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Prima lezione di filosofia

La filosofia vive «in ogni attività umana, teorica o pratica, in ogni tipo di lavoro e professione; si manifesta nel momento in cui si passa dall’azione secondo una procedura alla riflessione sul perché e sul come di questa azione e di questa procedura». Molto più diffusa nella società di quanto non ci si aspetti, la filosofia «è un’arte più che una forma di conoscenza. Ed è essenzialmente negoziato concettuale, ovvero costruzione di impalcature – definizioni, narrazioni, esperimenti mentali, immagini, parabole – che permettano il confronto tra punti di vista diversi sul mondo, tra diversi modi di operare».
Roberto Casati spiega in questa Prima lezione come la filosofia sia un motore inarrestabile: presente da sempre nelle pieghe della società e della vita, sarà sempre accanto a noi, mai domata, a permetterci di esplorare nuovi orizzonti. **
### Sinossi
La filosofia vive «in ogni attività umana, teorica o pratica, in ogni tipo di lavoro e professione; si manifesta nel momento in cui si passa dall’azione secondo una procedura alla riflessione sul perché e sul come di questa azione e di questa procedura». Molto più diffusa nella società di quanto non ci si aspetti, la filosofia «è un’arte più che una forma di conoscenza. Ed è essenzialmente negoziato concettuale, ovvero costruzione di impalcature – definizioni, narrazioni, esperimenti mentali, immagini, parabole – che permettano il confronto tra punti di vista diversi sul mondo, tra diversi modi di operare».
Roberto Casati spiega in questa Prima lezione come la filosofia sia un motore inarrestabile: presente da sempre nelle pieghe della società e della vita, sarà sempre accanto a noi, mai domata, a permetterci di esplorare nuovi orizzonti.

La Prima Guerra Mondiale

“Nel 1914 le truppe partirono per il fronte tra ali di folla plaudente, mentre i generali a cavallo sognavano una statua in una piazza a cui sarebbe stato dato il loro nome. Nessuna guerra è mai cominciata con un malinteso tanto fondamentale sulla sua natura.”

Il presente della filosofia nel mondo

Nel 1923 Brancusi scolpì una prima versione in marmo di Uccello nello spazio, inviandola quello stesso anno al collezionista americano John Quin. La scultura rappresenta il culmine della ricerca sul volo che impegnò Brancusi per tutta la vita: l’allegoria del volo diventa un emblema moderno (si pensi a H. Matisse e al suo Icaro: «Chi ama vola»!)
«Lo slancio verticale suggerisce l’idea che l’uccello staccandosi da terra, si sta levando in volo, le ali unite al corpo per un istante, subito dopo il loro primo battito. Scegliendo con cura questo preciso momento nel processo del volo, lo scultore ha voluto interpretare l’impressione di forte energia racchiusa in quell’atto. L’Uccello si distacca dalla terra ed entra così a far parte di una nuova dimensione, quella del cielo. L’importanza simbolica di questo breve momento di trapasso da uno stato all’altro assumeva per Brancusi il valore di una vera e propria epifania spirituale. Dichiarava infatti che gli uccelli riuscivano a trasmettere “la gioia dell’anima liberata dalla materia”.
Il primo modello in marmo venduto a Quin servì poi per una nuova fusione in bronzo nel 1924. Da quella data in poi, fino al 1941, si susseguirono ben tredici varianti dello stesso modello. Questo continuo tornare sull’immagine, dandole nuova vita seguendo l’ispirazione di un nuovo possibile cambiamento, è la prova dell’importanza che Brancusi attribuiva a questo tema. Egli lo vedeva quasi come la figura capace di racchiudere il significato di tutta la sua opera» (Maria Elena Versari, Grandi Scultori: Costantin Brancusi, Gruppo Editoriale L’Espresso, 2005).

Il presente della filosofia italiana

*Questo libro costituisce una sintesi delle principali tendenze della filosofia contemporanea, ed una analisi delle opere di alcuni fra i maggiori filosofi italiani: Cacciari, Sini, Giorello, Vattimo, Reale, Losurdo ed altri, sono da Grecchi esaminati alla luce della sua concezione metafisico-umanistica.*
*Il libro è arricchito da una importante postfazione di Costanzo Preve.*

Poesie

Rainer Maria Rilke (1875 – 1926) è uno dei massimi esponenti della letteratura tedesca del novecento. Nelle sue poesie di grande e limpida audacia formale si stacca nettamente dalla cultura della crisi di fine secolo, per approdare ad una nuova e, per certi aspetti, positiva visione della vita. Una visione che considera ancora l’uomo, in quanto mercificatore, come possibile distruttore del mondo, ma anche come suo possibile salvatore, quando sappia trasferirlo in un invisibile “spazio interiore”, identificato e difeso dal verbo poetico. Le nuove dimensioni della forma e del linguaggio esplorate e fissate da Rilke esercitarono un influsso determinante sulla poesia, non soltanto tedesca, della prima metà del novecento. Questa edizione riporta una raccolta di poesie tradotte da Giaime Pintor con due prose tratte dai Quaderni di Malte Laurids Brigge.

Peter Styles lo spettacolo deve continuare

Finché non gli era capitata la disgrazia, quattro anni prima, il più popolare attore brillante del cinema americano dai tempi d’oro di Cary Grant era stato Greg Lawton. Bruno, bello, un luccichio malandrino negli occhi per ogni donna che incontrava, giovane o vecchia che fosse, Lawton era il beniamino dei pubblici di tutto il mondo. Ma poi un giorno la passione per le auto da corsa gli è stata fatale e a Lime Rock Park nel Connecticut ha avuto un incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle per il resto della vita. Allora ha fondato il Centro Teatrale Greg Lawton a Lakeview e ha ottenuto grande successo nel presentare le migliori opere teatrali americane. Ma il destino lo colpisce ancora alla vigilia del suo trionfale ritorno in palcoscenico. Nella bella casa coloniale di Lawton la moglie e la cognata vengono brutalmente aggredite, pugnalate e mutilate. È più di quanto qualsiasi essere umano possa sopportare. Ed ecco intervenire in aiuto dell’infelice attore Peter Styles, il giornalista del «Newsview Magazine», uno che ha patito sulla propria pelle una serie di disgrazie simili a quelle che hanno infierito su Greg Lawton.

Pet sematary

In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Sematary, il cimitero dei cuccioli, un luogo dove i ragazzi del circondariato, secondo un’antica consuetudine, usano seppellire i propri animaletti. Ma ben presto la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti e dall’improvviso ridestarsi di forze oscure e malefiche.

La pelle dell’orso

Domenico ha dodici anni ed è sempre vissuto nel villaggio dove è nato, ai piedi delle Dolomiti. La montagna è il suo mondo e questo mondo non ha segreti per lui. Gli piace guardare le cime mentre va a scuola, dove ascolta, rapito, i racconti su Tom Sawyer, o attraversare i boschi mentre va al torrente a pescare, sognando avventure straordinarie. Ma da un po’ di tempo tutti lo mettono in guardia, perché il rischio di imbattersi nell’orso di cui tanto si parla in giro è grande. Un orso ormai diventato una leggenda nella valle: terribile, gigantesco, feroce come da quelle parti non se ne vedevano più. E non riesce a credere che suo padre, sempre così distante, ubriaco, perso, sia lo stesso uomo che adesso vuole dare la caccia all’orso e vuole partire per quella spedizione sulle montagne insieme a lui, solo loro due, via per giorni e giorni a contatto con una natura aspra, selvaggia. Ma è proprio questo che accadrà. Domenico sarà coinvolto in un’esperienza unica, spaventosa ed eccitante, dalla quale apprenderà che la natura, per quanto pericolosa, non sarà mai crudele come gli uomini. Un romanzo d’avventura che è insieme il racconto folgorante di una formazione, di ciò che succede per la prima volta, e che sarà per sempre. *«Era presto, faceva freddo e il bosco nel quale stavano per addentrarsi era buio come la notte appena passata.»*

Parlo dunque sono

“Il linguaggio è più simile a un fiocco di neve che al collo di una giraffa. Le sue proprietà specifiche nascono dalle leggi di natura, non sono qualcosa che si sviluppa come accumulo di fatti storici casuali”: muovendo dalla lettura di frammenti di pensatori occidentali (come questo di Noam Chomsky), Andrea Moro ha allestito un “album di foto” dedicato al linguaggio, nel tentativo di comprendere quali siano le sue “proprietà specifiche” – e per quale ragione esso “sta solo in noi, come i teoremi e le sinfonie”. **

L’Ordine Del Discorso

*L’ordine del discorso* è il testo della lezione inaugurale di Michel Foucault al Collège de France, e costituisce ancor oggi, pur nella sua brevità, un documento di grande importanza per comprendere l’inflessione che il cantiere foucaultiano avrebbe conosciuto a partire dagli anni settanta. In esso, infatti, l’autore pone al centro delle proprie preoccupazioni teoriche, per la prima volta in maniera esplicita, la questione dei rapporti tra discorso, verità e potere, delineando il progetto critico e genealogico che avrebbe sviluppato e approfondito negli anni successivi.
Ne *L’ordine del discorso* Foucault analizza in particolare le varie forme in cui in ogni società la produzione del discorso è al tempo stesso controllata e selezionata, in modo da scongiurarne i poteri e i pericoli, e poterlo cosí padroneggiare. Questione piú che mai di drammatica attualità.
Alla riedizione del testo si è aggiunta la plaquette di candidatura al Collège de France, intitolata *Titoli e lavori* , nella quale Foucault offre una illuminante sintesi di tutte le sue ricerche anteriori, illustrando il cammino percorso fino ad allora, e delineando alcuni dei problemi e dei campi che avrebbero dovuto essere oggetto delle sue indagini e del suo insegnamento negli anni a venire.
A completare il dossier relativo agli esordi dell’avventura foucaultiana, i due interventi con i quali Jules Vuillemin sosterrà la candidatura di Foucault alla prestigiosa istituzione.
Nella Postfazione che chiude il volume, infine, Mauro Bertani rievoca alcuni dei temi e dei problemi affrontati da Foucault nel corso dei tredici anni di ricerche febbrili e di insegnamento instancabile, fino a poco prima della morte, al Collège de France.

Oltre la morte

Non permetterai che una strega viva… Non tollererai gli agenti del Male”. Le cupe raccomandazioni della Bibbia riecheggiano nei boschi del New England, dove antiche superstizioni si fondono con una realtà nuova e orribile. Chi avrebbe mai pensato che nella tranquilla campagna americana potessero scatenarsi le potenze delle tenebre? L’agghiacciante potere del vampiro miete nuove vittime, mescolando la forza dell’eros a quella del sangue… Dopo il Dracula di Bram Stoker, un perfetto classico dell’occulto che riprende la più antica leggenda dell’uomo, un mito di orrore che si estende anche all’oltretomba.

Il Nuovo Ordine Erotico

C’è stato un tempo in cui il diktat del capitale conosceva dei limiti. Si arrestava ai cancelli della fabbrica: oltre, la vita scorreva in forme che non si lasciavano imbrigliare nell’orizzonte limitato della logica di produzione e dello scambio di merci. Quel tempo è ormai lontano. Oggi, alla so- cietà basata sull’economia di mercato si è sostituita una società di mercato e basta.Viviamo in un mondo «a capitalismo integrale e mercificazione sconfinata». Il che, è chiaro, coinvolge anche la sfera dell’affet- tività e dell’erotismo. Il globalitarismo al potere – nuovo totalitarismo glamour onniavvolgente – ci vuole precari e omologati, neutri anche in amore. Novelli Don Giovanni, figura emblema- tica dell’instabilità amorosa e dell’isolazionismo sentimentale. Le relazioni solide, basate su progetti di vita condivisi e una visione dell’amore come forza eterna, cedono il passo a forme consumistiche di rapporto: incontri fugaci e privi di conseguenze, legami occasionali facili tanto da instaurare quanto da spezzare, sesso virtualizzato e rapporti online. Dalla precarizzazione erotica e sentimentale alla femminizzazione del maschio, dal nuovo femminismo postmoderno alla crisi della famiglia, dalla gendercrazia al trionfo del neutro indifferenziato unisex, Diego Fusaro accompagna il lettore attraverso i temi principali di una riflessione che ci coinvolge tutti, in quanto esseri eminentemente amorosi. E se a cadere sono addirittura i fondamenti più intimi del rapporto interpersonale, cosa può esserne della struttura sociale che ci ac- coglie, della nostra «famiglia allargata»? Il filosofo italiano più critico e controcorrente del nostro tempo ci invita a riflettere sul nuovo ordine amoroso globalizzato e deregolamentato. Per scoprire che il laissez-faire del liberismo economico e di quello sentimentale sono – paradossalmente – due facce della stessa medaglia.

Un nuovo mondo

Eckhart Tolle rappresenta la sintesi perfetta fra millenni di saggezza e il sentire contemporaneo, condensando chiaramente nelle sue pagine gli insegnamenti dei grandi della storia del pensiero, da Buddha a Gesù, ma anche Shakespeare e i Rolling Stones. Il suo messaggio è semplice e rivoluzionario: basta spegnere il rumore di fondo che affolla di pensieri la nostra mente per abbracciare il presente liberi dell’ingombro del nostro ego. È proprio il modello egocentrico di pensiero, l’eccessiva importanza data al nostro io, uno dei maggiori nemici. Da lì deriva quel senso costante di insufficienza, di mancanza che deve essere in qualche modo colmata. Se invece si vive nel momento, ci si accorge che le cose positive iniziano ad accadere da sole, e se tutti lasciano da parte il proprio ego e si risvegliano verso una nuova consapevolezza, ecco che un nuovo mondo, davvero migliore e pieno di amore, diventa magicamente possibile.

La notte di Halloween

La magica atmosfera della notte di Halloween, con i suoi cortei di bambini festanti e le sue zucche intagliate a mo’ di spettrali mascheroni, sembra essere una fonte d’ispirazione inesauribile per gli autori di racconti fantastici, polizieschi e dell’orrore. È proprio in questa notte di gioia elettrizzata che possono riemergere i terrori più innominabili e compiersi i crimini più efferati. L’antologia curata da Asimov riunisce i migliori racconti tra quelli che hanno scelto la notte di Halloween come sfondo per avvenimenti impensati e spaventosi, mescolando l’atmosfera rassicurante e familiare della provincia americana con i misteri più inquietanti.

Nietzsche e l’eterno ritorno

Nella dottrina dell’eterno ritorno, ove convergono prospettive cosmologiche e problematiche esistenziali, Löwith individua la chiave per intendere il significato più profondo delle grandi tematiche nietzscheane: nichilismo, volontà di potenza, sovrauomo, morte di Dio.

Nestor Burma e la spilla a forma di cuore

Il XVI è un arrondissement parigino “nobile”, da sempre abitato da famiglie facoltose e molto attente all’etichetta. E proprio per evitare uno scandalo, la signora Ailot ingaggia Nestor Burma perché recuperi i gioielli che le sono stati rubati. Il colpevole? L’autista, appena licenziato, che però era anche amante prezzolato della signora e che finirà con l’essere anche la prima vittima su cui il nostro detective d’assalto si troverà a indagare… Un caso apparentemente “senza complicazioni” per Burma & Co., tutto ambientato in un quartiere tranquillo dove il detective d’assalto, all’inizio, teme addirittura di trovarsi un po’ fuori posto. Ma ben presto le vie, i nomi e i precedenti di cronaca non avranno più segreti per il titolare della Fiat Lux, temporaneamente alloggiato in un albergo dei dintorni per meglio immergersi nell’atmosfera vagamente ricercata di quella zona della capitale all’ombra della torre Eiffel. E quel caso “senza complicazioni” inizierà, come da copione, a complicarsi enormemente in un intreccio di passato e presente, vizi e vendette che si celano dietro le facciate delle case signorili. Neanche a dirlo, l’unico in grado di tirare i fili di quelle complesse vicende che coinvolgono, tra gli altri, una graziosa fanciulla appena ventenne, le prostitute che frequentano il Bois e un gioielliere ebreo, sarà proprio Burma, aiutato come sempre dalla graziosa segretaria Hélène, dal fidato assistente Zavatter e dall’arcigno commissario Faroux.