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La penultima verità

Cosa accadrebbe se si scoprisse che quanto si conosce del mondo non è altro che una menzogna? È la domanda alla base di questo futuristico romanzo, un thriller intenso, ironico e paranoico in cui Philip K. Dick affronta i temi a lui cari della manipolazione della realtà e della dicotomia falso/autentico. In un futuro nel quale la Terra è stata devastata da una guerra nucleare, le città distrutte e ridotte a lande selvagge e radioattive, troppo pericolose per la vita umana, gli abitanti sono stati trasferiti nel sottosuolo, dove si affannano in formicai industriali e ricevono ordini da un presidente che sembra non invecchiare mai. Nicholas St. James, come ogni cittadino, crede a ogni parola del suo leader. Ma tutto cambia per lui quando risale in superficie, dove ciò che trova è più scioccante di qualsiasi realtà avesse mai potuto immaginare…Grazie alle sue intuizioni originali e anticipatrici, Philip K. Dick dà vita a un mondo inconsueto nel quale evoca e deride le ossessioni della società che conosciamo.

(source: Bol.com)

Pentiti di niente

 Il sequestro Saronio, la banda Fioroni e le menzogne di un presunto collaboratore di giustizia

Penso quindi gioco

“Per me il gruppo conta tantissimo, ma se mi dimenticassi di me stesso toglierei forza proprio ai miei compagni: tanti singoli fanno una squadra, tanti sogni fanno un trionfo.” Un fuoriclasse. Un super campione iper titolato. I complimenti iperbolici non sono mai sprecati se riferiti ad Andrea Pirlo, fantasista della Juventus e della Nazionale, ex Milan – con cui ha vinto e rivinto tutto il possibile – ed ex Inter. Ciò che colpisce di lui, oltre al geniale estro, è la formidabile logica fuori e dentro il campo. Creatività e raziocinio abitano in egual misura il suo corpo mettendo splendidamente in connessione testa e piedi. Penso quindi gioco è la conferma della perfetta efficienza della macchina Pirlo. Il regista bianconero usa i piedi per calciare, la testa per pensare e la lingua per dire ciò che sente, senza tatticismo o giri di parole. Fra le tante prese di posizione scomode contenute in questo libro, Pirlo è categorico sui colleghi calciatori coinvolti nelle scommesse, suggerisce provvedimenti drastici per combattere la violenza negli stadi e il crescente razzismo che colpisce gli atleti di pelle nera. Non è certo tenero nei confronti dei dirigenti che hanno provato a rottamarlo, mentre ha qualche rimpianto verso quegli addetti ai lavori (Barcellona, Real Madrid, Chelsea) che gli hanno fatto una corte spietata, ma mai nel momento giusto. Pirlo racconta anche il suo lato spiritoso che si esprime negli scherzi da spogliatoio. Negli anni rossoneri il suo bersaglio migliore è stato Rino Ringhio Gattuso, oggi la voglia di divertirsi gli fa trovare continuamente nuove prede, nella Juve e in Nazionale. Per la prima volta Pirlo, “il calciatore di tutti” – come lo definisce il mister Cesare Prandelli – svela qual è l’intelligenza che guida i piedi più raffinati del calcio europeo.

Pensiero provocante

3 ROMANZI IN 1 – FANTASIE SEDUCENTI di Janelle Denison
Dopo aver trascorso anni a trasformare la sua società in un successo, Alexis può finalmente dedicarsi a se stessa: passerà una settimana da sogno in una località esotica in cui potrà soddisfare tutte le sue fantasie più segrete. E non sarà sola!
FANTASIE SEGRETE di Carly Phillips
Dopo aver screditato il nome del futuro senatore senza prove certe, Doug, giornalista, deve rifarsi un nome. Così, quando viene a sapere che l’affascinante ex del politico partirà per una vacanza speciale, in cui è possibile soddisfare tutte le proprie fantasie, decide di seguirla. Più che indizi, scoprirà che…
FANTASIE SELVAGGE di Janelle Denison
Mitch desidera da anni Nicole, così quando gli si presenta l’occasione di partecipare con lei a un reality su un’isola tropicale non ci pensa due volte. Immersi in una natura lussureggiante, dovranno esplorare l’uno le fantasie dell’altro.
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### Sinossi
3 ROMANZI IN 1 – FANTASIE SEDUCENTI di Janelle Denison
Dopo aver trascorso anni a trasformare la sua società in un successo, Alexis può finalmente dedicarsi a se stessa: passerà una settimana da sogno in una località esotica in cui potrà soddisfare tutte le sue fantasie più segrete. E non sarà sola!
FANTASIE SEGRETE di Carly Phillips
Dopo aver screditato il nome del futuro senatore senza prove certe, Doug, giornalista, deve rifarsi un nome. Così, quando viene a sapere che l’affascinante ex del politico partirà per una vacanza speciale, in cui è possibile soddisfare tutte le proprie fantasie, decide di seguirla. Più che indizi, scoprirà che…
FANTASIE SELVAGGE di Janelle Denison
Mitch desidera da anni Nicole, così quando gli si presenta l’occasione di partecipare con lei a un reality su un’isola tropicale non ci pensa due volte. Immersi in una natura lussureggiante, dovranno esplorare l’uno le fantasie dell’altro.

Pensieri di un uomo curioso

La politica, la religione, la scienza, ma anche l’amore, il matrimonio, la musica. Dalla documentazione conservata alla Princeton University, sede dell’archivio Einstein, oltre cinquecento riflessioni organizzate secondo un preciso ordine cronologico e tematico che consente di seguire l’evoluzione delle idee del grande scienziato.

Pensa e arricchisci te stesso

Pensa e arricchisci te stesso è un grande classico sul potere della mente, un best-seller che continua a ispirare leader, coach e formatori di tutto il mondo, insieme a tutti coloro che desiderano abbracciare la filosofia del successo.
Pubblicata nella prima metà del secolo scorso, l’opera a cui Napoleon Hill ha dedicato più di cinquant’anni della sua vita, mantiene viva la sua capacità di motivare e spingere il lettore verso quel “desiderio ardente” che è l’unico atteggiamento mentale in grado di rivelare molto di ciò che la vita ha da offrire: ricchezza materiale e spirituale, gratificazione personale, sicurezza, autostima e libertà.
Un libro che l’autore definisce “scritto per coloro che cercano le regole che hanno permesso ad altri di ottenere il successo”. Disponibile oggi per la prima volta in edizione digitale nella sua versione integrale.
(source: Bol.com)

Pellegrinaggio d’autunno

Questa raccolta comprende tre racconti ambientati in paesaggi suggestivi, dove impera la contemplazione di una natura bucolica e soleggiata. Lo stile è sommesso, pacato, di una calma che sembra denotare la giovinezza dell’autore, che si ispira ad un romanticismo dolce e nostalgico; soprattutto la precocità degli scritti si nota in alcuni dialoghi, poco spontanei, e forse in una punta di presunzione da parte di Hermann Hesse, caratteristica certo di ogni autore alle prime armi.
La ricerca stilistica non è estenuante, come si può comprendere dalla presenza di termini ripetuti eccessivamente, o da una certa acerbità dei testi. Ma questi, che potrebbero essere solo difetti, diventano quasi dei pregi, perché ci mostrano un Hermann Hesse pieno di ardore giovanile, di passioni, di forti sentimenti che tramuta in sensazioni letterarie.

Peggio che morto

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire “peggio che morto”: la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora.

Pedigree

«Miliardi, miliardi e miliardi di animali sulla faccia della terra, per aria, nell’acqua, dappertutto, compiono senza sosta, minuto per minuto, uno sforzo di tutte le loro cellule verso un divenire che non conoscono, come le formiche che traversano precipizi trascinando fardelli cento volte più grandi di loro, si avventurano fra montagne di sabbia o di fango e ritentano dieci volte l’assalto a un medesimo ostacolo, senza che la loro carovana cambi strada». Così apparvero, all’occhio di Simenon, i primi anni della sua vita: innumerevoli piccoli gesti e piccole figure, grumi di pigmento su una tela sconfinata. Era un epos grandioso della piccolezza, delle esistenze oscure, una delle quali era stata la sua. Simenon viveva allora da sfollato a Fontenay-le-Comte, nel 1941. «Un medico, in base a una radiografia sospetta, mi annunciò che mi rimanevano al massimo due anni di vita e mi condannò a un’inattività quasi totale». Simenon non poteva però cessare di scrivere. Pensò a qualcosa di unico e di ultimo: raccontare la sua infanzia, in forma di lunga lettera al figlio. Poi quella lettera diventò romanzo, il più personale e segreto di Simenon, ma anche quello dove ritroviamo tutta la sostanza, in senso chimico, di tutti i suoi libri. Non è la storia dell’infanzia di un artista. Anzi, a lungo il piccolo Roger vi fa da comparsa, mentre campeggia sulla scena la minuta figura della madre Élise. Questa donna «che si scusa di esistere, di esserci, che chiede perdono prima d’aver fatto il male», ha la presenza perentoria dei grandi personaggi della letteratura. La sua fragilità è tutta apparente. Élise possiede una fibra inattaccabile e un occhio sicuro, che riconosce subito se il marito Désiré ha comprato un etto e mezzo di fegato invece di un etto. Pochi scrittori hanno saputo illuminare come Simenon i profondi misteri della piccola borghesia, e soprattutto della sua frangia più pura, quella che lotta testardamente per non cadere nella mera povertà, quella per cui il decoro è un baluardo contro l’umiliazione perpetua. Per questi esseri, fra i quali Simenon è cresciuto, i parenti, le stanze, i vestiti, le chiacchiere dei vicini formano una rete fittissima, che oscura il cielo e grava sulla vita. Quella rete è il pedigree di cui Simenon è stato il perfetto genealogista in tutta la sua opera. Mai però la sua lente si è avvicinata così tanto all’oggetto della narrazione come in questo libro. Qui i dettagli rimangono fissati come nella mente del bambino Roger quando finge di giocare e «contempla il meraviglioso pulviscolo dorato che sale dalla camera e viene come assorbito lentamente, irresistibilmente, dall’aria umida della strada». Così Roger diventerà, senza saperlo, uno scrittore già quella sera in cui, tornando a casa, ritrova «i pochi metri cubi luminosi e caldi della cucina, e tutti al loro posto, rigidi, racchiusi nell’immobilità dell’atmosfera come gli abitanti di Pompei nella lava». Allora, «per qualche istante sente il palpitare di una vita immateriale che è quella della casa, di quella casa e di nessun’altra, percepisce quasi il rodio del tempo». Diviso in tre parti, “Pedigree” fu scritto fra il 1941 e il 1943. La prima pubblicazione completa è del 1948.

Le pecore e il pastore

Estate 1945. Il vescovo di Agrigento Monsignor Peruzzo viene ferito a morte da due proiettili. Per salvare la vita del pastore dieci giovani monache offrono la loro a Dio, lasciandosi morire. Camilleri scopre questa storia quasi per caso, da una nota a piè di pagina. E con la determinazione del detective «risale la storia. Insegue piste labili o cancellate. Conduce un’indagine sofferta e tormentosa. Interroga fonti storiche e documenti letterari».
Un atto di lettura è all’origine di questo giallo storico. La svagata curiosità dello scrittore viene attratta e irretita da un libro, dimesso e periferico in apparenza, e ritroso anche. Il libro vuole essere desiderato e corteggiato. È vessatorio. Lo scrittore si lascia sedurre. Agguanta il libro infine. E precipita nella lettura. Ma incespica. Inciampa in una nota a piè di pagina. In una di quelle notizie frettolose, quasi incidentali, che di solito vengono saltate senza rimorso. Il passo vulnerabile del lettore si arresta. La brevità della nota stenta a contenere l’immanità del fatto. Immobile come una scheggia insidiosa, la nota ferisce e dà i brividi. Disloca, fuor dello spazio continuo del libro, nel recondito e nell’asetticità erudita di un margine, l’irta e inconfessata convivenza della civiltà con il rito intensamente arcaico del sacrificio umano: con l’immolazione, con il suicidio per arsura di fede, con l’orrore. Recita la nota: «Nella lettera del 16 agosto 1956 l’Abadessa sr. Enrichetta Fanara del monastero benedettino di Palma Montechiaro così scriveva a Peruzzo: “Non sarebbe il caso di dirglielo, ma glielo diciamo per fargli ubbidienza […] Quando V. E. ricevette quella fucilata e stava in fin di vita, questa comunità offrì la vita di dieci monache per salvare la vita del pastore. Il Signore accettò l’offerta e il cambio: dieci monache, le più giovani, lasciarono la vita per prolungare quella del loro beneamato pastore”». Il «pastore» delle giovani «pecore», che si lasciarono morire di fame e sete in una lunga e assistita agonia dentro le celle claustrali di un convento di antica e macerata santità (contro la quale a nulla valsero le «farfantarie» di un satanasso lapidatore ed epistolografo in diavolese, convocato dai rapimenti mistici), era il vescovo di Agrigento Giovanni Battista Peruzzo: il «vescovo dei contadini» che, in nome della giustizia sociale, e a dispetto del professato anticomunismo, aveva messo il suo carisma e la sua possente eloquenza al servizio dei deboli e degli abbandonati: contro gli agrari; e contro quella «struttura di peccato», che era il latifondo incolto. Immancabilmente due proiettili ferirono a morte il vescovo. Era una sera d’estate del 1945. Dieci monache offrirono le loro vite a Dio. Il vescovo sopravvisse al baratto. Mentre dieci cadaveri si dissolvevano nel silenzio di una strage dimenticata. Solo a distanza di undici anni, Peruzzo venne messo a parte del segreto.
Dalla nota a piè di pagina, Camilleri risale la storia. Insegue piste labili o cancellate. Conduce un’indagine sofferta e tormentosa. Interroga fonti storiche e documenti letterari. Entra nei turbamenti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che dai fondatori del monastero di Palma di Montechiaro discendeva. Mette in campo se stesso, con i suoi ricordi giovanili. Interroga e si interroga, sgomento, sul passato e sul presente. Intreccia cielo e terra. Il saggio narrativo include tempi lontani. E topografie. Montagne sassose, romitori, luoghi ostili e impervi. Gli spazi fisici si trasformano in archetipi geometrici. Dalla selva oscura, aspra e solitaria, al convento: dagli aliti di sepolcro degli essiccatoi per mummie, ai tanfi cerosi; dalla vischiosità della natura, a quella della storia: tra banditismo, separatismo, e connivenze malavitose. La temperatura della scrittura cambia gradazione. Si accende nel seppiato delle rievocazioni. Si stempera nel bianco e nero dell’inchiesta. (Salvatore Silvano Nigro)

Peccato originale. L’innocenza

Peccato Originale TrilogyOgni inibizione andrà perdutaRegola Numero 1: non ci sono limitiNora Sutherlin, famosa scrittrice di romanzi erotici, è una donna bellissima e un’esperta dominatrice. Il suo ultimo libro, però, è diverso dagli altri: è più serio, più intimo e lei è sicura che diventerà un vero e proprio caso; per questo pretende che a seguirlo sia Zachary Easton, il più esigente ed esperto editor della casa editrice. Zach, abituato a lavorare su ben altro genere di letteratura, accetta solo a una condizione: Nora dovrà riscrivere l’intero romanzo entro un mese e mezzo seguendo alla lettera le sue indicazioni oppure il libro non uscirà. Quelle estenuanti sedute di editing a stretto contatto si rivelano ben presto sfiancanti, ma anche molto eccitanti. E proprio Nora, che pensava di conoscere alla perfezione i propri limiti e la propria soglia massima di sopportazione, dovrà ben presto ricredersi: in un mondo in cui il piacere e il dolore convivono in una voluttuosa unione, è difficile non perdersi…È sottile il confine tra piacere e doloreAudace, sofisticata e provocatoria: è arrivata la regina della narrativa sensuale Un caso editoriale Leggerlo può dare dipendenzaI commenti delle lettrici:’Un libro imperdibile. Intenso ed eccitante.’Tanya’Un libro che mi ha stretto il cuore in una morsa e non lo ha più lasciato andare.’Allie’Stupefacente e devastante allo stesso tempo. Non vedo l’ora di leggere il seguito.’Caroline’Bellissimo. Peccaminoso e bellissimo.’RebeccaTiffany ReiszVive a Lexington, Kentucky. Si è laureata in Inglese e ha scritto diversi romanzi e racconti erotici. Ha cinque piercing, un tatuaggio ed è stata arrestata due volte.
(source: Bol.com)

Peccato originale. Il padrone

Ogni inibizione andrà perdutaRegola Numero 3: senza dolore non c’è piacereNora non sa chi scegliere tra due uomini. A quale dei due si concederà completamente? Wesley è l’oggetto delle sue fantasie, un ragazzo dolce e romantico, con il quale ha convissuto e che non riesce a dimenticare. È giovane, nobile e ricco. Søren, invece, è il suo padrone: l’amante perverso, colui che non potrà mai avere davvero. Ma per Nora non è facile interpretare i propri sentimenti e se da un lato coltiva il sogno di vivere un normale amore a due, dall’altro è perennemente tentata dall’inquietudine e dal desiderio di esplorare la parte proibita di se stessa. Mentre Nora trascorre infuocate notti di passione con Wesley, a New York Søren deve fare i conti con qualcuno che è tornato dal suo torbido passato. Qualcuno che minaccia di svelare i suoi più inconfessabili segreti…È sottile il confine tra piacere e doloreBestseller internazionale Leggerlo può dare dipendenza Lo scandalo è servito: perversioni, lussuria e inquietanti misteri Ecco a voi la nuova regina della narrativa sensualeI commenti delle lettrici:’Accattivante, scioccante, brillante.’Marleen’Il cuore mi batte ancora forte…’Krystal’Tiffany Reisz è un genio.’Diana’Varrebbe la pena di leggerlo altre mille volte.’Shannon’Il miglior romanzo erotico che io abbia mai letto.’Sara AnneTiffany ReiszVive a Lexington, Kentucky. Si è laureata in Inglese e ha scritto diversi romanzi e racconti erotici. Ha cinque piercing, un tatuaggio ed è stata arrestata due volte. La Newton Compton ha già pubblicato i primi due romanzi della serie Peccato originale, L’innocenza e Il gioco.
(source: Bol.com)