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Finestra con le sbarre

“Finestra con le sbarre” fu pubblicato per la prima volta nel 1937 in Olanda, dove Klaus Mann si era rifugiato fuggendo dalla Germania nazista. Solo nel 1961 esso venne ristampato da un editore tedesco. Nel presentarlo per la prima volta ai lettori italiani, Giacomo Debenedetti scriveva: “Chiamarlo racconto storico può parere un abuso. Non già che i fatti utilizzati da Mann non provengano tutti dalle più sicure fonti storiche sulla vita e sulla morte di Ludwig II di Baviera. Ma l’autore offre al proprio eroe, nel finale del racconto e come al di là della vita, una forse insperata identificazione con Tristano. Nell’arrivo di Elisabeth d’Austria, nella sua corsa alata sullo spiazzo del castello di Berg, quanti echi dello sbarco di Isotta al castello di Kareol, del suo volare dagli spalti al giaciglio dell’amato morente, da lei eletto, da lei perduto”.

Fine partita

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Per John Rebus, ispettore della polizia di Edimburgo, il caso da risolvere si preannuncia complesso: Philippa Balfour – Flip per gli amici – una studentessa di vent’anni figlia di un noto banchiere di Edimburgo, sparisce misteriosamente.
Si tratta di fuga? Di rapimento? O di omicidio? A poco a poco, dalla vita apparentemente tranquilla della ragazza emergono particolari che contrastano con un’esistenza superficialmente sbiadita. Flip amava giocare… In Rete: giochi di ruolo, sciarade, indovinelli scambiati via email. Come quelli che le proponeva il “Quizmaster”, un’identità misteriosa che ha ossessionato Flip fino all’ultimo appuntamento dopo il quale la ragazza è sparita… Tra rivelazioni, enigmi, ritrovamenti e persino un’ombra inquietante di stregoneria, Rebus insegue la sua pista testardo, irascibile, ma anche disperatamente umano, Mentre alle sue spalle ancora una volta prende forma l’affresco di una Edimburgo che pare ospitare tutte le contraddizioni del nostro presente.

Una fine in lacrime

Il corpo della ragazza viene rinvenuto all’alba. Amber Marshalson, diciotto anni, non è rientrata a casa dopo una serata trascorsa fuori con gli amici. Non l’aveva mai fatto prima. È il padre a notare un baluginio
in mezzo all’erba, tra gli alberi, e poi la mano con l’orologio bianco al polso. Decesso causato da una serie di colpi inferti al cranio, probabilmente con un mattone, rileva il medico legale. L’ispettore capo Wexford, incaricato del caso, distoglie lo sguardo durante la dissezione del cadavere, gli esami autoptici non lo appassionano. Ma c’è qualcosa che non può non vedere: tra gli effetti personali della vittima ci sono mille sterline, in banconote da cinquanta. Un bel po’ di soldi. Dove li avesse presi e perché li avesse con sé, sta a lui scoprirlo. Così come starà a lui capire quale sia il collegamento con la precedente morte di una donna in un incidente d’auto, provocato da un blocco di cemento che qualcuno ha gettato da un ponte. E nella soffocante calura estivache opprime la cittadina di Kingsmarkham, più scaverà in profondità e più le sue ricerche porteranno alla luce una verità disturbante. In un mondo che sembra avere smarrito ogni senso morale e ogni speranza.
EBOOK DISPONIBILE

Fine della trasmissione

Kent Murdock, fotografo del “Courier Herald”, va a New York per un servizio su “Cuore sensibile”, una nuova trasmissione radiofonica destinata al successo. Ma là, in mezzo a una folla di scrittori, attori e produttori, Murdock si trova ancora una volta al cospetto del delitto. Un unico trascurabile problema: questa volta l’indiziato numero uno rischia di essere proprio lui. La romantica trasmissione si trasforma, sinistra ironia, in un fosco dramma giallo, dalla suspense mozzafiato. E allora accendete la radio, abbassate le luci e mettetevi in ascolto. Al microfono, il grande maestro.
George Harmon Coxe (1901-1984) ha studiato alla Purdue University, Indiana, e alla Cornell University, New York. Ha lavorato come giornalista, pubblicitario e autore di testi per il cinema e la televisione. Dal 1922 ha scritto numerosi racconti e romanzi polizieschi. Ha vinto il Grand Master Award nel 1964.

La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar.

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In una piccola e spettrale città, che mura insormontabili separano dal resto del mondo, gli abitanti, privi di ombra e di sentimenti, vivono al riparo da qualunque emozione. Un nuovo arrivato ha il compito di leggere i vecchi sogni nel teschio degli unicorni, i soli animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un’altra vita o dimensione.
Parallelamente, in una Tokyo futuribile e disumana, un uomo viene coinvolto da uno scienziato, geniale ma sconsiderato, in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafora delle paure che agitano le coscienze.
Proprio nel buio fitto della mente si troverà la soluzione che lega i personaggi dei due mondi, in realtà l’uno il riflesso dell’altro.
Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, o il viaggio sarà senza ritorno?

(source: Bol.com)

La fine dei vandalismi

Il mondo di Grouse County è una ragnatela di cittadine sparse in un immaginario Midwest, dove le vite sono intrecciate da legami di amicizia, affetto o semplice conoscenza. È qui che Louise Darling decide di divorziare da Tiny e fa visita alla madre, Mary, per portarla fuori a pranzo prima della seduta del consiglio comunale, dove si discutono le sorti di un cane mordace.Nel frattempo, lo sceriffo Dan Norman si trova a dare la caccia al marito di Louise, per atti vandalici commessi nella scuola durante il ballo contro i vandalismi.E così Dan incontra Louise, se ne innamora, Tiny la perde per sempre, e Louise ritrova finalmente se stessa.Tom Drury sceglie di non dirigere i suoi personaggi come burattini, ma al contrario, con piccole pennellate, dai loro incontri attinge la forza per creare l’epica di Grouse County.Leggero e profondo, divertente e malinconico allo stesso tempo, La fine dei vandalismi racconta la vita, quella di ogni giorno, che macina gioie e tristezze senza sosta. E lo fa senza seguire traiettorie premeditate, accettando la fatalità dell’esistenza, in un inno alla sua pacata e ingovernabile casualità.
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### Sinossi
Il mondo di Grouse County è una ragnatela di cittadine sparse in un immaginario Midwest, dove le vite sono intrecciate da legami di amicizia, affetto o semplice conoscenza. È qui che Louise Darling decide di divorziare da Tiny e fa visita alla madre, Mary, per portarla fuori a pranzo prima della seduta del consiglio comunale, dove si discutono le sorti di un cane mordace.Nel frattempo, lo sceriffo Dan Norman si trova a dare la caccia al marito di Louise, per atti vandalici commessi nella scuola durante il ballo contro i vandalismi.E così Dan incontra Louise, se ne innamora, Tiny la perde per sempre, e Louise ritrova finalmente se stessa.Tom Drury sceglie di non dirigere i suoi personaggi come burattini, ma al contrario, con piccole pennellate, dai loro incontri attinge la forza per creare l’epica di Grouse County.Leggero e profondo, divertente e malinconico allo stesso tempo, La fine dei vandalismi racconta la vita, quella di ogni giorno, che macina gioie e tristezze senza sosta. E lo fa senza seguire traiettorie premeditate, accettando la fatalità dell’esistenza, in un inno alla sua pacata e ingovernabile casualità.

La fine dei Templari

1307-1314: un processo farsa condannò a morte il più potente ordine militare del medioevo. I templari erano ormai diventati uno dei più ricchi gruppi monastico-militari e il re di Francia, bisognoso delle loro ricchezze, sollevò contro di loro un castello di accuse: pratiche omosessuali, riti magici di iniziazione, blasfemia. Un inquisitore francese sottopose i membri dell’ordine a torture e interrogatori pur di ottenere “le prove” e le confessioni per poter sciogliere il gruppo e incamerare i suoi beni. I templari erano davvero “banchieri di Dio”, maghi o ciarlatani? È accettabile un procedimento locale che porta alla soppressione di un ordine presente in tutta l’Europa?

Fine amara

Il paté de fois gras è il minimo per i gusti esigenti di Nero Wolfe. E con Fritz Brenner costretto a letto da una spiacevole influenza, il grasso investigatore della Trentacinquesima Strada si deve accontentare di cibo in barattoli. Una mente perversa ha però osato aggiungere del chinino al paté. Per il palato sopraffino di Wolfe, l'offesa è imperdonabile. Scoprire il responsabile di un simile misfatto diventa per lui un punto d’onore, specie quando ai delitti del gusto si aggiungono quelli reali.

Finanzcapitalismo

Mega-macchine sociali: sono le grandi organizzazioni gerarchiche che usano masse di esseri umani come componenti o servo-unità. Esistono da migliaia di anni. Le piramidi dell’antico Egitto sono state costruite da una di esse capace di far lavorare unitariamente (appunto come parti di una macchina) decine di migliaia di uomini per generazioni di seguito. Era una mega-macchina l’apparato amministrativo- militare dell’impero romano.
Formidabili mega-macchine sono state, nel Novecento, l’esercito tedesco e la burocrazia politico-economica dell’Urss.
Come macchina sociale, il finanzcapitalismo ha superato ciascuna delle precedenti, compresa quella del capitalismo industriale, a motivo della sua estensione planetaria e della sua capillare penetrazione in tutti i sottosistemi sociali, e in tutti gli strati della società, della natura e della persona. Così da abbracciare ogni momento e aspetto dell’esistenza degli uni e degli altri, dalla nascita alla morte o all’estinzione.
Perché il finanzcapitalismo ha come motore non più la produzione di merci ma il sistema finanziario. Il denaro viene impiegato, investito, fatto circolare sui mercati allo scopo di produrre immediatamente una maggior quantità di denaro. In un crescendo patologico che ci appare sempre più fuori controllo. È possibile correggere le storture più evidenti della civiltà malata del denaro? Luciano Gallino, dopo aver disegnato, in un formidabile affresco, le grandi linee di questo processo, di natura epocale, prova a indicarci le strade possibili della ‘salvezza’, le vie di fuga, tutte difficili è vero, alla ricerca di nuovi, ineluttabili, contromovimenti.

(source: Bol.com)

FILOTEA: Introduzione Alla Vita Devota

capolavoro di san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa: la Filotea. Introduzione alla vita devota. Forse il più bel libro sulla santificazione dei laici che sia mai stato scritto
San Francesco di Sales appare maestro di ascesi, padre spirituale, accompagnatore del cristiano impegnato che vuole diventare sempre più devoto nell’amare Dio e il prossimo con tutto il cuore. Egli parte dal vissuto, dall’esperienza, mostrando “la via sicura ed agevole alla perfezione cristiana”. La santità è «perfettamente conciliabile con ogni sorta di condizione della vita civile».
Contiene consigli ed esercizi necessari per condurre l’anima dal primo desiderio della vita devota fino alla ferma risoluzione di abbracciarla.
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capolavoro di san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa: la Filotea. Introduzione alla vita devota. Forse il più bel libro sulla santificazione dei laici che sia mai stato scritto
San Francesco di Sales appare maestro di ascesi, padre spirituale, accompagnatore del cristiano impegnato che vuole diventare sempre più devoto nell’amare Dio e il prossimo con tutto il cuore. Egli parte dal vissuto, dall’esperienza, mostrando “la via sicura ed agevole alla perfezione cristiana”. La santità è «perfettamente conciliabile con ogni sorta di condizione della vita civile».
Contiene consigli ed esercizi necessari per condurre l’anima dal primo desiderio della vita devota fino alla ferma risoluzione di abbracciarla.

Filostrato

Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.

Il filosofo di via del bollo

È cambiato Andrea Lucchesi. Ha sfiorato la morte e, se questa volta ha vinto lui, il prezzo che ha dovuto pagare è alto: adesso ha paura. Paura di ogni sigaretta che accende, di ogni bicchiere che si concede, ma soprattutto paura di essere, di restare solo. Forse è per questo che un giorno, uscendo dalla Questura milanese di piazza San Sepolcro, Lucchesi si accorge di quell’uomo, che, all’angolo di via del Bollo, dispensa saggezza ai passanti, a chi ha tempo per fermarsi ad ascoltare un vecchio, un filosofo. Lucchesi ha tempo, adesso, per ascoltare, per capire. Forse è per questo che, un giorno, Lucchesi si accorge che la collega Carolina Marchesi non è solo una poliziotta in gamba, ma è anche una splendida donna, e che lui, dopo tanta rabbia e dolore, può di nuovo concedersi di amare. Sì, è cambiato l’ispettore Lucchesi. Ma non è il solo. Se l’indagine su una serie di furti d’arte in cui si troverà coinvolto appena rientrato in azione è fin troppo vicina a quella risolta pochi mesi addietro, in realtà nulla è come prima. Le persone che ha incontrato allora sembrano divertirsi a sovvertire ogni aspettativa: la contessa Urbinati, il commissario Pepe, i collezionisti d’arte, la collega Marchesi… Nulla e nessuno è come sembra, per Andrea Lucchesi, che per risolvere questo caso dovrà esser disposto a svelare e accettare verità amare sulle persone all’apparenza a lui più vicine. Verità che cambieranno la sua vita per sempre.

(source: Bol.com)

Filosofie nel mondo

Un’opera originale che affianca alla storia del pensiero occidentale quella altrettanto ricca ma meno esplorata delle culture non europee, presentando i contributi dei maggiori studiosi della filosofia islamica, del mondo ebraico, della tradizione latino-americana, del continente africano, dell’India, dell’Estremo Oriente e del Pacifico. Vero e proprio atlante del pensiero, questo libro offre uno strumento rigoroso ma accessibile per il dialogo interculturale che il mondo contemporaneo ci obbliga ad affrontare: risalendo alle radici delle più significative tradizioni culturali, restituisce tutta la ricchezza della trama di corrispondenze che ha dato forma al pensiero umano come lo conosciamo oggi.

Filosofie del populismo

Il termine “populismo’, nella sua accezione moderna, nasce poco più di un secolo fa con l’americano People’s Party, il “Partito del Popolo’. Ma la “tesi’ populista è di gran lunga più antica e la si ritrova, in coda alla Rivoluzione francese, nelle ricette reazionarie della destra portavoce della nobiltà e del clero. Da allora se ne sono registrate numerose varianti, accomunate da un elemento ricorrente: il tribalismo implicito dei contenuti. Nicolao Merker va alla ricerca degli “antenati’ del populismo moderno, ne ripercorre i momenti salienti in Occidente e lo incontra nelle idee di insospettabili pensatori, filosofi e intellettuali, da Hegel a Heidegger, da Mazzini a Gioberti. Sarà una ricognizione non priva di sorprese.
(source: Bol.com)

Filosofia perenne e mente naturale

Questo libro accoglie in un volume unico due opere contigue di Zolla che videro la luce negli anni Novanta del secolo scorso: La nube del telaio. Ragione e irrazionalità tra Oriente e Occidente (1996) e La filosofia perenne. L’incontro fra le tradizioni d’Oriente e Occidente (1999). I due testi accostati nella loro sequenza originale gettano piena luce sulla visione filosofica maturata da Zolla nell’ultima fase della vita, dopo aver esplorato ne La nube del telaio il vario peso che la dicotomia ‘ragione’ e ‘irrazionalità’ ha avuto nella storia delle idee filosofiche e religiose fino al XX secolo. Il salto da una ragione calcolante ostaggio del cozzo fra gli opposti, a una mente capace di riconoscersi nell’unità profonda di ‘io’ e ‘universo’, è l’approdo ?cui Zolla giungeva ne La filosofia perenne, additando una visione della realtà in cui fisica e metafisica sono congiunte. Nella Parte III, un formidabile cambio di registro ci fa partecipi degli incontri ‘fatali’ di Zolla con un terzetto irresistibile di personaggi dell’altro ieri e di ieri: il Marchese di Sade, di cui da giovane curò le Opere, la scrittrice statunitense Djuna Barnes che incontrò al Greenwich Village nel 1968, e il geniale storico delle religioni rumeno I.P. Culianu assassinato a Chicago nel 1991. Zolla che gli fu amico, ne traccia un ritratto memorabile. “Occorre rammentare che lo stato di liberazione può essere accostato in vasta o minima misura, finché vita perduri; un’esistenza volta ad essa sarà sempre sul punto di attingere lo scopo, anche se può darsi che fino all’ultimo respiro l’accesso sia in parte inibito” Elémire Zolla
(source: Bol.com)