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Life

Con i Rolling Stones, Keith Richards ha creato canzoni che hanno scosso il mondo intero, vivendo in puro stile rock’n’roll. Ora, finalmente, è lui stesso a raccontare la storia di una vita scampata a un uragano di fuochi incrociati. L’ascolto ossessivo dei dischi di Chuck Berry e Muddy Waters, lo studio della chitarra e la nascita della band, fondata insieme a Mick Jagger e Brian Jones. L’iniziale successo dei Rolling Stones e i famigerati arresti per possesso di stupefacenti, che ne hanno consacrato l’immagine duratura di eroe popolare e fuorilegge. L’invenzione di riff immortali come quelli di Jumpin’ Jack Flash e Honky Tonk Women. L’amore per Anita Pallenberg e la morte di Brian Jones. L’espatrio in Francia per motivi fiscali, i tour incendiari negli Stati Uniti, l’isolamento e la tossicodipendenza. Il nuovo amore per Patti Hansen. L’amaro allontanamento da Jagger e la successiva riconciliazione. Il matrimonio, la famiglia, gli album solisti e gli X-Pensive Winos, e la strada che non finisce mai. Con la disarmante onestà che è il suo marchio di fabbrica, Keith Richards ci consegna la storia di una vita che tutti avremmo voluto conoscere meglio, sfrenata, impavida e autentica.

I Lievitati – Guida pratica

I lievitati è una guida pratica che tratta le preparazioni di pasticceria che utilizzano, nel ciclo di lavorazione, il lievito di birra.
Dai grandi classici come il pandoro, il panettone, la colomba, il babà e il kugelhopf, alla pasticceria da prima colazione con la tecnica della sfogliatura: croissant e cornetti, brioche e kranz. Inoltre ampio spazio è dedicato ai lievitati semplici da prima colazione: veneziane, muffins, saccottini, maritozzi e pan brioche di svariati formati.
Chiude il volume una sezione di frittelle. Tutte le ricette sono state provate, dettagliatamente spiegate e corredate da svariate fasi di lavorazione.

(source: Bol.com)

Licenza di ”Chissenefrega!”

Siete felici? Lasciate perdere le risposte di circostanza e sforzatevi di essere sinceri, innanzitutto con voi stessi. Siete soddisfatti della vostra vita oppure sognavate un altro mestiere, un rapporto sentimentale diverso, dei legami familiari più sereni e profondi? Se vi sentite schiacciati dalle convenzioni, bloccati dalla paura, se la frustrazione vi segue come un’ombra, se pensate di aver smarrito la bussola, sappiate che cambiare si può. Cambiare è difficile, ma non impossibile. Occorre vedere le difficoltà da un nuovo punto di vista in cui la parola “ostacolo” diviene sinonimo di “opportunità”. Ci diamo tanta pena per allungare la vita, mentre bisognerebbe piuttosto allargarla, ci dice l’autrice di questo libro. E la felice scoperta che esiste un modo diverso di prendere le cose accorcia la distanza fra essere e voler essere, colma i vuoti, apre alla consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità. È un po’ come arrivare in cima a un condominio. L’orizzonte si amplia via via, la vista dall’alto è magnifica ma non ci sono ascensori, tutti possono raggiungere l’attico solo salendo i gradini: chiedersi chi siamo, quali doni ci offre l’esperienza, valorizzare i pensieri che ci spingono verso l’alto e allontanare quelli che fanno da zavorra, vivere nel qui e ora senza farsi condizionare dalle trappole del passato e dalle ansie per il futuro. Passando da un piano all’altro, la realtà potrà assumere il colore che più preferiamo darle e noi riusciremo finalmente a riappropriarci della nostra vita. Osare si può, si deve. La posta in gioco è alta.
(source: Bol.com)

Il libro tibetano dei morti

Il libro tibetano dei morti – qui proposto nella prima traduzione integrale italiana del testo approntato con la supervisione del Dalai Lama – è una delle opere più significative della cultura di tutti i tempi. Composto nel secolo VIII d.C., è il testo che aiuta chi si accinge a trasmigrare di vita in vita ad affrontare, in piena consapevolezza, il momento cruciale. Dopo oltre mille anni, ancora oggi questo libro presenta una delle descrizioni più intense e vivide dei passaggi che precedono e seguono la morte. Grazie ai suoi versi di commovente bellezza, Il libro tibetano dei morti rappresenta un raro messaggio di saggezza, una guida completa all’esistere che insegna a trasformare in profondità la realtà quotidiana.
(source: Bol.com)

Il libro nero di Roma antica

Orribili delitti e disumane crudeltà di famosi personaggi della repubblica e dell’imperoRitratti in nero, come negativi non sviluppati, di famosi personaggi del mondo antico: pamphlet, stroncature, dossier che danno una immagine intenzionalmente unilaterale dei soggetti rappresentati, ben oltre la rinuncia a una qualsiasi obiettività. Sono falsi storici che però dipendono e discendono dalle fonti antiche, interpretate con la faziosità propria della damnatio memoriae e della propaganda politica, in modo da esagerare il lato più oscuro dei protagonisti e le pagine più infelici della loro storia. A considerare questa galleria nasce il sospetto che i Romani della tarda repubblica e dell’impero fossero gentaglia da cui era preferibile tenersi alla larga. È una conclusione ingiusta, ovviamente, ma i pettegolezzi qui raccolti sembrano utili a ridimensionare l’immagine, che il classicismo retorico ha accreditato presso il pubblico, di eroi senza macchia, cittadini severi e integri, esempi talmente alti da intimidire chiunque volesse seguirli.Giuseppe Antonellistudioso del mondo antico, ha pubblicato con la Newton Compton Crasso; Lucullo (finalista al premio Strega); Roma tra Repubblica e Impero; Mitridate; Storia di Roma dalle origini alla fine della Repubblica; Gaio Mario; Clodia; Terenzia e Fulvia; Catilina; Scipione l’Africano; Roma alla conquista del mondo antico; Caligola; Silla; Pompeo; Giulio Cesare, Gli uomini che fecero grande Roma antica e Il libro nero di Roma antica.
(source: Bol.com)

Il libro nero delle Brigate Rosse

“‘Come potevano essere così sicure le BR che in quel giorno, a quell’ora e in quel momento, mio marito sarebbe passato da via Fani?”: una domanda che Eleonora Moro pone più volte nei tribunali e nelle commissioni parlamentari d’inchiesta, ribadendo che il percorso automobilistico veniva stabilito giorno per giorno. Una domanda alla quale le BR, per bocca di diversi esponenti, anche antagonisti fra loro, hanno dato risposta sgombrando il campo da ogni illazione: quell’iniziale tratto di strada, il corteo delle vetture avrebbe dovuto percorrerlo comunque. Come hanno dato concorde risposta pure su tanti altri punti “inquietanti”, compresa quella via Gradoli entrata nella mitologia del caso Moro. Possibile che si siano messi tutti d’accordo, seppur sentiti separatamente, e non solo divisi, ma addirittura “l’un contro l’altro armati”? Seguendo l’iter cronologico delle Brigate Rosse, che agli inizi furono sottovalutate e sbeffeggiate per avere identificato come madre di tutti i mali quel SIM (Sistema Imperialista delle Multinazionali) la cui esistenza è stata accertata solo di recente dai serivizi segreti, questo libro, oltre a riportare documenti, atti parlamentari, giudiziari, giornalistici, unitamente alle testimonianze dei protagonisti, contestualizza gli avvenimenti, daI 1970 fino alla sparatoria su un treno nel 2003 ad opera delle cosiddette nuove Brigate Rosse, responsabili degli omicidi D’Antona e Biagi, restituendo il clima politico, sociale, economico e culturale di trent’anni di storia.

Il Libro Malazan dei Caduti

Poche opere meritano la definizione di “epico” quanto Il Libro Malazan dei Caduti: epico è lo sfondo della storia, che si estende su diversi continenti in un mondo vasto quanto dettagliato, coprendo un arco complessivo di centinaia di migliaia di anni; epico è il cast, sia per il numero di personaggi che per la varietà dei ruoli; epiche sono le trame e il loro intreccio, la magnitudine di eventi che tra cataclismi apocalittici e guerre devastanti lascia fin troppo spesso il lettore a bocca aperta; epica è la capacità di narrare, con naturalezza e costante perizia, ogni genere di eventi e situazioni, strappando di volta in volta, senza sforzo, un sorriso, una lacrima, e un sincero urlo di dolore (o di trionfo – perché alla fine, tutto sommato, forse i buoni possono ancora vincere).

Libro e libertà

Censura, roghi, libri immaginari, bibliomania e criminalità: il potere del libro e la lotta tra libro e potere in un testo appassionato e sorprendente. Dalla lettura come passione morbosa alla biblioteca come specchio di chi la possiede o la inventa, dal “furor d’aver libri’ alla “dotta ignoranza’ del bibliotecario di professione.
(source: Bol.com)

Il libro delle anime

È un libro, un semplice libro antico. Ma custodisce un segreto. Un segreto che è stato scritto col sangue nel 1297, da innumerevoli scrivani coi capelli rossi e con gli occhi verdi, forse toccati dalla grazia divina, forse messaggeri del diavolo. Che è riapparso nel 1334, in una lettera vergata da un abate ormai troppo anziano per sopportare il peso di quel mistero. Che, nel corso del XVI secolo, ha illuminato la strada di un teologo, i sogni di un visionario e le parole di un genio. È un libro, un semplice libro antico. Ma sta per scatenare l’inferno. Perché quel libro è stato sottratto alla Biblioteca dei Morti, la sconfinata raccolta di volumi in cui è riportata la data di nascita e di morte di tutti gli uomini vissuti dall’VIII secolo in poi.

Il libro dell’impero

Non si conosce il luogo di nascita di Majno, sia per la mancanza di documentazioni certe sulle sue origini, sia perché egli stesso ci fornisce scarse notizie al riguardo degli anni giovanili. D’altronde il periodo storico nel quale si presume sia vissuto rappresenta uno dei momenti più confusi della storia di un Impero ormai travagliato da profondi sommovimenti interni. La leggenda di Majno ha attraversato i secoli, arricchendosi di volta in volta di elementi spesso contrastanti che offrono un’immagine ambigua, indefinibile della sua personalità poetica e letteraria e da essi deriva l’alone di fascino e di mistero che sempre lo circonda. Certo, Majno si adatta assai bene a queste interpretazioni in bilico tra la crudezza di una realtà storica priva di rasserenanti prospettive e il mito di una vita condotta al di fuori da convenzioni sociali e vincoli morali, anarchicamente libera. L’esistenza vagabonda del poeta sfiorata, più d’una volta, dall’ombra del carnefice, le sue incessanti peregrinazioni per le province settentrionali dell’Impero, l’angoscioso senso del dramma, appena stemperato dalla risata amara e beffarda, che permea le ballate a lui attribuite, hanno contribuito a suffragare l’immagine del cantore compagno di strada e di bagordi, del giullare scanzonato pronto a procurare ai compagni di ventura cibo caldo e letto, non solo per dormire. Non ci è di grande aiuto per conoscere meglio la sfuggente figura di Majno la sua incompleta, e presumibilmente apocrifa, autobiografia, ma restano gli illuminanti squarci poetici delle ballate e i frammenti della cronaca in prosa e in versi noti come Il Libro dell’Impero a dimostrare quale lucido cronista egli sia stato (pur attraverso la metafora di storie leggendarie che coprono per un vastissimo periodo l’epopea imperiale) delle tribolazioni esistenziali della gente d’ogni strato sociale dell’epoca in cui visse. I popoli dell’Impero non lo hanno mai dimenticato. Egli fu l’attore del loro dramma, la mutevole maschera dei loro molteplici volti. (Gherard Curtius, L’archetipo Majno.)

Il libro del drago

Magonza, 1452. Nel silenzio della notte, una figura avvolta in un mantello trascina un baule intarsiato per le strade coperte di neve. Contiene la pelle di un drago che si dice dimorasse un tempo nel Paradiso Terrestre, pelle che racchiude i segreti della saggezza eterna. Oxford, oggi. Mentre aspetta annoiato in una polverosa biblioteca, Blake fa scorrere le nocche sulle costole dei libri, e a un tratto uno si stacca dagli altri. Quel libro vuol essere sfogliato, ma quando Blake lo prende in mano, si accorge che le sue pagine sono… bianche! Eppure vibrano, come se fossero vive. Bibliofili, società accademiche segrete, pergamene perdute e inchiostro di sangue innocente si intrecciano tra la bottega di Gutenberg e l’Inghilterra dei nostri giorni. Hanno solo un misterioso nome in comune: Endymion Spring. Chi sarà, o cosa? Un ragazzo senza voce o un libro senza parole? Le risposte sono qui: entra a tuo rischio e pericolo. Età di lettura: da 11 anni.
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Il libro dei segreti. La lettrice

Sfuggiti per un soffio alle grinfie della Guardia, Sefia e Arciere si sono rimessi in marcia, sfruttando la protezione della foresta per curare le ferite e pianificare la prossima mossa. Arciere è perseguitato da ricordi dolorosi, frutto di un trauma del passato che si ripresenta ogni volta che chiude gli occhi. Quando vengono circondati da un gruppo di marchiatori, Arciere trova finalmente il modo di sconfiggere i suoi incubi: combattere gli aggressori e liberare i ragazzi che tengono prigionieri. Con Sefia accanto, comincia così la sua missione, attraverso il regno di Deliene. Ma più battaglie si trovano ad affrontare e più Arciere desidera combattere ancora, fino a che la sua sete di violenza non rischia di trasformarlo da ragazzo timido a spietato guerriero con un destino di sangue. Non appena Sefia comincia a collegare il destino di Arciere al passato misterioso di suo padre, la minaccia di una nuova guerra tra regni inizia a farsi pressante e i due ragazzi dovranno trovare un modo per evitarla a tutti i costi, se non vogliono che il futuro dell’intero mondo precipiti in un abisso di morte e distruzione.
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Il libro dei mille giorni

Quando Saren, figlia del signore del Giardino di Titor, viene murata viva in una torre perché si è rifiutata di sposare un uomo che disprezza, Dashti, la sua cameriera e dama di compagnia, accetta di seguirla. Convinta che quella sarà per lei una grande avventura, Dashti decide di tenere un diario della loro reclusione. Il “Libro dei Mille Giorni” è la storia di una ragazza di quindici anni abile e ingegnosa, forse più della sua nobile padroncina. Il tempo scorre lento in quell’oscurità forzata. Quando le scorte di cibo si esauriscono è Dashti a escogitare un modo per fuggire. Fuori dalla torre, intanto, il mondo è cambiato. Il pretendente respinto ha dichiarato guerra e devastato il paese: niente e nessuno attende più le due fanciulle, che sono costrette a mettersi in viaggio alla volta del regno vicino, in cerca di un futuro. Età di lettura: da 12 anni.
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Il libro degli antichi misteri

Un avvincente viaggio alla scoperta di luoghi segreti e sconosciuti del nostro pianeta, di civiltà poco note e monumenti arcani le cui origini, provenienza e significato costituiscono ancora oggi un enigma Dovunque, nel mondo, archeologi e storici e storici s’impegnano a interpretare le tracce e le testimonianze lasciate dai nostri avi. Una ad una, le tessere del mosaico si combinano tra loro, per formare il grande quadro della preistoria. È stato possibile, così, inquadrare cronologicamente e culturalmente resti di costruzioni, interpretare i più diversi manufatti, rendere leggibili simboli grafici indecifrabili e comprendere lingue insolite. Nonostante tali successi, nonostante l’intuito e l’intelligenza dei tanti esperti, l’immagine del nostro passato presenta ancora dei vuoti. Scoperte inaspettate, reperti inconsueti, tesori creduti scomparsi e tracce finora sconosciute rivelano il permanere di diverse zone d’ombra. Molti dei reperti rinvenuti non rientrano negli schemi ufficiali e mostrano che i nostri antenati erano molto più progrediti di quanto supponessimo. Bisogna riscrivere la storia dell’umanità? È necessario dubitare delle teorie esistenti? L’autore ci conduce in un avvincente viaggio alla scoperta dei luoghi misteriosi del nostro pianeta e racconta in maniera affascinante di collezioni archeologiche poco note, di pezzi da museo insoliti e di monumenti, le cui origini, provenienza e significato costituiscono ancora un enigma o, perlomeno, sono oggetto di discussione tra gli studiosi. Che senso hanno le miniature di aerei in oro e legno trovate nelle tombe preistoriche? Com’è possibile spiegare gli incomprensibili disegni sul terreno, di dimensioni così grandi da esser visibili soltanto da una prospettiva a “volo d’uccello”? Cosa ci fanno impronte e resti di ossa umane nei fossili dell’epoca dei dinosauri? Centinaia di milioni di anni ci dividono, secondo la teoria evoluzionistica, dall’epoca in cui vissero questi esseri: l’umanità, allora, è molto più antica di quanto creduto? Chi ha inventato i primi segni grafici e quando? Sorprendenti reperti provenienti dal Sudafrica e da altre località contendono il primato alla scrittura cuneiforme dei Sumeri e ai geroglifici egiziani. È stato possibile ricostruire alcune immagini dei singolari rilievi rinvenuti nel tempio egizio di Hathor, a Dendera, secondo i princìpi dell’elettrotecnica: i sacerdoti egiziani avevano già confidenza con la corrente elettrica? Quali segreti custodiscono le reliquie di cristallo, a cui vengono attribuiti poteri magici? Quale civiltà progredita li ha prodotti? Come si può spiegare la loro perfezione? Sono veramente esistiti i leggendari regni di Atlantide e Mu? Di fronte alla costa giapponese sono stati scoperti insoliti resti di culture scomparse, misteriose sculture sono state portate sulla terraferma. Questi sono soltanto alcuni dei tanti argomenti discussi in questo affascinante libro sul nostro passato ancora sconosciuto, sugli ultimi misteri del nostro mondo.
Reinhard Habeck vive in Austria e ha pubblicato diversi libri che trattano di antiche civiltà e misteri della storia.

Il libro cuore (forse)

Che sul Cuore deamicisiano ci abbiate pianto o no, di certo ora col Libro Cuore sardelliano ci potete ridere. Da pisciarvi addosso. Ché la parodia satirica raggiunge in Federico Sardelli scrittore quei vertici d’umorismo feroce e di comicità surreale fusi in ampia cultura linguistica che ne fanno uno dei più celebrati autori del mensile satirico “il Vernacoliere”, dal quale sono appunto tratti i racconti di questo libro.