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I monaci

Monaci e monasteri hanno cessato da tempo di far parte della comune esperienza degli abitanti d’Europa. Non hanno cessato di esistere ma non figurano più tra gli incontri ordinari e ricorrenti del suo paesaggio storico. Solo ne restano qua e là le imponenti vestigia: mascherate nelle città, dove le vecchie chiese abbaziali sono state occupate e deformate da altri officianti e gli immensi conventi sono stati destinati a nuovi usi dalle soppressioni rivoluzionarie; abbandonate e spesso cadenti nelle antiche solitudini delle campagne, pallida e non sempre decifrabile testimonianza di una presenza e di una grandezza di cui per lo più sono andate perdute ragioni e memoria.Acquista l’ebook e continua a leggere!
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### Sinossi
Monaci e monasteri hanno cessato da tempo di far parte della comune esperienza degli abitanti d’Europa. Non hanno cessato di esistere ma non figurano più tra gli incontri ordinari e ricorrenti del suo paesaggio storico. Solo ne restano qua e là le imponenti vestigia: mascherate nelle città, dove le vecchie chiese abbaziali sono state occupate e deformate da altri officianti e gli immensi conventi sono stati destinati a nuovi usi dalle soppressioni rivoluzionarie; abbandonate e spesso cadenti nelle antiche solitudini delle campagne, pallida e non sempre decifrabile testimonianza di una presenza e di una grandezza di cui per lo più sono andate perdute ragioni e memoria.Acquista l’ebook e continua a leggere!

Il Momento Della Verità

Beckett Jamieson scopre di essere stato adottato quando, al compimento del suo ventunesimo anno, un avvocato gli consegna una lettera della madre. Il suo vero nome è Robert Bullen. Peccato, però, che la famiglia a cui dovrebbe appartenere sia coinvolta in attività criminali della peggior specie. Robert decide di contribuire a distruggerli ma finisce in ospedale, pestato a sangue e temporaneamente cieco. Un agente del Santuario lo accompagna in una casa protetta dove potrà riprendersi.

Il dottor Kayden Summers, agente operativo del Santuario, non è per niente contento di ritrovarsi bloccato in mezzo al nulla insieme a un uomo privo di conoscenza. Quando però Beckett si sveglia, la situazione sembra peggiorare ancora, perché il giovane non si fida di lui ed è più determinato che mai a scoprire cosa nascondesse la madre, senza contare l’attrazione che nasce fra loro.

Riusciranno a superare le loro divergenze e a eliminare la minaccia rappresentata dai fratelli Bullen?

Claudia Milani (Traduttore)
M.A. Diotta (Traduttore)
(source: Bol.com)

Momenti fatali

«Momenti in cui la bilancia della storia è come sospesa in equilibrio e sembra che basti un capello per farla pendere in un senso o nell’altro; momenti solitari in cui il tormento interiore di un grande artista si condensa come per forza di magia dando vita a un capolavoro; momenti in cui un singolo individuo, per caso o per sete d’avventura, intraprende la sua “marcia verso l’immortalità” esplorando regioni sconosciute: queste sono le “ore stellari dell’umanità” che Stefan Zweig rievoca nella sua raccolta di “miniature storiche” … A tenere insieme questo materiale così eterogeneo, che spazia dalla battaglia di Waterloo alla composizione del *Messiah*, dalla posa del primo cavo transoceanico alla “fuga verso Dio” del vecchio Tolstoj, è un’unica idea fondamentale: quella della dipendenza delle sorti umane dall’occasione, da quell’effimera, volubile condiscendenza del destino che i greci chiamavano *kairòs*». (Paola Capriolo)

Momenti di trascurabile infelicità

‘Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio’.
‘Avrei voluto nascere Carlo d’Inghilterra. Avrei voluto essere l’erede al trono per tutta la vita, solo erede al trono. Avrei voluto avere qualche problemino sentimentale e poi non fare niente, per tutta la vita, aspettando qualcosa che con certezza non arriverà’.
‘Il fatto di non sapere se la luce del frigorifero, quando l’hai chiuso, si spegne veramente’.

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Dopo il grande successo di Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo torna a raccontare l’allegria degli istanti di cui è fatta la vita, ma questa volta prova a prenderli dalla parte sbagliata. Setacciando le giornate fino a scoprire come ogni contrattempo, anche il piú seccante, nasconda qualcosa di impagabile: una scintilla folgorante di divertimento e di vitalità. Che si tratti di condividere l’ombrello con qualcuno, strappandoselo di mano per gentilezza fino a ritrovarsi entrambi bagnati fradici. O di ammettere che non ci ricordiamo piú niente di quello che abbiamo imparato a scuola, che le recite dei bambini sono una noia mortale, e che non amiamo i nostri figli nello stesso modo, semplicemente perché sono diversi. Per non parlare dell’obbligo morale di farsi la doccia appena si arriva ospiti da un amico, che se ne abbia voglia o meno – in fondo soltanto per rassicurare l’altro sul fatto che ci si lava. Oppure delle persone troppo cortesi che ti tengono aperto il portone, costringendoti ad affrettare il passo. Ciascuno sperimenta ogni giorno mille forme trascurabili (e non irrilevanti) di infelicità. Ma sorge il dubbio che sia ‘come i bastoncini dello shangai: se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo, se ne verrebbe via anche quella che mi piace di piú’.

(source: Bol.com)

Mollo tutto e cambio vita?

L’importante non è la meta, ma quello che si incontra lungo la strada. Ma bisogna trovare il coraggio di percorrerla.Avete mai pensato di mollare tutto e cambiare radicalmente vita? In questo libro sono raccolte piccole e grandi storie di persone che stanche del lavoro, insoddisfatte della qualità delle loro giornate, curiose di scoprire cosa il mondo potesse regalare, hanno mollato gli ormeggi e si sono lasciate andare.Non per forza la loro scelta è stata rivoluzionaria: ma è stata, appunto, una scelta. Andare a vivere in campagna o su un’isola semideserta, girare il mondo senza sosta o stabilirsi dall’altro capo della Terra, per coltivare una passione, ritrovare il sorriso, o semplicemente un lavoro più stabile: in tutte queste storie c’è un pizzico di follia, ma soprattutto la consapevolezza dei propri mezzi e desideri. Sono storie da sogno, e non c’è cosa più bella che sognare.
(source: Bol.com)

Moglie per finta

Che cosa succede se stai facendo la coda in gelateria e qualcuno alle tue spalle, invece di crema e cioccolato, chiede due palline di te? Ti volti, sgrani gli occhi e poi comincia a batterti forte il cuore. È quello che capita a Gwen Merchant quando si ritrova faccia a faccia con Elliot Hull, il suo grande, intenso, eccessivo amore dei tempi del college. Gwen ora è sposata con Peter, anestesista solido e posato; ha un cane senza una zampa, dopo che lei stessa l’ha investito; due amiche del cuore con cui confidarsi; un lavoro di scarsa soddisfazione e una ferita che fa ancora tanto male: la morte della madre, prematura e tragica, di cui il padre non è mai riuscito a parlare. Ed ecco che, dopo essere rientrato per caso nella sua vita, Elliot se ne esce con una proposta a dir poco strabiliante: Gwen deve diventare sua moglie. Sua moglie per finta. Solo una breve recita gentile e malinconica per dare conforto a una vecchia signora in fin di vita, sua madre. Gwen, che non ha mai avuto una vera famiglia, si cala perfettamente nella parte: stringe un legame inaspettato e forte con Vivian, magnetica e arguta anche in punto di morte; si affeziona a Jennifer, sorella di Elliot, e ai suoi due figli, Bib e Porcospino, e soprattutto si ritrova a riflettere sui suoi sentimenti per Elliot, a confrontarli con ciò che prova per Peter. Davvero il suo matrimonio è quello che ogni matrimonio dovrebbe essere ovvero, per dirla con Vivian, “una conversazione che dura tutta una vita”?
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La moglie innocente

Vent’anni fa, Dennis Danson fu arrestato e condannato per l’omicidio di una ragazza nella Contea di Red River, in Florida. Ora, dopo tanto tempo, sul web si sta diffondendo a macchia d’olio un documentario che rimette in discussione le indagini. Il popolo della rete invoca la liberazione dell’uomo, accusato ingiustamente. A chilometri e chilometri di distanza, in Inghilterra, Samantha è ossessionata dalla storia di Dennis. Gli scrive delle lettere e si lascia sedurre dal suo fascino e dalla sua gentilezza. Tanto da decidere di abbandonare la sua vecchia vita per sposarlo e lottare ufficialmente per il suo rilascio. Eppure, quando la campagna ha successo e Dennis viene liberato, Samantha inizia a notare piccoli dettagli che le fanno temere di non aver mai compreso veramente l’uomo che ha sposato. Davvero può essere sicura che sia innocente?
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La moglie ideale

Nella rocciosa Cornovaglia sorge un castello di cui si raccontano storie che mettono i brividi. Tra quelle mura vive Anatole St Leger, artefice dei brividi. Il quale però è ormai deciso a sposarsi. Così manda a Londra il cugino Septimus a scegliergli la sposa adatta. La prescelta? Madeline Breton, una fanciulla intelligente e leale. Ma Anatole non ha idea di come comportarsi per conquistarla. E Madeline, dietro la maschera del castellano ed eremita, saprà vedere l’uomo del proprio cuore?

La moglie afghana. Non tutte le donne sono nate libere

Fariba Nawa è una giornalista di origini afghane. Da piccola si è trasferita con la famiglia in America, e dopo 19 anni torna per la prima volta nella sua terra per conoscere il proprio popolo e riscoprire il sapore della sua infanzia. A Herat, sua città natale, la giornalista incontra il nonno, Baba Monshi, un intellettuale che è stato in prigione per le sue idee, giudicate troppo moderne. Il viaggio prosegue tra trafficanti, donne disposte a sacrificare la vita per far valere i propri diritti, giovani pusher, signori della droga, agenti infiltrati. Infine la giornalista incontra Darya, con la sua storia di tristezza e rassegnazione. Darya è una giovane “sposa dell’oppio”, costretta dal padre, trafficante, a sposarsi con un signore della droga molto più vecchio di lei, che non parla nemmeno la sua lingua e ha già un’altra moglie e otto figli. Negli occhi intensi di quella bambina Fariba vede riflessa tutta la bellezza e la sofferenza delle donne afghane. In un libro a metà tra il romanzo e il reportage, Fariba Nawa ci racconta tutta la verità sul moderno Afghanistan, dilaniato da sanguinose lotte, conteso tra potenze straniere e lasciato in mano agli spietati signori dell’oppio.
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Modernità liquida

‘Abbandonate ogni speranza di totalità, futura come passata, voi che entrate nel mondo della modernità liquida’.La metafora della liquidità, da quando Bauman l’ha coniata, ha marcato i nostri anni ed è entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernità nella quale viviamo. Individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile, vulnerabile, nella quale a una libertà senza precedenti fanno da contraltare una gioia ambigua e un desiderio impossibile da saziare.Modernità liquida è un classico dei nostri giorni e un bestseller in Italia e all’estero.
(source: Bol.com)

Mo mama. Da chi vogliamo essere governati?

“Ho sentito dire che chi non va a votare priva del diritto di andarci anche tutti gli altri e io, scusatemi, sono vent’anni che sto a casa, quindi sono vent’anni che privo la gente dei loro diritti, e io pensavo, e, vi confesso, penso ancora, che fosse e che sia un mio diritto, stare a casa, e devo dire, scusatemi, che da quando, vent’anni fa, ho smesso di credere che qualcuno che andrà in parlamento farà il mio bene, da quando ho cominciato a pensare che il mio bene era bene non delegarlo a nessuno ma farlo da solo, e che la politica non è una cosa che si fa quando si va a votare, ma che la politica si fa tutti i giorni, e che è politica il modo in cui si parla, il modo in cui ci si muove, che è politica il grado di gentilezza con cui si parla coi propri figli, e coi propri genitori,ecco io sto molto meglio, da quando ho scoperto queste cose.” Paolo Nori. Cos’è “Mo mama?” E una disposizione mentale, un modo di vedere il mondo, un metodo che lo scrittore Paolo Nori applica alla sua città, Parma, ai tempi del Movimento 5 stelle, e all’Italia di oggi. Provare a vedere le cose come se le si vedesse per la prima volta. Un libro che diverte e fa pensare a tutto quello che abbiamo perso per strada quando parliamo di politica e di chi ci governa.
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Mitochondrial

Quando Ayla si risveglia nello scantinato sotto la città, teme di morire lì da sola e ricorda esattamente cosa sia successo poche ore prima a Dale City e in tutto il mondo: gli Insidianti, creature sanguinarie e dispensatrici di morte molto simili a Zombie, ma pensanti e coscienti, si aggirano per le strade dell’intero pianeta distruggendo e divorando gli esseri umani. Ayla non sa chi l’abbia rinchiusa e cosa ne sarà di lei che ha perso tutto in quell’orrore sceso sulla terra, ma quando conoscerà Chris Reed, agente di una corporazione segreta non bene definita, ogni cosa cambierà e la sua vita sarà in pericolo.
Chi è Ayla per davvero e perché è così importante per coloro che la cercano?
E tra insidie, amicizie sincere, scontri all’ultimo sangue e un’insolita storia d’amore, si dipanano le incredibili vicende di un gruppo di uomini che lottano per il destino del mondo.
Ma mentre la morte cammina può nascere l’amore?
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### Sinossi
Quando Ayla si risveglia nello scantinato sotto la città, teme di morire lì da sola e ricorda esattamente cosa sia successo poche ore prima a Dale City e in tutto il mondo: gli Insidianti, creature sanguinarie e dispensatrici di morte molto simili a Zombie, ma pensanti e coscienti, si aggirano per le strade dell’intero pianeta distruggendo e divorando gli esseri umani. Ayla non sa chi l’abbia rinchiusa e cosa ne sarà di lei che ha perso tutto in quell’orrore sceso sulla terra, ma quando conoscerà Chris Reed, agente di una corporazione segreta non bene definita, ogni cosa cambierà e la sua vita sarà in pericolo.
Chi è Ayla per davvero e perché è così importante per coloro che la cercano?
E tra insidie, amicizie sincere, scontri all’ultimo sangue e un’insolita storia d’amore, si dipanano le incredibili vicende di un gruppo di uomini che lottano per il destino del mondo.
Ma mentre la morte cammina può nascere l’amore?
### L’autore
Deborah Fasola nasce a Vercelli nel 1978. È autrice ed editor freelance. Nel 2010 esordisce con un’ opera fantasy e in seguito pubblica romanzi di questo genere. Nel 2015 la svolta: autopubblica il romanzo Tradiscimi se hai il coraggio e nella collana digital only Youfeel Rizzoli Un adorabile bugiardo e Tutto quello che volevo da te. Ama scrivere, leggere e tutto ciò che con l’arte si può creare.

Mitobiografia

Durante i trent’anni in cui Ernst Bernhard (1896-1965) praticò la psicoterapia junghiana a Roma si creò intorno alla sua figura una grande fama sotterranea, legata essenzialmente al rapporto – non solo medico, ma di vera *guida* – che egli aveva con i suoi molti e diversissimi pazienti e, negli ultimi anni, con i suoi allievi. Bernhard fu per altro sempre restio a pubblicare i suoi scritti e fino a oggi solo poche sue pagine sono state stampate. Eppure era evidente che in lui continuamente si sviluppava un pensiero vasto, una visione audace, che spesso si spingeva oltre le stesse formulazioni estreme di Jung e l’àmbito della psicoanalisi in genere. In quest’uomo enormemente complesso agivano e si mescolavano componenti opposte: l’ebraismo, piuttosto di stampo chassidico, che lo spinse per tutta la sua vita a cercare per sé, e ad affermare come compito attuale della coscienza, l’innesto della sapienza religiosa ebraica su un nuovo ceppo; l’eredità germanica, che lo riconduceva alla tradizione dei filosofi romantici della natura, una cui ultima propaggine può essere riconosciuta anche in Jung; infine il rapporto con la ‘madre mediterranea’, l’apertura al mondo delle immagini, che dava a Bernhard una capacità di penetrazione immediata nel segreto dei simboli. L’opera di Bernhard che qui si presenta è una scelta dai suoi quaderni e dagli appunti da lui dettati ad amici e allievi, dove vediamo articolarsi su un fronte larghissimo le sue speculazioni: passiamo da una teoria degli strati e dell’entelechia, in rapporto all’evoluzione cosmica, all’analisi dell’inconscio familiare, alla legge del *karma*, dal senso dei grandi miti e archetipi alla tematica del pensiero indù e cinese, dalla delineazione dei conflitti della nostra società ai problemi della presa di coscienza collettiva. Continuamente intrecciati a questi temi compaiono, a specchio del pensiero, i sogni fondamentali della vita di Bernhard, spesso commentati a distanza di anni: ciò che ne risulta è, come Bernhard stesso scriveva, una *mitobiografia*, il progressivo enuclearsi di un destino e di un mito personale nel pensiero e attraverso il pensiero. Così, non solo per la novità e l’arditezza della tematica, ma per la sua forma stessa, che non ha riscontro nella letteratura psicoanalitica, questo libro ha gli stessi tratti di potente singolarità che sempre avvertivano coloro che avvicinarono Bernhard in vita.

Il mito di Pietroburgo

Tre secoli fa, il 1703, nasceva San Pietroburgo. La sua costruzione significava molte cose, ma prima di tutto un atto di predominio con il quale Pietro il Grande volle imporsi alla natura e agli uomini. Luogo d’incontro tra civiltà, porto commerciale di grande importanza, capitale della Russia e regno dello zar, la città divenne ben presto imponente quanto le maggiori capitali europee, da cui prese a prestito criteri urbanistici e architettonici, ma anche istituzioni, usanze e costumi.

Il mito della dieta

Dottori, dietologi e ciarlatani reclamizzano ciascuno la propria dieta miracolosa, salvo che nessuna di queste ricette si fonda su dati clinici scientificamente attendibili. Ma proprio nessuna.

Per capire come funziona l’apporto nutrizionale nella nostra specie, a quanto pare, manca qualche ingrediente fondamentale; ma se diamo credito alla ricerca scientifica, almeno una cosa è certa: il 60-70% del nostro peso è dovuto alla nostra costituzione genetica, e quindi non ci possiamo fare granché. Resta però quel non indifferente 30-40%, sul quale invece possiamo intervenire. Ma come? Mangeremo solo verdura cruda? Solo proteine? Digiuneremo un giorno su tre? Eviteremo del tutto gli zuccheri?, i grassi?, o ci rimpinzeremo di beveroni, industriali o certificati ‘bio’?
La risposta è altrove e si chiama ‘microbioma’, ovvero quella complessa, variabile e ancora poco conosciuta flora batterica che vive nel nostro intestino e di cui non potremmo fare a meno. Il problema è che i microbi non li scrivono sull’etichetta, sono impopolari, benché i batteri che compongono la nostra flora intestinale si siano rivelati ben più importanti di quanto si pensasse un tempo. Lungi dall’essere indesiderati ‘inquilini’ del nostro intestino, i batteri vengono ora visti come una componente fondamentale del nostro benessere, fin dai primi minuti della nostra vita, tanto che in molti si spingono a dire che noi, più che esseri umani, siamo a tutti gli effetti delle colonie, composte di moltissime specie diverse. E questa biodiversità ci fa bene. Proprio l’equilibrio tra le diverse specie che compongono il nostro corpo è la risposta più efficace al nostro peso forma e al nostro benessere, dati alla mano. Bisogna dunque imparare (anche da questo libro) cosa a loro piace mangiare e cosa li uccide; ad esempio evitare gli antibiotici, se non sono proprio necessari, usare un po’ meno il colluttorio (che uccide quelli ‘buoni’ e lascia liberi di proliferare i ‘cattivi’) e non indulgere troppo in prodotti alimentari industriali. Non stupirà gli italiani, forse, ma è scientificamente dimostrato che anche una sana dieta mediterranea, purché variata, non guasti affatto.

(source: Bol.com)

Il mito della crescita

In una crisi che non accenna a chiudersi, è forse tempo di iniziare a chiederci cosa voglia dire esattamente la parola ”crescita” e se davvero, come tanti sostengono, è fondamentale garantirla sempre e comunque. Umberto Galimberti ci accompagna alle radici di un concetto che ormai fa parte del nostro patrimonio culturale, ma potrebbe non essere scontato come in tanti vogliono farci credere. C’è un’alternativa alla crescita ad ogni costo?Tratto da “I miti del nostro tempo”, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 43717.
(source: Bol.com)