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Mafia republic

“Mafia Republic si basa su due semplici principi: il primo è che fra le tre grandi mafie italiane esistono molte più differenze di quanto potrebbe sembrare a prima vista. L’altro principio è che a dispetto di queste differenze le mafie hanno molto in comune, innanzi tutto il rapporto perverso con lo Stato italiano. Uno Stato in cui si sono infiltrate, con cui hanno collaborato, contro cui hanno combattuto. L’Italia non ha entità criminali statiche e solitarie, ma un ricco ecosistema malavitoso che continua ancora oggi a generare nuove forme di vita.” Questo è il racconto di una storia lunga più di sessant’anni che si intreccia in molte, troppe, fasi con quella della Repubblica italiana.
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Il Maestro

Il maestro by Francesco Carofiglio
Corrado Lazzari è stato il più grande attore del Novecento. Il volto della tragedia shakespeariana, l’interprete sofisticato e potente, acclamato dalle platee di tutto il mondo, è oggi un uomo solo. La fama, il successo, gli amici, tutto perduto.
Le giornate si inseguono, uguali, in un appartamento di un palazzo abbandonato nel centro di Roma. Corrado riordina l’archivio di una vita intera, giornali, fotografie, copioni, mescolando la fragilità del presente ai ricordi del passato: gli anni all’Accademia di Arte Drammatica, le tournée in giro per il mondo e il grande amore perduto per Francesca. Sembra che tutto debba continuare così, identico a se stesso, fino alla fine.
Poi un giorno arriva lei, e tutto cambia. Alessandra è giovane, poco più di vent’anni, e studia lettere con indirizzo teatrale, così dice al Maestro presentandosi. Timida e impacciata, cerca di entrare nella vita di Lazzari. L’iniziale ritrosia dell’uomo viene spazzata via dall’ansia di sapere della giovinezza. E attraverso le parole del teatro, quelle che hanno riempito la sua essenza, Corrado forse scoprirà, insieme con quella ragazza, il modo di accettare la propria caduta e di rendersi immortale nello stesso, perfetto istante. Francesco Carofiglio ancora una volta dischiude una realtà intima e universale, in cui l’esistenza assume un significato autentico solo nella condivisione dell’attimo, e nel legame con l’altro. Anche il più impensabile.

Il Maestro e Margherita

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“Il Diavolo è il più appariscente personaggio del grande romanzo postumo di Bulgakov. Appare un mattino dinanzi a due cittadini, uno dei quali sta enumerando le prove dell’inesistenza di Dio. Il neovenuto non è di questo parere… Ma c’è ben altro: era anche presente al secondo interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato e ne dà ampia relazione in un capitolo che è forse il più stupefacente del libro… Poco dopo, il demonio si esibisce al Teatro di varietà di fronte a un pubblico enorme. I fatti che accadono sono cosi fenomenali che alcuni spettatori devono essere ricoverati in una clinica psichiatrica… Un romanzo-poema o, se volete, uno show in cui intervengono numerosissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col più alto dei possibili temi: quello della Passione… È qui che Bulgakov si congiunge con la più profonda tradizione letteraria della sua terra: la vena messianica, quella che troviamo in certe figure di Gogol’ e Dostoevskij e in quel pazzo di Dio che è il quasi immancabile comprimario di ogni grande melodramma russo.” (Eugenio Montale)
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Il Maestro Di Pietroburgo (The Master of Petersburg)

Il maestro di Pietroburgo (The Master of Petersburg) by J. M. Coetzee
In esilio a Dresda, Dostoevskij ritorna a Pietroburgo sotto falsa identità, dopo la morte dai contorni poco chiari del figliastro. Lo scrittore si stabilisce nell’appartamento che era stato di Pavel e ossessivamente, insegue il fantasma del figlio per scoprire che cosa veramente gli sia capitato, indagando negli ambienti rivoluzionari di Nechaev. Pietroburgo diventa lo scenario dove si intrecciano le passioni dello scrittore: il dolore per il figlio morto, l’attrazione che prova per Anna Sergeevna – la padrona di casa di Pavel che ora ospita lui -, e persino per la giovane figlia di lei, il conseguente desiderio di rimanere in Russia ma altresí il bisogno di tornare all’esilio di Dresda…

Il maestro della luce

Il luogo di questa storia incalzante e meravigliosa è la Spagna. Il tempo in cui si svolge è quando il mondo scopre e racconta che oltre i mari sconfinati ci sono altri mondi, terre inaspettate e splendenti, fortune e pericoli. Hugo de Covarrubias rinuncia alla vita che suo padre, un importante mercante di lana, ha pensato per lui. Decide di lasciare Burgos, il lavoro e la sua compagna Berenguela.
Nascosto su una baleniera basca, dove conosce Azerwan, un indimenticabile ‘narratore di leggende’, salpa verso Terranova, da dove raggiunge l’Africa. Insieme avviano una florida attività di vendita di sale in Tunisia, ma il commercio verrà interrotto da una sanguinosa vendetta.
Hugo è costretto a fuggire ancora, insieme a Ubayda, una bellissima ragazza di Timbuctù, e uno strabiliante falco, alla ricerca della realizzazione del suo vero destino: imparare l’arte del vetro, nel momento storico in cui le cattedrali diventano ‘finestre del cielo’.
Diventa apprendista a Bruges, dove già vive il fratellastro. La sua maestria da vetraio lo porterà nelle cattedrali delle città più dinamiche del tempo: Anversa, Lovanio, quindi Parigi e Colonia, per poi tornare di nuovo a Burgos, dove la regina Isabella di Castiglia gli chiede di realizzare il capolavoro di una vita: le vetrate della Certosa di Miraflores.
Da una sponda all’altra della terra, da un’avventura a un’altra, questa è la storia di un uomo che diventa un artista sublime, in grado di plasmare con la sua arte la luce.
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### Sinossi
Il luogo di questa storia incalzante e meravigliosa è la Spagna. Il tempo in cui si svolge è quando il mondo scopre e racconta che oltre i mari sconfinati ci sono altri mondi, terre inaspettate e splendenti, fortune e pericoli. Hugo de Covarrubias rinuncia alla vita che suo padre, un importante mercante di lana, ha pensato per lui. Decide di lasciare Burgos, il lavoro e la sua compagna Berenguela.
Nascosto su una baleniera basca, dove conosce Azerwan, un indimenticabile ‘narratore di leggende’, salpa verso Terranova, da dove raggiunge l’Africa. Insieme avviano una florida attività di vendita di sale in Tunisia, ma il commercio verrà interrotto da una sanguinosa vendetta.
Hugo è costretto a fuggire ancora, insieme a Ubayda, una bellissima ragazza di Timbuctù, e uno strabiliante falco, alla ricerca della realizzazione del suo vero destino: imparare l’arte del vetro, nel momento storico in cui le cattedrali diventano ‘finestre del cielo’.
Diventa apprendista a Bruges, dove già vive il fratellastro. La sua maestria da vetraio lo porterà nelle cattedrali delle città più dinamiche del tempo: Anversa, Lovanio, quindi Parigi e Colonia, per poi tornare di nuovo a Burgos, dove la regina Isabella di Castiglia gli chiede di realizzare il capolavoro di una vita: le vetrate della Certosa di Miraflores.
Da una sponda all’altra della terra, da un’avventura a un’altra, questa è la storia di un uomo che diventa un artista sublime, in grado di plasmare con la sua arte la luce.

Maestra – Edizione Italiana (Italian Edition)

IL CASO EDITORIALE DELL’ANNO
IN CIMA ALLE CLASSIFICHE IN TUTTO IL MONDO
USCITO IN 38 PAESI
«*Il bestseller di qualità è tornato. *Maestra *si candida con forza al titolo di libro più discusso dell’anno.*»
**Vanity Fair**
«*Sesso spinto e gallerie d’arte londinesi. Autrice una saggista letteraria. Ed è già best-seller.*»
**La Repubblica**
«*La nuova regina del romanzo erotico. Un fenomeno mondiale.*»
**Le Figaro**
È sexy, è intelligente, è spietata ed è molto, molto pericolosa…
Londra, giorno. Judith Rashleigh è una giovane e inappuntabile assistente presso una prestigiosa casa d’aste.
Londra, sera. Judith arrotonda il suo magro stipendio lavorando in un club esclusivo per soli uomini, lasciandosi educatamente adorare per la propria bellezza e fingendo di sorseggiare champagne.
Londra, notte. Judith può essere finalmente se stessa. E il sesso è il suo momento di abbandono. Libero, intenso, spregiudicato.
Judith è intelligente, colta, determinata e ambiziosa. Sa bene come mettersi in gioco e fino a che punto. Sa come vestirsi, come parlare, come recitare al cospetto dei potenti. Ha imparato a rispettare i ruoli, a fare la brava ragazza.
Ma quando, dopo essere stata ingiustamente licenziata in tronco, Judith vede tutti i suoi sogni andare in frantumi, improvvisamente capisce come vanno le cose nella realtà.
Non le rimane che rivolgersi a una sua vecchia amica. Un’amica che l’ha aiutata a camminare sempre a testa alta nonostante le avversità. Un’amica che l’ha sempre sostenuta nei momenti difficili. Un’amica che una brava ragazza come lei non dovrebbe avere: la rabbia.
Ed è proprio spinta dalla rabbia che Judith lotta per ottenere vendetta, usando ogni mezzo a disposizione: l’astuzia, il sesso e, quando necessario, anche l’omicidio.
Perché sono stati loro a iniziare… Ma sarà lei a mettere la parola fine.
«*Un thriller di prim’ordine… leggetelo prima che lo legga tutto il mondo!.*»
**Glamour**
«*Una protagonista sexy, intelligente e meravigliosamente spietata.*»
**The New York Times**
maestra-libro.com
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Maelstrom

Ritorna l’eroina di *Nome in codice: Sparta* , creata da Paul Preuss a partire da un racconto ormai famoso di Arthur C. Clarke. Sparta non è una donna come le altre, anzi è una creatura dotata di sorprendenti capacità fisiche e analitiche, ed è l’ultimo grido in fatto di esperimenti bionici. Ancora una volta, sullo sfondo della grande stazione Venus Prime, toccherà a lei risolvere un mistero che lascia sgomenti gli scienziati e di fronte a cui le normali forze dell’ordine non possono niente. Ma a questo doppio enigma, e a una minaccia che pesa su tutto un pianeta, si aggiunge quello del vero scopo di Sparta, qui minacciata di distruzione eppure decisa a tutto pur di raggiungere il suo obbiettivo.

Le madri atroci

Amsterdam, splendida capitale europea. Ma anche Amsterdam, luogo di perdizione: quella delle sostanze psicoattive, quella dove il sesso è in vetrina, pronta consegna. Ma per Fabio è solo una cosa: il luogo dove ha perso sua moglie Daria che, inspiegabilmente, si è tolta la vita in una stanza d’albergo. E Fabio è determinato a scoprire cosa possa averla sconvolta tanto da spingerla a un atto così drastico. Ripercorrendo i passi di Daria, Fabio scoprirà che la passione della moglie per la ricerca storica era più profonda di quanto pensasse. E che il suo desiderio di scoprire le radici dell’Olocausto potrebbe averla portata all’estrema decisione: affrontare le famigerate “madri atroci”…
(In collaborazione con il progetto “AutoreVole” di Fonderia Mercury)
Numero di caratteri: 44.997
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### Sinossi
Amsterdam, splendida capitale europea. Ma anche Amsterdam, luogo di perdizione: quella delle sostanze psicoattive, quella dove il sesso è in vetrina, pronta consegna. Ma per Fabio è solo una cosa: il luogo dove ha perso sua moglie Daria che, inspiegabilmente, si è tolta la vita in una stanza d’albergo. E Fabio è determinato a scoprire cosa possa averla sconvolta tanto da spingerla a un atto così drastico. Ripercorrendo i passi di Daria, Fabio scoprirà che la passione della moglie per la ricerca storica era più profonda di quanto pensasse. E che il suo desiderio di scoprire le radici dell’Olocausto potrebbe averla portata all’estrema decisione: affrontare le famigerate “madri atroci”…
(In collaborazione con il progetto “AutoreVole” di Fonderia Mercury)
Numero di caratteri: 44.997

La madre perfetta

È un pomeriggio come molti altri, e Joan, dopo essere andata a prendere Lincoln all’asilo, come sempre s’inventa qualcosa per far passare più in fretta il pomeriggio. Il museo della scienza, la biblioteca, lo zoo. Oggi la scelta cade su quest’ultimo. È la passione di Lincoln, stare sulla sabbia nella Fossa dei Dinosauri e inscenare battaglie e avventure, cattivi contro buoni, vita contro morte. Joan lo guarda e intanto pensa che se li ricorderà, questi pomeriggi col peso di suo figlio sulle ginocchia e intorno una sensazione che somiglia all’euforia. Intanto le ore passano e presto è l’imbrunire. Lo zoo sta per chiudere. Gli animali vanno a dormire. Ma i loro versi non sono l’unica cosa che si sente. All’improvviso, nell’aria immobile, c’è un rumore secco. Uno schiocco, seguito da un altro subito dopo. Sembrano palloncini che scoppiano. Invece sono spari. E in un momento, tutte le paure più remote diventano concrete: il terrore per il suo bambino, la paura di perderlo. Lo zoo è in mano ai terroristi, con dentro tutti gli animali, e Joan, col suo bambino di quattro anni, dovrà nascondersi, e allo stesso tempo preservare suo figlio da tutto ciò che li aspetta, fargli credere che si tratti solo di un gioco. Perché essere madre è anche vedere il mondo con gli occhi dell’unica creatura al mondo che sarà per sempre parte di te.
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La madre che mi manca

La madre che mi manca by Joyce Carol Oates
Nikki è una donna single che si porta nell’animo un bagaglio doloroso di non detti e frustrazioni nei confronti di una madre a cui troppe volte non ha avuto il coraggio di rivelarsi. Proprio per questo, forse, quando Gwen, la mamma, muore in circostanze tragiche, uccisa da un pregiudicato, Nikki viene travolta da una piena di sentimenti contrastanti e irrisolti, che vanno da un vuoto di un’assolutezza quasi infantile a un risentimento sordo verso la madre che non c’è più. È solo l’inizio di un viaggio all’indietro nel tempo, tra i cassetti e gli armadi della casa natale, lettere ricevute e cartoline mai spedite, alla ricerca del vero volto di quella madre forse mai davvero conosciuta, e soprattutto di se stessa.

Madlands Terre Impossibili

Forse non a tutti piacerebbe svegliarsi in un mondo che somiglia violentemente, parodisticamente, follemente a una gigantesca Disneyland impazzita. Ma è questo il futuro della California, nella feroce e sempre caustica visione di K. W. Jeter, e in qualche modo bisogna ingegnarsi a sopravvivere. Finché il disastro non diventa irreparabile, finché rimane un barlume di speranza, finché l’orrendo luna-park non ci ghermirà fino all’ultimo, il problema è: affrontare la giornata. In questo sorprendente romanzo Jeter ci spiega come, dando vita a un’odissea antiutopica degna di “Arancia meccanica” o di un film di Robert Altman…

Mad: Nessun limite

Alvina Knightly non è una donna come le altre. È nata col cuore a destra, nel posto sbagliato. È per questo che tutto, nella sua vita, è andato storto? Forse. Ma ora il destino le ha offerto l’occasione di prendere il posto della sua gemella, Elizabeth. La sorella che ha il cuore al posto giusto. Che è sposata con un uomo affascinante e ha un bellissimo bambino. Che è buona, ricca, altruista. Perfetta.
Ma prendere il suo posto significa entrare completamente nella sua vita. Significa che Elizabeth non ci deve essere più… Significa che deve morire.
Per vivere l’esistenza che ha sempre desiderato, per vendicarsi di tutto il male che ha subito, Alvina è disposta a uccidere. Ma sbarazzarsi della sorella è soltanto il primo passo. Il secondo è mantenere il segreto. Ed è molto, molto più difficile…
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Le Macchine Infernali

Dalle metropoli di Blade Runner, K. W. Jeter ci trasporta nella Londra del XIX secolo, la madre di tutte le città della fantascienza. E a Londra vive George Downer, che un giorno eredita lo stranisssimo negozio di suo padre. Un negozio di infernali ordigni meccanici che nessuno sa esattamente a cosa servano. Finchè arriva uno sconosciuto con una macchina ancora più sbalorditiva da riparare… e una moneta inesistente per saldare il conto. Un romanzo movimentatissimo, un capolavoro dell’avventura steam-punk.

La macchinazione. Pasolini. La verità sulla morte

“Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta.” Con queste parole cariche di profetico sarcasmo, Pasolini liquidava i suoi colleghi giornalisti e intellettuali. E lo faceva poche ore prima di essere ucciso e diventare lui stesso uno di quei delitti etichettabili, carne da prima pagina e niente più. Infatti, all’indomani della sua morte, quasi tutti i giornali trovarono il modo più remunerativo per presentare il caso: Pasolini era stato ammazzato dal povero ragazzo che aveva tentato di violentare. L’opinione pubblica abboccò e così, quella notte del 1975, Pasolini fu ucciso due volte: prima dalle mani di chi lo aveva aggredito, poi da quelle di chi ne ha per sempre cancellato il ricordo. In “La Macchinazione” David Grieco, che di Pasolini è stato amico e collaboratore, racconta una storia che comincia proprio nel punto in cui finisce il suo omonimo film. Se la pellicola ricostruisce la spaventosa rete di complicità che si nasconde dietro al delitto, nel libro Grieco presenta le prove, le testimonianze e i documenti di un caso giudiziario complesso, abilmente ripercorso nei suoi chiaroscuri dalla postfazione di Stefano Maccioni, l’avvocato che dal 2009 lotta per fare luce sull’intera vicenda. Nel tempo, l’ombra di quel sordido delitto ha oscurato l’opera di Pasolini. Generazioni di studenti sono cresciute senza conoscere i suoi libri, le sue poesie, i suoi articoli, i suoi film.
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La macchina perfetta

Tormentato dai fantasmi del proprio passato e distrutto dall’esperienza della guerra, il reduce Byron Tibor vuole soltanto tornare a casa, dalla donna che ama. Ma il governo americano sembra determinato ad impedirglielo, facendo emergere il lato oscuro di un soldato che forse non è l’uomo che credeva di essere.
Dalle montagne insanguinate del villaggio afghano di Hindu Kush alle sfavillanti luci di Manhattan, attraverso lo scuro ventre dei sotterranei di Las Vegas, *La macchina perfetta* è la storia di un uomo che lotta per non perdere la propria umanità. Prima che sia troppo tardi.

La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista

Lo Stato fascista è studiato qui nei suoi meccanismi essenziali. I cambiamenti e le continuità che lo caratterizzano: nei ministeri, nei nuovi enti pubblici, nel rapporto contraddittorio fra centro e periferia. E in primo piano il nuovo soggetto che ambiguamente penetra nello Stato e al tempo stesso se ne lascia penetrare, statalizzandosi: il Partito fascista. E poi le élites, fra continuità e innovazione: burocrazie, gerarchie politiche centrali e periferiche, magistrature ordinaria e amministrativa, podestà, sindacalisti e capi delle corporazioni, autorità scolastiche, sovrintendenti alle belle arti, uomini dell’impresa pubblica e del parastato. Uno Stato ben lontano dall’essere la «macchina perfetta» che vorrebbe sembrare. Nell’affresco, ricco di particolari, emerge una visione complessa di quel che volle e non riuscì a essere lo Stato. Stato «fascista» ma al tempo stesso Stato «nel fascismo».
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