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Il filtro

Ti svegli una mattina e ti trovi in un mondo in cui tutti la pensano come te. Tutti hanno le tue stesse idee politiche, le tue convinzioni religiose, i tuoi gusti culinari. Nessuna discussione con chi la pensa diversamente. Benvenuto nell’era della personalizzazione. Nel dicembre 2009 Google ha cominciato ad alterare i risultati delle ricerche a seconda delle abitudini dei suoi utenti. La corsa a raccogliere la maggior quantità possibile di dati personali su cui customizzare la nostra esperienza online è diventata una guerra che i giganti di internet – Google, Facebook, Apple e Microsoft – stanno combattendo senza tregua. Dietro le quinte, una schiera sempre più folta di società di raccolta dati sta mappando le nostre informazioni personali, dalle preferenze politiche al paio di scarpe che abbiamo adocchiato online, per venderle agli inserzionisti. Il risultato: ognuno vive la propria vita in un mondo fatto a misura di marketing che finisce per diventare costrittivo, ciò che Eli Pariser chiama la «bolla dei filtri». Un’isola di sole notizie gradevoli, attinenti ai nostri interessi e conformi alle nostre convinzioni, che lascia sempre meno spazio a punti di vista diversi e a incontri inaspettati, limita la scoperta di fonti di creatività e innovazione, e restringe il libero scambio delle idee. Un’invisibile e inquietante rivoluzione che distorce il nostro modo di apprendere, conoscere e informarci, fino a stravolgere la formazione dell’opinione pubblica e il funzionamento della democrazia. Fra cyberscettici e cyberottimisti, “Il Filtro” ci spiega come internet, sotto la pressione delle esigenze di monetizzazione dei colossi web, si sta avvitando su di sé. Sbircia nei segreti di server farm, algoritmi, imprenditori fanatici e analisti della guerra dell’informazione; indaga le conseguenze dello strapotere delle corporation nell’era digitale; infine, indica nuove strade che permettano alla Rete di mantenere le sue promesse libertarie di cambiamento.

Fare a meno dei vecchi. Una proposta indecente

Alla fine dell’Ottocento, Jonathan Swift proponeva di risolvere il problema dei senzatetto di Londra mangiandoli. In modo analogo, Régis Debray propone oggi di risolvere il problema dell’invecchiamento della popolazione europea confinando gli anziani in una riserva naturale, il “Bioland”. Questo libro dissacratorio inaugura un dibattito, essenziale per il futuro della nostra società, sulla contraddizione che esiste tra l’invecchiamento della popolazione e il giovanilismo dilagante nello spettacolo, nella moda, nella cultura. **

Fantasma

“Ora, bambini, vi racconterò una storia…” In questa raccolta inedita che il Saggiatore pubblica in esclusiva per i lettori italiani, David Peace diventa la voce oscura che racconta gli incubi più terribili, le apparizioni più sinistre di uno spettro dalle sembianze umane, seguendone i passi da vicino, accompagnandolo, insieme al lettore, tra i vortici delle sue allucinazioni. Negli abissi dell’Inferno, un uomo condannato per le azioni malvagie commesse in vita tenta di fuggire arrampicandosi sul filo sottilissimo teso da un ragno. Un tempo era stato un grande scrittore, venerato e osannato da tutti, ma la diabolicità della sua anima e il dilagare della pazzia ereditata dal ventre materno lo hanno trasformato in un demone, un semivivo. Un fantasma. Quattro racconti visionari, un unico fantasma che li attraversa tutti: a bordo di una nave, con il mare in tempesta, tenta di domare i venti brandendo un mozzicone di sigaretta; nelle strade di una città, scorge il suo sosia ovunque e prova a incastrarlo, prima di scoprire che la natura del suo doppio è molto più pericolosa di quanto immagini; durante un terrificante terremoto, si salva come un immortale cui è imposto di sopravvivere per adempiere a una fine più memorabile ed esemplare, perché nessuno spirito malvagio può lasciare la Terra senza prima aver rispettato il suo patto infernale.

Erotic horror

Raccolti da Carlo Bordoni i più bei racconti tratti dalle tre antologie originali Hot Blood, Hotter Blood e Hottest Blood. Ne esce una panoramica dei più grandi scrittori horror. I titoli: La modella di Robert Bloch, Ancora di Ramsey Campbell, Generentola di Ron Dee, Passi di Harlan Ellison, Figlia del vecchio West di Dennis Etchison, Lo strumento del vizio di Stephen Gallagher, Ricongiungimento di Michael Garrett, È bello trovare un uomo duro di R. Patrick Gates, La vasca da bagno di Richard Laymon, Julie di Richard Matheson, L’aggeggio di Robert R. McCammon, Carnaio di John Skipp & Craig Spector, La vendetta esiste di Theodore Sturgeon, L’ultima traversata di Thomas Tessier, La casa degli insetti di Lisa Tuttle, Cambio di vita di Chet Williamson, Ménage à trois di Paul Wilson e Appuntamento al buio di Julie Wilson.

L’eleganza del riccio

***L’eleganza del riccio* è stato il caso letterario del 2007 in Francia: ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie a un impressionante passaparola e ha vinto il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.**

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto. **
### Recensione
Due voci femminili, tanto diverse quanto uguali
Il caso letterario più clamoroso del 2007, in Francia, s’intitola L’eleganza del riccio.
L’ha scritto Muriel Barbery, trentanovenne docente di filosofia. In poche settimane il romanzo ha scalato le classifiche e si è posizionato al primo posto dove è rimasto per lunghi mesi vendendo centinaia di migliaia di copie. È un libro «gradevole» in cui, almeno fino a un certo punto, non conta tanto quello che succede, quanto piuttosto il modo della narrazione. Quest’ultima è affidata a due voci che si alternano irregolarmente, due voci femminili che si esprimono in prima persona e si rapportano entrambe al lettore creando due personaggi tanto apparentemente diversi quanto intimamente uguali. La prima voce è quella di Renée, portinaia cinquantaquattrenne di un immobile che si trova al numero 7 della rue de Grenelle, via situata nel settimo arrondissement di Parigi, quartiere alto borghese, abitato per lo più da intellettuali tendenzialmente di sinistra. La seconda voce è quella di Paloma, ragazzina dodicenne che abita nel palazzo, al quinto piano, figlia di un papà deputato (con un passato da ministro) e di una mamma che sfoggia un dottorato in lettere. La ragazzina ha anche una sorella, Colombe, più grande di lei, studentessa di filosofia. Nella versione italiana, le pagine di Renée sono state tradotte da Cinzia Poli, quelle di Paloma da Emanuelle Caillat. Il personaggio della portinaia è giocato sull’opposizione della stessa al cliché che normalmente la identifica ma, insieme, su una strenua volontà a mantenere segreto il suo essere diversa. In altre parole, Renée legge Marx e Husserl, vede i film di Ozu e si cucina filetti di triglia al coriandolo, ma fa di tutto – maniacalmente – per evitare che i condomini lo sappiano. Costruisce quindi intorno a sé una messa in scena che riproduca nei minimi dettagli il cliché cui, per niente al mondo, si adeguerebbe. Veste sciattamente, fa continue spese ostentando sporte da cui emergono ciuffi di verdura, grosse fette di carne o prosciutto, pasta e passata di pomodoro, tiene perennemente accesa una televisione sintonizzata al alto volume su programmi di basso intrattenimento, e via dicendo. Salvo poi svelare, ma solo a noi lettori, che quelle derrate portinaiesche sono riservate al gatto Lev, che la televisione è accesa ma non guardata, e che tutta questa apparenza serve a preservare intatto il suo rifugio, una stanzetta sul retro nella quale, indisturbata, lei può coltivare i suoi gusti raffinati e la sua mente. Anche Paloma, la ragazzina dodicenne, nasconde sotto mentite spoglie un suo segreto progetto esistenziale. Finge cioè di essere una ragazzina dodicenne come le altre, si veste come loro, a scuola segue bene ma senza emergere, mentre a noi, lettori del suo pseudo diario, si rivela come straordinariamente in anticipo rispetto alle coetanee, a tal punto lucida e consapevole della vanità del tutto (in particolare della rinuncia agli ideali di cui l’età adulta è ai suoi occhi irrimediabilmente schiava) da aver deciso di uccidersi, il giorno del tredicesimo compleanno: per non dover passare anche lei dalla parte della rinuncia. Una rinuncia a priori insomma, scelta invece che subita. A scompaginare i giochi, le finzioni delle due narratrici, entra in scena a un certo punto un personaggio che le svela entrambe. È un ricco giapponese, nuovo inquilino che Muriel Barbery fa entrare nel romanzo e nel palazzo uccidendo un fastidioso critico gastronomico e attribuendogli il suo appartamento. Ozu (proprio così si chiama il ricco giapponese) coglie magicamente le verità di Renée e di Paloma e le fa entrare in risonanza. Con una ulteriore capriola, la vicenda sfocia allora in fiaba: e la Bellezza trionferà, sia pure a costo di un passaggio iniziatico per la porta stretta della Morte (non, ovviamente, di quella programmata da Paloma). Il grande successo del libro dimostra quanta voglia ci sia in giro di messaggi rassicuranti e di «leggibilità».
Recensione di Tuttolibri, a cura di Gabriella Bosco
### Sinossi
***L’eleganza del riccio* è stato il caso letterario del 2007 in Francia: ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie a un impressionante passaparola e ha vinto il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.**

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

Dove Nasce La Nuova Fisica

Albert Einstein aveva simpaticamente denominato i ritrovi dei fisici del XX secolo “witches’ Sabbath” (incontri delle streghe). Questo libro racconta lo spirito che li animava, introducendo il lettore ai contenuti di base e alle discussioni che hanno una rilevanza fondamentale nella fisica e nella società di oggi. Nati nel 1911, i Congressi Solvay sono il luogo dove i dibattiti, le prese di posizione, gli intuiti, le scintille geniali dei partecipanti danno vita alla nascita e allo sviluppo della fisica moderna, in particolare di quella quantistica e nucleare. Facendoci accompagnare da Planck, da Lorentz, da Einstein, da Poincaré, da Schrödinger, questo libro ripercorre le svolte della storia della fisica partendo proprio da questi eccezionali ritrovi dei fisici più importanti a livello mondiale a Bruxelles; quei fisici che con le loro teste hanno cambiato la nostra visione del mondo e talvolta anche il nostro mondo reale.

Il doppio mistero di Ravensdene Court

Il villaggio di Ravensdene si nasconde in uno degli angoli più selvaggi della costa del Northumberland. Appena giunto in questo solitario angolo di mondo per riordinare la biblioteca del castello dei Raven, Leonard Middlebrook si imbatte in un marinaio che racconta storie strabilianti. Ha le tasche piene d’oro e cerca… Cosa cerca? Il giorno dopo il marinaio verrà ritrovato sulla spiaggia, pugnalato, vicino al cupo castello dei Raven…

Dopo la società aperta

Dopo la società aperta ci rivela lo sviluppo filosofico e politico di Popper durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, dai suoi primi pensieri socialisti all’umanitarismo radicale della Società Aperta. I saggi qui riportati, molti dei quali tradotti in italiano per la prima volta, dimostrano con chiarezza il pensiero di Popper sulla religione, sulla storia, su Platone, Aristotele e sui vari e complessi aspetti della società contemporanea. **

La donna del ritratto

« *Un narratore magistrale* »
**J.M. Coetzee** « *Cercas appartiene alla stirpe dei grandi scrittori* »
**Livres Hebdo** « *Una prosa limpida e chiara, che emoziona. Cercas ricorda Scott Fitzgerald e Faulkner* »
**The Independent** « *Uno scrittore di straordinario talento* »
**Roberto Bolaño** Quando, un pomeriggio di fine agosto,Tomás incontra Claudia, antico amore di gioventù, non sa ancora che la sua esistenza sta per prendere una svolta inaspettata. Questo semplice incontro casuale sembra infatti presentargli all’improvviso la donna della sua vita, ma rischia anche di farlo sprofondare in un incubo da commedia degli equivoci. Tutto viene messo in discussione: un matrimonio ormai esaurito, il precario posto di assistente di Letteratura all’università, gli amici di sempre… Da un giorno all’altro nulla è più come prima. Trascinato dagli eventi che si susseguono a ritmo vertiginoso, Tomás, il riflessivo professore, cercando quasi inconsapevole la sua stessa perdizione, insegue disperatamente un amore appena intuito, che si rivela come qualcosa di misterioso e inesorabile.

Dio, Uomo E Mondo

In questo volume, tradotto qui integralmente e per la prima volta nella sua versione definitiva (1967), Löwith perviene agli esiti più maturi del suo confronto con la modernità. Cosa devono tornare a essere il mondo e l’uomo, dopo la «caduta di Dio» consumatasi nella coscienza moderna? È rispetto a questa ineludibile domanda che emerge l’incapacità della filosofia moderna, da Cartesio e Kant fino a Hegel e al nichilismo di Stirner, di emanciparsi effettivamente dal creazionismo e dall’antropocentrismo di ascendenza biblica. La concezione meccanicistica del mondo e le moderne «metafisiche della soggettività» smarriscono l’autentica sostanza religiosa della fede nel Dio sovrannaturale e creatore della tradizione, ma non sanno ripristinare la nozione di natura. Precipitano anzi l’uomo cristiano-moderno in un mondo divenuto ormai estraneo e privo di senso: in un esilio o nichilismo cosmico che riguarda non solo l’idealismo di Fichte o il disprezzo per la natura di Hegel, ma anche le filosofie di Husserl, Heidegger e Sartre. C’è tuttavia anche un’altra modernità: quella in cui l’a-teismo giunge al proprio compimento. Perciò in Dio, uomo e mondo Löwith, oltre che con Feuerbach e Nietzsche, «filosofo del nostro tempo», si confronta, con un’intensità che non ha precedenti lungo tutta la sua ricerca, anche con Spinoza: con il «Mosè dei materialisti moderni» (Feuerbach) che ha saputo uscire da ogni metafisica della volontà e restituire «la propria verità alla natura di tutte le cose». È con questa linea di pensiero che anche il naturalismo di Löwith instaura un dialogo di grande attualità per tutti coloro che si sentono «irretiti» nell’emancipazione moderna dall’orizzonte metafisico: che collocano, cioè, la propria ricerca e la propria vita «in un universo senza Dio» e sono interessati a tornare alla prospettiva di una natura (physis) sempiterna che sia anche dimora cosmica dell’uomo che a essa appartiene.

Il diario del vampiro: Strane creature

La saga che ha ispirato la serie TV The Vampire Diaries, creata da Kevin Williamson e Julie PlecIl racconto di Stefan prosegue. Elena continua a leggere le pagine del suo diario…Manhattan, fine Ottocento. Lasciata New Orleans dopo il terribile tradimento di suo fratello Damon, Stefan tenta disperatamente di cominciare una nuova vita. Giura che d’ora in poi terrà a freno i suoi istinti di vampiro e non farà mai più del male a nessun umano. Deciso a dimenticare tutto, si aggira in silenzio per le strade della città cercando di scomparire tra la folla…Presto però scoprirà che non può sfuggire al passato: suo fratello è già a New York, e ha grandi piani per il loro futuro insieme. Ma Damon non è il solo a cercarlo: un vecchio nemico lo attende, nascosto nell’ombra. Un nemico più potente e spietato di quanto avrebbe mai potuto immaginare.Lisa Jane Smith è tra i venti autori più venduti in Italia nel 2010«Ipnotizza il lettore fino all’ultimo capoverso.»Francesco Fantasia, Il Messaggero«Lisa Jane Smith brilla nel firmamento del “new gothic”.»Enzo Di Mauro, Corriere della Sera«La Signora delle saghe fantasy.»Laura Pezzino, Vanity Fair«Una storia intensa, passionale, crudele, che inchioda il lettore.»Ragazza ModernaLisa Jane Smithè una delle scrittrici di urban fantasy più amate al mondo, e con i suoi libri ha conquistato due generazioni di fan. La Newton Compton ha pubblicato Il giorno del solstizio (il suo primo romanzo) e le sue saghe di maggior successo: Il diario del vampiro (Il risveglio, La lotta, La furia, La messa nera, Il ritorno, Scende la notte, L’anima nera, L’ombra del male, La genesi e Sete di sangue); I diari delle streghe; La setta dei vampiri; Dark Visions e Il gioco proibito. Dalla saga Il diario del vampiro, un bestseller internazionale, è stata tratta la serie TV The vampire diaries, creata da Kevin Williamson e Julie Plec, finalmente in onda anche in Italia.