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La terza guerra mondiale?: La verità sulle banche, Monti e l’Euro

È vero che la crisi finanziaria di Wall Street del 2008 è stata peggiore di quella del 1929? Perché Andrea Camilleri ha dichiarato sabato 21 gennaio al nuovo programma di Serena Dandini su La7 che è scoppiata la terza guerra mondiale, per ora solo in versione soft? E perché un finanziere come George Soros, uno che viene ancora oggi ricordato come “colui che spezzò la schiena alla Banca d’Inghilterra nel 1992”, dichiara che Lloyd Blankfein, il capo della Goldman Sachs, non è soltanto un uomo avido e poco illuminato, ma il “male assoluto”, come il nazismo e il comunismo? Cosa ne pensa Mario Monti, per anni consulente della Goldman Sachs? Soprattutto, possono gli Stati Uniti – che sono il paese più indebitato al mondo e il meno competitivo in assoluto se si guarda alla differenza tra importazioni e esportazioni – uscire dalla situazione economica in cui si trovano senza innescare una guerra? Perché il Presidente Obama ha firmato il 31 dicembre del 2011 una legge per punire qualunque organizzazione faccia transazioni con la Banca Centrale dell’Iran, che ha avuto l’ardire di aprire una Borsa del petrolio dove si tratta in euro e altre valute, ma non in dollari? Ecco alcuni dei i temi affrontati in questo pamphlet, scritto di getto analizzando le cause più profonde della crisi americana e di quella europea in un contesto in cui si trovano alla ribalta gli interessi di paesi come la Cina e l’India.

Terrorismo umanitario. Dalla guerra del Golfo alla strage di Gaza

Il volume raccoglie una serie di saggi sul tema delle guerre “umanitarie” e delle guerre preventive, scatenate nell’ultimo ventennio dalle potenze occidentali, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale generale. L’accento è posto sul processo di “normalizzazione” della guerra di aggressione, sulle strategie militari della “lotta al terrorismo” e sui nuovi apparati di comunicazione di massa usati per giustificare moralmente e giuridicamente le stragi di persone innocenti. Sullo sfondo Danilo Zolo propone una nozione profondamente diversa di “terrorismo” rispetto alle formule opportunistiche varate dagli Stati Uniti e servilmente accolte dalla grande maggioranza dei paesi europei e dei loro giuristi accademici. La guerra di aggressione non come strumento principe della tutela dei diritti dell’uomo, ma conflitto fortemente asimmetrico, in cui gli strumenti di distruzione di massa da parte delle grandi potenze sono stati consapevolmente usati per fare strage di civili inermi e diffondere il terrore. Il fatto che in Occidente ci sia ancora chi, come gli esponenti dell’attuale governo italiano, continua a definire queste guerre “umanitarie” e persino “democratiche” – sostiene Zolo – chiarisce perché quello che gli Stati Uniti e l’Europa chiamano global terrorismo, anziché essere sconfitto, si diffonde sempre più in tutto il mondo sino a diventare la sola risposta – tragica, impotente e nichilista – dei popoli oppressi dallo strapotere terroristico delle grandi potenze.

Il terrore della sesta luna

Un bel giorno di luglio del 2007, un disco volante, di 40 metri di diametro, atterra nella pianura del Middlewest, presso la cittadina di Grinnell, Iowa. Dei sei agenti che le autorità mandano immediatamente presso la misteriosa astronave non si sa più nulla. Il disco non rivela, all’interno, nulla di sensazionale. Ma l’Orrore è sceso sulla Terra. Misteriosi grumi di materia vivente, mucillaginosa, pulsante s’insinuano sotto le vesti degli esseri umani a dominarne il sistema nervoso. E’ il terrore che viene dal cielo; da un lontanissimo satellite planetario, il misterioso Titano. E’ una lotta senza quartiere, sovrumana, che si concluderà con una spedizione terrestre su Titano. *Il Terrore dalla Sesta Luna* è un romanzo che non si dimentica: e Robert Heinlein è il poeta degli spazi, il romanziere delle galassie. URANIA con questo romanzo presenta al pubblico italiano un capolavoro senza precedenti nella narrativa fantascientifica.
Copertina di Curt Caesar.

Terrore al villaggio

A Great Norne non succede mai niente. È un piccolo villaggio inglese dove si conoscono tutti: ci si incontra al pub, si va a messa, poco altro. Qui la gente nasce, vive cent’anni, finché le arterie non diventano dure come le ossa, e solo allora muore. Con qualche eccezione, certo. Il vicario della parrocchia è morto per un banale incidente dovuto a una caduta, complice magari qualche bicchierino di troppo, a quanto pare. E il colonnello in pensione? Anche questa una tragica fatalità? No, lui si è sparato un colpo di pistola. Suicidio, o almeno così sembra. Ma all’ispettore Myrtle di Scotland Yard converrà non fidarsi delle apparenze. E capire in fretta cosa non quadra nei luttuosi eventi che turbano la quiete del luogo, e qual è il legame invisibile che unisce le varie vittime. Altrimenti, di omicidio in omicidio, la gente finirà presto per rimpiangere quell’epoca felice in cui, a Great Norne, non succedeva mai niente.

I territori del lupo

I Taeger vivono a Pittsburgh, Pennsylvania, e sono una famiglia molto in vista: una volta al mese la loro ampia magione accoglie la migliore società. Ciascuno nel suo ambito, i quattro figli sembrano avviati verso brillanti carriere. Nel novembre del 1922, tuttavia, zia Mansfield, sorella della signora Taeger, durante un ricevimento, all’improvviso e per cause inspiegabili muore. E con la sua morte ha inizio anche la disgregazione della famiglia: Elaine, la figlia, si suicida per un amore infelice, nonno Rudolph commette un omicidio, la signora Taeger scappa con un altro uomo e Davison, il marito, si trasferisce a Saint Louis. Solo di Milton, Edward e Arthur, i tre figli maschi, a Pittsburgh si sentirà ancora parlare, perché tutti loro, in un modo o nell’altro, godranno ben presto di grande notorietà.
La fulminea disgregazione della famiglia Taeger, dà il via a un vero e proprio fuoco d’artificio di avventure che dagli anni Venti e Trenta ci conducono alla seconda metà del XX secolo e poi di nuovo indietro verso la Guerra di Secessione, con set sempre nuovi – Chicago, Los Angeles, New York, la provincia americana – con personaggi e trame che fanno una loro prima comparsa, poi svaniscono e infine riemergono. Fra questi, spiccano i tre fratelli, gangster l’uno, disperato uxoricida l’altro, divo hollywoodiano il terzo: ciascuno di loro ha raggiunto la fama, ma nessuno riuscirà a sfuggire alla maledizione che la scandalosa dipartita di zia Mansfield ha attirato sui Taeger.
Opera prima di un autore diciassettenne, I territori del lupo, è un romanzo che attraversa una grande varietà di generi letterari e che non fa nulla per nascondere i propri debiti verso culture che all’epoca, in piena era franchista, erano ancora considerate minori, in primo luogo quella cinematografica e della musica di intrattenimento.

(source: Bol.com)

Terreno Pericoloso (Italian Edition)

Da tre anni gli agenti speciali del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica Taylor MacAllister e Will Brandt sono amici e compagni di squadra. Ma dopo la notte in cui Taylor ha confessato i suoi sentimenti per Will, tutto si è complicato…
Taylor ha acconsentito ad andare in campeggio nell’Alta Sierra – nonostante detesti il campeggio – perché Will vuole avere l’opportunità di salvare la loro amicizia e la squadra. La gita si rivela un disastro fin dall’inizio, e le cose peggiorano rapidamente quando i due trovano un aereo precipitato e un paio di milioni di dollari di denaro rubato.
Con tre assassini che li inseguono, Will e Taylor sono su un terreno pericoloso, in lotta per l’amicizia, la passione… e la vita.
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Terreno Pericoloso

** Terreno Pericoloso vol. 1 **
Da tre anni gli agenti speciali del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica Taylor MacAllister e Will Brandt sono amici e compagni di squadra. Ma dopo la notte in cui Taylor ha confessato i suoi sentimenti per Will, tutto si è complicato…
Taylor ha acconsentito ad andare in campeggio nell’Alta Sierra – nonostante detesti il campeggio – perché Will vuole avere l’opportunità di salvare la loro amicizia e la squadra. La gita si rivela un disastro fin dall’inizio, e le cose peggiorano rapidamente quando i due trovano un aereo precipitato e un paio di milioni di dollari di denaro rubato.
Con tre assassini che li inseguono, Will e Taylor sono su un terreno pericoloso, in lotta per l’amicizia, la passione… e la vita.

Terre rare

Nel giro di ventiquattr’ore un uomo perde il controllo della propria vita: fa un grave errore sul lavoro, gli viene sequestrata la patente, trova l’ufficio sigillato dalla Finanza, scopre che il suo socio è fuggito lasciandolo nei guai, rompe definitivamente con la sua compagna – e nel frattempo sua figlia è scappata da casa. Credendosi braccato, fugge a sua volta, alla cieca, ma lo sfacelo cui si è di colpo ridotta la sua vita, man mano che egli lo affronta, si rivela sempre più chiaramente un approdo, fatale e familiare – secondo una mappa interiore che era stata tenacemente rimossa. Quest’uomo è Pietro Paladini, l’eroe immobile di Caos calmo, che nove anni dopo ritroviamo nella situazione opposta, roso dall’ansia e senza più un posto dove stare, costretto a vagare alla ricerca di quella pace improvvisamente perduta, o meglio – e questa sarà la sua scoperta – mai veramente avuta. La rimozione, la fuga, la famiglia che si disgrega, il confuso declino dell’Occidente, lo sforzo tragicomico di restare onesti in un tempo che spinge continuamente verso l’illegalità – e poi, di colpo, la verità. Alla fine di Caos calmo Paladini rispondeva a un celebre verso di Dylan Thomas affermando che “la palla che lanciammo giocando nel parco è tornata giù da un pezzo. Dobbiamo smettere di aspettarla”. Si sbagliava, la palla era ancora per aria. Torna giù ora, in Terre rare.
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### Sinossi
Nel giro di ventiquattr’ore un uomo perde il controllo della propria vita: fa un grave errore sul lavoro, gli viene sequestrata la patente, trova l’ufficio sigillato dalla Finanza, scopre che il suo socio è fuggito lasciandolo nei guai, rompe definitivamente con la sua compagna – e nel frattempo sua figlia è scappata da casa. Credendosi braccato, fugge a sua volta, alla cieca, ma lo sfacelo cui si è di colpo ridotta la sua vita, man mano che egli lo affronta, si rivela sempre più chiaramente un approdo, fatale e familiare – secondo una mappa interiore che era stata tenacemente rimossa. Quest’uomo è Pietro Paladini, l’eroe immobile di Caos calmo, che nove anni dopo ritroviamo nella situazione opposta, roso dall’ansia e senza più un posto dove stare, costretto a vagare alla ricerca di quella pace improvvisamente perduta, o meglio – e questa sarà la sua scoperta – mai veramente avuta. La rimozione, la fuga, la famiglia che si disgrega, il confuso declino dell’Occidente, lo sforzo tragicomico di restare onesti in un tempo che spinge continuamente verso l’illegalità – e poi, di colpo, la verità. Alla fine di Caos calmo Paladini rispondeva a un celebre verso di Dylan Thomas affermando che “la palla che lanciammo giocando nel parco è tornata giù da un pezzo. Dobbiamo smettere di aspettarla”. Si sbagliava, la palla era ancora per aria. Torna giù ora, in Terre rare.

Terra lontana

L’ultima cosa che voleva
era una moglie…
L’aristocratico inglese Nick Sabre, fuggito in Nuova Zelanda dopo aver ucciso un amico in duello, si trova costretto a sposare Summer O’Neile, a sua volta reduce da una tragica disavventura. La vita fra le montagne, però, si rivela ben presto un inferno, costretti anche a sopportare ogni sorta di angheria da parte dei coloni. Summer tenta invano di salvare la situazione finché, disperata, decide di tornarsene in Inghilterra. Ma Nick non ci sta e mette in gioco l’unica cosa che Summer non si aspettava: tutto il suo amore…

Terra e fuoco

Lord Randal ha fatto una promessa solenne: sarebbe tornato in Scozia per occuparti di Caitlin, una giovane donna, sua lontana parente, le cui origini sono avvolte nel più profondo mistero. Tra loro nasce una forte e incofessabile attrazione, ma lei inspiegabilmente gli fa credere di essere sua sorella. La notizia sconvolge lord Randal, tuttavia il suo istinto gli suggerisce di non fidarsi. Deve andare fino in fondo e scavare nell’oscuro passato della sua giovane amata, se davvero vuole essere felice.

Le terme

Quando è troppo è troppo: il detective Pepe Carvalho ha talmente mangiato e bevuto che colesterolo, tossine e grasso hanno toccato punte davvero preoccupanti. Il medico sentenzia che il suo corpo è ”una bomba a orologeria suicida”: deve perciò ritirarsi in una stazione termale, Le Terme, dove pagherà fior di quattrini per digiunare. Ma Le Terme non è una casa di cura qualsiasi: nei suoi ambienti si annidano stravaganti personaggi, patologicamente affezionati ai loro vizi alimentari e tremendamente annoiati dalla routine dietetica. E dietro l’angolo, oltre il muro di cinta della stazione termale, si consuma una carneficina sulla quale Pepe è chiamato a fare luce. La soluzione dell’enigma sarà sorprendente e inesorabile, spietatamente brillante.

(source: Bol.com)

Tequila a colazione

For thirty-three-year-old Cassie Hayes, life is about to get messier. She can’t cook, unless you count coffee as a meal (she does). She can’t commit (just ask her ex-husband). She drinks too much (tequila for breakfast). Of course, she has guided her share of authors to the bestseller list for the literary publishing house where she works (when she makes it to the office). And now she must coax a sequel out of a Pulitzer Prize — winning author-turned-recluse. Moving in with the recluse is one thing, but teaching him the hustle so he can win the heart of his Spanish housekeeper is way beyond the call of duty.
Cassie slowly unravels, with no coffeehouses, no bagels and nothing but sand for nightlife. On top of that, she’s having phone sex with her favorite author, the mysterious, London-based Michael Pearton, who has suddenly decided to ruin their perfect affair by insisting that after five years they meet in person. Add a tabloid reporter who is after the literary story of a lifetime, and Cassie’s dance card is full.

Teorie del tutto

All’alba del secolo scorso, esattamente allo scoccare del 1900, Lord Kelvin proclamò che ormai non c’era più niente di nuovo da scoprire nel campo della fisica. ‘Non rimangono altro che misurazioni sempre più precise’ affermò. Di lì a pochi anni – come sappiamo – Albert Einstein avrebbe ribaltato le conoscenze e l’immagine del mondo fino allora date per certe con la teoria della relatività e aprì una sorprendente nuova fruttuosa stagione nella comprensione delle leggi che regolano l’universo.
Ancora nel 1980 Stephen Hawking ipotizzò che la fine della fisica teorica fosse vicina, e che in cambio sarebbe presto comparsa una teoria del tutto che avrebbe finalmente trionfato nella definitiva comprensione della natura. E si sbagliava, ovviamente.
Ma cos’è una teoria del tutto? Frank Close è chiaro: ‘Una teoria che si basa sugli studi in ogni campo rilevante del sapere attuale – fisica, astronomia, matematica – per cercare di spiegare tutto ciò che sappiamo a oggi dell’universo’.
È così che in questo breve e compatto libro inizia il viaggio attraverso le più note teorie del tutto: dall’universo – meccanismo perfetto – di Isaac Newton, al Sistema del mondo di Pierre-Simon de Laplace, dall’unificazione delle leggi dell’elettricità e del magnetismo, ad opera di James Clerk Maxwell – che fece baluginare la quasi-fine dell’indagine sul mondo –, fino alla spiegazione meccanica alla base della termodinamica che sembrò, davvero, permetterci di spiegare ogni cosa – il calore, la luce, la materia. E ancora le più recenti strade battute dai fisici: dalle superstringhe (rese popolari da Brian Greene) alla quantum loop gravity (resa popolare da Carlo Rovelli), e il Multiverso (di Max Tegmark), la materia oscura e molte altre strane cose. Ogni volta che ci sembra di averlo compreso, il tutto si sposta, scarta di lato, spalanca alla vista intere regioni inesplorate di cui non si sospettava neppure l’esistenza.
Il tutto è lì, sembra di toccarlo, ma sfugge sempre un po’ più oltre, mentre noi, nell’inseguirlo, avanziamo di un altro passo.

(source: Bol.com)

Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta

Secondo Paul Krugman, Nobel per l’Economia nel 2008, in questo testo del 1936 si trovano le risposte alla grande crisi dei nostri tempi. Il suo autore, uno dei massimi intellettuali del Novecento, ma anche uomo d’azione che credeva nella forza delle idee con un’intensità rara, John Maynard Keynes, contribuì a fornire il fondamento teorico al New Deal che permise agli Stati Uniti di uscire dalla crisi del 1929, così come a molte iniziative economiche e sociali del dopoguerra, in Europa e nel mondo. Le stesse ricette rappresentano secondo molti l’unica risposta possibile alla grande recessione innescata dal crollo finanziario del 2008 e alle sue intense e persistenti ricadute sull’economia reale, e dunque sulla vita quotidiana di milioni di persone. Scardinando alcuni tra i principi fondamentali della teoria economica neoclassica, il lavoro di Keynes è dominato dallo sforzo di offrire un’interpretazione in grado di cogliere non soltanto la natura profonda del capitalismo, ma di indicare le terapie e gli strumenti per correggerne le distorsioni e contraddizioni. Presto o tardi sono le idee, non gli interessi costituiti, che sono pericolosi sia in bene che in male. Testo fondamentale per comprendere la storia economica, sociale e politica del Novecento, la Teoria generale mantiene una sua attualità rivoluzionaria anche oggi, suggerendo domande, instillando dubbi e fornendo alcune risposte d’immediata applicazione alle sfide del XXI secolo.

Teoria degli infiniti

John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è **uno dei più grandi romanzieri contemporanei**. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 **Pietro Citati** sul **Corriere della Sera** ha definito il suo L’intoccabile ”**un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni**” per ”la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il **Booker Prize** per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo **Premio Nobel per la Letteratura**. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di ** “romanzi gialli” di altissima qualità**, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la **BBC** e RTÉ hanno tratto una **serie TV** nel 2014. Una giornata d’estate nella casa di campagna dei Godley. Una villa nobiliare in declino con una fonte considerata sacra, la stazione dei treni poco lontana e la verde Irlanda tutt’intorno. E un uomo che muore, forse. È Adam, il capofamiglia, che ha passato la vita a studiare l’infinito, e ora sta facendo i conti con la propria finitezza. Colpito da un ictus, è concentrato sui ricordi in una stanza in penombra al piano alto. E davanti gli sfilano famigliari e conoscenti. Ursula, sposata in seconde nozze, con la passione per la bottiglia. Il figlio Adam, grosso e goffo, come fosse incompiuto. La bella nuora Helen, attrice di teatro. Petra, la secondogenita, in uno stato di quasi permanente incomunicabilità. E il fidanzato di lei, Roddy, un dandy più attratto dalla fama dello studioso che dalla stravaganza della figlia. Eppure queste povere creature, con le loro banali vicende, in qualcuno suscitano invidia. Dall’infinità dei mondi a casa Godley sono giunti infatti gli antichi dèi greci, le più litigiose tra le divinità, stanchi di osservarli dall’alto, affascinati dal grande enigma che avvolge chi non è eterno e in cui vedono un possibile antidoto alla noia. Proprio a uno di loro, Ermes, John Banville affida il ruolo di voce narrante di questo pallido scorcio di storia terrena dove si incontrano uomini e numi spogliati del sacro, faceti e malandrini, a immagine degli esseri umani, di cui in parte sono costrutti. Con beffarda ironia, con uno stile raffinato e pittorico, lo scrittore porta in scena l’eterno dilemma sul senso della vita e della morte, in cui tutti, personaggi e lettori, siamo comparse.
‘Un maestro la cui prosa regala un piacere continuo e quasi fisico.’
**Martin Amis**
‘Banville è capace di una scrittura limpida e scorrevolmente pericolosa, come una lama, e possiede un talento quasi feroce nel leggere l’anima degli uomini.’
**Don DeLillo**

(source: Bol.com)

Il teorema del babà

Manca ancora un mese a Natale, ma a Procolo Jovine, titolare del miglior ristorante di Bauci, piace fare le cose per bene e sta già preparando un menù coi fiocchi. Del resto, il suo pranzo del 25 è qualcosa di leggendario, un incantesimo di sapori e profumi capace di far tornare gli adulti bambini e riportarli nelle cucine delle loro nonne. I suoi segreti? Il rispetto rigoroso della tradizione e una ricerca maniacale degli ingredienti più genuini. Perciò, in questo meraviglioso paese della Costiera amalfitana, la sua autorità culinaria è indiscussa. Una mattina però, dall’altro lato della piazza, dove c’era una profumeria, Procolo nota una nuova insegna “Experience” – che promette “percorsi emozionali in cucina”. Una fitta allo stomaco lo avvisa che qualcosa non va. E quel qualcosa prende presto il volto di Jacopo Taddei, il paladino della cucina molecolare, il principe della mondanità in tv, “colui il quale ha trasformato le ostriche in nuvole, scomposto i prodotti in particelle, e inventato il cappuccino di baccalà”. Un uomo bellissimo e, “ça va sans dire”, il sogno proibito di ogni donna. Per Procolo il suo arrivo è un oltraggio, un insulto, una sfida. Di più: un atto di guerra. Franco Di Mare mette in scena una brigata di personaggi irresistibili le cui bassezze e genialità sono quelle di tutti noi. Perché la cucina è vita, e la vita è fatta di gioie, grattacapi, rivalità e grandi amori.
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