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L’Italia non c’è più. Come eravamo, come siamo

Immaginate di avere di fronte i due protagonisti di questo libro. Il primo è un giornalista anziano, Paolo. L’altro è una ragazza sui vent’anni, Carlotta, bella, sfrontata e ignorante. Che cosa credete stiano facendo? Se pensate all’inizio di un rapporto a luci rosse, vi sbagliate. In realtà Carlotta, figlia di un amico, ha accettato di assistere Paolo nella stesura delle proprie memorie. Ecco, avete tra le mani il diario del loro lavoro. Un racconto dell’Italia com’era qualche decennio fa e una previsione dell’Italia che sta cambiando sotto i nostri occhi. Cambia in meglio? Per niente. Siamo un paese che ha perduto se stesso. Tanto da rendere inevitabile il titolo di questo libro: L’Italia non c’è più. Come eravamo, come siamo. Anzi, come saremo. Sull’Italia del passato non ho dubbi. Ci ho vissuto da bambino, quindi da studente e infine da cronista. Ho fatto in tempo a vedere in carne e ossa Benito Mussolini, ancora in sella. Poi la guerra e il terrore di morire sotto le bombe americane. Le notti nei rifugi antiaerei che offrivano uno spettacolo di sorprendente umanità, comprese un po’ di ragazze senza vergogna e senza mutande. I giorni sanguinosi della Liberazione. Il miracolo del dopoguerra, quando il boom economico non era un sogno, ma un traguardo possibile. Infine tutte le altre puntate del film che qui troverete. Dove rivivono donne e uomini che avete intravisto soltanto da lontano. Eroi e avventurieri, vittime e carnefici, morti ammazzati e terroristi rivoluzionari, partiti politici decenti e altri avviati a diventare la casta di ladri arroganti che continua ad asfissiarci. La mia opinione è che un tempo l’Italia fosse migliore di questa del 2017. Oggi siamo un paese allo sbando.
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Immaginate di avere di fronte i due protagonisti di questo libro. Il primo è un giornalista anziano, Paolo. L’altro è una ragazza sui vent’anni, Carlotta, bella, sfrontata e ignorante. Che cosa credete stiano facendo? Se pensate all’inizio di un rapporto a luci rosse, vi sbagliate. In realtà Carlotta, figlia di un amico, ha accettato di assistere Paolo nella stesura delle proprie memorie. Ecco, avete tra le mani il diario del loro lavoro. Un racconto dell’Italia com’era qualche decennio fa e una previsione dell’Italia che sta cambiando sotto i nostri occhi. Cambia in meglio? Per niente. Siamo un paese che ha perduto se stesso. Tanto da rendere inevitabile il titolo di questo libro: L’Italia non c’è più. Come eravamo, come siamo. Anzi, come saremo. Sull’Italia del passato non ho dubbi. Ci ho vissuto da bambino, quindi da studente e infine da cronista. Ho fatto in tempo a vedere in carne e ossa Benito Mussolini, ancora in sella. Poi la guerra e il terrore di morire sotto le bombe americane. Le notti nei rifugi antiaerei che offrivano uno spettacolo di sorprendente umanità, comprese un po’ di ragazze senza vergogna e senza mutande. I giorni sanguinosi della Liberazione. Il miracolo del dopoguerra, quando il boom economico non era un sogno, ma un traguardo possibile. Infine tutte le altre puntate del film che qui troverete. Dove rivivono donne e uomini che avete intravisto soltanto da lontano. Eroi e avventurieri, vittime e carnefici, morti ammazzati e terroristi rivoluzionari, partiti politici decenti e altri avviati a diventare la casta di ladri arroganti che continua ad asfissiarci. La mia opinione è che un tempo l’Italia fosse migliore di questa del 2017. Oggi siamo un paese allo sbando.
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L’Italia è un giardino. Passeggiate tra natura selvaggia e geometrie neoclassiche

“L’Italia è un giardino” è un libro che racchiude i luoghi pensati e costruiti per il piacere dell’occhio di chi osserva: dai giardini di Valsanzibio, Tivoli e Firenze a quelli pubblici di Palermo, Genova e Milano, dalle grandi regge di Monza, Venaria e Caserta ai boschi-giardino di Ninfa, Merano, Ischia e Bomarzo. Eden che a volte imitano, come in un gioco di specchi, la natura selvaggia, quel mondo che un tempo esisteva soltanto oltre le mura. Una finta natura addomesticata, un paesaggio immaginato e poetico, costellato di citazioni esplicite tratte dalla cultura antica, neoclassica, barocca o moderna. Occasioni preziose per ristabilire un’armonia urgente e necessaria col mondo.

“L’Italia è un giardino” è un libro che racchiude i luoghi pensati e costruiti per il piacere dell’occhio di chi osserva: dai giardini di Valsanzibio, Tivoli e Firenze a quelli pubblici di Palermo, Genova e Milano, dalle grandi regge di Monza, Venaria e Caserta ai boschi-giardino di Ninfa, Merano, Ischia e Bomarzo. Eden che a volte imitano, come in un gioco di specchi, la natura selvaggia, quel mondo che un tempo esisteva soltanto oltre le mura. Una finta natura addomesticata, un paesaggio immaginato e poetico, costellato di citazioni esplicite tratte dalla cultura antica, neoclassica, barocca o moderna. Occasioni preziose per ristabilire un’armonia urgente e necessaria col mondo.

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Istruzioni alla servitù

Come e qualmente i Servitori possano e debbano disubbidire, confondere, ingannare, ridicolizzare, truffare, svergognare, umiliare i loro Padroni. Tale è l’oggetto a cui si dedica questo irresistibile trattatello, che accompagnò Swift per più di trent’anni e fu pubblicato infine nell’anno della sua morte, il 1745. Ad esso Swift confessò di dare grande importanza: e lo si può ben capire, non solo per l’incessante presenza, in queste pagine, del genio comico, ma per il loro valore in qualche modo di beffardo messaggio testamentario. Di fatto, nell’immemoriale guerra tra Servi e Padroni, questo trattatello, pur ostentando una sventata leggerezza, segna una data davvero storica e augusta. Qui Swift ha predisposto un vero manuale di sabotaggio, che ogni lettore accorto potrà facilmente trasporre dalla cucina a tutti gli altri possibili luoghi. Mostrandoci il Servitore che vessa il Padrone e lo sfrutta in ogni modo, egli ha leso l’aureola della Sovranità ben più gravemente che con un pamphlet di immediato tema politico. E insieme ha tracciato una Piccola Antropologia del Risentimento destinata ad avere molta fortuna. Ma bisognerà anche dire che Swift non sarebbe quell’immenso artista che è se per lui l’occasione, l’esempio non valessero anche e innanzitutto di per sé: così, anche trascurando le trasparenti applicazioni ‘ad altro’ di questo testo, non si può non rimanere incantati (ed esilarati) di fronte al quadro di nefandezze domestiche, descritte in ogni loro minuzia, che Swift ci offre, condensando a volte in poche righe intere epopee di dispetti e rappresaglie che dovevano essersi depositate per secoli, insieme alla polvere nelle case patrizie inglesi.
(source: Bol.com)

Come e qualmente i Servitori possano e debbano disubbidire, confondere, ingannare, ridicolizzare, truffare, svergognare, umiliare i loro Padroni. Tale è l’oggetto a cui si dedica questo irresistibile trattatello, che accompagnò Swift per più di trent’anni e fu pubblicato infine nell’anno della sua morte, il 1745. Ad esso Swift confessò di dare grande importanza: e lo si può ben capire, non solo per l’incessante presenza, in queste pagine, del genio comico, ma per il loro valore in qualche modo di beffardo messaggio testamentario. Di fatto, nell’immemoriale guerra tra Servi e Padroni, questo trattatello, pur ostentando una sventata leggerezza, segna una data davvero storica e augusta. Qui Swift ha predisposto un vero manuale di sabotaggio, che ogni lettore accorto potrà facilmente trasporre dalla cucina a tutti gli altri possibili luoghi. Mostrandoci il Servitore che vessa il Padrone e lo sfrutta in ogni modo, egli ha leso l’aureola della Sovranità ben più gravemente che con un pamphlet di immediato tema politico. E insieme ha tracciato una Piccola Antropologia del Risentimento destinata ad avere molta fortuna. Ma bisognerà anche dire che Swift non sarebbe quell’immenso artista che è se per lui l’occasione, l’esempio non valessero anche e innanzitutto di per sé: così, anche trascurando le trasparenti applicazioni ‘ad altro’ di questo testo, non si può non rimanere incantati (ed esilarati) di fronte al quadro di nefandezze domestiche, descritte in ogni loro minuzia, che Swift ci offre, condensando a volte in poche righe intere epopee di dispetti e rappresaglie che dovevano essersi depositate per secoli, insieme alla polvere nelle case patrizie inglesi.
(source: Bol.com)

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Istinto animale

Nelle loro vene scorre sangue animale, hanno i riflessi, la forza e la ferocia dei felini. Uomini e donne in balia delle menti perverse di chi ha deciso di sperimentare sulla loro pelle. Esseri feriti e indomabili alla ricerca di un posto nel mondo, e di un’anima gemella che restituisca loro una ragione di esistere. Tutto questo e molto altro ancora per una serie che colpirà nel segno. È nei suoi sogni da sempre, da quando le ha rubato il cuore, riducendolo in mille pezzi. Lui era la sua guardia del corpo e lei l’adolescente in preda a deliri d’amore. Poi una notizia sconvolgente la colpisce in pieno petto. L’uomo che desidera con tutta sé stessa è uno degli esperimenti genetici di cui il mondo è appena venuto a conoscenza. E lei è la sua compagna per la vita. L’inconfondibile segno sulla sua nuca parla chiaro e non può tirarsi indietro. Non ora che il destino dell’intera razza felina è nelle sue mani, non ora che il cuore del suo uomo arde di una passione così intensa da distruggerlo.

(source: Bol.com)

Nelle loro vene scorre sangue animale, hanno i riflessi, la forza e la ferocia dei felini. Uomini e donne in balia delle menti perverse di chi ha deciso di sperimentare sulla loro pelle. Esseri feriti e indomabili alla ricerca di un posto nel mondo, e di un’anima gemella che restituisca loro una ragione di esistere. Tutto questo e molto altro ancora per una serie che colpirà nel segno. È nei suoi sogni da sempre, da quando le ha rubato il cuore, riducendolo in mille pezzi. Lui era la sua guardia del corpo e lei l’adolescente in preda a deliri d’amore. Poi una notizia sconvolgente la colpisce in pieno petto. L’uomo che desidera con tutta sé stessa è uno degli esperimenti genetici di cui il mondo è appena venuto a conoscenza. E lei è la sua compagna per la vita. L’inconfondibile segno sulla sua nuca parla chiaro e non può tirarsi indietro. Non ora che il destino dell’intera razza felina è nelle sue mani, non ora che il cuore del suo uomo arde di una passione così intensa da distruggerlo.

(source: Bol.com)

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L’istante esatto che lega due destini

Basta un istante per cambiare il corso del destino: un fuoriprogramma, un contrattempo. Un semplice sguardo tra un uomo e una donna. Kyle e Coryn appartengono a due mondi lontani, due orbite che mai avrebbero potuto incontrarsi. Lui è una giovane rockstar, sempre in giro per il mondo; lei è prigioniera del suo ruolo di moglie e madre in una gabbia dorata, sottomessa a un marito geloso che la considera al pari di uno dei suoi tanti oggetti di lusso, da sfoggiare e possedere. Un giorno, mentre è bloccato nel traffico di San Francisco, Kyle decide di cambiare strada. Una brusca sterzata, un incidente. E l’incontro con Coryn: ai due, è sufficiente uno sguardo per innamorarsi, un altro sguardo per riconoscersi. Perché Kyle sa leggere la paura negli occhi della donna, la stessa paura che, da bambino, vedeva negli occhi di sua madre, e che lo ha reso incapace di provare felicità. Da quel momento, amare Coryn e desiderare di salvarla sono la stessa cosa. E anche se a dividerli ci sono ostacoli insormontabili, i loro destini adesso sono legati per sempre: soltanto insieme potranno guarire le ferite che si portano dentro e tornare finalmente a vivere.

Basta un istante per cambiare il corso del destino: un fuoriprogramma, un contrattempo. Un semplice sguardo tra un uomo e una donna. Kyle e Coryn appartengono a due mondi lontani, due orbite che mai avrebbero potuto incontrarsi. Lui è una giovane rockstar, sempre in giro per il mondo; lei è prigioniera del suo ruolo di moglie e madre in una gabbia dorata, sottomessa a un marito geloso che la considera al pari di uno dei suoi tanti oggetti di lusso, da sfoggiare e possedere. Un giorno, mentre è bloccato nel traffico di San Francisco, Kyle decide di cambiare strada. Una brusca sterzata, un incidente. E l’incontro con Coryn: ai due, è sufficiente uno sguardo per innamorarsi, un altro sguardo per riconoscersi. Perché Kyle sa leggere la paura negli occhi della donna, la stessa paura che, da bambino, vedeva negli occhi di sua madre, e che lo ha reso incapace di provare felicità. Da quel momento, amare Coryn e desiderare di salvarla sono la stessa cosa. E anche se a dividerli ci sono ostacoli insormontabili, i loro destini adesso sono legati per sempre: soltanto insieme potranno guarire le ferite che si portano dentro e tornare finalmente a vivere.

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Istantanea Di Un Amore

Parigi, 1934. Si è lasciata la Germania alle spalle, ma la paura è rimasta dentro di lei, sedimentata nella sua anima. Per questo la giovane Gerta si chiede come André – anche lui ebreo e profugo – riesca a vivere con tanta disinvoltura, a sorridere alla vita con quegli occhi nerissimi, ad avere in testa soltanto la fotografia. Poi, d’un tratto, pure nello sguardo di André lei coglie un’ombra: il timore di essere solo un fantasma che fotografa altri fantasmi. È in quel momento che Gerta capisce di amarlo e di volerlo salvare dalle sue ossessioni.
Quindi inventa per entrambi una nuova identità: lui sarà Robert Capa, un fotografo americano ricco, bello e famoso; lei sarà Gerda Taro, la sua manager. Insieme si lanciano alla conquista del mondo, delle storie più esaltanti, delle immagini più vere. E insieme, allo scoppio della guerra civile spagnola, decidono di sposare la causa delle Brigate Internazionali e di partire per il fronte, convinti di poter segnare il corso della Storia, e ignari che quella guerra, destinata a infrangere le speranze di pace e di libertà coltivate da un’intera generazione, non avrà pietà neanche di loro e li condannerà alla separazione definitiva, unendoli tuttavia per sempre nella leggenda…
Con tutta l’intensità di quegli anni convulsi, rintracciando le impronte leggere eppure indelebili dei sentimenti, questo romanzo di Susana Fortes ci consegna una struggente raccolta d’istantanee di due persone eccezionali, che hanno vissuto un amore unico e irripetibile, definitivo come lo scatto di una macchina fotografica e palpitante come la luce di una stella.
(source: Bol.com)

Parigi, 1934. Si è lasciata la Germania alle spalle, ma la paura è rimasta dentro di lei, sedimentata nella sua anima. Per questo la giovane Gerta si chiede come André – anche lui ebreo e profugo – riesca a vivere con tanta disinvoltura, a sorridere alla vita con quegli occhi nerissimi, ad avere in testa soltanto la fotografia. Poi, d’un tratto, pure nello sguardo di André lei coglie un’ombra: il timore di essere solo un fantasma che fotografa altri fantasmi. È in quel momento che Gerta capisce di amarlo e di volerlo salvare dalle sue ossessioni.
Quindi inventa per entrambi una nuova identità: lui sarà Robert Capa, un fotografo americano ricco, bello e famoso; lei sarà Gerda Taro, la sua manager. Insieme si lanciano alla conquista del mondo, delle storie più esaltanti, delle immagini più vere. E insieme, allo scoppio della guerra civile spagnola, decidono di sposare la causa delle Brigate Internazionali e di partire per il fronte, convinti di poter segnare il corso della Storia, e ignari che quella guerra, destinata a infrangere le speranze di pace e di libertà coltivate da un’intera generazione, non avrà pietà neanche di loro e li condannerà alla separazione definitiva, unendoli tuttavia per sempre nella leggenda…
Con tutta l’intensità di quegli anni convulsi, rintracciando le impronte leggere eppure indelebili dei sentimenti, questo romanzo di Susana Fortes ci consegna una struggente raccolta d’istantanee di due persone eccezionali, che hanno vissuto un amore unico e irripetibile, definitivo come lo scatto di una macchina fotografica e palpitante come la luce di una stella.
(source: Bol.com)

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Istanbul Istanbul

Una cella, quattro uomini, dieci giorni, una moltitudine di storie: un dottore, un barbiere, uno studente e un vecchio rivoluzionario sono incarcerati in una stanza angusta e gelata nei sotterranei di Istanbul. Fra gli interrogatori, le torture, il tempo sospeso e l’immobilità forzata cui sono inchiodati, scoprono l’incanto e il potere della parola come unica via di fuga possibile. I protagonisti di questo libro, come nel Decamerone, trascorrono il tempo della loro segregazione raccontandosi storie ed è cosi che, in una narrazione corale, svelano il filo che li lega e il motivo per cui si trovano imprigionati: nella Istanbul sopra la cella, quella che vive e brulica tra bellezza e orrore, qualcosa sta per accadere, un cambiamento, una rivoluzione… Ed è la città, con tutti i suoi contrasti, le sue contraddizioni e le infinite realtà che la compongono, la vera protagonista del libro: la Istanbul “di sopra” insieme alla Istanbul sotterranea, quella della speranza e della luce mescolata – fin dal titolo – alla sua gemella, quella dell’ombra, dell’arroganza degli uomini, della brutalità del potere.
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Una cella, quattro uomini, dieci giorni, una moltitudine di storie: un dottore, un barbiere, uno studente e un vecchio rivoluzionario sono incarcerati in una stanza angusta e gelata nei sotterranei di Istanbul. Fra gli interrogatori, le torture, il tempo sospeso e l’immobilità forzata cui sono inchiodati, scoprono l’incanto e il potere della parola come unica via di fuga possibile. I protagonisti di questo libro, come nel Decamerone, trascorrono il tempo della loro segregazione raccontandosi storie ed è cosi che, in una narrazione corale, svelano il filo che li lega e il motivo per cui si trovano imprigionati: nella Istanbul sopra la cella, quella che vive e brulica tra bellezza e orrore, qualcosa sta per accadere, un cambiamento, una rivoluzione… Ed è la città, con tutti i suoi contrasti, le sue contraddizioni e le infinite realtà che la compongono, la vera protagonista del libro: la Istanbul “di sopra” insieme alla Istanbul sotterranea, quella della speranza e della luce mescolata – fin dal titolo – alla sua gemella, quella dell’ombra, dell’arroganza degli uomini, della brutalità del potere.
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L’isola dell’amore proibito

L’acqua cristallina lambisce dolcemente i suoi piedi nudi. Anna apre gli occhi all’improvviso e davanti a lei si apre la distesa sconfinata di un mare dalle mille sfumature, dal turchese allo smeraldo più intenso. Intorno, una spiaggia di un bianco accecante, ombreggiata da palme frondose. Le dita della ragazza stringono ancora spasmodicamente la mano di T.J., disteso accanto a lei, esausto dopo averla trascinata fino alla riva. Anna non ricorda niente di quello che è successo, solo il viaggio in aereo, la superficie blu che si avvicina troppo velocemente e gli occhi impauriti di T.J., il ragazzo di sedici anni a cui dovrebbe dare ripetizioni per tutta l’estate. Un lavoro inaspettato, ma chi rifiuterebbe una vacanza retribuita alle Maldive? E poi Anna, insegnante trentenne, è partita per un disperato bisogno di fuga da una relazione che non sembra andare da nessuna parte. Ma adesso la loro vita passata non è più importante. Anna e T.J. sono naufraghi e l’isola è deserta. La priorità è quella di sopravvivere fino ai soccorsi. I giorni diventano settimane, poi mesi e infine anni. L’isola sembra un paradiso, eppure è anche piena di pericoli. I due devono imparare a lottare insieme per la vita. Ma per Anna la sfida più grande è quella di vivere accanto a un ragazzo che sta diventando un uomo. Perché quella che all’inizio era solo un’innocente amicizia, attimo dopo attimo si trasforma in un’attrazione che li lega sempre più indissolubilmente. L’isola dell’amore proibito è un fenomeno editoriale senza precedenti. Pubblicato in proprio dall’autrice, in pochissime settimane ha venduto più di 200.000 copie solo negli Stati Uniti. Dopo la pubblicazione presso una delle più importanti case editrici americane, ha scalato tutte le classifiche restando ai primi posti. Una storia d’amore unica, intrisa di travolgente romanticismo e intensa come la vita, sullo sfondo del mare incontaminato dell’oceano Indiano.

L’acqua cristallina lambisce dolcemente i suoi piedi nudi. Anna apre gli occhi all’improvviso e davanti a lei si apre la distesa sconfinata di un mare dalle mille sfumature, dal turchese allo smeraldo più intenso. Intorno, una spiaggia di un bianco accecante, ombreggiata da palme frondose. Le dita della ragazza stringono ancora spasmodicamente la mano di T.J., disteso accanto a lei, esausto dopo averla trascinata fino alla riva. Anna non ricorda niente di quello che è successo, solo il viaggio in aereo, la superficie blu che si avvicina troppo velocemente e gli occhi impauriti di T.J., il ragazzo di sedici anni a cui dovrebbe dare ripetizioni per tutta l’estate. Un lavoro inaspettato, ma chi rifiuterebbe una vacanza retribuita alle Maldive? E poi Anna, insegnante trentenne, è partita per un disperato bisogno di fuga da una relazione che non sembra andare da nessuna parte. Ma adesso la loro vita passata non è più importante. Anna e T.J. sono naufraghi e l’isola è deserta. La priorità è quella di sopravvivere fino ai soccorsi. I giorni diventano settimane, poi mesi e infine anni. L’isola sembra un paradiso, eppure è anche piena di pericoli. I due devono imparare a lottare insieme per la vita. Ma per Anna la sfida più grande è quella di vivere accanto a un ragazzo che sta diventando un uomo. Perché quella che all’inizio era solo un’innocente amicizia, attimo dopo attimo si trasforma in un’attrazione che li lega sempre più indissolubilmente. L’isola dell’amore proibito è un fenomeno editoriale senza precedenti. Pubblicato in proprio dall’autrice, in pochissime settimane ha venduto più di 200.000 copie solo negli Stati Uniti. Dopo la pubblicazione presso una delle più importanti case editrici americane, ha scalato tutte le classifiche restando ai primi posti. Una storia d’amore unica, intrisa di travolgente romanticismo e intensa come la vita, sullo sfondo del mare incontaminato dell’oceano Indiano.

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L’isola dei segreti

Sono giovani e motivati. Hanno poco più di vent’anni. E hanno voglia di cambiare vita. La loro grande opportunità si nasconde dietro una semplice e all’apparenza innocua inserzione sul giornale: “Giovani brillanti cercasi per grande progetto”. Un breve colloquio di presentazione, un sorso di caffè… e i nostri sei aspiranti eroi si ritrovano sulla spiaggia di una misteriosa isola. Non sanno come ci sono arrivati, non sanno chi ha assegnato loro quelle stanze simmetriche, tre per le ragazze e tre per i ragazzi, chi ha dato loro cibo e acqua in abbondanza. Soprattutto non sanno cosa devono fare.
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Sono giovani e motivati. Hanno poco più di vent’anni. E hanno voglia di cambiare vita. La loro grande opportunità si nasconde dietro una semplice e all’apparenza innocua inserzione sul giornale: “Giovani brillanti cercasi per grande progetto”. Un breve colloquio di presentazione, un sorso di caffè… e i nostri sei aspiranti eroi si ritrovano sulla spiaggia di una misteriosa isola. Non sanno come ci sono arrivati, non sanno chi ha assegnato loro quelle stanze simmetriche, tre per le ragazze e tre per i ragazzi, chi ha dato loro cibo e acqua in abbondanza. Soprattutto non sanno cosa devono fare.
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L’isola dei morti

Questa storia prende avvio e ispirazione dal rinvenimento e dallo scavo di due relitti medievali affondati presso l’isola, oggi sommersa in laguna, di San Marco in Boccalama, usata come luogo di sepoltura, se non di discarica, dei morti della peste del 1348. L’autore raccoglie gli elementi documentali di base di questa importante impresa archeologica ma rimescola completamente le carte per far partire un’avventura che subito decolla verso la dimensione dell’intrigo, del mistero e della caccia affannosa a un tesoro scomparso. Non si tratta di monete d’oro e d’argento né di un bottino di guerra dei marinai della Serenissima. Si tratta di un tesoro che nessuna somma di denaro potrebbe mai pagare, un patrimonio dell’anima, l’eredità di una mente superiore.

Questa storia prende avvio e ispirazione dal rinvenimento e dallo scavo di due relitti medievali affondati presso l’isola, oggi sommersa in laguna, di San Marco in Boccalama, usata come luogo di sepoltura, se non di discarica, dei morti della peste del 1348. L’autore raccoglie gli elementi documentali di base di questa importante impresa archeologica ma rimescola completamente le carte per far partire un’avventura che subito decolla verso la dimensione dell’intrigo, del mistero e della caccia affannosa a un tesoro scomparso. Non si tratta di monete d’oro e d’argento né di un bottino di guerra dei marinai della Serenissima. Si tratta di un tesoro che nessuna somma di denaro potrebbe mai pagare, un patrimonio dell’anima, l’eredità di una mente superiore.

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L’isola dei cani

Quando il governatore della Virginia mette in vigore una legge molto severa sull’eccesso di velocità, avvertendo i cittadini che gli elicotteri avrebbero sorvegliato il traffico, gli abitanti dell’isola di Tangiers, al largo delle coste nella Chesapeake Bay e un tempo covo di pirati, insorgono dichiarando lo stato di rivolta e chiedendo l’indipendenza dalla Virginia. Afflitto da grossi problemi personali, il governatore Crimm è in difficoltà anche perché, oltre alle presunte infedeltà di sua moglie e dei suoi collaboratori, alcuni delitti e feroci aggressioni stanno insanguinando le strade. La responsabilità di tutto ricade sulle spalle di Judy Hammer, da poco nominata capo della polizia di Richmond, e di Andy Brazil, che gestisce il sito Internet “Vigile Verità”.

Quando il governatore della Virginia mette in vigore una legge molto severa sull’eccesso di velocità, avvertendo i cittadini che gli elicotteri avrebbero sorvegliato il traffico, gli abitanti dell’isola di Tangiers, al largo delle coste nella Chesapeake Bay e un tempo covo di pirati, insorgono dichiarando lo stato di rivolta e chiedendo l’indipendenza dalla Virginia. Afflitto da grossi problemi personali, il governatore Crimm è in difficoltà anche perché, oltre alle presunte infedeltà di sua moglie e dei suoi collaboratori, alcuni delitti e feroci aggressioni stanno insanguinando le strade. La responsabilità di tutto ricade sulle spalle di Judy Hammer, da poco nominata capo della polizia di Richmond, e di Andy Brazil, che gestisce il sito Internet “Vigile Verità”.

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Islam e modernità. Riflessioni blasfeme

Con la strage alla sede di Charlie Hebdo compiuta da un commando di giovani franco-algerini in nome del famigerato Stato Islamico, l’Europa sembra aver avuto il suo 11 settembre, e con ogni probabilità nei prossimi anni avrà le sue leggi liberticide, la militarizzazione della sua società, le sue guerre democratiche. Ma episodi ripugnanti come quello di Parigi quali conflitti sotterranei si prestano a coprire? Slavoj Žižek, in questo pamphlet scritto per «contemperare le reazioni a caldo e l’atto del pensare», ci rivela una verità che è sotto i nostri occhi ma non abbiamo il coraggio di cogliere. Una realtà in cui il fondamentalismo religioso e il liberalismo sono le due facce di una stessa medaglia, in cui jihadisti invasati e dall’aspetto truce, decapitatori, stupratori, genocidi, che sembrano prelevati da un passato mitico e crudele, invece speculano in borsa, sono esperti di informatica e usano le immagini con una maestria che fa impallidire il più consumato regista di Hollywood: in una parola sono i figli ripudiati della modernità. Il filosofo di Lubiana ci costringe ancora una volta, nonostante tutto, a pensare, combinando la critica dell’ideologia alla dissertazione teologica, la prospettiva rivoluzionaria alla difesa degli ideali della Rivoluzione francese, la lettura psicoanalitica all’inchiesta giornalistica: e soprattutto mostrandoci un Islam sconfessato, davvero radicale, perfino libertario, rispetto a quello propugnato da chi pretende, con una brutalità ostentata e senza freni, di affermare una fantomatica «fede» delle origini. Un documento imprescindibile per chi voglia mantenere i nervi saldi e la mente lucida in tempi che si preannunciano difficili.

Con la strage alla sede di Charlie Hebdo compiuta da un commando di giovani franco-algerini in nome del famigerato Stato Islamico, l’Europa sembra aver avuto il suo 11 settembre, e con ogni probabilità nei prossimi anni avrà le sue leggi liberticide, la militarizzazione della sua società, le sue guerre democratiche. Ma episodi ripugnanti come quello di Parigi quali conflitti sotterranei si prestano a coprire? Slavoj Žižek, in questo pamphlet scritto per «contemperare le reazioni a caldo e l’atto del pensare», ci rivela una verità che è sotto i nostri occhi ma non abbiamo il coraggio di cogliere. Una realtà in cui il fondamentalismo religioso e il liberalismo sono le due facce di una stessa medaglia, in cui jihadisti invasati e dall’aspetto truce, decapitatori, stupratori, genocidi, che sembrano prelevati da un passato mitico e crudele, invece speculano in borsa, sono esperti di informatica e usano le immagini con una maestria che fa impallidire il più consumato regista di Hollywood: in una parola sono i figli ripudiati della modernità. Il filosofo di Lubiana ci costringe ancora una volta, nonostante tutto, a pensare, combinando la critica dell’ideologia alla dissertazione teologica, la prospettiva rivoluzionaria alla difesa degli ideali della Rivoluzione francese, la lettura psicoanalitica all’inchiesta giornalistica: e soprattutto mostrandoci un Islam sconfessato, davvero radicale, perfino libertario, rispetto a quello propugnato da chi pretende, con una brutalità ostentata e senza freni, di affermare una fantomatica «fede» delle origini. Un documento imprescindibile per chi voglia mantenere i nervi saldi e la mente lucida in tempi che si preannunciano difficili.

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L’Islam E La Modernità

Con la strage alla sede di Charlie Hebdo compiuta da un commando di giovani franco-algerini in nome del famigerato Stato Islamico, l’Europa sembra aver avuto il suo 11 settembre, e con ogni probabilità nei prossimi anni avrà le sue leggi liberticide, la militarizzazione della sua società, le sue guerre democratiche. Ma episodi ripugnanti come quello di Parigi quali conflitti sotterranei si prestano a coprire? Slavoj Žižek, in questo pamphlet scritto per «contemperare le reazioni a caldo e l’atto del pensare», ci rivela una verità che è sotto i nostri occhi ma non abbiamo il coraggio di cogliere. Una realtà in cui il fondamentalismo religioso e il liberalismo sono le due facce di una stessa medaglia, in cui jihadisti invasati e dall’aspetto truce, decapitatori, stupratori, genocidi, che sembrano prelevati da un passato mitico e crudele, invece speculano in borsa, sono esperti di informatica e usano le immagini con una maestria che fa impallidire il più consumato regista di Hollywood: in una parola sono i figli ripudiati della modernità. Il filosofo di Lubiana ci costringe ancora una volta, nonostante tutto, a pensare, combinando la critica dell’ideologia alla dissertazione teologica, la prospettiva rivoluzionaria alla difesa degli ideali della Rivoluzione francese, la lettura psicoanalitica all’inchiesta giornalistica: e soprattutto mostrandoci un Islam sconfessato, davvero radicale, perfino libertario, rispetto a quello propugnato da chi pretende, con una brutalità ostentata e senza freni, di affermare una fantomatica «fede» delle origini. Un documento imprescindibile per chi voglia mantenere i nervi saldi e la mente lucida in tempi che si preannunciano difficili.

Con la strage alla sede di Charlie Hebdo compiuta da un commando di giovani franco-algerini in nome del famigerato Stato Islamico, l’Europa sembra aver avuto il suo 11 settembre, e con ogni probabilità nei prossimi anni avrà le sue leggi liberticide, la militarizzazione della sua società, le sue guerre democratiche. Ma episodi ripugnanti come quello di Parigi quali conflitti sotterranei si prestano a coprire? Slavoj Žižek, in questo pamphlet scritto per «contemperare le reazioni a caldo e l’atto del pensare», ci rivela una verità che è sotto i nostri occhi ma non abbiamo il coraggio di cogliere. Una realtà in cui il fondamentalismo religioso e il liberalismo sono le due facce di una stessa medaglia, in cui jihadisti invasati e dall’aspetto truce, decapitatori, stupratori, genocidi, che sembrano prelevati da un passato mitico e crudele, invece speculano in borsa, sono esperti di informatica e usano le immagini con una maestria che fa impallidire il più consumato regista di Hollywood: in una parola sono i figli ripudiati della modernità. Il filosofo di Lubiana ci costringe ancora una volta, nonostante tutto, a pensare, combinando la critica dell’ideologia alla dissertazione teologica, la prospettiva rivoluzionaria alla difesa degli ideali della Rivoluzione francese, la lettura psicoanalitica all’inchiesta giornalistica: e soprattutto mostrandoci un Islam sconfessato, davvero radicale, perfino libertario, rispetto a quello propugnato da chi pretende, con una brutalità ostentata e senza freni, di affermare una fantomatica «fede» delle origini. Un documento imprescindibile per chi voglia mantenere i nervi saldi e la mente lucida in tempi che si preannunciano difficili.

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L’islam e la modernità

Con la strage alla sede di Charlie Hebdo compiuta da un commando di giovani franco-algerini in nome del famigerato Stato Islamico, l’Europa sembra aver avuto il suo 11 settembre, e con ogni probabilità nei prossimi anni avrà le sue leggi liberticide, la militarizzazione della sua società, le sue guerre democratiche. Ma episodi ripugnanti come quello di Parigi quali conflitti sotterranei si prestano a coprire? Slavoj Žižek, in questo pamphlet scritto per ‘contemperare le reazioni a caldo e l’atto del pensare’, ci rivela una verità che è sotto i nostri occhi ma non abbiamo il coraggio di cogliere. Una realtà in cui il fondamentalismo religioso e il liberalismo sono le due facce di una stessa medaglia, in cui jihadisti invasati e dall’aspetto truce, decapitatori, stupratori, genocidi, che sembrano prelevati da un passato mitico e crudele, invece speculano in borsa, sono esperti di informatica e usano le immagini con una maestria che fa impallidire il più consumato regista di Hollywood: in una parola sono i figli ripudiati della modernità. Il filosofo di Lubiana ci costringe ancora una volta, nonostante tutto, a pensare, combinando la critica dell’ideologia alla dissertazione teologica, la prospettiva rivoluzionaria alla difesa degli ideali della Rivoluzione francese, la lettura psicoanalitica all’inchiesta giornalistica: e soprattutto mostrandoci un Islam sconfessato, davvero radicale, perfino libertario, rispetto a quello propugnato da chi pretende, con una brutalità ostentata e senza freni, di affermare una fantomatica ‘fede’ delle origini. Un documento imprescindibile per chi voglia mantenere i nervi saldi e la mente lucida in tempi che si preannunciano difficili.
(source: Bol.com)

Con la strage alla sede di Charlie Hebdo compiuta da un commando di giovani franco-algerini in nome del famigerato Stato Islamico, l’Europa sembra aver avuto il suo 11 settembre, e con ogni probabilità nei prossimi anni avrà le sue leggi liberticide, la militarizzazione della sua società, le sue guerre democratiche. Ma episodi ripugnanti come quello di Parigi quali conflitti sotterranei si prestano a coprire? Slavoj Žižek, in questo pamphlet scritto per ‘contemperare le reazioni a caldo e l’atto del pensare’, ci rivela una verità che è sotto i nostri occhi ma non abbiamo il coraggio di cogliere. Una realtà in cui il fondamentalismo religioso e il liberalismo sono le due facce di una stessa medaglia, in cui jihadisti invasati e dall’aspetto truce, decapitatori, stupratori, genocidi, che sembrano prelevati da un passato mitico e crudele, invece speculano in borsa, sono esperti di informatica e usano le immagini con una maestria che fa impallidire il più consumato regista di Hollywood: in una parola sono i figli ripudiati della modernità. Il filosofo di Lubiana ci costringe ancora una volta, nonostante tutto, a pensare, combinando la critica dell’ideologia alla dissertazione teologica, la prospettiva rivoluzionaria alla difesa degli ideali della Rivoluzione francese, la lettura psicoanalitica all’inchiesta giornalistica: e soprattutto mostrandoci un Islam sconfessato, davvero radicale, perfino libertario, rispetto a quello propugnato da chi pretende, con una brutalità ostentata e senza freni, di affermare una fantomatica ‘fede’ delle origini. Un documento imprescindibile per chi voglia mantenere i nervi saldi e la mente lucida in tempi che si preannunciano difficili.
(source: Bol.com)

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Isis. Lo stato del terrore. Chi sono e cosa vogliono le milizie islamiche che minacciano il mondo

Le decapitazioni dei prigionieri. La pulizia etnico-religiosa nelle zone occupate dell’Iraq. La proclamazione di un Califfato. Queste sono le cose che i media hanno cominciato a raccontarci nell’estate 2014 sull’Isis, i pochi frammenti di un mosaico nuovo e terribile, a cui il mondo non era pronto. Queste milizie hanno conquistato un territorio più vasto del Texas nel cuore del Medio Oriente, hanno dissolto i confini dettati dal colonialismo occidentale un secolo fa, hanno costretto gli Usa a tornare a bombardare l’Iraq. Ma chi sono, da dove vengono, come hanno fatto a diventare così potenti, e fin dove possono arrivare? In questo libro Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti di terrorismo internazionale, offre al grande pubblico il ritratto dell’Isis, il cui stesso nome è mutato molte volte, a seconda delle diverse condizioni sul campo e nel sistema mediatico. Perché, scrive Napoleoni, “quel che distingue questa organizzazione da ogni altro gruppo armato che l’ha preceduta e quel che ne spiega l’enorme successo sono la sua modernità e il suo pragmatismo”. Questa nuova minaccia punta a un ambiziosissimo obiettivo: far nascere dalle ceneri dei conflitti mediorientali non un gruppo terroristico, ma un vero e proprio stato, con un suo territorio, una sua economia e un’enorme forza di attrazione per i musulmani fondamentalisti di tutto il mondo.
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Le decapitazioni dei prigionieri. La pulizia etnico-religiosa nelle zone occupate dell’Iraq. La proclamazione di un Califfato. Queste sono le cose che i media hanno cominciato a raccontarci nell’estate 2014 sull’Isis, i pochi frammenti di un mosaico nuovo e terribile, a cui il mondo non era pronto. Queste milizie hanno conquistato un territorio più vasto del Texas nel cuore del Medio Oriente, hanno dissolto i confini dettati dal colonialismo occidentale un secolo fa, hanno costretto gli Usa a tornare a bombardare l’Iraq. Ma chi sono, da dove vengono, come hanno fatto a diventare così potenti, e fin dove possono arrivare? In questo libro Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti di terrorismo internazionale, offre al grande pubblico il ritratto dell’Isis, il cui stesso nome è mutato molte volte, a seconda delle diverse condizioni sul campo e nel sistema mediatico. Perché, scrive Napoleoni, “quel che distingue questa organizzazione da ogni altro gruppo armato che l’ha preceduta e quel che ne spiega l’enorme successo sono la sua modernità e il suo pragmatismo”. Questa nuova minaccia punta a un ambiziosissimo obiettivo: far nascere dalle ceneri dei conflitti mediorientali non un gruppo terroristico, ma un vero e proprio stato, con un suo territorio, una sua economia e un’enorme forza di attrazione per i musulmani fondamentalisti di tutto il mondo.
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ISIS – la comunicazione globale del terrore

In questo ebook analizzeremo l’evoluzione del modo con cui i movimenti jihadisti hanno deciso di comunicare, la loro strategia di creazione del modulo-mito e gli obiettivi strategici di questa nuova forma comunicativa.
Ripercorrerò la storia dell’ISIS attraverso le fonti dei media e le teorie complottiste legate alla sua storia. Confronterò il modello comunicativo di ISIS rispetto ad AlQaida. Parleremo degli strumenti che ne favoriscono la divulgazione del messaggio, delle agenzia di stampa, dei media center, dei blog, dell’uso dei video e dei socialnetwork, dei docufilm e degli e-magazine.
Parleremo dei simboli della comunicazione, della loro efficacia nei confronti del popolo dei socialfan e dei supporter e dei foreign fighters, analizzando chi sono e perché cedono alle nuove forme di propaganda jihadista.
La globalizzazione della rete rende globali i messaggi: sia che parliamo di una nuova auto, di una canzone o un film, sia che parliamo di comunicazione globale di un’idea..
Non contemplare il rischio che quegli strumenti che le aziende della new economy spacciano come armi a disposizione degli oppositori dei regimi oppressivi, oggi diventano strumento di camuffamento, di offuscamento e irrintracciabilità di gruppi jihadisti, è in sé non aver compreso quale sia il doppio taglio della rete globale.
Il rischio delle “stanze stupide”, in cui spesso guru dell’ultima ora si rinchiudono e chiudono i politici che devono decidere anche per noi, è di vedere solo “il web che vogliamo vedere”, che ci piace e che ci fa comodo. Per poi scoprire twittando della coppa del mondo di calcio, che c’è qualcuno che gioca in strada usando come palla una testa mozzata.
La globalizzazione del terrore che oggi ha il marchio dell’ISIS è un pezzo della nuova forma della comunicazione globale dell’estremismo, che recluta in tutto il mondo, che diffonde il suo messaggio senza alcun limite e confine territoriale.
Come ogni prodotto virale la regola è che chi viene dopo dovrà essere più bravo, più virale, più strutturato per emergere, ma anche più violento, più sanguinario per evitare che per il pubblico sia qualcosa di vecchio e già visto.
I video diffusi dall’ISIS sono strutturati per trasformare i videogiochi 2D di una normale consolle in una possibile realtà “vera” 3D in cui essere protagonista vincitore. A dispetto di quella realtà “fuori la porta di casa” in cui tutto è “normale” ed in cui ci si perde nell’anonimato delle periferie.
Il bombardamento mediatico di “essere parte” di un gruppo, di fare la storia, di essere il bene che piega il male, di poter essere eroe, di essere ricordato, diventare “tu” il poster nella camera di un adolescente. Essere tua la foto, la video intervista, il lungo articolo su un e-magazine, portato ad esempio “glorioso” in tutto il mondo. È il nuovo “marketing partecipativo del terrore” e la morte, in questo eccesso continuo e costante è come se non fosse reale, come i nemici nel videogame o in un film hollywoodiano.
ISIS la comunicazione globale del terrore
La storia dell’ISIS attraverso le fonti
Da AlQaida a ISIS l’evoluzione della propaganda jihadista
La comunicazione globale del terrorismo e il fallimento politico del cyber-utopismo
Le agenzie di stampa e comunicazione dell’ISIS
Comunicare la jihad attraverso i social-media
Spam jihadista
La Jihad via Bluetooth
Invadere Facebook: teoria e pratica
Comunicare la jihad attraverso i video virali
L’analisi della viralizzazione di un video
La jihad su Tumblr
Comunicare la jihad attraverso gli e-magazine
ISIS e la radicalizzazione: la necessità di un’opinione pubblica informata e una reazione proporzionale
Chi sono i fanboy dell’ISIS e i foreign fighters
I forum jihadisti: i luoghi del reclutamento e della divulgazione dei materiali
I simboli dell’ISIS
I cacciatori di jihadisti nel web – il SITE
I cacciatori di jihadisti – Persone e siti
Anonymous contro l’ISIS
L’ISIS come creatura di un complotto
Note
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### Sinossi
In questo ebook analizzeremo l’evoluzione del modo con cui i movimenti jihadisti hanno deciso di comunicare, la loro strategia di creazione del modulo-mito e gli obiettivi strategici di questa nuova forma comunicativa.
Ripercorrerò la storia dell’ISIS attraverso le fonti dei media e le teorie complottiste legate alla sua storia. Confronterò il modello comunicativo di ISIS rispetto ad AlQaida. Parleremo degli strumenti che ne favoriscono la divulgazione del messaggio, delle agenzia di stampa, dei media center, dei blog, dell’uso dei video e dei socialnetwork, dei docufilm e degli e-magazine.
Parleremo dei simboli della comunicazione, della loro efficacia nei confronti del popolo dei socialfan e dei supporter e dei foreign fighters, analizzando chi sono e perché cedono alle nuove forme di propaganda jihadista.
La globalizzazione della rete rende globali i messaggi: sia che parliamo di una nuova auto, di una canzone o un film, sia che parliamo di comunicazione globale di un’idea..
Non contemplare il rischio che quegli strumenti che le aziende della new economy spacciano come armi a disposizione degli oppositori dei regimi oppressivi, oggi diventano strumento di camuffamento, di offuscamento e irrintracciabilità di gruppi jihadisti, è in sé non aver compreso quale sia il doppio taglio della rete globale.
Il rischio delle “stanze stupide”, in cui spesso guru dell’ultima ora si rinchiudono e chiudono i politici che devono decidere anche per noi, è di vedere solo “il web che vogliamo vedere”, che ci piace e che ci fa comodo. Per poi scoprire twittando della coppa del mondo di calcio, che c’è qualcuno che gioca in strada usando come palla una testa mozzata.
La globalizzazione del terrore che oggi ha il marchio dell’ISIS è un pezzo della nuova forma della comunicazione globale dell’estremismo, che recluta in tutto il mondo, che diffonde il suo messaggio senza alcun limite e confine territoriale.
Come ogni prodotto virale la regola è che chi viene dopo dovrà essere più bravo, più virale, più strutturato per emergere, ma anche più violento, più sanguinario per evitare che per il pubblico sia qualcosa di vecchio e già visto.
I video diffusi dall’ISIS sono strutturati per trasformare i videogiochi 2D di una normale consolle in una possibile realtà “vera” 3D in cui essere protagonista vincitore. A dispetto di quella realtà “fuori la porta di casa” in cui tutto è “normale” ed in cui ci si perde nell’anonimato delle periferie.
Il bombardamento mediatico di “essere parte” di un gruppo, di fare la storia, di essere il bene che piega il male, di poter essere eroe, di essere ricordato, diventare “tu” il poster nella camera di un adolescente. Essere tua la foto, la video intervista, il lungo articolo su un e-magazine, portato ad esempio “glorioso” in tutto il mondo. È il nuovo “marketing partecipativo del terrore” e la morte, in questo eccesso continuo e costante è come se non fosse reale, come i nemici nel videogame o in un film hollywoodiano.
ISIS la comunicazione globale del terrore
La storia dell’ISIS attraverso le fonti
Da AlQaida a ISIS l’evoluzione della propaganda jihadista
La comunicazione globale del terrorismo e il fallimento politico del cyber-utopismo
Le agenzie di stampa e comunicazione dell’ISIS
Comunicare la jihad attraverso i social-media
Spam jihadista
La Jihad via Bluetooth
Invadere Facebook: teoria e pratica
Comunicare la jihad attraverso i video virali
L’analisi della viralizzazione di un video
La jihad su Tumblr
Comunicare la jihad attraverso gli e-magazine
ISIS e la radicalizzazione: la necessità di un’opinione pubblica informata e una reazione proporzionale
Chi sono i fanboy dell’ISIS e i foreign fighters
I forum jihadisti: i luoghi del reclutamento e della divulgazione dei materiali
I simboli dell’ISIS
I cacciatori di jihadisti nel web – il SITE
I cacciatori di jihadisti – Persone e siti
Anonymous contro l’ISIS
L’ISIS come creatura di un complotto
Note

In questo ebook analizzeremo l’evoluzione del modo con cui i movimenti jihadisti hanno deciso di comunicare, la loro strategia di creazione del modulo-mito e gli obiettivi strategici di questa nuova forma comunicativa.
Ripercorrerò la storia dell’ISIS attraverso le fonti dei media e le teorie complottiste legate alla sua storia. Confronterò il modello comunicativo di ISIS rispetto ad AlQaida. Parleremo degli strumenti che ne favoriscono la divulgazione del messaggio, delle agenzia di stampa, dei media center, dei blog, dell’uso dei video e dei socialnetwork, dei docufilm e degli e-magazine.
Parleremo dei simboli della comunicazione, della loro efficacia nei confronti del popolo dei socialfan e dei supporter e dei foreign fighters, analizzando chi sono e perché cedono alle nuove forme di propaganda jihadista.
La globalizzazione della rete rende globali i messaggi: sia che parliamo di una nuova auto, di una canzone o un film, sia che parliamo di comunicazione globale di un’idea..
Non contemplare il rischio che quegli strumenti che le aziende della new economy spacciano come armi a disposizione degli oppositori dei regimi oppressivi, oggi diventano strumento di camuffamento, di offuscamento e irrintracciabilità di gruppi jihadisti, è in sé non aver compreso quale sia il doppio taglio della rete globale.
Il rischio delle “stanze stupide”, in cui spesso guru dell’ultima ora si rinchiudono e chiudono i politici che devono decidere anche per noi, è di vedere solo “il web che vogliamo vedere”, che ci piace e che ci fa comodo. Per poi scoprire twittando della coppa del mondo di calcio, che c’è qualcuno che gioca in strada usando come palla una testa mozzata.
La globalizzazione del terrore che oggi ha il marchio dell’ISIS è un pezzo della nuova forma della comunicazione globale dell’estremismo, che recluta in tutto il mondo, che diffonde il suo messaggio senza alcun limite e confine territoriale.
Come ogni prodotto virale la regola è che chi viene dopo dovrà essere più bravo, più virale, più strutturato per emergere, ma anche più violento, più sanguinario per evitare che per il pubblico sia qualcosa di vecchio e già visto.
I video diffusi dall’ISIS sono strutturati per trasformare i videogiochi 2D di una normale consolle in una possibile realtà “vera” 3D in cui essere protagonista vincitore. A dispetto di quella realtà “fuori la porta di casa” in cui tutto è “normale” ed in cui ci si perde nell’anonimato delle periferie.
Il bombardamento mediatico di “essere parte” di un gruppo, di fare la storia, di essere il bene che piega il male, di poter essere eroe, di essere ricordato, diventare “tu” il poster nella camera di un adolescente. Essere tua la foto, la video intervista, il lungo articolo su un e-magazine, portato ad esempio “glorioso” in tutto il mondo. È il nuovo “marketing partecipativo del terrore” e la morte, in questo eccesso continuo e costante è come se non fosse reale, come i nemici nel videogame o in un film hollywoodiano.
ISIS la comunicazione globale del terrore
La storia dell’ISIS attraverso le fonti
Da AlQaida a ISIS l’evoluzione della propaganda jihadista
La comunicazione globale del terrorismo e il fallimento politico del cyber-utopismo
Le agenzie di stampa e comunicazione dell’ISIS
Comunicare la jihad attraverso i social-media
Spam jihadista
La Jihad via Bluetooth
Invadere Facebook: teoria e pratica
Comunicare la jihad attraverso i video virali
L’analisi della viralizzazione di un video
La jihad su Tumblr
Comunicare la jihad attraverso gli e-magazine
ISIS e la radicalizzazione: la necessità di un’opinione pubblica informata e una reazione proporzionale
Chi sono i fanboy dell’ISIS e i foreign fighters
I forum jihadisti: i luoghi del reclutamento e della divulgazione dei materiali
I simboli dell’ISIS
I cacciatori di jihadisti nel web – il SITE
I cacciatori di jihadisti – Persone e siti
Anonymous contro l’ISIS
L’ISIS come creatura di un complotto
Note
**
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In questo ebook analizzeremo l’evoluzione del modo con cui i movimenti jihadisti hanno deciso di comunicare, la loro strategia di creazione del modulo-mito e gli obiettivi strategici di questa nuova forma comunicativa.
Ripercorrerò la storia dell’ISIS attraverso le fonti dei media e le teorie complottiste legate alla sua storia. Confronterò il modello comunicativo di ISIS rispetto ad AlQaida. Parleremo degli strumenti che ne favoriscono la divulgazione del messaggio, delle agenzia di stampa, dei media center, dei blog, dell’uso dei video e dei socialnetwork, dei docufilm e degli e-magazine.
Parleremo dei simboli della comunicazione, della loro efficacia nei confronti del popolo dei socialfan e dei supporter e dei foreign fighters, analizzando chi sono e perché cedono alle nuove forme di propaganda jihadista.
La globalizzazione della rete rende globali i messaggi: sia che parliamo di una nuova auto, di una canzone o un film, sia che parliamo di comunicazione globale di un’idea..
Non contemplare il rischio che quegli strumenti che le aziende della new economy spacciano come armi a disposizione degli oppositori dei regimi oppressivi, oggi diventano strumento di camuffamento, di offuscamento e irrintracciabilità di gruppi jihadisti, è in sé non aver compreso quale sia il doppio taglio della rete globale.
Il rischio delle “stanze stupide”, in cui spesso guru dell’ultima ora si rinchiudono e chiudono i politici che devono decidere anche per noi, è di vedere solo “il web che vogliamo vedere”, che ci piace e che ci fa comodo. Per poi scoprire twittando della coppa del mondo di calcio, che c’è qualcuno che gioca in strada usando come palla una testa mozzata.
La globalizzazione del terrore che oggi ha il marchio dell’ISIS è un pezzo della nuova forma della comunicazione globale dell’estremismo, che recluta in tutto il mondo, che diffonde il suo messaggio senza alcun limite e confine territoriale.
Come ogni prodotto virale la regola è che chi viene dopo dovrà essere più bravo, più virale, più strutturato per emergere, ma anche più violento, più sanguinario per evitare che per il pubblico sia qualcosa di vecchio e già visto.
I video diffusi dall’ISIS sono strutturati per trasformare i videogiochi 2D di una normale consolle in una possibile realtà “vera” 3D in cui essere protagonista vincitore. A dispetto di quella realtà “fuori la porta di casa” in cui tutto è “normale” ed in cui ci si perde nell’anonimato delle periferie.
Il bombardamento mediatico di “essere parte” di un gruppo, di fare la storia, di essere il bene che piega il male, di poter essere eroe, di essere ricordato, diventare “tu” il poster nella camera di un adolescente. Essere tua la foto, la video intervista, il lungo articolo su un e-magazine, portato ad esempio “glorioso” in tutto il mondo. È il nuovo “marketing partecipativo del terrore” e la morte, in questo eccesso continuo e costante è come se non fosse reale, come i nemici nel videogame o in un film hollywoodiano.
ISIS la comunicazione globale del terrore
La storia dell’ISIS attraverso le fonti
Da AlQaida a ISIS l’evoluzione della propaganda jihadista
La comunicazione globale del terrorismo e il fallimento politico del cyber-utopismo
Le agenzie di stampa e comunicazione dell’ISIS
Comunicare la jihad attraverso i social-media
Spam jihadista
La Jihad via Bluetooth
Invadere Facebook: teoria e pratica
Comunicare la jihad attraverso i video virali
L’analisi della viralizzazione di un video
La jihad su Tumblr
Comunicare la jihad attraverso gli e-magazine
ISIS e la radicalizzazione: la necessità di un’opinione pubblica informata e una reazione proporzionale
Chi sono i fanboy dell’ISIS e i foreign fighters
I forum jihadisti: i luoghi del reclutamento e della divulgazione dei materiali
I simboli dell’ISIS
I cacciatori di jihadisti nel web – il SITE
I cacciatori di jihadisti – Persone e siti
Anonymous contro l’ISIS
L’ISIS come creatura di un complotto
Note

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