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La nostra guerra

Nel 1942 l’Italia fascista, fino a quel momento neutrale, si schiera con gli Alleati nel conflitto contro il Terzo Reich. In questo scenario storico, vertiginoso ma raccontato con impressionante realismo, il dodicenne Lorenzo Pellegrini passa dalla rassicurante vita borghese – comprensiva di studi ginnasiali, adunate balilla e vacanze a Riccione – alla dura esperienza della vita da sfollato. Nel Borgo che accoglie la sua famiglia, autentico spicchio dell’Italia più verace e conformista, Lorenzo si lascia l’infanzia alle spalle: è testimone della distanza che si crea fra i suoi genitori allorché la madre comincia a lavorare, partecipa come avanguardista alla vita della Nazione in guerra, e combatte in prima persona le battaglie fra ragazzini sullo sfondo di quelle, affascinanti e terribili, degli adulti. Passare indenne attraverso i bombardamenti e le esperienze iniziatiche della prima adolescenza sarà la sua più grande vittoria. “La nostra guerra” ha il registro agrodolce dei classici della cinematografia nostrana, da “Tutti a casa” a “Il Federale”, coniugato a una verve narrativa in grado di produrre il primo kolossal sulla (fanta)storia d’Italia. Dopo “L’inattesa piega degli eventi”, è il secondo capitolo della saga che Enrico Brizzi ambienta nell’Italia del XX secolo. Un’Italia immaginaria, beninteso, ma fra una risata e un sospiro capita spesso di domandarsi se questa stralunata Nazione in camicia nera non rispecchi tratti, fascinazioni e difetti inemendabili del nostro Paese.
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La nostra folle vacanza

From Baška with love Dall’autrice del bestseller vincitore del Premio Bancarella Ti prego lasciati odiare il racconto La nostra folle vacanza. From Baška with love di Anna Premoli è uno spumeggiante racconto sull’amicizia e sulle casualità dell’amore. Sveva, Silvia e Chiara, amiche per la pelle, hanno scelto di fare una vacanza in campeggio. Sono alla ricerca di nuove esperienze e avventure, ma ancora non sanno quali bizzarre ma gradite sorprese qui giorni in tenda potranno riservare… Questo racconto si trova anche nella raccolta Baci d’estateAnna PremoliNata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La matematica è sempre stata il suo forte, la scrittura invece è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica dei libri più venduti, con i diritti opzionati dalla Colorado Film per la trasposizione cinematografica, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in Francia. Con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo anche Come inciampare nel principe azzurro e Finché amore non ci separi.
(source: Bol.com)

La nostalgia felice

«…sono a Tokyo, la città delle pazze avventure della mia giovinezza.»
Un bizzarro e coinvolgente viaggio sentimentale: sedici anni dopo le tragicomiche peripezie raccontate in Stupore e tremori e in Né di Eva né di Adamo, Amélie Nothomb torna in Giappone.
È l’occasione per rivedere i luoghi e le persone amati dopo lo spaventoso terremoto di Fukushima del 2011.

Nostalgia del sangue

Il primo serial killer italiano è tornato.
Certe mostruosità possono maturare solo in posti così: una provincia del nord Italia, dove soltanto pochi metri separano un gregge di pecore da un centro commerciale con sala slot e fitness, dove la gente abita in villette a schiera con giardino, tavernetta e vetrina con i ninnoli in cristallo, dove riservatezza è il nome che si attribuisce a un’omertà che non ha niente da invidiare a quella dei paesi dove comanda la mafia.
Gli stessi luoghi che più di cento anni fa, infestati dalla miseria, dalla denutrizione e dalla pellagra, videro gli spaventosi delitti di Vincenzo Verzeni, il “vampiro di Bottanuco”, il primo serial killer italiano, studiato da Lombroso con la minuzia farneticante che caratterizzava la scienza di fine Ottocento e aggiungeva orrore all’orrore.
Il serial killer che sembra citare il modus operandi di quel primo assassino non è però un giovane campagnolo con avi “cretinosi”, è una mente lucidissima, affilata, che uccide con rabbia ma poi quasi si diletta, si prende gioco degli inquirenti.

A raccontare ai lettori le sue imprese e, a un certo punto, a tentare in prima persona di dargli la caccia, la coppia più bella mai creata dal noir italiano: Marco Besana, un giornalista di nera alle soglie del prepensionamento, disilluso, etico e amaro come molte classiche figure della narrativa d’azione, e una giovane stagista, la ventiseienne Ilaria Piatti, detta “Piattola”. Goffa, malvestita, senza neppure un corteggiatore, priva di protezioni, traumatizzata da un dolore che l’ha segnata nell’infanzia e non potrà abbandonarla mai, eppure intelligentissima, intuitiva, veramente dotata per un mestiere in cui molti vanno avanti con tutt’altri mezzi, Ilaria è il personaggio del quale ogni lettrice e lettore si innamorerà.
Un uomo anziano e una ragazza rappresentanti emblematici delle due categorie più deboli della società italiana di oggi, uniscono la loro fragilità e le loro impensabili risorse per raccogliere la sfida lanciata dal male.

(source: Bol.com)

Nonna, ti spiego la crisi economica

Nonna: «Ah! E le tasse allora? Non è con le tasse che poi ci toccava di ripagare il debito pubblico? Sai quante tasse abbiamo pagato io e tuo nonno?».
Paolo: «No! Le tasse non sono mai servite a ripagare alcunché. Nonna! Ti ho detto che il debito dello Stato NON è pubblico, non insistere, non lo ripagavate con le tasse, non lo ripagavamo noi, e neppure lo Stato. Le tasse te le spiego fra un bel po’. Una cosa alla volta».
Nonna: «Sarà. Mah, è come se mi dicessi che lo zucchero è sempre stato salato, ma ti credo, tu hai studiato».
Quanto leggerete in questa simpatica conversazione vi farà scoprire che il debito pubblico (dello Stato) non è il debito dei cittadini bensì il loro credito, che le tasse non servono a finanziare lo Stato, e che l’Euro nasconde dietro di sé una truffa molto più grande di quello che sembra.
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### Sinossi
Nonna: «Ah! E le tasse allora? Non è con le tasse che poi ci toccava di ripagare il debito pubblico? Sai quante tasse abbiamo pagato io e tuo nonno?».
Paolo: «No! Le tasse non sono mai servite a ripagare alcunché. Nonna! Ti ho detto che il debito dello Stato NON è pubblico, non insistere, non lo ripagavate con le tasse, non lo ripagavamo noi, e neppure lo Stato. Le tasse te le spiego fra un bel po’. Una cosa alla volta».
Nonna: «Sarà. Mah, è come se mi dicessi che lo zucchero è sempre stato salato, ma ti credo, tu hai studiato».
Quanto leggerete in questa simpatica conversazione vi farà scoprire che il debito pubblico (dello Stato) non è il debito dei cittadini bensì il loro credito, che le tasse non servono a finanziare lo Stato, e che l’Euro nasconde dietro di sé una truffa molto più grande di quello che sembra.

Non voglio l’amore (I Romanzi Oro)

Fia è la donna più desiderata di Londra, ma ha deciso di non innamorarsi mai. E comunque non prima di aver sedotto e rovinato Thomas McClairen, l’uomo che ne ha infranto i sogni quando era solo una ragazzina. Ora che Thomas è tornato per portarla con sé sulla sua isola in Scozia, Fia ha finalmente l’occasione per mettere in atto la vendetta. Ma non sa che il fascino delle Highlands può sciogliere anche un cuore di ghiaccio

(source: Bol.com)

Non uccidere

‘Una storia da leggere tutta d’un fiato.’ Corriere della Sera Un grande thriller Un indagine del commissario Sensi e del dottor Claps È notte fonda quando il dottor Claps riceve la notizia che Giacomo Riondino è evaso, lasciando una scia di sangue dietro di sé. Sette anni prima lo psichiatra aveva iniziato a collaborare con la polizia proprio sul caso Riondino: due donne rapite, segregate, seviziate e infine uccise. Il colpevole era stato catturato, ma le perizie avevano subito evidenziato in lui una rara e inquietante patologia psichiatrica. Giudicato non punibile, l’imputato era stato prima affidato a un istituto psichiatrico e poi trasferito, sei anni dopo, in un centro di recupero. È da lì che Riondino è riuscito a scappare, con un piano in cui nulla è stato affidato al caso. Sarà l’esperto profiler Claps ad affiancare il commissario Sensi nella caccia all’uomo. Una caccia molto particolare, perché riporta a galla un passato doloroso, e perché Riondino è vicino, molto più vicino di quel che sembra… Dopo lo straordinario successo di Un giorno perfetto per uccidere, torna il nuovo protagonista del giallo italiano Spietato come Jeffery Deaver Geniale come George Simenon Hanno scritto di Un giorno perfetto per uccidere: ‘Il nuovo romanzo di Mario Mazzanti è una storia da leggere tutta d’un fiato.’ Corriere della Sera ‘Un giallo molto interessante, che sa trasmettere le atmosfere più cupe dell’orrore di provincia.’ Panorama ‘Bel thriller, bella storia italiana.’ Famiglia Cristiana Mario MazzantiToscano d’origine, è cresciuto a Milano, dove ha compiuto gli studi di Medicina e dove ora lavora. Vive attualmente nella provincia di Bergamo, in compagnia della moglie, quattro figli e tre amici a quattro zampe. È appassionato di cinema, letteratura, opera e scacchi. Con la Newton Compton ha già pubblicato Un giorno perfetto per uccidere.
(source: Bol.com)

Non tutto fa brodo

Il pianeta gastronomico tra piacere e dovere, estetica e dietetica, gusto e disgusto. Tra poveri che cercano di mangiare e ricchi che cercano di non mangiare.
Se tutti gli uomini mangiano, ogni cultura mangia a modo suo. E fa della cucina la sua carta d’identità. Passioni, ossessioni, emozioni, tradizioni, trasformazioni, repulsioni, contraddizioni, contaminazioni. Tutto si dice attraverso il cibo. Dalla scoperta del fuoco all’invenzione della piastra a induzione, gli uomini si distinguono in base alle loro grammatiche alimentari. Cosa mangiare, cosa non mangiare, quanto, quando, come, perché, con chi. Tipi di cottura, successione delle portate, galatei culinari, tabù religiosi, digiuni e astinenze. Il libro esplora le regioni note e meno note di un pianeta gastronomico che cambia alla velocità della luce. E che oggi appare sempre più diviso tra piacere e dovere, estetica e dietetica, gusto e disgusto.

Non tutti i bastardi sono di Vienna

Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch’esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell’area geografica e nell’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l’andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell’età; la giovane Giulia, procace e un po’ folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l’insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall’impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria.
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Non ti ho mai dimenticato

**Si erano amati da ragazzi.
Adesso, da adulti, tutto è cambiato.
O forse non tutto…**
Tornato da Waterloo, Kenneth non riesce a dimenticare il suo primo amore. Ritrovare Moira non è difficile, ricreare la magia di un tempo è però improbabile. L’amore si è trasformato in odio perchè c’è qualcosa che lei non potrà mai perdonargli.

Non ti fidare

Esistono libri micidiali? Nero Wolfe ne trova uno. È il manoscritto di un romanzo, ed è pericoloso da maneggiare quanto un cobra velenoso. Ma prima di scovare il manoscritto, Wolfe deve collegare la strana morte della ragazza nel parco (una giovane redattrice) con l’assassinio dell’uomo nell’ufficio legale. Del terzo delitto, Archie è quasi testimonio oculare. Arriva con appena due minuti di ritardo. Dopo aver conquistato il mondo della gastronomia e quello della floricoltura, Nero Wolfe, con l’inseparabile Archie Goodwin, invade i complessi regni dell’editoria e della giurisprudenza. Wolfe sbalordisce cinque avvocati con la sua cultura giuridica; e Archie scorrazza da vero conquistatore per le più grandi case editrici di New York. Mentre si arrabatta per risolvere il mistero dei tre delitti, Archie si trova a dover esaminare, in un modo o nell’altro, dodici ragazze nuove di zecca (almeno per lui). Violenza, umorismo e mistero si trovano mischiati in forti dosi in questa vicenda, una delle più potenti create dall’inimitabile Rex Stout. Non ti fidare è senza dubbio all’altezza di “Nient’altro che la verità” e di “Nelle migliori famiglie”. Insomma, Rex Stout, Nero Wolfe e Archie Goodwin in tutto il loro splendore.

Non temerò alcun male

«Questa è una di quelle notti.Forse non morirò, forse vivrò per sempre.»È il 1986, tra musica underground e cocaina che scorre a fiumi. Marcus Clay è proprietario del Real Right Records, un negozio di dischi coraggiosamente aperto in uno dei quartieri più poveri di Washington. Per le strade del Terzo Distretto la polvere bianca è la regina incontrastata e neanche Dimitri Karras, socio e migliore amico di Clay, sa resistere alle sue lusinghe. Difficile rigare diritto quando lo spaccio e i piccoli furti sono la regola, e tutto si regge su un precario equilibrio tra trafficanti, poliziotti corrotti e povere anime. La sera che un’auto si schianta contro un carrello carico di barre d’acciaio proprio davanti al suo negozio, Marcus assiste alla scena. Ma non è il solo. Nell’incidente muore decapitato un piccolo spacciatore e, dall’auto in fiamme, un giovane bianco sottrae una federa piena di dollari e scappa. Non esattamente la cosa più furba da fare, a meno che uno non sia decisamente in cerca di grane. Perché un mucchio di soldi non sparisce senza conseguenze.

Non solo Enigma. Storia delle guerre nascoste: 1

La Seconda guerra mondiale si è combattuta anche su un fronte più nascosto, tra coloro che volevano rendere illeggibili al nemico i propri messaggi e coloro che cercavano in ogni modo di svelarli. La storia è rimasta segreta per quasi trent’anni dalla fine del conflitto e una grande mole di informazioni è stata resa disponibile soltanto negli anni ’90 del Novecento grazie alle leggi sulla trasparenza entrate in vigore negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i Freedom of Information Act. I crittologi non furono alle prese solo con Enigma, la macchina cifrante tedesca, che Alan Turing contribuì a decriptare. La storia è costellata di sconfitte e trionfi, dei contributi di decine di menti geniali e del duro lavoro di un esercito di collaboratori, in gran parte donne. L’uso estensivo di macchine per cifrare e per decifrare è stato uno degli elementi decisivi per la nascita dell’informatica moderna.
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Non so niente di te

È un mattino di novembre. Nella sala di uno dei più prestigiosi college di Oxford, centinaia di persone aspettano l’inizio di una conferenza. Dopo qualche minuto entrano – nel silenzio generale – decine e decine di pecore. Bianche, lanose, ordinate, moderatamente belanti. Le guida Filippo Cantirami, giovane economista italiano, che come nulla fosse comincia il suo intervento sulla crisi dei mercati.
Inizia così il nuovo romanzo di Paola Mastrocola, che a poco a poco, alternando toni ironici, riflessivi e fiabeschi, dà forma a una storia che si legge in un soffio e lascia un’eco lunga. Quella incredibile invasione di pecore getterà nel caos i genitori Cantirami, convinti che il figlio modello sia a Stanford a finire un dottorato, e che si ritrovano all’improvviso spiazzati e in ansia. Cosa combina Fil, dov’è finito, chi è veramente? E chi è quel suo compagno Jeremy con il quale ha stretto un patto, che cosa si sono scambiati i due ragazzi, qual è il loro segreto?
Tutti a cercare una risposta, anche la sorella, anche la svagata e fascinosa zia Giuliana: ognuno seguendo una sua pista, facendo le sue indagini, viaggiando da un continente all’altro o dentro di sé, fino a scoprire che probabilmente, a dispetto dei sentimenti più profondi che legano le persone tra di loro, sappiamo ben poco gli uni degli altri. Fil sembra sparito nel nulla, perduto in un mistero. Imprendibile.
E intanto, sullo sfondo, la crisi dei nostri giorni. Ma raccontata da lontano, come guardando il presente dal futuro, tra una cinquantina d’anni.
Filippo Cantirami, il giovane *rivoluzionario* della Mastrocola, è un ragazzo privilegiato, un personaggio scomodo, di questi tempi: eppure è lui – in virtù dei suoi pensieri, dei suoi silenzi, dei suoi gesti e delle sue scelte – che pagina dopo pagina ci apre al sogno di una vita diversa. Un sogno che ci porta a riflettere sull’idea di tempo e sulla possibilità di metterla in discussione, di ripensarla. Un sogno che inizia con il ronzio di un calabrone e finisce con la ricerca di una libertà che ognuno di noi vorrebbe – anche al prezzo di una rinuncia – riconquistare.

Non si uccide per amore

La terza indagine di Vittoria, Libera e Iole: le signore del delitto.
Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all’episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent’anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un’attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che – ora lo vede bene – alcuni particolari, nell’archiviazione del caso, la convincono sempre meno. E così, dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera vuole trovare il coraggio per rivangare le vicende del suo passato. Con l’aiuto della madre, eccentrica insegnante di yoga dalla battuta facile e dai costumi spregiudicati, e di una giovane cronista di nera con un sesto senso per i misteri – e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta – Libera si spingerà dalla sua Milano fino in Calabria, per trovare una risposta alle domande che l’opprimono da vent’anni e per guardare in faccia l’amara verità. E per scoprire che forse il nemico si nasconde molto più vicino di quanto avesse mai immaginato.
«Per chi, in un romanzo giallo, cerca emozioni, atmosfere, colpi di scena e una sana dose di ironia»
Massimo Picozzi
«Un’autrice che si serve del genere poliziesco per parlare anche di famiglie, di segreti e di dinamiche personali»
Annarita Briganti, LA REPUBBLICA
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### Sinossi
La terza indagine di Vittoria, Libera e Iole: le signore del delitto.
Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all’episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent’anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un’attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che – ora lo vede bene – alcuni particolari, nell’archiviazione del caso, la convincono sempre meno. E così, dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera vuole trovare il coraggio per rivangare le vicende del suo passato. Con l’aiuto della madre, eccentrica insegnante di yoga dalla battuta facile e dai costumi spregiudicati, e di una giovane cronista di nera con un sesto senso per i misteri – e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta – Libera si spingerà dalla sua Milano fino in Calabria, per trovare una risposta alle domande che l’opprimono da vent’anni e per guardare in faccia l’amara verità. E per scoprire che forse il nemico si nasconde molto più vicino di quanto avesse mai immaginato.
«Per chi, in un romanzo giallo, cerca emozioni, atmosfere, colpi di scena e una sana dose di ironia»
Massimo Picozzi
«Un’autrice che si serve del genere poliziesco per parlare anche di famiglie, di segreti e di dinamiche personali»
Annarita Briganti, LA REPUBBLICA