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La foresta

Nel Sud dell’Inghilterra si stende una vasta, ondulata regione coperta di boschi, popolata di daini e cavalli selvaggi: è la Foresta, terra ricca di memorie storiche e di leggende misteriose. Il libro è la sua epopea: generazione dopo generazione, dalla fine dell’anno Mille alla primavera del Duemila, racconta vicende delle innumerevoli famiglie della Foresta. Storie d’amore e di intrighi avventurosi, di faide secolari e di grandi legami di sangue. Perché, fin dai tempi più antichi, gli abitanti della Foresta sono stati individui speciali. Ognuno di loro uguale e diverso, ognuno di loro indissolubilmente legato alla Foresta, alla magia delle sue brughiere, delle querce secolari, delle creature selvatiche, dei grandi fiumi e del mare che ne lambisce la costa.

Fontamara

Fontamara fu pubblicato a Zurigo nel 1933. Ambientato in un paesino abruzzese, Fontamara appunto, racconta l’eterno conflitto tra “cafoni” e “cittadini”, reso ancora più drammatico dall’avvento del fascismo. I contadini e i braccianti, rassegnati ormai e quasi assuefatti a subire senza reagire catastrofi e soprusi di ogni genere, abbrutiti dalla miseria e dalla lotta per la sopravvivenza, trovano la forza di ribellarsi quando si rendono conto dell’ultima, ennesima truffa ordita sulla loro pelle, che, per una coincidenza non casuale, corrisponde temporalmente all’entrata in scena del regime fascista. Figura centrale del romanzo è Berardo Viola, che rappresenta l’esigenza di riscattare una vita di silenzio e passività, esigenza che diverrà essenziale e imprescindibile anche per gli altri “cafoni” fontamaresi.

Fondazione della metafisica dei costumi

Testo originale a fronte.
Pubblicata nel 1785, “La fondazione della metafisica dei costumi” è l’opera di Kant dedicata interamente alla filosofia pratica, con l’esplicito obiettivo di esaurire gli aspetti più strettamente teorici del sistema che aveva da lungo tempo progettato: la metafisica dei costumi. La Fondazione assolse il compito di presentare al pubblico la filosofia morale kantiana, ma ebbe allo stesso tempo il paradossale effetto di allontanare ancora la stesura della vera e propria “Metafisica dei costumi” che verrà pubblicata solo nel 1797-98. L’obiettivo principale è chiaramente indicato da Kant: “La presente Fondazione non è altro che la ricerca e la definizione del supremo principio della moralità, che da sola costituisce un’impresa compiuta nei suoi scopi e da separarsi da ogni altra ricerca morale”.

Fondazione anno zero

L’Impero Galattico rischia la rovina: al suo centro la città di Trantor, capitale e cuore dell’Impero percorso da venti di rivolta, vacilla. é l’ultima battaglia per Hari Sheldon, il creatore della Psicostoria, l’unico strumento scientifico in grado di prevedere il fututro ed eventualmente correggerlo. é l’ultima battaglia per il misterioso Demerzel, mitico robot umanoide che da ventimila anni agisce sotto svariate identità nella Galassia per aiutare il pacifico sviluppo del genere umano. Una battaglia in cui non si possono più commettere errori.
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Follie di Hollywood

Toby Peters ne ha avuti di clienti importanti, nella sua carriera, ma mai impegnativi quanto l’ultima stella del firmamento hollywoodiano: Mae West. Mae, che firma le lettere con un «sessualmente vostra» e inneggia all’amore a prima vista perché «fa risparmiare un mucchio di tempo», ha scritto un’autobiografia. Rovente, si suppone. E appetibile. Tanto che viene rubata, e la diva teme che il ladro possa ucciderla. Timore non infondato, perché la storia diventa presto una storia di omicidi che Peters, spensierato e forse un po’ puerile, e deciso a non mettere mai in bilancio la sconfitta, tenterà di risolvere, in un alternarsi di paura per l’imprevedibilità dell’assassino, di rabbia per essere trattato da psicopatico, di curiosità per poter discutere con un regista come De Mille, di dolore per un’ex moglie che si risposa e una vecchia Buick che si spegne nel deserto. Tutto all’ombra dell’enorme cappello piumato della bella Mae West.

Follia planetaria

Un naufragio mentre era in viaggio d’esplorazione tra i satelliti di Giove trasforma il povero Paul Shannon in una specie di Robinson Crusoè interplanetario, perché per ben due anni l’infelice astronauta rimane dimenticato da tutti sull’inospitale e gelido Io, una delle lune gioviane, infestate dai terribili leoni della lava. Ma una misteriosa e profeticà entità, il Kyril, incomprensibile creatura che sembra radicata nel suolo di Io, su cui sporge come una cupola di roccia, conforta e aiuta il naufrago che riesce così a sopravvivere per ben due anni sul piccolo mondo ostile. Non solo, ma gli insegna anche a riparare la piccola astronave con la quale è naufragato e a bordo della quale può finalmente ritornare sulla Terra. Ma un’inspiegabile follia planetaria sembra infuriare sulla Terra, che nei due anni di assenza di Shannon è mutata più che in due secoli. Domina tra l’altro il culto dei Cubi, misteriose entità cubiformi, non più grandi di un palmo, piovute sulla Terra dalle profondità dello spazio e dotate di poteri magnetici straordinari. L’umanità è praticamente in balia di questi Cubi, che predicano pace e serenità, ma hanno in realtà fini ambigui, anche se incomprensibili. Per sfuggire loro, l’Arca – la più grande astronave che l’umanità sia mai riuscita a costruire – sta per decollare per il primo volo al di fuori del sistema solare e precisamente verso Alfa di Procione, un sistema binario che ha un corteggio di pianeti, due dei quali di tipo terrestre. La situazione si complica ulteriormente e la follia planetaria sembra a un certo punto trionfare di tutto e di tutti. Sarà tuttavia sulle desolate distese di Io che nascerà la soluzione, grazie al Kyril, il misterioso essere che conosce molti degli enigmi dei Cosmo. Roger Dee ha scritto con Follia Planetaria un autentico capolavoro di fantascienza, drammatico, fantasioso, suggestivo: un romanzo che non si dimentica, un libro che si rilegge.
Copertina di Curt Caesar

Follia maggiore

«E ho pensato che avevo sbagliato vita, che così non andava bene, e che intanto mi ero perso delle cose, e moltissime altre, forse più importanti… cose… persone… a cui ho pensato sempre…».
Umberto Serrani è un elegante, anziano, ricco signore cullato dai suoi rimpianti. Riservato, distaccato, finalmente padrone del suo tempo dopo una vita passata a «mettere al sicuro» le fortune altrui, specie se sospette e ingombranti, un lavoro che gli ha permesso di tessere legami invisibili che arrivano dappertutto.
Quando apprende della morte di Giulia – un amore di venticinque anni prima, intenso, totale, un rimpianto mai sopito – decide di capire, agire, pagare vecchi debiti. Vuole sapere di quella morte assurda che sembra uno scippo finito male, chi è stato, perché. E vuole sapere tutto di quella donna per tanti anni amata nel silenzio e nella lontananza, della sua vita solitaria e ordinata, delle sue speranze e delle sue difficoltà, della figlia Sonia, promettente soprano.
Assolda per questo una coppia di strani investigatori, Carlo Monterossi e Oscar Falcone: il primo è un mago della televisione, che però odia; il secondo sa nuotare in tutti gli ambienti e ha uno speciale sesto senso per le cause giuste. Intanto, sull’omicidio lavorano anche Ghezzi e Carella, sovrintendenti di polizia, «due cani da polpaccio», che vogliono chiudere il caso, fare giustizia, capire.
I quattro, indipendentemente gli uni dagli altri, dragheranno le acque fetide che hanno inghiottito Giulia, con il sottofondo delle arie d’opera in cui la giovane Sonia si esercita per realizzare il suo sogno.
Ogni libro di Alessandro Robecchi contiene personaggi, intrecci e tanta materia narrativa da poterne ricavare più romanzi; dialoghi tesi, un parlato da duri e un esemplare umorismo di costume sui nostri tempi. E le sue storie traggono sempre spunto da un’amara osservazione sociale e umana. In *Follia maggiore* c’è l’agonia silenziosa del ceto medio che attrae appetiti criminali, e un malinconico «discorso dei rimpianti» sulle cose perdute che non torneranno. Mai.

Follia

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Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne affiorano le ragioni nascoste. «Emersi da una lettura che probabilmente avrà avuto poche interruzioni – senza ricorrere a sensazionalismi plateali, McGrath è un maestro nel­l’arte di non mollare la presa – ci si potrà domandare semmai in che categoria collocare questo libro avvincente … Libro in ogni caso di atmosfere e di inquietudini sotterranee, tali da creare un disagio che a molti non dispiacerà. Ricordate la Gwendolin di Oscar Wilde? “Che tensione intollerabile” osservava quella saggia giovinetta. E continuava: “Speriamo che duri”.

La foiba grande

Le tragiche vicende vissute dai popoli della ex Jugoslavia sul finire del Novecento richiamano alla memoria la tragedia che travolse gli italiani d’Istria durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Una pagina oscura della storia che Carlo Sgorlon riporta alla luce narrando le vicende di Benedetto e della gente di Umizza. Un dramma umano, familiare, corale, in cui l’odio cancella l’amicizia, la paura annulla la fiducia. È l’incubo della morte nelle buie profondità delle foibe, il dramma dell’esilio forzato da una terra amatissima. Tra leggenda e verità, un romanzo indimenticabile, un omaggio forte e struggente ai morti e ai sopravvissuti di una guerra dimenticata.

Floyd Frugo: Una favola no-global

In un prossimo futuro dominato da un’unica, immensa multinazionale, Floyd Frugo, italiano del New Jersey, è stato condannato a morte. Il suo crimine è quello di aver contratto dei debiti impossibili da saldare, ed è il crimine più grave nel suo mondo, l’unico che preoccupi davvero il sistema. Per Floyd il destino parrebbe segnato: nessuno può sfuggire al controllo globale, nessuno può ribellarsi a quanto deciso dai padroni del mondo, pochi eletti rinchiusi in una piramide di cristallo dalla quale vedono e decidono ogni cosa. Ma Floyd ha due armi a sua disposizione: una donna che lo ama, e che è disposta a ogni cosa per proteggerlo, e il fatto di essere un uomo comune, insignificante, impossibile da trovare… Un racconto visionario e sorprendente, capace di farci riflettere sul futuro che – forse – ci aspetta.
Copertina di Iacopo Bruno
* Supplemento al N.1469 di Urania

Flirt

Per via del suo lavoro di Risvegliante, Anita Blake riceve spesso richieste a dir poco bizzarre. Ma non le era mai capitato che, nell’arco di poche ore, un uomo e una donna le domandassero di riportare in vita il rispettivo coniuge: il primo perché non sopporta l’idea di vivere senza la moglie, l’altra per vendicarsi del marito dopo anni d’infedeltà. Anita ovviamente si rifiuta di mettere i suoi poteri al servizio di capricci personali, tuttavia, non appena si allontana dalla sede della Animators Inc., viene affiancata da due leoni mannari, i quali la informano che Micah, Nathaniel e Jason sono sotto il tiro di tre cecchini, pronti a fare fuoco se lei si rifiuterà di seguirli. La Sterminatrice si lascia quindi condurre in un cimitero, protetto da un incantesimo capace d’interrompere il suo contatto mentale con Jean-Claude, e scopre che i rapitori sono stati assoldati da una delle persone che lei aveva messo alla porta quella mattina. Anita non ha scelta: se non vuole perdere gli uomini più importanti della sua vita, deve obbedire agli ordini…
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Flashback

In un futuro in cui la recessione economica ha messo in ginocchio gli Stati Uniti e non solo, una nuova droga chiamata flashback si è diffusa per tutto l’Occidente: la gente si rifugia nei ricordi felici e volta le spalle al futuro. Nick Bottoni, un ex detective del dipartimento di polizia di Denver, lui stesso consumatore di flashback, viene assunto dal vecchio consigliere miliardario Hiroshi Nakamura per rintracciare chi, sei anni prima, ha ucciso il suo unico figlio Keigo, che si trovava negli Stati Uniti per girare un documentario sulla dipendenza degli americani da quella droga. Nick Bottoni dovrà tornare a visitare il luogo del delitto, interrogare di nuovo i vecchi sospetti e testimoni e riesaminare nella sua mente tutti i ricordi dell’indagine di allora: un viaggio in un’America devastata, per salvare sé stesso e suo figlio, e per portare alla luce uno dei segreti più oscuri che siano mai esistiti.
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I fiumi di porpora

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«Grangé sa dominare perfettamente l’arte della suspense.»Fabio Gambaro, L’Espresso«Una storia di follie che si incrociano in una continua sovrapposizione di vittime e carnefici.»Alessandro Perissinotto, ttL-La StampaVicino a Grenoble viene rinvenuto un cadavere orrendamente mutilato. Nella vicina regione del Lot viene profanata la tomba di un bambino di dieci anni scomparso in circostanze misteriose. I due casi si intrecciano, e così anche i destini dei due poliziotti incaricati delle indagini, tra false piste, macabre scoperte, gelosie professionali e vendette familiari, fino all’orrore che ha dato inizio alla carneficina: un delirio scientifico che aveva condotto a un folle e crudele esperimento genetico. Un thriller che trova il perfetto equilibrio tra azione e psicologia, intelligenza dell’intreccio e fascino dei paesaggi.

Il fiume dei cadaveri

I corpi senza vita di tre prostitute vengono ritrovati nei pressi del fiume che attraversa Spokane, nello stato di Washington. Nelle mani, accuratamente lavate e private delle unghie, le vittime stringono due biglietti da venti dollari. Mentre la polizia annaspa tra labili indizi e centinaia di segnalazioni, un’ondata di sangue senza precedenti continua a spazzare la città. Spunta il nome di un ex carcerato, tre volte omicida, Lenny Ryan, e gradualmente si fa strada l’ipotesi che l’assassino del fiume sia proprio lui. È così che la pensano gli infallibili esperti che l’FBI ha inviato sul posto. Solo la detective Caroline Mabry ha dei dubbi…
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I fisici

Scritta nel 1962 e ambientata nel salotto di una sofisticata
clinica elvetica per malattie mentali, questa commedia in due
atti viene condotta con le armi della farsa e di un grottesco
tinto di cabarettismo. Durrenmatt vi affronta, attraverso un
continuo capovolgimento dell’azione scenica, rivelazioni e
sempre nuovi personaggi, il tema epocale della responsabilità
dello scienziato di fronte al genere umano. Formalmente “giallo
poliziesco” con tanto di cadaveri e poliziotti – solidi poliziotti
svizzeri che puzzano di vino e tabacco – sul palcoscenico, la
pièce è di fatto una sapiente metafora della nostra condizione
nell’èra nucleare.Muovendo infatti dalla considerazione che
“un dramma che tratti di fisici deve essere paradossale”,
Durrenmatt avverte che se “il contenuto della fisica riguarda
solo i fisici, i suoi effetti riguardano tutti”, ma “ciò che riguarda
tutti può essere può essere risolto solo da tutti”. In questa
pièce dagli incalzanti sovvertimenti “siamo sempre ad un passo
da Hitchcock”, notava Ladislao Mittner, siamo cioè
nell’inquietante condizione di chi non sa sino alla fine da
che parte stia la verità.

La fisica del Karma – Seconda parte

Nota: seconda parte di “The Karma Affair”, la prima è in “[La fisica del Karma – prima parte](https://www.goodreads.com/book/show/15829436.La_fisica_del_Karma___prima_parte “La fisica del Karma – prima parte”)”
La dottrina indiana del Karma corrisponde a ciò che i Greci chiamavano palingenesi o metempsicosi ovverossia reincarnazione delle anime. Secondo filosofi come Schopenhauer, psicologi come Jung e fisici teorici come Pauli, questa dottrina non è così pazzesca come sembra. Ma se allora qualcuno proprio in base al principio di Pauli e alle esperienze sul neutrino scoprisse un modo per impedire agli spiriti di reincarnarsi? Se laboratori e depositi nucleari si trasformassero in un diabolico strumento per bloccare la legge cosmica del Karma? Il grandioso, stupefacente romanzo di Arsen Darray che presentiamo diviso in due fascicoli, si fonda appunto su questa possibilità e la sviluppa fino alle sue più inimmaginabili conseguenze.
Indice della Prima parte:
I Nascita di una tecnologia
II I fatti del 1992
III La cattura degli spiriti
Indice della Seconda parte:
IV Le carovane
V Plutonium
VI L’ultima battaglia
Attenzione – Questa seconda parte della Fisica del Karma può essere studiata anche da chi, eventualmente, avesse mancato la prima. Basti sapere che Aspic, l’eterno nemico di Jack, è il fisico che ha tentato di fermare la legge del Karma e la reincarnazione delle anime.
Copertina di Karel Thole