49169–49184 di 65289 risultati

Il dovere di un capitano

Non può finire così … ‘ Richard Phillips sapeva bene che il suo era un mestiere rischioso. L’aveva anche scritto in una email alla moglie. Ma l’8 aprile 2009 cominciò come un giorno qualunque per il capitano della Maersk Alabama, la nave americana che trasportava cibo e materiali agricoli per il World Food Programme. Un giorno qualunque fino al momento in cui, a duecento miglia dalla costa del Corno d’Africa, un manipolo di pirati somali armati di ak-47 attaccò la nave e salì a bordo. I pirati non si aspettavano che l’equipaggio reagisse. Non avevano idea che i l capitano si sarebbe offerto come ostaggio al posto della ciurma. E non sapevano che cosa aspettarsi dall’ufficiale schietto e tenace che si ritrovarono come prigioniero: cinque giorni di pura tensione destinati a concludersi con una rischiosa operazione di salvataggio. La storia straordinaria del Capitano Phillips è quella di un uomo come tanti altri che ha fatto ciò che riteneva suo dovere, e nel farlo è diventato un eroe.
(source: Bol.com)

Dove sparivano le navi

In quell’immenso arcipelago che è l’oceano Pacifico cominciano a sparire le navi. Non transatlantici o grandi petroliere, niente di sensazionale, niente che meriti più di un trafiletto. Ma c’è un giornalista australiano a mettere insieme, di trafiletto in trafiletto, una serie preoccupante di indizi: piccoli mercantili, traghetti, panfili privati, pescherecci, vecchie carrette conradiane non arriveranno mai a destinazione. Qualcuna viene trovata alla deriva senza anima viva a bordo; ma la maggior parte si è come volatilizzata nella breve rotta da isola a isola, da atollo ad atollo. È un ritorno alla pirateria? Una qualche nuova e fatale turbolenza atmosferica? O uno dei tanti, leggendari mostri marini che sale dagli abissi in cerca di vittime umane? Il solo modo di sapere la verità, di andare a fondo di queste coincidenze forse puramente casuali, è di prendere una vecchia carretta e incrociare con pazienza nelle acque sospette. La pazienza non del pescatore, ma dell’esca.
Copertina di Karel Thole

Dove nessuno ti troverà

Donna e uomo, partigiana e bandito, ‘La Pastora’, personaggio realmente esistito e protagonista di imprese ardite, divenne un mito della leggenda popolare. Sulle sue tracce, uno psichiatra e un giornalista, inventati dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett, intenzionati a squarciare la cortina del suo enigma per svelarne finalmente la natura, le motivazioni, il destino.

(source: Bol.com)

Dove finisce l’arcobaleno

L’anno è il 1935. Lo sfondo è l’Etiopia. La missione consiste nel condurre quattro decrepite autoblindo dapprima per mare, forzando il blocco inglese, quindi per centinaia di chilometri di deserto ostile e selvaggio fino ai Pozzi di Cialdi, nel cuore del territorio etiopico che sta per essere invaso dalle truppe di Mussolini. L’arduo compito è affidato a due avventurieri, un americano e un inglese che agiscono per denaro, a una giornalista che ha sposato la causa degli oppressi e a un giovane dignitario etiope. Dalla goletta negriera che lo farà approdare non senza difficoltà nei pressi di Gibuti, alle gole profonde dell’altopiano etiopico, il piccolo convoglio dovrà conoscere la ferocia degli animali e degli uomini del deserto, le vendette sanguinarie e i riti tribali dei predoni; dovrà fronteggiare un esercito ben equipaggiato combattendo al fianco di un popolo tanto eroico quanto inerme; sarà costretto a rischiare la vita ogni istante opponendo il coraggio al tradimento, l’amore alla disperazione. E durante il viaggio saranno le circostanze a fare gli uomini, ritoccando e talvolta addirittura capovolgendo quelli che sembrano i dati di fatto iniziali. Maestro nella caratterizzazione di personaggi come nel creare una tensione narrativa senza cedimenti, Smith fa sfoggio, in questo romanzo in particolare, anche di un’ironia insolitamente graffiante.

ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU:
WWW.WILBURSMITH.IT
CURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA
(source: Bol.com)

Il dottor Zivago

Boris Pasternak nacque nel 1890 a Mosca. Il suo ingresso nella vita intellettuale russa coincise con la moda del cubofuturismo e con le più accese esperienze di rinnovamento letterario. Ma per quanto animato da un ansioso bisogno di ricerca, egli non dimenticò mai la più genuina tradizione della sua terra, come testimoniano l’opera poetica e, ancor meglio e di più, il romanzo. La sua poesia, così improduttiva ai fini della propaganda, non lo mise mai in buona luce presso le autorità; egli stesso – non per una ben individuata ragione di ordine politico, ma per un preciso bisogno di salvare la libertà dell’arte e del pensiero – sin dal 1930 visse in disparte nella sua dacia di Peredelkino presso Mosca, dove morì nel 1960. Fu in questa volontaria solitudine che maturò e fu scritto II dottor Zivago. Il premio Nobel per la letteratura, conferitogli nel 1958, e l’eco enorme e l’impressione profonda suscitate in tutto il mondo dal romanzo non valsero a toglierlo dall’isolamento né ad attenuare il gelo ufficiale della politica e della letteratura sovietiche. Unanime, la critica di tutto il mondo riconosce che II dottor Zivago si inserisce – per dirla con le parole di Eugenio Montale -“per l’ampiezza del quadro e per la primordialità delle passioni nella tradizione tolstoiana”; e tuttavia, come scrisse Edmund Wilson, esso “non è affatto un romanzo d’antico stampo … è un romanzo poetico moderno, il cui autore ha letto Joyce, Proust, e Kafka e … s’è allontanato dai suoi predecessori per inventare, in questo campo, un genere suo proprio … l’intero libro è una grandiosa, enorme espressione simbolica della visione della vita dell’autore”.
**

Il dottor Prottor e la superpolvere per petonauti

Il dottor Prottor è uno scienziato pazzo. O quasi. Da tempo sta cercando l’invenzione del secolo e dopo l’incontro con Tina e Bulle, due ragazzini suoi vicini di casa, sembra che il suo sogno stia per realizzarsi: insieme hanno scoperto una polvere per fare puzzette esplosive così potenti da rompere i pantaloni, spalancare le porte e, a volte, far finire la gente sugli alberi. Ma non hanno fatto i conti con i due grassi e truci gemelli Tronz, per non parlare del Buco della Morte, dell’intricato sistema fognario di Oslo e soprattutto dell’orribile anaconda che vi abita. Personaggi assurdi e indimenticabili, una folle corsa dell’immaginazione degna di Roald Dahl, un conto alla rovescia verso un finale col botto.
(source: Bol.com)

Dossier Brimstone

###
L’ultima notte della sua vita, il critico d’arte Jeremy Grove invita a cena le tre persone che più lo odiano al mondo. Il mattino seguente viene trovato arso vivo in una camera chiusa dall’interno. L’indagine riunisce una delle più formidabili équipe investigative di tutti i tempi: l’agente speciale Aloysius F.X. Pendergast dell’FBI e il duro poliziotto Vincent D’Agosta, cui ben presto si aggiunge il capitano Laura Hayward della Polizia di New York. Quando anche un noto produttore discografico viene trovato bruciato vivo nel suo lussuoso appartamento la situazione diviene incontrollabile: c’è chi parla di combustione spontanea, chi ritiene che sia opera del diavolo e chi le interpreta come le prime avvisaglie di un’imminente apocalisse…
**

Doppio sogno

Nella Vienna fin de siècle, un medico e la moglie conducono una vita di quieta felicità. Ma un ballo in maschera, e l’incontro con due misteriose figure in domino rosso, fanno precipitare i protagonisti in una nottata di incomprensibile avventure, di cui risulterà impossibile discernere la realtà dal sogno. Una novella in cui si coglie l’eco delle teorie psicanalitiche su cui lavorò Freud in quegli stessi anni ma che non è affatto la traduzione poetica di una qualche dottrina scientifica o filosofica, ma semmai un luogo in cui si condensa e trova lucidissima espressione il malessere esistenziale di un’intera epoca.
**

Doppio incubo

I 6 racconti vincitori del concorso NeroPremio dedicato al genere Horror. ”Uscii dalla porta scura e fui di nuovo libero. Fuori, ad aspettarmi, oltre ai fantasmi, c’erano uomini e donne, tutti agitati da una furia frenetica. Mi persi nell’abisso di quella confusione.”Cos’è cambiato?”, mi disse ad un tratto un giornalista. Stringeva un microfono in mano e mi guardava fisso da dietro i vetri…”

Doppio delitto

Si chiamava Cicely Towers ed era un procuratore distrettuale di New York. Sempre elegante, disinvolta, stimata da tutti. Ma ora giace riversa sul marciapiede di un quartiere malfamato, con la gola tagliata. Per Eve Dallas, tenente della squadra Omicidi, è ben più di un semplice delitto: la maggior parte dei poliziotti conosceva e ammirava la vittima ed è pronta a fare qualsiasi cosa pur di trovare il responsabile. Però il caso non è semplice: perché una donna come Cicely si era spinta in quella zona degradata? E quale può mai essere il movente per un crimine così efferato? L’unica strada aperta per Eve è quella delle innumerevoli relazioni – professionali ma non solo che la donna aveva in città: un lungo elenco d’indiziati, quasi tutti eccellenti. E, in cima all’elenco, spicca il nome di Roarke, l’enigmatico miliardario di origine irlandese con cui Eve sta vivendo un appassionato rapporto sentimentale… Combattuta e inquieta, Eve è costretta a muoversi nell’ombra. Ma poi l’assassino colpisce ancora, in modo ancora più incomprensibile…
**

Doppio colpo

###
L’ispettore Mat Joubert era l’orgoglio della squadra omicidi della polizia di Città del Capo, ma quei tempi sono ormai lontani. Sua moglie Lara è morta da più di due anni, ma Joubert, a soli trent’anni, non riesce a trovare la forza di andare avanti. Quando una serie di brutali omicidi, tutti “firmati” da una vecchia Mauser, sconvolge la città, Mat capisce di trovarsi a un bivio. Deve riuscire a incastrare l’assassino, scovando il filo sottile che unisce le vite apparentemente diversissime delle vittime, oppure il nuovo capo troncherà per sempre la sua carriera. In una corsa contro il tempo per fermare un killer sempre più spietato, Joubert batte tutte le piste possibili, ma la soluzione si annida dove lui non ha mai pensato di cercarla…
**

La doppia faccia degli UFO

Un romanzo che non è solo un romanzo, ma un serio tentativo di strappare agli UFO la loro maschera millenaria. L’incontro di un ragazzo in bicicletta con un disco e tre ufonauti, dà l’avvio a un’indagine i cui risultati si contraddicono ogni volta nel modo più assoluto. Da una parte, non c’è dubbio, gli UFO sono reali ed esistono da sempre. E d’altra parte, neanche su questo c’è dubbio, gli UFO sono “rappresentazioni che nascono dal puro Vuoto e nel puro Vuoto si risolvono” . Ma forse le due facce, i due opposti aspetti del fenomeno non sono così inconciliabili come sembrano. “Il più interessante, anzi il solo, scrittore di idee della fantascienza inglese” è stato definito lan Watson da J. G. Ballard.
Copertina di Karel Thole

Un dono prezioso

La Shenandoah Valley, in Virginia, al riparo delle Blue Ridge Mountains, è molto distante da Hollywood, ma è esattamente lì che vuole vivere Cilla McGowan – un tempo enfant prodige del grande schermo – lontano da tutto e da tutti. Cilla è ora una restauratrice, e si sta dedicando alla riparazione di quella che era la fattoria di sua nonna, la leggendaria Janet Hardy, attrice dalla voce strabiliante, morta suicida anni prima in circostanze misteriose. In questo rifugio Cilla è talmente immersa nel progetto di restauro da notare a fatica il suo vicino di casa, uno scrittore di nome Ford Sawyer; ma poco a poco sarà sempre più difficile ignorarne gli occhi verdi e l’imperturbabile senso dell’umorismo. Nonostante la tentazione, Cilla vorrebbe sfuggire al triste destino delle donne della sua famiglia, incapaci di trovare il vero amore, e cerca di resistere in tutti i modi al fascino dell’uomo. Quando però trova delle lettere di sua nonna, e scopre che al momento della sua morte era incinta di un uomo che abitava nei dintorni, avrà bisogno dell’aiuto di Ford per scoprire come sono andate davvero le cose. Ma soprattutto, quando le sue ricerche desteranno l’attenzione di qualcuno che vorrebbe tenere nascosta la verità, dovrà capire quanto può fidarsi dei propri sentimenti.