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Nefer. Il segreto della pietra di luce

Nel deserto dell’Alto Egitto, il sole infuocato arroventa le case di un villaggio inaccessibile. Set Maat è il suo nome, “Il Luogo della Verità”. Tra le sue mura inviolabili è racchiusa la Pietra di Luce, il fondamento del potere supremo dei faraoni, la chiave dell’eternità, il Segreto. La custodiscono gli abitanti del villaggio, sacerdoti e artigiani a un tempo, uomini e donne dediti alla ricerca della bellezza e della spiritualità, riuniti in una confraternita di artisti consacrati a un’unica missione: costruire la dimora eterna di Ramses il grande. Tra loro vi è Nefer il Silenzioso, erede di una famiglia di scultori che ancora attende dalla dea Maat la chiamata a lavorare alle tombe dei re.
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Le nebbie di ravenswood

Inghilterra, 1205
La nebbia si addensa sul castello di Ravenswood, dove Lord Durand, rimasto di recente vedovo, aspetta l’arrivo di Re Giovanni, che sta organizzando un’armata per combattere contro Filippo di Francia. Nella sua solitudine, l’unica consolazione è la presenza di Cristina le Gros, moglie del mercante del villaggio, chiamata a corte come nutrice della figlia neonata. La donna, che è molto apprezzata tra i nobili per le sue capacità di profumiera, ha ottenuto in dono da Durand un prezioso erbario e l’accesso al giardino privato della moglie defunta. Ed è proprio lì, tra fiori rari e piante odorose, che i due scoprono l’intensa attrazione che li unisce, un’attrazione illecita, che entrambi si sforzano di soffocare. Ma quando Cristina viene ingiustamente accusata di furto, Durand è pronto a rinunciare all’onore e alla ricchezza pur di salvarla.

Nebbia sul Naviglio

Le tappe del lungo percorso ‘noir’ di Scerbanenco in venti racconti gialli e neri pubblicati su giornali e riviste tra il 1936 e il 1948 e mai apparsi in volume. Piccoli capolavori sconosciuti che svelano aspetti sorprendenti dell’autore, definito da Oreste del Buono una ‘autentica macchina per scrivere’.

(source: Bol.com)

Neanche gli Dèi

Il ritrovamento, in un laboratorio, di una sostanza che, secondo le nostre leggi fisiche, non può esistere, porta un gruppo di scienziati a entrare in contatto con una razza misteriosa ed evolutissima che abita in una realtà parallela alla nostra. La scoperta provoca in breve una vera e propria rivoluzione nella scienza. Grazie alla collaborazione tra i due universi i terrestri riescono a impadronirsi di una fonte di energia apparentemente inesauribile. Ma chi sono veramente gli esseri misteriosi che si presentano come portatori di benessere? Se sono veramente degli déi benevoli come mai dall’altra parte iniziano ad arrivare enigmatici segnali di pericolo? Un avvincente mistery cosmico nel quale Asimov, per la prima volta, si cimenta con la rappresentazione di creature extraterrestri.
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Né qui né altrove: Una notte a Bari (Economica Laterza)

È forse il bisogno di riparare all’errore della distrazione il filo rosso che unisce luoghi e personaggi di Né qui né altrove: la storia di un’amicizia al maschile che attraversa il tempo e pone i protagonisti di fronte all’esigenza di archiviare un modo d’essere.Paola Ciccioli, “Panorama”Né qui né altrove è una riflessione sul difficile combinarsi di geografia, tempo e destino: sull’appartenenza e sui confini, sulla memoria e sulle storie.Margherita Losacco, “Alias”L’incontro di tre amici che non si vedevano da vent’anni si trasforma in una notte in giro per la città, tra ricordi e svelamenti, verso una nuova coscienza di sé.Claudia Rocco, “Il Messaggero”La trasformazione di un luogo e con esso della sua gente. L’occasione per recuperare un’istantanea di come eravamo e sovrapporla a cosa si è diventati oggi. Presente e passato, realtà e illusioni.Olga Mugnaini, “La Nazione”Né qui né altrove è una guida sentimentale della città di Bari in forma di romanzo. O anche un romanzo notturno che contiene al suo interno una preziosa mappa emotiva della città. O ancora l’invenzione squisitamente letteraria di un luogo che esiste, ma è altro da quello che scaturisce dalla pagina.Santa Di Salvo, “Il Mattino”Il successo di questo libro sta proprio nel gioco di Carofiglio di illudere il lettore di star ascoltando una confessione sulla sua vita di romanziere per poi, nei punti cruciali, ricordare la sua inclinazione per bugie e menzogne.Francesco Longo, “il Riformista”
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### Sinossi
È forse il bisogno di riparare all’errore della distrazione il filo rosso che unisce luoghi e personaggi di Né qui né altrove: la storia di un’amicizia al maschile che attraversa il tempo e pone i protagonisti di fronte all’esigenza di archiviare un modo d’essere.Paola Ciccioli, “Panorama”Né qui né altrove è una riflessione sul difficile combinarsi di geografia, tempo e destino: sull’appartenenza e sui confini, sulla memoria e sulle storie.Margherita Losacco, “Alias”L’incontro di tre amici che non si vedevano da vent’anni si trasforma in una notte in giro per la città, tra ricordi e svelamenti, verso una nuova coscienza di sé.Claudia Rocco, “Il Messaggero”La trasformazione di un luogo e con esso della sua gente. L’occasione per recuperare un’istantanea di come eravamo e sovrapporla a cosa si è diventati oggi. Presente e passato, realtà e illusioni.Olga Mugnaini, “La Nazione”Né qui né altrove è una guida sentimentale della città di Bari in forma di romanzo. O anche un romanzo notturno che contiene al suo interno una preziosa mappa emotiva della città. O ancora l’invenzione squisitamente letteraria di un luogo che esiste, ma è altro da quello che scaturisce dalla pagina.Santa Di Salvo, “Il Mattino”Il successo di questo libro sta proprio nel gioco di Carofiglio di illudere il lettore di star ascoltando una confessione sulla sua vita di romanziere per poi, nei punti cruciali, ricordare la sua inclinazione per bugie e menzogne.Francesco Longo, “il Riformista”

Ndrangheta: Edizione aggiornata (Focus)

Oggi la ´ndrangheta è la mafia più forte, più flessibile, più dinamica e più affidabile nel traffico internazionale della droga, la più radicata in tutte le regioni del centro e nord d’Italia e nel mondo. Si infiltra nell’economia in tempi di crisi, si riunisce con gli antichi riti in nome dei cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso a Polsi nell’Aspromonte, così come a Paderno Dugnano in provincia di Milano o a Singen in Germania. È la mafia meno studiata e più misteriosa, che ha cercato di muoversi al riparo dei riflettori, anche se negli ultimi anni ha richiamato l’attenzione di tutti con l’omicidio Fortugno e con la strage di Duisburg. Enzo Ciconte racconta la storia degli uomini d’onore calabresi dall’Ottocento ai giorni nostri. Descrive la struttura familiare dell’organizzazione, la cultura, l’importanza dei battesimi, il rotagonismo nella stagione dei sequestri di persona, le relazioni con il mondo dell’economia, i rapporti con la politica, la partecipazione alle logge deviate della massoneria e le relazioni molto fitte con cosa nostra, con la camorra, con la sacra corona unita.
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### Sinossi
Oggi la ´ndrangheta è la mafia più forte, più flessibile, più dinamica e più affidabile nel traffico internazionale della droga, la più radicata in tutte le regioni del centro e nord d’Italia e nel mondo. Si infiltra nell’economia in tempi di crisi, si riunisce con gli antichi riti in nome dei cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso a Polsi nell’Aspromonte, così come a Paderno Dugnano in provincia di Milano o a Singen in Germania. È la mafia meno studiata e più misteriosa, che ha cercato di muoversi al riparo dei riflettori, anche se negli ultimi anni ha richiamato l’attenzione di tutti con l’omicidio Fortugno e con la strage di Duisburg. Enzo Ciconte racconta la storia degli uomini d’onore calabresi dall’Ottocento ai giorni nostri. Descrive la struttura familiare dell’organizzazione, la cultura, l’importanza dei battesimi, il rotagonismo nella stagione dei sequestri di persona, le relazioni con il mondo dell’economia, i rapporti con la politica, la partecipazione alle logge deviate della massoneria e le relazioni molto fitte con cosa nostra, con la camorra, con la sacra corona unita.

‘Ndrangheta padana

Omertà, pizzo, infiltrazioni mafiose nel mondo della politica e dell’impresa, summit mafiosi… parole e concetti che rimandano istintivamente al Sud. Eppure la mafia, e in particolar modo la ‘ndrangheta, non è un problema unicamente meridionale. La ‘ndrangheta è l’unica organizzazione criminale ad avere due sedi, Reggio Calabria e Milano. La “Padania” è da decenni teatro di loschi affari e di intrecci ancor più sporchi e, nonostante se ne parli ormai da tempo, politici e amministratori locali, con lodevoli eccezioni, fingono di non vedere o negano spudoratamente l’evidenza. Gli ‘ndranghetisti hanno il controllo di una parte del territorio, hanno molti soldi e li prestano a usura, si sono impossessati di case, alberghi, bar, ristoranti, pizzerie, supermercati, imprese, sono presenti nei grandi appalti dell’Alta velocità e hanno lambito quelli dell’Expo. È la mafia dei colletti bianchi, degli uomini cerniera, degli insospettabili, degli uomini invisibili. L’autore getta una luce su questa realtà finora sommersa, fa nomi e cognomi di politici, imprenditori, professionisti legati a doppio filo alla ‘ndrangheta e che pure continuano a occupare posti di prestigio e di potere in Lombardia e in tutto il Nord.

Nazisti in fuga

Com’è stato possibile che tanti criminali nazisti siano fuggiti dall’Europa dopo la seconda guerra mondiale? La loro scomparsa ha alimentato le ipotesi più fantasiose, a partire dall’idea che lo stesso Hitler fosse scappato con un sommergibile rifugiandosi in Patagonia. Arrigo Petacco ricostruisce le reali vicende di questi terribili aguzzini attraverso un racconto ricco di sorprendenti e poco noti retroscena. La loro fuga, pianificata fin dalle ultime fasi del conflitto, fu favorita dalla guerra fredda che indusse le potenze occidentali a chiudere in fretta i conti con il passato. In un groviglio di inconfessabili interessi che coinvolgeva la Cia e il Vaticano, ebbero un ruolo centrale alti prelati come il ‘vescovo nero’, l’austriaco Alois Hudal, già uomo di fiducia del Führer. Grazie a queste protezioni e a un’efficiente organizzazione clandestina denominata ‘Odessa’, numerosi scherani del Reich, mimetizzati in un improbabile saio francescano, imboccarono un tortuoso percorso attraverso l’Italia, detto Ratline, ‘via dei topi’, o ‘via dei monasteri’ perché ricevevano asilo nei conventi, per raggiungere Genova. Da lì, provvisti dalla Caritas di passaporti rilasciati dalla Croce Rossa, potevano agevolmente imbarcarsi verso destinazioni lontane. Molti trovarono ospitalità in Sudamerica, in particolare nella compiacente Argentina di Peron, ma anche i Paesi arabi, come la Siria, nel segno del comune odio antiebraico aprirono le porte ai macellai del nazismo. Oltre a parlare dei criminali più famosi, come Adolf Eichmann e Josef Mengele, l”Angelo della Morte’ di Auschwitz, autore di abominevoli esperimenti sui gemelli, Petacco si pone sulle tracce di personaggi solo apparentemente ‘minori’, in realtà responsabili dello sterminio di centinaia di migliaia di persone, che godettero di lunga impunità in terra straniera, come Alois Brunner, un nazista ‘mezzosangue’, implacabile nei rastrellamenti, che presentò con subdolo cinismo alla stampa e all’opinione pubblica il campo di Theresienstadt come un villaggio modello abitato da ebrei ‘felici’, o Franz Stangl, il comandante di Treblinka che camuffò il lager da stazione ferroviaria con tanto di biglietteria, sala d’aspetto, bagno, accogliendo con il sorriso sulle labbra i deportati che mandava alle camere a gas. Fra intrighi spionistici, ricatti, tradimenti, catture romanzesche, viavai di navi e sommergibili carichi di fuggiaschi e di tesori trafugati, il cosiddetto Nazi Gold, Petacco rievoca in tutta la loro portata gli orrori della Shoah mettendo al tempo stesso in guardia dai fantasmi sempre incombenti dell’antisemitismo.

(source: Bol.com)

Nativo americano. La voce folk di Bruce Springsteen

Autore inquieto e osservatore attento dei meccanismi del successo, Bruce Springsteen ha influenzato generazioni di giovani, venduto milioni di dischi e respinto definizioni ed etichette. Accanto alla fama di irresistibile maestro di cerimonie del rock, ha maturato una sempre più consapevole identità acustica e si è fatto custode di un’antica tradizione popolare. I suoi personaggi sono operai, disoccupati, migranti, assassini, reduci di guerra, ex galeotti: tutti idealmente figli di Tom Joad, il protagonista di Furore di John Steinbeck. Marina Petrillo si lascia guidare dalla “voce folk”, quella con cui Springsteen sa rievocare i personaggi di Steinbeck, i paesaggi di Faulkner, le ballate di Woody Guthrie fino al blues, al gospel e allo spiritual. Dai boschi stregati di Nebraska al tour solitario di The ghost of Tom Joad, da Devils & Dust alle esperienze con la Seeger Sessions Band e la campagna elettorale di Barack Obama, la voce folk è quella in cui si materializza la voce del vero narratore. Da lì, e soprattutto da lì, dice Petrillo, affiora la voce del mistero e della passione civile. Rigoroso nella ricostruzione di uno Springsteen quasi inedito, “Nativo americano” è quasi una ballata.
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Natale da Carrington

Georgie Hart adora il Natale nei grandi magazzini Carrington. Responsabile del reparto borse di lusso, adora aiutare i clienti a trovare il regalo perfetto per la persona giusta. E quest’anno non fa eccezione, visto che in più ci sarà il muscoloso e affascinante Tom, il signor Carrington in persona, con cui passare questo giorno speciale.
Ma i progetti di Georgie vengono completamente rivoluzionati quando Tom annuncia che nei grandi magazzini Carrington si svolgerà un reality televisivo, presentato dalla stravagante e potentissima Kelly Cooper.
Alla prima puntata Georgie non viene mostrata sotto una luce troppo lusinghiera. E le cose vanno di male in peggio quando la viscida figlia di Kelly vuole mettere le grinfie proprio sul suo Tom. Georgie inizia a pensare che queste saranno le peggiori feste della sua vita, ma forse Babbo Natale ha in serbo una piccola sorpresa per lei. Non deve fare altro che aspettare Natale per scoprirlo…
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### Sinossi
Georgie Hart adora il Natale nei grandi magazzini Carrington. Responsabile del reparto borse di lusso, adora aiutare i clienti a trovare il regalo perfetto per la persona giusta. E quest’anno non fa eccezione, visto che in più ci sarà il muscoloso e affascinante Tom, il signor Carrington in persona, con cui passare questo giorno speciale.
Ma i progetti di Georgie vengono completamente rivoluzionati quando Tom annuncia che nei grandi magazzini Carrington si svolgerà un reality televisivo, presentato dalla stravagante e potentissima Kelly Cooper.
Alla prima puntata Georgie non viene mostrata sotto una luce troppo lusinghiera. E le cose vanno di male in peggio quando la viscida figlia di Kelly vuole mettere le grinfie proprio sul suo Tom. Georgie inizia a pensare che queste saranno le peggiori feste della sua vita, ma forse Babbo Natale ha in serbo una piccola sorpresa per lei. Non deve fare altro che aspettare Natale per scoprirlo…

Natale all’87° distretto

La sera della vigilia di Natale, l’ottantasettesimo distretto è avvolto in un silenzio e in una pace inusuale. Poi, d’improvviso, il distretto si anima: le porte della guardiola si aprono per tre tizi che assomigliano maledettamente ai Re Magi, per un ragazzo che ha rubato una pecora e per José e Maria, una coppia di sudamericani che fra qualche minuto vedrà sciogliersi la sua dolce attesa. E così l’ottantasettesimo distretto diventa la scenografia di uno strano Natale e di un imprevedibile presepe. Età di lettura: da 15 anni.

Nata in Istria

L’Istria è stata per mezzo secolo un grande buco nero nella coscienza italiana: una terra dimenticata, rimossa, così come è stata di fatto occultata la presenza dei trecentomila profughi istriani che, dopo la guerra, ha scelto l’esilio. In questo libro Anna Maria Mori, che ha lasciato l’Istria con la famiglia quando era ancora bambina, prova a spiegare cosa significa essere istriani. Il suo libro non è un’inchiesta oggettiva o il rendiconto di un’esperienza di vita: è piuttosto un collage di storie, persone, percorsi, riflessioni su una terra di confine (italiana, veneta, asburgica, slava), una terra di contadini e di pescatori e di marinai, di poesie, leggende, tradizioni, miti e riti, di sapori e odori mediterranei e mitteleuropei.
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La nascita della vita nell’universo

Sulla terra scesero degli alieni, scelsero un uomo, che doveva sostenere delle prove, dovevano accertarsi se nell’animo umano era più forte l’amore, e l’altruismo, oppure l’odio e l’egoismo. Superata questa prima prova, doveva restare in vita, quando orde di alieni, di diverse specie, tutti assetati di sangue, lo braccavano per ucciderlo. Se superava le prove, il popolo terrestre poteva beneficiare della loro tecnologia, che era in grado di allungare la vita, renderli immuni alle malattie, di apprendere le loro tecnologie, insomma i terrestri potevano in breve tempo elevare la loro conoscenza al livello di quella posseduta dagli alieni. Mentre l’uomo sosteneva una delle prove, stava per soccombere, intervenne DIO in persona a salvarlo. Così la terra entro a far parte del “consiglio intergalattico” il quale, come gli aveva suggerito DIO aveva “seminato” la vita nelle galassie, compreso sulla terra.
L’umano sostenne, vincendo diverse prove, doveva combattere contro creature aliene, ma in una prova stava per soccombere, Intervenne una figura ancestrale a salvarlo, era DIO che si manifestava agli esseri umani.

(source: Bol.com)

Narratori delle pianure

*[An alternate cover edition for this ISBN can be found [here](https://www.goodreads.com/book/show/38493087-narratori-delle-pianure)]*
Nel 1984, Italo Calvino così annunciava la pubblicazione di Narratori delle pianure: “Dopo vari anni di silenzio, Celati ritorna ora con un libro che ha al suo centro la rappresentazione del mondo visibile, e più ancora una accettazione interiore del paesaggio quotidiano in ciò che meno sembrerebbe stimolare l’immaginazione”. Queste trenta novelle, comiche e fantastiche, tristi o terribili, sulla valle del Po, mentre recuperano antiche forme narrative della tradizione novellistica italiana, sono un viaggio di ritorno alle fonti del narrare: cioè al “sentito dire che circola in un luogo o paesaggio”. È una figura molto cara a Walter Benjamin, quella del narratore orale, che Celati ha cercato di riscoprire viaggiando e raccogliendo storie sulle rive del Po. Celebrando con le sue novelle questa figura in via di estinzione, Celati indica una degradazione ambientale che non riguarda soltanto i paesaggi, ma anche la facoltà di raccontare e di scambiarsi esperienze. Così queste sono altrettante parabole sulla nostra epoca, e costituiscono uno sforzo per ridare all’arte narrativa una credibilità che non sia soltanto letteraria.