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Lockdown

‘Mi spiace, Dave. Purtroppo non posso farlo’. Questo potrebbe dire un computer a un utente che fa la cosa sbagliata, almeno secondo il computer stesso. Sembra fantascienza, eppure non lo è. E in un mondo in cui i computer e Internet sono dappertutto – le automobili sono computer che guidiamo, gli aeroplani computer volanti che montano Solaris, gli apparecchi acustici computer che indossiamo – è evidente come tutti i futuri problemi sociopolitici avranno a che fare anche con essi. In questo ebook sono raccolti i testi di due discorsi tenuti da Cory Doctorow in merito al concetto di ”computer universale” (general purpose computer) e all’importanza di questo nella vita di tutti i giorni, di tutti noi. Forse può sembrare prematuro, ma è necessario agire prima che sia troppo tardi. Perché, come sostiene Doctorow stesso, ‘dobbiamo iniziare a pensare oggi ai principi da applicare quando arriverà quel giorno’. Questo ebook è lungo 76˙000 battute.

(source: Bol.com)

Lizzie

La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e anonimi di una “vera gentildonna” della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile”. Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personalità sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l’amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, “maschera crudele e deforme” che vorrebbe fagocitare e distruggere, con il suo “sorriso laido e grossolano” e i suoi modi sadici, insolenti e volgari, le altre due. È solo l’inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l’identità e la realtà.
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Il linguaggio segreto

La lingua parlata dai mejani è comune per tutti, tuttavia esiste un secondo linguaggio che non si esprime a parole, e neppure per scritto, che è riservato alle donne e inaccessibile agli uomini. Al Team della spedizione terrestre, specializzata in “primi contatti” con civiltà extraterrestri, questo fatto fa subito pensare che sul pianeta esista una forma di segregazione nei confronti della popolazione femminile, ma alla dottoressa Toni, che riesce a entrare nelle simpatie delle famiglie locali e registra numerose conversazioni con le quali cominciare i suoi studi, appare subito evidente che sul pianeta tutte le informazioni che si riescono a raccogliere non sveleranno mai il vero segreto che protegge il popolo Mejano.
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Il linguaggio e la mente

Nell’architettura del vivente il linguaggio umano costituisce da sempre un dominio senza confronti. Vi entrano in tensione ordine ed enigma, struttura e origine, chiarezza e opacità, a disfida di chiunque – innanzi tutto filosofi, linguisti, psicologi – ne faccia oggetto di studio. Se tra costoro esiste qualcuno che ha elaborato una teoria all’altezza vertiginosa del compito, questi è Noam Chomsky. Il suo è un nome-spartiacque: dopo la messa a punto della grammatica generativa trasformazionale, l’intero dibattito in materia ha dovuto misurarsi con l’arditezza di questa riproposizione dell’innatismo, dato ovunque, e con spocchia «moderna», per morto. Come accade nei mammiferi per la visione, o negli insetti per il volo, nei piccoli d’uomo la facoltà del linguaggio non è appresa, più di quanto non lo siano il respiro o l’uso delle braccia. Secondo Chomsky, dal comportamentismo aspetteremmo invano un’ipotesi calzante sulla strategia di acquisizione della lingua da parte del bambino, perché essa si avvale di schematismi innati, ossia di universali attraverso i quali gli scarsi dati disponibili vengono organizzati in una grammatica articolata e specifica. La stessa che rivela moltissimo sulle proprietà generali della mente nella sua normale attività. Il linguaggio e la mente è il risultato di quarant’anni di ricerche che fissano standard, definiscono principi, sciolgono dubbi, controbiettano persuasivamente ad altri studiosi, tengono il passo con gli esiti ultimi di discipline affini. Un itinerario sotto il duplice segno della fermezza dei capisaldi e dell’apertura intellettuale, la cifra che ha contribuito alla grandezza di Chomsky.
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### Sinossi
Nell’architettura del vivente il linguaggio umano costituisce da sempre un dominio senza confronti. Vi entrano in tensione ordine ed enigma, struttura e origine, chiarezza e opacità, a disfida di chiunque – innanzi tutto filosofi, linguisti, psicologi – ne faccia oggetto di studio. Se tra costoro esiste qualcuno che ha elaborato una teoria all’altezza vertiginosa del compito, questi è Noam Chomsky. Il suo è un nome-spartiacque: dopo la messa a punto della grammatica generativa trasformazionale, l’intero dibattito in materia ha dovuto misurarsi con l’arditezza di questa riproposizione dell’innatismo, dato ovunque, e con spocchia «moderna», per morto. Come accade nei mammiferi per la visione, o negli insetti per il volo, nei piccoli d’uomo la facoltà del linguaggio non è appresa, più di quanto non lo siano il respiro o l’uso delle braccia. Secondo Chomsky, dal comportamentismo aspetteremmo invano un’ipotesi calzante sulla strategia di acquisizione della lingua da parte del bambino, perché essa si avvale di schematismi innati, ossia di universali attraverso i quali gli scarsi dati disponibili vengono organizzati in una grammatica articolata e specifica. La stessa che rivela moltissimo sulle proprietà generali della mente nella sua normale attività. Il linguaggio e la mente è il risultato di quarant’anni di ricerche che fissano standard, definiscono principi, sciolgono dubbi, controbiettano persuasivamente ad altri studiosi, tengono il passo con gli esiti ultimi di discipline affini. Un itinerario sotto il duplice segno della fermezza dei capisaldi e dell’apertura intellettuale, la cifra che ha contribuito alla grandezza di Chomsky.

Linguaggi d’amore

Una vena artistica scorre nel sangue di Serenity e Brooke le cui vite, accomunate dallo spirito d’indipendenza e dalla voglia d’amare, rischiano di essere rovinate dalla cattiveria altrui. Entrambe dovranno affrontare numerose prove prima di poter credere nei sentimenti e abbandonarsi fiduciose tra le braccia dell’uomo dei loro sogni
Il dipinto
Serenity, giovane pittrice,ha da poco perso I genitori quando riceve una letterada una contessa francese che si dichiara sua nonna maternal e la invita in Bretagna. Questa notizia suscita mille interrogativi e l’unica soluzione è quella di volare subito là. L’accoglienza, però, è piuttosto fredda,specialmente da parte del cugino Cristophe, i cui modi aristocratici inducono soggezione…
Fotogrammi
Brooke deve curare la regia di uno spot pubblicitario che, come protagonista, ha un famoso giocatore di baseball. Quando lo conosce di persona rimane folgorata dalla sua personalità. E il sentimento sembra ricambiato. Purtroppo,nella vita privata le cose non scorrono lisce come sul set. Le regole del gioco per loro devono ancora essere scritte…

La lingua perduta delle gru

“I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno annientati dalla notizia” pensa Philip Benjamin, il protagonista di questo romanzo nel momento in cui, a venticinque anni, si appresta a rivelare alla famiglia la propria omosessualità. Eppure per Rose e Owen, piccoli intellettuali nella sfavillante New York degli anni Ottanta, la scoperta delle inclinazioni amorose del figlio apre una crepa dapprima sottile, poi sempre più profonda e insanabile, nel delicato equilibrio affettivo familiare, costringendoli a fare i conti con la propria più intima natura, le proprie scelte, le proprie responsabilità. Ma in questo paesaggio familiare desolato, in questo sfacelo di relazioni personali, Philip, e non solo lui, saprà individuare la strada per la costruzione di una vita sentimentale flessibile, realistica, libera, ma saldamente ancorata all’autenticità e alla sincerità.

Il limite del furore

Patrick Quentin sapete chi è. Qualcuno in America comincia già a considerarlo oltre che un abile scrittore di gialli anche un romanziere che può ben figurare tra i migliori autori della letteratura americana. Ed è proprio per questo giallo che la critica si è sbilanciata. Come giallo, Il limite del furore ha tutto, dalla trama al dosaggio intelligente d’ogni ingrediente narrativo, per soddisfare il lettore più scaltrito. Il limite del furore è però anche un romanzo perfetto che sembra una grande tela fitta di elementi pittorici. Poi c’è il lato umano, il dramma di John Hamilton, un perseguitato dalla sorte:, sua moglie lo tradisce, è un’alcoolizzata che lo fa quasi impazzire; lui, pittore che a un certo punto ha dato un calcio alle lusinghe di New York per darsi all’arte vera, è il bersaglio di una piccola comunità della provincia americana. Tutti lo credono l’assassino di sua moglie, e gli danno la caccia, col furore di una folla sdegnata che quando si scatena non conosce più limiti. L’angosciosa vicenda fa rabbrividire di paura, e fremere di rabbia, fino al giorno in cui il povero John dimostra la sua innocenza ai concittadini, alle polizie federale e di Stato. Contrariamente a quel che succede di solito dopo aver finito un giallo, vi scoprirete a pensare con un brivido che in certe situazioni potremmo capitarci tutti.

Licenziare i padreterni

Gli stipendi del Senato saliti di un altro 19% in 4 anni – I palazzi del Palazzo che sono diventati 52 – La trincea in difesa dei doppi e tripli vitalizi – Gli aereiblu che volano come mai prima – Sforbiciatine agli affi tti cresciuti di 41 volte dal 1983 – I menù di lusso con le lamelle di spigola ancora a 3,34 euro – I bilanci ”ritoccati” solo per fare bella fi gura – I rimborsi elettorali che hanno superato i 5 miliardi e mezzo – I Presidenti regionali che continuano a prendere come tre governatori Usa – Autoblu a vita che aumentano senza freni – La Parentopoli che impazza E DICEVANO D’AVERE TAGLIATO…
(source: Bol.com)

Il libro segreto. Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo

“Caro giovane semidio, se stai leggendo questo libro, la tua vita sta per diventare molto, molto più pericolosa. Queste pagine ti offriranno uno sguardo all’interno del mondo dei semidei, che a nessun normale ragazzino umano è permesso di conoscere. L’archivio segreto del Campo Mezzosangue contiene tre delle più pericolose avventure di Percy Jackson mai trascritte prima. Chirone mi ha inoltre autorizzato a divulgare delle interviste riservate di alcuni dei nostri più importanti allievi, inclusi Percy Jackson, Annabeth Chase e Grover Underwood. Ti prego di considerare che tali interviste sono state rilasciate in via strettamente confidenziale. Condividere queste informazioni con qualunque mortale potrebbe significare ritrovarsi Clarisse alle calcagna, armata della sua lancia elettrica. Credimi, non sarebbe affatto piacevole. Studia ogni pagina con attenzione, perché le tue avventure sono appena cominciate. Possano gli dei essere con te, giovane semidio!” (Rick Riordan) Età di lettura: da 12 anni.
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Il libro segreto di Shakespeare

La più enigmatica cospirazione di tutti i tempi sta per essere rivelata
Chi desidera mantenere il segreto su William Shakespeare? E quali interessi si nascondono dietro questo mistero che affonda le sue radici nella violenta e oscura epoca elisabettiana?
Desmond Lewis, un professore universitario inglese molto discusso, scompare mentre è diretto a Berkeley, in California, per una conferenza. Con lui sparisce anche un manoscritto inedito e segretissimo, che conterrebbe la verità sull’identità dell’autore più importante nella storia della letteratura mondiale, William Shakespeare. Non sarebbe lui il vero autore di Romeo e Giulietta, Amleto e degli altri capolavori: una teoria sconvolgente che molti scrittori, fra cui Mark Twain, hanno già sostenuto in passato.
Jake Fleming, un giornalista del «San Francisco Tribune» e amico di Lewis, si mette subito sulle sue tracce per scoprire che fine ha fatto lo studioso e quale enigma si cela dentro le pagine che ha scritto. Un viaggio che lo porterà nella vecchia Inghilterra, tra accademici spocchiosi, librai eccentrici, un fisico indiano che sa fin troppo di Shakespeare e una conturbante docente di letteratura. Fino a quando lo raggiungerà oltreoceano anche sua figlia Melissa, ragazza testarda e affascinante con una grande passione per il teatro…
Un thriller inaspettato che rompe il silenzio su un segreto che dura da quattro secoli. Sulle tracce di manoscritti perduti, enigmatici librai, diabolici falsari.
William Shakespeare era un impostore?
I capolavori passati alla storia come sue opere erano frutto del genio altrui?
Chi si nasconde in realtà tra le sue pagine?
A quasi quattrocento anni dalla morte del grande scrittore, la verità può essere finalmente svelata.

Il libro prigioniero

In questa storia si parla di fate. E di magia. Molto probabilmente questo vi farà rabbrividire. Bisogna che vi dica però che, se posate il libro adesso, non potrete mai sapere che la fata di questa storia è ben diversa da tutte quelle di cui avete sentito parlare finora. E non potrete sapere cos’è la Valle Nascosta, che ne sia delle sue perdute Frontiere, di tutte le creature che la abitano, dei mille mostri che la infestano e degli altri suoi segreti. Età di lettura: da 9 anni.
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Il libro italiano dei morti

Nel 1070 d.C. sugli Appennini, un cavaliere, grazie all’aiuto di 3 streghe, aveva fatto resuscitare la sua donna dopo averla uccisa.
Spaventato dalla nuova creatura aveva deciso di farla sotterrare “viva” insieme alle streghe.
Più di 1000 anni dopo un soccorritore alpino libera involontariamente la “zombie” che, dopo averlo soggiogato lo violenta dando vita ad un incantesimo che fa resuscitare tutti i morti nelle vicinanze.
Il paesino sulle montagne viene così invaso dagli zombie.
I pochi umani rimasti venderanno cara la pelle dando vita ad una serie di situazioni tragicomiche.

Un libro forgiato all’inferno

Furono i roghi, ad accendere i Lumi. Nello splendore come nella ferocia, il Gran secolo, che tanto amò il paradosso, fu inarrivabilmente paradossale: la meraviglia barocca convisse con il rigorismo formale, l’impulso ascetico con la dissimulazione piú o meno onesta, il libero pensiero con un dogmatismo occhiuto e vendicativo. Solo il Seicento avrebbe potuto generare tutte le grandi idee che alimentarono la modernità, e solo il Seicento avrebbe potuto cercare con tanta pertinacia di distruggerle appena nate. Senza riuscirci, certo, e anzi stimolandole, quasi in virtú di quella ‘reazione uguale e contraria’ teorizzata – non a caso proprio in quegli anni – da Newton.
Ci fu chi pagò con la vita, con il carcere, con l’infamia e il bando le proprie tesi; ma le difese. E le affidò ai libri, che a loro volta patirono la confisca, la clandestinità, il rogo; ma sopravvissero. Perché le idee non bruciano, anche se possono accendere le menti e provocare rivoluzioni. Ed è proprio di quelle idee e di quei libri cosí travagliatamente giunti fino a noi – che forse non li leggiamo nemmeno piú – che siamo gli eredi.
Questo nuovo, coinvolgente volume di Steven Nadler è appunto la storia di un libro sulfureo e dannato, il Trattato teologico-politico; del suo autore, pessimo ebreo, mediocre mercante, buon tagliatore di lenti, immenso filosofo; del suo funambolico stampatore, cui certo non difettava l’ingegno. Ma qual era il messaggio contenuto in quelle pagine vituperate, empie, eversive, che fecero sobbalzare perfino Hobbes? Che la Bibbia è un’opera umana, da leggere in una prospettiva storico-filologica, per trarne l’insegnamento fondamentale: ‘ama il tuo prossimo’; che Dio è la Natura, non la Chiesa con i suoi settarismi e le sue interferenze politiche; che la sovranità dello Stato proviene da una delega e pertanto va esercitata in nome del benessere comune; che la filosofia, la ricerca del retto sapere, è parte di quel benessere e che perciò a ogni cittadino deve essere consentito ‘non solo pensare quello che vuole, ma anche dire quello che pensa’.
Amore, anticonfessionalismo, liberalismo, tolleranza: ecco le ‘bestemmie’ di Spinoza. Un ennesimo paradosso seicentesco, per noi, che però possiamo considerarlo tale anche grazie al coraggio di un filosofo e all’avventurosa sopravvivenza del suo Trattato.
(source: Bol.com)

Il libro delle storie di fantasmi

**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.
*Goffredo Fofi*
**«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.
* Franco Cordelli, Corriere della Sera*
**«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.
* Donatella Ziliotto*
Quattordici capolavori della paura scelti da un grande maestro dell’imprevisto. Un caposaldo della letteratura horror che ha stregato i lettori di tutte le età. «E un fatto singolare» osserva Roald Dahl «ma, nelle migliori storie di fantasmi, il fantasma non c’è. O, per lo meno, non si vede. Si vede però il risultato delle sue azioni. Ogni tanto potete avvertire un fruscio alle vostre spalle, o intravedere tracce fugaci della sua presenza…» E infatti elusivi e imprevedibili sono i fantasmi tratteggiati dagli autori dei quattordici racconti scelti e qui riuniti da Dahl con mano maestra.
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### Sinossi
**«Dahl possiede il rarissimo dono di far scomparire tutto il mondo che sta intorno al lettore»**.
*Goffredo Fofi*
**«Maestro della short story, a lungo considerato solo uno scrittore per ragazzi… iperbolico, beffardo, divertente, la sua massima virtù è dinamica, è la velocità. Ci si accorge di come e quanto la sua consistenza sia un meccanismo perfetto, esplosivo al pari di una bomba»**.
* Franco Cordelli, Corriere della Sera*
**«Roald Dahl parteggia sempre per i bambini e ha creato tanti piccoli personaggi con speciali poteri che si vendicano delle prepotenze degli adulti o li puniscono per le loro cattive azioni»**.
* Donatella Ziliotto*
Quattordici capolavori della paura scelti da un grande maestro dell’imprevisto. Un caposaldo della letteratura horror che ha stregato i lettori di tutte le età. «E un fatto singolare» osserva Roald Dahl «ma, nelle migliori storie di fantasmi, il fantasma non c’è. O, per lo meno, non si vede. Si vede però il risultato delle sue azioni. Ogni tanto potete avvertire un fruscio alle vostre spalle, o intravedere tracce fugaci della sua presenza…» E infatti elusivi e imprevedibili sono i fantasmi tratteggiati dagli autori dei quattordici racconti scelti e qui riuniti da Dahl con mano maestra.

Il libro della giungla

Nel cuore della foresta dell’India Settentrionale, il piccolo Mowgli viene accolto da una famiglia di lupi che lo educherà alle leggi della giungla. Sotto la guida del saggio orso Baloo imparerà il linguaggio degli animali, a cacciare e a pensare come loro. Vivrà presso gli umani per un breve periodo di tempo e porterà avanti una lotta atavica contro la malvagia tigre, sua persecutrice fin da neonato. Denso di azione ed emozionante, questo libro cattura l’attenzione dei ragazzi con le sue avventure, le situazioni assurde, l’ironia verso le usanze umane e, al contempo, esalta l’amicizia, la fedeltà familiare, il valore dei sentimenti e della libertà.