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Pessime scuse per un massacro (best BUR)

Un senatore della Repubblica, eroe della Resistenza, viene macellato nella propria auto a colpi di mitragliatrice in una zona collinare attorno a Fontainebleau, nell’Île de France. I vetri che esplodono, la carrozzeria fatta a pezzi, il sangue che si spande sul terreno mischiandosi alla polvere. E una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, abbandonata dal killer sul luogo del delitto. Un caso tanto efferato quanto spinoso, soprattutto perché il passato della vittima non è limpido come ci si sarebbe aspettati.
È l’indagine perfetta per il commissario Jean-Pierre Mordenti, che non ha paura di ficcare il naso dove non si deve: insieme alla sua squadra di audaci poliziotti, soprannominati dai colleghi Les italiens, è pronto a inseguire la preda senza lasciarle un attimo di respiro.
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### Recensione
**Pandiani, un senatore nella trappola nazista Noir. Tornano «Les italiens»: l’elefantino Babar, una strana ricchezza e un remoto complotto**
*Sergio Pent*, Tuttolibri – La Stampa
Sembrava un temporaneo divertissement emerso dalla folla sgomitante dei protagonisti in nero di casa nostra, quello raccontato con brio e istintivo senso del ritmo da **Enrico Pandiani** nel suo esordio di qualche anno fa, *Les italiens*: una squadra della Brigata Criminale di Parigi assiepata chiassosamente attorno all’eroe di turno, il dongiovannesco commissario Jean-Pierre Mordenti. Caratteristiche del gruppo? Tutti sono di origine italiana – da qui l’appellativo non sempre fraterno – e come i loro parenti dello stivale vantano fantasia, coraggio e ostinazione.
**Pandiani**, torinese classe 1956, teneva invece a galla la sua ispirazione per altri due romanzi: *Troppo piombo* e *Lezioni di tenebra*, quest’ultimo un po’ in stallo e gratuito, tanto da far pensare a un epilogo zoppicante dell’epopea. Eccoci invece qui a plaudire il primo solido intrigo di stagione, *Pessime scuse per un massacro*, nel quale non solo Mordenti – protagonista quasi assoluto – offre il meglio delle sue doti investigative, ma il tracciato narrativo risulta corposo, complesso e ben articolato, senza sbavature: il miglior episodio di serie della squadra italo-parigina di **Pandiani**.
Diciamo subito che l’autore ha pescato a man bassa in un terreno fertile e redditizio: il nazismo, la seconda guerra mondiale, i tradimenti e le rese dei conti. Ma lo ha saputo fare con arguzia e intensità.
Siamo ai giorni nostri quando, davanti al cancello della sua tenuta di Fontainebleau, l’ottantasettenne senatore Vigoreaux è falciato da una mitragliatrice Browning calibro 50 insieme alla figlia e alla guardia del corpo. Una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, viene trovata accanto alla micidiale – e vetusta – arma della strage. Follia e mistero, tracce difficili da seguire per Mordenti e per la gendarmeria locale, diretta dall’avvenente capitano di origini orientali Mai Linh Trang, della quale ovviamente il nostro eroe si invaghisce, peraltro invano. Una vendetta politica, forse, se non fosse che altri tre delitti riconducono a Babar e all’età non più fresca dei defunti, tutti coetanei e amici intimi del senatore. Chi ha interesse, sessant’anni dopo la guerra, a vendicarsi di persone ormai a poche stagioni dall’addio naturale alla vita?
Ma a questo punto la trama si è già dilatata in una carrellata di ipotesi sulle quali Mordenti – e il lettore – trovano ampi spazi d’ipotesi: da dove proviene la ricchezza dei quattro amici, ex-eroi della Resistenza ma – a quanto pare – collusi in un remoto complotto per far espatriare in Sud America gruppi di nazisti al termine del conflitto? Cosa c’entra l’equipaggio dell’aereo americano Blue Vertigo, da cui uscirono indenni – nel 1944 – solo tre soldati, con il sospetto di aver eliminato a sangue freddo i commilitoni? La rete è a maglie larghe, ma è assai bravo **Pandiani** a tirare le fila del gioco, a rendere avvincente e credibile un’indagine afosa di provincia, in cui la resa dei conti della Storia trova un altro punto a suo favore, con la logica amarezza lasciata da simili circostanze e un finale solcato da una sincera commozione.
«Les italiens» – in questo caso soprattutto Mordenti, al quale *Pandiani* dovrebbe forse regalare qualche connotazione più marcata – sono più vivi che mai, e la bella riuscita di questo romanzo pone quindi un inatteso tassello nell’ampia casistica del noir italiano, che talvolta segna il passo per inerzia o sovraffollamento, ma quando scatta fa ancora la sua porca figura.
### Sinossi
Un senatore della Repubblica, eroe della Resistenza, viene macellato nella propria auto a colpi di mitragliatrice in una zona collinare attorno a Fontainebleau, nell’Île de France. I vetri che esplodono, la carrozzeria fatta a pezzi, il sangue che si spande sul terreno mischiandosi alla polvere. E una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, abbandonata dal killer sul luogo del delitto. Un caso tanto efferato quanto spinoso, soprattutto perché il passato della vittima non è limpido come ci si sarebbe aspettati.
È l’indagine perfetta per il commissario Jean-Pierre Mordenti, che non ha paura di ficcare il naso dove non si deve: insieme alla sua squadra di audaci poliziotti, soprannominati dai colleghi Les italiens, è pronto a inseguire la preda senza lasciarle un attimo di respiro.

Il peso dello zaino

Questo romanzo è la naturale integrazione e l’indispensabile complemento di “Centomila gavette di ghiaccio”. Rientrati dal fronte russo, gli alpini superstiti tornano ai loro reparti e vengono schierati nei territori jugoslavi occupati dove li coglierà l’armistizio dell’8 settembre con le scelte che ciascuno di loro dovrà fare e le conseguenti decisioni che dovrà prendere. In questo libro viene affrontata soprattutto la grande tragedia individuale che sconvolge l’animo di questi soldati già duramente provati.
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Il peso della grazia

Giuseppe è un giovane ricercatore di fisica, lavora da anni a uno studio sulle fiamme che minaccia di rivelarsi un fallimento. Nel frattempo ha perso il contatto con la realtà. Ha diradato i rapporti con gli amici e con la famiglia, ormai dispersa in quattro città diverse. L’unica compagnia che frequenta è un barbone polacco che lo chiama per qualunque emergenza, vera o presunta. E anche la recente conversione al cattolicesimo somiglia sempre più pericolosamente a una bizzarra ossessione. Sarà per questo che quando una sera d’estate incontra Fiora, Giuseppe si accorge di aver trovato “una kryptonite che riesce a disinnescare la sua capacità di distrazione”. Eppure niente sembra più difficile che decidere di affidarsi a un’altra persona. Smettere di difendersi è un gesto estremo, una pratica desueta e misteriosa. “Ma come si fa a sapere che non si va da nessuna parte se non si percorre una via fino in fondo?” Un romanzo vivo, esasperante e inaspettato come gran parte delle nostre giornate. Capace di raccontare, per una volta, quella cosa sfuggente e nevrastenica che chiamiamo contemporaneità.
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Il peso dell’odio (Leggereditore)

Il giorno in cui la giornalista Katherine James, una donna dalle radicate convinzioni e dai forti valori morali, incontra Gabriel Rossiter le manca letteralmente la terra sotto i piedi. Quasi uccisa in una frana durante un’escursione, trova la salvezza tra le braccia dell’affascinante ranger. Sebbene quell’uomo non le sia indifferente, è convinta che non lo rivedrà mai più.
Gabe, appassionato di sport estremi e alla costante ricerca di adrenalina, dopo una forte delusione sentimentale si è ripromesso di non farsi più coinvolgere dalle donne, meno che mai da quella giornalista dai lunghi capelli scuri e dagli occhi grandi che sembrano in grado di leggergli dentro. Eppure, fin dal loro primo incontro, l’interesse che prova per Kat è innegabile. Ci penserà il destino a farli rincontrare. Ma la passione per la verità e l’intensa attrazione che provano l’uno per l’altra renderanno il ranger e la giornalista dei facili bersagli nella fitta trama di corruzione, furti di reperti archeologici e omicidi in cui si ritroveranno coinvolti. A volte la minaccia non conosce limiti…
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### Sinossi
Il giorno in cui la giornalista Katherine James, una donna dalle radicate convinzioni e dai forti valori morali, incontra Gabriel Rossiter le manca letteralmente la terra sotto i piedi. Quasi uccisa in una frana durante un’escursione, trova la salvezza tra le braccia dell’affascinante ranger. Sebbene quell’uomo non le sia indifferente, è convinta che non lo rivedrà mai più.
Gabe, appassionato di sport estremi e alla costante ricerca di adrenalina, dopo una forte delusione sentimentale si è ripromesso di non farsi più coinvolgere dalle donne, meno che mai da quella giornalista dai lunghi capelli scuri e dagli occhi grandi che sembrano in grado di leggergli dentro. Eppure, fin dal loro primo incontro, l’interesse che prova per Kat è innegabile. Ci penserà il destino a farli rincontrare. Ma la passione per la verità e l’intensa attrazione che provano l’uno per l’altra renderanno il ranger e la giornalista dei facili bersagli nella fitta trama di corruzione, furti di reperti archeologici e omicidi in cui si ritroveranno coinvolti. A volte la minaccia non conosce limiti…

Il peso dell’inchiostro

Helen, una studiosa di storia ebraica sulla soglia della pensione, viene convocata per visionare alcuni documenti ebraici del XVII secolo appena scoperti dietro il muro di una casa londinese durante una ristrutturazione. Avvalendosi dell’aiuto di Aaron Levy, un brillante studente americano, Helen si prefigge un ambizioso progetto: scoprire l’identità dello scriba dei documenti, l’elusivo “Aleph”. Ma quando Helen e Aaron si rendono conto che le lettere del rabbino sono state scritte per lui da una donna, perché lui era cieco, il loro significato storico muta radicalmente, catapultandoli nella Londra del XVII secolo, dove l’ebrea Ester Velasquez vive in una comunità fortemente maschilista. Ester è sopravvissuta a molte tragedie nella sua giovane vita e ora, in silenzio, fermamente rifiuta di essere schiacciata ancora. Mentre la peste infuria a Londra, Ester trova il modo di esercitare la sua passione per lo studio e di non cedere al suo destino di donna del XVII secolo, moglie fedele e triste custode del focolare domestico.

(source: Bol.com)

La pesca dello spada

In una Milano annichilita dalla crisi, il commissario Libero Cattaneo indaga sull’omicidio di due banchieri, per scoprire che i problemi dell’Italia hanno origini lontane. Un romanzo giallo originale e coinvolgente, che guida il lettore nella comprensione dei meccanismi di banche e finanza.
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Perversione Di Tendenza

Perversione di tendenza by Sadie Löve
RACCONTO LUNGO (32 pagine) – SPIONAGGIO – Brava a letto, una furia come combattente: Bambola non è una ragazza da prendere alla leggera. Soprattutto quando deve saldare dei vecchi conti in sospeso…
Lucrezia Borges, la Bambola, ha ancora parecchi conti da saldare tra i vicoli di Praga. Prima di entrare a tempo pieno al servizio della “Signora” nell’agenzia Hot  Dreams, Lucrezia deve vedersela con nemici che ancora non le hanno perdonato di aver messo il suo bel nasino dove non doveva. E se le emozioni dentro e fuori dal letto non mancano, la Bambola dovrà dimostrare tutte le sue capacità di guerriera e combattente spietata per salvare la pelle ed entrare nel team della “Signora”.
Sadie Löve nasce nel 1984 in Italia. Dopo la laurea in Scienze Politiche si inserisce nel mondo del lavoro e in quello della disoccupazione giovanile. A periodi alterni. È stata barista, segretaria, cameriera, receptionist. Ha lavorato come commessa in un sexy shop per alcuni mesi e da quell’esperienza ha tratto parecchi spunti per i suoi personaggi di Sex Force. Suoi racconti sono pubblicati su antologie di AA.VV e riviste. Scrive articoli e recensioni libri per alcuni siti sparsi nella rete.

Personaggi precari

Nati sul fortunato blog con lo stesso nome, ed evolutisi negli anni tra riviste, radio, fumetti e quotidiani, gli spaesati ‘personaggi precari’ raccontano un panorama umano stralunato e sempre in affanno, ma vigile e disperatamente autoconsapevole. Vanni Santoni, con questo progetto di lungo corso che vede oggi la sua edizione definitiva in volume, ha portato la narrazione del precariato dalla semplice cronaca alla stessa struttura del testo, dando vita a un vero e proprio universo di monadi stranite, ironiche, malinconiche, spietate. Postfazione di Raoul Bruni.

La persona e il sacro

Uno degli scritti più celebri di Simone Weil, pubblicato in origine come saggio in «La Table Ronde» n. 36 (dic. 1950).

Perso Per Te

“Devo andare, Jack,” disse e si alzò sulle punte per baciargli il naso. “Non dimenticherò mai la scorsa notte.”
Jack la trascinò in un bacio profondo, con una mano affondata tra i suoi capelli e lei quasi – *quasi* – cambiò idea. Ma già sapeva che, per quanto sarebbe stato divertente rivedere Jack, il prezzo dell’uscire con una celebrità era troppo alto.
* * *
Violet Adams torna a casa a Los Angeles per il lavoro dei suoi sogni.
Durante una serata a festeggiare in uno dei club più alla moda della città, conosce Jack, il bellissimo cantante di una delle sue band preferite.
Passano una notte fantastica insieme, ma la mattina dopo Violet si riprende e lo butta fuori dal suo appartamento: *era tornata a Los Angeles per lavoro, non per ritrovarsi il cuore spezzato da una celebrità inaffidabile. *
**Jack però non mollerà facilmente.**
**Quando scoprono di dover lavorare insieme al suo ultimo video musicale, le convinzioni di Violet vengono messe alla prova.**
* * *
ATTENZIONE: Questo eBook contiene tematiche e linguaggio adatti a un pubblico di soli maggiorenni.
+2 Libri Bonus GRATUITI compresi!

Le persiane verdi

«Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere» azzarda Simenon, che ha terminato “Le persiane verdi” in una sorta di stato di grazia, all’indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Émile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant’anni, all’apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita». «Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin» afferma risolutamente Simenon nell’Avvertenza. «E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall’uno o dall’altro certi tratti o certi tic». Ciò detto, taglia corto, «Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui». Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un’infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto – donne, fama, denaro –, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell’unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell’anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.
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### Sinossi
«Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere» azzarda Simenon, che ha terminato “Le persiane verdi” in una sorta di stato di grazia, all’indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Émile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant’anni, all’apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita». «Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin» afferma risolutamente Simenon nell’Avvertenza. «E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall’uno o dall’altro certi tratti o certi tic». Ciò detto, taglia corto, «Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui». Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un’infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto – donne, fama, denaro –, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell’unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell’anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.

Persepolis Rising. La rinascita

Nella rete di migliaia di nuovi mondi possibili dopo l’espansione dell’umanità, le colonie stanno lottando con determinazione per cercare la propria strada. Nell’ampio spazio tra la Terra e Giove, i pianeti interni hanno costituito un’alleanza provvisoria e molto instabile, perseguitati da una storia di lunghe guerre e forti pregiudizi duri a morire. All’equipaggio della navicella spaziale Rocinante spetta ora un compito davvero delicato: mantenere il più a lungo possibile la sempre più fragile pace. Ma il tutto sarà complicato da un imprevisto e, nel mondo della perduta colonia di Laconia, un nemico nascosto ha in mente oscuri progetti per l’intera umanità e vuole a tutti costi far prevalere il suo potere… Le nuove tecnologie stanno per scontrarsi con il passato e la tradizione, mentre la storia del conflitto tra gli uomini ritorna al suo antico schema di guerra e sottomissione. Ma in questo nuovo scenario la natura umana non è più l’unico nemico a preoccupare, perché anche le oscure forze che si stanno creando hanno il loro peso… un peso che cambierà la forma dell’umanità in maniera inaspettata e definitiva. Il settimo romanzo di una grandiosa space opera, un viaggio entusiasmante verso la nuova frontiera della fantascienza.

(source: Bol.com)

Persa Senza Te

Una stella nascente del cinema. Un pezzo grosso dei film d’azione. Una carriera in caduta libera.
Jackson Cruise è sexy e affermato, e i suoi film incassano miliardi al botteghino. Ma quando uno scandalo inaspettato rischia di affondare la sua carriera, l’unica cosa da fare è… dare alla stampa qualcos’altro di cui sparlare.
È arrivato il momento di limitare i danni.
La soluzione potrebbe essere Sienna Jones, attrice emergente a cui vengono offerti milioni di dollari per il ruolo di nuova fidanzata di Jackson. Sienna decide di accettare il lavoro, e quando la loro finta relazione diventa virale, la sua stella comincia a splendere.
Nel frattempo Austin Black, guardia del corpo di Jackson, ha puntato Sienna.
Con il passare del tempo, Sienna e Austin diventano amici… e poi molto di più. Dopo una notte di passione, la domanda è semplice: riuscirà ancora Sienna a fingere di stare con Jackson, ora che si sta innamorando di un altro?
Grazie a Christina Ross e al suo incredibile talento nel fondere passione, umorismo e arguzia, creando personaggi indimenticabili, Persa senza te lascerà i lettori con il fiato – e il cuore – sospeso fino all’ultima pagina.

Perry Mason e la rossa ambiziosa

Quando si ha a che fare con una rossa non si sa mai come andrà a finire. Evelyn Bagby, avvenente cameriera in cerca di un’occasione nel mondo del cinema, ne è la prova vivente. La ragazza ha i capelli rossi, ed è una vera calamita per i guai a causa della sua ingenua ambizione. Non c’è da stupirsi che in pochi la credano innocente, quando viene trovata in possesso di un braccialetto rubato e accusata del furto dei gioielli di un’attrice hollywoodiana. Fortunatamente per lei, c’è qualcuno disposto a darle fiducia: Perry Mason, convinto che sia stata incastrata, per difenderla è pronto ad affrontare uno dei processi più complicati della sua carriera. E per avere la meglio in tribunale contro chi ha preso di mira la sua pur irrequieta cliente, il principe del Foro dovrà dimostrare di saperne davvero una più del diavolo.
ALL’INTERNO, il racconto ”So Lonely” di Riccardo Landini, terzo classificato all’ottava edizione del concorso Carabinieri in Giallo.
(source: Bol.com)