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Il Mistero di Perry Lake II

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Il Mistero di Perry Lake II: Un thriller avvincente dalla prima all’ultima pagina
CONTINUAZIONE DEL LIBRO PIÙ VENDUTO DEL 2016
N°1 MONDIALE KINDLE
PIÙ DI 400.000 LETTORI IN TUTTO IL MONDO
DIRITTI PER IL SUO ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO VENDUTI A HOLLYWOOD
CHI HA UCCISO SHARON NICHOLS?
IL SECONDO CAPITOLO DI UNA SAGA CHE HA VENDUTO PIÙ DI 750.000 COPIE
Alla sua prima incursione nel genere poliziesco Enrique Laso sbalordisce con un romanzo affascinante, carico di suspense e mistero. Dopo aver venduto centinaia di migliaia di copie dei suoi libri in tutto il mondo grazie al successo di titoli come “El rumor de los muertos” (più di 130.000 copie vendute) o “Desde el Infierno” (adattato per il cinema in Spagna), Laso ritorna con un romanzo travolgente che ti cattura dalla prima pagina e non ti lascia fino al suo inquietante finale.
Per amanti di romanzi come “Il Silenzio degli Innocenti” e serie tv come “Twin Peaks”, “Criminal Minds”, “CSI” o “True Detective”.
I LETTORI DI TUTTO IL MONDO HANNO DETTO…
“Il miglior romanzo giallo dell’anno”
“Enrique Laso entra nel genere dalla porta principale”
“Uno dei finali migliori che abbia letto in vita mia”
“Scritto magistralmente”
“Intelligente, divertente e accattivante”
“Non son riuscito a smettere di leggere finché non l’ho finito”
“Credibile fin nei minimi dettagli. Splendido”
“La chiave di questa storia non è sapere Chi, ma Perché”
“Un Bestseller che è già diventato un classico”
“Un capolavoro”
(source: Bol.com)

Il mistero di Linda

La fine di un temporale, una macchina in panne, l’istantanea di un delitto (per citare Agatha Christie) Ma fra le verdi strade della Val Pellice, la collina di Baldissero e la Torino dei salotti buoni soffia un vento esotico, un’aria di avventura. Uno scrittore viaggiatore e suo fratello disperso in Africa, nell’ombra il mistero della regina di Saba. Al commissario Martini, come sempre, il compito di far trionfare la sua idea di giustizia. Camminarono lentamente, in quella leggera coltre ovattata, forata solo ogni tanto dai punti di brace delle sigarette. – Non sei riuscito ad apprendere nulla di quella Linda con la quale Colier aveva appuntamento? – domandò a un certo punto il capo della Mobile a Martini. – Sarei curioso di saperne qualcosa.
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Il mistero di Cinecittà

Il primo detective all’italiana, il Commissario De Vincenzi, indaga tra divi e divette dei telefoni bianchi. «Soffusamente erotico, un testo da precursore: storia di delitti in serie, ossessivi, da serial killer» (Beppe Benvenuto).
Le date dei romanzi polizieschi di Augusto De Angelis, dal ’35 al ’44, cadono tutte in un’epoca che non amava il giallo. Genere «tecnico» di narrazione, manovrabile a piacimento, vi si potevano imporre regole restrittive senza tanto intaccarne «l’arte»: per esempio, come fece il Minculpop, si potevano richiedere ambienti esotici, protagonisti stranieri o in qualche modo già segnati dal vizio, trionfo immancabile della giustizia, infallibilità dell’investigatore. Regole alle quali De Angelis si atteneva senza sforzo, perché padrone assoluto del mestiere. Ma più che piegarsi, si capisce che vi adattava il suo straordinario talento letterario, sicché il prodotto finale è lontanissimo per qualità a quelli suoi contemporanei, che portano l’aroma inconfondibile della imitazione mal riuscita. Tanto da poter dire che con De Angelis siamo nella prima fucina del «giallo all’italiana», alle prime anticipazioni di quel fenomeno letterario che esploderà in tutto il suo fulgore negli anni del boom economico, così lontani da lui. E lo si vede prima di tutto nella scelta del protagonista fisso delle sue avventure, De Vincenzi, commissario, degli uffici tra Roma e Milano, ma colto, pensoso, incline a una qualche forma di malinconia dalle origini enigmatiche, prototipo dell’«umanesimo» che caratterizza tanti investigatori all’italiana. E dall’andamento sinuoso, liquido quasi delle sue storie, che si complicano infiltrandosi in ogni spazio possibile, degli ambienti, della psicologia dei personaggi, del tempo narrativo, ad anticipare ancora una volta la cura della scenografia propria della scuola italiana. E infine lo si vede dal sapore teatrale della sua organizzazione narrativa: «teatro in giallo» è stato definito il suo lavoro, che porta il gusto di commedia così caratteristico dei suoi successori. Il mistero di Cinecittà, il terzo romanzo pubblicato da questa casa editrice, capolavoro del genere, «è soffusamente erotico», come dice nella sua Nota Beppe Benvenuto, «quasi un testo da precursore: storia di delitti in serie, ossessivi, da serial killer».

Il Mistero Della Vergine

Milano, giugno 1937. La calura estiva è una cappa insopportabile che pesa sulla città. Manca una settimana al Gran Premio Ippico di San Siro, uno degli appuntamenti più importanti della stagione. Una sconosciuta cavalla americana, ignota al circuito europeo e di proprietà del Barone Verbena e di sua figlia Verità, appare come il purosangue favorito. Ma tutti i fantini in predicato di guidare “Vergine” alla vittoria, questo è il suo nome, vengono barbaramente assassinati. In una Milano d’estate, fra temporali violenti e improvvisi, “anime morte” che ritornano e locali amati dai nottambuli, De Vincenzi scoprirà a poco a poco la soluzione di un atroce mistero, uno dei più inquietanti e folli della sua carriera di Capo della Mobile. Augusto De Angelis (Roma 1888 – Bellagio,Como 1934) Incarcerato per antifascismo nel 1943, morì in seguito alle percosse subite durante un’aggressione fascista. Scrittore e giornalista, è considerato il “padre nobile” del giallo all’italiana. Protagonista di suoi romanzi scritti tra il 1935 e 1942 e ambientati a Milano degli anni trenta e il Commissario Carlo De Vincenzi, della Squadra Mobile di piazza San Fedele: “umanissimo come Maigret, romantico come Marlowe, Intellettuale come Philo Vance, eppure caparbiamente italiano”.
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Il mistero della tomba proibita

Imhotep, vissuto in Egitto nel terzo millennio a.
C., fu sacerdote, medico, sapiente, architetto, ed è ritenuto l’inventore delle piramidi. Secondo un’antichissima tradizione, la sua tomba nasconde il più grande tesoro del mondo e nei geroglifici delle pareti sono scolpite le conoscenze scientifiche da lui raggiunte e andate perdute, tali che chiunque ne venisse in possesso acquisterebbe un potere negato agli altri uomini. Eppure, della tomba di questo affascinante personaggio non esiste, a memoria d’uomo, alcuna traccia. Nei primi decenni del secolo gli europei, già altrimenti trafugatori del glorioso passato egizio, scatenano i loro servizi segreti alla sua ricerca. Un archeologo potrebbe metterli sulla strada giusta, ma anche di lui sono andate perdute le tracce.
Edward Hartfield, l’archeologo, è penetrato nella tomba di Imhotep. Lo scopre Omar Moussa, un giovane patriota egiziano che attraverso un groviglio di vicende ha infine rintracciato lo studioso inglese. Hartfield ha riconosciuto i passaggi che portano alla tomba: ha varcato la «porta della pace» e la «porta del desiderio», e dopo la terza è stato sfiorato dall’aura di Imhotep. Avrà dunque Hartfield un destino di potenza? L’ultimo passaggio, in realtà, lo ha consegnato ad arcane «ombre della morte», poiché era la «porta della follia» suicida, follia dalla quale Imhotep era stato indotto a darsi la morte in un momento di ottenebramento spirituale. Ed è in tale stato che Omar incontra l’archeologo e gli eremiti che lo tengono prigioniero in uno sperduto monastero del delta del Nilo. È la maledizione di Imhotep, che colpisce chiunque si avvicini alla sua tomba. Omar Moussa, che ne ha conosciuto il segreto, si avventurerà a sfidarla?

Il Mistero Della Gazza Ladra: Le Indagini Del Commissario Berté

Il mistero della gazza ladra: Le indagini del commissario Berté by Emilio Martini
******NOME**: Gigi
**COGNOME**: Berté
**CAPIGLIATURA**: già brizzolata
**TAGLIA**: (troppo) large
**PENSIERO**: sottile
**INTELLIGENZA**: spessa
**PIANTA PREFERITA**: paulonia
**PUNTUALITÀ**: lombarda
**GELOSIA**: calabra
**VIZIO CHE NON HA PIÙ**: fumo
**VIZIO CHE HA SEMPRE**: mangiare molto
**INSOFFERENZA 1**: locali affollati
**INSOFFERENZA 2**: andare per negozi
**STILE **(secondo la Patty): antiquato
**STILE **(secondo la Marzia): classico
Se credeva di trovarsi in una sorta di prepensionamento, si sbagliava di grosso: da quando è stato esiliato a Lungariva, «ridente» paesino ligure, il commissario Berté ha dovuto affrontare una serie di casi che lo hanno fatto lavorare più di quando era a Milano. Adesso è alle prese con l’omicidio brutale di una nota commercialista, con tutto un contorno di ex convivente, amica cartomante, amante, clienti raggirati: uno spaccato umano a suo modo interessante per Berté, poliziotto con la passione per la scrittura che, dopo l’umiliante rifiuto da parte di un editore di pubblicare i suoi racconti, si è buttato in un noir ambientato proprio nel mondo dell’editoria.
Così ha meno tempo per almanaccare sulla Marzia, sposatissima proprietaria della pensione in cui vive, e di arrabbiarsi con la sua ex, la Patty, che quell’ex non l’ha ancora digerito.

Il mistero della collana

Nell’infanzia di David Crawfurd c’è un episodio – un rito satanico, cui il ragazzo si trova ad assistere – destinato a lasciare un segno profondo. Una volta adulto, David parte per il Sudafrica, dove si trova coinvolto nella complessa vicenda che ruota intorno alla storia di una collana a cui la fantasia primitiva attribuisce eccezionali poteri… E tutto sembra un’eco del passato, di quel misterioso rituale i cui effetti perdurano nel presente…John Buchanprimo barone di Tweedsmuir, ha avuto una vita piuttosto movimentata. Nato in Scozia nel 1875, studiò a Glasgow ed esercitò la professione di avvocato. Dopo aver passato un periodo in Sudafrica rientrò in Inghilterra, dove divenne direttore di un’importante agenzia giornalistica; poi, durante la prima guerra mondiale, fu in Francia, come corrispondente di guerra. Tesoriere dell’Università di Oxford, nel 1927 entrò nel parlamento inglese come membro del partito conservatore e, nel 1935, divenne Governatore generale del Canada. Studioso di storia e autore di imponenti opere storiografiche e di varie biografie, Buchan morì nel 1940 a seguito di una caduta.
(source: Bol.com)

Mistero Buffo

*Mistero buffo*, il più noto tra i testi teatrali di Dario Fo e Franca Rame, quello che ha destato piú polemiche, viene qui presentato in “edizione integrale”, proponendo anche i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni nelle oltre cinquemila repliche effettuate da Dario Fo in Italia e all’estero tra il 1969 e il 2003. La forza di questa giullarata sta soprattutto nel linguaggio, reinventato attingendo ai dialetti padani dei secoli XII-XV con effetti esilaranti. L’ironia, il sarcasmo, il lazzo di Resurrezione di Lazzaro, Moralità del cieco e dello storpio, Bonifacio VIII, o la drammaticità di Maria alla Croce, La strage degli innocenti (alcuni episodi dell’opera), sono la cifra di Mistero buffo, un testo rivoluzionario e un perfetto congegno teatrale che, con il gusto di dissacrare tutti i Tartufi della terra, racconta la tacita, millenaria storia delle classi subalterne esplodendo in una satira politica e di costume che mantiene intatta nel tempo la sua carica corrosiva.

I misteri di Osiride 1 – L’albero della vita

Nel cuore del tempio di Abido, un’acacia sta morendo… E insieme a lei, tutto l’Egitto è minacciato. Perché non si tratta di un albero qualunque: è nato dalla tomba del dio Osiride, per annunciarne la rinascita.Il grande faraone Sesostri III inizia una lotta contro un nemico invisibile che vuole condurre l’Egitto alla rovina. Un giovane apprendista scriba, Iker, diventa attore involontario di questo mistero. Rapito da alcuni marinai, l’adolescente non sa chi sta tentando di ucciderlo, né tanto meno chi lo protegge. Iker ha la sensazione di essere guidato e manipolato da una forza misteriosa, di avanzare lungo un cammino di cui non conosce la meta…I misteri di Osiride, oltre a narrare il tormentato percorso del giovane Iker alla ricerca della sua verità, e la lotta di Sesostri III contro le forze del Male, raccontano la storia magica e travolgente di un Egitto che non esiste più e che tuttavia permane nella nostra memoria.Christian Jacq ci fornisce le chiavi di lettura di una civiltà affascinante e i segreti della sua immutabile realtà.

I misteri di Blackstone

Blackstone, New Hampshire. Un tranquillo villaggio da cartolina con un terribile doloroso passato. Qui, sulla North Hill, sorge il vecchio Manicomio di Blackstone, antica dimora di esseri squilibrati, intrattabili, o semplicemente scomodi. Abbandonato da tempo, l’edificio è destinato alla demolizione. Ma qualcosa si oppone a questo progetto. E il Male, un male indescrivibile, una forza minacciosa, a lungo imprigionata tra le spaventose mura di pietra, si insinua nella notte. Da questo momento avvengono morti inaspettate. Incidenti terribili. Una furia assassina. Nessuno a Blackstone può sfuggire alla forza malefica che si è sprigionata nella città. Ancora una volta John Saul si conferma maestro indiscusso dell’horror.

I misteri della montagna

Non tutti hanno la capacità immediata di comprendere fino in fondo i segreti della montagna. Vedono le cime come blocchi turriti, pilastri di roccia scabri e senza valore, ammassi di pietre inutili sorti qua e là per capriccio del tempo. Basta, però, alzare lo sguardo ed essere sovrastati dall’imponenza del mare verticale, con i suoi milioni di granelli di sabbia, per sentire nascere lo stupore. Lo stupore che genera domande. Le domande che generano misteri: chi ci sarà lassù? Vi abita qualcuno? E, se esiste, come sarà fatto? Nei boschi, tra le rocce, dentro l’alba, sotto le foglie, sulle vette ancora inesplorate. Lì dormono i segreti della montagna. E Mauro Corona ci accompagna ancora una volta a scoprirli, tendendoci la mano, aiutandoci a salire. Ci esorta a giocare con il rimbalzo dell’eco, che vuole sempre l’ultima parola, ad ascoltare la voce del vento, che non sapremo mai da dove nasce. Ci conduce lungo i ruscelli a spiare le ninfe dai lunghi capelli d’acqua, ci indica il sentiero per raggiungere il grande abete bianco – adagiando l’orecchio al tronco, sentiremo il suo cuore battere. La montagna è viva, ha cinque sensi protesi a conoscere il mondo. E come tutti gli esseri speciali ha anche un senso in più: la percezione. Grazie a lei, può scoprire in anticipo le barbare intenzioni dei politici che vogliono ferirla, strizzarla, spremerla fino a distruggerla, pur di incassare moneta sonante. Ma la montagna resiste, perché ha un compito più grande: è stata creata affinché possiamo scrutare la nostra anima e diventare migliori. Scoprirla è scoprirsi. E se, in solitudine, saremo capaci di avvertire le presenze nascoste nel buio, avremo fatto il passo decisivo per capire che inseguire i misteri della montagna non vuol dire nient’altro che ricercare noi stessi, andando alle origini delle nostre paure. Il tempo delle curiosità non ha scadenza, dobbiamo solo farci trovare pronti per questa nuova, indimenticabile, avventura.
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### Sinossi
Non tutti hanno la capacità immediata di comprendere fino in fondo i segreti della montagna. Vedono le cime come blocchi turriti, pilastri di roccia scabri e senza valore, ammassi di pietre inutili sorti qua e là per capriccio del tempo. Basta, però, alzare lo sguardo ed essere sovrastati dall’imponenza del mare verticale, con i suoi milioni di granelli di sabbia, per sentire nascere lo stupore. Lo stupore che genera domande. Le domande che generano misteri: chi ci sarà lassù? Vi abita qualcuno? E, se esiste, come sarà fatto? Nei boschi, tra le rocce, dentro l’alba, sotto le foglie, sulle vette ancora inesplorate. Lì dormono i segreti della montagna. E Mauro Corona ci accompagna ancora una volta a scoprirli, tendendoci la mano, aiutandoci a salire. Ci esorta a giocare con il rimbalzo dell’eco, che vuole sempre l’ultima parola, ad ascoltare la voce del vento, che non sapremo mai da dove nasce. Ci conduce lungo i ruscelli a spiare le ninfe dai lunghi capelli d’acqua, ci indica il sentiero per raggiungere il grande abete bianco – adagiando l’orecchio al tronco, sentiremo il suo cuore battere. La montagna è viva, ha cinque sensi protesi a conoscere il mondo. E come tutti gli esseri speciali ha anche un senso in più: la percezione. Grazie a lei, può scoprire in anticipo le barbare intenzioni dei politici che vogliono ferirla, strizzarla, spremerla fino a distruggerla, pur di incassare moneta sonante. Ma la montagna resiste, perché ha un compito più grande: è stata creata affinché possiamo scrutare la nostra anima e diventare migliori. Scoprirla è scoprirsi. E se, in solitudine, saremo capaci di avvertire le presenze nascoste nel buio, avremo fatto il passo decisivo per capire che inseguire i misteri della montagna non vuol dire nient’altro che ricercare noi stessi, andando alle origini delle nostre paure. Il tempo delle curiosità non ha scadenza, dobbiamo solo farci trovare pronti per questa nuova, indimenticabile, avventura.
### Dalla seconda/terza di copertina
Mauro Corona è nato a Erto (Pordenone) nel 1950. È autore di Il volo della martora, Le voci del bosco, Finché il cuculo canta, Gocce di resina, La montagna, Nel legno e nella pietra, Aspro e dolce, L’ombra del bastone, Vajont: quelli del dopo, I fantasmi di pietra, Cani, camosci, cuculi (e un corvo), Storia di Neve, Il canto delle manére, La fine del mondo storto (premio Bancarella 2011), La ballata della donna ertana, Come sasso nella corrente, Venti racconti allegri e uno triste, Guida poco che devi bere: manuale a uso dei giovani per imparare a bere, La voce degli uomini freddi (finalista premio Campiello 2014), Una lacrima color turchese e delle raccolte di fiabe Storie del bosco antico e Torneranno le quattro stagioni. Ha pubblicato inoltre La casa dei sette ponti (Feltrinelli, 2012) e Confessioni ultime (Chiarelettere, 2013). www.maurocorona.it facebook.com/maurocoronaofficial

I MISTERI DELLA JUNGLA NERA

I misteri della jungla nera è il primo romanzo del ciclo indo-malese ideato dal più famoso scrittore italiano di romanzi d’avventura, Emilio Salgari.
Fu pubblicato per la prima volta all’inizio del 1887 con il titolo di Gli strangolatori del Gange, in appendice al periodico “Il Telefono di Livorno”; tra il 1893 e il 1894 apparve come L’amore di un selvaggio sul giornale La Provincia di Vicenza. Solo nel 1895 il romanzo venne dato alle stampe in volume dall’editore genovese Antonio Donath, con il titolo con il quale è conosciuto.
La vicenda è ambientata in un’India di fantasia. Le minuziose descrizioni ambientali e i paesaggi esotici presenti nei racconti che hanno caratterizzato lo stile di Salgari, sono nate da una vasta consultazione di saggi, diari, libri, e carte geografiche. Lo scrittore in realtà non ha mai visitato di persona i luoghi da lui descritti.
Nella prima parte ci si trova all’interno della jungla, circondata da desolate paludi, fiumi e isolotti presso la foce del Gange, chiamate Sunderbunds, e sulla sinistra isola di “Rajmangal”, che ospita una pagoda, nei cui sotterranei si nascondono i Thugs, una setta sanguinaria seguace della dea Kalì e un’altra pagoda, dove guidati dal malvagio Suyodhana, tengono imprigionata una giovane fanciulla, Ada Corisant, soprannominata dalla setta “La vergine della Pagoda”. Figlia di un ufficiale inglese Ada fu rapita dai Thugs e costretta a diventare successivamente la sacerdotessa della loro terribile dea, Kalì, rappresentata da una minacciosa statua di bronzo nel tempio dei Thugs. Tremal-Naik, detto “Il cacciatore di serpenti”, un coraggioso indigeno innamorato della ragazza, cerca di salvarla con l’aiuto del fedele servo Kammamuri, affrontando una lotta all’ultimo sangue contro gli adoratori della lugubre dea.
Le vicende narrate in questo romanzo si intrecciano con le avventure di Sandokan ed hanno un seguito nei successivi racconti I pirati della Malesia (1896), Le due Tigri (1904) e Il re del mare (1906). Inoltre i due protagonisti della storia, Tremal-Naik e Kammamuri, sono presenti anche nei romanzi Alla conquista di un impero (1907), Sandokan alla riscossa (1907) e La caduta di un impero (1911).
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### Sinossi
I misteri della jungla nera è il primo romanzo del ciclo indo-malese ideato dal più famoso scrittore italiano di romanzi d’avventura, Emilio Salgari.
Fu pubblicato per la prima volta all’inizio del 1887 con il titolo di Gli strangolatori del Gange, in appendice al periodico “Il Telefono di Livorno”; tra il 1893 e il 1894 apparve come L’amore di un selvaggio sul giornale La Provincia di Vicenza. Solo nel 1895 il romanzo venne dato alle stampe in volume dall’editore genovese Antonio Donath, con il titolo con il quale è conosciuto.
La vicenda è ambientata in un’India di fantasia. Le minuziose descrizioni ambientali e i paesaggi esotici presenti nei racconti che hanno caratterizzato lo stile di Salgari, sono nate da una vasta consultazione di saggi, diari, libri, e carte geografiche. Lo scrittore in realtà non ha mai visitato di persona i luoghi da lui descritti.
Nella prima parte ci si trova all’interno della jungla, circondata da desolate paludi, fiumi e isolotti presso la foce del Gange, chiamate Sunderbunds, e sulla sinistra isola di “Rajmangal”, che ospita una pagoda, nei cui sotterranei si nascondono i Thugs, una setta sanguinaria seguace della dea Kalì e un’altra pagoda, dove guidati dal malvagio Suyodhana, tengono imprigionata una giovane fanciulla, Ada Corisant, soprannominata dalla setta “La vergine della Pagoda”. Figlia di un ufficiale inglese Ada fu rapita dai Thugs e costretta a diventare successivamente la sacerdotessa della loro terribile dea, Kalì, rappresentata da una minacciosa statua di bronzo nel tempio dei Thugs. Tremal-Naik, detto “Il cacciatore di serpenti”, un coraggioso indigeno innamorato della ragazza, cerca di salvarla con l’aiuto del fedele servo Kammamuri, affrontando una lotta all’ultimo sangue contro gli adoratori della lugubre dea.
Le vicende narrate in questo romanzo si intrecciano con le avventure di Sandokan ed hanno un seguito nei successivi racconti I pirati della Malesia (1896), Le due Tigri (1904) e Il re del mare (1906). Inoltre i due protagonisti della storia, Tremal-Naik e Kammamuri, sono presenti anche nei romanzi Alla conquista di un impero (1907), Sandokan alla riscossa (1907) e La caduta di un impero (1911).

Mister Napoleone

15 ottobre 1815. È l’alba quando a bordo della Northumberland si sente gridare: “Terra!”. Ecco Sant’Elena. Un pezzo di carbone in mezzo al mare. Da quel giorno Napoleone Bonaparte, l’uomo che è entrato vincitore in tutte le capitali d’Europa, si ritrova segregato su una roccia in mezzo all’oceano. Con lui c’è Emanuele, quindici anni, che sogna di diventare un soldato della Grande Armata, di cavalcare imprendibile come Murat e di avere in battaglia il coraggio folle di Massena. E che soprattutto sogna di potersi presto vendicare combattendo contro gli inglesi traditori al fianco del suo Imperatore. Per questo Emanuele de Las Cases comincia a scrivere un diario: per raccontare, momento per momento, il loro viaggio all’inferno di Sant’Elena e poi il loro ritorno sul trono del mondo. Ma Amani, un ragazzino africano dai denti di luna che non ama le battaglie e che si accompagna a un esercito di granchi pacifici, farà traballare la sua sete di vendetta. Perché Amani, nella lingua della sua terra, significa “pace”. PER LETTORI A PARTIRE DAI 10 ANNI
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### Sinossi
15 ottobre 1815. È l’alba quando a bordo della Northumberland si sente gridare: “Terra!”. Ecco Sant’Elena. Un pezzo di carbone in mezzo al mare. Da quel giorno Napoleone Bonaparte, l’uomo che è entrato vincitore in tutte le capitali d’Europa, si ritrova segregato su una roccia in mezzo all’oceano. Con lui c’è Emanuele, quindici anni, che sogna di diventare un soldato della Grande Armata, di cavalcare imprendibile come Murat e di avere in battaglia il coraggio folle di Massena. E che soprattutto sogna di potersi presto vendicare combattendo contro gli inglesi traditori al fianco del suo Imperatore. Per questo Emanuele de Las Cases comincia a scrivere un diario: per raccontare, momento per momento, il loro viaggio all’inferno di Sant’Elena e poi il loro ritorno sul trono del mondo. Ma Amani, un ragazzino africano dai denti di luna che non ama le battaglie e che si accompagna a un esercito di granchi pacifici, farà traballare la sua sete di vendetta. Perché Amani, nella lingua della sua terra, significa “pace”. PER LETTORI A PARTIRE DAI 10 ANNI

Missa solemnis

Il Cardinale è vecchio e stanco. Nell’istituto che accoglie i vecchi gesuiti dalle missioni di tutto il mondo i suoi giorni scorrono lenti, guardando il mondo dalla finestra, seduto in poltrona, bloccato, in compagnia di due giovani preti e dei ricordi, una visita e l’altra del suo padre spirituale, un giovane sacerdote di parrocchia. A tratti l’azzurro vivido degli occhi è ancora quello della sua anima; il pensiero è ancora rapido e acuminato. Ma la fine è vicina. Per questo il Cardinale sta progettando minuziosamente la sua Missa solemnis, il suo passo d’addio. Davanti allo sguardo, sempre, un platano che veglia su di lui, o viceversa. E poi arriva uno sconosciuto che vuole parlare con lui e che conquista la sua attenzione e la sua fiducia per una serie di ultimi scambi serrati e sinceri appena prima della Messa più importante.
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### Sinossi
Il Cardinale è vecchio e stanco. Nell’istituto che accoglie i vecchi gesuiti dalle missioni di tutto il mondo i suoi giorni scorrono lenti, guardando il mondo dalla finestra, seduto in poltrona, bloccato, in compagnia di due giovani preti e dei ricordi, una visita e l’altra del suo padre spirituale, un giovane sacerdote di parrocchia. A tratti l’azzurro vivido degli occhi è ancora quello della sua anima; il pensiero è ancora rapido e acuminato. Ma la fine è vicina. Per questo il Cardinale sta progettando minuziosamente la sua Missa solemnis, il suo passo d’addio. Davanti allo sguardo, sempre, un platano che veglia su di lui, o viceversa. E poi arriva uno sconosciuto che vuole parlare con lui e che conquista la sua attenzione e la sua fiducia per una serie di ultimi scambi serrati e sinceri appena prima della Messa più importante.

Miss Julia dice la sua

Miss Julia è una sessantenne da poco rimasta vedova. Donna del Sud, educata a non avere opinioni diverse da quelle del marito, o quantomeno a non esprimerle, ha passato quarant’anni di vita matrimoniale con Wesley Lloyd Springer, banchiere, noioso, precisino, integerrimo. È morto d’infarto, Wesley Lloyd, e Miss Julia l’ha trovato stecchito nella sua lussuosa auto sul vialetto di casa. Certamente è stato uno shock. Un altro shock è stato scoprire di essere diventata ricchissima: abituata alla parsimonia del marito, non aveva davvero idea di quanti soldi avesse Wesley Lloyd. Ma sembra che si stia riprendendo piuttosto bene dalla sorpresa. È dunque con animo sereno che una calda mattina va ad aprire la porta di casa: una donna ha suonato il campanello, di certo vuole venderle qualcosa. Ma la donna – “tacchi troppo alti, un abito troppo corto e capelli troppo gialli” – vuole solo lasciarle un ragazzino, il figlio del marito! Inizia così questo romanzo, il primo di una serie dedicata a Miss Julia. Donna apparentemente tutta d’un pezzo, Miss Julia affascina per la sua capacità di cambiare opinione, d’interrogarsi, di cercare, dopo anni di passività, di prendere in mano la propria vita. Se vuoi che una cosa sia fatta bene, devi farla tu, questo è il suo motto. E nella serie di imprevisti e incidenti, in cui precipita la sua vita dalla comparsa del figlio e dell’amante del marito, questo motto diventa la sua guida.

Miss Detective – 5. Un mistero… coi fiocchi

Mancano due giorni al Natale e Daisy Wells e Hazel Wong trascorrono le loro vacanze a Cambridge. L’aria è carica di neve, e la città è una cartolina: scorci antichi e meravigliosi e sale da tè scintillanti. Ma a turbare il festoso clima natalizio intervengono una serie di terribili incidenti che coinvolgono gli inquilini della scala nove del Maudlin College, tra cui Bertie, il fratello di Daisy. E quando uno di questi apparenti scherzi degenera in morte, le ragazze sospettano si tratti di omicidio. Per risolvere il caso Daisy e Hazel dovranno però superare una prova difficilissima: collaborare con l’avversaria società investigativa, i Junior Pinkertons.
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### Sinossi
Mancano due giorni al Natale e Daisy Wells e Hazel Wong trascorrono le loro vacanze a Cambridge. L’aria è carica di neve, e la città è una cartolina: scorci antichi e meravigliosi e sale da tè scintillanti. Ma a turbare il festoso clima natalizio intervengono una serie di terribili incidenti che coinvolgono gli inquilini della scala nove del Maudlin College, tra cui Bertie, il fratello di Daisy. E quando uno di questi apparenti scherzi degenera in morte, le ragazze sospettano si tratti di omicidio. Per risolvere il caso Daisy e Hazel dovranno però superare una prova difficilissima: collaborare con l’avversaria società investigativa, i Junior Pinkertons.