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Dylan Dog n. 191: Sciarada

Un assassino enigmista, una tragedia sepolta dal peso degli anni, una ragazza condannata a trascorrere la vita in un manicomio criminale, ma che viene consultata da Scotland Yard in relazione ai casi più oscuri e morbosi. Ma quali demoni abitano la mente di Angelique? Che cosa può averla spinta a massacrare tutta la sua famiglia? Per Dylan Dog e l’ispettore Bloch, la conclusione delle indagini sarà ancora più amara di quanto si sarebbero aspettati…

Dylan Dog n. 190: Il segreto di Mordecai

Davvero memorabile l’ultima esibizione del gitano Mordecai Hildebrand Chase, illusionista e ipnotista famoso nella Londra vittoriana. Arrestato con l’accusa di aver ucciso in scena la sua assistente, venne scortato dall’ispettore Herbert, antenato del nostro Bloch, al palcoscenico definitivo, quello su cui si sarebbe svolta la sua impiccagione. Ciò che nessuno si sarebbe aspettato, però, è che Mordecai resuscitasse subito dopo che il cappio gli aveva spezzato il collo, né che qualcuno si premurasse di eliminare, al giorno d’oggi, chiunque investighi sul segreto di Mordecai. Come la bella Sondra e un certo Dylan Dog, per esempio…

Dylan Dog n. 19: Memorie dall’invisibile

Cade la pioggia sulla notte di Londra. Una pioggia eterna e scura, che si mescola al sangue e alla solitudine. L’Uomo Invisibile scrive nel suo diario, mentre la lama di un assassino continua a colpire. Le prostitute della grande città sono sotto la mano della morte e una di loro, Bree Daniels, si rivolge all’Indagatore dell’Incubo. Per Dylan è l’inizio di un grande amore e di un’indagine complessa, lungo il confine tra uomini e mostri, visibili e invisibili… mentre la pioggia continua a cadere.

Dylan Dog n. 189: Il prezzo della morte

Sei donne scomparse. Sei vite recise da un assassino che sembra conoscere le più riposte sofferenze delle sue vittime, guadagnandosene la fiducia. Sei morti ma nessun cadavere. Se non fosse per i mignoli di mano destra inviati come un macabro messaggio a Scotland Yard, si potrebbe persino credere che nulla sia avvenuto. Il caso è un tipico affare di cronaca nera e Dylan Dog dovrebbe entrarci poco… Ma non è forse nella vita di tutti i giorni che attecchiscono gli incubi più spaventosi?

Dylan Dog n. 188: Il labirinto di Bangor

Che ne direste di una partita a un bel gioco di ruolo, per esempio “Il labirinto di Bangor”? Prima di rispondere pensateci bene, perché nel mondo di Dylan Dog anche il più innocente dei giochi può spalancare le porte dell’Inferno. Ne sanno qualcosa i cinque giocatori che, nel passato, hanno visitato spesso i magici sotterranei di Bangor e che oggi, troppo cresciuti per sciocchezze del genere, cadono uno a uno sotto i colpi del Principe Skull…

Dylan Dog n. 187: Amori perduti

A volte, il peso della solitudine è tanto insopportabile che dà corpo ai fantasmi della mente. Ma se le donne incontrate da sir Robert Albright, Alan Levin e Joseph Colber poco prima di togliersi la vita non fossero semplici illusioni? È quanto spera Dylan Dog, che ritorna a perdersi negli occhi smeraldini di Lillie Connolly, il suo antico amore creduto morto tra le mura della prigione di Dartmoor…

Dylan Dog n. 186: L’uomo nero

Chi ha paura dell’Uomo Nero? Non c’è bambino al mondo che non ne sia stato terrorizzato a morte, almeno una volta. Poi si cresce e si scopre che gli orrori della vita possono essere ben altri… Questo è ciò che accade a Timothy Madison, circondato dall’indifferenza e da un gelido benessere, che, grazie a Dylan Dog e alla sua unica amica, la baby-sitter Sheila, ha imparato a parlare alle proprie paure, traendone la forza necessaria al duro mestiere di vivere.

Dylan Dog n. 185: Phobia

Morire di paura non è soltanto un modo di dire. Non per i pazienti del dottor Ashenbach, almeno. Succede, quando si tratta di soggetti predisposti alle più condizionanti forme di fobia patologica, soprattutto se qualcuno usa la loro debolezza per eliminarli. L’unica speranza per la sparuta pattuglia di fobici assortiti è un certo appartamento al n. 7 di Craven Road. Lì abita Dylan Dog, uno che di paura, invece, ci vive…

Dylan Dog n. 184: I misteri di Venezia

Venezia sembra fatta apposta per sognare, ma c’è qualcuno che vuole trasformare i sogni in incubi… incubi talmente mostruosi da poter inabissare l’antica regina della laguna per sempre. Per fortuna vigilano sulle sue sorti: Saul l’angelo caduto, un ex agente di Scotland Yard di nome Dylan Dog, il commissario Corradi e il signore di tutte le alcove, l’avventuriero evaso dal carcere dei Piombi, Giacomo Casanova.

Dylan Dog n. 183: Requiem per un mostro

Quale vuoto lascia una leggenda che muore? Una domanda tragicamente inutile, se chi se la pone lo fa soltanto in termini economici. E così il Loch Ness, stretto tra gli interessi di una multinazionale coinvolta nello sfruttamento commerciale di Nessie, le strane macchinazioni dei sindaci della zona e la stupida violenza di chi vorrebbe uccidere la fantomatica creatura del lago, rischia di spegnere la sua millenaria esistenza in una lunga e malinconica agonia. O, perlomeno, questo è ciò che accadrebbe se non si aggirasse in zona un certo Dylan Dog…

Dylan Dog n. 182: Safarà

Neil Levine è uno di quei fotografi che si faticherebbe a definire arrivati. Ha dovuto perfino vendere la sua macchina fotografica, ed è soltanto per la gentilezza del negoziante che, oltre a un po’ di sterline, ha rimediato anche un vecchio apparecchio con cui continuare a lavorare. Tutto considerato, non è stato un cattivo affare, almeno non per lui. Anzi, si può dire che il successo sia arrivato proprio a partire dal momento in cui il fotografo ha messo piede in quel negozietto dallo strano nome… Safarà. Ma cosa succede alle povere ragazze fotografate da Levine? Sta a Dylan, naturalmente, scoprirlo, anche se la partita resta aperta, poiché il diabolico Hamelin, il padrone del Safarà, ha un asso nascosto…

Dylan Dog n. 181: Il marchio del vampiro

“Là dove le stelle sono più vicine…”. Questo è il messaggio telepatico che la dolce Twilight intercetta. Ma come capire dove si incontreranno Jargo e i non-morti del suo branco? Dylan ha un’intuizione, che lo condurrà a incrociare i suoi passi con quelli di Manila, una giovane seguace di Jargo, e dal loro incontro nascerà un patto di reciproca salvezza. Ma potranno le leggi del cuore imporsi sull’odio e la brama di uccidere?

Dylan Dog n. 180: Notti di caccia

Twilight Duscombe è cieca. Lo è dalla notte in cui Jargo, il vampiro maestro, e i suoi “figli” hanno massacrato la sua famiglia. Ed è proprio da quella notte che la sfortunata ragazza vede cose che gli altri non vedono, poiché Jargo parla alla sua mente, donando a Twilight persino qualche istante di felicità. Eppure, è da allora che lei e suo fratello Reginald battono i continenti in una caccia incessante. Adesso il vampiro è a Londra e, all’ombra del Big Ben, c’è un solo uomo che possa aiutarli a uccidere il mostro. Ma Dylan tentenna… a Reginald piace troppo dare la morte, per essere certi che il vero mostro sia Jargo.

Dylan Dog n. 18: Cagliostro!

Una trasferta newyorkese per Dylan Dog, un viaggio popolato di orrori e presagi. Cinquemila dollari e un’anonima sfida lo attirano al di là dell’Atlantico, verso un destino ignoto e verso una trappola mortale. Chi è la bellissima strega di nome Kim? Qual è il potere di Cagliostro, il suo inquietante gatto nero? Quale segreta vendetta trama la signora Di Passio? Un turbine di personaggi, demoni e mostri… con una sorpresa finale.

Dylan Dog n. 179: La terza faccia della medaglia

La terza faccia della medaglia è la specialità di Peter Drabble, quell’elemento della verità che costituisce l’alternativa a cui nessuno penserebbe mai. E, bisogna riconoscerlo, per un detective questa è una gran bella risorsa… Il problema è che Peter, sulle tracce di un assassino che sembra replicare le discutibili imprese di alcuni suoi predecessori, sta impazzendo, e di fronte allo spettro della follia non gli resta che ricorrere a Dylan Dog. Ma stavolta sono gli incubi ad avere la meglio e né Peter né Dylan scorgeranno in tempo la fatidica terza faccia…

Dylan Dog n. 178: Lettere dall’inferno

“Jethro deve morire”. Madame Trelkovski ha ragione: anche se può apparire una risoluzione troppo cruenta, uccidere il “Profeta”, rinchiuso nel Manner’s Asylum, è l’unico modo per fermare la strage che ha messo in atto con le sue deliranti dottrine. Anche Dylan avrebbe ingrossato il numero delle vittime, se non fosse riuscito a fermare la mano di Geraldine Rowling, sua vecchia fiamma, tornata per ucciderlo. No, la gelosia non c’entra, e neppure la vendetta passionale. Anzi, è proprio per amore che Geraldine e tutti gli altri involontari assassini hanno armato la loro mano, perché “amore è morte”, come sostiene Jethro. Ma in che modo il “Profeta” impartisce i suoi ordini? Attenzione alla buca delle lettere, perché stavolta la Morte arriva per posta…