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Il mercenario di Confluence

Il mondo artificiale di Confluence orbita intorno a un’oscura stella oltre i confini della Galassia. E’ la dimora di diecimila razze aliene foggiate e allevate all’intelligenza dai Conservatori, i discendenti semi-divini dell’umanità. Ormai da molto tempo, però, i Conservatori hanno abbandonato Confluence, ritirandosi dall’universo stesso… Ora la stagnante democrazia di Confluence è minacciata da una guerra civile generata dalle eresie degli ultimi umani, l'”Antica Progenie”, membri di una spedizione nella vicina galassia avvenuta cinque milioni di anni prima. E il Grande Fiume, l’arteria vitale della parte abitata del mondo, si sta inaridendo…
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Mercanti di schiave

RACCONTO LUNGO (35 pagine) – SPIONAGGIO – L’avventura più pericolosa di Rock, aiutato da Raissa e Oxana, due escort dalle abilità variate, a letto e sui campi di battaglia
In uno sperduto porto sulle coste del Mar Nero, Rock ha solo una notte per fermare una nave carica di schiave per gli harem degli emirati. Per fortuna può contare su Raissa e Oxana, due escort dalle abilità variate, a letto e sui campi di battaglia. Intercettazioni, pedinamenti, ma anche provocazioni sessuali e morte accompagnano Rock nella sua avventura più pericolosa.
Stefano Di Marino si interessa da vent’anni di narrativa popolare in tutti i suoi aspetti: dai romanzi, al cinema, ai fumetti. Autore di romanzi e serie di successo, ha scritto saggi sul cinema d’azione, thriller, erotico italiano e internazionale. Appassionato di viaggi, sport da combattimento e fotografia, possiede una vastissima biblioteca e una sempre aggiornata videoteca dedicate a tutti i generi d’intrattenimento. A volte si convince di essere come i suoi protagonisti…
(source: Bol.com)

Mercanti di morte (eNewton Zeroquarantanove)

Clay Shelton, un abilissimo falsario, è riuscito a imbrogliare un’intera nazione. Ma un giorno è stato finalmente catturato e condannato a morte per l’assassinio di un poliziotto. La condanna è stata eseguita, il caso definitivamente chiuso. Ma le cose si complicano: il giudice, il pubblico ministero e il boia che si erano occupati di lui vengono uccisi per mano dei Mercanti di Morte, una terribile associazione segreta. Un altro nome sulla lista nera è quello di Arnold “Betcher” Long, l’investigatore che ha catturato il falsario. Ma Long non è certo un bersaglio facile…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Clay Shelton, un abilissimo falsario, è riuscito a imbrogliare un’intera nazione. Ma un giorno è stato finalmente catturato e condannato a morte per l’assassinio di un poliziotto. La condanna è stata eseguita, il caso definitivamente chiuso. Ma le cose si complicano: il giudice, il pubblico ministero e il boia che si erano occupati di lui vengono uccisi per mano dei Mercanti di Morte, una terribile associazione segreta. Un altro nome sulla lista nera è quello di Arnold “Betcher” Long, l’investigatore che ha catturato il falsario. Ma Long non è certo un bersaglio facile…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Il mercante d’arte di Hitler

La storia vera e sconvolgente del collezionista che trafugò innumerevoli capolavori per conto del Führer.
Svizzera, 2010. Cornelius Gurlitt, cittadino tedesco di 79 anni, sta viaggiando su un treno diretto a Monaco quando viene fermato per un controllo di routine. Agli occhi degli agenti l’uomo non è che un innocuo vecchietto, ma un’ispezione rivela che, cuciti nel risvolto della sua giacca, ci sono ben novemila euro in contanti. Una cifra importante per un pensionato, che porta la polizia ad approfondire le indagini. Si scopre così che nella sua casa di Monaco l’anziano vive come un barbone, nel disordine e nella sporcizia, ma tra scatole vuote di cibo e carte ammucchiate alla rinfusa, nasconde un vero, inestimabile tesoro: più di duemila capolavori di ogni epoca, ufficialmente scomparsi nel bombardamento di Dresda del 13 febbraio 1945. Cornelius afferma di aver ereditato quella fortuna – opere di Canaletto, Picasso, Franz Marc, Matisse, Dürer, Rodin, Kokoschka e moltissimi altri, per un valore stimato di oltre un miliardo di euro – da suo padre, Hildebrand Gurlitt, “mercante d’arte” al servizio del Führer. Quella che state per leggere è l’incredibile storia dell’uomo che per anni si occupò per conto di Adolf Hitler di sequestrare e requisire con la forza le opere d’arte degli artisti ebrei e tutto ciò che il regime definiva “arte degenerata” perché contraria ai principi del nazionalsocialismo. Dopo anni di ricerche negli archivi del Terzo Reich, Meike Hoffmann e Nicola Kuhn hanno ricostruito l’ascesa di un semplice curatore di mostre che, cavalcando l’onda del nazismo, arrivò a diventare uno dei collaboratori più stretti di Hitler e uno dei principali mercanti d’arte nei territori occupati. Una storia dura, che deve essere raccontata, in cui l’ineffabile bellezza dell’arte è asservita alla cieca violenza.

Un meraviglioso accidente

Come è nata la vita sulla Terra? Come si sono formati gli organismi viventi a partire da materia inerte? Qual è il segreto del meccanismo riproduttivo che assicura una sostanziale identità tra gli individui della stessa linea generativa? E, infine, dove si colloca la specie umana in questo strabiliante anche se sempre meno misterioso processo?

Per rispondere nel modo più semplice a domande così complicate un matematico-informatico, Vincenzo Manca, e un letterato-scrittore, Marco Santagata, hanno scelto di raccontare la nascita e l’evoluzione della vita sul nostro pianeta, a partire dal Big Bang, come la sceneggiatura di un film, descrivendo con la giusta tensione narrativa ambienti, personaggi, azioni, sequenza cronologica e i passaggi indispensabili per seguirne la trama.

Così, pagina dopo pagina, incontriamo tutti i principali protagonisti – atomi, molecole, monomeri, polimeri, membrane, cellule, cromosomi, organismi e specie – e le svolte epocali di quella grandiosa e meravigliosa avventura iniziata 3 miliardi e 800 milioni di anni fa con la comparsa della protocellula LUCA, un aggregato di molecole in grado di generare copie di sé capaci di generarne altre, dalla quale provengono tutti gli esseri viventi.

Rinunciando volutamente a formule chimiche ed equazioni matematiche, essenziali nell’elaborazione e comunicazione scientifica ma spesso barriere insormontabili per i non specialisti, gli autori sono riusciti – anche grazie agli illuminanti disegni di Guido Scarabottolo che corredano l’esposizione – nell’ardua impresa di illustrare in modo chiaro e senza mai scadere nella banalizzazione processi biochimici complessi come la replicazione, la generazione, la memorizzazione e la riproduzione, che sono i fili con cui l”accidente’ e la ‘regola’ hanno tessuto l’ordito della nostra storia e identità biologica. Un lunghissimo cammino che, nonostante gli enormi progressi compiuti nella conoscenza delle sue leggi e della sua dinamica, lascia ancora aperti molti interrogativi cruciali.

Frutto dell’incontro culturale tra due mondi e del contagio creativo di schemi mentali e linguaggi diversi, Un meraviglioso acciden**te premia l’ambizioso sforzo degli autori di voler trasmettere, con una narrazione piana, le idee di base sulla vita in forma non ‘scientificamente confezionata’.

(source: Bol.com)

La meravigliosa vita di Jovica Jovic

“‘Io vi ho raccontato tanto di me. Adesso voi dovete scrivere un libro sulla mia vita. Non ho mai scritto un libro, non ho mai pensato di poter scrivere… Ma vorrei raccontare il mio popolo rom, con le sue tradizioni, le sue storie d’amore e di sofferenza.’ Gesticola mentre parla: solleva le mani, le tiene sospese in aria, la fronte aggrottata. ‘E poi a voi vi ascoltano. Se lo scrivete voi, questo libro, tutti sapranno che è anche bello essere rom.’“ Jovica Jovic è un grande musicista. Con la sua fisarmonica ha suonato in tutta Europa, in teatri, balere, matrimoni, sagre, festival. E come musicista l’hanno conosciuto Moni Ovadia e Marco Rovelli, ma presto è per loro diventato un amico e un formidabile cantastorie: quella volta che rubò le galline alla vicina cieca, quella volta che il padre Dušan compose una canzone ad Auschwitz, quella volta che non si voleva sposare, ma si sposò lo stesso, quella volta che la guerra in Jugoslavia gli distrusse la chiesa che aveva costruito, quella volta che si comprò una Dallapé rossa fiammante come una Ferrari… In questo libro molto speciale tutte le storie di Jovica Jovic compongono un arazzo coloratissimo, fatto anche di discussioni con Moni e con Marco, di lettere e di fiabe, di riflessioni e di invenzioni. E sotto gli occhi del lettore prende vita l’universo rom, al di fuori degli stereotipi ma ricco di personaggi, situazioni e avventure rocambolesche, calato nella storia del Novecento – dalla deportazione del popolo rom ad Auschwitz alle guerre balcaniche – ma anche immerso nelle tradizioni, negli usi e nei costumi di una cultura millenaria, e soprattutto vivo, orgoglioso e sorprendente.
(source: Bol.com)

Mentre scendeva il buio : l’undicesima indagine del commissario Martini

Dalle Terme di Acqui a Torino due misteriosi delitti per il commissario Martini
Un concorso letterario ad Acqui Terme viene sconvolto dall’omicidio di uno dei giurati, assassinato per strada al crepuscolo. Quando l’indagine si sposta a Torino, un secondo omicidio indica al commissario Martini, incaricato delle indagini, la traccia da seguire.

Menti sospettose

Loro cercano di controllarci. Ci fanno credere che viviamo in società libere e democratiche e che siamo i padroni del nostro destino, ma non è così, lo sappiamo bene. Ci nascondono la verità. Basta grattare sotto la superficie: l’omicidio di Kennedy, i vaccini, l’11 settembre, gli UFO, le scie chimiche, l’uomo sulla Luna, Bin Laden, i massoni, Lady D, gli Illuminati, Elvis Presley, il Nuovo Ordine Mondiale, i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, i rettiliani… Ovunque si guardi è evidente che c’è un piano colossale per manipolarci. Cosa si nasconde dietro le più articolate teorie del complotto e, soprattutto, chi sono i complottisti e come è possibile che così tante persone possano credere anche alle più ardite e immaginarie speculazioni?Rob Brotherton, che da anni studia come funziona la ‘mentalità complottista’, analizza in questo libro, accattivante, ironico, e anche un po’ inquietante, i motivi per cui le nostre menti ci inducono tanto spesso a credere a cose implausibili, non provate e, soprattutto, in nessun modo provabili. Il fatto è che queste storie si adeguano perfettamente a certi circuiti mentali che – volenti o nolenti – tutti noi ci portiamo dentro, confortando le nostre paure più profonde, i nostri desideri più nascosti e il nostro stesso modo di interpretare il mondo. La psicologia del complotto è affascinante e svela molto su noi stessi e su come sono costruite le nostre menti. I complottismi non sono aberrazioni psichiche di pericolosi sociopatici, sono il prodotto del funzionamento del nostro cervello e la radice stessa del verbo ‘credere’. Magari saranno in pochi a credere che il presidente degli Stati Uniti sia un mutaforma rettiliano (ma certamente sono più di quanti vorremmo che fossero!), ma sono ancora milioni (e continuano a crescere) coloro che credono alla correlazione tra autismo e vaccini (è dimostrato chiaramente che non ci sia, tanto per essere chiari). Dopo aver letto Menti sospettose saremo sorpresi nel riconoscere come sia facile cedere alla narrazione complottista ma avremo ben chiaro come sia possibile sfuggirvi. È vero che i complotti nel mondo talvolta esistono, più spesso però è meglio essere prudenti e fare attenzione a cosa scegliamo di credere perché, alla fine, potremmo scoprire che i complottisti siamo noi.
(source: Bol.com)

Memorie di uno schiavo fuggiasco

L’autobiografia di Frederick Douglass, scritta nel 1845, costituisce la prima e fondamentale descrizione della schiavitù e degli schiavisti narrata da un nero, ed è stata uno dei punti di partenza del movimento abolizionista. Asciutte e vibranti, queste memorie di un grande intellettuale nero si leggono oggi come un testo di freschezza sorprendente. Il protagonista ci appare un ‘picaro’ deciso a non farsi mettere sotto i piedi da nessuno, buoni o cattivi che siano i suoi padroni del momento. La sua abilità di sopravvivenza, che ridicolizza il mondo bianco a cui Douglass rivolge uno sguardo irriverente, genera un moto irresistibile di simpatia che fa di questo prezioso, piccolo libro un classico della letteratura americana. Il volume è introdotto da Alessandro Portelli, uno dei più noti americanisti e studiosi della cultura afroamericana. In appendice il più celebre discorso del leader nero, pronunciato a Rochester (N. Y.) il 5 luglio 1852.

Memorie dal sottosuolo

*Memorie dal sottosuolo*, uscito a puntate nella rivista “Epoca” a partire dal 1864, costituisce una tappa centrale nella vicenda artistica e spirituale di Fëdor Dostoevskij. In forma di monologo-confessione, è la storia della fallita redenzione di una prostituta e, nello stesso tempo, la tormentata indagine sull’inconscio, il “sottosuolo”, e sull’impossibilità di capire a fondo se stessi e gli altri. L’io narrante è uno dei cosiddetti “uomini superflui”, una persona che si limita a prendere atto dell’immensa ricchezza nascosta nel proprio intimo, e non trae alcuna conseguenza pratica, soffrendo acutamente, al tempo stesso, del proprio fallimento. “Dalle *Memorie dal sottosuolo* in avanti” scrive Igor Sibaldi “sulla scena della narrativa dostoevskiana compaiono queste singolari figure di ribelli non riconducibili ad alcuna fazione esistente, i protagonisti dei romanzi più celebri: individui smarriti tra la propria angosciosa ricerca di una verità che illumini veramente la via, e uno iato tra loro stessi e la “maledetta realtà” che nulla, nel loro destino di “superflui”, riesce mai veramente a colmare.”

Memoria

Psicologia, neuroscienze, aneddoti, letteratura e filosofia; sono alcuni degli ingredienti che compongono questo libro che scandaglia, in sintesi e con chiarezza, il cuore delle domande che la vita quotidiana ispira a ciascuno di noi. In che modo il cervello cresce e cambia con l’avanzare del tempo? Perché ci ricordiamo eventi accaduti decenni fa come se fossero successi poche ore prima, ma non cosa abbiamo fatto l’altro ieri? Perché la nostra memoria a volte sembra lavorare bene e a volte no (e cosa succede quando funziona male)? Può la memoria, per mezzo di tecniche psicologiche e impianti cerebrali, essere migliorata, potenziata o addirittura manipolata? Una cosa è certa: senza memoria non potremmo guidare la macchina, parlare con chi ci sta intorno, leggere, lavorare, giocare. Non potremmo, in una parola, vivere.
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La melodia del cuore

Inghilterra, 1817. Charles, l’impenitente conte di Billington, se non vuole perdere l’eredità deve trovare una moglie entro trenta giorni. Eleanor, la frizzante e determinata figlia del vicario, se non vuole passare il resto dei suoi giorni con l’insopportabile matrigna, deve trovare un marito subito. Si incontrano per caso, e l’incastro è perfetto.
Detto fatto: ecco i due sposini nella casa nuziale. Bastano poche ore per capire che la loro unione non poteva essere più disastrosa: sembrano due strumenti scordati. Hanno tempi diversi, esigenze inconciliabili, caratteri opposti.
Poi, un giorno, i loro occhi si incontrano, si guardano come non avevano mai fatto e qualcosa accade. Qualcosa di inspiegabile, di magico, qualcosa che sarà per sempre. È così che nasce un amore, come si sciolgono le dissonanze, la melodia trova la sua strada scende dritta al cuore.

Mele rosse e storie di famiglia

“Se non credi che i ricordi valgano più del denaro, allora significa che quelli che hai raccolto finora non erano davvero importanti.” Tess Delaney ristruttura vecchi tesori, oggetti antichi, ridonando loro nuova vita. Il suo lavoro la porta a scavare nel passato dei clienti, forse perché lei un passato vero non ce l’ha, tra un padre che non ha mai incontrato e una madre che ha trascorso più tempo in viaggio che con la propria figlia. Finché un giorno Tess eredita la metà di un frutteto da un nonno che non ha mai conosciuto e si ritrova con una sorellastra che non sapeva di avere. Inizia così per lei un viaggio che la porta ad assaporare le gioie della famiglia, il piacere di camminare a piedi nudi nell’erba e a scoprire il passato in cui affondano le sue radici. La vita procede a un ritmo nuovo, che lascia spazio a tutto ciò che è bellezza, amore compreso. Forse anche per lei è giunto il momento di avere dei ricordi degni di questo nome.

Mele dolci a Virgin River

VIRGIN RIVER 16
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Quando Tom Cavanaugh torna a Virgin River per occuparsi del frutteto di famiglia, ha le idee chiare sul tipo di donna con cui metterà su casa: dolce, perbene e magari un po’ ingenua. Un tipo da sposare, insomma. Niente a che fare con Nora Crane, che ha iniziato a lavorare al frutteto, nonostante si tratti di un’attività faticosa e decisamente stancante. Ma farebbe qualsiasi cosa per le sue due bambine. È abituata ad andare avanti e a rimanere a galla nonostante tutto, senza mai darsi per vinta e senza perdere la concentrazione. Allora come mai ha iniziato a pensare sempre più spesso a quel fusto del suo capo?
Peccato che lui sembri interessato alla vedova di un suo commilitone, Darla, di passaggio a Virgin River. O forse ha già deciso di restare? Ma allora perché Tom continua a baciare Nora?
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### Sinossi
VIRGIN RIVER 16
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Quando Tom Cavanaugh torna a Virgin River per occuparsi del frutteto di famiglia, ha le idee chiare sul tipo di donna con cui metterà su casa: dolce, perbene e magari un po’ ingenua. Un tipo da sposare, insomma. Niente a che fare con Nora Crane, che ha iniziato a lavorare al frutteto, nonostante si tratti di un’attività faticosa e decisamente stancante. Ma farebbe qualsiasi cosa per le sue due bambine. È abituata ad andare avanti e a rimanere a galla nonostante tutto, senza mai darsi per vinta e senza perdere la concentrazione. Allora come mai ha iniziato a pensare sempre più spesso a quel fusto del suo capo?
Peccato che lui sembri interessato alla vedova di un suo commilitone, Darla, di passaggio a Virgin River. O forse ha già deciso di restare? Ma allora perché Tom continua a baciare Nora?