49793–49808 di 65579 risultati

Una cosa divertente che non farò mai più (I Quindici)

Un capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace. Commissionato gli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.
**
### Sinossi
Un capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace. Commissionato gli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.

Il Corvo e altre poesie

‟Ed il corvo via non vola, sta posato, ancora, e sempre, sopra il busto di Minerva che sovrasta la mia porta. E i suoi occhi sono quelli di un demonio che ora sogna, E la lampada proietta la sua ombra nella stanza, E il mio cuore da quest’ombra che galleggia nella stanza Non solleverò – mai più!” La celeberrima The Raven-Il Corvo, con il suo ritornello Nevermore, considerata uno dei capolavori del romanticismo angloamericano, viene qui presentata nella traduzione di Raul Montanari assieme ad altre diciannove poesie (Alone, Annabel Lee, The Bridal Ballad, The City in the Sea, The Conqueror Worm, A Dream, Eldorado, Eulalie, Evening Star, For Annie, Hymn, Israfel, Romance, The Sleeper, Sonnet – To Science, Stanzas, To Helen, Ulalume, The Valley of Unrest), a dare la misura della grandezza di Poe anche come poeta. Per lo più conosciuto, infatti, come scrittore di racconti del terrore, egli ha scritto bellissime liriche, apprezzate tra l’altro da Baudelaire, Valéry, Mallarmé, e che hanno ispirato artisti come Gustave Doré.

Cortigiana (1525-1534)

###
L’opera, in cinque atti, si regge sulle burle dell’astuto maestro Andrea ai danni di un aspirante cardinale senese, e quelle arrecate a Parabolano, giovane napoletano innamorato di una nobildonna romana che, raggirato dal servitore Rosso, passerà invece la notte con una fornaia. Ma la trama non è più che un pretesto: Pietro Aretino, con un’ironia beffarda, irridente e dissacratoria, denuncia le bassezze, l’ipocrisia e le contraddizioni della corte romana. Fitti rinvii all’attualità, accenni pasquineschi a questa e a quella personalità pubblica fanno di Roma e della sua quotidianità la vera protagonista della commedia, e proprio in questo sta la forza e la modernità dell’opera. La commedia ha un ritmo vivace anche grazie all’uso della lingua letteraria ricalcata sul parlato, teatralmente efficace, concreta e nel contempo ricca di allusività. Il volume raccoglie la prima (1525) e la seconda (1534) stesura dell’opera, precedenti alla censura dell’Indice.
**

Corte marziale

Aprile 1944: nella latrina di un campo di prigionia tedesco viene rinvenuto il cadavere di Vincent Bedford, capitano dell’aviazione americana. Ogni indizio sembra condurre all’aviatore di colore Lincoln Scott. Con il benestare delle autorità nemiche, viene approntata tra le baracche una corte marziale americana. Il caso sembra semplice, il verdetto già scritto. Ma chi era davvero il pluridecorato capitano Bedford? Chi sono i suoi nemici? E perchè il comando americano ha tanta fretta di chiudere il caso, affidando la difesa di Scott a uno studente di legge, il giovane sottotenente Tommy Hart? Privo di esperienza, ma ostinato e tenace, Hart si trova a dipanare l’ingarbugliata matassa in cui si intrecciano pregiudizi razziali, interessi economici, lotte di potere e violenti conflitti. Fino a scoprire che alcuni dei suoi più acerrimi nemici parlano la sua stessa lingua.

La corte del diavolo

«Corte del diavolo»: così viene chiamata una prigione di Istanbul, sotto l’Impero ottomano. Vi si trovano esemplari di ogni tipo umano: sordidi, innocenti, abietti, perversi, miti, folli. Sono lì rinchiusi per praticità, poiché «la polizia di Costantinopoli si attiene al sacro principio che è più facile rilasciare un innocente dalla Corte del diavolo che non ricercare un colpevole nei meandri di Costantinopoli». È un mondo vibrante di storie fosche, sinistre, che si rispondono in un sottile contrappunto e presto producono una sorta di assuefazione all’inferno. Sovrano del luogo è il direttore Karagöz, poliziotto e metafisico burattinaio, che proprio esercitando un totale arbitrio e togliendo alla tortura il peso della certezza «rendeva più tollerabile e lieve ogni cosa»: figura di tale potenza che, dopo averlo incontrato, anche i lettori di questo magistrale racconto, come gli abitanti della Corte del diavolo, stenteranno «a immaginare la vita senza Karagöz». *La Corte del diavolo* fu pubblicato per la prima volta nel 1954.

Corso di erboristeria applicata

L’erboristeria è una scienza antica, ma attualissima e si inquadra nella ricerca di una vita più sana e più vicina alla natura. Fonte di consigli, indicazioni e suggerimenti per quanti cercano un rimedio “dolce”, questo breve manuale illustra le caratteristiche delle erbe più importanti e il loro utilizzo.

La corsa del manichino

Un ometto meccanico, un piccolo manichino, corre frenetico sul piano della scrivania, sbatte contro gli ostacoli, cade, si rialza, senza meta. E’ la perfetta immagine della razza umana, pensa Joseph P. Lincoln, che lo sta guardando. Lincoln è il capo della P.E.C.E. (Propaganda E Controllo Emozionale), la potentissima organizzazione cui spetta il compito di addormentare e tenere a freno l’aggressività dei cittadini in un mondo sovrappopolato che può permettersi qualsiasi cosa tranne la violenza. Ma basta una polizia specializzata, bastano degli agenti segreti, basta la continua manipolazione dei mass media per ottenere una autentica pace universale? E che fine farebbe il piccolo manichino senza la sua tenacia, la sua combattività?
Copertina di Ferruccio Bocca

La corruzione. Una storia culturale

«*Il bel libro di Brioschi si sofferma su innumerevoli casi di “mani sporche” dall’antichità ai giorni nostri. Ciò che impressiona maggiormente nel leggerlo è la quantità di grandi personaggi ancora adesso rispettati e tenuti nel conto di benemeriti nella storia dell’umanità che non disdegnarono di barattare il loro rigore morale con danaro e potere. *»
**Paolo Mieli**
Una tangente non è mai solo una questione di costi e benefici; ogni comportamento, più o meno lecito, è influenzato dal luogo e dall’epoca, dalle leggi in vigore e dalle norme morali: in una parola dalla nostra stessa cultura. Anche per questo leggere una commedia di Aristofane, un dramma di Shakespeare o un romanzo di Balzac può aiutarci a indagare sulla corruzione nella storia almeno quanto cronache, studi e documenti.
A ben guardare, governanti e uomini d’affari accusati di malversazione nel corso del tempo sono altrettanti personaggi romanzeschi: dal latino Verre ai «barattieri» descritti da Dante, dal sovrintendente del Re Sole, Fouquet, al lobbista Jack Abramoff, dai venditori di cariche pubbliche nell’Italia spagnola ai gerarchi fascisti prezzolati, da Bonifacio VIII a Francis Bacon, dai boss della criminalità organizzata ai protagonisti dell’Iraqgate.
Questo libro ne ripercorre le storie e le mette a confronto spaziando dalle civiltà mesopotamiche, dove ungere le ruote era considerato lecito, alla Roma di Giulio Cesare, in cui il favore interessato era un costume condannato ma ampiamente diffuso, dall’Europa di Lutero, che denunciò la decadenza della Chiesa, all’irrisolta questione morale dei giorni nostri. Una cavalcata tra i secoli che intreccia politica e letteratura, storia dei fatti e delle idee, e che illumina l’origine e l’evoluzione della «cultura della mazzetta» attraverso saggi e satire, testimonianze, favole e film, dal *Principe* di Machiavelli al ­*Pinocchio *di Collodi: per ricostruire la trama del grande romanzo della corruzione e comprenderne le mutazioni e i devastanti effetti ma anche per ribadire la necessità di continuare a opporvi la più cocciuta resistenza.

**
### Sinossi
«*Il bel libro di Brioschi si sofferma su innumerevoli casi di “mani sporche” dall’antichità ai giorni nostri. Ciò che impressiona maggiormente nel leggerlo è la quantità di grandi personaggi ancora adesso rispettati e tenuti nel conto di benemeriti nella storia dell’umanità che non disdegnarono di barattare il loro rigore morale con danaro e potere. *»
**Paolo Mieli**
Una tangente non è mai solo una questione di costi e benefici; ogni comportamento, più o meno lecito, è influenzato dal luogo e dall’epoca, dalle leggi in vigore e dalle norme morali: in una parola dalla nostra stessa cultura. Anche per questo leggere una commedia di Aristofane, un dramma di Shakespeare o un romanzo di Balzac può aiutarci a indagare sulla corruzione nella storia almeno quanto cronache, studi e documenti.
A ben guardare, governanti e uomini d’affari accusati di malversazione nel corso del tempo sono altrettanti personaggi romanzeschi: dal latino Verre ai «barattieri» descritti da Dante, dal sovrintendente del Re Sole, Fouquet, al lobbista Jack Abramoff, dai venditori di cariche pubbliche nell’Italia spagnola ai gerarchi fascisti prezzolati, da Bonifacio VIII a Francis Bacon, dai boss della criminalità organizzata ai protagonisti dell’Iraqgate.
Questo libro ne ripercorre le storie e le mette a confronto spaziando dalle civiltà mesopotamiche, dove ungere le ruote era considerato lecito, alla Roma di Giulio Cesare, in cui il favore interessato era un costume condannato ma ampiamente diffuso, dall’Europa di Lutero, che denunciò la decadenza della Chiesa, all’irrisolta questione morale dei giorni nostri. Una cavalcata tra i secoli che intreccia politica e letteratura, storia dei fatti e delle idee, e che illumina l’origine e l’evoluzione della «cultura della mazzetta» attraverso saggi e satire, testimonianze, favole e film, dal *Principe* di Machiavelli al ­*Pinocchio *di Collodi: per ricostruire la trama del grande romanzo della corruzione e comprenderne le mutazioni e i devastanti effetti ma anche per ribadire la necessità di continuare a opporvi la più cocciuta resistenza.

Il corrispondente dall’estero

È l’inverno del 1938 a Parigi e Carlo Weisz siede alla scrivania del giornale di cui è stato appena nominato direttore. Quarant’anni, triestino, metà italiano per parte di madre e metà sloveno per parte di padre, un viso dai lineamenti forti e occhi attenti, Weisz vive in una stanza in un minuscolo albergo nel quartiere di Belleville dove conduce un’esistenza da perfetto bohémien, allietata non di rado da ottimi formaggi, pane fresco, vino e belle donne. È stato a lungo corrispondente dalla Spagna per l’agenzia Reuters prima di assumere la direzione di Liberazione, il foglio clandestino più pungente, arguto e bene informato dell’opposizione antifascista italiana rifugiata in Francia. Ha sostituito nell’incarico Enrico Bottini, avvocato torinese emigrato a Parigi nel 1935 e ritrovato morto, in questo inverno del 1938, nella stanza numero 44 di un albergo del centro.
Era a petto nudo, Bottini. Sedeva addossato alla testiera, un lenzuolo tirato su fino alla vita, gli occhi aperti e assenti, il volto coperto di sangue, una Beretta nella mano destra. Accanto a lui giaceva il cadavere della sua amante, la moglie del politico socialista francese LaCroix, una donna alla Rubens, carnosa e abbondante.
«Omicidio/suicidio nell’albergo degli amanti» hanno titolato i giornali scandalistici francesi. Ma Weisz e il piccolo gruppo di rifugiati antifascisti italiani che animano “Liberazione” sanno perfettamente che l’omicidio/suicidio di Bottini è una messinscena dell’OVRA, la polizia segreta di Mussolini.
Le maniche della camicia arrotolate, la cravatta allentata, la radio accesa che trasmette un brano di Duke Ellington, Weisz si accinge a scrivere il suo primo articolo per il giornale…
Spy story che, come ha scritto “Time”, ridesta atmosfere di capolavori del cinema in bianco e nero come *Casablanca*, *Il corrispondente dall’estero* ci restituisce mirabilmente le paure e le speranze, le trame e gli ideali, le miserie e gli eroismi dell’Europa che «va incontro alla fine» della seconda guerra mondiale.

Corrierino delle famiglie

La mamma Margherita, il papà Giovannino, i figli Albertino e Carlotta, detta la Pasionaria, il cane Amleto… Sono questi i protagonisti delle cronache di Guareschi: la sua vera famiglia, gli amici, la gente che vive intorno a lui, alle prese con le piccole grandi imprese di tutti i giorni, il lavoro, la scuola, l’educazione dei figli, le incombenze di casa. L’essenza della vita in famiglia viene raccontata con tono ironico, e spesso autoironico, ma anche con dolcezza, a volte senza alcuna indulgenza: perché è nella quotidianità, di ieri come di oggi, che ognuno di noi cerca instancabilmente di affermare se stesso e scoprire, giorno dopo giorno, ciò che veramente è importante nella propria vita. Un libro che fa riflettere, sull’eroe che si cela in ogni “uomo comune”.
**

Le correnti dello spazio

Ormai da secoli il pianeta Florina è dominato, con inaudita ferocia, dai crudeli Signori di Sark, bramosi di accaparrarsi il possesso del Kyrt, una delle sostanze più preziose dell’intera Galassia. Improvvisamente però il potere dei Signori viene messo in pericolo. Uno scienziato terrestre, un analista dello spazio stellare, ha scoperto che un cataclisma di natura planetaria sta per colpire Florina. Terrorizzati dall’idea che la spaventosa minaccia possa interferire nella produzione del Kyrt, i Signori tentano di catturare lo scienziato per privarlo della memoria, ma l’intervento di misteriosi emissari di una potenza straniera farà fallire il loro piano. Unendo il fascino di una straordinaria ipotesi scientifica alla grandiosità dei suoi affreschi spaziali, Asimov ha realizzato, con questo romanzo, uno dei più interessanti capitoli dell’epica saga dell’Impero Galattico.

Corpi freddi

Quarant’anni, separata, una figlia al college, Temperance Brennan, antropologa specializzata in medicina legale a Montreal, in Canada, conduce complicate autopsie sulle ossa dei cadaveri irriconoscibili. Chiamata a esaminare un corpo appena scoperto vicino a una chiesa, si rende subito conto che si tratta di un omicidio della peggior specie: il corpo è smembrato e decapitato e vi sono segni di violenza sessuale. Chi sarà quell’essere sventurato, dai capelli rossicci e dalla struttura minuta? Mentre a poco a poco vengono alla luce altre vittime, Temperance è certa che nell’ombra si apposti un killer che da un momento all’altro può colpire ancora: sua figlia, la sua migliore amica, forse lei stessa.

I corpi di Mavra

Nel Pozzo delle Anime, un mondo tecnologico dalle leggi fisiche alterate, la giovane Mavra Chang deve affrontare una missione delicata. La potenza del motore stellare dà, a chi lo possiede, il controllo assoluto dei mondi lontani e Mavra è decisa a impedire che Trelig ne entri in possesso. La sfida avrà luogo nel Mondo delle Anime, la dimensione in cui tutto è possibile.
Copertina di Marco Patrito

Corpi

A Heartsdale, in Georgia, la paura arriva come un brivido sottile, in un’alba tranquilla, mentre la cittadina è ancora immersa nel sonno. Uno studente del Grant Tech College muore, apparentemente suicida, e Sara Linton, coroner locale, raggiunge la scena del delitto insieme a Tessa, la sorella incinta. Un attimo di distrazione e Tessa scompare. Di colpo la placida e rispettabile Grant County precipita in un incubo terrificante. Dietro alle partite di golf e alle feste di beneficenza del college, si annidano violenze domestiche, traffici di droga e festini a luci rosse, mentre il numero dei morti continua a salire. Per il detective Jeffrey Tolliver, Lena Adams, la guardia di sicurezza del campus segnata da un grave trauma, nasconde qualcosa…

Il Corano una biografia

In questo libro Lawrence mostra che il Corano è l'Islam. Descrive le origini della fede nell'Arabia Saudita del VII secolo e spiega perché il Corano deve essere memorizzato e recitato dai fedeli. L'autore prende in esame anche i numerosi commentatori del libro e la sua influenza sulle società e sulla politica dei nostri giorni.