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Ritratto in nero

Se qualcuno teme che il futuro non vorrà più occuparsi di musei, quadri e collezioni, si rassicuri. Anche gli alieni sentiranno un giorno il fascino delle cose d’arte, e sarà anzi uno di loro a svelare un mistero millenario. E’ quanto succede a un giovane critico d’arte alieno appartenente alla razza dei Bjornn, chiamato Leonardo in virtù della sua passione artistica e inviato sulla Terra per un corso di perfezionamento. A innescare la sua turbolenta odissea su svariati mondi dell’universo conosciuto basterà una semplice vendita all’asta, dove un oscuro dipinto raffigurante una cupa signora in nero viene aggiudicato per una cifra spropositata. Perchè Leonardo conosce altri quadri che nel corso dei millenni hanno dato asilo all’enigmatica Signora delle Tenebre, e per questo segreto si può anche morire.
Copertina di Vicente Segrelles

Ritratto di signora

“Più di 700 pagine che si leggono d’un fiato, portati dalla maestosità di una corrente che è quella stessa del Gange o del Volga (…). Quasi a contraddire il carattere atarassico di questa corrente, lo stile è vivace è animatissimo, ma anche molto sorvegliato. Henry James non è di quegli scrittori che lasciano andare i personaggi lungo la strada su cui loro stessi li hanno messi: egli interviene di continuo, a commentare quel che pensano dicono e fanno, a volte con lapidarie sassatine ironiche, a volte con lunghe introspezioni psicologiche, anche queste sempre interrotte o concluse da sorprendenti colpi di freno, minimizzanti e dissacratori: quasi l’autore avesse paura ad abbandonarsi al sentimento, a lasciar andare se stesso e i personaggi, distogliendoli – e distogliendosi – dal grande flusso di cui abbiamo fatto cenno. (…) ‘Ritratto di signora’ va letto con calma, con pazienza, come per una crociera su un grande fiume, durante la quale ogni tanto ci si ferma per ammirare un paesino, o una chiesa, o un antico convento. Oppure no: saltando subito alla fine, onde informarsi come va a finire, liberarsene del pensiero e tornare poi a concentrarsi sui suoi straordinari elzeviri.” (dalla postfazione di Luigi Lunari)
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Ritratto di famiglia

Sette personaggi, drammi laceranti e sconvolgenti felicità nell’arco di una vita intera: Faye, star del cinema pronta a sfidare le convenzioni di Hollywood; Ward, erede di una favolosa fortuna che tuttavia non sa amministrare; i loro cinque figli, personalità differenti e complesse, ciascuno alla faticosa ricerca di una propria strada. Un romanzo in cui una donna coraggiosa lotta tenacemente, attraverso gli anni e mille traversie, per tenere unita la sua famiglia in nome dell’amore.

Il ritorno. Il mio nome è Nessuno

Ci sono voluti dieci anni ininterrotti di guerra e di sangue, di amori feroci e di odio inestinguibile, per sconfiggere i Troiani. Ora Odysseo deve rimettersi in viaggio con i suoi uomini per fare ritorno a Itaca, dove lo attendono la moglie fedele e il figlio lasciato bambino. Ma il ritorno è una nuova avventura: Odysseo deve riprendere la lotta, la sua sfida agli uomini, alle forze oscure della natura, al capriccioso e imperscrutabile volere degli dei. Vano è disporre gli animi alla gioia del ritorno: l’eroe e i suoi compagni dovranno affrontare imprese spaventose, prove sovrumane, nemici insidiosissimi come il ciclope Polifemo, i mangiatori di loto e poi la maga incantatrice che trasforma gli uomini in porci, i mostri dello Stretto, le Sirene dal canto meraviglioso e assassino… Il multiforme Odysseo, il coraggioso Ulisse, l’astuto Nessuno dovrà raggiungere i confini del mondo e addirittura evocare i morti dagli inferi, sperimentando lo struggimento più immedicabile al cospetto di chi ormai vive nel mondo delle ombre, e ancora finire su un’isola misteriosa dove una dea lo accoglierà e lo terrà avvinto in un abbraccio dolcissimo e pericoloso per lunghi anni… Poi, finalmente, con il cuore colmo di dolore per i compagni perduti lungo la rotta, ecco compiersi il ritorno. Il giorno dell’esultanza. Il giorno della vendetta… Dopo aver cantato la nascita e la formazione dell’eroe e la guerra sotto le alte mura di Pergamo, Manfredi dà voce al viaggio più straordinario di tutti i tempi.
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Il ritorno di Ayesha

Ne La donna eterna, da noi pubblicato in questa collana, avevamo lasciato Ayesha dissolta tra le fiamme che le donavano la vita eterna. Ma era mai possibile che fosse veramente morta? Ora il contesto delle avventure che vedono protagonisti il suo amato Leo che, insieme al suo patrigno non si è dato per vinto e la ricerca in ogni angolo del pianeta, si è spostato dall’Africa in Asia, dove due misteriose figure di donne possono essere entrambe l’immortale Donna Eterna. In un susseguirsi di avventure, battaglie e colpi di scena, l’azione si svolge fino all’imprevedibile epilogo che ovviamente non vi anticipiamo per non togliervi il piacere della lettura… H. Rider Haggardnato nel 1836 in Gran Bretagna, trascorse giovanissimo sei anni nell’Africa del Sud. Questo periodo nel continente africano gli fornì non pochi elementi per i suoi successivi scritti di fantascienza. Fu sempre profondamente attratto dalle vestigia delle antiche civiltà, dalle rovine e dai reperti, nonché dai costumi primitivi. Un personaggio caratteristico di molti suoi libri è il cacciatore bianco Allan Quatermain, immortalato in seguito sul grande schermo dai molti film tratti dal romanzo Le miniere del Re Salomone. Haggard esercitò una notevole Influenza su E. R. Burroughs e in generale sul filone dei ‘Mondi Perduti’. P.J. Farmer ha usato i suoi personaggi e i suoi contesti nel Ciclo di Opar.
(source: Bol.com)

Il ritorno della “Meteora”

Questo è il terzo volume della strabiliante odissea della Meteora, la meravigliosa astronave costruita dal genio del professar Bénac, e noi siamo sicuri che i nostri lettori ritroveranno col piacere col quale si ritrovano i vecchi amici, Richard, il serio ingegnere, Jeff, il curioso e coraggioso giornalista, Mabel, la dolce inglesina, il misterioso Gonzales, lo scanzonato e ingegnosissimo monello parigino Spago. Con loro e col professar Bénac, sulla Meteora, i lettori scopriranno Saturno con le sue Amazzoni, i Centauri e i poveri uomini ridotti in schiavitù, e gli uomini, i cannibali, i nani di Urano; i microbi sviluppati come elefanti, che seminano il terrore fra gli uomini-anfibi di Mercurio, e i civilissimi, sapienti, statuari abitanti di Venere, minacciati da un asteroide che sta per abbattersi sul loro pianeta, segnandone la fine. E poi il sospirato ritorno verso la patria: la Terra. Fra grandi manifestazioni di amicizia dei venusiani, la Meteora riparte. La Terra ormai dista soltanto un’ora di viaggio, un’ora alla velocità di 2000 chilometri al secondo, naturalmente. Ma che succede a bordo? Commossi, nostalgici, gli astronauti si mettono in contatto radio con la Terra. Una voce risuona nell’altoparlante di bordo. I nostri eroi ascoltano, e improvvisamente ciò che odono fa perdere la ragione al professor Bénac…
Copertina di: Carlo Jacono

Il ritorno dell’Explorer

L’innocente partita a scacchi che il giapponese Matsumoto sta giocando con l’extraterrestre Hronna, nella cabina del vecchio “Explorer”, prefigura una partita ben più pericolosa; quella che il capitano Langley dovrà giocare tra poco con Solari, Centauriani, e Mercanti dello Spazio. La lotta si svolge senza esclusione di colpi, in un suspense di cui Poul Anderson è maestro, finché Langley e gli altri s’accorgono – troppo tardi? – che al gioco mancava una gigantesca pedina. Educata, impassibile, commovente, alla tremenda contesa assiste Marin, la dolce schiava del futuro…
Copertina: Karel Thole

Il ritorno del ninja

Nicholas Linnear, eroe di cultura occidentale e giapponese, è un Ninja dotato di eccezionali poteri che gli consentono di fronteggiare con successo situazioni disperate. Presto si accorge di essere diventato un Ninja Bianco, ossia un Ninja senza alcun potere: un nemico mortale è penetrato nella sua anima. In un susseguirsi di colpi di scena il Ninja Bianco riuscirà a vincere l’eterna lotta contro le forze del Male.
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Il ritorno del greco

Calda come il sole di Corfù, antica come le rovine di Creta, dolce come il nettare degli antichi dei. La passione, nel sangue di ogni uomo greco, scorre veloce fin dalla notte dei tempi…
Una scintillante Ferrari che sfreccia nel centro del tranquillo paese di Little Molting non può che suscitare curiosità, ma per Kelly Jenkins può voler dire una sola cosa: che Alekos Zagorakis, il suo affascinante ex, è tornato nella sua vita esattamente come ne era uscito. All’improvviso, e in maniera teatrale. Sono passati quattro anni dal giorno in cui Kelly, il bouquet in mano, ha atteso invano che lui arrivasse all’altare per coronare il loro sogno d’amore. Adesso però sembra proprio che Alekos sia tornato a pretendere ciò che gli spetta.
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### Sinossi
Calda come il sole di Corfù, antica come le rovine di Creta, dolce come il nettare degli antichi dei. La passione, nel sangue di ogni uomo greco, scorre veloce fin dalla notte dei tempi…
Una scintillante Ferrari che sfreccia nel centro del tranquillo paese di Little Molting non può che suscitare curiosità, ma per Kelly Jenkins può voler dire una sola cosa: che Alekos Zagorakis, il suo affascinante ex, è tornato nella sua vita esattamente come ne era uscito. All’improvviso, e in maniera teatrale. Sono passati quattro anni dal giorno in cui Kelly, il bouquet in mano, ha atteso invano che lui arrivasse all’altare per coronare il loro sogno d’amore. Adesso però sembra proprio che Alekos sia tornato a pretendere ciò che gli spetta.

Il ritorno del dio coyote

Di solito gli dèi se ne stanno lassù, nei loro Cieli irraggiungibili, e non si lmmischlano troppo della vita degli uomini che magari finiscono per dimenticarli. Ma voi cosa fareste se, di punto in bianco, il vostro dio, tanto per ricordarvi che esiste, vi entrasse a forza nella vita e ve la sconvolgesse completamente? È quello che accade a Samuel Cacciatore, giovane e rampante agente assicurativo di Santa Barbara. Il dio che irrompe con tanta energia nella sua vita tranquilla è Vecchio Coyote, il grande Creatore degli indiani della tribù dei Corvi, nel Montana; un dio dalle nobili origini, imparentato con dèi egizi e amico di Gesù, ma anche giocatore d’azzardo, imbroglione, grande amatore e grande trasformista. Un dio che ama molto che si parli di lui, ha strane abitudini (teme moltissimo l’olio) ed è disposto a tutto purché la gente conosca e diffonda le sue storie. Anche a far innamorare Samuel di Calliope, la ragazza più attraente e buffa di tutta la California, aizzando poi contro il malcapitato l’ex marito di lei, un irascibile mototeppista. Così il povero Sam verrà trascinato suo malgrado in mille avventure mozzafiato, in cui rischierà di perdere tutto – veramente tutto – ma anche di guadagnare qualcosa di assolutamente unico: se stesso.

Il ritorno del cantore

Un popolo misterioso costruisce nel villaggio primitivo dei Manth una torre fatta di tronchi e canne (il “Cantore”); il vento che si incanala nelle canne fa uscire una musica celestiale che incanta l’intero villaggio e quel villaggio diventerà, secoli dopo, la città di Aramanth. Qui l’appartenenza dei singoli cittadini e delle famiglie ai ranghi sociali dipende dai punteggi assegnati loro in una serie infinita di esami che iniziano fin dalla prima infanzia; in base al punteggio avvengono brutali trasferimenti nei quartieri inferiori e ambite promozioni in quelli più ricchi ed eleganti. Solo la famiglia Hath contesta questa opprimente forma di “democrazia”. Età di lettura: da 10 anni.
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Il ritorno degli chtorr

Chtorr (pr. ktor), s 1. Il pianeta Chtorr, che si ritiene disti 30 anni-luce dalla Terra. 2. Il sistema di cui tale pianeta fa parte, probabilmente costituito da una gigante rossa tuttora non identificata. 3. La razza dominante del pianeta Chtorr, in genere. 4. Nell’uso formale, uno o più membri della specie dominante di Chtorr: uno Chtorr, Chtorr. 5. L’urlo gutturale e agghiacciante di uno Chtorr. (Dizionario Random House della lingua inglese, edizione del XXI secolo).

Piombati sulla Terra già provata da una devastante serie di epidemie, i ferocissimi e carnivori Chtorr sono il nemico più insidioso che la razza umana abbia affrontato, e questa volta si preparano a sferrare il colpo finale. Un giovane studente di biologia, James Edward McCarthy, viene inviato in prima linea per combattere l’invasore come ufficiale di un corpo governativo segreto. Sorvolando la regione in ricognizione, McCarthy tuttavia precipita col suo elicottero e si trova in una situazione disperata, forse senza via d’uscita. Ma il problema che si pone non è solo bellico: bisogna sterminare gli extraterrestri o cercare, in qualche modo, di comunicare con loro? Un grande romanzo d’azione del futuro, vero e realistico come un reportage dal fronte, già pubblicato con successo nella collana Altri mondi.

Ritorno dall’universo

Stanislaw Lem arriva oggi ai lettori italiani, ma è già una leggenda: il più grande scrittore polacco moderno, l'autore del fascinosissimo intreccio del film Solaris, il Borges della fantascienza, che in lui arriva al risultato più atteso. Lem ha dato vita e verità ai viaggiatori dello spazio-tempo, ha favoleggiato con impeccabile ironia delle prossime stirpi di robot, ha reso palpabile l'angoscia della conoscenza, la solitudine degli sperimentatori e dei chiaroveggenti. In Ritorno dall'universo questo è rappresentato con grande potenza immaginativa, con amarezza, finezza e livello stilistico eccezionali.
Che rimane al reduce dalla costellazione di Fomalhaut — quarant'anni di età nello spazio, centocinquantasette per il tempo terrestre — che rimane a questa sorta di brontosauro vivente, se non contemplare scritte luminose incomprensibili, o la folla dei suoi simili, infinitamente più fragili di lui, variopinti, sorridenti zingari di città dove regna l'illusione e l'illusionismo al più alto grado di perfezione? Estraneo gli fu l'universo, estranea è ora la Terra. Chi lo ricorda, il pioniere? «Erano loro che mi avevano sepolto nelle stelle, non ero io che avevo sepolto loro sulla Terra» Si torna dalle stelle, dopo aver sperimentato il meglio e il peggio di sé, per trovare il lattemiele senza domani di un'umanità senza curiosità o gravi dolori, che non sarà mai più né aggressiva né memore: per lottare contro i ricordi degli immensi labirinti di altri mondi, prima di constatare che tutto quel lattemiele non sarà eterno.
Cosi in Ritorno dall'universo si dimostra la verità dell'ipotesi che non il romanzo è morto, ma i temi di cui si usa e abusa da due secoli; e che nella preziosa congerie dei plot fantascientifici va parte della vitalità tanto cercata. Perché «quando ci trovammo sospesi cosi, apparentemente immobili di fronte alle stelle, allora, lei mi capisce, stare a leggere di Pietro che fumava nervosamente ed era oppresso dal pensiero che Lucia non venisse ma che poi entrò sgualcendo i guanti con fare eccitato» da principio uno ci rideva come un idiota, ma poi veniva la rabbia. Per dirla in breve, da allora nessuno toccò più quel genere di letteratura».

Ritorno dall’India

Un amore impossibile è il dono che il giovane medico israeliano Benij Rubin porta con sé al ritorno dall’India. Eppure quel viaggio non doveva essere nient’altro che un’occasione di carriera. Ma dall’India Benij torna innamorato della persona sbagliata, una donna appena più giovane di sua madre, sposata e nemmeno troppo avvenente, la cui unica virtù sembra essere un enigmatico sorriso. Solo al momento in cui tutti gli ostacoli alla realizzazione del suo amore sembrano superati Benij potrà capire le ragioni dell’innamoramento che gli ha sconvolto la vita.
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