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La citta degli Aztechi

La valle è lunga, stretta, percorsa da un fiume e interamente chiusa in una cerchia di montagne invalicabili. La leggenda dice che un giorno il popolo ne uscirà, ma da tempo immemorabile tutti obbediscono alle ferree leggi stabilite dai sacerdoti o da Coatlicue, la crudele divinità che si aggira di notte per la valle con la sua veste di serpenti vivi e che uccide in un istante chiunque si trovi fuori dalla propria capanna. Una vita regolare, monotona, priva di orizzonti, che tutti accettano senza discutere, senza pensare. Tutti meno il giovane Chimal, che vede volare i neri avvoltoi verso le montagne e comincia a chiedersi: che cosa ci sarà al di là?

Le città che ci aspettano

Fra l’introduzione di Clifford D. Simak, che condanna le città, e la conclusione di Fredrerik Pohl, che invece le difende, sono qui riuniti, per iniziativa di Roger Elwood, quattordici racconti sul tema “città” scritti appositamente da undici autori di fantascienza. E’ un tema, come la crisi del petrolio ci ha rudemente dimostrato, di enorme attualità. Che fine faranno questi nostri mostruosi agglomerati urbani? Che fine faremo noi, che ci viviamo dentro? Le ipotesi contenute nella presente antologia sono estremamente varie, colorate, ingegnose, drammatiche, sarcastiche, gelidamente realistiche. Nessuna, purtroppo, è ottimistica; ma c’è una forma di consolazione nel pensare che la fantascienza ha sbagliato previsioni in tanti casi. Certe volte per eccesso. Certe altre, è vero, per difetto.
Indice:
Ben Bova – Turisti, o la città-festival (The Sightseers, 1973)
Andrew J. Offutt – Il trasgressore, o la città sicura (Meanwhile, 1973)
Laurence Mark Janifer – Ore straordinarie, o la città degli uffici (Thine Alabaster Cities Gleam, 1973)
William F. Nolan – Contravvenzione, o la città di superficie (Violation, 1973)
Barry N. Malzberg – Il regista, o la città dei riti (City Lights, City Nights, 1973)
Dean Koontz – Undercity, o la città della mafia (The Undercity, 1973)
Harvey L. Bilker e Audrey Bilker – L’appartamento, o la città degli sfratti (Apartment Hunting, 1973)
George Zebrowski – I guastatori, o la città senz’aria (Assassins of Air, 1973)
Robert Silverberg – Il burocrate, o la città programmata (Getting Across, 1973)
Joe L. Hensley – Lui, o la città fuori dalla città (In Dark Places, 1973)
Thomas F. Monteleone – Chicago, o la città dei robot (Chicago, 1973)
Ray Russell – Fame, o la città senza uomini (The Most Primitive, 1973)
Harlan Ellison – 480 secondi, o la città condannata (Hindsight: 480 Seconds, 1973)
Miriam Allen de Ford – Nova, o la fine della città (5.000.000 A.D., 1973)
Copertina di: Karel Thole

Citizen gay

‘Un libro su un tema vitale per passare dalla politica del disgusto a quella dell’umanità.’ (Martha C. Nussbaum) ‘Prima di fare qualunque dichiarazione sulle persone omosessuali, leggete questo libro.’ (Stefano Rodotà). Una volta erano discriminati per la loro devianza. Oggi perché chiedono di essere normali. Come mai gli omosessuali, storicamente marchiati come peccatori, invertiti o malati mentali, vogliono adottare quell’ordine familiare che tanto ha contribuito alla loro sfortuna? Essere gay o lesbiche non è un merito né un demerito. Eppure la dimensione affettiva di milioni di persone in Italia è tuttora sacrificata. La mancanza di una legge che ne salvaguardi la cittadinanza e i diritti dei loro affetti genera umiliazione, sofferenza, paura. E alimenta l’omofobia sociale, fino a spingere qualcuno a dire che ‘di questo passo, si sposeranno anche le scimmie’. Non servono anatemi o concessioni. Serve un pensiero capace di sostenere una trasformazione antropologica. Serve una legge che garantisca, nel rispetto reciproco, la pluralità dei valori di tutti. Perché, come ha detto Barack Obama il 9 maggio 2012, ‘le coppie dello stesso sesso devono potersi sposare’.

(source: Bol.com)

Ciò che uscì dal Lago Michigan

Nel sottosuolo di Chicago, come sotto ogni metropoli, s’intersecano e si sovrappongono due gigantesche reti idriche: quella dell’acqua potabile e quella del liquame delle fogne. Sennonchè l’acqua proviene dallo stesso serbatoio in cui sboccano le fogne: il lago Michigan. E questo ha creato problemi che solo miracoli d’ingegneria, verso la fine del secolo scorso, hanno permesso di risolvere. Interminabili gallerie e canali sotterranei, enormi tubature di cemento con migliaia di chiuse e di saracinesche, immense centrali di filtraggio e di pompaggio, costituiscono, a giusto titolo, un vanto per la città. Ma fin dal 1908 un oscuro giornalista, G. Daulton, capì che la situazione si prestava a mostruosi sviluppi, e scrisse la prima storia di fantascienza sull’argomento. A sessant’anni di distanza seguì “Dalle fogne di Chicago” di Thomas e Wilhelm, la terrificante saga fantaecologica che nessuno dei lettori di URANIA avrà dimenticato. E oggi…
Copertina di Karel Thole

Ciò che tutte le donne desiderano

Questo racconto è la rilettura in chiave romantica di un antica favola epica. La storia orginale era di poche righe, così ho deciso di trasformarla in un vero racconto modificando la trama dove ho ritenuto necessario. Il signore di un feudo e il suo miglior cavaliere vengono rapiti da un mago folle e l’unico modo per aver salva la vita è portargli la risposta ad un importante domanda: Che cosa desiderano davvero le donne? Sir Gwain avrà solo sette giorni di tempo per trovare la risposta giusta e salvare il suo sire dalla morte e per farlo sarà costretto a rivolgersi ad un orrenda strega che abita in una putrida palude…

Cinque giorni d’incubo

1. Lloyd Johnson rientra a casa dopo una giornata di lavoro come consulente finanziario e non trova più Ellen, sua moglie.
2. Trova in compenso un messaggio infilato nella macchina per scrivere, ma non è stata lei a lasciarglielo.
3. Legge una folle richiesta di riscatto, da cui apprende che sua moglie è nelle mani di un sequestratore.
4. Deve procurarsi 25.000 dollari se gli preme salvare Ellen, la cui sorte altrimenti è segnata.
5. Ha solo 5 giorni di tempo per riuscirci.
Il numero 5 gioca un ruolo preoccupante in questa storia, e Lloyd Johnson ha diverse valide ragioni per essere molto preoccupato. Per l’esattezza, ha 5 ottime ragioni per pensare che questi saranno i 5
giorni più lunghi della sua vita.
Fredric Brown è nato a Cincinnati nel 1906. Considerato uno dei più geniali autori di poliziesco e fantascienza, dopo aver svolto molti mestieri dal 1947 si è dedicato a tempo pieno alla letteratura. Tra le sue opere si ricordano Un caso su mille e Tutto in una notte. Brown è scomparso nel 1972.
All’interno, il racconto “Le brave persone” di Manuela Costantini.

I cinquantanove giorni

Gli ultimi cinquantanove giorni di vita di Rennell Price, rinchiuso da quindici anni nel braccio della morte, scivolano via senza che il giovane nero, ex tossicodipendente e affetto da una forma di ritardo mentale, si renda davvero conto del proprio destino. La sua vita è stata una lunga catena di abusi, violenze subite e testimoniate, conclusasi con la condanna per lo stupro e l’omicidio di una ragazzina indocinese, vittima quanto lui di un ambiente degradato.
L’avvocatessa Terri Paget, che a sua volta ha alle spalle una triste storia di violenze familiari, è però convinta non solo che Rennell non debba essere giustiziato, ma che sia addirittura innocente… E per offrire a Rennell una possibilità di riscatto, ma soprattutto per fare pace con i propri demoni e per fermare una macchina di morte che, ignorando le realtà personali, schiaccia ogni umanità con fredde formule legali, Terri è pronta a mettere in gioco tutta se stessa e il delicato equilibrio del rapporto con sua figlia.

Cinquanta vacanze orrende

Dopo il successo di Cento lavori orrendi, Dan Kieran ci accompagna attraverso cinquanta storie tragicomiche per raccontare le peggiori esperienze in tema di vacanze. Dagli anni sessanta al duemila, crociere alle Bahamas, viaggi d’affari in Costa Azzurra, soggiorni in Indonesia, scambi culturali in Svezia, piramidi egiziane, isole greche, Waikiki beach, Stonehenge, Las Vegas, Cipro, la spiaggia di Paolem, Bucarest, per fare solo qualche esempio; il tutto condito con uragani, piogge torrenziali, paludi, hotel imbarazzanti, malattie esotiche, cibi immangiabili, intossicazioni, liti, infortuni e non solo. Insomma: quando una vacanza desiderata e attesa si trasforma in un incubo.
Il volume propone altresí tre inserti curati da Tourism Concern sulle cinque destinazioni ecologicamente piú devastanti al mondo, le cinque piú pericolose e le cinque piú immorali.
Completano ciascun itinerario curiosità e informazioni utili e divertenti.

Cinquanta smagliature di Gina

In ogni donna ci sono almeno cinquanta (mila) sfumature, sbavature, smagliature, che la rendono tanto ricca interiormente quanto incomprensibile all’altra metà del cielo. In questo libro, di smagliature femminili ne racconteremo soltanto cinquanta, un numero che va molto di moda in questo momento. Ma cosa si intende per smagliature? Be’, si intende quel po’ di sovrappeso emotivo che tutte noi abbiamo, quelle bislacche imperfezioni che ci rendono così ipersensibili, complicate, esperte di film dell’orrore che proiettiamo dentro di noi ogni volta che per esempio un fidanzato non risponde subito ai nostri sms (non mi ama più e/o sta scrivendo a un’altra), un’amica ci trova un po’ stanche (stanca? Vuol dire brutta?), la bilancia segna un etto in più (ecco, sono obesa). ”Cinquanta smagliature di Gina” vi propone un rimedio naturale al cento per cento, consigliatissimo contro le smagliature interiori. Si chiama autoironia. Che, combinazione, oltre a far più bella la pelle come ogni sorriso, è l’arma di seduzione più efficace che ci sia. Meglio del botox. Le più coraggiose, o le più sfacciatamente ottimiste, potrebbero far leggere questo libro anche ai propri uomini, così magari (magari, eh) loro capirebbero qualcosa sulle donne. Ché la speranza è l’ultima a smagliarsi. Ah, ancora una cosa, Gine: è ufficiale, la perfezione è un’immensa cazzata.
(source: Bol.com)

Cina. La Distribuzione E La Vendita Al Dettaglio

Da paese produttore a paese consumatore: le aziende non guardano più alla Cina solo come luogo dove avviare stabilimenti di produzione che servano l’export, ma come nuovo mercato dove aprire punti vendita. Il governo sostiene questa inversione di rotta con l’approvazione di un piano quinquennale (2011-2015) per lo sviluppo del “consumatore cinese”. A conferma di questa tendenza nei primi due mesi dell’anno c’è già stato un aumento del 15,8% dei consumi interni rispetto al 2010. In questa guida sono descritti i metodi di ingresso nel settore commerciale cinese: l’investitore straniero può appoggiarsi a strutture di distribuzione esistenti oppure costituire una FICE (Foreign Invested Commercial Enterprise) e aprire punti vendita diretti. Vengono inoltre illustrati altri aspetti dell’attività commerciale: possibilità di franchising, controllo delle operazioni di scambio e qualità dei prodotti, registrazione dei marchi, dazi doganali, imposte indirette.

Il cimitero di pianoforti

In questa cronaca familiare portoghese si alternano e sovrappongono le voci di un padre e di un figlio. Il primo, morto dopo una lunga malattia, ripercorre la propria esistenza, fatta di molte illusioni e molti fallimenti, e osserva, senza intervenire, il presente da cui ormai è escluso; il secondo rivive il passato e immagina il futuro mentre, ai Giochi olimpici di Stoccolma del 1912, partecipa alla maratona. Non avrà la gioia di conoscere il bambino che sua moglie sta per mettere al mondo: è destinato infatti a morire durante la corsa, stroncato da un’insolazione. Le parole di entrambi si mescolano nel ripercorrere un quadro atemporale e trascendente in cui l’esistenza si rivela mistero e solitudine. Al centro degli avvenimenti, la bottega di falegname di Francisco Lázaro che, tramandata di padre in figlio, nasconde una stanza tenuta sempre chiusa: è stipata di vecchi e malandati pianoforti, muti testimoni delle alterne vicissitudini della vita. Frammentario e solo apparentemente sconnesso, perché modellato sulla tortuosità del filo dei ricordi, lo stile virtuoso e musicale di Peixoto conduce il lettore nell’intimità più pudica e miserabile dei suoi personaggi, dove la tenerezza si scontra con la crudeltà, e la morte, nonostante tutto, concede spazio alla vita. Quella stanza chiusa, il cimitero dei pianoforti, è la metafora dell’esistenza, è quella zona d’ombra e di conforto in cui si recuperano gli stimoli necessari per andare avanti.
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Il cimitero dei senza nome

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Temple Gault, il serial killer a cui Kay Scarpetta ha già dato la caccia, torna a colpire, abbandonando il cadavere di una donna in Central Park alla vigilia di Natale. Per Kay, consulente fissa di patologia legale dell’FBI, è l’inizio di un nuovo incubo in cui le vittime sono destinate ad aumentare, fino a che il corpo di uno sceriffo della Virginia le viene recapitato direttamente all’obitorio. E’ chiaro a questo punto chi è il vero obiettivo del serial killer, penetrato anche nel sistema informatico dell’FBI. La salvezza di Kay è legata all’analisi scientifica dei pochi indizi di cui dispone, prima del drammatico scontro finale nei sotterranei della metropolitana di New York.