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Il giorno dei dinosauri

Una folla di innocenti spettatori si accalca, invano, all’uscita del drive-in, il grande cinema all’aperto dove, nel cuore della notte, si proiettano solo film dell’orrore e di fantascienza. Ma perché invano? Perché c’è qualcuno che vuole tenerli prigionieri, e questo qualcuno non appartiene al nostro pianeta. Così, in un primo momento, chiunque tentasse di uscire dai confini dell’arena andava incontro a un’orribile fine. Ora, però, sembra che le cose stiano cambiando, che qualche temerario possa varcare la soglia impenetrabile oltre la quale si vede solo il buio assoluto. Ma voi, che cosa preferireste? Rimanere assediati nei confini allucinanti del cinematografo, o trovarvi sbalzati in un mondo di giungle preistoriche dove i grandi rettili vanno instancabilmente a caccia, cibandosi di tutto ciò che trovano? Questo è il dilemma degli eroi di Lansdale, costretti ora ad affrontare il Giorno dei Dinosauri.
Copertina: Oscar CHICONI

Giorno da cani

Petra Delicado, ispettrice della polizia di Barcellona, e il suo vice Garzon, non sono il tipo dell’investigatore speculativo, l’errore e l’abbaglio li mettono sulla pista giusta molto di più che non la deduzione. Hanno però molto mestiere e un gusto per la vita che fa fare i giusti incontri. Lei è una dura che sembra venire dalla hard boiled school, solo che è donna, anche se con gli uomini si comporta come si comportano i duri con le donne. Una dura con una certa devozione intenerita e amichevole verso le goffaggini del suo aiutante, più anziano, più animale da commissariato, più sentimentale e molto più esposto alle tempeste e alle brezze della vita. Nel caso di *Giorno da cani* indagano, senza molta fortuna all’inizio, sull’omicidio di un poveraccio che traffica in cani, aiutati dall’ultimo fedele amico dell’uomo, il meticcio Spavento. Ma a quell’omicidio ne segue un altro e un altro ancora e nella corrente principale degli eventi affluiscono, intersecandosi, sordidi commerci e storie passionali del mondo dei cani.

Un giorno d’estate

John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è **uno dei più grandi romanzieri contemporanei**. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 **Pietro Citati** sul **Corriere della Sera** ha definito il suo L’intoccabile ”**un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni**” per ”la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il **Booker Prize** per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo **Premio Nobel per la Letteratura**. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di ** “romanzi gialli” di altissima qualità**, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la **BBC** e RTÉ hanno tratto una **serie TV** nel 2014. Dick Jewell, magnate dell’editoria nel fiore degli anni, è morto: il cadavere, orrendamente mutilato, giace riverso nell’ufficio sopra le scuderie nella sua tenuta di campagna, il fucile ancora stretto tra le mani. All’apparenza parrebbe un suicidio, ma qualcosa non torna: Diamond Dick, come lo chiamavano i suoi detrattori, non era proprio il tipo da commettere atti inconsulti e non ha lasciato neanche un messaggio di commiato. D’altro canto, nessuno tra famigliari, dipendenti, concittadini e rivali in affari sembra particolarmente affranto per la sua scomparsa. Per l’anatomopatologo Quirke e l’ispettore Hackett, strappato suo malgrado a un placido pomeriggio domenicale di pesca, il bandolo da dipanare è quantomai intricato, perché tutto ciò che ruota intorno a Jewell e alle sue presunte attività benefiche rivela, a uno sguardo più attento, un lato oscuro, corrotto. E coloro che ne hanno a vario titolo condiviso l’intimità appaiono avvinti in un’inestricabile spirale di odio, vendetta e senso di colpa. Un gorgo che arriverà a sfiorare persino Phoebe, la figlia di Quirke, ancora una volta sua involontaria e preziosa alleata nelle indagini; David Sinclair, lo schivo e ignaro assistente; e in cui rischierà di cadere lo stesso anatomopatologo, fatalmente attratto dall’algida e fascinosa moglie di Jewell, la misteriosa Françoise d’Aubigny. E la verità, inseguita fino a Cap Ferrat, in una Costa Azzurra abbacinata dal sole e vivida quanto un fondale dipinto, sarà per Quirke la conferma di un presentimento: di chi, pur sapendo, ha scelto di ‘passare dal lato della notte’.
‘Lo stile di Banville è stupefacente.’
**The Bookseller**
‘Uno dei più importanti narratori di lingua inglese.’
**The Guardian**
(source: Bol.com)

I giorni felici di Juniper Lemon

Sono trascorsi ormai 65 giorni dall’incidente che ha letteralmente sbriciolato il mondo di Juniper. Senza Camie, la sua adorata sorella maggiore, la vita è diventata all’improvviso un luogo freddo e buio. Questo almeno fino a quando non trova per caso una lettera scritta dalla sorella proprio il giorno dell’incidente e indirizzata a un misterioso ”Tu”, un innamorato segreto con cui Camie aveva intenzione di rompere e di cui lei ignorava l’esistenza. Impaziente di scoprirne l’identità, Juniper inizia a indagare. Forse, pensa, se riuscirà a trovarlo e a consegnargli il messaggio, quel vuoto enorme che avverte dentro potrebbe attenuarsi almeno un po’…

In quegli stessi giorni, però, Juniper perde qualcos’altro che le sta particolarmente a cuore, uno dei cartoncini del suo speciale schedario della felicità sui quali annota gli aspetti positivi e negativi delle sue giornate, un rito quotidiano che l’ha aiutata a tenere insieme i pezzi della sua vita da quando Camie è morta. Senza quel biglietto – che contiene oltretutto un suo segreto inconfessabile – si è creato un vuoto. Un altro, che si somma a quello lasciato dalla scomparsa della sorella.

La vita e la felicità, però, sono per natura imprevedibili e, mentre è impegnata nella sua doppia ricerca, Juniper finisce per scoprire segreti e profondi motivi di infelicità di alcuni dei suoi compagni di classe. A quel punto, si lancia in una nuova missione: rendere meno disperata e solitaria la vita di quei suoi compagni, finendo così per curare, di riflesso, la propria, di infelicità.

Un romanzo delicato, pieno di ottimismo, divertimento e speranza, sulla perdita e su che cosa sia davvero la felicità.

(source: Bol.com)

I giorni della rotonda

San Benedetto del Tronto, vigilia di Natale del 1970: il peschereccio Rodi fa naufragio vicino al porto, sotto gli occhi della città. Le operazioni di recupero dei corpi tardano e in paese scoppia la rivolta. Inizia così un decennio di militanza che terminerà nel 1981, con il tragico rapimento di Roberto Peci, fratello del primo pentito delle Brigate Rosse. A ripercorrere le storie di quei ragazzi che sognavano la rivoluzione è Aldo Sciamanna in una lisergica notte passata nel carcere militare di Torino. Le loro sono vite destinate a scomparire, annichilite dalla violenza e dal più implacabile strumento di repressione dei primi anni Ottanta: l’eroina. È l’eroina che trasforma la Rotonda di San Benedetto da centro politico a ricettacolo di “appestati”, teatro di un’autodistruzione funzionale al potere. Così la quindicenne Mari assiste alla caduta, crudele e docile, di una generazione. In questo clima (recentemente definito da uno storico “glaciazione degli anni Ottanta”), solo la letteratura può ridare la parola a chi è disposto a farsi salvare. Alternando i toni dissacratori e ironici di sempre a un incedere più amaramente assorto, Silvia Ballestra ci consegna un romanzo rivelatore delle troppe rimozioni della nostra storia recente, ricordandoci che è allora che l’Italia, fra silenzi e superficialità, ha imboccato la strada del declino.
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### Sinossi
San Benedetto del Tronto, vigilia di Natale del 1970: il peschereccio Rodi fa naufragio vicino al porto, sotto gli occhi della città. Le operazioni di recupero dei corpi tardano e in paese scoppia la rivolta. Inizia così un decennio di militanza che terminerà nel 1981, con il tragico rapimento di Roberto Peci, fratello del primo pentito delle Brigate Rosse. A ripercorrere le storie di quei ragazzi che sognavano la rivoluzione è Aldo Sciamanna in una lisergica notte passata nel carcere militare di Torino. Le loro sono vite destinate a scomparire, annichilite dalla violenza e dal più implacabile strumento di repressione dei primi anni Ottanta: l’eroina. È l’eroina che trasforma la Rotonda di San Benedetto da centro politico a ricettacolo di “appestati”, teatro di un’autodistruzione funzionale al potere. Così la quindicenne Mari assiste alla caduta, crudele e docile, di una generazione. In questo clima (recentemente definito da uno storico “glaciazione degli anni Ottanta”), solo la letteratura può ridare la parola a chi è disposto a farsi salvare. Alternando i toni dissacratori e ironici di sempre a un incedere più amaramente assorto, Silvia Ballestra ci consegna un romanzo rivelatore delle troppe rimozioni della nostra storia recente, ricordandoci che è allora che l’Italia, fra silenzi e superficialità, ha imboccato la strada del declino.

I giorni del vulcano

Il nuovo episodio della serie Dark Iceland. In un fiordo nel Nord dell’Islanda, in una bella giornata di giugno un turista alla scoperta delle meraviglie del paese finisce davanti a una casa solitaria, ancora in costruzione. A terra, accanto a un furgone, c’è il corpo immobile di un uomo sfigurato. Qualcuno lo ha ucciso con un’asse di legno. Il caso passa nelle mani della polizia locale e tocca ad Ari Thor fare ricerche sulla vittima. Si tratta di Elías Freysson, a detta di tutti ‘una persona a posto’, un forestiero molto impegnato in attività benefiche e coinvolto nella costruzione del nuovo tunnel che spezzerà l’isolamento ma anche l’incanto di Siglufjörður. Mentre nere nubi di cenere avvolgono il Sud dell’isola, colpito da una serie di violente eruzioni vulcaniche, a seguire gli sviluppi dell’indagine arriva dalla capitale Ísrún, misteriosa inviata della redazione del telegiornale, il cui assillante interesse per l’omicidio sembra andare al di là di una ragionevole caccia allo scoop. Forse la beneficenza di Elías e i suoi numerosi viaggi nascondevano dell’altro? O è piuttosto la stessa Ísrún a custodire un segreto? Per Ari Thor e i colleghi, distratti da una serie di problemi privati tra cui faticano a mettere ordine, il caso si fa ingarbugliato. L’unica possibilità per venirne a capo è tornare indietro negli anni e risalire alle radici del male. Perché quella terra magica, dominata da una natura primitiva e impetuosa, custodisce eventi drammatici che, taciuti per troppo tempo, hanno generato istinti violenti e sensi di colpa, facendo sì che per qualcuno anche le notti più luminose fossero le più buie.

(source: Bol.com)

I giorni del vulcano

In un fiordo nel Nord dell’Islanda, in una bella giornata di giugno un turista alla scoperta delle meraviglie del paese finisce davanti a una casa solitaria, ancora in costruzione. A terra, accanto a un furgone, c’è il corpo immobile di un uomo sfigurato. Qualcuno lo ha ucciso con un’asse di legno. Il caso passa nelle mani della polizia locale e tocca ad Ari Þór fare ricerche sulla vittima. Si tratta di Elías Freysson, a detta di tutti «una persona a posto», un forestiero molto impegnato in attività benefiche e coinvolto nella costruzione del nuovo tunnel che spezzerà l’isolamento ma anche l’incanto di Siglufjörður. Mentre nere nubi di cenere avvolgono il Sud dell’isola, colpito da una serie di violente eruzioni vulcaniche, a seguire gli sviluppi dell’indagine arriva dalla capitale Ísrún, misteriosa inviata della redazione del telegiornale, il cui assillante interesse per l’omicidio sembra andare al di là di una ragionevole caccia allo scoop. Forse la beneficenza di Elías e i suoi numerosi viaggi nascondevano dell’altro? O è piuttosto la stessa Ísrún a custodire un segreto? Per Ari Þór e i colleghi, distratti da una serie di problemi privati tra cui faticano a mettere ordine, il caso si fa ingarbugliato. L’unica possibilità per venirne a capo è tornare indietro negli anni e risalire alle radici del male. Perché quella terra magica, dominata da una natura primitiva e impetuosa, custodisce eventi drammatici che, taciuti per troppo tempo, hanno generato istinti violenti e sensi di colpa, facendo sì che per qualcuno anche le notti più luminose fossero le più buie.
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Giornale di un antropologo

Il diario delle ricerche sul campo di antropologo della levatura di Malinowski rappresenta per gli studiosi, come per il pubblico, uno stimolo di grande richiamo. Pur contenendo annotazioni di carattere privato, appaiono in esso i frutti delle osservazioni e esplorazioni sistematiche da cui si svilupperanno le teorie che hanno dato origine alla scuola funzionalista di antropologia.
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### Sinossi
Il diario delle ricerche sul campo di antropologo della levatura di Malinowski rappresenta per gli studiosi, come per il pubblico, uno stimolo di grande richiamo. Pur contenendo annotazioni di carattere privato, appaiono in esso i frutti delle osservazioni e esplorazioni sistematiche da cui si svilupperanno le teorie che hanno dato origine alla scuola funzionalista di antropologia.

Un gioiello raro (I Romanzi Classic)

Priscilla Wentworth è una gentildonna caduta in miseria e costretta dalle circostanze a prostituirsi in un bordello. Sir Gerald Stapleton è stato tradito dalle donne più importanti della sua vita e ora cerca solo il piacere fisico. Quando incontra Priss, si chiede come possa essere successo che un gioiello di grazia, bellezza ed eleganza come lei sia divenuta cortigiana. Nonostante il proponimento di non lasciarsi più coinvolgere in una relazione di cuore, quando lei ha bisogno di protezione Gerald la prende come amante fissa. Ne nasce un sentimento tanto forte quanto socialmente censurabile, per un amore che sembra non avere futuro…

(source: Bol.com)

Il gioiello di Atlantide

Grayson James, agente segreto in missione nel Regno di Atlantide, deve rintracciare il Gioiello di Dunamis, un potente talismano che garantisce a chiunque lo possiede immensi poteri e la vittoria su tutti i nemici. Per impedire che cada nelle mani sbagliate è autorizzato persino a distruggerlo. Ciò che non immagina, è che si tratta di una donna, bellissima, appassionata e sensuale. E quando lo scopre, si rende conto che distruggerla è l’ultimo dei suoi desideri.

Il gioco

La cosa più affascinante del sesso non è il sesso, ma tutto ciò che gli ruota attorno: in una sola parola, la vita.

È per questo che Leonardo, Eva e Giorgio, dovendo parlare di sesso, raccontano le rispettive esistenze (audaci e innocenti allo stesso tempo) a un intervistatore che vorrebbe scrivere un libro sul piacere, e che invece si ritrova in continuazione a fare i conti con il loro dolore.

Del resto, nel gioco erotico, tutto è così terribilmente intrecciato: non solo il piacere e il dolore, ma anche la trasgressione e le regole, la libertà e il possesso, l’eccitazione e la noia, l’io e la maschera. Quelle che i nostri eroi indossano in questo romanzo corrispondono ai tre ruoli chiave del gioco: Leonardo (nome in codice: Mister Wolf) è il bull, maschio alfa che applica al sesso seriale la disciplina e la meticolosità degli antichi samurai, Eva (la First Lady) è la sweet, regina e schiava del desiderio maschile, Giorgio (il Presidente) è il cuckold, tradito consenziente che sguazza nella sua impotenza ma non rinuncerebbe mai a manovrare i fili.

Insieme formano il triangolo più classico e scabroso dell’intera geometria erotica, quello in cui l’ossessione maschile di possedere e offrire l’oggetto del proprio desiderio s’incastra con l’aspirazione della donna ad appartenere, finalmente, solo a se stessa.

Recitano dei ruoli, Mister Wolf, la First Lady e il Presidente. Ma quanto più il corpo è il loro abito di scena, tanto più la loro anima si denuda, rivelando ai nostri occhi l’umanità struggente, tenera, e talvolta esilarante, di tre protagonisti fuori dagli schemi, eppure così simili a ciascuno di noi.

Con straordinaria finezza e altissima qualità letteraria, Carlo D’Amicis dà vita a un intreccio ironico e tragico, morboso e lieve, costruito su un trio di personaggi indimenticabili.

(source: Bol.com)

Gioco sporco

Quando Elliot Mills, ex agente dell’FBI, è chiamato ad analizzare i resti della sua casa d’infanzia, distrutta da un incendio, capisce subito che si tratta di un atto doloso e che il bersaglio del piromane è suo padre Roland. Qualcuno vuole impedirgli di pubblicare un libro di memorie che potrebbe portare a galla scomode verità e per riuscirci è disposto a ricorrere persino all’omicidio. Elliot però è determinato ad assicurare il criminale alla giustizia, e se per farlo dovrà giocare sporco lo farà. Anche se questo significa mentire a Tucker e mettere a repentaglio non solo la propria vita, ma anche il fragile rapporto che hanno appena iniziato a ricostruire… ”Gioco sporco” è il seguito di ”Facile bersaglio”

(source: Bol.com)

Il gioco perfetto

Il giocatore di football professionista Mick Riley, sexy quarterback della squadra del San Francisco, è famoso tanto per il suo braccio potente quanto per le numerose avventure amorose con modelle o star del cinema. Ma quando a una festa incontra l’organizzatrice di eventi Tara Lincoln e passa la notte con lei, l’uomo decide di volerla conoscere meglio e di non desiderare che il loro incontro si limiti all’avventura di una notte. Purtroppo, Tara non è interessata ad approfondire la sua conoscenza: la donna, bella e determinata madre single di un ragazzino di quindici anni, sostiene sia già troppo impegnativo districarsi fra il lavoro e un figlio adolescente e l’ultima cosa di cui ha bisogno è farsi coinvolgere dal folle stile di vita di Mick e dalle luci della ribalta. Tara è già stata scottata una volta dall’amore, quando era ancora una ragazzina ed era rimasta incinta di Nathan, e non ha intenzione di mettere di nuovo a rischio il proprio cuore, né tantomeno quello del figlio, subendo il fascino di un donnaiolo come Mick.
Tuttavia, la passione fra i due è inarrestabile e ogni incontro successivo al primo li porta a conoscersi sempre meglio, fisicamente e mentalmente, a tal punto che diventa sempre più difficile per i due lasciar perdere il sentimento che sta nascendo fra loro.
Pur continuando a frequentarsi per tutta l’estate, i timori non si attenuano: Tara ha paura di soffrire e di trascinare con sé suo figlio, mentre Mick non si sente pronto per farsi coinvolgere in una storia seria, temendo che questo possa affrettare i tempi e portarlo a concludere la propria carriera nel football. Come se non bastasse, anche la sexy agente sportiva di Mick, Elizabeth Darnell, cerca di rovinare la loro storia, sostenendo che non porterà a nulla di buono per l’immagine di Mick e della squadra, e fa di tutto per allontanare Tara e suo figlio dal suo protetto.
Ma, nonostante i dubbi e le paure, i due scoprono di provare un sentimento che va oltre ogni cosa e riescono finalmente a mettere da parte ogni timore, abbandonandosi alla passione e all’amore.

Il gioco delle verità

Roberta è una giovane libraia in piena crisi esistenziale e coniugale. Ha due figli e un marito, Oscar, sposato contro il parere di tutti, e che ora le appare incapace di rispondere ai suoi bisogni e di assumersi fino in fondo le responsabilità di una famiglia. Una dolorosa consapevolezza che la induce a ripercorrere il passato e a scoprire le radici del suo disagio che risale all’infanzia, trascorsa negli affetti avvolgenti della famiglia paterna, dove la madre Malvina brillava per l’assenza. Femminista convinta nel turbolento periodo del Sessantotto, Malvina aveva scelto di vivere a modo suo e di affidare la figlia al compagno, che di fatto l’ha cresciuta. Da questa mancanza nascono, nel tempo, drammi, malintesi, conflitti irrisolti e anche scabrosi segreti. Ed è solo dissipando queste ombre che Roberta riuscirà a superare la crisi e a riconciliarsi con se stessa. Una storia di legami profondi e passioni intense in cui Sveva Casati Modignani, attraverso il sofferto confronto fra due generazioni di donne, racconta come eravamo e come siamo.
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Il gioco della Donnola

Geoffrey Shafer, funzionario dell’ambasciata inglese a Washington: un mostro in abito scuro, camicia firmata e cravatta. Un individuo spietato, che si nasconde sotto una maschera di rettitudine e rispettabilità. Un serial killer che ha deciso di giocare la partita più folle di tutte. Perché in palio vuole mettere la sua stessa vita. Alex Cross, detective della squadra omicidi di Washington: un tenace poliziotto disposto a qualsiasi cosa pur di fermare la ‘Donnola’, un assassino che si è macchiato di una serie di spaventosi delitti senza movente e senza legami tra loro. Rischiando di perdere il lavoro, la reputazione, e soprattutto la donna che ama, Cross deve affrontare il caso più agghiacciante e anomalo della sua carriera. Il gioco della Donnola: un thriller di enorme impatto, vibrante di suspense in ogni pagina, inquietante, tesissimo. Un nuovo, imperdibile caso del detective Alex Cross, una riconferma della eccezionale abilità narrativa di James Patterson.

James Patterson è autore della serie “***Alex Cross***”

1 – Ricorda Maggie Rose
2 – Il collezionista
3 – Jack & Jill
4 – Gatto & topo
5 – Il gioco della Donnola
6 – Mastermind
7 – Ultima mossa
8 – Il caso Bluelady
9 – La tana del lupo
10 – Ultimo avvertimento
11 – Sulle tracce di Mary
12 – La memoria del killer
13 – Il regista degli inganni
14 – L’istinto del predatore
15 – Il segno del male
16 – Il ritorno del killer
17 – Uccidete Alex Cross
18 – Buone feste, Alex Cross
(source: Bol.com)

Il gioco dell’angelo

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno: diventare uno scrittore. E quando riesce a pubblicare un racconto, il successo arriva. Ma da quel momento la sua vita comincerà per la prima volta a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare l’offerta, fattagli da un misterioso editore, di scrivere un’opera tanto immane quanto rivoluzionaria, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria…
Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, l’autore de L’ombra del vento torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, regalandoci una storia in cui l’inesausta passione per i libri, la potenza dell’amore e la forza dell’amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.
(source: Bol.com)