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Il ferro da stiro

Ormai in odor di pensione, il commissario Miceli, che, tra una cena di commiato e le ultime consegne alla Bruni, chiamata a succedergli, sarebbe felice di chiudere la carriera in tutta calma e serenità , lâultima cosa che si aspetta a due settimane dal meritato riposo è che proprio il suo più caro amico, lâex giudice Petri, gli piombi in ufficio con una rogna. Ma Petri, al contrario di Miceli, non perde occasione per inseguire il colpevole di turno, e questa volta il pretesto gli giunge davvero per caso: un ferro da stiro preso in prestito presso un elettricista, in sostituzione di quello guasto di Anna, sul quale spiccano alcune piccole macchioline rosse. Ruggine o sangue? Attraverso una rapida analisi della Scientifica, non è difficile avere la risposta: con quel ferro da stiro è stato colpito qualcuno, forse ucciso. Da qui prende lâavvio una complicata indagine per ricostruire a ritroso la strana storia di quel ferro da stiro e, soprattutto, dei suoi proprietari. à un caso di omicidio? Riusciranno i due a chiarire tutti gli aspetti di una vicenda intricata e dolorosa, prima che Miceli debba passare il testimone?

(source: Bol.com)

Il fermo volere

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È un romanzo? È un fumetto? È Spirit?… no, è un noir anfibio! Parola, suono, immagine collassano in un vortice di appiattimenti e dissoluzioni: inutile ormai cercare scampo nel riquadro d’una vignetta… In allegato il cd audio Merrie Melodies di Steven Brown e Gabriele Frasca.
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Fermate le macchine

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La “Métallique” è una piccola fabbrica francese del settore automobilistico. Durante i negoziati per un rinnovo contrattuale, tra la dirigenza e gli operai scoppiano aspri contrasti che sfociano in uno sciopero a oltranza. Ma intorno alla “Métallique” si muovono interessi poco chiari e, tra finanzieri senza scrupoli e avvocati corrotti, padroni dispotici e sindacalisti venduti, quello che era iniziato come un conflitto sociale si trasforma in una guerra senza quartiere, sconvolgendo le vite dei protagonisti, tra cui spiccano il duro Costa, leader degli scioperanti, Raymond, ex sbirro assunto per fare la spia, Bruno, consulente specializzato in trattative sindacali e maestro di kendo, Mona e Pascal, giovani operai che sognano di diventare rockstar.

La ferita dell’aprile

In queste pagine una voce di ragazzo irriverente, con un disincanto e un’ironia già matura, racconta esperienze di umili, affascinanti lavori presto vietati, di piccole e più o meno innocenti avventure anti-istituzionali, di calde solidarietà giovanili, all’interno di una struttura educativa cattolica chiusa e repressiva. La realtà narrata è quella di un paese siciliano all’indomani della Seconda guerra mondiale, con un passato e un presente di vita stenta e dolorosa, nel quale il microcosmo dell’istituto già allude a un sistema di potere e storture, subalternità e divieti ben più diffuso e feroce.
Pubblicato nel 1963, *La ferita dell’aprile* è il primo romanzo di Vincenzo Consolo, che già contiene in nuce tutti i temi che gli saranno più cari: affronta consapevolmente il problema del potere in tutte le sue implicazioni, dall’insensatezza dei formalismi ai privilegi, osservati con sguardo irridente, insofferente e caricaturale dal protagonista adolescente, che li interpreta come proiezioni di quel mondo adulto fatto di vuoti e fastidiosi doveri, di dogmatismi, ottusità e ipocrisie cui inevitabilmente anch’egli finirà per approdare.

Le Femmine Puntigliose

Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.

La felicità è un muscolo volontario

Nella vita di Barbara Gillo manca un po’ di sole. Più esattamente, quello che l’incostante fidanzato nonché collega palermitano Massimo Zuccalà ha spento quando si è rifiutato di trascorrere con lei il Natale. Per fortuna che Barbara può contare sul suo lavoro, che, al contrario del fidanzato, non la tradisce mai: la notte della vigilia risolve brillantemente un caso di pellicce rubate dall’appartamento di sua sorella Meri e subito dopo è alle prese con il ritrovamento dei corpi della ex contessa Elisa Prunotti Mappei e di un senzatetto. Esiste un collegamento tra i due delitti? È implicato il figlio della Prunotti, un viveur di mezza età dalla débauche che confina pericolosamente con la disperazione? E quella figlia scomparsa, ex terrorista latitante, rigidamente allevata in un collegio di suore, che ruolo ha nella vicenda? E soprattutto, arriverà la resa dei conti con il fedifrago palermitano?
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### Sinossi
Nella vita di Barbara Gillo manca un po’ di sole. Più esattamente, quello che l’incostante fidanzato nonché collega palermitano Massimo Zuccalà ha spento quando si è rifiutato di trascorrere con lei il Natale. Per fortuna che Barbara può contare sul suo lavoro, che, al contrario del fidanzato, non la tradisce mai: la notte della vigilia risolve brillantemente un caso di pellicce rubate dall’appartamento di sua sorella Meri e subito dopo è alle prese con il ritrovamento dei corpi della ex contessa Elisa Prunotti Mappei e di un senzatetto. Esiste un collegamento tra i due delitti? È implicato il figlio della Prunotti, un viveur di mezza età dalla débauche che confina pericolosamente con la disperazione? E quella figlia scomparsa, ex terrorista latitante, rigidamente allevata in un collegio di suore, che ruolo ha nella vicenda? E soprattutto, arriverà la resa dei conti con il fedifrago palermitano?

Félicie

Se ne sarebbe ricordato in seguito, di quell’attimo, e non sempre con piacere. Per anni, in certe ridenti mattine di primavera, i colleghi del Quai des Orfèvres avrebbero conservato l’abitudine di rivolgersi a lui con un misto di serietà e di ironia: «Senti, Maigret…». «Che c’è?…». «C’è Félicie!». E allora lui la rivedeva, sottile, con i suoi vestiti chiassosi, i grandi occhi color nontiscordardimé, il naso impertinente, e il cappello poi, quel terrificante cappellino rosso piazzato in cima alla testa con una lunga penna verde cangiante infilzata come una freccia. «C’è Félicie!». Il commissario sbuffava. Lo sapevano tutti che Maigret si metteva a sbuffare come un orso quando qualcuno gli ricordava Félicie, quella ragazza gli aveva dato più filo da torcere di tutti i «duri» che aveva spedito in galera.

La febbre

Un thriller trasgressivo nella diabolica isola del divertimento: IbizaUn’autrice da 1.500.000 copieChi è Ellen? Quali segreti nasconde? In quale gioco perverso ha trascinato la sua nuova amica Dorien? E soprattutto, perché è scomparsa?Queste sono le domande che affollano la mente di Dorien, quando si risveglia, sola, dopo una lunga notte di eccessi nelle discoteche di Ibiza.Tutto è cominciato pochi mesi prima, quando ha conosciuto Ellen, e si è lasciata ammaliare dal suo fascino ipnotico. La sua tranquilla esistenza è stata sconvolta in un istante. Nello sguardo di quella donna così seducente e senza freni, Dorien ha letto la promessa di una vita diversa, fatta di innocenti tentazioni e pericolose trasgressioni. E ha accettato di partire con lei per Ibiza. La loro vacanza aveva un solo obiettivo: trascorrere due settimane di puro divertimento, senza limiti, assaporando il gusto della libertà tra feste esclusive e spiagge assolate.Ma ora Ellen non c’è più, Dorien non sa dove si trovi ed è terrorizzata all’idea che possa essere morta. Perché l’isola nasconde molti misteri, tutti da scoprire…Sensuale. Travolgente. Agghiacciante. Un thriller senza precedenti di amore e perversione.Diventerà presto un film.Saskia NoortNata nel 1967 in Olanda, è giornalista e collabora con varie testate, tra cui ‘Marie Claire’ e ‘Playboy’. Ha scritto diversi romanzi, tra cui il thriller Il gusto amaro del tradimento. Autrice da un milione e mezzo di copie, i suoi libri sono stati tradotti in quindici Paesi, tra i quali Germania, Gran Bretagna, Russia, Svezia e Francia. Nel 2010 ha ricevuto il Prix SNCF du Polar, prestigioso premio letterario francese dedicato ai gialli e ai thriller. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito www.saskianoort.nl.
(source: Bol.com)

Febbre gialla

Ho è cinese, ha otto anni, lavora in silenzio in mezzo ad altri bambini schiavi come lui, e aspetta l’occasione giusta. L’occasione arriva: un salto da acrobata, una Lambretta stile Old Sixties e uno scontro terribile contro la 2CV di Vittorio, poliziotto al primo giorno di servizio, vent’anni, capelli rasati sulle tempie, walkman e anfibi. La fuga riprende e il duro dal cuore tenero si lancia all’inseguimento. Comincia una corsa folle, febbricitante, disperata, una discesa in un mondo oscuro e sotterraneo, eppure vicinissimo alle strade di una città italiana. Un mondo di schiavi e padroni, dove la libertà è ancora un sogno e per ottenere giustizia si deve lottare senza tregua.
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Febbre di plenilunio

**NON RIUSCIVO A CREDERE Q EULLO SCENA ORRIBILE.**
C’era qualcosa che non quadrava…
“Che cos’è successo?” mi domandai di nuovo, disperato.
Sullo scendiletto azzurro notai delle impronte di fango. Grandi impronta che, dalla finestra, arrivavano al mio letto. Erano le orme di un animale… Mi accordi di emettere involontariamente dei brontolii gutturali.

La febbre del ragno rosso

All’inizio del XVIII secolo, il pirata Mission fonda in una remota baia del Madagascar la colonia di Libertatia, per dimostrare che trecento sbandati (pirati, marinai disertori, schiavi liberati) possono coesistere in relativa armonia fra di loro e con l’ambiente circostante. Nella casa che Mission ha ricavato da una antica e misteriosa struttura vive anche un lemure chiamato Fantasma: nel loro legame si rispecchia l’unione fra le due parti dell’organismo umano, l’una «scivolata dentro un’incantata innocenza senza tempo», l’altra «avviata inesorabilmente verso il linguaggio, il tempo, l’uso di strumenti, la guerra, lo sfruttamento e la schiavitù». Una sera Mission assume una dose sconsiderata di cristalli di *indri*, una potente droga, e inizia un viaggio a ritroso nel tempo. La caverna si trasforma nell’ingresso al biologico Giardino delle Occasioni Perdute, in cui sono contenuti «tutti i morbi insiti nello stampo dell’uomo», le Sette Piaghe d’Egitto, i Peli, i Sudori, che si liberano quando lo stampo si spezza. In questa breve, allucinata avventura tropicale Burroughs dà corpo con sconcertante precisione a una delle angosce peculiari dei nostri anni: quella di appartenere ormai a una nuova «età dei virus», dove mali inauditi si scatenano come vendette ancestrali e come risposte a una lesione sopravvenuta nella fisionomia umana. *La Febbre del Ragno Rosso* è apparso per la prima volta nel 1991.

Una Favolosa Tenebra Informe

Cosa significa essere giovani? Significa essere e sentirsi diversi, diversi rispetto alla generazione che ci ha preceduto, estranei al mondo che i vecchi ci hanno lasciato. Se poi scopriamo che i nostri predecessori non appartenevano alla nostra stessa razza, ma sono scomparsi dalla Terra tanto tempo fa… I nuovi arrivati devono adattarsi a ruoli già precostituiti, a una bizzarra mitologia che mescola personaggi classici come Orfeo e Euridice con Billy the Kid, Ringo Starr, Jean Harlow. Romanzo fondamentale di Samuel R. Delany, scrittore di fantascienza tra i piú originali della sua generazione, intelligente, trasgressivo, camp, nero e omosessuale, “Una favolosa tenebra informe” è memorabile per l’atmosfera sognante e sospesa.

Favole

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Une tortue, un corbeau, un lièvre, une fourmi, un lion, et même un pot au lait : autant de figures familières qui peuplent, parmi tant d’autres, notre imaginaire, resurgissent régulièrement, et que nous devons toutes au fabuleux talent de Monsieur de La Fontaine. Il est le prince des poètes, lui qui a su transformer une tradition un peu rigide, celle de la fable, en un art exceptionnel, qui charme l’oreille tout en réjouissant l’esprit, réveille les bois, anime les animaux et parvient à toucher tous les hommes.
Moralité : on aurait tort de ne pas se replonger dans la lecture des Fables, qui ravissent les enfants et enchantent les adultes ! Leur pertinence impertinente est sans doute à l’origine de leur succès ininterrompu : qu’on les récite, comme à l’école, qu’on se les répète pour soi seulement ou qu’on se les “mette en bouche”, comme le fit avec un bonheur évident le comédien Fabrice Luchini, on ne résiste pas au petit plaisir d’une fable.