatrici degli anni Quaranta bastano a far riaffiorare in Mary i ricordi di un passato che non ha mai smesso di tormentarla, e a poco a poco tra le due nasce un’amicizia fatta di tazze di tè condivise e memorie salvate su un Mac nuovo di zecca.
Due racconti paralleli, tra i tumultuosi anni della seconda guerra mondiale e il presente, ci raccontano la storia semplice ma straordinaria di due donne: Miriam Lichtenstein, che si è lasciata tutto alle spalle, compresa la propria identità, per diventare pilota della Women Airforce Service Pilots insieme alle altre WASP; ed Elyse, che è in cerca del modo migliore per integrarsi nel mondo e tenere insieme i pezzi della sua vita, restando se stessa. Due voci divertenti e intense, che ci raccontano come a volte basti un piccolo gesto perché la vita decolli verso nuove, meravigliose mete.
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### Sinossi
Nella vita di Mary Browning, vedova e ormai anziana, le uniche occasioni per vedere gente sono gli incontri settimanali del gruppo di scrittura di cui è presidente, anche se lei, in verità, non ha mai scritto nulla. Un giorno si affaccia alla porta della sala in cui si raccoglie quella strana combriccola di vecchietti un po’ annoiati una quindicenne dall’aria esitante: si chiama Elyse, vuole fare la scrittrice, e a Mary ricorda moltissimo Sarah, la sorella che ha dovuto abbandonare alla fine della guerra. Il suo sguardo e un articolo di giornale con la foto di quattro aviatrici degli anni Quaranta bastano a far riaffiorare in Mary i ricordi di un passato che non ha mai smesso di tormentarla, e a poco a poco tra le due nasce un’amicizia fatta di tazze di tè condivise e memorie salvate su un Mac nuovo di zecca.
Due racconti paralleli, tra i tumultuosi anni della seconda guerra mondiale e il presente, ci raccontano la storia semplice ma straordinaria di due donne: Miriam Lichtenstein, che si è lasciata tutto alle spalle, compresa la propria identità, per diventare pilota della Women Airforce Service Pilots insieme alle altre WASP; ed Elyse, che è in cerca del modo migliore per integrarsi nel mondo e tenere insieme i pezzi della sua vita, restando se stessa. Due voci divertenti e intense, che ci raccontano come a volte basti un piccolo gesto perché la vita decolli verso nuove, meravigliose mete.

Lezioni di tenebra

**Autrice di *La ragazza con la Leica* vincitrice del Premio Strega 2018**
«Due cose non si possono guardare in faccia: il sole e la morte» ha scritto La Rochefoucauld nelle sue Massime. La visione diretta della grande luce e del grande buio sono per noi intollerabili. Si può essere ciechi per troppa luce o per troppo buio. Per questo occorre abituarsi gradualmente all’una come all’altro. Ed è proprio così, per gradi, che queste ***Lezioni di tenebra ***ci portano al grande buio, al cuore nero della storia: **Auschwitz**. In un racconto nutrito di biografia, che diventa anche biografia di una generazione, l’autrice esplora, pagina dopo pagina sempre più in profondità, il **rapporto con sua madre**, l’unica di due famiglie numerose a essere **sopravvissuta alla Shoah**, insieme al padre: ebrei polacchi, vissuti in Germania, dove la figlia **Helena **è cresciuta sentendosi totalmente estranea al mondo tedesco e alla sua cultura, pur usandone la lingua. Non soltanto una **memoria sulla Shoah**, ma un resoconto appassionato e allo stesso tempo lucido che punta a misurare l’intensità del contraccolpo nella generazione successiva. E il contraccolpo sta nell’impossibilità di avere radici, nella confusione linguistica, nel bisogno disperato di appartenere e nella condanna crudele di sentirsi estranei, comunque e dovunque. Sta nello stupore di fronte al destino, al male, alla sorte: «Vorrei sapere se è possibile trasmettere conoscenze e esperienze non con il latte materno, ma ancora prima, attraverso le acque della placenta o non so come, perché il latte di mia madre non l’ho avuto e ho invece una fame atavica, una fame da morti di fame, che lei non ha più».
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### Sinossi
**Autrice di *La ragazza con la Leica* vincitrice del Premio Strega 2018**
«Due cose non si possono guardare in faccia: il sole e la morte» ha scritto La Rochefoucauld nelle sue Massime. La visione diretta della grande luce e del grande buio sono per noi intollerabili. Si può essere ciechi per troppa luce o per troppo buio. Per questo occorre abituarsi gradualmente all’una come all’altro. Ed è proprio così, per gradi, che queste ***Lezioni di tenebra ***ci portano al grande buio, al cuore nero della storia: **Auschwitz**. In un racconto nutrito di biografia, che diventa anche biografia di una generazione, l’autrice esplora, pagina dopo pagina sempre più in profondità, il **rapporto con sua madre**, l’unica di due famiglie numerose a essere **sopravvissuta alla Shoah**, insieme al padre: ebrei polacchi, vissuti in Germania, dove la figlia **Helena **è cresciuta sentendosi totalmente estranea al mondo tedesco e alla sua cultura, pur usandone la lingua. Non soltanto una **memoria sulla Shoah**, ma un resoconto appassionato e allo stesso tempo lucido che punta a misurare l’intensità del contraccolpo nella generazione successiva. E il contraccolpo sta nell’impossibilità di avere radici, nella confusione linguistica, nel bisogno disperato di appartenere e nella condanna crudele di sentirsi estranei, comunque e dovunque. Sta nello stupore di fronte al destino, al male, alla sorte: «Vorrei sapere se è possibile trasmettere conoscenze e esperienze non con il latte materno, ma ancora prima, attraverso le acque della placenta o non so come, perché il latte di mia madre non l’ho avuto e ho invece una fame atavica, una fame da morti di fame, che lei non ha più».

Lezioni di seduzione

Fra gli scaffali polverosi di una libreria, Brianna scopre un libro scandaloso che farebbe bene a non prendere, pieno di parole che una dama come lei non dovrebbe nemmeno pronunciare. Ma la curiosità è femmina, e Brianna intravede fra quelle pagine la possibilità di dare una veste nuova alla sua vita e al suo matrimonio. È sposata con Colton Northfield, un aristocratico influente e irresistibile, ma freddo e fin troppo rispettoso… I consigli di una cortigiana come lady Rothburg sono ciò che le serve per far innamorare suo marito, e lei è disposta a seguirli alla lettera pur di trasformarsi in una donna coraggiosa e sensuale, una maestra del piacere. Capitolo dopo capitolo, guidata dalla voce audace e senza scrupoli dell’irriverente scrittrice, Brianna scoprirà cosa significa essere una vera donna, svelando nuovi aspetti della propria personalità.
Il sapore di questo romanzo vi rimarrà impresso, avvolgendovi e conducendovi al di là della pagina scritta.

Lezione Di Tedesco

Lezione di tedesco by Siegfried Lenz
È il 1953 e nell’aula del riformatorio situato alle foci dell’Elba, non lontano dal confine tra Germania e Danimarca, è entrato oggi un individuo smilzo, profumato di brillantina. Si chiama Korbjuhn, dottor Korbjuhn, ed è entrato con l’aria che i ragazzi rinchiusi nel riformatorio chiamano korbjunesca, cioè sprezzante e timorosa insieme. Il dottor Korbjuhn si è fatto augurare il «buon giorno signore» e, senza preavviso, senza avvertimento, ha distribuito i quaderni dei temi. Non ha detto nulla. Semplicemente, quasi godendo della cosa, è andato alla lavagna, ha preso il gesso, ha alzato una mano insignificante e, mentre la manica gli scivolava fino al gomito scoprendo un braccio secco, giallognolo, vecchio almeno di cent’anni, ha scritto sulla lavagna il tema con la sua scrittura prona, obliqua, l’obliquità dell’ipocrisia. Era intitolato: «Le gioie del dovere ». Ora, nel chiuso della sua cella, il giovane Siggi Jepsen sta meditando davanti al suo quaderno dei temi con l’etichetta grigia. Siggi si trova alle foci dell’Elba, perché, nel lontano 1943, avrebbe raccolto in un vecchio mulino una serie di quadri rubati. In realtà, Siggi ha semplicemente nascosto le opere di un pittore amico, Max Ludwig Nansen, un artista espressionista, sulle quali pendeva la minaccia nazista di essere «verboten und verbrannt», proibite e bruciate. Come cominciare quel compito sulle «gioie del dovere»? Da suo padre, poliziotto obbediente agli ordini, a qualunque ordine, nella Germania di Hitler? O forse dal pittore Nansen, capace di dipingere anche con i colori invisibili della libertà? Oppure parlare dell’urlo dei gabbiani nel vento che costringe la gente alle foci dell’Elba a camminare cupi? O raccontare del vecchio mulino diroccato sulla spiaggia del Mare del Nord dove un giorno cercò rifugio un figlio disertore? Siggi scrive, scrive della meraviglia di essere in un mondo così duro, fulgente, pieno di poesia, impietoso e bellissimo come questo celebre capolavoro della letteratura tedesca finalmente restituito al pubblico italiano in una nuova edizione. «Un capolavoro.» Die Zeit «Un romanzo che… ci offre l’immagine di un’epoca ritraendo un piccolo mondo in tutta la sua immensità e grandezza.» Stuttgarter Zeitung «Siegfried Lenz… il quieto osservatore della vita.» Marcel Reich-Ranicki «Con questo poetico romanzo l’epos della letteratura tedesca del dopoguerra ha raggiunto il suo culmine.» Albert von Schirnding

Lezione di italiano

Lezione di italiano by Francesco Sabatini
«La lingua è dentro di te.» L’italiano è la grande lingua di cultura consegnataci dalla storia per nostro uso e consumo. È anche lo strumento cognitivo di cui si è dotato il nostro cervello, dalla nascita in poi, se ci siamo formati qui. Non si può più parlare di lingua ignorando come la natura, che ci ha portato a essere *Homo sapiens*, ha predisposto aree e funzioni del cervello che elaborano la grammatica. Sì, la grammatica che si forma silenziosamente in noi entro i primi anni di vita nella sfera della lingua orale e che poi bisogna scoprire a scuola: per insegnare agli occhi quello che l’orecchio già sa! Cioè, per imparare a leggere e scrivere, e non solo a livelli di base.
«Leggere e interpretare testi di vario tipo; capire che cos’è, precisamente, una “frase” e cioè incontrare faccia a faccia la grammatica; regolarsi nella varietà di “stili” dell’italiano; fronteggiare l’azione dei media, che in vari modi spesso ci alienano dalla nostra lingua; liberarsi da alcune preoccupazioni eccessive nell’uso normalmente comunicativo di essa; distinguere tra errore e divergenza stilistica.» Tutti usiamo la lingua, ma pochi lo fanno con consapevolezza. Perdendo la possibilità di sfruttare altre parti del suo immenso potenziale. Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, conosciuto dal pubblico televisivo per la sua grande capacità divulgativa, ci insegna a farlo in questa appassionante e innovativa *Lezione di italiano*. Svolta in dieci *Dialoghi *e dieci *Inviti *rivolti al lettore, condotti coniugando precisione e leggerezza, scientificità e praticità di tipo didattico. Il nocciolo della seconda parte dell’opera affronta i due temi cardine: l’indispensabile conoscenza riflessa del meccanismo della lingua (disegnato secondo il modello “valenziale”, che rivela la sua straordinaria semplicità esplicativa), il trattamento che di questo meccanismo si fa producendo i testi, da quelli giuridici a quelli scientifici, saggistici, giornalistici, narrativi e poetici. E ancora: i temi della “prolissità italica”, dell’eccessiva cedevolezza all’anglolatinismo banale, dell’inefficace studio tradizionale del latino, del rispetto, ma non riproponibilità funzionale, dei dialetti, dell’ipersensibilità nei confronti di una lingua più comunicativa (le dispute sul congiuntivo!).
Il tutto sullo sfondo della vita del nostro Paese, colta in un’efficace raffigurazione socioculturale finale, dove ognuno dei lettori può ritrovarsi, collocarsi e guardarsi allo specchio, “tirando fuori” la sua lingua.

Lettura Veloce in Tempi Record Anche Da Adulto

Ti sei mai chiesto quante parole leggi in un giorno?
Inizi dalla composizione degli ingredienti dei cereali la mattina mentre ti
prepari la colazione, poi passi alla tua rivista di fitness mentre consumi
quei cereali col caffè, poi accendi il tuo tablet per leggere le news più recenti,
e dai una controllatina al tuo profilo Facebook.
Poi esci di casa, entri in ufficio; oppure accendi il tuo computer se lavori a casa,
e ti butti a capofitto: e-mail, siti internet, relazioni e report, il manuale per poter
eseguire quel certo programma.
E nel tempo che ti rimane, devi aggiornarti; e così affronti la pila di manuali
e articoli che ti sei preparato sopra al comodino o sopra la scrivania del tuo ufficio.
E ti accorgi che quella pila anziché diminuire continua ad aumentare e non hai mai
abbastanza tempo per accorciare le distanze tra tutto quello che devi fare e quello
che riesci a fare.
Quale potrebbe essere allora una possibile soluzione?
Allungare le tue giornate
Imparare delle tecniche per leggere in modo più veloce e intelligente.
Se sei un professionista, un imprenditore, un giovane che affronta il mondo delle start up, un esperto
che sta aprendo la propria attività a nuove prospettive, ma anche uno studente aspirante imprenditore,
uno studente che sta cercando di individuare qual’ è il proprio prodotto per lanciarlo sul mercato, uno
studente universitario…
Se ti ritrovi tra queste categorie di persone, sai già quanto sia fondamentale tenersi aggiornati
e leggere i consigli, le teorie e le metodologie di chi, nella tua industria, si è già fatto
strada ottenendo successi e risultati.
Molti dei libri che leggerai, e che ti aiuteranno ad avanzare professionalmente, saranno manuali
tecnici e il tuo unico scopo nel leggerli è acquisire le informazioni presenti nel testo. A differenza
di quando leggi un romanzo, l’obiettivo non è trascorrere qualche ora di svago.
In questo libro acquisirai strategie e tecniche per velocizzare la tua lettura e l’acquisizione delle informazioni presenti nei testi che affronterai.
Ti mostrerò le tecniche che ho imparato durante la mia esperienza professionale, quelle di cui ho sentito
parlare e che ho personalmente sperimentato, e altre nuove tecniche che sono state proposte di recente.
Una delle ragioni che mi hanno portato a scrivere questo libro è perché io stesso mi sono trovato di fronte
alle tue stesse difficoltà. Avevo iniziato la mia professione, ero anche soddisfatto dei miei risultati, il lavoro
cresceva, ma sentivo l’esigenza di aprirmi nuove strade e di imparare cose nuove.
Dovevo trovare un modo efficace per ridurre i tempi di lettura, per poter farmi un’idea dei testi che avevo
davanti “senza perdere troppo tempo”, focalizzandomi sui concetti principali. E poi dovevo ricordarmi
quello che avevo letto. Ero alla ricerca di un metodo che funzionasse.
E alla fine l’ho trovato.
Sperimento questo sistema tutti i giorni quando mi trovo davanti ad un nuovo libro, articolo, report aziendale.
E ho deciso di condividere la mia esperienza con te!

Lettere morali a Lucilio

Scritte durante gli ultimi anni di vita, le Lettere morali a Lucilio costituiscono la più geniale opera di Seneca sotto il profilo del pensiero filosofico e la più significativa della sua personalità. Colloquiando con l’amico Lucilio, Seneca si rivela psicologo sensibile e raffinato, che conosce l’arte della persuasione e si rende conto di come il dialogo sia la forma più consona per raggiungere il perfezionamento morale. Seguace del pensiero stoico, senza però assumerne le posizioni estreme, il grande erudito latino raccomanda la supremazia della ragione e il sacrificio dell’individuo a vantaggio della collettività.
(source: Bol.com)

Lettere dal carcere

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Antonio Gramsci è “oggi uno degli autori italiani più conosciuti nel mondo.” Ma tranne rare eccezioni, in sinistra e mondo accademico del nostro Paese questo produce olimpica indifferenza. Non mancano grandi omaggi anche sul piano istituzionale, come di recente in occasione dei 70 anni dalla morte, ma in realtà è un vizio antico quello di non prendere davvero in considerazione l’opera di Gramsci e di ignorare l’uomo ed il comunista per celebrare una sorta di eroe fuori dallo spazio e dal tempo. In un uomo così è molto facile ed autoderesponsabilizzante (leggi: scaricabarile) vedere virtù e possibilità sovrumane: se soffre, soffre perché può e comunque non è quella la sua missione? Poi, dato che il tutto fa parte del suo dovere morale, perché non soffre un po’ di più? Così, con aspro humour il 19/5/30 Gramsci scrive di questo alla cognata Tatiana. Credo che riattualizzino questa dinamica autoderesponsabilizzante quanti fanno oggetto Gramsci di omaggi rituali, rifiutandosi così di fatto di raccogliere la sua eredità politica e culturale. Insomma, è più facile coltivare dei miti che confrontarsi coi problemi che certi uomini pongono ancora.
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Lettere d’amore

Lettere d’amore by Guido Gozzano, Amalia Guglielminetti
Dall’incipit del libro: “Cortese Avvocato,
ieri sera ho ritrovato fra le pagine del suo libro un poco di quella fraternità spirituale che la sua offerta mi rivela. Il rimpianto di ciò che fu, e l’ansia di ciò che non è ancora, e il sottile tormento del dubbio, e l’ebrezza folle del sogno, tutte le cose belle e perfide di cui noi poeti si vive e ci s’avvelena. Non ho ancora assaporato le squisitezze dell’arte, solo ho sfiorato l’essenza, l’anima della sua poesia: un’anima un poco amara, un poco inferma.”
Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.
Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Lettere a Lucilio

Spetta senz’altro a Seneca il merito straordinario di aver scoperto la dimensione dell’interiorità in termini moderni e di aver fornito non solo uno stile nuovo, tutto rotture, che vive sul fuoco d’artificio della sententia finale, ma anche un nuovo coerente linguaggio, nelle cui innumerevoli sfaccettature si riflettono le inquietudini e i dubbi del suo animo, quell’alternanza di pensieri diversi che non sono vere e proprie contraddizioni, ma incertezze, approdi temporanei di una mente inquieta che, avvolta nel mistero delle cose, cerca nella fermezza dello spirito il sostegno della propria esistenza.

(source: Bol.com)

Lettere 1925-1975 e altre testimonianze

“Quando la bufera sibila intorno alla baita – scrive Heidegger nel 1925 trascorro una pausa di tranquillità sognando l’immagine di una fanciulla che con l’impermeabile, il cappello calcato fin sopra i grandi occhi quieti, entrò per la prima volta nel mio studio e, timida e riservata, diede una breve risposta a tutte le domande, e solo allora capisco che la vita è storia”. Timida e ingenua, emblema della purezza, simile a una dea greca o a una santa: così viene dipinta la studentessa Hannah Arendt dal suo autorevole professore nelle prime lettere di questo epistolario. Esse segnano l’inizio di un intenso legame affettivo, che, pur in forme molto diverse nel tempo, lega per tutta la vita due dei più importanti pensatori del Novecento. Il carteggio, in questa edizione integrale, scandisce in tre tappe la storia di questo legame: dalle lettere della relazione tra il maestro e l’allieva, il vedersi, fino alla pacata amicizia dell’autunno della loro vita, passando per il momento più difficile, il ri-vedersi, la Arendt torna in Germania molti anni dopo aver abbandonato il suo amore senza prospettive e il suo paese preda del nazismo. La ricchezza di queste lettere trascende la dimensione personale: tra le maglie della conversazione quotidiana traspare la profondità della riflessione sul mondo dei due autori. Essa si intreccia con il loro amore fino a dar vita a una sovrapposizione particolarmente suggestiva tra il piano dei sentimenti e quello del pensiero filosofico.
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La letteratura nei secoli della Tradizione

La letteratura nei secoli della Tradizione: Dalla “Chanson de Roland” a Foscolo by Marco Santagata
Un viaggio nel tempo articolato in tappe: trenta capitoli monografici, dedicati ciascuno a un’opera particolarmente significativa, dagli inizi romanzi della letteratura europea fino alla grande rottura romantica della Tradizione, ricompongono come in un puzzle la fisionomia culturale degli autori, il loro contesto storico, i legami che hanno intrattenuto con la letteratura del tempo.

Letteratura italiana del Risorgimento

Pubblicato per la prima volta nel 1986, questo volume dell’opera maggiore di Contini ha incarnato e ancora rappresenta un periodo esemplare della critica letteraria italiana.
Riproposto oggi integrato delle pagine relative ad Alessandro Manzoni – unico elemento di un secondo tomo progettato e mai realizzato – affronta quel periodo cruciale della nostra storia in cui la letteratura si costituì come codice scritto comune ed elemento di un immaginario “italiano” condiviso: dalla Rivoluzione francese all’Unità d’Italia (1789-1861). Un classico della storia della cultura italiana, punto di riferimento imprescindibile per i critici della generazione successiva per la sua acribia e profondità di lettura.
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### Sinossi
Pubblicato per la prima volta nel 1986, questo volume dell’opera maggiore di Contini ha incarnato e ancora rappresenta un periodo esemplare della critica letteraria italiana.
Riproposto oggi integrato delle pagine relative ad Alessandro Manzoni – unico elemento di un secondo tomo progettato e mai realizzato – affronta quel periodo cruciale della nostra storia in cui la letteratura si costituì come codice scritto comune ed elemento di un immaginario “italiano” condiviso: dalla Rivoluzione francese all’Unità d’Italia (1789-1861). Un classico della storia della cultura italiana, punto di riferimento imprescindibile per i critici della generazione successiva per la sua acribia e profondità di lettura.

La letteratura come menzogna

Quando apparve “La letteratura come menzogna” (1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della «neo-avanguardia», i quali non si erano accorti che la parola «avanguardia» era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest’ultimo campo. Nondimeno, sin dall’apparizione dei suoi primi scritti, si capì che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava un’ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto è per tutti comune: si è dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ciò che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero – teologico, metafisico, scientifico – apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso, una finzione perfetta e onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ciò che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si può supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Góngora o fors’anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno osò formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dell’estetica. Come il surrealismo non può dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno André Breton scrivesse il “Manifesto del surrealismo” perché la parola si divulgasse; così è accaduto che l’essenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinché Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. È dunque molto grave la responsabilità che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, a distanza di quasi vent’anni, constatando che certe argomentazioni non hanno più bisogno di essere confutate. Già le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. È accaduto perciò a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi più lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dell’evidenza.
(source: Bol.com)