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Gli eletti di Mut

Attraverso gli spazi sconfinati dell’Europa preistorica, continua l’epico viaggio di Ayla. Non più sola, ma insieme con Giondalar, suo coraggioso compagno, Ayla si unisce ai Cacciatori di Mammut. È questa la sua gente? Il loro linguaggio è strano, i loro costumi sono diversi; Ayla è pronta a misurarsi con nuove situazioni ma deve ancora sopportare l’amaro sapore della diffidenza e dell’emarginazione. Il viaggio di Ayla non è ancora finito, la sua ansia di conoscenza la spinge verso luoghi sconosciuti dove si prepara il destino dell’umanità.

Elementi di botanica parallela

Elementi di Botanica parallela offre un assaggio gustoso delle piante che popolano l’universo botanico fantastico di Leo Lionni: le artisie, i giraluna, le comunità di tirilli e mollette di bosco. In queste pagine compaiono anche i nomi dei primi studiosi, le proprietà e le teorie alla base di una scienza – la Botanica parallela appunto – che da Linneo prende solo le mosse per raccontare un eccentrico universo naturale, fuori dal tempo, immateriale. Un mondo vegetale fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e i ricordi.
“L’elenco di avventure tassonomiche è una gioia”. la Repubblica
“Poetico, ironico, seducente, geniale”. Il Messaggero
“Una realtà magica in cui le piante diventano parole”. il venerdì

Elegia americana

«Il caso editoriale che ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica i “bianchi poveri” degli Stati Uniti, possibile bacino elettorale per Trump.»la Lettura – Corriere della Sera«Quest’anno non leggerete un libro più importante sull’America.»The Economist«La descrizione che Vance fa del mondo in cui è cresciuto è una lettura fondamentale in questo periodo storico.»The New York Times«Ci apre uno squarcio sul dolore e la rabbia del popolo che ha votato Trump.»Los Angeles TimesIl libro che ha rivelato al mondo l’anima profonda dell’AmericaI nonni di J.D. sono sporchi, poveri e innamorati quando emigrano giovanissimi dalle regioni dei monti Appalachi verso l’Ohio nella speranza di una vita migliore. Ma quel sogno di benessere e riscatto è solo sfiorato, perché prima di diventare uomo il loro nipote lotterà a lungo con la miseria e la violenza domestica: una madre tossicodipendente, patrigni nullafacenti che si susseguono uno dopo l’altro, vicini di casa alcolisti capaci solamente di sopravvivere con i sussidi e lamentarsi del governo, in una regione in cui i tassi di disoccupazione sono sempre più alti e l’abbandono scolastico è alle stelle. Eppure quella che J.D. Vance racconta senza indulgenza ma con un amorevole orgoglio di appartenenza non è l’eccezione ma è la storia, in filigrana, di un Paese intero, di quel proletariato bianco degli Stati Uniti che nelle recenti elezioni presidenziali ha espresso la sua frustrazione portando alla vittoria Donald Trump. Elegia americana celebra un’America silenziosa e dà voce a quella classe operaia dei bianchi degli Stati Uniti più profondi che un tempo riempiva le chiese, coltivava le terre e faceva funzionare le industrie. Quel mondo non c’è più, al suo posto solo ruggine e rabbia. E J.D. Vance diventa così il cantore, brutale e appassionato, dell’implosione di un modello, di un’idea. Di un sogno che è stato a lungo anche il nostro.

Elegia americana

‘Il caso editoriale che ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica i “bianchi poveri” degli Stati Uniti, possibile bacino elettorale per Trump.’
la Lettura – Corriere della Sera

‘Quest’anno non leggerete un libro più importante sull’America.’
The Economist

‘La descrizione che Vance fa del mondo in cui è cresciuto è una lettura fondamentale in questo periodo storico.’
The New York Times

‘Ci apre uno squarcio sul dolore e la rabbia del popolo che ha votato Trump.’
Los Angeles Times

Il libro che ha rivelato al mondo l’anima profonda dell’America

I nonni di J.D. sono sporchi, poveri e innamorati quando emigrano giovanissimi dalle regioni dei monti Appalachi verso l’Ohio nella speranza di una vita migliore. Ma quel sogno di benessere e riscatto è solo sfiorato, perché prima di diventare uomo il loro nipote lotterà a lungo con la miseria e la violenza domestica: una madre tossicodipendente, patrigni nullafacenti che si susseguono uno dopo l’altro, vicini di casa alcolisti capaci solamente di sopravvivere con i sussidi e lamentarsi del governo, in una regione in cui i tassi di disoccupazione sono sempre più alti e l’abbandono scolastico è alle stelle. Eppure quella che J.D. Vance racconta senza indulgenza ma con un amorevole orgoglio di appartenenza non è l’eccezione ma è la storia, in filigrana, di un Paese intero, di quel proletariato bianco degli Stati Uniti che nelle recenti elezioni presidenziali ha espresso la sua frustrazione portando alla vittoria Donald Trump.

Elegia americana celebra un’America silenziosa e dà voce a quella classe operaia dei bianchi degli Stati Uniti più profondi che un tempo riempiva le chiese, coltivava le terre e faceva funzionare le industrie. Quel mondo non c’è più, al suo posto solo ruggine e rabbia. E J.D. Vance diventa così il cantore, brutale e appassionato, dell’implosione di un modello, di un’idea. Di un sogno che è stato a lungo anche il nostro.

(source: Bol.com)

Eldest (versione italiana)

CALANO LE TENEBRE. LE SPADE SI INCROCIANO. IL MALE REGNA. Salvata la città dei ribelli dall’assalto dello sterminato esercito di Re Galbatorix, Eragon e Saphira si mettono in viaggio per raggiungere Ellesméra, la terra degli elfi. È lì che Eragon proseguirà il suo apprendistato nell’arte della magia e della spada. Nel frattempo, Carvahall viene attaccata dai Ra’zac. Roran, il cugino di Eragon, convince gli abitanti del villaggio a fuggire con lui nel Surda per cercare l’aiuto dei Varden. Dopo un lungo periodo d’addestramento con Oromis, l’ultimo Cavaliere, e il suo drago, Glaedr, Eragon ritorna dai Varden per aiutarli a fronteggiare l’esercito nemico. Non sa che ad attenderlo, oltre alla battaglia, ci sono nuove, stupefacenti rivelazioni

Einstein. La sua vita, il suo universo

Quando, nel 1900, Lord Kelvin dichiarò che la fisica non aveva ormai “nulla di nuovo da scoprire”, il mondo scientifico non sospettava che, di lì a pochi anni, gli articoli di un giovane impiegato dell’Ufficio brevetti di Berna, basati su esperimenti mentali, avrebbero rivoluzionato la scienza. Albert Einstein, il mite rifugiato in fuga dall’oppressione, con la sua aureola di capelli arruffati, gli occhi pensosi, la sua accattivante umanità e il suo limpido genio spicca come icona suprema del Novecento. Gli impulsi ribelli, la curiosità, le passioni e l’elegante distacco che permeano la sua produzione scientifica hanno dominato anche la vita affettiva e la dimensione politica dell’uomo Einstein. A un secolo di distanza dalle sue straordinarie scoperte risulta ancora stupefacente che un giovane studioso sia riuscito da solo a ridisegnare l’universo. Come funzionava la sua mente? Quanto influiva l’intuizione e quanto la logica nel suo modo di pensare? Che cosa fece di lui un genio? Walter Isaacson ci offre una biografia completa di Einstein, probabilmente lo scienziato più famoso e più amato di tutti i tempi, cercando di indagare lo stretto legame tra creatività e libertà che fece di un fisico teorico capace delle più complicate astrazioni un personaggio pubblico di grande carisma, impegnato a difendere la causa della pace e della giustizia sociale.
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Egira

Egira è un pianeta con un diametro sei volte maggiore della Terra, abitato da razze diverse che condividono la stessa storia: una lunga serie di guerre e vicessitudini scolpite su immensi obelischi che si elevano verso il cielo per migliaia di chilometri. Bar-Woten sa che sugli obelischi e scritto non solo il passato ma, molto in alto, anche il futuro della sua gente. Sa inoltre che nel lontano Nord, nella Terra dove la Notte e Fiume, vivono uomini capaci di raggiungere questo futuro. E un viaggio che pochi hanno tentato prima, ma che va assolutamente fatto perchè può condurre al segreto di Egira. Un affascinante romanzo planetario che rivela una civiltà sorprendente.
Copertina di Franco Brambilla

L’educazione sentimentale

L’educazione sentimentale e il romanzo di una generazione, di una città, di un tempo di trasformazioni. La gioventù del 1848, abbastanza intelligente e forte per concepire un ideale, ma non abbastanza per realizzarlo; Parigi divorata dalla febbre delle rivoluzioni; un’epoca di svolte cruciali, di teste e di cuori in fermento, di nodi storici che vengono al pettine in una società borghese tumultuosa eroica e gretta, incerta fra il vecchio e il nuovo. Al centro del ricchissimo intreccio vivono un giovane tormentato, un amore impossibile, una crescita intima e civile scossa da radicali contraddizioni. Il testo e qui accompagnato dagli apparati critici di Edouard Maynial e dalla cronologia della vita e delle opere di Jacques Suffel.

Educazione criminale

La sanguinosa storia del clan dei MarsigliesiHanno portato il crimine organizzato a RomaHanno battezzato la Banda della MaglianaSono il clan dei MarsigliesiOtto anni, veloce e astuto come una volpe, Brando si fa strada tra gli orrori di un drammatico dopoguerra. Cresciuto ai margini di una società in piena trasformazione, diplomato in violenza e ferocia, il giovane Brando viene assoldato dalle diverse organizzazioni fuorilegge che si occupano di contrabbando e sequestri. Al suo sbarco a Marsiglia è già un professionista del crimine: smercia eroina, gestisce traffici illeciti internazionali e passa da un delitto all’altro con cinismo e crudeltà. Ma viene catturato dalla polizia francese e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Melun dove conosce i capi della più spietata banda criminale del secondo dopoguerra, il clan dei Marsigliesi. Grazie alle connivenze con i servizi segreti italiani, Brando e i capi del clan vengono fatti evadere con l’obiettivo di destabilizzare la sicurezza sociale del Paese. Dal quel momento non ci sarà più pace: rapine cruente, bombe, rapimenti eccellenti, attentati, azioni terroristiche spettacolari sono all’ordine del giorno. Milano, Roma, Nizza, Marsiglia sono le piazze del terrore. Sfruttamento della prostituzione, bische clandestine, traffico di droga: le casse nelle quali affondare mani sporche di sangue. L’orrore e il panico della violenza senza misura terrorizzano le strade delle città. Brando è ormai completamente corrotto, il braccio armato di un occulto potere eversivo. Il bambino cresciuto nella violenza è diventato un uomo sfinito dall’odio. Ma forse anche per lui, tra gli orrori dei giorni segnati dal sangue, esiste una speranza di riscatto.La cruda testimonianza di una stagione di massacri e omicidi eccellenti. Cronache di impunità e politiche stragiste. La storia del nostro paese è scritta con il sangue.Hanno scritto di The Father di Vito Bruschini:’The Father, il primo romanzo di Vito Bruschini, dimostra come la capacità di saper riprodurre la ricca ambiguità che accompagna la vita, sia il modo vincente di raccontare una storia.’la Repubblica’No, non c’è da rimpiangere Mario Puzo. Perché The Father. Il padrino dei padrini di Vito Bruschini è un thriller dal respiro epico e dal forte impatto narrativo.’Il MessaggeroVito BruschiniGiornalista professionista, dirige l’agenzia stampa per gli italiani nel mondo ‘Globalpress Italia’. Con Giorgio Bocca ha scritto il documentario televisivo Storia degli Italiani – Dall’Unità al Terrorismo; per il teatro è autore di Sotto un cielo di bombe, una rievocazione del primo bombardamento di Roma. Con la Newton Compton ha pubblicato The Father. Il padrino dei padrini; Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno, La strage. Il romanzo di Piazza Fontana e Educazione criminale. La sanguinosa storia del clan dei Marsigliesi, riscuotendo un notevole successo di critica e pubblico. I suoi romanzi sono stati pubblicati in otto Paesi.
(source: Bol.com)

Economia della rivoluzione

Il 25 ottobre – 7 novembre secondo il calendario gregoriano – di cento anni fa Lenin scrisse un appello “Ai cittadini di Russia” per comunicare che il governo provvisorio era abbattuto e il potere statale passava nelle mani del Comitato militare rivoluzionario. Nel centenario di quell’ottobre, Vladimiro Giacché riunisce il corpus degli scritti economici di Lenin e modella un’opera dall’identità solida e precisa, che prende le mosse dagli accadimenti e dai provvedimenti dei primi mesi dopo la rivoluzione, comprende la dura stagione della guerra civile e del comunismo di guerra, infine approda alla svolta della Nuova politica economica. Ma “Economia della rivoluzione” non è soltanto un documento su quanto avvenne dopo i dieci giorni che sconvolsero il mondo: teoria e prassi di Lenin hanno esercitato un’enorme influenza a livello mondiale. Dallo scontro politico che si aprì in Unione Sovietica dopo la morte di Lenin alle riforme economiche degli anni sessanta in Urss e nei paesi dell’Europa orientale, tutti si sono rifatti ai suoi testi come al criterio di verità su cui misurare le proprie ragioni, il vessillo di cui impadronirsi per vincere la battaglia. Ma l’influenza del pensiero di Lenin si è estesa ben oltre i confini del mondo socialista, se ancora a inizio anni ottanta il presidente francese Francois Mitterrand confidava ai propri collaboratori che per cambiare qualcosa in economia bisognava essere «leninisti». E la fine dell’Unione Sovietica non ha decretato il tramonto delle fortune di Lenin, visto che la transizione della Cina e di altre economie emergenti da un’economia integralmente statalizzata e pianificata a un’economia di mercato ha tratto diretta ispirazione dalla Nuova politica economica: capitalismo di Stato in paese socialista, che nel 2012 l’Economist ha definito «il nemico più formidabile che il capitalismo liberale abbia sinora dovuto affrontare». Un nemico ancora più temibile ora che la Grande recessione ha investito i paesi capitalistici avanzati e superare la crisi con semplici meccanismi di mercato sembra impossibile. Come per tutti i classici, il pensiero economico di Lenin è una bussola non solo per orientarsi nel passato e comprendere il presente, ma anche per trovare la via nel buio di cui sembra circonfuso il nostro futuro.
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Economia del bene comune

Dopo la caduta del Muro di Berlino e il fallimento del socialismo reale e della pianificazione statale centralizzata, l’economia capitalistica di mercato è diventata il modello dominante, se non esclusivo, di organizzazione delle società contemporanee. Ma, come dimostra la crisi finanziaria globale che da circa un decennio ha drammaticamente peggiorato le condizioni di vita di milioni di persone, la prevalenza del profitto e dell’interesse privato sembra disegnare scenari molto diversi da quello di una comunità fondata sul principio della pari dignità dei cittadini e sul patto sociale della riduzione delle ineguaglianze. Che fine ha fatto, in questi ultimi decenni, la ricerca del bene comune, che dovrebbe essere il compito e il fine di una società giusta? E in che modo la teoria economica può contribuire al concreto perseguimento di questo obiettivo? Per rispondere a queste domande, l’economista premio Nobel Jean Tirole propone al lettore non specialista un singolare percorso all’interno della scienza economica che consente di individuare le politiche e le istituzioni che possono promuovere il bene comune – il cui punto d’arrivo è l’acquisizione delle informazioni necessarie per affrontare efficacemente le grandi sfide del nostro tempo. Sotto la sua guida sicura, le tante questioni che interrogano oggi l’umanità – la rivoluzione digitale, con i nuovi modelli economici a cui dà vita, l’innovazione tecnologica, la concorrenza e la regolamentazione settoriale – emergono in una luce inedita e, al contempo, si rivelano potenziali strumenti per superare alcune diffuse criticità del contesto attuale. Le soluzioni, sostiene con forza Tirole, esistono. Prima fra tutte, comprendere a fondo la semplice verità che la somma degli interessi individuali degli agenti economici non si tramuta in bene comune, grazie alle sole virtù del mercato, ma perché ciò accada è indispensabile l’intervento correttivo di un’istanza pubblica e regolatrice.
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Economia all’idrogeno

Nonostante molti siano convinti che esista petrolio a sufficienza per il fabbisogno dei prossimi quarant’anni, alcuni dei più celebri geologi ipotizzano che la produzione petrolifera globale possa raggiungere il picco, e cominciare un rapido declino, già alla fine di questo decennio. Messi con le spalle al muro, gli Stati Uniti e gli altri paesi industriali potrebbero far ricorso a materiali più ”sporchi” con la disastrosa conseguenza di accentuare il surriscaldamento del pianeta e infliggere un colpo mortale al già vacillante ecosistema terrestre.
Proprio nel momento in cui l’era dei combustibili fossili sta inesorabilmente giungendo al suo fosco epilogo, Jeremy Rifkin indica la via d’uscita a questo drammatico scenario: un nuovo regime energetico fondato sull’idrogeno, che, se adeguatamente sfruttato, potrebbe diventare il ”carburante eterno”, inesauribile e del tutto esente da emissioni inquinanti.
Notevoli, secondo Rifkin, saranno le ricadute sociali di questa imminente rivoluzione energetica. Quando milioni di utenti finali connetteranno le loro celle a combustibile alimentate a idrogeno in reti energetiche locali, regionali e nazionali, utilizzando le stesse tecnologie intelligenti e gli stessi principi di progettazione che hanno reso possibile Internet, si affermerà un nuovo uso dell’energia, paritario e decentralizzato.
(source: Bol.com)

Eclissi totale

Nell’anno 2020, una spedizione spaziale internazionale che esplora Sigma Draconis, a 19 anni luce dalla Terra, scopre i resti di una civiltà molto progredita, che ha lasciato una costruzione spettacolare: il più grande telescopio immaginabile, ricavato da un cratere su un satellite. Le spedizioni successive scoprono che la cultura originaria è misteriosamente scomparsa dopo un periodo di esistenza molto breve: tremila anni. Siamo ormai nel 2028, e la più recente missione giunge sul pianeta con un solo scopo: scoprire perché l’antica civiltà è scomparsa. E con una sola speranza: che questa conoscenza possa evitare la distruzione della civiltà terrestre. Mostrando quel senso del misterioso che distingue la migliore fantascienza, John Brunner ci racconta la storia di trenta persone, impegnate nel difficilissimo compito di ricostruire completamente una civiltà sepolta da intere epoche geologiche. Il mistero sarà infine svelato da uno dei membri della spedizione, ma si tratta di una risposta utilizzabile dall’uomo?

Eclipse

Mentre Seattle è funestata da una serie di strani omicidi e una vampira malvagia continua a darle la caccia, Bella Swan si trova ancora una volta in serio pericolo. È arrivato per lei il momento delle decisioni e dei sacrifici: basterà il fidanzato Edward a farle dimenticare il migliore amico Jacob? Troverà il coraggio necessario a diventare una Cullen? Obbligata a scegliere fra l’amore e l’amicizia, è consapevole che la sua decisione rischia di riaccendere la millenaria lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l’esame di maturità è alle porte e per Bella il momento della verità si avvicina… Travolgente e sensuale come i precedenti episodi della saga, Eclipse è un romanzo in cui il desiderio, soffuso eppure inesorabile, si mescola a una forte dose di suspense mentre avvenimenti inaspettati sconvolgeranno per sempre le regole degli umani e degli immortali.