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E’ proprio la fine del mondo

Ogni romanzo di Damon Knight è un po’ la “fine del mondo”, se i nostri lettori (abituati a confrontarsi con questa evenienza più spesso di quanto non si creda) ci permettono di ricorrere a un termine tanto abusato in fantascienza. Eppure, possiamo assicurare loro che: a) in questo caso, l’affermazione è perfettamente giustificata; b) nessuno esagera se proclama questo romanzo come uno dei più riusciti e brillanti scritti da Knight da diversi anni a questa parte; e c), infine, che le sorprese in serbo anche per il più smaliziato lettore non sono davvero poche. Compresa la particolare evenienza di cui accennavamo all’inizio di questo blurb.

E’ buio sul ghiacciaio

Hermann Buhl è nel mondo alpinistico un personaggio mitico. Austriaco di nascita e con un carattere di ferro, l’alpinista ha compiuto negli anni ’50 imprese straordinarie. A soli 29 anni, Buhl viene invitato a unirsi a una spedizione tedesca che tenterà la vetta del Nanga Parbat, nona montagna delle Terra e allora ancora inviolata. Dopo settimane di tentativi andati a male la spedizione dichiarò ufficialmente il fallimento. Ma Buhl non si arrese e ripartì da solo e raggiunse la vetta. Nel 1957 l’alpinista scalò il suo secondo 8000, l’inviolato Broad Peak e divenne l’unico uomo al mondo ad aver compiuto la prima ascensione di ben due 8000. Buhl morì qualche giorno dopo l’ascesa al Broad Peak all’apice della sua fama, scendendo dal Chogolisa.

Una e una notte

«I due racconti di questo libro sono le facce di una stessa medaglia … Un po’ di esperienza ci insegna che pari e dispari sono segnati sullo stesso dado e che il dramma e la farsa accompagnano a vicenda un personaggio indeciso o semplicemente mediocre». Lo stesso Flaiano ha fornito, con queste parole, la migliore presentazione di “Una e una notte”, i cui protagonisti appaiono come il diritto e il rovescio di un unico Io disperso, scettico e malinconico. Cronista-praticante svogliato e velleitario, scrittore inedito affetto da una vera ripugnanza per la pagina bianca, seduttore disastrosamente maldestro che solo la «tacita e canina ammirazione» della squillo Botton Zelinda in arte Dory Nelson rasserena, Graziano viene attirato da un’aliena docile e impassibile su un’astronave approdata a Fiumicino. Astronave quanto mai domestica, simile a un «padiglione da fiera» o a uno «spremilimoni di vetro» – perché nell’esistenza di un «vitellone» come Graziano lo straordinario non può che mutarsi in ordinario, l’avventura in disavventura, e il catulliano “Nox est perpetua” in «un ideale di scultorea pigrizia». Scontentezza e noia irrequieta segnano invece Adriano, scrittore cui tutto appare ormai «senza peso, evitabile, noioso» e che da Roma ci conduce al santuario dove un amico regista sta girando gli esterni di un film (è il Fellini delle “Notti di Cabiria”), nella solitudine del litorale dove più si percepisce «la calma, la profonda voluttà del tempo», nell’agro dove l’immobilità dei secoli è ormai contaminata dalla sciatteria e dalla bruttezza – nel vano tentativo di scrutare da naturalista «una vita che ha le sue miserie ma anche un segreto che si apre solo a chi vi partecipa fino in fondo».
(source: Bol.com)

È un problema tuo

Un viaggio ironico nelle secche dell’omologazione linguistica, analizzando genesi e storia di frasi fatte e modi di dire. Nel mirino i tic della lingua quotidiana. Brevi capitoli in cui si delinea una critica divertita ma radicale delle mitologie e dei conformismi che risuonano in fraseologie standardizzate. “È un problema tuo” “Tuttaposto” “Non c’è problema”. Nelle radio, in tv, nei bar, nelle strade, si sentono ripetere ossessivamente queste e altre espressioni. È come un ronzio ininterrotto, corale, una koinè semplificante dietro cui si nasconde forse un vuoto insondabile. Alle divagazioni socio-morali di Filippo La Porta si aggiungono le vignette esilaranti di Dario Frascoli.
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E per noi le stelle

Dopo aver presentato, su Urania Argento, il romanzo di Orson Scott Card Domani le stelle, abbiamo deciso di trasferire sulla collana-madre quel vero e proprio mosaico di avventure che è E per noi le stelle, l’altra tappa decisiva nella saga dei Mondi Popolati. Con la fine della stella chiamata Argos sembrava essersi conclusa per sempre l’avventura di Jason Worthing, colonizzatore di mondi e profeta dagli immensi progetti; ma attraverso il giovane Lared la fiamma era stata mantenuta viva e il pianeta che molti anni prima era stato colonizzato sotto la tutela di Worthing in persona aveva trovato una nuova guida. Ora, l’età dei sogni e delle profezie sta per finire; è tempo che i coloni trovino da soli la strada per la sopravvivenza e l’espansione, e in questo volume prendono vita, in tutta la loro drammaticità, le molteplici prove che sarà necessario superare per cambiare il futuro.
Indice:
Immortalità (Skipping Stones, 1979)
Seconda possibilità (Second Chance, 1979)
I video (Lifeloop, 1978)
La fine del gioco (Breaking the Game, 1979)
La morte dei bambini (Killing Children, 1978)
Cosa faremo domani? (What Will Do Tomorrow?)
La fattoria Worthing (Worthing Farm, 1990)
La locanda Worthing (Worthing Inn, 1990)
Lo stagnino (The Tinker, 1980)
Copertina di Oscar Chiconi

E morì a occhi aperti

Primo romanzo della celebre serie della Factory che ha fatto conoscere al mondo del noir il talento di Derek Raymond, *E morì a occhi aperti* si apre con il massacro spietato e metodico del corpo di un uomo di mezz’età, gettato in un cespuglio come spazzatura. Mentre gli rompevano le ossa a una a una, sembra che la vittima, Charles Staniland, abbia assistito con passiva rassegnazione alla propria morte. A Londra i casi del genere, sordidi e insignificanti, sono pane per la A14: Sezione Delitti Irrisolti.
Il Sergente senza nome, senza nessuna velleità di carriera, ma con un interesse profondo per coloro che dalla vita sono stati calpestati e sconfitti, inizia così una discesa nelle paludi di una tragedia individuale, che affonda le radici nelle degradate periferie londinesi. Un’indagine anomala, condotta attraverso l’ascolto dei nastri su cui Staniland ha registrato la propria deriva. Confondendosi, nella banalità del male quotidiano e ordinario, con un’umanità meschinamente malevola, per capire la ragione di quel delitto, il sergente dovrà compiere un’immedesimazione quasi totale con la vittima. Arrivando a scivolare sulle sinuose curve della storia d’amore che aveva accompagnato Staniland verso la morte, fino a ricongiungersi in un crudele abbraccio con i suoi carnefici.
Con Derek Raymond il noir deraglia dai percorsi classici dell’indagine poliziesca, per diventare un’analisi lucida e quasi insopportabile dell’esistenza, nelle sue derive inesorabili e crudeli, nella grigia assenza di ogni meta plausibile. La carne livida di un uomo morto riprende dignità e vita, mentre il ruvido protagonista, e il lettore, vedono la verità attraverso i suoi stessi occhi aperti.

E l’alluce fu. Monologhi e gag

Marco Giusti ha scelto e montato dagli spettacoli di Benigni degli ultimi dieci anni il meglio della sua scatenata comicità, quell’inconfondibile misto di allegra ferocia giullaresca, irriverenti provocazioni, estri linguistici, gusto del nonsense, che è arrivato ad una surreale riscrittura della Bibbia. E’ la prima volta che Benigni accetta di raccogliere in volume il meglio del suo lavoro teatrale e televisivo, in cui ha dato voce satirica alle rabbie e alle frustrazioni degli italiani, prendendo di mira il lungo crepuscolo della prima repubblica, con la sua fauna di incredibili personaggi.
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È già mercoledì e io no

“È già mercoledì e io no” è il libro che ha segnato la consacrazione di Alessandro Bergonzoni, funambolo bolognese della parola, attore e autore di teatro, con significative esperienze radiofoniche e televisive. Il libro, pubblicato precedentemente da Mondadori, è ora riproposto da Garzanti che dell’artista ha stampato e diffuso “Il grande Fermo e i suoi piccoli Andirivieni” e “Opplero. Storia di un salto”.
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È Facile Smettere Di Preoccuparsi: Se Sai Come Farlo

È Facile Smettere di Preoccuparsi: se sai come farlo by Allen Carr
In “È facile smettere di preoccuparsi se sai come farlo” Carr rivolge la sua attenzione alle nostre inquietudini ed alle nostre paure nel confrontarci con le difficoltà. Usando il suo comprovato metodo, affronta un problema che, in varia misura, attanaglia tutti noi. Sia che vi sentiate continuamente assillati dalle preoccupazioni, sia che queste siano solo compagne intermittenti della vostra vita, troverete in questo libro un valido aiuto. Come ci mostra Carr, l’apprensione può non essere parte integrante della nostra esistenza e l’eliminarla ci permetterà di raggiungere il nostro reale potenziale

È facile affrontare i problemi della vita se sai come farlo

**Può un problema trasformarsi in un’occasione?**
Quante volte nel bel mezzo di una discussione in famiglia o sul lavoro vorremmo scappare lontano, evadere da tutte le difficoltà che si creano nella comunicazione con gli altri? Perché non ci si capisce? Perché è così complicato far passare le proprie istanze? I maggiori affanni quotidiani ce li creano proprio le relazioni con il prossimo, spesso più croce che delizia. Il nodo sta nel fatto che ognuno di noi vuole sempre la ragione, ci troviamo in difficoltà ad ammettere un errore o a chiedere semplicemente scusa. Molti scontri sono il frutto non solo di visioni della vita diverse, ma anche di carattere e temperamento poco affini. Per agevolare le relazioni occorre immettersi sulla strada della lealtà e del buon senso. *È facile affrontare i problemi della vita se sai come farlo* offre al lettore una galleria di strumenti indispensabili per tutti, per pianificare e rendere possibile una serena convivenza nelle relazioni con gli altri e con noi stessi.
**Una guida indispensabile per gestire al meglio il rapporto con noi stessi e con gli altri
Alcuni dei temi trattati:**
• Come trovare la connessione con l’altro
• Avviamento alla capacità di fare accordi con gli altri
• Potenziare se stessi, automotivarsi
• Resistere e non spezzarsi
• Genitori: l’ascolto attivo serve a gestire la negatività
• Lavoro: apprezzamento e critica costruttiva al collega e al capo
**Pino De Sario**
è uno specialista in facilitazione, psicologo dei gruppi, lavora quotidianamente negli apprendimenti delle competenze collettive (al gruppo e alle emozioni), presso leader, medici, infermieri, educatori, insegnanti, operatori pubblici e dirigenti. Approfondisce gli strumenti utili per unire le persone, ben conoscendo le mille forze che dividono. Docente all’Università di Pisa. Direttore della Scuola Facilitatori, su questi argomenti è autore di svariati volumi.

È bello essere marziani

Nota: seconda parte di “The Rim of the Unknown”, la prima è in “[Di fronte all’ignoto](https://www.goodreads.com/book/show/15845791.Di_fronte_all_ignoto “Di fronte all’ignoto”)”
Diceva Jerry Lewis in uno dei suoi film: “La Terra è la Terra, Marte è Marte, e mai i due pianeti si capiranno”. Quest’immortale massima del cosmo rivive, per così dire, nei racconti lucidi e piacevolmente ironici di Frank Belknap Long, di cui offriamo qui la conclusione dell’antologia The Rim of Unknown (la prima è stata pubblicata in URANIA n. 1250). Ancora una volta un originale mèlange di fantascienza e fantasia, humour e avventura che farà capire anche a voi perchè Marte e la Terra non potranno mai capirsi, se non nelle pagine degli autori visionari… e nei film di Jerry Lewis.
Indice:
TESTA RICCIA (Fuzzy Head)
LE CREATURE (The Critters)
LA CASETTA (The Cottage)
L’UOMO VENUTO DAL TEMPO (The Man from Future)
CONI (Cones)
UN UOMO DISTINTO (Man of Distinction)
IL GRANDE FREDDO (The Great Cold)
GLORIA VERDE (Green Glory)
GLI ULTIMI UOMINI (The Last Men)
ANTEPRIMA (Preview)
LEZIONE DI SOPRAVVIVENZA (Lesson in Survival)
E’ BELLO ESSERE MARZIANI (Good to Be a Martian)
LADRUNCOLI (Filch)
PICCOLI UOMINI NELLO SPAZIO (Little Men of Space)
GLI OCCHIALI (The Spectacles)
Copertina di Oscar Chiconi

Dynostar

L’alta fascia di ozono che circonda la Terra si mantiene grazie a un delicato equilibrio di reazioni chimiche. Ma nel 1974 accurate misurazioni hanno permesso di accertare che la fascia si va assottigliando. La minaccia è spaventosa: senza lo schermo di ozono che assorbe i raggi ultravioletti, il Sole brucerà ogni forma di vita sulla Terra. Chi o che cosa sta dunque distruggendo lo schermo? Nel 1975 si comincia a sospettare la verità e nel 1978 si prendono le prime misure pratiche per scongiurare la catastrofe. Troppo tardi? E le misure sono giuste o sbagliate? Nel 1986 – l’anno in cui si svolge l’azione di questo romanzo – il destino dell’umanità sarà sospeso a due fili: uno scientifico e l’altro puramente poliziesco.

Duemila leghe sotto l’America

Non sarà facile ritrovare il misterioso tesoro degli Inchi, ma l’ingegner Webher decide di provarci per onorare le ultime volontà di Smoky, il suo amico indiano, e aiutare così il suo popolo a sopravvivere. Rintracciata la mappa che era stata sepolta in un posto segreto, all’ingegnere non resta che mettere insieme alcuni uomini coraggiosi, munirsi del dovuto equipaggiamento e partire per un viaggio avventuroso che dal Kentucky, attraverso le viscere della terra, lo deve condurre fino in Perù, laddove è stato nascosto un tesoro immenso, sfuggito alla caccia che nei secoli gli hanno dato gli invasori spagnoli, primo fra tutti Pizzarro. La traversata, che comincia imbarcandosi sul letto di un fiume sotterraneo, porta il gruppo di impavidi a lottare contro i tanti pericoli che si celano nel sottosuolo. E che diventano anche l’occasione per l’equipaggio di imparare, dalla voce di Webher, come molte creature che a prima vista sembrano mostruose appartengano a specie che la scienza conosce e sa come affrontare. Età di lettura: da 10 anni.
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