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Dizionario dei capolavori del cinema

L’eredità e il presente del cinema in quelli che a buon diritto si possono definire i suoi capolavori. Dal 1895, nascita del cinématographe dei pionieri Lumière, a oggi, tutti gli eventi degni di nota trovano posto in questo dizionario che ripercorre, cronologicamente, la storia del cinema attraverso i 1.245 film più significativi. Il cinema esige, per sua stessa natura, che si esca dalla logica esclusiva del rigore estetico. Capolavori non sono solo le opere di assoluto valore artistico (quelle di Dreyer o di Rossellini, di Buñuel o di Tarkovskij, di Chaplin o di Godard), ma anche quelle che rivelano grandi qualità spettacolari, o un eccezionale spiegamento di risorse industriali; narrano storie di alto significato sociale, culturale, filosofico, morale, politico; sono frutto di raffinata sapienza tecnica.

Dizionarietto rompitascabile degli editori italiani, compilato da uno dei suddetti

Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull’Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una “seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un’appendice egocentrica”. Qui si omette l’appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l’autore si muove nel panorama dell’editoria, sia per l’efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell’editoria del primo 900 italiano.

Il divoratore di mondi

Gli astronomi sono atterriti: un buco nero con massa paragonabile a quella della Luna e un diametro di appena pochi metri punta dritto sulla Terra, “consumando” tutto quello che trova sul suo cammino. Ma il Divoratore, per quanto terrificante, non è un’anomalia del cosmo: è un essere intelligente capace di assorbire una civiltà nel giro di poche ore. Inutile il tentativo di bombardarlo con testate nucleari: gli Stati Uniti saranno quasi rasi al suolo per il semplice fatto di averci provato. Quello che il Divoratore vuole è la “copia” elettronica delle migliori menti terrestri, e i due scienziati che lo hanno scoperto sono tra i prescelti. Ma perchè? Dove vuole arrivare questo alien potentissimo, la cui volontà è misteriosa e impenetrabile?

Il divano di Istanbul

Il grande Maometto il Conquistatore, nelle stanze del palazzo reale di Costantinopoli appena sottomessa, andava recitando una triste poesia persiana. Trovandosi di fronte all’immensità della sua conquista, il vincitore dell’ultimo basileus non poteva evitare di provare la malinconia della decadenza. Tra il Trecento e il Novecento gli ottomani edificarono un enorme impero incastrato tra Occidente e Oriente, con il chiaro proposito di unire l’Asia e l’Europa. I suoi sultani si credevano i successori di Costantino il Grande e nutrivano il sogno di conquistare la “Mela rossa”, cioè Roma probabilmente. La storia dei turchi, a noi sempre presente e insieme misteriosa perché sostanzialmente è stata storia dell’altro, racconta di un’orda venuta dalle steppe asiatiche, che si distende rapidamente nello spazio prima occupato dall’impero d’Oriente, che domina per secoli il Mar Mediterraneo e regna in pace interna su religioni e popoli diversi, protetti e spesso favoriti da un sistema di governo che rivaleggiò fino al Settecento con quello occidentale, apparendo a molti una preferibile alternativa. Ma è anche parte della contesa eterna tra popoli stanziali e nomadi, e parte della storia comune dei popoli i cui paesi oggi finiscono in “stan”.
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Distress

Investigative reporter Andrew Worth turns down a documentary on a mysterious new mental illness — “Distress, ” or acute clinical anxiety syndrome, for another assignment. He’s on his way to the artifical island of Stateless, where the world’s top physicists are gathering to decide on a new TOE, or Theory of Everything, to replace Einstein’s outmoded legacy.Chief among the scientists is the brilliant African Nobel laureate, Violet Mosala, the focus of Worth’s story, who is the subject of mysterious death threats. Worth begins his own investigation, but it takes on even more urgency when he finds that Distress, the mental plague now affecting millions, is linked somehow to the approaching “Aleph Moment” when the TOE is finalized. The countdown has begun for a disaster that will reach all the way back to the Big Bang. And beyond…

Le distese interiori del cosmo

Tra anima e ragione, tra viaggio spirituale e viaggio nel cosmo si cela l'immaginazione mitica, quel librarsi della fantasia che ha permesso all'uomo di scoprire spazi immensi, che gli ha consentito di varcare i confini della terra, che gli ha fatto conoscere mondi mai visti. Saggio storico, studio antropologico e ricerca spirituale si fondono in queste pagine dove tempi e luoghi lontanissimi, popoli e culture diversissimi sono avvicinati dal significato universale del mito. Si scoprono così quali stupefacenti coincidenze uniscano le società primitive alla matura espressione della civiltà greca classica; quali imprevedibili rimandi accomunino, ad esempio, i culti degli Egizi con i rituali Navaho del Nuovo Messico.

I dispiaceri del vero poliziotto

Il sogno di ogni vero lettore non è forse di ritrovare, anche solo per poco, i personaggi di un libro che ha appassionatamente amato? Ebbene, lo vedrà realizzarsi, per la prima volta, in questo romanzo, dove riappaiono alcuni dei personaggi di ”2666”. Per poterli incontrare di nuovo, però, dovrà accettare il rischio di intraprendere un viaggio quasi iniziatico, all’interno di una foresta in cui le piste si confondono e si aggrovigliano. Ma il vero lettore non esiterà, e si trasformerà lui stesso nel vero poliziotto del titolo: colui che (come Bolaño) ‘cerca invano di mettere ordine in questo dannato romanzo’. Inoltrandosi dunque nella trama fittissima e imprevedibile di queste pagine, scoprirà, per esempio, che il professor Amalfi­tano è approdato in Messico dopo essere stato espulso dall’Università di Barcellona per omosessualità, e ne conoscerà il nuovo amante, un irresistibile falsario di dipinti di Larry Rivers (mentre dell’ex amante, un poeta malato di Aids, leggerà le impagabili lettere); e rivedrà anche l’incan­tevole Rosa Amalfitano, di cui sembra innamorarsi il poliziotto Pedro Negrete, incaricato di indagare sul professore insieme allo scherano Pancho, erede di una dinastia di donne violate… Nel frattempo si lascerà sedurre, il vero lettore, da digressioni letterarie impertinenti, classifiche irriguardose, biografie fittizie, atmosfere inquietanti, sogni rivelatori. Con l’im­per­tur­babile senso del ritmo e la dovizia visionaria delle sue storie, Bolaño saprà i­pnotizzare il suo lettore-po­liziotto, imponendogli un modo di raccontare nuovo e sorprendente. Sicché, alla fine, l’unico ‘dispiacere’ che quegli proverà sarà di vedere i personaggi, già da sempre in fuga, sottrarsi ancora una volta: come se, terminato il libro, ‘saltassero letteralmente fuori dall’ulti­ma pagina e continuassero a fuggire’.
(source: Bol.com)

Disperazione

Hermann, un russo di ascendenze tedesche che vive a Berlino, durante un viaggio d’affari a Praga si imbatte in un vagabondo la cui fisionomia gli sembra identica alla sua. Irrequieto, insoddisfatto – e convinto della propria assoluta superiorità intellettuale –, Hermann concepisce un piano criminale: stipulata una ingente assicurazione sulla vita, induce il barbone a uno scambio di abiti, dopodiché lo uccide. In attesa di incassare l’assicurazione con l’aiuto della moglie, rimane nascosto in un villaggio dei Pirenei, dove tuttavia si rende conto che il suo piano perfetto è miseramente fallito. Si è lasciato dietro, infatti, un indizio destinato a svelare l’identità del morto – le cui fattezze del resto non ingannano la polizia, già sulle sue tracce. Non resta che aspettare la cattura imminente, e ripercorrere gli eventi in un memoriale dove si incanala l’ultima evidenza – questa sì, persuasiva – di una presunta eccezionalità. Un classico racconto poliziesco, si direbbe, che si intreccia con una beffarda storia di doppi, il tutto germogliato all’ombra frondosa di Dostoevskij. Ma non è così. Dostoevskij è solo il punto di partenza da cui Nabokov deliberatamente avvia il gioco che rende inconfondibile la sua arte – un gioco oscillante tra fallace percezione di sé e parodia di tale autorappresentazione. Il criminale ignora ciò che l’artista conosce bene: il divario tra il desiderio e la frustrante realtà. Solo l’opera d’arte, che sopprime ogni barriera spalancando altri luoghi, altri tempi, altre psicologie, consente di sfuggire a un mondo imperfetto.

La dispensa delle spezie e delle erbe

Il profumato e misterioso mondo delle spezie è, da sempre, fonte di ispirazione non solo per narrazioni dai risvolti ora piccanti ora incantati, ma anche per i molti piatti che ogni giorno prepariamo per nutrirci. Questo prontuario-ricettario vuole essere, dunque, un aiuto per utilizzare al meglio spezie ed erbe che si trovano nelle nostre cucine. Nelle pagine del libro presentiamo le spezie e le erbe aromatiche, indicandone le caratteristiche, i pregi e gli usi e dedicando loro alcune schede di approfondimento.
(source: Bol.com)

Disonora il padre e la madre

In apparenza è la vita di una famiglia benestante, normale, come tante altre. Nessuno sospetta della violenza che si abbatte sul piccolo Antonio, attirato dallo zio paterno in un gioco che di innocente non ha nulla. E quando il trauma esplode, l’illusoria tranquillità di questa famiglia crolla tra chi sa e non parla, chi nega l’evidenza, chi non avrebbe immaginato perché mai avrebbe voluto vedere. Ma c’è anche di peggio: il trincerarsi dietro il proprio ruolo di genitore, di capofamiglia, per proteggere un passato che non deve tornare.
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Il Disoccupato Doc: Narrativa

Il Disoccupato Doc: Narrativa by Raffaele Crispino
Enzo,il professore, vive a Belriposo con la mamma e le sue due sorelle. E’ disoccupato , non ha una laurea né l’abilitazione all’insegnamento. Per sbarcare il lunario fa delle ripetizioni (a malincuore) in cambio di mozzarelle e patate e qualche stoffa di cotone ma la maggior parte del tempo lo passa con Pasquale ‘o sfessato anche lui disoccupato. Giulia , la sua fidanzata, preme perché Enzo si sistemi, magari occupandosi in qualche grossa società statale. Così si rivolgono ad un noto faccendiere locale,Michele ‘o bit , capace di procurare un qualsiasi posto di lavoro in cambio di un consistente contributo in denaro. La cosa non va a buon fine perché ,nonostante l’aiuto economico delle sorelle, non si riesce a raggiungere la cifra pattuita. La sua vita continua tra serate danzanti a casa di amici facoltosi o al bar Genny , tipico ritrovo degli intellettuali del paese. Finalmente , dopo vari incarichi di supplenza di due o tre giorni , arriva la chiamata al Nord. Farà l’insegnante. Ora non è più un disoccupato. Ma lì al Nord ci sarà da combattere. Tutti temono per la sua salute: lontano dal sole e nella fredda e gelida Milano. E poi ci sono le tentazioni delle donne del Nord. Giulia teme di perderlo e vorrebbe partire con lui. La signora Folea , da sempre innamorata di lui , ne approfitta per far visita ad una sua lontana parente milanese. Riuscirà il nostro professore a tornare indenne dal nord ed a riscaldarsi al sole di Napoli?

Disneyland e altri nonluoghi

Reportages, clichés, passeggiate: quasi tutti i testi che compongono questo volume hanno in comune l’essere il frutto di veri e propri sopralluoghi, nel corso dei quali lo sguardo dell’etnologo si confronta cone le immagini del turismo più divulgato. Disneyland e Mont-Saint-Michel, la spiaggia di La Baule e il campo di battaglia di Waterloo, la cupola di plastica climatizzata di Center Parcs (contenente paesaggi tropicali in piena Normandia) e i castello di Ludovico II di Baviera…
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Discorso Sul Metodo

Se questo discorso sembra troppo lungo per essere letto tutto in una volta, lo si potrà dividere in sei parti. E si troveranno, nella prima, diverse considerazioni sulle scienze. Nella seconda, le principali regole del metodo che l’autore ha cercato. Nella terza, qualche regola della morale ch’egli ha tratto da questo metodo. Nella quarta, gli argomenti con i quali prova l’esistenza di Dio e dell’anima dell’uomo, che sono i fondamenti della sua metafisica. Nella quinta, la serie delle questioni di fisica che ha esaminato, in particolare la spiegazione del movimento del cuore e di qualche altra difficoltà della medicina e, ancora, la differenza tra l’anima nostra e quella dei bruti. Nell’ultima, le cose ch’egli crede siano richieste per andare avanti nello studio della natura più di quanto si è fatto, e i motivi che lo hanno indotto a scrivere.

Discorso della virtù feminile e donnesca

«Le donne io vo’ scolpir con puro inchiostro/come in medaglie d’oro od in monete». È Torquato Tasso; che un catalogo di donne reali appronta, come «specchio» d’«interior bellezza». Ed è una galleria di «ritratti» di domestica virtù femminile, di mitezza e tenerezza; e ancor più di donnesca «virtù eroica», e «signorile», che «con la virtù eroica dell’uomo contende». «Che cosa è donna?», si chiede il Tasso. E per rispondere, si fa filosofo. In questo discorso «picciolo», o ragionamento sulla «virtù umana feminile» e sulle «varie opinioni ch’intorno ad essa hanno avuti gli uomini eccellenti». Tra interrogativi che inquietano: «onde aviene che la donna impudica sia infame, e l’uomo impudico infame non sia riputato?». E fanno ripensare: «Chi può disonorata stimar la reina Didone, se ben all’amor d’Enea si sottomise?».