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Volonta’ ribelle

Theodore Graves ha molto in comune con l’acciaio. È solido e freddo come il metallo e la sua forza di volontà è altrettanto resistente. In fondo è il capo della polizia di Medicine Ridge e nel suo lavoro essere un duro è indispensabile. Anche la terra in cui vive è altrettanto spietata ed è per questo che Theodore la ama. Così, quando si trova a dover sottostare a una clausola di matrimonio per entrare in possesso della proprietà una volta in mano alla sua famiglia, è disposto al grande passo. Non ha fatto i conti con la promessa sposa, però: Jillian Sanders è volitiva, testarda e per nulla decisa ad assecondarlo. Ma quando l’acciaio si scontra con l’acciaio volano scintille…

Il volo finale. Maximum Ride

Dopo “L’esperimento Angel”, “La scuola è finita” e “Salvare il mondo e altri sport estremi”, proseguono le avventure di Max, Nudge, Angel, Gasman, Fang e Iggy. Nati da un misterioso esperimento genetico, che li ha resi al novantotto per cento umani e al due per cento uccelli, i sei ragazzi sono dotati di poteri incredibili, ma si trovano anche a fronteggiare nemici disposti a tutto pur di catturarli… Dopo aver sconfitto Omega, terribile mutante creato dai Camici Bianchi – il gruppo di scienziati che li ha usati come cavie -, i ragazzi sono stati condotti a Washington dalla fidata dottoressa Martinez, che Max ormai chiama mamma. Nonostante la protezione della donna, però, lo stormo è costretto di nuovo a fuggire: il governo infatti vorrebbe servirsi di loro, offrendo in cambio una casa sicura e la possibilità di frequentare una scuola speciale. Max tuttavia fiuta la trappola e porta lo stormo in salvo in Antartide, dove si unisce a un gruppo di ricercatori che sta studiando gli effetti del riscaldamento globale. Ma neppure il continente più inospitale della Terra si rivela un nascondiglio adeguato: mentre il potere di ogni ragazzo si evolve ulteriormente, nuove, più potenti creature sono sulle loro tracce, con il preciso ordine di fermarli per sempre…
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Volo di notte

In mezzo all’uragano il pilota postale Fabien continua il suo disperato volo senza ritorno nella notte, mentre all’aereoporto la giovane moglie segue impotente lo sviluppo della tragedia. I voli però devono continuare e all’alba un altro pilota prenderà il posto dello scomparso. Un romanzo lirico ed essenziale sul periodo eroico dell’aviazione narrato dal pilota-scrittore Saint-Exupéry (1900-44).

(source: Bol.com)

Il volo dell’occasione

Uscito una prima volta nel 1994, accolto con grande attenzione dalla critica del tempo, torna in libreria in una nuova versione rivista dall’autore Il volo dell’occasione, una delle più belle ghost story della narrativa contemporanea. Siamo a Parigi, una Parigi onirica, ma nello stesso tempo reale, con la sua toponomastica sentimentale ricca di rimandi letterari e di suggestioni, dove uno scrittore di mezza età in cerca di una probabile ispirazione vaga curioso di ciò che gli accade attorno. Un giorno, per puro caso, assiste a una lite furibonda tra due innamorati: un musicista un po’ attempato e dai toni dimessi e una dama bianca, una giovane sensuale donna che fugge via, smarrendo vicino a lui un portacipria e una perla della sua preziosa collana. È l’inizio di una storia delicata e coinvolgente che vede tra i protagonisti un aitante ricchissimo arabo, innamorato anch’egli della bella fanciulla, un vecchio giornalista di cronaca nera ormai in pensione e un commissario buontempone, unico personaggio reale e concreto della storia. Tutti gli altri personaggi sveleranno infatti via via la loro vicinanza o appartenenza al mondo delle ”apparizioni misteriose”, fantasmi di se stessi destinati a ripetere all’infinito la propria storia. Come nei migliori racconti del mistero, lo svelamento della vicenda rappresenta però solo l’inizio e non la fine del racconto. Irretito dalla vicenda cui assisterà come in un girotondo, o in un carosello, il protagonista ne sarà stregato al punto da desiderare di lasciare per sempre la realtà per cercare di entrare nel mondo perturbante della storia narrata. Ma i suoi fantasmi, alla stregua di quelli della Wharton o di Henry James, si rivelano presenze diafane la cui ombra cela inenarrabili risvolti. Una storia tanto incredibile da sembrare vera che fa riflettere sull’opportunità o meno di cogliere al volo l’occasione della propria vita prima che sia troppo tardi per tutto, anche per sognare.
(source: Bol.com)

Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo

”Se torno per qualche giorno in Italia, mi sento subito ingombrante. A 56 anni ho l’età sbagliata? Governi, imprese, esperti descrivono i miei coetanei come un ”costo”. Guadagniamo troppo, godiamo di tutele anacronistiche, e quando andremo in pensione faremo sballare gli equilibri della previdenza. Per i trentenni e i ventenni, invece, siamo ”il tappo”. Ci aggrappiamo ai nostri posti, non li facciamo entrare. Non importa se ci sentiamo ancora in forma, siamo già ”gerontocrazia”. Nessuno trova una soluzione a questa crisi, ma molti sembrano d’accordo nell’individuarne la causa: il problema siamo noi, i baby boomer. Siamo nati nell’ultima Età dell’Oro, quel periodo (1945-1965) che coincise con un boom economico in tutto l’Occidente ed ebbe un effetto collaterale forse perfino più importante: l’esplosione delle nascite. Come se non bastasse, poi, lo straordinario allungamento della speranza di vita ci ha resi una delle generazioni più longeve. E di questa nostra inusitata sopravvivenza si parla quasi come di una sciagura annunciata, un disastro al rallentatore. Ma un evento individualmente così positivo – vivere di più – può trasformarsi in una calamità? No, noi baby boomer siamo un’enorme risorsa anche adesso che diventiamo ”pantere grigie”. La sfida, di cui s’intravedono i contorni in America, è quella di inventarci una nuova vita e un nuovo ruolo, per i prossimi venti o trent’anni. Di rivoluzioni ne abbiamo già vissute tante. La nostra generazione ”larga” va da quelli che hanno fatto il Sessantotto a quelli che finivano l’università quando cadde il Muro di Berlino. Protagonisti della prima società dei consumi e della prima era postindustriale, siamo stati la prima generazione antiautoritaria: individualisti di massa. Mai, fino ad allora, simili sconvolgimenti avevano investito la famiglia, il sesso, la religione. Abbiamo vissuto nel cuore della prima vera globalizzazione e abbracciato tutte le ondate delle innovazioni tecnologiche; siamo stati noi a sposare una musica ”generazionale” e a inventare la gioventù come categoria politica. È per questo che ci rifiutiamo di invecchiare. Ed è per questo che ci sentiamo i più adatti a ridefinire anche le fasi successive. È nostra la nuova età adulta che si sta creando un varco, e diventerà un nuovo capitolo della vita di ciascuno. Da spendere sui luoghi di lavoro o nel volontariato, in famiglia o nell’esplorazione di terre lontane: con la possibilità di trasmettere un bagaglio di esperienze. Abbiamo ancora un lungo futuro da scrivere. Anzi: da digitare, magari sulla tastiera di un iPad. I Rolling Stones cantavano ”Time is on my side”, il tempo è dalla mia parte, quando avevano vent’anni. E cantano ancora. Un antico proverbio afgano dice: ”Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo”, un motto contro la frenesia occidentale. Qualche capello bianco insegnerà anche a noi a ridurre la velocità e a investire nella saggezza. La prossima puntata sta per iniziare.” Federico Rampini
(source: Bol.com)

Voglio ritrovarti

E’ il 1827 e Julia è felice: tutta Londra, anzi, l’intera Inghilterra è ai suoi piedi!
Giovane, bella, affascinante, rappresenta l’attrice più acclamata e più viziata del teatro britannico, non ha che da chiedere per ottenere qualsiasi cosa voglia, per lei ormai è tutto perfetto. O quasi.
Perché Julia ha una spina nel fianco, un cruccio segreto che il mondo deve continuare a ignorare: ha un marito che non conosce, non vuole neanche nominare e non può amare.
E’ a causa di quel matrimonio forzato che ha lasciato la casa paterna e ha iniziato a calcare le scene, è per sfuggire a lui che ha cambiato nome. Finché una sera non se lo ritrova davanti.
Damon è simpatico, bello, ricco e da anni sta cercando disperatamente la ragazza che gli è stata fatta sposare da bambino perché vuole annullare quel legame insensato.
Ma non immagina nemmeno di averla proprio di fronte, non indovina che quella donna che lo sta affascinando, intrigando, seducendo sempre più è la stessa che lui vorrebbe bandire per sempre dalla propria vita. Non sa di avere già in moglie la donna che sta tentando appassionatamente di trasformare nella sua amante…

Voglio prenderti per mano

È una bellissima bimba senza nome quella che Chun tiene tra le braccia. Ancora pochi istanti e dovrà separarsene, avvolgerla nel drappo di stoffa, posarla nella cesta di vimini e allontanarsi in fretta, senza cedere alla tentazione di voltarsi. Perché se il cielo ascolterà le sue preghiere, la porta dell’Istituto non tarderà ad aprirsi e una nuova vita, più bella e più facile, comincerà per la piccola lontano da qui. Dall’altra parte del mondo, in quello stesso momento, Maya Lange sta lavorando perché il sogno di Chun, e di tante altre come lei, possa avverarsi. È specializzata in speranza Maya, fondatrice e proprietaria di un’agenzia di adozioni: grazie a lei, il dolore di una madre si converte nella gioia di un’altra, un destino apparentemente segnato vira di colpo e le fila di vite fino a un attimo prima distanti si intrecciano a formare nuove, indissolubili trame d’amore. Sono più di quattrocento le bambine a cui Maya ha trovato, negli anni, una nuova famiglia, una casa. Di ciascuna lei conserva un ritratto, un ricordo. E nei momenti peggiori, quando le ansie, le paure e i dubbi degli aspiranti genitori minacciano di travolgerla, è sufficiente che Maya guardi i loro visi per ritrovare di colpo la forza di ascoltare, rassicurare, consolare. Ma il destino è un filo impossibile da spezzare, e Maya sta per scoprire chi c’è all’altro capo del suo.

Voglia di tenerezza

Aurora (Shirley MacLaine) rimane vedova molto giovane e con una figlia piccola, Emma (Debra Winger). La donna è molto possessiva, e il rapporto con la figlia è molto stretto ma al tempo stesso molto tormentato. Emma sposa l'insegnante Flap (Jeff Daniels) contro il volere della madre, che non va neppure al matrimonio: la coppia è costretta a spostarsi in vari Stati a causa del lavoro di Flap, e nel frattempo hanno tre figli, due maschi e una bambina. Il matrimonio però non è felice: i due litigano spesso, ed Emma inizia una relazione con un direttore di banca (John Lithgow). Il rapporto tra i due si interrompe a causa dell'ennesimo trasloco; nel frattempo Emma scopre che Flap la tradisce con una sua allieva, e i due si separano. Aurora non si è più risposata, nonostante abbia molti corteggiatori che spesso le fanno visita. In occasione della sua festa di compleanno, terrorizzata dall'avanzare dell'età, Aurora accetta la corte del suo vicino di casa Garreth (Jack Nicholson), un ex astronauta alcolista e donnaiolo. I due iniziano una relazione, Aurora si affeziona all'uomo ma lui non riesce a essere monogamo. Nel frattempo Emma scopre di avere un cancro incurabile: la sua malattia è l'occasione per una riconciliazione con il marito, che ora vive con la sua amante, e con la madre, alla quale affida i suoi figli. Nonostante la loro relazione sia finita, Garreth sta vicino ad Aurora e aiuta i bambini a superare il dolore per la morte della madre.

Voci dalla luna

Quando sono sola la notte – e mi piace esserlo – guardo fuori dalla finestra e capisco. Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo. Vedo che sorridi ancora. E hai ancora gli occhi umidi. Asciugateli in fretta, prima che le mie amiche pensino che è successo qualcosa di brutto.

La Voce

Mancano pochi giorni a Natale e nello squallido seminterrato di un grande albergo di Reykjavik viene ritrovato il cadavere di un uomo vestito da Babbo Natale e con i pantaloni abbassati. Si tratta del portiere dell’albergo, che sotto le feste si travestiva per divertire i piccoli ospiti. Nella sua misera stanzetta vengono rinvenuti alcuni vecchi dischi in vinile e un poster di Shirley Temple. L’indagine si rivela molto difficile fin da subito per l’agente Erlendur, costretto a confrontarsi con la serie di grotteschi personaggi che popolano l’albergo, e con il marcio nascosto dietro la facciata di irreprensibilità ed eleganza. Ma la rivelazione più scioccante sarà il passato della vittima, un ex bambino prodigio, solista nel coro delle voci bianche di Hafnarfjòrdur, che aveva anche inciso due quarantacinque giri a tiratura limitata, diventati ora una rarità di inestimabile valore per i collezionisti.

Voce Dall’ombra

Il ricatto, la voce sconosciuta che la pretende nell’oscurità di una squallida camera del teatro e poi… il sesso impostole.
Luce non può ribellarsi, deve fare una scelta: la vita che ha sempre conosciuto oppure il futuro incerto. La sua esistenza da ventenne spensierata sta avendo fine, divisa e contesa tra un estraneo e il proprietario del teatro più famoso d’Italia, Efrem Rossini. Di uno conosce solo l’impeto della passione e il tono roco mentre la fa sua, dell’altro lo sguardo intenso e possessivo, la perversione che lo contraddistingue con i suoi giovani amanti, uomini e donne.
Efrem l’ha aiutata in un momento di difficoltà, Luce è orfana da quando ha sedici anni, e lui ha accettato di prendersi cura di lei e di darle lavoro, nonostante la sua giovane età e inesperienza. Lei non riesce a rifiutargli la sua gratitudine. Riuscirà, però, a negargli ciò che lui più desidera?
**Una storia che parla di sesso, di perdizione e perversione. Fino a che punto può una donna scendere a patti con se stessa e i propri valori? I cambiamenti possono sconvolgere anche la persona più forte e riuscire a distruggerle l’anima. L’amore… un’utopia riservata a chi, nella vita, ha possibilità di scegliere. **
*Rossini si fermò, la mano non mi raggiunse. Quando riaprii gli occhi vidi la rabbia più cieca percorrerlo. Si spostò in avanti e con entrambe le mani mi prese il viso. Io trattenni il respiro. La sua bocca si avventò sulla mia e io gli risposi con tutta la disperazione che avevo dentro. Al diavolo la brava ragazza dentro di me, quell’uomo mi aveva salvato la vita ed era a dir poco meraviglioso. Gli dovevo un bacio e non solo: gli dovevo me stessa. *
**Avvertimenti: *Scene forti ed esplicite, adatte a un pubblico adulto*. Non per tutte le sensibilità. **
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Vizio di forma

Vizio di forma è la seconda raccolta di racconti fanta-tecnologici e fanta-biologici di Primo Levi; a differenza di Storie naturali, pubblicato cinque anni prima sotto pseudonimo, porta il suo nome in copertina. I racconti sono venti, scritti tra il 1968 e il 1970. Chimico dagli interessi enciclopedici, con un particolare amore per la natura, gli animali, i linguaggi, il piacere della sperimentazione e della ricerca, Levi si avventura a esplorare le infinite possibilità combinatorie che la materia consente, ma non dimentica di cogliere le anomalie, le sfasature, i ‘vizi di forma’ in cui si annida il germe di catastrofi piccole e grandi. La sua vena di narratore non è tuttavia apocalittica o disperata: al contrario, è mossa da una divertita curiosità per l’uomo. Le invenzioni della scienze e della tecnica aprono all’eterno gioco della commedia umana possibilità paradossali, assurde o esilaranti, che Levi esplora con ironia e con fermezza di giudizio morale.
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Vivere per scrivere

Charles Bukowski Nick Hornby Martin Amis Ian McEwan Frederick Forsyth Zadie Smith James G. Ballard J.K. Rowling Hilary Mantel Michel Faber Sophie Kinsella William Boyd Hanif Kureishi Alan Bennett Peter James Paula Hawkins Jonathan Coe Irvine Welsh John Banville Roddy Doyle Catherine Dunne Bret Easton Ellis J.J. Abrams Nathan Englander Amos Oz David Grossman Abraham B. Yehoshua Aleksandr Solgenitsyn Evgenij Evtushenko …

Suonai il campanello con trepidazione. Passò un minuto. Ne passò un altro. Le cicale cantavano, il sole picchiava, dalla casa non veniva alcun segno di vita. Poi, quando stavamo per andarcene, si sentì un rumore. Un istante dopo la porta si aprì e apparve un uomo di circa sessant’anni, in calzoncini da bagno. A parte quelli, era nudo dalla testa ai piedi. Non disse niente: si limitava a guardarci con diffidenza. La mia fu una domanda ridicola, poiché non avevo il minimo dubbio sulla sua identità. ‘Are you Charles Bukowski?’. Rispose a sua volta con una domanda. ‘Why?’.

‘C’è chi scrive ancora a mano e chi è stregato dal computer, chi programma ogni pagina dall’inizio alla fine e chi avanza di getto senza sapere dove lo porterà la trama, chi frequenta i corsi di scrittura creativa e chi esce dalla scuola della vita, chi si fa ispirare dalla realtà e chi la deforma, chi lavora esclusivamente di fantasia e chi studia, imita o perlomeno usa come modello i grandi autori del passato.

Per scoprire che cos’è e come si scrive un romanzo, non c’è niente di meglio che interrogare uno scrittore. E di scrittori, grazie al mio lavoro di giornalista da oltre trent’anni in giro per il mondo, ho avuto la fortuna di incontrarne tanti. In queste pagine, quaranta di loro parlano dei libri che scrivono e di quelli che amano, di come nasce una storia e del proprio metodo narrativo, dei propri maestri, delle proprie vite’.

(source: Bol.com)

Vivere 120 anni. Le verità che nessuno vuole raccontarti

Tutti noi, soprattutto con l’avanzare dell’età, ci siamo confrontati con la paura della morte, che porta insite domande, quali: Quando moriremo? Di quale male? Dovremo soffrire? L’auspicio dell’essere umano è quello di vivere una vita sana, piena, possibilmente senza subire malattie degenerative e, visto che ci siamo, il più a lungo possibile. Perché l’uomo può vivere fino a 120 anni senza malattie ma l’aspettativa attuale di vita è di 80 anni e già a 40 subiamo i sintomi delle malattie degenerative. La medicina tradizionale è focalizzata a curare i sintomi delle malattie, ma è ben lontana dal risolverne le cause mentre è oramai ben noto che la dieta e lo stile di vita sono la causa principale della più grande catastrofe sanitaria di tutti i tempi. In questo libro scoprirete perché l’essere più evoluto del pianeta è in realtà anche il più malato e vi insegnerà a invertire la rotta verso una vita più longeva ed in salute. Conoscerete i fattori che portano al declino del nostro fisico e le cause che inducono alla vecchiaia. Soprattutto è dato risalto alle sorprendenti ed efficaci soluzioni, che scienziati di tutto il mondo hanno sperimentato negli ultimi decenni.
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Le vite potenziali

Al centro di questo romanzo ci sono tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità. Il loro spazio è la Albecom, azienda informatica che sorge alla periferia di Marghera; l’ha fondata, ancora giovanissimo, Alberto, ”trentaquattro anni, apprezzata abilità nell’assemblare mobili Ikea, una passione per la buona tavola e il culto della chiarezza”. Tra i programmatori che lavorano per lui c’è Luciano, con cui Alberto condivide l’amore per internet fin dai tempi del liceo. Ma, a differenza dell’amico, Luciano si trova a suo agio dietro le quinte: schivo e paralizzato dalla propria scarsa avvenenza, si rifugia nel lavoro e nel rifocillamento dei gatti randagi di Marghera, tormentato solo, di tanto in tanto, dal desiderio di avere qualcuno da rendere felice. A completare il triangolo c’è Giorgio, il pre-sales dell’azienda, procacciatore di nuovi clienti: ”percorso da un brivido di elettricità sempre”, tiene nel cruscotto della macchina L’arte della guerra di Sun Tzu, che consulta come un oracolo.

E così, mentre Luciano allaccia con Matilde, barista della tavola calda di fronte alla Albecom, un’amicizia presto caricata di nuove speranze e Giorgio riceve una proposta sottobanco da un vecchio collega, le giornate dei tre amici si intrecciano in un groviglio di segreti e tradimenti che si dipana tra la provincia veneta e le città di mezza Europa e che li costringerà, infine, a compiere scelte sofferte e decisive.

Francesco Targhetta, già protagonista di un piccolo caso letterario con il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie, si cimenta ora nell’impresa ambiziosissima di ritrarre il nostro presente in continuo divenire, attraverso lo sguardo di un gruppo di trentacinquenni che – con un piede intrappolato nel mondo del web e uno ben piantato nei sobborghi in cemento di quello reale – cercano timidamente di costruirsi un futuro. Per mezzo di una prosa esatta e al tempo stesso intima, crepuscolare, questo romanzo si interroga su cosa stiano diventando le nostre vite, deviate e attratte ogni giorno da mille potenzialità, e su cosa potremmo diventare noi, chiamati insieme al dovere di essere felici e a quello di accelerare sempre di più la velocità del mondo.

(source: Bol.com)