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Partita a scacchi (Italian Edition)

Inghilterra, inizio XIX secolo – Sarah Hardcastle, ricca ereditiera, cerca di sfuggire alle sgradite attenzioni di un pretendente fingendo di essere una semplice istitutrice. Giunge così a Cavendish Park, dove però non trova la quiete che sognava. Il mentore dei suoi pupilli è infatti un arrogante gentiluomo, il cui fascino irresistibile è pari soltanto al cuore di pietra. Almeno all’apparenza… Perché ben presto la frequentazione quotidiana e la forte intesa che si instaura subito tra loro fanno capire a entrambi che quel rapporto potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più profondo e appagante. Ma come si può pensare di innamorarsi con l’inganno?
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Parthenope Trilogy

Le nove chiavi dell’antiquario – La cattedrale dei nove specchi – I nove custodi del sepolcro 3 romanzi in 1 Un autore da oltre 100.000 copie Le indagini del mercante d’arte Lorenzo Aragona Tre romanzi avvincenti, tre storie entusiasmanti che vi catapulteranno in un universo di enigmi ed esoterismo, misteri e occultismo. Dai tesori dell’antico Egitto ai reperti del Settecento, dalla scienza dei Caldei agli esperimenti degli alchimisti, dalle imprese dei Templari ai segreti del Terzo Reich: per l’antiquario Lorenzo Aragona la storia è un tessuto di eventi la cui trama è il mistero. Così, quando un’enigmatica donna si presenta alla sua porta chiedendo aiuto, non ha esitazioni. Insieme, i due si mettono sulle tracce dell’antico Codice Baphomet, tra Gerusalemme, Berlino, Kiev e Roma. Giunto a Praga per l’inaugurazione di una mostra su preziosi manufatti, Lorenzo si trova coinvolto nell’omicidio di un vecchio collega, diventando una pedina in una vicenda più grande di lui. Ospite sul faraonico yatch di un miliardario russo, Lorenzo è chiamato a esprimere una consulenza su un antico reperto. Un oggetto che l’antiquario conosce bene. Inizia così una pericolosa caccia al tesoro che porterà fino alle leggendarie radici della città di Napoli, per risolvere uno dei suoi più antichi e oscuri enigmi. Un successo nato dal passaparola ‘L’enigma dei templari nel romanzo di Rua. Un incastro letterario da cui ha origine una ragnatela di misteri.’ la Repubblica ‘Martin Rua costruisce un intreccio tra Medioevo, Germania nazista e la Napoli di oggi.’ Il Mattino ‘Uno dei casi letterari dell’anno.’ La Gazzetta del Mezzogiorno Martin Ruaè nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle Religioni. I suoi studi si sono concentrati particolarmente su massoneria e alchimia. Dopo un viaggio a Praga e poi a Chartres ha dato vita a Lorenzo Aragona, il protagonista dei romanzi della Parthenope Trilogy (Le nove chiavi dell’antiquario, La cattedrale dei nove specchi, I nove custodi del sepolcro) e dell’ebook La fratellanza del Graal, in bilico tra avventura ed esoterismo. Ha iniziato come scrittore auto pubblicato, arrivando a vendere migliaia di copie del suo ebook in poche settimane. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Napoli esoterica e misteriosa. Codice Nostradamus è il primo capitolo di una nuova trilogia.

(source: Bol.com)

La Parte Migliore

Franco e Anna hanno una vita apparentemente normale che scorre scandita dalla routine, finchè un giorno Franco non ha la sventurata idea di piantare delle rose nel giardino.
Un racconto grottesco e macabro dall’autore de “Lo spirito del bosco e altri racconti”.

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### Sinossi
Franco e Anna hanno una vita apparentemente normale che scorre scandita dalla routine, finchè un giorno Franco non ha la sventurata idea di piantare delle rose nel giardino.
Un racconto grottesco e macabro dall’autore de “Lo spirito del bosco e altri racconti”.

LE PAROLE

Il tempo ritrovato dell’infanzia nell’autoritratto della maturità. A cinquant’anni avanzati, Sartre gioca con i ricordi e racconta come è nato filosofo in una famiglia piccolo borghese, giungendo a ritrovare la propria dimensione e, insieme, il significato profondo della letteratura: in essa ciò che conta è l’uomo che rinnova se stesso spezzando l’incantesimo che l’ha imprigionato nei segni del linguaggio.
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Le parole tra noi leggere

Le parole tra noi leggere by Lalla Romano, Vittorio Sereni
«Minuziosamente, con una precisione di cartella clinica niente affatto pietosa, vengono registrati gli incontri-scontri fra istinti analoghi e divaricati in una quasi sacrilega ricerca di reciproca offesa. Ogni scoperta della donna è un trauma, ogni iniziativa del ragazzo è scontrosa, fiera di autonomia dissacrante. La sommessa, limpidissima poesia dell’autrice, quel suo procedere per vuoti aerei e grumi essenziali, vengono qui coscientemente sacrificati: probabilmente a indicare una nuova strada da percorrere e da proporre…
Virginia Woolf, auspicando la nascita del grande scrittore totalmente femminile, ha piú volte insistito sulla necessità che esso si manifesti con caratteri del tutto autonomi dall’esempio e dal modello dello scrittore *tout court*: finalmente libero dalla leggenda leggiadramente minoritaria della letteratura femminile. Forse questa prova della Romano va considerata in questa direzione. Coraggiosa in piú di un senso».
**Anna Banti**
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*Le parole tra noi leggere*, il libro di maggior successo di Lalla Romano, fu pubblicato per la prima volta nel 1969 e vinse il Premio Strega.

Parole Per L’Anima

Parole per l’anima by Carlo Maria Martini
**A** come Accoglienza, Ascolto, Attenzione…
**B** come Battesimo, Beatitudini, Benedizione…
**C** come Compassione, Comunicazione, Coraggio…
Scandito sull’alfabeto dello Spirito, questo scrigno di parole martiniane offre oltre centocinquanta voci per riflettere sui desideri più profondi dell’animo umano.
Una lettura da centellinare con parsimonia, lasciando che ogni vocabolo penetri nella mente e nel cuore a suggerire buone ispirazioni e valori preziosi per l’oggi.
Il percorso ricco di sollecitazioni di questo dizionario aiuta il lettore a ripensare le proprie relazioni affettive e a scendere negli abissi misteriosi dell’amore di Dio.
Un piccolo tesoro di sapienza a cui attingere ogni giorno per la meditazione personale.

Parole di giorni un po’ meno lontani

Nel dicembre del 1942 un bambino di dieci anni si trasferisce con la famiglia da Napoli a Roma. La capitale vive i giorni più drammatici della guerra, ma per quel bambino è l'inizio di una nuova vita e la scoperta di una città meravigliosa, nella quale procede a grandi passi verso l'età adulta. Muovendo ancora una volta dalla memoria di una singola parola, di un dialogo, di un discorso, Tullio De Mauro rievoca una stagione intera della propria vita e della nostra storia. È un racconto fatto di intimità familiare, con il ricordo tenero e ammirato del fratello Mauro; di scelte politiche, dal fascismo infantile alla scoperta delle ragioni della parte democratica; di incontri decisivi, nel campo degli studi come in quello dell'amore.

Le Parole Che Ci Salvano

Le parole che ci salvano by Eugenio Borgna
Le parole che usiamo ogni giorno possono ferire, ma possono anche essere scialuppe in un mare in tempesta; ponti invisibili verso destini comuni. Nella nostra quotidianità siamo continuamente chiamati ad ascoltare le speranze e le angosce degli altri. Ma come possiamo trovare le parole giuste per rispondere; le parole che salvano e creano relazioni vere? Eugenio Borgna in queste pagine ci indica una via da seguire per entrare realmente in contatto con gli altri. Per fare in modo che le loro parole non cadano nel vuoto e che le nostre servano davvero; mettendo in gioco nel dialogo tutte le emozioni di cui siamo capaci. Perché comunicare non significa rispondere a una mail o a un messaggio, ma condividere la nostra intimità con quella di altri. Solo in questo modo la comunicazione non resterà un gesto tra tanti, ma diventerà un gesto di cura. Un gesto che mai come oggi è tanto necessario e urgente fare.

La parola ai giovani: Dialogo con la generazione del nichilismo attivo

Nel 2007 Umberto Galimberti ha pubblicato un libro, *L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani*, in cui descriveva il disagio giovanile da imputare, a suo parere, non tanto alle crisi psicologiche a sfondo esistenziale che caratterizzano l’adolescenza e la giovinezza, quanto a una crisi da lui definita “culturale”, perché il futuro che la cultura di allora prospettava ai giovani non era una promessa, ma qualcosa di imprevedibile, incapace di retroagire come motivazione a sostegno del proprio impegno nella vita.
A distanza di anni cos’è cambiato di quell’atmosfera che Galimberti aveva definito “nichilista”? Non granché, fatta eccezione per una percentuale forse non piccola di giovani che sono passati dal “nichilismo passivo” della rassegnazione al “nichilismo attivo” di chi non misconosce e non rimuove l’atmosfera pesante del nichilismo senza scopo e senza perché, ma non si rassegna. E dopo un confronto serrato con la realtà, si promuove in tutte le direzioni, nel tentativo molto determinato di non spegnere i propri sogni.
*La parola ai giovani* raccoglie la voce di questi giovani, che hanno un gran bisogno di essere ascoltati per poter dire quelle cose che tacciono ai genitori e agli insegnanti, perché temono di conoscere già le risposte, che avvertono lontane dalle loro inquietudini, dalle loro ansie e dai loro problemi. E allora si affidano a un ascoltatore lontano, che prende a dialogare con loro, non per risolvere i loro problemi, ma per offrire un altro punto di vista che li faccia apparire meno drammatici e insolubili.

Parmenide

In questo corso universitario, tenuto a Friburgo nel semestre invernale 1942/1943, il nome di Parmenide sta per tutto ciò che esso rappresenta: il pensiero aurorale dei greci quale inizio e fondamento della civiltà occidentale. Heidegger orchestra una polifonia sorprendentemente ampia di motivi, in cui Parmenide diventa il pre-testo per trattare temi e problemi quali la verità, la giustizia, la politica, il divino.
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Parliamo di musica

“L’idea che per capire la musica si debba per forza possedere un certo bagaglio culturale è una furbata, spesso è una scusa per pigri, o una medaglia acquisita sul campo per chi crede di essere fra quelli che la ‘capiscono’. Avere gli strumenti per godere della musica non significa conoscere né l’armonia né l’epoca in cui è stata scritta né il retroterra culturale del compositore, ma riconoscere qualcosa che abbiamo dentro e che risuona.” In questo libro Stefano Bollani ci spiega il bello della musica. E lo fa con parole semplici, con il suo spirito libero, sfatando insidiosi luoghi comuni e svelando i segreti di un laboratorio fantastico, quello dell’improvvisatore: armonia, melodia, dinamiche, ritmo, colpi a effetto, trucchi, debolezze e assi nella manica dei jazzisti, dei creatori pop e degli interpreti. *Parliamo di musica* è un viaggio affascinante nei meccanismi della creazione musicale raccontato da uno dei massimi talenti del nostro tempo. Bollani però prima di tutto è un vorace ascoltatore, dai Beatles a Frank Zappa, da Elio e le Storie Tese a Giacomo Puccini, da Bill Evans alla bossanova di Antonio Carlos Jobim e co compilando una sorta di appassionato “taccuino di appunti”, il grande pianista ci guida nella comprensione dei suoni e delle loro diverse chiavi di lettura, fino a farci scoprire che si tratta di un percorso dentro le nostre stesse percezioni nascoste. Perché “non solo nella musica, ma anche nella vita, il vero spettacolo è ascoltare”.

Parlarne tra amici

Parlarne tra amici by Sally Rooney
Frances è troppo intelligente per innamorarsi di un uomo sposato. O almeno cosí pensava prima di incontrare Nick. Bobbi, la sua ex amante, e Melissa, la moglie di Nick, sono troppo moderne e consapevoli per essere gelose. O almeno cosí pensavano. «Sally Rooney ha scritto il caso letterario dell’anno.Parlarne tra amici è il romanzo sull’amore e il tradimento nel nostro tempo».
**«The New Yorker»**
Frances ha ventun anni e ha costruito un muro fatto di intelligenza, autocontrollo e freddezza per arginare il mare delle sue insicurezze. L’insicurezza per un corpo che non le piace e che è pronta a ferire pur di metterlo a tacere; l’insicurezza per una famiglia troppo povera e ignorante per il mondo in cui la figlia ha deciso di vivere; l’insicurezza per la sua stessa intelligenza che per quanto brillante, seducente e incline al sarcasmo, non lo sarà mai come quella di Bobbi. Ecco, Bobbi: la sua amica, compagna di studi e di passioni (insieme scrivono e recitano poesie in una Dublino mai cosí bohémienne e sensuale), e suo primo amore. Anche adesso, quando dopo essere state amanti imparano a essere amiche, Bobbi agli occhi di Frances sembra sempre la versione migliore di lei: piú bella, piú cool, piú trasgressiva, piú impegnata, piú lesbica, piú ricca. Eppure, quando le due ragazze conoscono una coppia sposata piú grande di loro, sarà su Frances e non su Bobbi che poserà gli occhi Nick – un attore in crisi ma decisamente bello. E Melissa, la moglie di Nick, cosa ci trova in Bobbi? È piú attratta dal suo esibito disprezzo per i borghesi (come Melissa stessa) o dalla sua distratta e selvaggia sensualità? Man mano che i legami si intrecciano e le relazioni si saldano, dal vivo o online, i quattro protagonisti di questa storia discutono insieme di sesso e amicizia, di arte e letteratura, di politica e genere, e ovviamente di loro stessi. Ma il centro di tutto è lei, Frances: il suo acume e la sua ingenuità, il suo desiderio, le sue debolezze, il suo amore ne fanno uno dei personaggi femminili piú autentici del nuovo millennio, il ritratto struggente, malinconico, profondissimo di una generazione e il simbolo di questi tempi inquieti. *Parlarne tra amici* è stato salutato per quello che è: l’esordio piú importante degli ultimi anni in lingua inglese, l’opera prima di un’autrice che, poco piú che ventenne, dimostra la raffinatezza stilistica e la profondità psicologica dei grandi scrittori, tra Sylvia Plath e Zadie Smith. Non solo: Rooney è stata paragonata a Elena Ferrante per la sincerità con cui racconta l’amicizia femminile, e *Parlarne tra amici* a un *Bonjour tristesse* del XXI secolo per come racconta la scoperta dell’eros di una giovane donna; mentre Kazuo Ishiguro ha definito il suo esordio «un evento davvero significativo». Quello che però rimane, una volta terminata la lettura, è la consapevolezza di una scrittura modernissima, di una freschezza nello sguardo, di un’intelligenza elettrica che non hanno paragoni nel panorama di oggi.

Il Parlamento

Della canzone di Legnano, parte I (Il Parlamento) (1879)

Fa parte a sé Il Parlamento, frammento de La canzone di Legnano che è senza dubbio uno dei capolavori del Carducci e dove si trova l’ispirazione maggiore delle maggiori raccolte.

(source: Bol.com)

Parker Pyne indaga

«Siete felici? Se la risposta è no, consultate Mr. Parker Pyne, Richmond Street, 17.» Ogni mattina questo annuncio appare sulla prima pagina dei più noti quotidiani inglesi e ogni giorno decine di persone si riversano nello strano ufficio di Richmond Street. A riceverle trovano l’insuperabile Parker Pyne, abilissimo nel rimettere a posto cuori infranti o spiriti solitari. In questi dodici racconti affronta alcuni tra i casi più spinosi della sua carriera: maturi coniugi sospettosi, ex militari distrutti da un’esistenza priva di brivido e anziane signore che temono che qualcuno attenti alla loro vita.

Parigi lato ferrovia

‘Se, come me, siete spesso passeggeri di treni locali, sapete di cosa parlo: è strano come la gente interpreti il ‘lato strada’ e il ‘lato ferrovia’ come due mondi completamente diversi. Il ‘lato strada’ è il biglietto da visita della casa. Il ‘lato ferrovia’, al contrario, è lo spazio dell’intimità.’

Le città sono come le case: c’è un lato ufficiale, presentabile, fotografabile, e un ‘lato ferrovia’, che è quello che permette di scoprire le novità anche in una città vista e narrata milioni di volte. Per conoscere Parigi da questo punto di vista basterà tenersi alla larga dalla Tour Eiffel, dal Louvre, da Notre-Dame, da Montmartre e da tutti quei luoghi che, ormai, appartengono di diritto all’immaginario collettivo. Bisognerà invece passeggiare piano lungo il tracciato di vecchie ferrovie urbane abbandonate, muoversi come fantasmi nelle brume serali del canal Saint-Martin, dominare dall’alto la città a bordo di una mongolfiera, esplorarne le viscere alla ricerca delle stazioni fantasma della metropolitana. Perché, anche a Parigi, cominci a divertirti solo dopo che hai esaurito le visite obbligate.

(source: Bol.com)