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L’incubo sul fondo

I romanzi di William F. Jenkins, alias Murray Leinster, promettono fin dal titolo fantascienza, tutta fantascienza, niente altro che fantascienza. E chi ne ha letto anche uno solo (dei diciotto pubblicati in Urania dal n. 1 a oggi) sa che cosa significa per questo scrittore mantenere una promessa così allettante. Leinster non si ingombra di alti significati filosofici, non teorizza, non predica, non profetizza, non si impegna per nessuna buona o cattiva causa presente o futura. Leinster va dritto al suo scopo, che è di sbattere subito e con tutta naturalezza i suoi personaggi nella più fantastica, mostruosa, allucinante delle situazioni, per poi lasciarli lì a sbrogliarsi realisticamente da soli contro, per esempio, la cieca violenza di un nemico alieno che si annida nel fondo del Pacifico…
Copertina di Karel Thole

Incubo di strada

Kleber ha quarantaquattro anni, appesantiti dalle lunghe notti spese sulle strade di Parigi, immerso nell’orrore delle più violente forme del male. Vive per l’amore della sua vita, la giovane Elenya, una dolcissima bellezza dell’Est che ha strappato al marciapiede e a un protettore spietato. Oltre a lei, in un mondo di facce nemiche, Kleber ha solo Mark, l’amico d’infanzia che ha ceduto alla criminalità. Sono ventidue anni che Kleber combatte il crimine e da tempo ha detto addio a ogni possibilità di carriera.
Ogni notte è logorato da visioni di sangue, perché non è vero che i giusti possono dormire un sonno tranquillo: nel buio il male si rigenera e le tenebre dell’umanità non si disperdono mai. I suoi nervi sono tesi al limite, divorati dalla frustrazione e dalla stanchezza e, dopo l’ennesimo scontro, Kleber scaraventa a terra un collega sfogando la sua rabbia contro gli ingranaggi corrotti di una gerarchia ingiusta. In un attimo si ritrova sbattuto fuori dalla polizia.
E a quel punto è lui la preda, braccato dalla malavita. Senza la legge dalla sua parte è un facile bersaglio per i vecchi nemici che sanno qual è il suo punto debole: lei, l’angelo biondo che dorme al suo fianco, la donna che gli ha dato tutta se stessa, l’altra metà della sua anima.
Kleber cerca l’amore nelle viscere del male, sulle impronte del Sergente senza nome della serie della Factory: Raymond ha osservato la vita attraverso il vetro oscurato della violenza e in questo modo ha scritto i suoi noir. Non c’è salvezza, né redenzione, né possibilità di giustizia, ma combattere per un grande amore è quanto di più simile alla salvezza un uomo possa sperare.
In *Incubo di strada* troverete Derek Raymond, uno dei più crudi scrittori del Novecento, ferito, affamato d’amore e redenzione, curvo sotto il peso del dolore che lo divora, come un cancro.
Le pagine di questo romanzo sembrano intinte nel sangue delle vittime, sono l’addio di uno scrittore di noir alla vita, un addio che rivolge il suo sguardo non all’odio, non alla violenza, ma all’amore. E poco importa se la trama ha un intreccio sbiadito, se a tratti si frantuma, incoerente e paranoica come solo un vero incubo può essere. Conta l’atmosfera, l’amore trovato e perduto per sempre, spazzato via da una morte tragica e orribile, l’amicizia scandita dal vino e dal sangue sulla strada, il coraggio di ammettere una debolezza, che percorre il libro come una lama e consuma un po’ alla volta.
Incubo di strada risuona di malattia e pianto, è un testo coperto di lividi come un’anima tradita e lasciata ad agonizzare, come la tela dura e deformata di un quadro di Francis Bacon.
Derek Raymond ha lavorato sui colori cupi, sui corpi straziati, sulle promesse d’amore e con Incubo di strada ha voluto lasciare ai suoi lettori uno specchio spezzato che riflette, ancora oggi, i frammenti della sua anima perduta.

Incubo

Sono mostri senza intelligenza. Non possono essere addomesticati. Uccidono nel silenzio più assoluto. Nello spazio non c’è luogo dove nascondersi… Un romanzo tratto dai film di Alien. incostanti a ritrovare il peso forma con serenità.
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Incubi

Melanie è ormai sparita da sei anni quando sua madre Laura, che ha sempre sospettato dell’ex marito Dylan – anch’egli svanito nel nulla -, viene condotta dalla polizia sul luogo di una strage. La donna identifica il corpo di Dylan, uno scienziato dedito a misteriosi studi, come si legge nel suo folle diario. Ma è il suo laboratorio a svelare molti segreti: lì dentro la piccola è stata segregata e sottoposta ad allucinanti esperimenti. Poco dopo, la bambina viene ritrovata in stato di choc, ma il suo incubo non è ancora finito…

Un Incontro, Una Svolta

La vita sorride a Margaret Crane. il suo felice matrimonio è un solido esempio per la piccola comunità di Elmsford, nello Stato di New York, dove abita da sempre nella bella dimora vittoriana di famiglia. Ha tre figli intelligenti e affettuosi, una splendida ‘figlia adottiva’ e un marito, Adam, che ama fin dal liceo. Ma proprio da quel lontano passato un’oscura minaccia sta per distruggere la sua serenità, una minaccia di nome Randi, l’altra donna di Adam ai tempi dell’università, fino a che non l’aveva abbandonato per sposare un uomo più ricco di lui. Ora, dopo quindici anni, Randi non ha più né soldi né un marito e un caso fortuito le fa incontrare la sua vecchia fiamma. Escogita quindi un piano diabolico per costruirsi una famiglia con lui. E le vite delle due donne sembrano invertirsi. Ma, quando tutto sembra perduto per Margaret Crane…

Incontro d’amore in un paese in guerra

L’avventura e la politica, l’amore e la guerra, il viaggio e l’utopia. Tutto Sepulveda con le sue passioni e i suoi temi più cari, rappresentati in questo libro che raccoglie 24 racconti dello scrittore cileno. L’appuntamento d’amore tra un sandinista che combatte in Nicaragua contro la dittatura e la moglie di un prigioniero in mano ai rivoltosi; la notte di terrore di un ricercato politico in attesa dell’arrivo di uno “squadrone della morte”; l’impresa di dodici confinati sperduti nel mezzo del deserto cileno; l’incontro mancato tra un esule e la donna amata… E ancora: dittatori senza scrupoli, fieri malavitosi dei porti, vecchi anarchici con un’antica ferita d’amore, coppie senza più speranza, prostitute commoventi e grottesche.

Incidente a Leonta City e altri racconti

Indice:
Incidente a Leonta City (The Ten-Point Princess, 1964) di J. T. Mc Intosh
Pioggia di pietre (Where the Phph Pebbles Go, 1963) di Miriam Allen De Ford
Il re degli animali (The King of the Beasts, 1964) di Philip José Farmer
I saccheggiatori di tombe (The Time Tombs, 1964) di James G. Ballard
Le facce dietro il vetro (The Faces Outside, 1963) di Bruce Mc Allister
Un allievo promettente (The Second-Class Citizen, 1964) di Damon Knight
Storia Sacra (Old Testament, 1964) di Jerome Bixby
Copertina: Karel Thole

Inchiesta sul cristianesimo

Gesù non ha mai detto di voler fondare una Chiesa, non ha mai detto di essere nato da una vergine, né di essere unica e indistinta sostanza con suo padre, Dio, e con la vaga entità immateriale denominata Spirito. Non ha istituito alcuna gerarchia ecclesiastica, né mai ha confuso la spiritualità con l’esercizio del potere. Se le cose, dal punto di vista storico, stanno così, da dove viene allora tutto il complesso apparato di norme, cariche, vestimenti, liturgie, formule che caratterizza la Chiesa che a lui si richiama?
Corrado Augias si confronta e dialoga sulla storia del cristianesimo delle origini con lo studioso Remo Cacitti. Dal loro colloquio emerge una storia ricca di drammi, di contrasti, di correnti d’opinione. Una complessa avventura umana in cui spiccano figure di straordinario rilievo come Paolo, Agostino, Ambrogio, l’imperatore Costantino. Grazie a questa accurata e documentata ricostruzione si giunge a comprendere come quella che era soltanto una corrente minoritaria del giudaismo sia riuscita a sopravvivere per oltre venti secoli e a imporsi come una delle religioni più diffuse sull’intero pianeta.
(source: Bol.com)

Gli incappucciati d’ombra

La scoperta dei resti di una civiltà sconosciuta è già un fatto sensazionale sulla Terra. Quando poi i ritrovamenti avvengono sulla Luna, l’entusiasmo e l’eccitazione degli eruditi chiamati a decifare l’enigma non conoscono limiti. Ma in questo romanzo dai continui colpi di scena, l’archeologia rappresenta soltanto il punto di partenza di un’indagine che conduce ben al di là dei segreti militari, delle piccole rivalità delle nazioni terrestri, e svela una minaccia di portata galattica.

**Ristampa del n. 331*

Le incantatrici

La prima volta che Pierre Doutre vede quella incantevole, esile ragazza bionda – «di un biondo luminoso, irreale, che le fluttuava intorno come un riverbero» – è al funerale del padre, il celebre illusionista noto come «professor Alberto». E un attimo dopo gli sembra di vivere in un sogno, o piuttosto in un incubo: perché ne vede un’altra, identica, e pensa che sia una fata, capace di «sdoppiarsi a suo piacimento». Ben presto però scoprirà, con una sorta di voluttuoso stupore, che le fate sono due, ugualmente ammalianti. Di quel padre lontano e assente, del quale nei lunghi anni di collegio si è sempre vergognato, Doutre imparerà il mestiere; e se diventerà famoso quanto lui sarà grazie a un numero costruito proprio sulla incredibile somiglianza tra le gemelle da colei che sembra essere ormai la vera figura dominatrice della sua esistenza: la madre, la rapace Odette. A poco a poco, sedotto dal fascino ambiguo e perturbante delle sue partner, Pierre si ritroverà invischiato in un gioco perverso, un gioco di specchi in cui realtà e finzione, eros e morte, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli – con, sullo sfondo, la maschera della morte.
(source: Bol.com)

L’incantatore

Storia di una passione che si tinge di follia, *L’Incantatore* può essere considerato, come Nabokov stesso ha scritto, il «primo, piccolo palpito» di *Lolita*. Qui lo sfondo su cui si muovono i tre personaggi – un quarantenne vizioso, un’innocente ragazzina di dodici anni e la sua patetica madre malata – è la Francia di fine anni Trenta, da Parigi alla Costa Azzurra, meta finale dell’affannoso viaggio del protagonista con la sua piccola vittima. Protagonista che appare, attraverso il prisma dell’ironia nabokoviana, sotto luci contrastanti: da un lato essere perverso che osa l’impossibile per soddisfare i suoi fantasmi, dall’altro uomo che nei rari momenti di lucidità vuole fuggire da se stesso e, terrorizzato, cerca di riscattarsi. Nabokov tratta questo groviglio con stupefacente maestria stilistica, alternando i registri più discordanti: all’asciutta cronaca dei fatti accosta incursioni in zone allucinatorie, alla dissezione psicologica si mescolano distorsioni visive e percettive che trasmettono al lettore i turbamenti e le oscillazioni psichiche del protagonista. Ma a scandire il ritmo del romanzo sono soprattutto l’incalzare della suspense e il beffardo gioco degli imprevisti disseminati dal destino sul percorso tortuoso di chi, intento a ordire la sua trama, corre verso la rovina.

In viaggio con Jane Austen

Sto forse sognando? si chiede confusa Jane Mansfield, una fanciulla inglese di inizio Ottocento, risvegliandosi all’improvviso in un ambiente a lei del tutto estraneo. L’ultima cosa che ricorda è di essere caduta da cavallo. Sì, Jane aveva appena saputo del tradimento del suo fidanzato, quando era montata in sella ed era corsa via disperata, cadendo poi rovinosamente. Ma che cos’era successo dopo? Perché ora si è svegliata in una stanza che non ha mai visto prima, mentre due sconosciute dai capelli dipinti e dagli abiti troppo succinti le danno irrispettosamente del tu, millantando di essere sue amiche? E chi è lo strano individuo di nome Wes, che somiglia in modo incredibile al suo fidanzato fedifrago e che continua a chiamarla Courtney? Ben presto, e dopo una serie di terribili figuracce, il mistero è svelato: Jane non sta affatto sognando, ma si trova intrappolata nei panni di Courtney, alle prese con una vita caotica, nella ancor più caotica Los Angeles del Ventunesimo secolo. Un universo strabiliante in cui le signore pranzano in locande pubbliche senza accompagnatori e i protagonisti del suo romanzo preferito, “Orgoglio e pregiudizio”, si agitano senza sosta dentro una scatola luminosa. Dopo “Shopping con Jane Austen”, ecco la storia di una dolce fanciulla della Reggenza, in fuga da convenzioni sociali e problemi di cuore, costretta a mettere ordine nell’esistenza di una donna di oggi, con cui sembra avere in comune solo la passione per Jane Austen. O forse no…
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