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Le lune perdute

Astronauti, guardatevi dal sistema delle Lune Perdute: Sospeso nelle oscure profondità degli spazi cosmici, temuto da tutti coloro che percorrono le vie spaziali per motivi leciti, è come El Dorado nello spazio siderale, una gigantesca, cosmica casa da gioco o di piacere, una Casablanca siderale dove tutto è lecito, dove i fuorilegge hanno libera cittadinanza, dove le spie di molti sistemi solari s’incontrano e s’inseguono in una lotta silenziosa e senza esclusione di colpi. In un universo dove le vie spaziali vengono percorse da poderose astronavi, tra colonie emergenti e mondi già civilizzati, l’ombra del pericolo si annida ovunque… perché basta un piccolo incidente, un piccolo passo falso, per provocare una crisi di portata cosmica. E quando un agente speciale del servizio terrestre viene inviato alle Lune Perdute, egli sa già quale potrà essere la posta in palio, sia che riesca, sia che fallisca la sua missione. Ma ogni impresa, anche la più disperata, nasconde in eguale misura successo e insidie, pericoli e ricompense: e tra molti colpi di scena, gradualmente le Lune Perdute rivelano il loro segreto… un segreto che è molto più complesso e pericoloso di quanto gli abitanti degli altri angoli dell’universo potessero immaginare!…

LE LUNE FREDDE

Lo scienziato Cyrus Mobarak progetta di fondare una colonia sui mari di Europa, satellite di Giove. A lui si oppone Hilda Brandt, nel timore che l’arrivo degli uomini modifichi l’equilibrio ecologico del pianeta. Attraverso lo spazio disseminato di armi atomiche, il gelido mondo pare irraggiungibile. E’ un’impresa per pochi che implica coraggio, genio e speranza. Un’avventura nella nuova frontiera.
Copertina: Jacopo BRUNO

LUNA? Sì, ci siamo andati!

La storia dello sbarco dell’uomo sulla Luna e le risposte ai dubbi di chi sospetta che fu una messinscena. Non solo la confutazione di tesi di complotto, ma anche un’occasione per riscoprire una delle più grandi imprese d’esplorazione della Storia

Luna Luna di miele

C’è un racconto di due pagine che è forse il “pezzo” di fantascienza più famoso in Italia; è stato trasmesso più volte alla radio e letto alla TV da Giorgio Albertazzi; non c’è amico o nemico della FS che non lo ammiri e non lo citi come un classico: è “La sentinella” , di Fredric Brown. Ma questo classico di due pagine ha forse finito per fare, involontariamente, un torto ai non meno geniali, estrosi, brillanti racconti lunghi di Brown, che Urania comincia con questo numeroa raccogliere in volume presentando:
1° la storia (esattamente ambientata nel 1972) di un amore lunare russo-americano;
2° la vita e le esilaranti avventure di un topo cosmonauta;
3′ la completa riorganizzazione di tutto il firmamento in un particolare ordine nuovo.
Indice:
Luna luna di miele (Honeymoon in Hell, 1950)
Che succede lassù? (Pi in the Sky, 1944)
Astrotopolino (The Star Mouse, 1941)
Copertina di Karel Thole

La luna e i falò

La storia de “La luna e i falò”, romanzo forse autobiografico, comincia quando il protagonista, di cui conosciamo il soprannome, Anguilla, torna dall’America al suo paese d’origine nelle Langhe, dopo la Liberazione. Ritrova il compagno di un tempo, Nuto, figura solida e integra che rappresenta un punto di riferimento per tutti al villaggio. Con lui ripercorre, in un continuo fluire di ricordi che si confrontano con la realtà del presente, gli anni della giovinezza e ricostruisce la sorte dei tanti che aveva lasciato partendo. Il mondo contadino che Anguilla conosceva è veramente rimasto intatto come appare, malgrado il tempo, gli orrori e le miserie della guerra? Qual è il segreto dei falò della notte di San Giovanni, a cui dai tempi dei tempi i contadini attribuiscono il potere di determinare la fortuna del raccolto? Qual è il segreto di Nuto? Tra paesaggi naturali e paesaggi dell’anima, questo romanzo, l’ultimo di Pavese, è il racconto di un viaggio tra ricordi del passato e nuove consapevolezze politiche ed esistenziali.

Luna di fiele

Una coppia corrompe un’altra coppia: è il semplice tema di Luna di fiele, che ha ispirato a Roman Polanski forse il più scandaloso dei suoi film.
Come la luna di miele sta al matrimonio, così “la luna di fiele” sta ai piaceri detti perversi o devianti; piaceri che tendono a dilatarsi e a occupare tutta la nostra psiche “giacché non si può svegliare una fantasia senza scuotere tutte le altre” (dice un personaggio di Bruckner: “copulare è proprio dell’animale, umana è soltanto la devianza”).
Franz e Rebecca, Didier e Béatrice si incontrano su una nave diretta verso Oriente. Per cinque notti Franz racconterà a Didier la sua storia d’amore con Rebecca: una storia che è un viaggio ai limiti del piacere, in quei territori dove la lussuria si mescola alla ripugnanza e al dolore. Attraverso il racconto di Franz e la bellezza di Rebecca viene attuata nei confronti di Didier e di Béatrice una seduzione che è insieme sfiancamento, come nelle corride.
Un romanzo erotico colto, ricco di finezze, in bilico fra tragedia e umor nero.

Luna affamata

A Moonwell, una tranquilla cittadina inglese, la gente ha l’abitudine di celebrare la Festa dell’Estate come migliaia di anni fa. Forse è un retaggio del passato celtico, forse è un modo per mantenere in vita le tradizioni in una società che sta cambiando la faccia della terra, ma qualcuno sospetta che dietro le tradizioni di Moonwell ci sia molto di più. Godwin Mann, un predicatore evangelista, arriva nella comunità per sradicare il male da Moonwell, ma sa cos’è il Male? Si dice che in una cava non lontano dalla città viva un’entità mostruosa adorata fin dal tempo dei druidi, e che per affrontarla occorre rischiare la vita.

Lucy e Christine

Christine, ventisei anni, morta in una strada delle Midlands.
Un incidente, senza dubbio, opera di un pirata della strada.
Non per Lucy, la sorella minore, che sospetta un’altra verità.
Ma la sua disperata ricerca si trasforma con il tempo in una indagine pericolosa, in una allucinante odissea.
In una Londra notturna e inquietante, scoprirà il segreto che le sta a cuore, a caro prezzo.

Lucy

Un’angosciante presenza vaga tra le case sonnacchiose e i verdi prati che costituiscono il mondo dell’adolescente Lucy Brill. Suo fratello Ethan è scomparso, minato dalla droga, ma qualcosa di lui aleggia nelle stanze che ha abitato: è un sussurro, un invito a Lucy a raggiungerlo, là dove giacciono il suo corpo e la sua mente. “Non temere, sarai la benvenuta”, la rassicura. Turbata e rabbiosa contro i genitori, che la credono vittima di incubi, lei lo seguirà… fino al luogo in cui il male stesso l’attende a braccia aperte…

La lucina

Lontano da tutto, tra i boschi, in un vecchio borgo abbandonato e deserto, un uomo vive in totale solitudine. Ma un mistero turba il suo isolamento: ogni notte, sempre alla stessa ora, il buio è improvvisamente spezzato da una lucina che si accende sulla montagna, proprio di fronte alla sua casa di pietra. Cosa sarà? Un abitante di un altro paese disabitato? Un lampione dimenticato che si accende per qualche contatto elettrico? Un ufo? Un giorno l’uomo si spinge fino al punto da cui proviene la luce. Ad attenderlo trova un bambino, che vive anche lui solo in una casa nel bosco e sembra uscito da un’altra epoca o, davvero, da un altro pianeta. Nuove domande affollano la mente dell’uomo: chi è veramente quel bambino? E quale rapporto li lega? Lo scopriremo a poco a poco, avvicinandoci sempre più al cuore segreto di questa storia terribile e lieve, fino all’inaspettato finale. Con questo suo indimenticabile ”piccolo principe”, Antonio Moresco mette in scena una meditazione commossa sul senso dell’universo e della vita. In un dialogo continuo con gli esseri che popolano i boschi, radici aeree, alberi, lucciole, rondini, Moresco come Leopardi riflette sulla solitudine e il dolore dell’esistenza, ma anche su ciò che lega uomini e animali, vivi e morti. Un libro enigmatico e intenso, perturbante e profondo, destinato a lasciare un segno nell’anima dei lettori.
(source: Bol.com)

Le luci di settembre

Nell’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire alla pesante eredità che suo marito le ha lasciato: un cumulo di debiti di cui lei non aveva mai avuto il benché minimo sospetto, e che nelle sue condizioni non è certo in grado di onorare. Ad aiutarla, offrendole un posto di governante, è un vecchio amico del marito, il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann, che vive con la moglie malata in una gigantesca tenuta chiamata Cravenmoore.
Tutto sembra andare per il meglio, Lazarus si dimostra un uomo gentile, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli straordinari esseri meccanici che ha creato nella sua lunga carriera, strani automi che sembrano avere vita propria. Intanto Irene conosce Ismael, il giovane cugino di Hannah, la cuoca di casa, e se ne innamora.
Ma cosa sono quelle luci che brillano nella nebbia intorno all’isolotto del faro? E cosa si nasconde dietro i macabri eventi e le strane apparizioni che sconvolgono inaspettatamente l’armonia di Cravenmoore? Perché Hannah viene uccisa, e qual è il mistero dell’ombra che si è impossessata della tenuta? Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l’oscuro segreto che avvolge Cravenmoore e la fabbrica dei giocattoli di Lazarus, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure, in un mondo labirintico di luci e ombre.
(source: Bol.com)

Le luci di Avardale

Ninian è l’erede di Arcady, ed è anche l’erede del segreto del lago che bagna il suo villaggio. Quest è sua amica da tutta una vita. Kerron è a stento tollerato da tutti, ma un giorno non saranno più in grado di ignorarlo così facilmente. Ran vuole vedere cosa c’è oltre il litorale del villaggio. Per questi quattro giovani del villaggio di Averdale, che fa parte dell’arcipelago Arcady è giunto il momento di lasciare Averdale per un Rito di Iniziazione imposto dal matriarcato dell’isola. Iniziano così le avventure che metteranno a nudo il carattere dei quattro ragazzi, portando ognuno di essi a seguire un destino che mai avrebbero immaginato, guidati dalle misteriose voci notturne che da sempre tengono soggiogata la popolazione dell’arcipelago.

Luci d’inverno

Nate Burke, ex poliziotto di Baltimora, accetta il posto di capo della polizia di Lunacy – un paesino dell’Alaska che conta 506 abitanti – per fuggire alla crisi causata dal fresco divorzio e dal trauma della morte del suo compagno di lavoro, per la quale si sente in parte responsabile. I primi giorni nella cittadina scorrono tranquilli, a parte qualche piccolo problema di ordine pubblico e una relazione un po’movimentata con l’umorale Meg Galloway, bella e sfacciata. All’improvviso, però, in una grotta nascosta viene ritrovato il corpo del padre di Meg, scomparso sedici anni prima. Ha un’ascia ancora conficcata nel petto, e la notizia dell’omicidio scuote profondamente la piccola comunità, spingendo addirittura l’assassino a uccidere di nuovo. E mentre questa seconda morte viene archiviata come suicidio, Nate non ne è del tutto convinto e comincia così un’indagine sotterranea. Sarà per lui l’occasione di ritrovare se stesso e di scoprire che l’attrazione per Meg è più di una relazione fatta di sesso e notti passionali: questa donna così scontrosa e indipendente nasconde in realtà un segreto che potrebbe svelare l’assassino ma al tempo stesso potrebbe minare per sempre il rapporto con Burke. Un romanzo dalla trama densa, che cattura l’intimità di un piccolo paese e il suo vivere eccentrico, che esalta la poderosa e intrigante scrittura della regina del rosacrime.

Luce virtuale

San Francisco, 2005. Nella città semidistrutta da un devastante terremoto una ragazza si muove rapida per le strade con la sua bicicletta; è Chevette Washington, preziosissimo corriere che, in un mondo totalmente ricoperto da una fitta rete informatica, si guadagna da vivere trasportando pacchi e informazioni secondo il “vecchio metodo”, in modo da fuggire alle insidie degli hacker. Un giorno Chevette cede alla tentazione e si impossessa di uno degli oggetti a lei affidati: un innocuo paio di occhiali, che oltretutto non riesce a usare perché, una volta inforcati, non mostrano niente. Quello che la ragazza non sa è che si tratta di preziosissimi occhiali a luce virtuale, capaci di mostrare la realtà non com’è ma come potrebbe essere. E quello che non può immaginare è che per averli ci sono persone disposte a tutto, nemici implacabili che dissemineranno la strada di Chevette di una lunga scia di violenze, ricatti, uccisioni.
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Una luce sulla strada per Woodstock

Fra le mura dell’abbazia benedettina di Shrewsbury, fratello Cadfael è alle prese con tre indagini che mettono a dura prova il suo fiuto e la sua perspicacia. Alcuni candelabri spariti misteriosamente dall’altare, la violenta rapina della borsa delle pigioni appena riscosse dal dispensiere, ma soprattutto, un episodio ambientato molto prima degli altri, nell’anno del Signore 1120, quando Cadfael non ancora monaco, ma burbero soldato gallese, faceva ritorno in Inghilterra dalla crociata. Diretto a Woodstock per assistere a un’udienza per una controversia tra il suo signore, Roger Maudit, e l’abbazia di Shrewsbury riguardo il possesso di un terreno, apprende del misterioso rapimento dell’abate che rappresenta la comunità religiosa.

Una luce nella notte

Mary Higgins Clark ha raccontato la storia che più le stava a cuore: la storia della sua vita. Nata in una famiglia del Bronx, durante gli anni difficili della Depressione la giovane Mary vive un’infanzia ricca di affetti ma segnata dalle difficoltà economiche e dalla morte del padre, che lascia la moglie con tre figli piccoli. Ma il destino ha in serbo altre prove dolorose per lei: la morte del suo primo marito, la difficoltà di crescer cinque figli senza un soldo. Ad aiutarla la sua tenacia, la sua passione e l’ottimismo di chi sa di essere destinata a grandi cose.