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La mosca e il funerale

Nessun famigliare piange al funerale del nonno, né gli uomini vestiti da guardia del corpo, né le donne travestile da girasoli. Solo un vecchietto si dispera, nelle ultime file, ma nessuno sa chi sia. Il nipote bambino si annoia, ragiona su quello che vede, e s’inventa spiegazioni stralunate per capire la vita e la morte. Questo racconto di Bajani si avvolge e svolge inarrestabile: una scrittura continua che procede per associazioni e salti, senza permettere mai allo scrittore di alzare le mani dalla tastiera, e al lettore di alzare gli occhi dal foglio.
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La Mosca della rivoluzione

Vazquez Montalbàn percorre ogni angolo di Mosca, partendo dagli edifici e dalle vie, per tracciare il grande affresco di settant’anni di storia, dalla presa del Cremlino alla perestrojka. Vediamo stratificarsi l’una sull’altra diverse città: la vecchia Mosca zarista travolta dalla rivoluzione, i sogni e le utopie architettoniche e urbanistiche delle avanguardie nei primi anni del nuovo regime, la monumentalizzazione in gran pompa del periodo staliniano, il grigiore degli ultimi anni. Vengono rievocati personaggi grandi e piccoli del comunismo sovietico.

Morto due volte

‘*Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.*’
Andrea Camilleri

‘*Ci piace, il commissario Bordelli, per quel clima nostalgico da ‘come eravamo’, per un’attenzione, che ci ricorda i libri di Pratolini, all’esistenza e ai ritratti della gente comune… un poliziotto che ha qualcosa di chandleriano.*’
Giovanni Pacchiano

‘*C’è un nuovo sceriffo in città. Il commissario Bordelli, con la sua sanguigna umanità tutta italiana e tutta toscana, si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un’Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.*’
Carlo Lucarelli

‘*…Una tormentata figura di investigatore e un’Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.*’
Il Venerdì di Repubblica – Corrado Augias

‘*Bordelli, il commissario più amato da Camilleri dopo il suo Montalbano.*’
Il Piccolo

Due cimiteri di Firenze, due tombe con lo stesso nome, la stessa data di nascita ma una diversa data di morte. Come è possibile che Antonio Samsa sia deceduto due volte? Quale segreto si nasconde dietro a quella strana faccenda scoperta per caso? Il commissario Bordelli affronta una delle sue indagini più singolari, scoperchiando una vecchia storia seppellita dal tempo.

Scopri tutti i romanzi e i racconti del** commissario Bordelli:**

Il commissario Bordelli
Una brutta faccenda
Il nuovo venuto Morte a Firenze
La forza del destino
Fantasmi del passato
Perché dollari?
Morto due volte

E la nuova attesissima indagine nata dalla penna di **Marco Vichi**:

Nel più bel sogno

Disponibile in **preorder **e in vendita dal **16 novembre 2017**.
(source: Bol.com)

Morto che parla

A meno di un isolato dal fiume Hudson, sulla Trentacinquesima Strada di New York City, abita Nero Wolfe con il suo braccio destro Archie Goodwin. Chi si avventura sulla tradizionale gradinata che porta all’ingresso si trova a contemplare la propria immagine su una lastra di cristallo a specchio, ma ignora che dall’altra parte qualcuno lo sta già osservando per decidere dell’opportunità o meno di aprirgli la porta. In questo caso i visitatori sono quattro e fanno parte dll’Associazione Nazionale degli Industriali. Sono chiamati in causa per la porte del Direttore dell’Ufficio Prezzi…

Un morto che aaspettavo

Ci sono dei giallisti che scrivono «La ragazza avanzava guardinga, presaga di quanto stava per accaderle». E ce ne sono altri che descrivono la stessa scena così.- «La ragazza veniva avanti lo stesso, anche se una voce dentro di lei ripeteva: «Maggie, lo sai che hai un bel fegato a fidarti di quel mascalzone? Battitela, finché puoi…». Siete liberi di preferire la prima forma alla seconda. Però, se il tono narrativo di un romanzo è spigliato, lo si legge più volentieri. L'autore che vi presentiamo questa settimana ha la rarissima dote di saper condire la sua vicenda gialla con annotazioni, con «pennellate» sapide, gustose, d'un umorismo quasi inavvertibile. È una storia moderna, drammatica, misteriosa, e persino un po' scanzonata. Ve ne accorgerete subito, non appena incontrerete Dennis, nella redazione del suo giornale di provincia, alle prese con la morte di un multimilionario che schizza sospetti atroci su tutti, rendendo frenetico il bisogno di scoprirne l'assassino. Soluzione che sarà spasmodicamente attesa anche da quei lettori che diffidano (a torto) degli autori nuovi.

La morte

Cos’è la morte – la morte di tutti e di ciascuno, la morte di sempre e quella marcata dai segni inquietanti del nostro tempo? Come penetrare in un evento tanto decisivo da incidere in profondo la nostra esistenza eppure tanto opaco da mettere in scacco ogni sapere volto a rappresentarlo? Sono queste le domande, brucianti ed estreme, che alla fine degli anni Cinquanta, a pochi anni dalla più grande apocalisse dell’epoca moderna, si poneva Vladimir Jankélévitch in un libro che giustamente Lévinas ebbe a definire “sconvolgente”. Sconvolgente per la radicalità con cui egli decostruisce tutti i dispositivi immunitari elaborati dal sapere occidentale nei confronti dell’Irriducibile; ma anche per l’acutezza di uno sguardo, affilato e obliquo, che taglia in maniera trasversale le grandi interrogazioni sulla morte, all’epoca affrontate da Heidegger e da Freud, da Blanchot e da Foucault, ma già prima da scrittori come Tolstoj e Rilke. All’interno di un grande scenario teorico, che spazia dall’antichità ai nostri giorni, la riflessione jankélévitchiana rivela una sorprendente attualità.
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Una morte terribile e improvvisa

In un assolato giardino, in una bella zona di Londra, una giovane donna viene brutalmente stuprata. Nelol stesso tempo, in un ospedale della città, un’altra giovane donna, un’abile infermiera, trova una morte terribile e improvvisa. Monk, non più funzionario di polizia ma investigatore privato, viene assunto per svolgere indagini su questi orrendi crimini. Difficili da risolvere perché Monk si trova davanti il muro dell’omertà di casta delle classi sociali alte, l’ipocrisia e il perbenismo borghese. Un altro grande affresco della società vittoriana tanto simile nei vizi e nelle scarse virtù alla società moderna.

Morte sospetta

Kate Paine, appena laureata, lavora presso Samson & Mills, uno tra gli studi legali più prestigiosi a Manhattan. Quando il cadavere sfigurato e violentato di Madeleine Waters, l’avvocatessa più capace dello studio, viene ritrovato in una strada secondaria della periferia di New Yok, Kate è sconvolta: perché capisce che quella morte è un terribile monito per coloro che, entro le protettive pareti dello studio legale, si ritenevano al sicuro. Dietro la scintillante facciata della Samson & Mills emergono tradimenti e violenze, e Kate lotta per difendere la sua vita.

Morte in Dordogna

Sud-ovest della Francia. È una fredda mattina di marzo quando la violenza irrompe nel pacifico capoluogo della Dordogna, terra di piatti raffinati, vini pregiati e natura incontaminata. In un solo giorno vengono rinvenuti due cadaveri e la cittadina di Périgueux ne è sconvolta. Sono quelli dello spacciatore Yvan Bordas e dell’ottantacinquenne Amélie Gaillard. Per la polizia non ci sono legami tra le due morti: nel primo caso si tratterebbe di un regolamento di conti legato alla malavita di Marsiglia, nel secondo di una banale caduta dalla terrazza di un ristorante. Eppure la designer d’interni Mara Dunn, cara amica dei Gaillard, non crede alla versione degli inquirenti: le stranezze e le incongruenze sono troppe. Prima di tutto la misteriosa assenza della figlia ai funerali di Amélie, e poi la dinamica dell’incidente: perché mai la prudente Amélie, che passava le sue giornate ad assistere l’anziano marito malato, sarebbe salita su quella terrazza dalle scale così ripide? E inoltre, chi era veramente Yvan Bordas? E perché negli ultimi tempi il negozio di gastronomia esotica degli Ismet, famiglia turca immigrata, è oggetto di continue aggressioni? La scomparsa del primogenito, Kazim, è solo l’ultimo di una serie di episodi inquietanti.
Gli elementi in gioco sono molti e a Mara non resta che iniziare a indagare con l’aiuto del compagno Julian, che più di chiunque altro conosce il territorio e i segreti dei suoi abitanti. Ma mentre gli interrogativi e i sospetti si rincorrono sempre più numerosi, la violenza scoppia di nuovo e il pericolo aumenta anche per Mara, che si avvicina a scoprire una rete di avidità e traffici illeciti, odio e brutalità

Morte in aprile

Succede, nella vita del detective Ricardo Blanco, che una donna gli piombi nell’ufficio. E poco importa che non abbia il denaro per pagare la parcella, perché Blanco è uno all’antica, amante del jazz e dei vecchi film in bianco e nero, e una donna in difficoltà è una tentazione irresistibile. In questa nuova indagine, Blanco è alle prese con un triplice omicidio: tre uomini vengono ritrovati nelle loro abitazioni, strangolati e vestiti da donna. Districandosi tra testi erotici rinascimentali, messaggi cifrati, controlli incrociati di tabulati telefonici, Blanco è a un passo dalla soluzione. Ma non saranno l’intelligenza e la logica a farlo giungere alla verità: nello sbalorditivo finale, Blanco dovrà usare tutta la sua tenacia, e avrà bisogno dell’aiuto di quella fortuna che non abbandona mai i cani di strada come lui. In Morte in aprile, accanto a Blanco, ritroviamo il saggio nonno Colacho Arteaga, il chirurgo “ammazzacristiani” Pancho Viera e il letargico commissario Álvarez; ma la vera coprotagonista è Las Palmas, piccola città in una piccola isola, in cui arrivano gli echi di una società nutrita di voyeurismo e apparenza.
(source: Bol.com)

La morte è un sospiro nel silenzio

Il motorino che si rompe, la pioggia che le sferza il viso, il freddo che s’insinua tra i vestiti: Sandra Sahlmann desidera soltanto tornare a casa. Ma, non appena apre la porta, si sente sprofondare in un incubo. Suo padre si è impiccato. In un attimo, il salotto brulica di paramedici e agenti di polizia, che si affrettano ad archiviare il caso come suicidio. Soltanto la giovane Olivia Riviera ha l’impressione che qualcosa non vada. Innanzitutto Bengt Sahlmann non ha lasciato neppure un biglietto, pur sapendo che sarebbe stata la figlia a trovarlo. Inoltre lavorava all’Agenzia delle Dogane, da dove è scomparsa una grossa partita di droga sequestrata a un trafficante. Possibile che Sahlmann fosse coinvolto nel furto? O forse stava per smascherare il colpevole e perciò è stato messo a tacere? Nonostante il parere contrario dei colleghi, Olivia è determinata a scoprire la verità. E, avanzando da sola lungo un cammino costellato di velate minacce e di persone sparite nel nulla, ben presto si renderà conto che la morte di Bengt Sahlmann è solo la punta di un iceberg immerso in un mare nero di verità inconfessabili…
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### Sinossi
Il motorino che si rompe, la pioggia che le sferza il viso, il freddo che s’insinua tra i vestiti: Sandra Sahlmann desidera soltanto tornare a casa. Ma, non appena apre la porta, si sente sprofondare in un incubo. Suo padre si è impiccato. In un attimo, il salotto brulica di paramedici e agenti di polizia, che si affrettano ad archiviare il caso come suicidio. Soltanto la giovane Olivia Riviera ha l’impressione che qualcosa non vada. Innanzitutto Bengt Sahlmann non ha lasciato neppure un biglietto, pur sapendo che sarebbe stata la figlia a trovarlo. Inoltre lavorava all’Agenzia delle Dogane, da dove è scomparsa una grossa partita di droga sequestrata a un trafficante. Possibile che Sahlmann fosse coinvolto nel furto? O forse stava per smascherare il colpevole e perciò è stato messo a tacere? Nonostante il parere contrario dei colleghi, Olivia è determinata a scoprire la verità. E, avanzando da sola lungo un cammino costellato di velate minacce e di persone sparite nel nulla, ben presto si renderà conto che la morte di Bengt Sahlmann è solo la punta di un iceberg immerso in un mare nero di verità inconfessabili…
### Dalla seconda/terza di copertina
Cilla e Rolf Börjlind sono inseparabili, sia nel lavoro sia nella vita. Insieme hanno scritto sceneggiature per la televisione e per il cinema, riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critica. «La marea nasconde ogni cosa» è il loro primo romanzo e si è subito imposto come un vero e proprio caso editoriale prima ancora della pubblicazione. E uguale fortuna ha ottenuto «La morte è un sospiro nel silenzio», il secondo romanzo con protagonista Olivia Riviera.

Morte di una befana

L’ile-Tudy è un piccolo villaggio di pescatori alla foce del fiume di Pont-l’Abbé, sulla punta meridionale della Bretagna. Un posto tranquillo. Il porto ospita ormai più navi da diporto che quelle per la pesca delle sardine e la maggior parte delle case dei pescatori sono state ricomprate dai villeggianti. A interrompere la routine spensierata di questa regione è la morte di un’anziana, Annette Bonnetis, vittima di un brutale assassinio. La polizia arresta quasi immediatamente il colpevole perfetto, quello che tutti accusano. A non rassegnarsi alla versione più comoda è la solita Mary Lester, che analizzando la straordinaria personalità della vittima arriva a fare scoperte davvero sorprendenti.

Morte di un uomo felice

Milano, estate 1981: siamo nella fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica in Italia. Non ancora quarantenne, Giacomo Colnaghi a Milano è un magistrato sulla linea del fronte. Coordinando un piccolo gruppo di inquirenti, indaga da tempo sulle attività di una nuova banda armata, responsabile dell’assassinio di un politico democristiano. Il dubbio e l’inquietudine lo accompagnano da sempre. Egli è intensamente cattolico, ma di una religiosità intima e tragica. È di umili origini, ma convinto che la sua riuscita personale sia la prova di vivere in una società aperta. È sposato con figli, ma i rapporti con la famiglia sono distanti e sofferti. Ha due amici carissimi, con i quali incrocia schermaglie polemiche, ama le ore incerte, le periferie, il calcio, gli incontri nelle osterie.
Dall’inquietudine è avvolto anche il ricordo del padre Ernesto, che lo lasciò bambino morendo in un’azione partigiana. Quel padre che la famiglia cattolica conformista non poté mai perdonare per la sua ribellione all’ordine, la cui storia eroica Colnaghi ha sempre inseguito, per sapere, e per trattenere quell’unica persona che ha forse amato davvero, pur senza conoscerla.
L’inchiesta che svolge è complessa e articolata, tra uffici di procura e covi criminali, tra interrogatori e appostamenti, e andrà a buon fine. Ma la sua coscienza aggiunge alla caccia all’uomo una corsa per capire le ragioni profonde, l’origine delle ferite che stanno attraversando il Paese. Si risveglia così il bisogno di immergersi nella condizione degli altri, dall’assassino che gli sta davanti al vecchio ferroviere incontrato al bar, per riconciliare la giustizia che amministra con l’esercizio della compassione. Una corsa e un’immersione pervase da un sentimento dominante di morte. Un lento disvelarsi che segue parallelo il ricordo della vicenda del padre che, come Giacomo Colnaghi, fu dominato dal desiderio di trovare un senso, una verità. Anche a costo della vita.
Insieme al precedente romanzo di Giorgio Fontana, *Per legge superiore*, anche *Morte di un uomo felice* riflette sulla giustizia, le sue possibilità e i suoi limiti.

Morte di un re pirata

Quarto capitolo dell’acclamata serie Adrien English, nata dalla penna del pluripremiato autore Josh Lanyon.

La carriera di scrittore di Adrien English, libraio gay e investigatore dilettante, è sul punto di decollare. I diritti del suo primo romanzo, Il delitto sarà svelato, sono stati acquistati da Paul Kane, una celebre star del cinema. Ma quando l’omicidio fa il suo debutto a una cena hollywoodiana, a indagare sul caso viene chiamato proprio l’ex amante di Adrien, l’avvenente Jake Riordan, ora tenente della polizia di Los Angeles e più che mai determinato a tenere nascosta la propria omosessualità. La sua comparsa, però, rischia di spingere il nuovo compagno di Adrien, il fascinoso professore universitario Guy Snowden, a commettere a sua volta un omicidio…
(source: Bol.com)

Morte di Luna

“Paolo Forti, bancario solidamente piazzato. Paolo Forti, amante insaziabile. Al punto che Agnese, fidanzata ufficiale ancora più piazzata grazie al ricco padre politicante, proprio non riesce a farsela bastare. Meno male che c’è Luna, la meglio escort di Pescara, a placargli i bollenti spiriti. Almeno fino a quando per Paolo Forti non viene l’ora di convolare a giuste, ricche, piazzate nozze. Far “tramontare” la Luna è tutt’altro che facile, certo, ma in fondo, sull’altro piatto della bilancia c’è la scalinata al paradiso, giusto? Sbagliato, mortalmente sbagliato. Luna viene ritrovata cadavere e per Paolo Forti, indiziato numero uno, si apre una vera e propria discesa agli inferi. Sbattuto in galera in compagnia della peggio feccia costiera, abbandonato dalla oltraggiata, inferocita fidanzata, destinato a una condanna pressoché certa da un avvocaticchio tanto arruffone quanto incompetente, il primo dei bancari è ora l’ultimo dei reietti. Fino a quando il classico, imprevedibile buco del sistema giudiziario non gli restituisce un’effimera, instabile libertà. Che Paolo non esita a tramutare in una crociata in nome della verità. Deve scoprire chi è responsabile della morte di Luna. Deve dispensare la sua personale versione della giustizia. Solo che nel tiro incrociato tra mafiosi albanesi e gangster nostrani, poliziotti ambigui e incerti alleati, Paolo Forti sarà costretto a fare i conti con un inferno molto più vicino di quanto avrebbe potuto – e voluto – immaginare. Da Romano De Marco, autentico fuoriclasse dell’hard-action Italian-style, uno spiazzante, attualissimo noir metropolitano duramente radicato nei molti – troppi – vizi della società contemporanea.” (Alan D. Altieri). IN ESCLUSIVA all’interno i primi tre capitoli di Città di polvere, secondo romanzo della serie Nero a Milano. Numero di caratteri: 194.722
(source: Bol.com)