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Le livre des esprits

Extrait: Comme spécialité, le Livre des Esprits contient la doctrine spirite ; comme généralité, il se rattache à la doctrine spiritualiste dont il présente l’une des phases. Telle est la raison pour laquelle il porte en tête de son titre les mots : Philosophie spiritualiste. Il est un autre mot sur lequel il importe également de s’entendre, parce que c’est une des clefs de voûte de toute doctrine morale, et qu’il est le sujet de nombreuses controverses, faute d’une acception bien déterminée, c’est le mot âme. La divergence d’opinions sur la nature de l’âme vient de l’application particulière que chacun fait de ce mot. Une langue parfaite, où chaque idée aurait sa représentation par un terme propre, éviterait bien des discussions ; avec un mot pour chaque chose, tout le monde s’entendrait. Selon les uns, l’âme est le principe de la vie matérielle organique ; elle n’a point d’existence propre et cesse avec la vie : c’est le matérialisme pur. Dans ce sens, et par comparaison, ils disent d’un instrument fêlé qui ne rend plus de son : qu’il n’a pas d’âme. D’après cette opinion, l’âme serait un effet et non une cause. D’autres pensent que l’âme est le principe de l’intelligence, agent universel dont chaque être absorbe une portion. Selon eux, il n’y aurait pour tout l’univers qu’une seule âme qui distribue des étincelles entre les divers êtres intelligents pendant leur vie ; après la mort, chaque étincelle retourne à la source commune où elle se confond dans le tout, comme les ruisseaux et les fleuves retournent à la mer d’où ils sont sortis. Cette opinion diffère de la précédente en ce que, dans cette hypothèse, il y a en nous plus que la matière et qu’il reste quelque chose après la mort ; mais c’est à peu près comme s’il ne restait rien, puisque, n’ayant plus d’individualité, nous n’aurions plus conscience de nous-même. Dans cette opinion, l’âme universelle serait Dieu et chaque être une portion de la Divinité, c’est une variété du panthéisme. Selon d’autres enfin, l’âme est u
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Livia Lone (Italian Edition)

Livia Lone, giovane detective della polizia di Seattle specializzata in indagini su crimini sessuali e abusi sui minori, porta a termine ogni incarico col massimo impegno, cercando di assicurare alla giustizia i mostri a cui dà la caccia. E quando la giustizia fallisce, Livia non esita a vendicare personalmente le vittime.
Ma Livia non è sempre stata Livia. Il suo vero nome è Labee, ed è nata sulle montagne thailandesi. Venduta da bambina insieme alla sorella minore Nason, approda in America dentro un container ed è più volte vittima di abusi. Ma dall’istante in cui perde le tracce della sorellina, l’unica cosa che le permette di rimanere in vita è la determinazione a ritrovarla.
Quando una nuova pista riaccende le sue speranze, a Livia non basta più essere un agente, e nemmeno una giustiziera. Dovrà rivivere gli orrori del passato per arrivare a scoprire una cospirazione di inimmaginabile crudeltà, fatta di trafficanti internazionali, bande criminali, suprematisti bianchi e legami con il potere politico.
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La lista dei desideri

“Quando Stephanie suonò il campanello e Nick andò ad aprire indossando solo un cappello da Babbo Natale e un grembiule con la scritta “Bacia il cuoco”, lei non ebbe esitazioni. Lasciò cadere la borsa e gli saltò addosso”.
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### Sinossi
“Quando Stephanie suonò il campanello e Nick andò ad aprire indossando solo un cappello da Babbo Natale e un grembiule con la scritta “Bacia il cuoco”, lei non ebbe esitazioni. Lasciò cadere la borsa e gli saltò addosso”.

Lisbona è tutta luce

I romani la chiamavano semplicemente Felicità. Michele Monina raggiunge Lisbona, quarta tappa del suo personalissimo Grand Tour de Force, che in dodici mesi lo porterà a visitare le dodici realtà più significative del continente, per rappresentare nel miglior modo possibile questa Europa tanto discussa, ma così poco conosciuta.E dunque arriva il turno di Lisbona, città dal fascino particolarissimo, che riesce a conciliare in un solo luogo atmosfere decadenti e scenari luminosissimi, tramonti mozzafiato e notti esuberanti.Lisbona è tutta luce cerca proprio di catturare e descrivere l’anima sfuggente di una città straordinaria, custode di tesori unici, e dei suoi abitanti, alle prese con la durissima crisi economica che ha investito il Portogallo.Finalmente una guida che, oltre a fornire utili consigli su mete da visitare e posti da vedere, si propone di documentare con attenzione gli umori, i colori, le dinamiche di una città utilizzando un taglio giornalistico, quasi da reportage.Preparatevi a un luogo di fascino e storia, di bellezze classiche, alla malinconica sensualità del fado e alla magia dei vicoli del Bairro Alto. Lisbona illuminerà il vostro viaggio.
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### Sinossi
I romani la chiamavano semplicemente Felicità. Michele Monina raggiunge Lisbona, quarta tappa del suo personalissimo Grand Tour de Force, che in dodici mesi lo porterà a visitare le dodici realtà più significative del continente, per rappresentare nel miglior modo possibile questa Europa tanto discussa, ma così poco conosciuta.E dunque arriva il turno di Lisbona, città dal fascino particolarissimo, che riesce a conciliare in un solo luogo atmosfere decadenti e scenari luminosissimi, tramonti mozzafiato e notti esuberanti.Lisbona è tutta luce cerca proprio di catturare e descrivere l’anima sfuggente di una città straordinaria, custode di tesori unici, e dei suoi abitanti, alle prese con la durissima crisi economica che ha investito il Portogallo.Finalmente una guida che, oltre a fornire utili consigli su mete da visitare e posti da vedere, si propone di documentare con attenzione gli umori, i colori, le dinamiche di una città utilizzando un taglio giornalistico, quasi da reportage.Preparatevi a un luogo di fascino e storia, di bellezze classiche, alla malinconica sensualità del fado e alla magia dei vicoli del Bairro Alto. Lisbona illuminerà il vostro viaggio.

Il linguaggio segreto del volto

È difficile impedire al corpo di rivelare ciò che pensiamo e sentiamo davvero, perché indipendentemente dalla nostra volontà, le emozioni trovano sempre un modo per manifestarsi. E il volto è la parte più sensibile del corpo, la sede di ben quattro dei cinque sensi, quella che con più facilità reagisce agli stimoli interni ed esterni. I tratti del viso rivelano molto di noi, per questo è importante saperli leggere. Chi è in cerca di un compagno, per esempio, dovrebbe guardare per prima cosa la nuca. Per un buon commerciale meglio osservare le tempie, e per capire in generale se fidarsi di qualcuno, le sopracciglia. Con un linguaggio semplice e preciso e disegni esplicativi, Anna Guglielmi, grande esperta di comunicazione non verbale, ci insegna a leggere ciò che le persone hanno scritto in faccia. Ci svela come scoprire da uno sguardo o un sorriso se il nostro interlocutore è annoiato o interessato, se mente o è sincero, se è triste o preoccupato, o se nasconde qualche segreto dietro il fremito di una ruga. Per capire meglio il prossimo e noi stessi e costruire rapporti personali e professionali soddisfacenti.

Il linguaggio del corpo

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## Impara, con questi metodi testati, trucchi ed esercizi per poter utilizzare a tuo vantaggio il potere del linguaggio del corpo!
**Ti piacerebbe poter convincere gli altri a fidarsi di te o delle tue idee?
Vorresti conoscere cosa pensa il tuo nemico, così da poter agire di conseguenza?
Vorresti migliorare il tuo carisma e la tua confidenza?**
Tutto questo è possibile. Per farlo, ti serve saper leggere e interpretare le persone. Il linguaggio del corpo ti aiuta proprio in questo: è la chiave per capire come funzionano i tuoi simili.
La comunicazione non-verbale ci dice molto di più di quella verbale su una persona. Il linguaggio del corpo ci aiuta molto meglio a capire gli altri, persino a capire quello che non viene detto. Per poterlo fare, bisogna prepararsi a prestare più attenzione a questo tipo di linguaggio.
Con questo libro hai l’opportunità di imparare la lettura del linguaggio del corpo. I molti trucchi pratici ed esercizi qui contenuti ti aiuteranno a diventare una persona migliore.
## Impara in questa utile guida…
… quali sono I vantaggi di poter leggere il linguaggio del corpo
… come poter decifrare le persone intorno a te, e agire di conseguenza
… come prestare attenzione al tuo stesso linguaggio corporeo
… le cose a cui prestare attenzione nella comunicazione nonverbale in ambito professionale e privato
… quali comportamenti e movimenti da evitare assolutamente
… come riconoscere se qualcuno ti sta mentendo
… e molto, molto altro!
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Keywords: PNL, seduzione, psicologia, linguaggio del corpo, linguaggio non verbale, mentire, carisma
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### Sinossi
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Linee

Chi conosce le sculture di Fausto Melotti ricorda un loro timbro aereo, penetrante, una loro qualità di articolazione musicale che le rende immuni e selvatiche rispetto al circostante, ma con gesto di delicata civiltà, quasi il fermo e dolcissimo diniego di un mandarino cinese. Altre linee, tracciate dalla stessa mano, con la stessa minima e precisa pressione delle dita, troverà il lettore in questo libro. Linee tipografiche, dove Melotti si presenta dietro l’apparenza di «un note-book, di uno zibaldone d’artista che raccoglie riflessioni, ricordi, moralità, poesie, agudezas, considerazioni tecniche». Ma anche qui Melotti fa agire innanzitutto il suo grande senso formale. Sa che il linguaggio serve a ben altro che a trasmettere opinioni, così lo aggira, lo torce con sottile grazia, ritrova nella freccia dell’ironia, in un imprevisto lampo lirico, in un guizzante giudizio, quello stesso timbro, quella stessa levità, quella capacità di far respirare il vuoto dietro e tra le linee che hanno fatto della sua opera di artista una di quelle che tranquillamente e felicemente navigheranno nel tempo. Il presente volume offre una scelta di passi tratti da *Linee* e da *Linee, secondo quaderno*, entrambi pubblicati da Adelphi rispettivamente nel 1974 e nel 1978.

La linea nera

Che cosa collega l’apnea, il sangue nero, il miele di Angkor, le farfalle e il fruscio delle canne di bambù? Jacques Reverdi è un serial killer affascinato dall’emoglobina, ingabbiato nel peggior penitenziario della Malesia. Marc Dupeyrat è un giornalista. Il suo migliore amico e la sua fidanzata sono stati uccisi in circostanze terribili e vuole intervistare Reverdi per capire perché vengono commessi delitti così strani e atroci. Dal loro incontro, in circostanze imprevedibili, nascono una inchiesta sul male assoluto e una indagine su due delitti misteriosi destinati a lasciare il segno. Ma i veri protagonisti della Linea nera sono il respiro e il sangue: quelli che scorrono nelle pagine del romanzo, e quelli del lettore, intrappolato e affascinato da questo viaggio verso il nocciolo oscuro della violenza: pagina dopo pagina, mozza il respiro e fa correre l’adrenalina.
(source: Bol.com)

La linea gotica. Taccuino 1948-1958

“Per abbattere un muro, non c’è che abbatterlo. Con altri sistemi, come il pensare molto a lungo e molto fortemente alla caduta del muro, non si abbatte.” È questa la tensione che anima “La linea gotica”: una sorta di diario privato che Ottiero Ottieri rivive in pubblico, un urgente e teso svilupparsi di riflessioni, racconti, esperienze personali che abbracciano un intero decennio, dal 1948 al 1958. È un libro che “deve essere letto oggi”, come annota Furio Colombo nella prefazione, una storia dell’Italia del dopoguerra in cui l’autore vuole riconoscere soprattutto le angosce irrisolte e i tormenti taciuti, costringendosi a viverli sempre in prima persona, tanto nelle metropoli del Nord quanto nelle campagne della Toscana o nei paesi del Mezzogiorno. La sua analisi intellettuale non accetta di essere pura riflessione, ma esige l’immersione nel mondo della fabbrica, delle periferie, delle manifestazioni operaie di piazza, dove la nevrosi e l’alienazione si trasformano in malattia comune e incurabile. Il trauma personale dell’autore è quindi filtro e rivelazione del dramma sociale, il suo ricovero in ospedale la condivisione di una sorte estrema e comune, la sua lacerazione interiore una lente d’ingrandimento per scoprire che cosa resti, aldilà delle tabelle di rendimento, all’individuo e quale intima felicità sia ancora possibile per l’uomo prigioniero del meccanismo della produzione aziendale.
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La linea della palma

Una lunga conversazione in cui Camilleri, sollecitato dal giornalista Lodato, mette a nudo la sua esperienza di scrittore e di uomo di spettacolo, ma anche di uomo impegnato politicamente. Un’intervista-confessione con pagine dense di ricordi sull’infanzia siciliana, sull’universo familiare, sugli anni del fascismo e della guerra, sulla mafia vecchia e nuova; pagine di grande intensità, a volte pungenti sino all’invettiva, in cui si intrecciano riflessione politica, conoscenza della storia e alta tensione morale.
(source: Bol.com)

La linea d’ombra

La “linea d’ombra” conradiana non è solo quella che si deve oltrepassare per lasciare indietro la giovinezza e addentrarsi nella maturità. Essa affonda nell’inconoscibile, nel “perturbante”, è una sottile linea di demarcazione, sempre presente, mai visibile. Il giovane capitano di mare protagonista di questo romanzo, che è ritenuto tra i migliori di Conrad, la oltrepassa per un istante quando, sedendosi nella poltrona della sua cabina di comando, vede in un lampo la lunga sequela dei volti che vi si sono seduti prima di lui. Di colpo egli coglie la propria immagine nello specchio del regresso infinito, un volto che dal passato s’inabissa nel futuro del proprio invecchiamento e lo induce a intraprendere un viaggio al cuore dell’esperienza della vita.
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Limonov

Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: «è stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell’immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio» si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato «che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale». La vita di Eduard Limonov, però, è innanzitutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante – a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall’amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il «duro metallo di cui è fatta la sua anima», Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo, senza mai chiudere gli occhi, con una temerarietà e una pervicacia che suscitano rispetto. Ed è senza mai chiudere gli occhi che Emmanuel Carrère attraversa questa esistenza oltraggiosa, e vi si immerge e vi si rispecchia come solo può fare chi, come lui, ha vissuto una vita che ha qualcosa di un «romanzo russo».

Limes – Moneta E Impero

Il numero di Limes di febbraio 2015 di Limes si intitola “Moneta e impero” ed è dedicato alla geofinanza.Un viaggio nell’universo spesso opaco della finanza internazionale, alla scoperta dei suoi centri di potere, dei suoi strumenti d’azione e delle principali partite in corso: dalle grandi piazze finanziarie ai potenti governatori delle Banche centrali, dai fondi sovrani al destino dell’euro, passando per la finanza islamica e il crescente protagonismo finanziario dell’Asia.L’introduzione, a firma di Brunello Rosa (“La guerra delle valute”), descrive il conflitto monetario strisciante ingaggiato dalle principali banche centrali per agevolare la ripresa delle rispettive economie e le implicazioni di tale braccio di ferro per la tenuta dell’euro.La prima parte, “La potenza del dollaro nella guerra delle valute”, illustra ragioni e prospettive del perdurante primato monetario statunitense, in un contesto di crescenti tensioni tra le grandi valute del globo. Si segnalano qui gli articoli di Dario Fabbri (“Burro e cannoni: il segreto del dollaro è la grandezza dell’America”), Giorgio Arfaras (“L’illusione della certezza: così funzionano i mercati”) e Charles Geisst (“I lupi di Wall Street perdono il pelo ma non il vizio”).La seconda parte, “Noi nell’euro senza Europa”, analizza in dettaglio la cruciale partita europea, dal cui esito dipende il futuro della moneta unica e della stessa Unione Europea. Segnaliamo qui i contributi di Alessandro Aresu e Andrea Garnero (“Whatever it takes. Mario Draghi signore d’Europa”), Vincenzo Chiorazzo (“Chi detiene il debito pubblico dell’Italia?”) e Keith Botsford (“Was ist deutsch? Note su un’identità difficile”). In questa sezione, anche un articolo di Piero Schiavazzi (“Il tesoro del papa”) sulle finanze vaticane e un originale contributo storico di Antonio Patuelli (“Quando la moneta unica era la lira”) sul panorama monetario dell’Italia preunitaria.La terza parte, “Chi sfida il dollaro e chi fa da sé”, offre una panoramica degli attori finanziari altri da Washington e delle loro strategie. In questa sede si evidenziano i saggi di Gian Paolo Caselli (“Mosca prova a fare a meno del dollaro”), Giorgio Cuscito (“Dove e perché investe la Cina”), Lorenzo Declich (“Quanto è islamica la finanza islamica?”) e Mauro Guerra (“Con il segreto bancario se ne va un pezzo di Svizzera”).In Limes in più, due contributi extra-monografici di segno opposto sulla crisi russo-ucraina: Evhen Dykyj (“L’Europa ci aiuti o Putin tornerà!”) e Armen Oganesjan (“La Bibbia non l’ha inventata Putin”).Chiudono il numero le carte storiche selezionate e commentate da Edoardo Boria. Limes, rivista italiana di geopolitica, diretta da Lucio Caracciolo, è stata fondata nel 1993 e si è ormai affermata come uno dei più influenti e autorevoli luoghi di riflessione geopolitica in Europa.A differenza di altre riviste di geopolitica, Limes si basa sull’incrocio di competenze e approcci molto diversi. A essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista.
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### Sinossi
Il numero di Limes di febbraio 2015 di Limes si intitola “Moneta e impero” ed è dedicato alla geofinanza.Un viaggio nell’universo spesso opaco della finanza internazionale, alla scoperta dei suoi centri di potere, dei suoi strumenti d’azione e delle principali partite in corso: dalle grandi piazze finanziarie ai potenti governatori delle Banche centrali, dai fondi sovrani al destino dell’euro, passando per la finanza islamica e il crescente protagonismo finanziario dell’Asia.L’introduzione, a firma di Brunello Rosa (“La guerra delle valute”), descrive il conflitto monetario strisciante ingaggiato dalle principali banche centrali per agevolare la ripresa delle rispettive economie e le implicazioni di tale braccio di ferro per la tenuta dell’euro.La prima parte, “La potenza del dollaro nella guerra delle valute”, illustra ragioni e prospettive del perdurante primato monetario statunitense, in un contesto di crescenti tensioni tra le grandi valute del globo. Si segnalano qui gli articoli di Dario Fabbri (“Burro e cannoni: il segreto del dollaro è la grandezza dell’America”), Giorgio Arfaras (“L’illusione della certezza: così funzionano i mercati”) e Charles Geisst (“I lupi di Wall Street perdono il pelo ma non il vizio”).La seconda parte, “Noi nell’euro senza Europa”, analizza in dettaglio la cruciale partita europea, dal cui esito dipende il futuro della moneta unica e della stessa Unione Europea. Segnaliamo qui i contributi di Alessandro Aresu e Andrea Garnero (“Whatever it takes. Mario Draghi signore d’Europa”), Vincenzo Chiorazzo (“Chi detiene il debito pubblico dell’Italia?”) e Keith Botsford (“Was ist deutsch? Note su un’identità difficile”). In questa sezione, anche un articolo di Piero Schiavazzi (“Il tesoro del papa”) sulle finanze vaticane e un originale contributo storico di Antonio Patuelli (“Quando la moneta unica era la lira”) sul panorama monetario dell’Italia preunitaria.La terza parte, “Chi sfida il dollaro e chi fa da sé”, offre una panoramica degli attori finanziari altri da Washington e delle loro strategie. In questa sede si evidenziano i saggi di Gian Paolo Caselli (“Mosca prova a fare a meno del dollaro”), Giorgio Cuscito (“Dove e perché investe la Cina”), Lorenzo Declich (“Quanto è islamica la finanza islamica?”) e Mauro Guerra (“Con il segreto bancario se ne va un pezzo di Svizzera”).In Limes in più, due contributi extra-monografici di segno opposto sulla crisi russo-ucraina: Evhen Dykyj (“L’Europa ci aiuti o Putin tornerà!”) e Armen Oganesjan (“La Bibbia non l’ha inventata Putin”).Chiudono il numero le carte storiche selezionate e commentate da Edoardo Boria. Limes, rivista italiana di geopolitica, diretta da Lucio Caracciolo, è stata fondata nel 1993 e si è ormai affermata come uno dei più influenti e autorevoli luoghi di riflessione geopolitica in Europa.A differenza di altre riviste di geopolitica, Limes si basa sull’incrocio di competenze e approcci molto diversi. A essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista.

Lilít,: e altri racconti

Questi racconti, scritti dal 1975 al 1981, hanno argomenti e toni diversi. Ho cercato di raggrupparli, e forzando talvolta sui termini ne ho ricavato un primo gruppo che riprende i temi di Se questo è un uomo e La tregua, un secondo che prosegue le Storie Naturali e Vizio di forma, e un terzo i cui personaggi hanno in certa misura carne ed ossa. Spero che ogni racconto adempia decorosamente al suo ufficio, che è solo quello di condensare in poche cartelle, e transmettere al lettore, un ricordo puntuale, uno stato d’animo, o anche solo una trovata. Ce ne sono di allegri e di tristi, perché i nostri giorni sono allegri e tristi. Non ci sono, che io sappia, né messaggi né profezie fondamentali; se il lettore ce li trova, è bontà sua.
Primo Lev

Liguria criminale

Genova, la Superba, punta estrema del triangolo industriale, città moderna e tecnologica, luogo di traffici e forti contraddizioni. E la Liguria, un arcobaleno di fiori colorati, scorci di mare azzurro e montagne aspre. Architetture urbane e naturali splendide, che pure nascondono misteri e crimini efferati. Genova e i suoi tristi primati nella storia degli anni dì piombo, dall’omicidio di Alessandro Floris ad opera della banda XXII Ottobre, fino alla spietata freddezza della guerra mai dichiarata delle Brigate Rosse; sequestri, gambizzazioni, omicidi, come quelli di Guido Rossa e del giudice Francesco Coco e della sua scorta; e i delitti della sua borghesia o del mondo malavitoso nascosti nell’intrico dei caruggi negli austeri palazzi. E ancora, le esplosioni di piazza del ’60 e la tragedia del G8 del 2001.