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Bestie

Sinossi

Fin dall’inizio di Bestie Tozzi invoca la libertà, la dolcezza, il ricongiungimento. Gli sguardi di un’anima già avvertita e definita “piena di occhi chiusi” (Barche capovolte) si indirizzano preferenzialmente verso scenari normalizzati, specie campestri; ognuna delle bestie qui doviziosamente chiamate a raccolta sarà, secondo l’associazionismo jamesiano, il segno materializzato di un proprio disagio e di una propria conoscenza: una sorta di dislocazione rintracciata di quel che di non saputo l’io porta con sé, del suo inquietante impasto di “buca di scorpioni” e “nido di usignoli”, di “bisbigli” e “code paurose”. All’insegna di modi di essere, il dentro e il fuori annullano demarcazioni di territorio: tutto sarà estasi o incubo. A dare consistenza al fantasma animalesco che come un appuntamento inevitabile e strutturante attende il lettore è ciò che Luigi Baldacci ha chiamato il “realismo del profondo” di Tozzi, l’espressionismo integrale di una scrittura ai vertici del Novecento.

Bestie

“Bestie” è una raccolta di 69 frammenti o aforismi, che hanno una sola cosa in comune: in ognuno di questi brevi racconti compare, in maniera anche casuale e marginale, un animale. Per capire il senso globale dell’opera, occorre tenere presenti l’aforisma iniziale e quello finale, caratterizzati dalla presenza dell’unico animale che, all’interno della raccolta, sembra essere stato investito di un valore simbolico: l’allodola, che rappresenterebbe un bisogno di elevazione, di senso, di accordo con la natura. Nel primo frammento viene descritta la difficoltà dell’allodola a vivere in un mondo dominato dall’uomo; nell’ultimo è presente un appello all’animale perché ritorni nell’anima. Gli aforismi intermedi sottolineano il bisogno di significato e l’impossibilità di ottenerlo. “Bestie” è quindi un’opera che esprime la frammentarietà e l’assurdità della vita. Federigo Tozzi è considerato uno dei più importanti narratori italiani del Novecento. Lasciò le sue opere per lo più inedite. Nato a Siena nel 1882 e morto a Roma nel 1920. lo scrittore fu riscoperto dal grande pubblico molto tardi, dal 1962 al 2000 da scrittori e critici come Carlo Cassola, Giuseppe de Robertis, Enrico Falqui, Carlo Bo, Alberto Asor Rosa ed altri. Questa recente critica ha capovolto la visione di un Tozzi realista proponendolo come scrittore di stampo profondamente psicologico e vicino al simbolismo, paragonandolo a livello europeo alla prosa di Kafka e Dostoevskij. ** ### Sinossi “Bestie” è una raccolta di 69 frammenti o aforismi, che hanno una sola cosa in comune: in ognuno di questi brevi racconti compare, in maniera anche casuale e marginale, un animale. Per capire il senso globale dell’opera, occorre tenere presenti l’aforisma iniziale e quello finale, caratterizzati dalla presenza dell’unico animale che, all’interno della raccolta, sembra essere stato investito di un valore simbolico: l’allodola, che rappresenterebbe un bisogno di elevazione, di senso, di accordo con la natura. Nel primo frammento viene descritta la difficoltà dell’allodola a vivere in un mondo dominato dall’uomo; nell’ultimo è presente un appello all’animale perché ritorni nell’anima. Gli aforismi intermedi sottolineano il bisogno di significato e l’impossibilità di ottenerlo. “Bestie” è quindi un’opera che esprime la frammentarietà e l’assurdità della vita. Federigo Tozzi è considerato uno dei più importanti narratori italiani del Novecento. Lasciò le sue opere per lo più inedite. Nato a Siena nel 1882 e morto a Roma nel 1920. lo scrittore fu riscoperto dal grande pubblico molto tardi, dal 1962 al 2000 da scrittori e critici come Carlo Cassola, Giuseppe de Robertis, Enrico Falqui, Carlo Bo, Alberto Asor Rosa ed altri. Questa recente critica ha capovolto la visione di un Tozzi realista proponendolo come scrittore di stampo profondamente psicologico e vicino al simbolismo, paragonandolo a livello europeo alla prosa di Kafka e Dostoevskij.

Bestiario stravagante

Un demone contabile, un cane che forse è un ispettore delle tasse, un burocrate con una gamba di marzapane, un cassonetto che perseguita un netturbino, un vampiro che produce pannelli solari. Che sia comico o tragico, che sia grottesco o spaventoso, l’importante è che il Bestiario sia stravagante: perché in ogni storia dell’orrore che si rispetti è il mostro il vero protagonista.
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Il bersaglio

1999: è il primo anno di incerta pacificazione dell’Irlanda del Nord, una terra segnata da secolari conflitti religiosi e politici. Contrari a questo nuovo clima distensivo, alcuni estremisti protestanti, della Ulster Freedom Brigade, cercano, con tre brutali atti di terrorismo, di riportare indietro le lancette dell’orologio ai tempi delle spaventose stragi e dello scontro frontale tra le due comunità del paese.Michael Osbourne, ex agente della Cia, viene richiamato in servizio quando si scopre che i terroristi dell’Ufb hanno deciso, per un’ulteriore destabilizzazione, di uccidere proprio suo suocero, Douglas Cannon, ambasciatore americano a Londra. Per Osbourne comincia una partita giocata su più fronti, il cui risultato finale determinerà, oltre alla sorte di Cannon, anche il futuro dell’Irlanda del Nord.Quello che Michael Osbourne non sa è di essere soltanto una pedina. E, ancora una volta, come nel precedente romanzo di Daniel Silva, Osbourne si scontra con il suo eterno nemico, il redivivo Jean-Paul Delaroche, alias October, un killer spietato con il quale ha più di un conto da regolare.

Bersaglio in movimento

Se sei un agente K dei Servizi Segreti, ti spetta solo il lavoro sporco: operazioni sotto copertura che, in caso di fallimento, verranno prontamente negate, lasciandoti alle prese con i rischi e i pericoli della faccenda. Talvolta però ci sono lavori davvero *troppo *sporchi, anche per il più efficiente degli agenti K, cioè Nick Stone. Così, quando capisce che la sua missione prevede l’assassinio di un membro del Parlamento, Stone decide di chiamarsi fuori. E ovviamente si ritrova in un mare di guai, perché i suoi capi si mettono a ricattarlo: se non andrà a Panama per portare a termine l’incarico, Kelly, l’orfana da lui adottata, morirà. In un altro momento della sua vita, quel compito sarebbe stato poco più di una passeggiata per un uomo con le capacità e con l’addestramento di Nick. Ma lui è cambiato: sta cercando di rimettere insieme i pezzi della sua esistenza, di arrivare a una decisione sul futuro di Kelly e quel viaggio nel Centro America rischia di condurlo oltre il punto di rottura. Eppure, nonostante tutto, con l’aiuto di Aaron e Carrie, due scienziati al soldo della CIA, Stone si prepara a colpire. Almeno fino a quando non scopre di essere invischiato in un complotto che coinvolge i guerriglieri colombiani, il governo degli Stati Uniti e alcuni importanti uomini d’affari cinesi. Soltanto lui può impedire una crisi internazionale che metterebbe a repentaglio la stabilità dell’Occidente… Ma, prima di agire, dovrà prendere una decisione, forse la più difficile della sua vita, anche perché ormai lui è diventato un *bersaglio in movimento*…
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### Sinossi
Se sei un agente K dei Servizi Segreti, ti spetta solo il lavoro sporco: operazioni sotto copertura che, in caso di fallimento, verranno prontamente negate, lasciandoti alle prese con i rischi e i pericoli della faccenda. Talvolta però ci sono lavori davvero *troppo *sporchi, anche per il più efficiente degli agenti K, cioè Nick Stone. Così, quando capisce che la sua missione prevede l’assassinio di un membro del Parlamento, Stone decide di chiamarsi fuori. E ovviamente si ritrova in un mare di guai, perché i suoi capi si mettono a ricattarlo: se non andrà a Panama per portare a termine l’incarico, Kelly, l’orfana da lui adottata, morirà. In un altro momento della sua vita, quel compito sarebbe stato poco più di una passeggiata per un uomo con le capacità e con l’addestramento di Nick. Ma lui è cambiato: sta cercando di rimettere insieme i pezzi della sua esistenza, di arrivare a una decisione sul futuro di Kelly e quel viaggio nel Centro America rischia di condurlo oltre il punto di rottura. Eppure, nonostante tutto, con l’aiuto di Aaron e Carrie, due scienziati al soldo della CIA, Stone si prepara a colpire. Almeno fino a quando non scopre di essere invischiato in un complotto che coinvolge i guerriglieri colombiani, il governo degli Stati Uniti e alcuni importanti uomini d’affari cinesi. Soltanto lui può impedire una crisi internazionale che metterebbe a repentaglio la stabilità dell’Occidente… Ma, prima di agire, dovrà prendere una decisione, forse la più difficile della sua vita, anche perché ormai lui è diventato un *bersaglio in movimento*…
### Descrizione
Non appena ha capito chi doveva assassinare per conto dei Servizi Segreti, un membro del parlamento inglese, Nick Stone ha deciso di chiamarsi fuori. E ora si ritrova in un mare di guai. Infatti i suoi capi si sono messi a ricattarlo: se non andrà a Panama per portare a termine l’incarico, Kelly, la piccola orfana da lui adottata, morirà. Stone si ritrova così in America Centrale e ben presto finisce invischiato in un complotto che coinvolge i guerriglieri colombiani, il governo degli Stati Uniti e alcuni importanti uomini d’affari cinesi. Soltanto lui può impedire una crisi internazionale che metterebbe a repentaglio la stabilità dell’Occidente.

Il Berretto a sonagli

«Fare il pazzo! Potessi farlo io, come piace a me! Sferrare qua tutta la corda pazza, cacciarmi fino agli orecchi il berretto a sonagli della pazzia e scendere in piazza a sputare in faccia alla gente la verità!»
– LUIGI PIRANDELLO (1867 – 1936)
Premio Nobel nel 1934, tradotto in tutto il mondo, Pirandello è autore capitale della letteratura, non solo italiana, del Novecento, di cui ha rispecchiato, in modo tormentato e geniale, evoluzione e crisi. In una vasta produzione fatta di novelle, romanzi, opere teatrali, Pirandello si presenta come il creatore di un mondo di inesauribile vigore fantastico e di sorprendente modernità. Il berretto a sonagli, scritto nel 1916, è l’emblema del teatro pirandelliano, vera “stanza della nevrosi”.
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### Sinossi
«Fare il pazzo! Potessi farlo io, come piace a me! Sferrare qua tutta la corda pazza, cacciarmi fino agli orecchi il berretto a sonagli della pazzia e scendere in piazza a sputare in faccia alla gente la verità!»
– LUIGI PIRANDELLO (1867 – 1936)
Premio Nobel nel 1934, tradotto in tutto il mondo, Pirandello è autore capitale della letteratura, non solo italiana, del Novecento, di cui ha rispecchiato, in modo tormentato e geniale, evoluzione e crisi. In una vasta produzione fatta di novelle, romanzi, opere teatrali, Pirandello si presenta come il creatore di un mondo di inesauribile vigore fantastico e di sorprendente modernità. Il berretto a sonagli, scritto nel 1916, è l’emblema del teatro pirandelliano, vera “stanza della nevrosi”.

Berlusconi e gli anticorpi. Diario di un cittadino indignato

«… La democrazia, in tutte le sue componenti, fra cui la giustizia e la libertà d’informazione e di espressione, rappresenta un sistema di anticorpi. Se questi anticorpi non funzionano i politici lestofanti hanno via libera e dilagano le prepotenze, la corruzione ed altri mali… Noi italiani potremo guarire se ci convinciamo che è in gioco la nostra stessa dignità: accettiamo di diventare sudditi o vogliamo restare persone libere?» Scrive così Paolo Sylos Labini, il “cittadino indignato”, autore di questo libro.
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Benvenuto nell’Olimpo, Signor Hearst

William Randolph Hearst è un celebre magnate dei media e produttore di film di successo. Alle grandiose feste che organizza nella sua villa principesca non è raro incontrare grandi attori come Greta Garbo o Clark Gable, ma anche personaggi curiosi come scrittori e sedicenti medium. O magari persone all’apparenza più normali che nascondono il segreto più grande di tutti: come Joseph e Lewis, agenti della multinazionale del futuro nota come Dr. Zeus Inc. la compagnia del tempo. La missione di Joseph e Lewis sembra facile: proporre al padrone di casa uno scambio che nessuno potrebbe rifiutare. Ma Hearst è un osso duro, e anche se la posta in gioco va ben al di là del denaro e la controparte è qualcosa di più di un’azienda quotata a Wall Street, gli affari sono affari. E in quel campo il signor Hearst è sempre in grado di giocarsela e anche di riservare qualche sorpresa.
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Benussi e la silenziosa Ada

”Mentre il commissario Benussi è costretto lontano dall’ufficio a curarsi le ferite, eredità del suo ultimo caso, i suoi fedeli sottoposti Elettra Morin e Valerio Gargiulo setacciano Trieste in cerca di Ada, una ragazzina silenziosa e solitaria sparita da un paio di giorni. Considerata la famiglia che si ritrova, ci sarebbe poco da stupirsi se avesse deciso di scappare. Qualcuno però ha visto un camper bianco appostato davanti alla scuola proprio la mattina che Ada è scomparsa…”
(source: Bol.com)

Bentornato Marx!: Rinascita di un pensiero rivoluzionario

Marx è morto. È questa l’ossessiva litania che siamo ormai abituati a sentire. Dietro tale canto funebre – che a prima vista parrebbe proprio il riscontro di un decesso – si cela però, forse, l’auspicio che tale trapasso abbia luogo davvero, perché il “morto” in questione è ancora in forze e non cessa di seminare il panico tra i vivi. Chi si ostina a ripetere, in nome di Dio o del Mercato, che “Marx è morto” lo fa, allora, perché assillato dal suo spettro: esso continua infatti a denunciare le contraddizioni di un mondo capovolto, di una realtà spettrale che – sospesa in un incantesimo di alienazione e sfruttamento, di feticismo e di mercificazione universale – abbiamo prodotto noi stessi, ma che è a tal punto opaca da sembrare autonoma e da dominarci minacciosa. Da queste considerazioni è bene muovere per tornare a leggere Marx, per riflettere sull’attualità e l’inattualità del suo pensiero; su quali siano i suoi “spettri” che continuano ad aggirarsi tra noi, anche oggi che il “socialismo reale” è naufragato e che la storia ha mandato in frantumi il sogno di Marx. Il fallimento delle sue profezie non intacca infatti l’esattezza delle denunce da lui formulate, e la sua critica radicale del capitalismo rappresenta ancora lo strumentario concettuale più “forte” per criticare la società esistente e le contraddizioni che la permeano. Il suo progetto, inoltre, continua a essere – dopo tutto – la più seducente promessa di felicità di cui la filosofia moderna sia stata capace.

BELLO MA DANNATO – Passione

Bello ma dannato – Attrazione sembrava una storia d’amore a lieto fine. Ma non è sempre oro tutto ciò che luccica. In effetti, essere la compagna di Erik Truston non è semplice, soprattutto per il suo passato burrascoso e avvolto nel mistero. Il giorno delle nozze accade l’impensabile, la sposa non si presenta all’altare. Un passato che bussa prepotentemente capovolgendo la situazione. Un uomo freddo e calcolatore come Erik, è abituato ad affrontare tutto, ma anche lui ha un tallone d’Achille, ed è Elisa. Inizia cosi una corsa contro il tempo, un susseguirsi di colpi di scena che portano al limite gli innamorati.
Bello ma dannato – Passione, è il secondo volume della duologia Bello ma dannato. Un turbine di passione incandescente, un amore travagliato. Lui, consumato dall’ossessivo bisogno di controllo tenterà di riprendersi ciò che gli appartiene. Lei, una donna dal carattere deciso. Un’unione impossibile?
Contatta l’autore
https://anisagjikdhima.blogspot.it/
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### Sinossi
Bello ma dannato – Attrazione sembrava una storia d’amore a lieto fine. Ma non è sempre oro tutto ciò che luccica. In effetti, essere la compagna di Erik Truston non è semplice, soprattutto per il suo passato burrascoso e avvolto nel mistero. Il giorno delle nozze accade l’impensabile, la sposa non si presenta all’altare. Un passato che bussa prepotentemente capovolgendo la situazione. Un uomo freddo e calcolatore come Erik, è abituato ad affrontare tutto, ma anche lui ha un tallone d’Achille, ed è Elisa. Inizia cosi una corsa contro il tempo, un susseguirsi di colpi di scena che portano al limite gli innamorati.
Bello ma dannato – Passione, è il secondo volume della duologia Bello ma dannato. Un turbine di passione incandescente, un amore travagliato. Lui, consumato dall’ossessivo bisogno di controllo tenterà di riprendersi ciò che gli appartiene. Lei, una donna dal carattere deciso. Un’unione impossibile?
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Una bellissima ragazza

”La Vanoni è una donna che ha tolto il sonno a molti italiani” ha detto qualche tempo fa Gianni Minoli. Con quella voce ”ambrata”, quel corpo ”da negra”, quella straordinaria nonchalance con cui è passata in mezzo alle tempeste dell’esistenza quotidiana, è stata oggetto del desiderio di più generazioni di uomini. Ma è anche una donna apprezzata dalle donne. La sua libertà nel seguire ciò che le comanda il cuore e nel dire quello che le suggerisce la mente ha fatto di lei un simbolo di emancipazione femminile, sempre espressa con naturale eleganza. Un’artista che domina ancora il palco regalando emozioni come all’inizio della sua carriera. Una personalità che riesce ancora a far parlare di sé, suscitando ammirazione o polemiche, mai indifferenza. In questa autobiografia, scritta a quattro mani e una voce, la vita della Vanoni appare esattamente per quel che è: un racconto stupefacente, autoironico, sincero, senza un attimo di respiro. Una vita invidiabile, all’altezza dello smisurato talento di Ornella. Una famiglia benestante. L’esordio-rivelazione a teatro con L’idiota di Achard. La sua storia d’amore con il gigante Giorgio Strehler, e poi tanti altri amori, alcuni speciali, altri impossibili, altri ancora in ”paso doble”, come dice lei. Tanto teatro con il meglio della prosa italiana, da Gigi Proietti a Giorgio Albertazzi. Tantissima musica, partendo dalle canzoni della mala fino alla collaborazione con i più grandi della canzone italiana, Paoli, Tenco e Sergio Bardotti, e di quella brasiliana, da Caetano Veloso a Gilberto Gil. Tournée trionfali e dischi – su tutti ”Meu Brasil” con Toquinho e Vinícius de Moraes, e ”Ornella &…” con i più grandi jazzisti americani – che resteranno per sempre. L’amicizia/ competizione con Mina e con Milva. Dopo aver vissuto ogni tipo di esperienza, fra cui la depressione e anche la conversione alla Chiesa Evangelica, oggi è una donna che ama se stessa e gli altri: ”Sono una signora di settantasette anni che non ha mai avuto così tanta voglia di fare felice la gente e se stessa con il suo canto”.

(source: Bol.com)

Una bellezza russa e altri racconti

Nabokov non fu solo l’autore di romanzi fra i supremi del Novecento, dal *Dono* a *Lolita*, ma anche un magistrale creatore di racconti. Di tale versante della sua attività, ancora in gran parte da scoprire, questa vasta silloge, che integra quella della *Veneziana*, offre un panorama completo, giacché raduna in una sequenza rigorosamente cronologica i testi che Nabokov scrisse a partire dal 1921 e pubblicò poi in quattro celebri raccolte uscite tra il 1958 e il 1976. Con una sorta di bacchetta divinatoria e le infinite variazioni della sua arte caleidoscopica, Nabokov ci guida alla scoperta degli aspetti più elusivi di ciò che abitualmente chiamiamo realtà. Sono favole briose, storie agrodolci di perdita, sconfitta o solitudine, claustrofobici esercizi di orrore, campionature dell’umana follia che si proiettano sullo sfondo di paesaggi urbani colti nella loro «sensazione dinamica» o di fenomeni naturali intesi come epifanie del divino, mentre affiorano continuamente gli echi della giovinezza in Russia, degli anni universitari in Inghilterra, del periodo *émigré* in Germania e Francia, e infine del soggiorno in quell’America che – come egli stesso ebbe a dire – andava via via inventando, dopo aver inventato l’Europa.

La bellezza e l’inferno. Scritti 2004-2009

“La bellezza e l’inferno”: fra questi poli opposti che richiamano il pensiero di Albert Camus si estende il campo di forze frequentato da Roberto Saviano, il luogo che genera la sua visione della vita, dell’impegno e dell’arte. Introdotti da una prefazione dell’autore, gli scritti raccolti in questo volume tracciano un percorso tanto ricco e vario quanto riconoscibile e coerente. Dal ragazzo che muove i primi già maturi passi nell’ambito della letteratura e della militanza antimafia fino allo scrittore affermato che viene invitato all’Accademia dei Nobel di Stoccolma e abbracciato dai terremotati in Abruzzo, Roberto Saviano resta se stesso. Ci racconta di un campione come Lionel Messi, che ha vinto la sfida più grande, quella contro il suo stesso corpo; di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c’era altro modo per tapparle la bocca; dei pugili di Marcianise, per cui il sudore del ring odora di rabbia e di riscatto; di Miriam Makeba, venuta a Castel Volturno per portare il suo saluto a sei fratelli africani caduti per mano camorrista; di Enzo Biagi, che lo intervistò nella sua ultima trasmissione; di Felicia, la madre di Peppino Impastato, che per vent’anni ha dovuto guardare in faccia l’assassino di suo figlio prima di ottenere giustizia; e di tanti altri personaggi incontrati nella vita o tra le pagine dei libri, nelle terre sofferenti e inquinate degli uomini o in quelle libere e vaste della letteratura.
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