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Cadavere squisito

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Un romanzo duro, estremo che racconta la storia d’amore tra due killer omosessuali e cannibali. Un misto di violenza e pornografia narrato con assenza di autocompiacimento in una realtà in cui il giudizio morale non è dato e anche il cannibalismo è un’opzione come tante.

Il cadavere è in ritardo

Che disdetta quando l’assassino mette in moto tutto il meccanismo delittuoso perchè il cadavere salti fuori al più presto, e quel maledetto cadavere resta là dov’è, come se non importasse a nessuno di sapere che fine ha fatto!

Cacciatori di corpi. La verità su farmaci killer e medicina corrotta

Un vecchio motto dell’industria farmaceutica recita “è bene avere una pillola che cura la malattia, ma è ancora meglio avere una pillola che va presa tutti i giorni”. Affinché questi farmaci – spesso inutili, spesso semplici fotocopie di medicinali già esistenti e ancor più spesso pericolosi – vengano approvati e quindi immessi sul mercato, le case farmaceutiche devono dimostrare di averli sperimentati sull’uomo. Ed è così che i giganti del farmaco sgomitano alle porte dell’India, del Brasile, della Russia, della Cina e persino delle cliniche e dei campus universitari americani ed europei alla ricerca di cavie umane, spesso inconsapevoli, su cui testare nuovi prodotti. Farmaci per abbassare il colesterolo, per combattere la depressione e per alleviare la disfunzione erettile maschile, ma anche medicinali killer come il Contergan che, prescritto alle donne incinte, fece nascere ondate di bimbi focomelici o il recentissimo anticolesterolo Lipobay, ritirato perché ha causato decine di morti.
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I cacciatori della Luna Rossa

Dane Marsh sta tranquillamente osservando il tramonto nel Pacifico sulla prua della sua barca quando vede avvicinarsi all’improvviso un misterioso luccichio: la stella della sera? No, un vascello volante venuto da un sole lontano! E cosi Dane Marsh si ritroverà travolto di colpo da un terribile incubo, rapito e schiavizzato dai selvaggi e felini Mekhar: assieme alla bella Rianna dai lunghi capelli rossi e ad altri compagni di sventura tra cui un simpatico sauropode dalle bizzarre attitudini filosofiche, dovrà fare da «preda» in un feroce rituale di caccia. A loro disposizione avranno le migliori armi e il tempo necessario per impratichirsi nel loro uso. Questa è la «possibilità» offerta loro dai feroci Mekhar: se riusciranno a sopravvivere fino alla successiva eclissi della luna rossa avranno libertà e ricchezza. Ma l’impresa di Dane e dei suoi compagni è disperata: perché nessuno sa a cosa assomiglieranno le prede! E come si fa a battere un nemico che potrebbe assomigliare al tuo miglior amico o ad un orribile mostro? Un’avvincente avventura galattica scritta dall’autrice del famoso ciclo di Darkover.

Il cacciatore di teste

A Roger Brown non manca nulla. Ha un lavoro rispettabile come cacciatore di teste per le grandi multinazionali e un hobby segreto, i furti d’arte, grazie ai quali foraggia lo spropositato stile di vita che conduce.
E non appena gli viene presentato Clas Greve, proprietario di un meraviglioso Peter Paul Rubens, un dipinto andato disperso durante la Seconda guerra mondiale, comincia immediatamente ad accarezzare l’idea del colpo.
Ma niente in questa storia va mai come previsto. E nell’appartamento di Greve, Roger Brown trova sí il prezioso Rubens, ma anche qualcosa che non cercava affatto. E ben presto appare evidente che lo scaltro cacciatore di teste altro non è che una povera preda…

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‘Un libro che dovete leggere assolutamente. A confronto, Ellroy sembra un boy-scout ed Ellis uno scolaretto’.

Helsingin Sanomat

(source: Bol.com)

Il cacciatore di draghi

Il libro narra la vicenda di un contadino abitudinario e un po’ fanfarone, costretto dalle circostanze a dar la caccia a un drago, su cui riesce ad aver la meglio, diventando ricco e rispettato tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un’antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno, dove il racconto è ambientato. Ma si tratta soltanto di un espediente. Tolkien vi ricorre non già per dare credibilità storica al suo narrare, ma per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un’atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però è possibile ritrovare qualcosa che si incontra nella realtà di tutti i giorni.

Caccia al mostro

Ecco una piccola città americana: Bloodstone. la vita potrebbe scorrere tranquilla e, invece, le tensioni si addensano, sinché non si verifica la lacerazione di un delitto, di un orribile delitto, si direbbe,rituale. Al Parco dei divertimenti viene trovato il corpo squartato di una donna, la cinquentenne Julia Larch: l’assassino ha lasciato il suo segno, tracciando con il coltello omicida un marchio a forma di diamante. È solo la prima vittima. Lo Squartatore continua a lavorare, infierendo su donne giovani e vecchie; è pazzo, evidentemente, ma fa impazzire tutti gli altri, investigatori e non. Bill Pronzini (nuovo asso del giallo americano, ma anche della fantascienza) e Barry N. Malzberg (nuovo asso della fantascienza americana, ma anche del giallo), due della ormai rinomata Scuola di Chicago, so sono messi insieme per tessere questa densa storia di investigazioni impazzite. “Caccia al mostro” è un libro potente, in cui gli atti ufficali reinventati con meticolosa esattezza e le rivelazioni segrete rivissute con affasciante partecipazione si alternano in un crescendo drammatico. Caccia al mostro, d’accordo, ma chi è il mostro? Anzi chi è più mostro tra inseguitori e inseguito? La verità è dura da sopportare.
Copertina di Carlo Jacono

Cabaret Mistico

Cabaret mistico by Alejandro Jodorowsky
Cabaret mistico è un libro spettacolo nel quale Jodorowsky svolge “una terapia pubblica collettiva”. Partendo da un centinaio di storielle umoristiche e iniziatiche attinte dalle tradizioni filosofiche, religiose e magiche più disparate, Alejandro Jodorowsky ci aiuta a sviluppare una Coscienza compiuta, a instaurare una più giusta relazione con noi stessi, con gli altri e con tutto ciò che ci circonda. Ed è proprio attraverso il sorriso che l’autore ci accompagna alla ricerca della nostra “verità autentica” per incorporarla nella nostra vita cancellando la paura della vecchiaia e della morte.

C’era una volta un paradosso. Storie di illusioni e verità rovesciate

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In questo singolare libro, Piergiorgio Odifreddi ci invita a sederci accanto al caminetto con lui, per raccontarci storie sulle illusioni dei sensi, le ambiguità dell’arte, le contraddizioni della religione, i tranelli della filosofia, le insidie della politica, i rompicapi della logica e le difficoltà della matematica. Sono storie che mettono in dubbio nozioni comuni, eppure sorprendentemente insidiose, come la realtà, la verità, l’infinito e la democrazia. Ogni paradosso è un labirinto e ogni storia di questo libro vi si aggira fino a quando ne trova la soluzione. Perché come diceva Amleto a Ofelia: «C’era una volta un paradosso, ma ora il tempo l’ha risolto».

C’era Una Volta L’Intercettazione

Le intercettazioni sono nate e si sono evolute di pari passo con le tecnologie e i cambiamenti sociali. Il loro utilizzo è stato sottoposto a precise regole, la più importante delle quali è la richiesta da parte del pubblico ministero seguita dall’autorizzazione di un giudice per le indagini preliminari. Tutto questo mentre la politica sta insinuando l’idea di un mondo costantemente controllato. Nelle pagine di questo libro si va alla ricerca di fatti che dimostrino quanto il pericolo tanto gridato sia inesistente, rifacendosi alle intercettazioni per i reati di mafia e al valore che hanno in fase processuale.

C’era una volta l’America

La Terza Guerra Mondiale è arrivata, alla fine, in pochi minuti di sangue e orrore ha cancellato il mondo che conosciamo, lasciando una Terra spietata dove la sopravvivenza impone le sue leggi mostruose. Un secolo dopo la guerra, la vita sembra scorrere quasi normale nella fattoria isolata che ospita il giovane Howle Ryder e la sua famiglia: il bestiame non manca e la sorella minore di Howle è stata scelta per un viaggio in terre più fortunate. Ma corrono voci di una guerra civile a ovest del Grande Fiume, ed è allora che il colonnello Jacobs e la sua banda di razziatori fanno la loro comparsa. Per Howle Ryder è solo l’inizio di una crudele odissea improntata all’odio e alla vendetta, lungo le polverose strade di un’America sprofondata in un agghiacciante futuro le cui radici non sono poi così lontane da quelle del nostro presente.
Copertina di Karel Thole

C’era una volta

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Le fiabe del siciliano Capuana si inseriscono a pieno titolo nella tradizione novellistica di stampo popolare italiana, quella “nobilitata” da Italo Calvino con il suo leggendario “Fiabe Italiane” (che analizzando il lavoro di Capuana aveva parlato di “eccezionale riuscita poetica”), e che ha notevoli esponenti nell’Ottocento italiano in scrittori come Renato Fucini, Emma Perodi, Carlo Collodi e più tardi soprattutto in Federigo Tozzi. Oggi queste fiabe in gran parte di tradizione popolare si propongono come dei piccoli gioielli narrativi capaci anche di offrire una innegabile ricchezza letteraria.
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C’era una principessa

C’era una volta una principessa. Una bellissima principessa. A differenza delle altre principesse, però, non viveva in un grande castello circondata da premurosi servitori, bensì in una squallida taverna dove era costretta da un manesco e irascibile padrone a servire equivoci clienti. Anzi, la principessa non sapeva neppure di essere tale, ma credeva di essere una povera orfana caritatevolmente adottata dal violento taverniere e dalla sua ormai defunta moglie. E poiché la vita di taverna nel secolo scorso non era facile, soprattutto per le donne giovani e belle, la nostra eroina di sangue blu era assai più abile a maneggiare coltelli per placare risse tra ubriachi che non a impugnare le posate in pranzi di gala.
C’era una volta un principe. Un bellissimo principe. A differenza degli altri principi, però, non ne voleva sapere della vita di corte, ma preferiva girovagare per il mondo con gli amici e la sua ultima, capricciosa amante. Anzi, quando il re suo padre, ormai gravemente malato, decise di abdicare in suo favore, il principe, pur accettando per amor filiale, considerò la notizia una vera e propria condanna. E poiché tra i desideri del padre morente v’era pure quello che egli mantenesse fede alla promessa di matrimonio stipulata anni prima con una principessa a lui sconosciuta e ora lontana, il nostro nobile eroe partì alla ricerca della futura sposa ben determinato a non nasconderle neanche un aspetto del suo impossibile caratteraccio.