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Dentelungo e altri estranei

Tutte le storie dell’americano Edgar Pangborn si svolgono sulla Terra, e precisamente negli Stati Uniti. Ma in tutte (salvo che nel misterioso “Caso Ponsonby”) accanto ai personaggi umani ci sono degli “estranei”. Questi estranei tuttavia, che vanno dal Dentelungo che rapisce la moglie di Harp Ryder, ai sorprendenti viaggiatori che si presentano a far benzina in una favolosa Chevrolet del 1937, questi estranei sono diversissimi dai normali extraterrestri della fantascienza tradizionale. Per cui sulle riviste americane specializzate si discute a non finire se i racconti di Pangborn siano propriamente fantascientifici o non piuttosto di “fantasy”. La discussione è oziosa. Come quelli di Edgar Poe, i racconti di Edgar Pangborn non hanno bisogno di una classificazione precisa: sono “straordinari”, e tanto basta.
**INDICE**

**DENTELUNGO**
Longtooth |  
**BUONI VICINI**
Good Neighbors |  
**LA SCIMMIA DI MAXWELL**
Maxwell’s Monkey |  
**IL CASO PONSONBY**
The Ponsonby Case |  
**VECCHIA “CHEVY” PER L’OLIMPO**
Pickup for Olympus |  
**DARIUS**
Darius |  
**LA BESTIOLA**
Wogglebeast |  
**UOVO D’ANGELA**
Angel’s Egg |  
**GLI SCRICCIOLI NELLA BARBA DI GRAMPA’**
The Wrens in Grampa’s Whiskers |  
**LA GRANDE SETE**
Thirst (1973) |
BILL PRONZINI

Denaro: La storia vera: quello che il capitalismo non ha capito

A poche settimane dall’inizio della più grave crisi globale degli ultimi decenni, nel novembre del 2008 la regina Elisabetta II, in visita alla London School of Economics, si rivolge agli eminenti economisti riuniti nell’antico e glorioso centro di ricerca interrogandoli sui motivi del disastro: com’era possibile che nessuno lo avesse saputo prevedere?
Secondo Felix Martin, saggista ed economista britannico, la risposta al quesito della regina, tanto diretto e spiazzante da suscitare imbarazzo nel Gotha dell’economia mondiale, risiede in un enorme equivoco sulla vera natura del denaro.
Tra le più grandi idee dell’uomo – fondamentale in ogni epoca della storia da quando le prime monete vennero coniate, nel cuore del Mediterraneo, oltre duemilacinquecento anni fa –, il denaro secondo Martin sarebbe, allo stesso tempo, l’invenzione più fraintesa. Da filosofi e sovrani antichi, così come da teorici, uomini della finanza e policy makers contemporanei.
Il denaro non è affatto una cosa, un oggetto materiale dotato di un valore in sé, naturale e immutabile, bensì una tecnologia sociale, caratterizzata da una forte valenza politica: una serie di idee e procedure che organizzano quel che produciamo e consumiamo, oltre ai modi stessi in cui ci troviamo a convivere.
Illuminante è l’esempio, con cui il libro si apre, di un modello d’economia alternativa come quello dell’isola di Yap, nell’Oceano Pacifico, riscoperto ai primi del Novecento da alcuni studiosi del sistema monetario tra cui il giovanissimo John Maynard Keynes: nello sperduto isolotto, la valuta è costituita da grossi dischi forati di pietra, che indicano il saldo dei debiti e dei crediti di un individuo o di una famiglia e non hanno alcun bisogno di venire spostati, né di essere presentati a garanzia dello scambio di beni. L’aneddoto dimostra che, al fondo, il denaro non è affatto una merce di scambio, come il pensiero economico ha sostenuto fin dai tempi di Aristotele, ma una rappresentazione simbolica del valore di altri beni.
Traendo storie e vividi esempi da ogni epoca della storia dell’uomo, Felix Martin ci porta infine a rivedere completamente la nostra concezione del denaro, indicando la strada per uscire dalla crisi in cui versa l’economia attuale: una rivoluzione del modo di pensare che deve essere compiuta non da un unico ente sovrano, da uno Stato o da una Banca Centrale, bensì da coloro che lo usano, cioè da tutti noi.
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### Sinossi
A poche settimane dall’inizio della più grave crisi globale degli ultimi decenni, nel novembre del 2008 la regina Elisabetta II, in visita alla London School of Economics, si rivolge agli eminenti economisti riuniti nell’antico e glorioso centro di ricerca interrogandoli sui motivi del disastro: com’era possibile che nessuno lo avesse saputo prevedere?
Secondo Felix Martin, saggista ed economista britannico, la risposta al quesito della regina, tanto diretto e spiazzante da suscitare imbarazzo nel Gotha dell’economia mondiale, risiede in un enorme equivoco sulla vera natura del denaro.
Tra le più grandi idee dell’uomo – fondamentale in ogni epoca della storia da quando le prime monete vennero coniate, nel cuore del Mediterraneo, oltre duemilacinquecento anni fa –, il denaro secondo Martin sarebbe, allo stesso tempo, l’invenzione più fraintesa. Da filosofi e sovrani antichi, così come da teorici, uomini della finanza e policy makers contemporanei.
Il denaro non è affatto una cosa, un oggetto materiale dotato di un valore in sé, naturale e immutabile, bensì una tecnologia sociale, caratterizzata da una forte valenza politica: una serie di idee e procedure che organizzano quel che produciamo e consumiamo, oltre ai modi stessi in cui ci troviamo a convivere.
Illuminante è l’esempio, con cui il libro si apre, di un modello d’economia alternativa come quello dell’isola di Yap, nell’Oceano Pacifico, riscoperto ai primi del Novecento da alcuni studiosi del sistema monetario tra cui il giovanissimo John Maynard Keynes: nello sperduto isolotto, la valuta è costituita da grossi dischi forati di pietra, che indicano il saldo dei debiti e dei crediti di un individuo o di una famiglia e non hanno alcun bisogno di venire spostati, né di essere presentati a garanzia dello scambio di beni. L’aneddoto dimostra che, al fondo, il denaro non è affatto una merce di scambio, come il pensiero economico ha sostenuto fin dai tempi di Aristotele, ma una rappresentazione simbolica del valore di altri beni.
Traendo storie e vividi esempi da ogni epoca della storia dell’uomo, Felix Martin ci porta infine a rivedere completamente la nostra concezione del denaro, indicando la strada per uscire dalla crisi in cui versa l’economia attuale: una rivoluzione del modo di pensare che deve essere compiuta non da un unico ente sovrano, da uno Stato o da una Banca Centrale, bensì da coloro che lo usano, cioè da tutti noi.

Il denaro del diavolo

Una serie di delitti turba le stanze del Vaticano. Accanto ai cadaveri viene ritrovato un pezzo di tela nero e rosso, un indizio che riporta agli omicidi commessi dall’Ordine Nero, un gruppo di spie senza scrupoli infiltratosi nelle più alte sfere della Chiesa a partire dal XVII secolo. La soluzione del mistero potrebbe celarsi nel passato: negli intrighi di palazzo per far crescere il potere papale all’ombra di Mussolini e Hitler e nelle circostanze oscure che hanno portato alla morte di Pio XI e alla salita al soglio del suo successore Pio XII. Prima che la notizia delle morti si diffonda, il Generale dei gesuiti richiama dalla Giordania padre Ignacio Gonzaga, ben noto all’interno della Compagnia per le sue capacità investigative. Ma per il religioso e per la donna che lo accompagna nelle indagini, Shoval, un’enigmatica israeliana esperto medico forense, il viaggio verso il cuore oscuro di Roma sarà lungo e pieno di insidie.

Il denaro «Sterco del demonio» (Adagio)

“Il fatto è che il denaro, nella sua estrema essenza, è futuro, proiezione nel futuro, rappresentazione del futuro, immaginazione del futuro, aspettativa nel futuro. E noi ne abbiamo immesso nel sistema una quantità così colossale, immaginaria da ipotecare questo futuro fino a epoche così sideralmente lontane da renderlo di fatto inesistente. E questo futuro orgiastico, che ci viene continuamente fatto balenare come la Terra Promessa, arretra costantemente davanti ai nostri occhi con la stessa inesorabilità dell’orizzonte davanti a chi, correndo a pazza corsa, abbia la pretesa di raggiungerlo. Questo scherzetto atroce va avanti da troppo tempo per poter durare ancora a lungo. Dieci anni fa concludevo così il mio libro: in ogni caso questo futuro inesistente «dilatato a dimensioni mostruose dalla nostra fantasia e dalla nostra follia, un giorno ci ricadrà addosso come drammatico presente. Quel giorno il denaro non ci sarà più. Perché non avremo più futuro, nemmeno da immaginare. Ce lo saremo divorato».”
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### Sinossi
“Il fatto è che il denaro, nella sua estrema essenza, è futuro, proiezione nel futuro, rappresentazione del futuro, immaginazione del futuro, aspettativa nel futuro. E noi ne abbiamo immesso nel sistema una quantità così colossale, immaginaria da ipotecare questo futuro fino a epoche così sideralmente lontane da renderlo di fatto inesistente. E questo futuro orgiastico, che ci viene continuamente fatto balenare come la Terra Promessa, arretra costantemente davanti ai nostri occhi con la stessa inesorabilità dell’orizzonte davanti a chi, correndo a pazza corsa, abbia la pretesa di raggiungerlo. Questo scherzetto atroce va avanti da troppo tempo per poter durare ancora a lungo. Dieci anni fa concludevo così il mio libro: in ogni caso questo futuro inesistente «dilatato a dimensioni mostruose dalla nostra fantasia e dalla nostra follia, un giorno ci ricadrà addosso come drammatico presente. Quel giorno il denaro non ci sarà più. Perché non avremo più futuro, nemmeno da immaginare. Ce lo saremo divorato».”

Demon’s secret (eLit) (I signori degli Inferi Vol. 7)

I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere…
Un guerriero tormentato dai demoni… Una spietata cacciatrice
Custode del demone dei Segreti, Amun conosce i pensieri più oscuri di chi gli sta accanto e, per non tradire le persone che ama, ha scelto di non parlare. Ma proprio per questo ora si trova in condizioni disperate, al punto che l’unica via di scampo ormai sembra la morte. Finché non incontra Haidee, una spietata Cacciatrice prigioniera nella fortezza di Budapest. Lei è l’unica in grado di alleviare le sue sofferenze, e chissà perché, anziché odiarlo è attratta da lui. Ma oltre al corpo, sarà disposta a concedere ad Amun anche la sua anima, e ad affrontare la collera di un micidiale avversario per salvarlo?
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### Sinossi
I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere…
Un guerriero tormentato dai demoni… Una spietata cacciatrice
Custode del demone dei Segreti, Amun conosce i pensieri più oscuri di chi gli sta accanto e, per non tradire le persone che ama, ha scelto di non parlare. Ma proprio per questo ora si trova in condizioni disperate, al punto che l’unica via di scampo ormai sembra la morte. Finché non incontra Haidee, una spietata Cacciatrice prigioniera nella fortezza di Budapest. Lei è l’unica in grado di alleviare le sue sofferenze, e chissà perché, anziché odiarlo è attratta da lui. Ma oltre al corpo, sarà disposta a concedere ad Amun anche la sua anima, e ad affrontare la collera di un micidiale avversario per salvarlo?

Demon’s pleasure (eLit)

In una remota fortezza di Budapest, sei seducenti guerrieri immortali sono legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere… Un guerriero immune alle sofferenze. Una donna che riesce a vedere nel futuro. Un’attrazione impossibile e allo stesso tempo incontrollabile… Danika Ford sembra una ragazza come tante, ma in realtà nasconde un dono inquietante: quello della preveggenza. Proprio per questo, temendo che possa scoprire i loro segreti, dei e titani hanno incaricato i Signori degli Inferi di distruggere lei e la sua famiglia. A occuparsi della missione dovrebbe essere Reyes, il guerriero posseduto dal demone del dolore, ma quando i due si incontrano, una passione infuocata li travolge, spazzando via ogni cautela, ogni obbligo, ogni maledizione. Tutto però ha un prezzo, tanto più se si vogliono sovvertire le leggi divine…

Demon’s passion (eLit)

In una remota fortezza di Budapest, seducenti guerrieri immortali sono legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere… Un guerriero costretto a mentire… Una donna disposta a tutto per averlo… La verità è un lusso che Gideon non si può permettere. E che gli crea non pochi problemi con Scarlet, la bellissima custode del demone degli Incubi, che afferma addirittura di essere sua moglie. Lui non ricorda né lei né di essere stato sposato, anche se l’idea non gli dispiace affatto. Quella donna sensuale gli fa ribollire il sangue, ma lasciarla entrare nella sua vita potrebbe trasformarsi in un disastro di proporzioni epiche. Soprattutto ora che il nemico si avvicina, e la verità minaccia di distruggere tutto ciò che ha imparato ad amare.

(source: Bol.com)

Demon’s night (eLit)

I guerrieri avevano scatenato il male per vendicare il loro orgoglio ferito e ora erano costretti a ospitarlo dentro di sé. Così erano nati i Signori degli Inferi. Un guerriero immortale costretto da una maledizione a morire e a risorgere ogni notte… Una giovane donna mortale tormentata dagli echi del passato… Da sempre Ashlyn Darrow sente le voci delle persone che il destino ha condotto in quei luoghi. Un tormento che non le dà pace, finché non viene a sapere che nella cupa fortezza alle porte di Budapest vivono delle creature dai poteri soprannaturali in grado di salvarla. Quando incontra Maddox, un impetuoso guerriero prigioniero di un inferno tutto suo, per lei è come un sogno che si avvera. Le voci improvvisamente tacciono, e una passione irresistibile l’attrae verso quell’uomo cupo e affascinante. Ma ogni bacio, ogni carezza, la conducono più vicino alla distruzione, e a un’estrema prova d’amore.

Demon’s love (eLit)

In una remota fortezza di Budapest, seducenti guerrieri immortali sono legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere… Un guerriero seducente e sospettoso… Una donna immortale in fuga dal proprio lato oscuro… Posseduto dal demone del Dubbio, Sabin avrebbe tutte le qualità per essere implacabile nelle schermaglie d’amore quanto lo è sul campo di battaglia. Ma il suo demone rovina qualsiasi relazione, insinuando dubbi, sospetti e insicurezze nelle sue amanti, tanto che Sabin ha giurato di tenersi alla larga dalle donne. Dopo undici anni, però, l’incontro con la timida Gwen fa vacillare i suoi propositi. E quando la libera dalla prigione in cui è stata rinchiusa dai loro comuni nemici, i Cacciatori, una lotta dall’esito assai più imprevedibile si profila all’orizzonte: quella contro le conseguenze di un travolgente colpo di fulmine.

Demon’s desire (eLit)

I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere… Un guerriero terribilmente sexy… Una donna condannata a vivere per ferire… Custode del demone della Promiscuità, Paris è dotato di un fascino irresistibile che è anche la sua condanna. Perché se non fa sesso ogni notte con una donna diversa rischia di morire. Prima di conoscere Sienna non ha mai permesso che il desiderio si mescolasse con l’amore. Eppure l’ex Cacciatrice, un tempo sua acerrima nemica e poi sua amante, è riuscita a smuovere qualcosa nel suo cuore indurito. E pur sapendo che non potrà mai essere sua, Paris è disposto a tutto per salvarla dall’orribile destino a cui Crono l’ha condannata. Anche a scatenare una guerra tra angeli e demoni.

Demon’s angel (eLit)

In una remota fortezza di Budapest, seducenti guerrieri immortali sono legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere… Un feroce guerriero coperto di tatuaggi… Un angelo caduto che rinuncia a tutto per stare con lui… Per settimane Aeron ha sentito accanto a sé un’invisibile presenza femminile. È Olivia, un angelo incaricato di ucciderlo. Lei sostiene di aver rinunciato all’immortalità perché non sopportava l’idea di fargli del male, ma fidarsi e innamorarsi di lei metterebbe in pericolo tutti i guerrieri della Fortezza. E il suo demone, Ira, non è disposto a permetterlo. Come ha fatto quella mortale dagli innocenti occhi azzurri a scatenare in Aeron una passione così sfrenata?

(source: Bol.com)

Demon-sitter

Nat ha tutta l’aria di essere un adolescente normale. Ma non è così, a meno che non vi sembri normale vivere da soli in una casa infestata da demoni e passare le giornate a far loro da baby-sitter. Una vita dura quella di Nat! Tra scansare un artiglio, nutrire una banda di mostriciattoli pestiferi, dribblare un tappeto indemoniato e schivare un essere peloso non meglio identificato, non resta tempo per molto altro. Sia chiaro, Nat ha preso il suo lavoro molto seriamente, ma ogni tanto vorrebbe svagarsi un po’, uscire con una ragazza magari… Però il suo primo appuntamento si rivelerà un disastro completo e scatenerà una serie catastrofica di eventi, non ultimo l’evasione della Bestia Assassina. Mai lasciare incustodita una casa piena di demoni… Età di lettura: da 10 anni.
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Demetrio Pianelli

Demetrio Pianelli, pubblicato nel 1890, è considerato unanimemente il capolavoro di De Marchi. Il romanzo, ambientato nella Milano di fine Ottocento, segue le vicende della famiglia Pianelli. La prima parte è dominata dalla figura di Cesarino, modesto impiegato detto per via dell’eleganza Lord Cosmetico, il quale, indebitatosi gravemente, finisce per togliersi la vita. A questo punto la storia inizia a ruotare intorno al dimesso e introverso Demetrio, fratellastro di Cesarino, e a Beatrice, la bella e frivola vedova di quest’ultimo. Demetrio si fa carico di tutti i problemi finanziari della cognata e a poco a poco se ne innamora, senza peraltro trovare il coraggio di dichiararsi. Al motivo economico-sociale, dunque, si affianca presto quello della passione amorosa. Il vero “protagonista” è, però, il corso inarrestabile della vita quotidiana. L’autore descrive con maestria un’umanità di umili e vinti, ovvero la piccola borghesia cittadina sorta dopo l’Unità d’Italia. Se l’opera di De Marchi si inserisce quindi nel solco della grande tradizione lombarda (Parini, Manzoni), evidente è anche l’influenza esercitata su di lui da Gogol’ e dal suo amaro realismo condito da una forte carica satirico-grottesca.
Emilio De Marchi nasce a Milano il 31 luglio 1851. Autore atipico nel panorama delle nostra letteratura, con Il cappello del prete (1887) crea dal nulla il romanzo noir, un genere fino a quel momento estraneo alla tradizione italiana. Muore a Milano il 6 febbraio 1901.
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### Sinossi
Demetrio Pianelli, pubblicato nel 1890, è considerato unanimemente il capolavoro di De Marchi. Il romanzo, ambientato nella Milano di fine Ottocento, segue le vicende della famiglia Pianelli. La prima parte è dominata dalla figura di Cesarino, modesto impiegato detto per via dell’eleganza Lord Cosmetico, il quale, indebitatosi gravemente, finisce per togliersi la vita. A questo punto la storia inizia a ruotare intorno al dimesso e introverso Demetrio, fratellastro di Cesarino, e a Beatrice, la bella e frivola vedova di quest’ultimo. Demetrio si fa carico di tutti i problemi finanziari della cognata e a poco a poco se ne innamora, senza peraltro trovare il coraggio di dichiararsi. Al motivo economico-sociale, dunque, si affianca presto quello della passione amorosa. Il vero “protagonista” è, però, il corso inarrestabile della vita quotidiana. L’autore descrive con maestria un’umanità di umili e vinti, ovvero la piccola borghesia cittadina sorta dopo l’Unità d’Italia. Se l’opera di De Marchi si inserisce quindi nel solco della grande tradizione lombarda (Parini, Manzoni), evidente è anche l’influenza esercitata su di lui da Gogol’ e dal suo amaro realismo condito da una forte carica satirico-grottesca.
Emilio De Marchi nasce a Milano il 31 luglio 1851. Autore atipico nel panorama delle nostra letteratura, con Il cappello del prete (1887) crea dal nulla il romanzo noir, un genere fino a quel momento estraneo alla tradizione italiana. Muore a Milano il 6 febbraio 1901.

Una delle ultime sere di carnovale

Una delle ultime sere di carnovale e una commedia in tre atti di Carlo Goldoni.
Fu rappresentata il 16 febbraio 1762, al teatro San Luca di Venezia, a coronamento della stagione teatrale che aveva visto Le baruffe chiozzotte e I rusteghi.
E un’opera che non manca di autobiografismo, anzi dall’autore stesso e definita nei Memories come una commedia d’allegoria “che ha bisogno di una spiegazione”. Infatti questa commedia simboleggia il suo congedo dalla scena veneziana verso la Comédie Italienne, presso il pubblico parigino.

(source: Bol.com)

Delitto e castigo

Delitto e castigo è un romanzo pubblicato nel 1866 dallo scrittore russo Fëdor Dostoevskij e ambientato a San Pietroburgo. Insieme a Guerra e pace di Lev Tolstoj, questo libro fa parte dei romanzi russi più famosi e influenti di tutti i tempi. Esso esprime i punti di vista religiosi ed esistenzialisti di Dostoevskij, con una focalizzazione predominante sul tema del conseguimento della salvezza attraverso la sofferenza. Il titolo in italiano significa Il delitto e la pena e dipende dal trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, testo conosciuto in Russia in quanto era stato tradotto nel 1803. Nella prima versione italiana (1889) l’ignoto traduttore diede il titolo Il delitto e il castigo, questo perché lo aveva tradotto dal francese. Nella sua versione del 1884 Victor Derély aveva scelto come titolo Le crime et le châtiment, dove il termine châtiment in italiano può essere tradotto solo con la parola castigo, che non ha valenza giuridica. Tuttavia al termine russo nakazanie del titolo originale, lo stesso Dostoevskij aveva attribuito l’accezione di ”pena”. Ciò traspare da una sua lettera al direttore della rivista Russkij Vestnik: ‘Nel mio romanzo vi è inoltre un’allusione all’idea che la pena giuridica comminata per il delitto spaventa il criminale molto meno di quanto pensino i legislatori, in parte perché anche lui stesso, moralmente, la richiede.’ (Dostoevskij, Pis’ma. Il titolo originale allude pertanto all’inizio del cammino di Raskol’nikov, la ”pena” in termini di castigo morale, cui seguono il riconoscimento della colpa commessa, il pentimento ed il rinnovamento spirituale. Tuttavia si è mantenuto il titolo (da ritenersi quindi erroneo) Delitto e castigo per una sorta di tradizione traduttiva.
(source: Bol.com)